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Cirino Conti nasce a Gressoney in Valle d’Aosta nel 1951, si diploma Maestro d’Arte a Monza e comincia a dipingere ed esporre opere moderne sino a quando, già quarantenne, incontra l’icona: “ non riuscivo a capire, non essendo un praticante assiduo della Chiesa, cosa mi attraesse in quei dipinti così lontani dalla mia formazione artistica occidentale. Il richiamo era troppo intenso, così mi cimentai a riprodurle, ne studiai il significato teologico e mi resi conto che si trattava di una vera e propria “chiamata”. Mi abbandonai ad essa, studiai alla Scuola Iconografica di Seriate, presso il Centro Russia Cristiana, per diversi anni, comprendendo tutto il mondo dell’icona: l’antica tecnica pittorica, la composizione dei colori, il tipo di tavola, la base di gesso, il disegno e le tecniche di stesura del colore, le maniere di eseguire le lumeggiature che permettono alla materia di illuminarsi – in una parola, sia i fondamenti della pittura di ogni tipo di icona , sia le diverse componenti stilistiche esistenti nell’arte bizantina e russa.”
Oggi, per Cirino Conti, l’icona è un vero e proprio cammino spirituale, un’ascesi interiore che va di pari passo con il cammino di maturazione artistica. Consapevole di aver ricevuto una precisa vocazione e un altrettanto precisa missione da compiere, mantiene un atteggiamento d’obbedienza ai canoni, tanto da apparire poco creativo e perfino ripetitivo.
In realtà l’obbedienza alla Tradizione, come l’attenzione ad ogni particolare anche minimo dell’esecuzione dell’opera, esprime il desiderio dell’artista di assomigliare lui stesso all’immagine (eikon) che Dio aveva nel crearci. | |
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| “Se vuoi comprendere ciò che sei, non guardare a quello che sei stato, ma all’immagine che Dio aveva nel crearti” (monaco Evagrio). |
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