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Diventare il testimone
Di Mike Tymn                                       (16-01-12)
Un pomeriggio, tre decenni fa, quando ero al college, partii per un viaggio sulle strade del Connecticut. Questo viaggio è ovviamente avvenuto prima che esistessero il GPS ed anche i telefoni cellulari, perciò avevo con me solo una mappa, ma non era molto esatta. Le strade non erano ben indicate ed io non avevo familiarità con la zona da attraversare. Il risultato fu che mi sono perso senza speranza e man mano che il giorno passava, mi sentivo sempre più frustrato.
 Infine, seduto in macchina come uno scemo, ho iniziato ad infuriarmi ,imprecando contro quella pessima mappa, la scarsa segnaletica ed il labirinto impenetrabile di strade. Ma, mentre ero furioso, ero anche consapevole di un'altra parte di me stesso, stranamente distaccata e non giudicante, che mi diceva molto freddamente : "
Sta davvero perdendo il controllo, non è così? " (O qualcosa del genere.)
Questo può essere stato il  primo momento in cui presi coscienza del 'Testimone' -
la parte di noi che osserva, prende nota e impara, ma non reagisce o condanna. Quando mi calmai, iniziai a pensare a quella strana sensazione di dualismo - di guardare me stesso dal di fuori. Più tardi ho imparato che gli Psicologi la chiamano dissociazione, ma porre un'etichetta a qualcosa non spiega nulla e io sono rimasto a chiedermi cosa fosse: un meccanismo di difesa, come la Psicologia sostiene, o qualcosa di più?
In questi giorni penso che il Testimone sia la parte più vicina (almeno nello stato di veglia), al nostro
sé superiore.  È uno stato senza ego - è per questo che non vi è giudizio o reazione, ma solo una calma valutazione del nostro agire. Abbiamo accesso al 'Testimone', quando le nostre difese dell'Io si abbassano, sia perché siamo entrati in uno stato alterato di coscienza attraverso la meditazione o le fantasticherie, sia -al contrario- perché abbiamo tanto lavorato su qualcosa, che i nostri metodi abituali di self-control cedono. Ho notato un'altra cosa su questo misterioso testimone:
invecchiando trovo che la mia risposta agli eventi è sempre più spesso in linea con quella del testimone.
In altre parole, mi arrabbio meno spesso e faccio un passo indietro per osservare la situazione con molto più distacco rispetto a quando ero più giovane. Non sto dicendo che non reagisco più in modo eccessivo - so che lo faccio- e ci sono questioni specifiche che prevedibilmente mi faranno premere certi bottoni - ma credo di non reagire più in modo eccessivo abbastanza frequentemente come facevo prima. Alcuni studi hanno dimostrato che la maggior parte delle persone diventa più felice quando invecchia, e che settantenni ed ottuagenari sono i gruppi di età più felici.
Questo è in contrasto con il culto di tutte ciò che é giovanile, come vorrebbe la nostra cultura consumistica, tuttavia fa un pò stupire.
Con l'età arriva (in molti casi, anche se non sempre) un cedimento dell'Io e lo spazio che si lascia alle spalle parrebbe venire occupato dal Testimone. Il testimone è stoico, accetta acriticamente, é sereno. Una persona che si identifica con l'Ego è destinata ad una vita tempestosa e dura, quella
"febbre capricciosa della vita", come Shakespeare l'ha definita; una persona che si auto-identifica col Testimone, invece, troverà che la vita scorre più facilmente.
Inoltre, ho il sospetto che in molti casi il "sé" che continua dopo la morte è essenzialmente
il Testimone, con l'Ego ridotto al minimo o spento del tutto. Le persone che si identificano con l'Ego in modo molto forte, che hanno soffocato la voce del Testimone scopriranno -dopo la morte- che tutto il loro Ego persiste per un pò, e forse alcuni di loro sono quello che gli Spiritualisti chiamano Spiriti legati alla terra, bloccati (per un certo tempo) in un basso livello di sviluppo. Ma per chi mira a conquiste spirituali, anche modeste, cioè quelli che non hanno del tutto trascurato il Testimone - in altre parole, per la maggior parte delle persone normali - la transizione verso uno stato di vita dopo la morte probabilmente consiste nello scartare la maggior parte o tutto il pensiero egocentrico e divenire un tutt'uno col Testimone. Forse questo non avviene istantaneamente, motivo per cui non è segnalata con coerenza dai Ritornati dalle esperienze di pre-morte (NDE), poichè sembra accadere come conseguenza della revisione della vita, con l'incontro con un Essere di Luce (che può essere una percezione esteriorizzata del Testimone ), e forse dopo un prolungato stato di Sonno Riparatore.
Se questa ipotesi è in qualche modo corretta,raggiungere un elevato grado di auto-identificazione col Testimone è il modo migliore per portarci vicino al "Paradiso Terrestre", e dovrebbe facilitare la transizione verso la vita successiva. Forse è per questo che i saggi ed i maestri spirituali di tutte le tradizioni hanno sottolineato la necessità di ridurre al minimo l'Ego e allargare la sfera d'influenza del Testimone. E 'interessante interpretare alcuni insegnamenti Cristiani in questa luce.
"
Il Regno di Dio è dentro di voi" - perché il testimone è dentro di voi. L'unione con il testimone è "una perla di grande valore."  Riconciliazione significa unione con il testimone. Il grano (nutriente) del testimone sarà separato dalla pula (la crusca indigeribile) dell'Io.
Forse è la voce dei Testimoni che abbiamo sentito in altri detti attribuiti a Gesù (e al suo
mentore, Giovanni). Questo brano, per esempio, sembra derivare direttamente dal Testimone:

