| |
Algoritmo per la
gestione del Barrett.
appunti del
dott. Claudio Italiano, gastroenterologo ospedaliero
La
malattia da reflusso gastroesofageo o MRGE è una condizione
patologica severa poiché può dare luogo a sintomi e complicanze
svariate, inquadrabili nell’ambito di sindrome esofagee ed
extra-esofagee. Tra le condizioni associate al danno esofageo
abbiamo:
-
Esofago di Barrett
-
Adenocarcinoma esofageo
L’esofago di Barrett è una
lesione precancerosa cosi come la stenosi da caustici o l’acalasia
dell’esofago, cioè il mancato rilasciamento al sopraggiungere
dell’onda peristaltica. Infatti ogni infiammazione cronica, cioè l’esofagite
cronica, può degenerare nella trasformazione della mucosa in
metaplasma intestinale, e questo è un primo passo verso il cancro
dell’esofago.
Sintomi
I sintomi del Barrett sono
sovrapponibili alla
MRGE:
- dolore retrosternale,
che si irradia alle spalle, simulando un’angina pectoris;
- bruciore in regione
retrosternale
- sensazione di
difficoltà alal deglutizione, come di un bolo che si arresta
- odinofagia, cioè se
inghiotto ho dolore
- rigurgito di cibo,
sensazione di acido in bocca, specie se mi corico; tosse secca,
stizzosa, la notte, poiché incosciamente posso avere rigurgito
durante il sonno e materiale migra nelle vie aeree.
La
progressione della MRGE all’adenocarcinoma esofageo, è un processo
lento e graduale che inizia con l’esofagite lieve (20%) che dopo
alcuni mesi nel 5% dei casi diventa severa; a distanza di qualche
anno, in una percentuale dei pazienti compresa tra lo 0.5 ed il 2%
si sviluppa metaplasma di Barrett che nell’arco di anni si trasforma
in displasia di basso grado (0,2%), che a sua volta entro 2-5 anni
evolve in displasia di grado elevato (0.03%) da cui si sviluppa l’adenocarcinoma
nello 0,1% dei casi. All’interno di questo processo sono stati
evidenziati due aspetti importanti: l’esofagite severa è la
condizione che conduce alla formazione del BE (esofago di Barrett);
la presenza di quast’ultimo è funzione per lo sviluppo della
neoplasia.
Lo screening endoscopico per ricercare la presenza
dell’BE dovrebbe essere effettuato sulla base di alcuni fattori, tra
cui assumono particolare importanza la familiarità per BE, cioè se
il padre ne è stato affetto, anche il figlio potrà esserlo, e così
pure una storia di MRGE. Se i soggetti, viceversa, non hanno
displasia, allora la possibilità del tumore è scarsa, 0.5-2.2 a 10
anni, mentre l’eccesso di mortalità tra tutte le cause
(cardiovascolare, altre neoplasie ecc. ammonta al 17,5%. Per quanto
riguarda il Barrett displasico è importante effettuare la
stratificazione del rischio mediante impiego di metodiche avanzate
di imaging endoscopico e tecniche di resezione endoscopica. Inoltre
l’avvento della biologia molecolare è possibile valutare le
alterazioni genetiche che si riscontrano nelle singole cellule.
La cura
Nelle
fasi precoci della lesione è prevista l’escissione della mucosa
dell’esofago con tecnica della mucosectomia per endoscopica; cioè di
infiltra soluzione salina nella mucosa per farla “rigonfiare”;
quindi la mucosa rigonfia viene aspirata dentro un cappuccio
endoscopico e di procede con il taglio mediante l’ansa diatermica,
cioè si “incappia” con una specie di laccio la mucosa e si fa
passare una corrente elettrica che consente di ottenere il taglio e
contemporaneamente la coagulazione della parte che si sta operando.
Ovviamente la tecnica va riservata ad endoscopisti esperti.
|