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LA MALATTIA
DEL BACIO O KISSING DISEASE
appunti del dott.
Claudio Italiano
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oppure cfr
indice di infettivologia
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E’
capitato a tutti di avere un figlio che durante l’adolescenza presenta
un quadro febbrile intenso, con debilitazione e senso di prostrazione, mal
di gola; il medico prescrive un prelievo e viene fuori un emocromo con
formula invertita, cioè i globuli bianchi alla formula
di arneth, presentano una linfocitosi relativa, cioè i linfociti
che dovrebbero essere intorno al 25-30%, sono l’80-90% ed i neutrofili
ridotti; in più compare malessere e dolore epatico
con movimento delle transaminasi. Il medico
perfeziona le richieste prescrivendo il prelievo per anticorpi anti HBV ed
anti CMV, e dalle analisi risulta una positività ad anticorpi del tipo
IgM (cioè quelli formati più di recente, espressione di infezione in
atto) per il virus di EBV o CMV.
Molti microrganismi entrano in contatto con l’uomo, specie con i
rapporti intimi; esempio ne sia la cosiddetta "malattia del
bacio", degli autori anglosassoni o "Kissing Disease",
della quale si descrivono vere epidemie nei college inglesi, tra i turisti
dei villaggi estivi, e, chi vi scrive, ne ha esperienza, poiché d’estate,
con l’uso di aria condizionata, per i contatti intimi "mordi e
fuggi", talora ha ricoverato più ragazzi affetti da strane faringiti
acute, rivelatesi poi " infezioni da Citomegalovirus e/o di Epstein e
Barr virus (CMV ed EBV).
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Il virus di EBV, questo
sconosciuto.
Il virus di Epstein Barr o EBV, appartiene
alla famiglia degli Herpesvirus, esattamente come quello che dà luogo
alla varicella o al fuoco di Sant’Antonio. E’ diffusissimo in tutto il
mondo e sono ben poche le persone che non ne vengono contagiate. Dati
statunitensi indicano che il 95% degli adulti tra i 35 e i 40 anni ne sono
stati infettati. Alla nascita si è immuni, grazie agili anticorpi
materni, ma come questa immunità trasmessa scompare, ecco che l’individuo
diviene suscettibile. Come in molti altri casi, se il contatto con l’EBV
avviene in età infantile non si hanno conseguenze degne di nota, tanto
che l’infezione anche quando dà sintomi si confonde con le frequenti
febbriciattole dei bambini.
Il miglioramento delle condizioni igieniche ha fatto sì che nei paesi
industrializzati il contatto con il virus di Epstein Barr avvenga in età
adulta e, in questo caso, le manifestazioni cambiano e sono colpiti i
ragazzi del "tempo delle mele!". Già nell’adolescenza, l’EBV
può provocare un’infezione, la mononucleosi infettiva, chiamata anche
malattia del bacio, in quanto il contagio avviene per il contatto intimo
con la saliva di una persona infetta. Ovviamente non tutte le volte che si
entra in contatto, in età adulta, per la prima volta con l’EBV si ha la
mononucleosi, ma in un 50% dei casi sì. Se invece si è già stati
infettati una volta anche il contatto bocca a bocca con una persona
affetta da mononucleosi non provoca conseguenze.
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Che cosa provoca la mononucleosi?
La mononucleosi provoca febbre, infiammazione della gola e
ingrossamento dei linfonodi dell’area. A volte possono essere
interessati dall’infiammazione fegato e milza. E più raramente dell’apparato
cardiovascolare e del sistema nervoso centrale, ma quasi mai si hanno
conseguenze fatali. Non ci sono pericoli nemmeno per le gestanti, infatti
l’infezione in fase attiva da EBV non ha mai provocato, a differenza di
altre, difetti congeniti del bambino o aborti. La mononucleosi, peraltro,
non si cura: non esistono antivirali efficaci e si possono al limite
contrastare i sintomi. In alcuni casi possono essere utili gli steroidi
che, secondo alcune esperienze limitate, potrebbero accorciare la durata
della malattia acuta.