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete il mio
giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le
vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico è leggero. [Matteo 11,29-30]

NDE ALL'ORIGINE DELLE RELIGIONI?
(12-01-12)
Tempo fa, stavo leggendo un articolo su Skeptiko, in cui Alex Tsakiris parla con il Dottor Alexander Eben, un Neurochirurgo protagonista d' un'esperienza di pre-morte (NDE), e cominciai a chiedermi che cosa può avere sperimentato la prima persona al mondo che ha avuto una NDE . Potrebbe essere così che l'umanità ha imparato che esiste una vita ultraterrena? Potrebbe essere questa la prima causa da cui ogni religione é cominciata?
 Ogni persona che ha provato una NDE vive un'esperienza unica, sebbene siano presenti molti punti in comune. I 'Ritornati' spesso riferiscono di essere coscienti di trovarsi fuori dal loro corpo e sono in grado di ricordare medici o infermieri dire cose specifiche, o semplicemente di aver galleggiato in aria e di vedere cose che non sarebbero stati in grado di vedere dalla posizione occupata dal loro corpo fisico. Essi hanno inoltre spesso dichiarato di avere incontrato i propri cari trapassati ed, eventualmente, anche alcune  figure religiose, come Gesù o altri esseri divini come gli Angeli.
L' attraversamento d'un tunnel che porta verso la luce è un altro elemento comune, oltre al fatto di avere una revisione della propria vita. Ma nonostante tutto, ogni esperienza di Pre-morte è unica e
le differenze culturali potrebbero anche essere un fattore che le può spiegare, ma tali differenze non dovrebbero sorprenderci troppo, infatti nella vita quotidiana, tutti noi abbiamo esperienze uniche ogni giorno. La nostra coscienza può essere limitata al nostro sé fisico, ma possediamo pur sempre il libero arbitrio per prendere le nostre decisioni ed abbiamo anche le nostre opinioni e le nostre preferenze.
Le vite quotidiane di ognuno di noi possono avere certe similitudini comportamentali, come lavarsi i denti, andare a lavorare, pranzare, guardare la TV, ecc., ma nonostante tutto, ci sono pur sempre delle differenze, perchè, per esempio, non tutti utilizzano lo stesso dentifricio, nè fanno lo stesso lavoro o guidano lo stesso tipo di auto e non necessariamente mangiamo tutti gli stessi cibi o amiamo gli stessi spettacoli televisivi.  Se invece vivessimo in una società tribale del terzo mondo, probabilmente le differenze non sarebbero usare un dentifricio o guardare la TV,  ma ancora ci si alzerebbe la mattina e vorremmo qualcosa da mangiare. Quindi, se le nostre vite quotidiane sono uniche, anche se con alcune somiglianze, perché non dovrebbe essere sorprendente pensare che l'Aldilà è unico per tutti,anche se con alcune somiglianze? Potrebbero allora le NDE essere all'origine di tante antiche religioni, forse anche preistoriche? Anche se molti dei racconti delle NDE provengono da persone rianimate su un tavolo operatorio, ci sono casi in cui alcune sono state erroneamente considerate morte, quando in realtà non lo erano e, dai tempi passati, ci giungono notizie di persone sepolte vive per sbaglio, quindi può  essere possibile che anch'esse abbiano avuto una NDE.
Se così fosse, allora la storia che possono avere raccontato sulla loro esperienza potrebbe aver generato un'antica religione ... soprattutto se le storie venivano riferite da qualcuno che tutti gli altri avevano creduto che fosse davvero morto.
Naturalmente, è anche possibile che alcune credenze religiose si siano formate attraverso allucinazioni indotte da droghe o da pure fantasticherie, ma se ci fosse qualcosa di più, se alcune credenze fossero iniziate partendo da un'esperienza reale? Cosa succederebbe se le credenze religiose che rispecchiano eventi comuni che si verificano durante una NDE non fossero il frutto della fantasia, ma racconti reali di una vera esperienza metafisica?
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(Webmaster DAL BLOG EPIC JEFF)

Dio e l'Aldilà (08-12-11)

Si dice a volte che il problema se ci sia o non ci sia vita dopo la morte è separato dalla questione se esista o meno un Dio. E questo è vero. E' certamente possibile immaginare la vita dopo la morte anche in assenza di
qualsiasi Creatore supremo o Mente cosmica che diriga lo show. E' anche possibile immaginare un Dio che non si degna di concedere l'immortalità alle sue creazioni.
In effetti, ricordo un caso confermato di un ateo che tuttavia credeva nella vita dopo la morte.  Editore di una rivista, si convinse dell'esistenza d'una vita ultraterrena studiando il caso del dirigibile R-101, di cui ho scritto altrove.
LaPdA ve ne ha offerto la traduzione [QUI
Sorprese non poco i suoi lettori dichiarando che quel caso aveva dimostrato la realtà dell'immortalità umana, almeno per lui, pur continuando a dire che non credeva in Dio.
 Non c'è nulla di intellettualmente incoerente in questa posizione, pur tuttavia, personalmente credo che l'idea di una vita ultraterrena è strettamente legata all'idea di Dio. Ecco perché.
Diciamo che c'è vita dopo la morte, ma non un Dio inteso come un potere ultimo nell'universo, responsabile della progettazione e supervisione di un piano cosmico gigantesco. In questo caso, non sembra possa esserci alcuna ragione di aspettarsi giustizia, moralità, o anche semplice decenza e
correttezza nello schema cosmico delle cose, perché non esisterebbe un sistema cosmico, ma solo il caos per la mancanza di un non regolamentato, senza supervisione, in ultima analisi, sarebbe un'esistenza priva di significato. Ora, se questo è vero, allora nel migliore dei casi l'Aldilà diventa problematico.

Chi vorrebbe vivere per sempre, o anche per un breve periodo dopo la morte fisica, se tale vita consistesse in un vortice di confusione da incubo? Potremmo trarre un qualche conforto dall'idea della vita dopo la morte se credessimo che verremo intrappolati in una follia senza fine, un film dell'orrore da cui non potremmo mai uscire? Alcuni dicono che l'assenza di un Dio non implica necessariamente il caos e l'orrore, perché potrebbero esistere un'auto-regolazione o dei principi auto-organizzativi, qualcosa come il karma, per esempio. Eppure, è difficile affidare il proprio destino al funzionamento di un meccanismo cosmico cieco,impersonale, amorale, che potrebbe rivelarsi spietato come la sopravvivenza  darwiniana del più forte, o arbitrario come le metamorfosi di un delirio febbrile.
Penso che il comfort offerto dall'idea di un Aldilà dipende, almeno implicitamente, dal presupposto che ci sia una logica, una giustizia ed un significativo piano globale messo in atto da un Intelletto infinitamente superiore al nostro, un Intelletto che sa cosa è meglio per noi anche quando non ci pare sia così, che lavora nel nostro interesse e ci protegge dalle vicissitudini dell'esistenza. Senza questo presupposto, l'Aldilà comincia a sembrare più come una stanza degli orrori, almeno potenzialmente, che come un Paradiso. Inoltre, penso che riceviamo implicitamente la forza interiore necessaria a
contemplare la vita eterna, le sue sfide inconcepibili e le opportunità che essa presenta, dall'idea che ognuno di noi è un'estensione di Dio, e quindi, condivide, anche se solo in misura molto limitata, il suo potere. Spogliati di questa fiducia, saremmo in realtà solo inutili relitti spirituali sballottati in un turbolento mare cosmico. Grazie alla tradizione giudaico-cristiana, l'idea di un Dio saggio,
giusto,caritatevole è così profondamente radicata nella mentalità occidentale che la maggior parte di noi probabilmente l'accetta in qualche forma, anche se coscientemente lo rifiuta. Non sto parlando degli atei , naturalmente, ma di persone che hanno interesse nella ricerca spirituale.
Probabilmente tendiamo ad assumere che il mondo è impostato in modo tale da dare un senso a tutto e, in ultima analisi,che sia giusto per ciascuno di noi, e che l'Aldilà, semmai dopo una successione di incarnazioni fisiche, è parte di questo piano divino. La vostra idea potrebbe essere diversa, ma per me, un Aldilà non pianificato e senza la supervisione di qualsiasi potere superiore è un Aldilà che preferisco evitare. E poiché le prove che possediamo suggeriscono che vi sono uno scopo morale ed un piano superiore di sopravvivenza post-mortem come evidenziano, per esempio, la revisione della vita nelle esperienze di quasi morte, penso che sia ragionevole ipotizzare una mente ed una volontà alla base di tutto. E se non c'è? Allacciate le cinture di sicurezza,ragazzi ... perché il viaggio sarà duro!