Ci si potrebbe chiedere allora perché la ricerca clinica si sia occupata
e si occupi di questo virus. Il fatto è che mentre i sintomi della
mononucleosi si risolvono in uno-due mesi, il virus tende a restare allo
stato latente nell’organismo, per riattivarsi periodicamente, situazione
nella quale ritorna a essere rilevabile nella saliva ma di solito senza
sintomi. In pratica questo fa sì che di tanto in tanto anche i portatori
sani diventino fonte di contagio. Il fatto che l’EBV resti per sempre
nell’organismo ha indotto a sospettare un suo ruolo in alcune malattie
apparentemente inspiegabili come la febbre di origine sconosciuta, per
esempio, o la cefalea delle giovani donne o, appunto, la sindrome da
affaticamento cronico. In effetti da tempo è noto che almeno due tumori
sono tipici dei portatori di virus di Epstein Barr, il linfoma di Burkitt
e il carcinoma nasofaringeo, anche se la presenza del virus non è la sola
causa. Recentemente è stata avanzata anche l’ipotesi che l’EBV
collabori con l’Helicobacter pylori nella genesi di alcuni particolari
cancri dello stomaco. Non in tutti i casi l’EBV adotterebbe la stessa
strategia, in quanto diversi geni virali entrano in gioco nei diversi
tumori di cui sembra essere una delle cause.
Grande interesse per il ruolo di questo come altri virus, dunque, ma senza
che questo significhi un allarme. Come sempre, il virus non basta, occorre
anche una certa suscettibilità dell’ospite a queste malattie,
suscettibilità fortunatamente piuttosto rara.
Mononucleosi infettiva – Kissing disease
Il virus di Epstein-Barr può causare la
mononucleosi infettiva, conosciuta anche come Febbre ghiandolare, oppure 'Mono'
and 'Pfeiffer's disease'. L’infezione si determina a seguito della prima
esposizione di una persona al virus, durante o dopo l’adolescenza e,
ciò, a seguito delle migliorate condizioni igieniche, mentre un tempo,
già nei primi anni di vita si incappava nella malattie da EBV, come se si
trattasse di una qualsiasi febbriciattola dei bambini. I test per gli
anticorpi di EBV sono universalmente positivi in tutte le genti. In USA
almento la metà dei bambini di 5 anni hanno avuto l’infezione da EBV,
fino ad arrivare al 95% dei soggetti adulti, tra i 35 ed i 40 anni d’età.
Ma l’importanza della malattia da EBV non risiede tanto in questi
aspetti secondari, ma per il fatto che il virus è associato a patologie
molto severe, non ultimo di pertinenza ematooncologica.
Infezione da EBV associata a tumori
Le più forti evidenze correlano EBV alla
formazioni di cancro:
· Altre malattie autoimmune
· Il Linfoma di Burkitt
è un tipo di linfoma Non-Hodgkin
ed è molto comune nell’africa equatoriale e coesiste con zone dove è
endemica la malaria. Infatti l’infezione malarica causa una riduzione
della immunosorveglianza da parte delle cellule B infettate, la dove si
possono avere delle mutazioni e perdita del ciclo cellulare, con eccessivo
incremento del numero delle cellule come nella proliferazione del Linfoma
di Burkitt, che interessa la mandibola, formando un enorme massa tumorale,
che risponde velocemente a chemioterapia, con ciclofosfamide. Ma le
recidive sono comuni.
Altri linfomi a cellule B sorgono nei
pazienti immunodepressi sono quelli con
AIDS o dopo che sono stati sottoposti a trapianto d’organo, con disordini linfoproliferativi.( immunosuppression
Post-Transplant Lymphoproliferative Disorder (PTLPD)). Tumori del muscolo
liscio sono associati con il virus in pazienti affetti da neoplasie.
Il carcinoma nasofaringeo ( Nasopharyngeal
carcinoma ) è un cancro che si localizza nel tratto respiratorio
alto, nel nasofaringe ed è associato ad EBV. Prevale nella Cina del suf
ed in Africa., per fattori genetici ed ambientali, verosimilmente la dieta
cinese: pesce affumicato, con nitrosammine che sono carcionogeni!
Sindrome dell’affaticamento cronico :
Chronic fatigue syndrome
Negli anni 1980-90, l’infezione da
EBV divenne una spiegazione favorita della sindrome dell’affaticamento
cronico. Si noto che la gente affetta aveva avuto infezioni
da EBV
Malattie associate ad EBV
-
Mononucleosi infettiva
-
Diversi linfomi non Hodgkin
,compreso Linfoma di Burkitt
-
La
malattia di Hodgkin
-
La sindrome di Stevens-Johnson
-
Epatiti
-
Herpes
-
Disordini Linfoproliferativi
post-trapianto
-
Herpangina
-
Sclerosi multipla
-
Leucemia a cellule capellute
-
Common
variable immunodeficiency (CVID)
-
Kikuchi's
disease
-
Cancro Nasofaringeo (Nasopharyngeal
cancer )
-
Subepithelial Infiltrates
vedi l'indice di
gastroepato index
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