(Dal Blog di Michael Prescott -Under permission- Traduzione: Wm)

L'APPUNTAMENTO CON LA  MORTE E' INELUTTABILE? (19-11-11)
In un suo breve articolo, Mike Tymn, il nostro amico Giornalista Hawaiano, cerca di rispondere a questo antico interrogativo citando una storia che noi conosciamo bene, perchè raccontata, anche se in modo un pò diverso, dal grande Roberto Vecchioni. "Mutatis "Sbagli, t'inganni, ti sbagli soldato mutandis", però, il significato è identico.

"Nel 1988, un mio amico di nome Brian morì in casa mia. A quel tempo abitava con me dopo aver rotto con la sua ragazza. Molti anni dopo ho vissuto l'esperienza nota come 'proxy sitting' (seduta medianica per procura, ne abbiamo parlato  QUI - NdR-)
Una donna che non avevo mai incontrato prima, (era una conoscente delle mie sorelle) si era recata da un medium, ed era tornata con un messaggio per me da Brian. Nonostante il fatto che la donna non conoscesse nè me, nè Brian, le informazioni che mi ha dato su di lui erano indubbiamente accurate, compresa l'affermazione: "Brian ha detto che era giunto il suo momento".
Spesso mi soffermo su questa frase.
Dopo tutto, Brian era morto dopo essere caduto a terra, ubriaco, in un bar. Il cranio era fratturato (anche se noi non lo sapevamo) e mentre giaceva sul pavimento in camera mia è morto a seguito d'una emorragia cerebrale, quindi, se era davvero giunto 'il suo momento', si era inconsciamente fatto del male bevendo, o era stato guidato da qualcuno o qualcosa in modo così efficace da uccidersi?
Sentiamo spesso di persone che hanno avuto una NDE, alle quali vien detto che non è giunto il loro momento, ma nel caso di Brian, come funziona?
Questa deliziosa storia di Somerset Maugham '
Appuntamento a Samara
', mi è tornata in mente  stamattina e mi ha spinto a scrivere questo articolo. Traetene voi le conseguenze....
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<Un mercante di Baghdad mandò il suo servo al mercato per fare alcune compere.
Poco dopo, l'uomo ritornò bianco in viso e, con voce tremante, balbettò:
"Al mercato sono stato spintonato da un uomo tra la folla, e quando mi sono girato ho visto che era la Morte che mi ha guardato minacciosa.
Ti prego di prestarmi il tuo cavallo, perché voglio andare a Samara, dove lei non sarà in grado di trovarmi ".
Il mercante si disse d'accordo e gli prestò il suo cavallo.
Il servo se ne andò via velocemente, spingendo l'animale al galoppo.
Più tardi quello stesso giorno, il mercante si recò al mercato e vide anche lui la Morte tra la folla. Le si avvicinò e le chiese: "Perché hai fatto un gesto minaccioso al mio servo quando lo hai visto questa mattina?"
"Non era un gesto minaccioso",
rispose la Morte.
"E' stato solo un moto di sorpresa. Ero stupita di vederlo a Baghdad, perché ho un appuntamento con lui stasera a Samara. ">

(Dal blog di M. Tymn)

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GIORDANO BRUNO MARTIRE DELLA VERITA' (16-06-11)

Oltre quattro secoli fa, il 16 febbraio 1600, la Chiesa Cattolica Romana, condannava a morte Giordano Campo dé Fiori Giordano Bruno RomeBruno, filosofo e scienziato, per il reato di eresia.
Prelevato dalla sua cella nelle prime ore del mattino, fu condotto fino a Campo dei Fiori a Roma e bruciato vivo sul rogo, sol perchè le autorità religiose troppo temevano le idee di un uomo che era conosciuto in tutta Europa come un pensatore audace e brillante.
Da una particolare versione storica della vicenda emergono particolari raccapriccianti: i carnefici ebbero l'ordine di evitare che potesse parlare alla folla. Subito dopo che la condanna a morte fu emessa, la mascella di Giordano Bruno venne bloccata con un bavaglio di ferro, quando la sua lingua era stata già trafitta con un chiodo fatto penetrare nel palato. Condotto su un carro per le strade di Roma, spogliato dei suoi abiti, fu bruciato vivo sul rogo.
Per tutta la sua vita,Giordano Bruno aveva sostenuto il sistema copernicano che poneva il Sole e non la Terra, al centro del sistema solare. Si opponeva all'autorità mortificante della Chiesa ed aveva rifiutato di ritrattare le sue convinzioni filosofiche in tutto i suoi otto anni di reclusione nelle carceri dell' Inquisizione veneziana e romana. La sua vita fu spesa a testimonianza della conoscenza e della verità che hanno segnato quel periodo sorprendente della storia, conosciuto come il Rinascimento, in cui l'arte moderna, il pensiero e la scienza attuali riconoscono le loro radici. 
Nel 1992, dopo 12 anni di esitazioni, la Chiesa Cattolica Romana, a malincuore, ha finalmente ammesso che Galileo Galilei aveva ragione nel sostenere le teorie di Copernico. La Santa Inquisizione aveva costretto un vecchio Galileo a ritrattare le sue idee sotto la minaccia della tortura nel 1633, ma tale ammissione di colpa non è stata invece fatta nel caso di Giordano Bruno. I suoi scritti sono ancora messi all'indice dal Vaticano e perciò proibiti ai credenti.
La Chiesa ha però valutato di scusarsi pubblicamente, pertanto una commissione teologica guidata dall'allora Cardinale Joseph Ratzinger, capo della Congregazione per la Dottrina della Fede ed attuale Papa (e quindi anche successore moderno dell'Inquisizione), aveva completato un'indagine dal titolo
 "La Chiesa e le colpe del passato: Memoria in servizio della riconciliazione", che propose di rendere le scuse per "gli errori del passato" ma nulla di concreto fin'ora è stato fatto.
L'esecuzione di Bruno è uno dei tanti crimini della Chiesa, ma è improbabile che grandi concessioni saranno fatte in questo caso. Un certo numero di porporati dalla mentalità molto ristretta si é opposto all'indagine fin dall'inizio, sostenendo che eccessive penitenze ed auto-critiche potrebbero minare la fede nella Chiesa e delle sue Istituzioni. Così nel 2000 il cardinale Angelo Sodano, anche a nome di Papa Giovanni Paolo II, scrisse che la condanna di Giordano Bruno:
 “...costituisce oggi per la Chiesa un motivo di profondo rammarico“.
L'atteggiamento attuale della Chiesa cattolica è definito da una voce di due pagine nell'ultima edizione dell' Enciclopedia Cattolica che descrive la di lui "intolleranza" e lo rimprovera per
"...il suo atteggiamento mentale verso la verità religiosa pari a quello di un razionalista".
L'articolo descrive in dettaglio gli errori teologici di Bruno e la sua lunga detenzione nelle mani dell'Inquisizione,
ma non menziona il fatto che sia stato bruciato vivo sul rogo.
Bruno è stato a lungo venerato come martire della verità scientifica, tanto che nel 1889 fu eretto un monumento sul luogo della sua esecuzione, a Roma a Campo dei fiori. Tale era il sentimento per Bruno che, nel corso sei secoli, molti scienziati e poeti gli hanno reso omaggio ed è stato anche scritto un libro dettagliato sul suo lavoro e sulla sua vita. Anche Engels, co-fondatore con Karl Marx del materialismo storico e del materialismo dialettico, ebbe parole di ammirazione per quel periodo storico che ha prodotto figure, come Bruno, che hanno sfidato la Chiesa e gettato le basi per la scienza moderna:

"
A quel tempo la scienza naturale sviluppatasi nel bel mezzo della rivoluzione generale era completamente rivoluzionaria, ma doveva lottare per ottenere il diritto di esistenza, fianco a fianco con i grandi italiani da cui è nata la filosofia moderna, altri martiri per il rogo e le segrete dell'Inquisizione. Ed è evidente che i Protestanti hanno superato i Cattolici nel perseguitare la libera ricerca sulla Natura. Calvin aveva bruciato sul rogo Servetus quando quest'ultimo era sul punto di scoprire la circolazione del sangue: lo avevano tenuto in vita durante l'esecuzione per ben due ore, mentre per l'Inquisizione,  era bastato aver semplicemente bruciato vivo Giordano Bruno."

La cosa più caratteristica di Bruno è il suo vigoroso appello alla ragione ed alla logica, più che al dogma religioso, come base per la determinazione della verità. In un modo che anticipa i pensatori illuministi del Settecento, scrisse in una delle sue ultime opere, De triplici Minimo (1591):
"
Chi desidera filosofare deve prima di tutto dubitare di tutto. Egli non deve assumere una posizione in un dibattito prima di aver ascoltato le varie opinioni, ponderate e confrontate le ragioni di ognuno, i pro e i contro. Egli non deve mai giudicare o prendere posizione sulle prove di ciò che ha sentito, o sul  parere della maggioranza, sull'età, i meriti, o il prestigio di chi parla, ma deve procedere secondo una dottrina organica che fa capo a cose reali, cercando la verità solo alla luce della ragione ".
Filippo (Giordano) Bruno nacque a Nola, in Italia nel 1548. Suo padre era Giovanni Bruno, un soldato, e sua madre era Fraulissa Savolino. Nel 1561, si iscrisse alla scuola presso il Monastero di San Domenico, noto per alcuni famosi Maestri, come Tommaso d'Aquino. Prese il nome di Giordano Bruno e nel giro di pochi anni divenne frate dell'Ordine Domenicano.
Bruno è stato un brillante, anche se eccentrico, filosofo, ma la vita da frate, forse non era adatta a lui. Lasciò l'ordine nel 1576 ed iniziò a vagare per l'Europa come un filosofo itinerante, tenendo conferenze in varie università. La sua notorietà è legata all'insegnamento di tecniche di memorizzazione, portandolo a conoscere vari reali, tra cui il re Enrico III di Francia ed Elisabetta I d'Inghilterra. Le sue tecniche di miglioramento della memoria, descritte nel suo libro
"L'arte della memoria" sono ancora oggi in uso .
Anche se schietto, e forse, non apprezzato quando era membro dell'Ordine Domenicano, i suoi guai veri iniziarono intorno al 1584 con la pubblicazione del libro
"Dell' Infinito: Universo e Mondi".
Se fosse stato solo un filosofo e non anche un astronomo, Giordano Bruno non si sarebbe certo meritato grandi attenzioni. Venuto a conoscenza delle idee di Copernico circa la natura dell'universo, Giordano Bruno si proiettò in una vera e propria frenesia del pensiero filosofico.
Se la Terra non era il centro dell'universo, e se tutte quelle stelle chiaramente visibili nel cielo notturno fossero stati altri soli, allora doveva esistere un numero infinito di terre nell'universo, abitate da altri esseri come noi.
Questa idea dell'universo non piaceva alla Chiesa cattolica. Attirato a Roma con la promessa di un lavoro, fu immediatamente consegnato all' Inquisizione, con l'accusa di eresia.
Giordano Bruno trascorse i successivi otto anni in catene a Castel Sant'Angelo dove venne sistematicamente torturato e interrogato fino al giorno del processo. Nonostante ciò, egli rimase impenitente, replicando al suo giudice, il cardinale gesuita Roberto Bellarmino:
"Io non debbo ritrattare, né lo farò mai."
Anche la condanna a morte pronunciata dalla Chiesa non cambiò il suo atteggiamento.
 Con aria di sfida disse ai suoi accusatori:
"Nel pronunciare la mia condanna, la vostra paura è più grande della mia nel sentirla."

Webmaster da Metgat's Blog

Ho scelto Te … (10-01-11)

A luglio 2010 ho ricevuto uno splendido messaggio da parte della mia Guida Spirituale, diretto a tutti.
Nel senso che chiunque legge questo messaggio deve pensare che sia la sua Guida a parlargli....Mi è stata chiesta la divulgazione, ed ho pensato anche al tuo sito.
E' possibile inserirlo su Ampupage?
Il messaggio ci dice perchè le Guide hanno scelto noi ....
Ti ringrazio infinitamente per la tua continua collaborazione!!!!
Un abbraccio di cuore,

Barbara.

Ho scelto Te, frammento di un ricordo di un’esistenza trascorsa insieme in un tempo che non è più tempo, in un luogo che non rammenti.

Ho scelto Te, stella fosforescente di cui umilmente ne sono cometa.

Ho scelto Te, fantasia e speranza del mio Spirito che è tuo Spirito.

Ti ho amato nel Per Sempre e ti ho cercato nel Finito, per ricordarti la fragranza di cui sei fatto. La tua Essenza mi appartiene, nel tuo mondo che ha troppi confini per renderti cosciente dell’Essere senza limiti che sei. Che siamo.

Ho scelto Te in un cammino di ombre, affinché tu possa scorgere la Luce che racchiudi, che racchiudo geloso … Ti ho scelto per la tua forte fragilità e per la tua fragile forza … Per il raggio scintillante che accompagna le tue ore ed il mio istante Eterno. Per il tuo cuore affranto e gioioso, per la tua carne che cela la risposta più ambita.

Ti ho scelto nelle lunghe notti che hanno avvolto il Noi, mentre eravamo alla ricerca disperata di una identità in realtà da sempre svelata.

Ho scelto Te.

Nei tuoi interminabili traguardi, nelle tue accese sconfitte, nel tuo abisso e nel tuo piedistallo. Nel sepolcro dei tuoi sogni io veglio la tua speranza.

Ho scelto Te, che attraversi il tempo scandendo con il greve respiro il percorso della Vita. Questa vita che ho vissuto, questa vita che ho amato, questa Vita che ho lasciato a Te affinché potessi amarti nella conoscenza intima del tuo Io.

Che diventa Tu, che si armonizza nel Noi, che muore e risorge in Me.

In Me che sono Te.

Specchio dell’immortale Luce, frammento di un destino, di un passato che è già futuro. Di un Ieri da dimenticare, nell’Oggi che traghetta il tuo Domani.

Ho scelto Te, diamante preferito dell’inesauribile collana d’Amore che adorna l’Essenza delle Essenze.

Ho scelto Te, cammino al tuo fianco, anche se spesso ignori che la metà del Tuo respiro è il Mio. Ho scelto Te, non per la tua diversità, ma per la tua Unicità.

Basti tu perché mi contieni …

Ho scelto Te perché sei la Luce della mia Invisibilità, la luna della notte, il sole del giorno.

Sei la mia lacrima mai scesa ed il riso mai provato.

Sei dove non Sono e Sono dove non Sei ….

Guerrieri lontani, ma uniti, poiché la tua radice è la mia radice: solo le fronde si dipanano nell’Alto, ma l’arbusto è unico.

Sono perché Sei.

Ho scelto Te, creatura di un sogno unico.

Nelle acque del Tempo navighi ed il mio porto Senza Tempo ti accoglierà quando, troppo stanco per combattere, il tuo sguardo si affievolirà.

Ho scelto Te perché ti amo. E amo le tue imperfezioni. Ho scelto Te, Te, Te.

Nell’oscurità del tuo sguardo spento si rispecchierà il Mondo. Un istante.

E quando i tuoi occhi di Luce si sveglieranno dall’oblio di questo strano interludio che chiamiamo Vita, allora mi scorgerai. E ricorderai.

Due in Uno. Ho scelto Te, mia speranza.

Con amore, amore senza fine

Il tuo compagno di sempre …”

Messaggio di T.L. Guida Spirituale di B. Amadori – Cesena 11 luglio 2010

 

Dal libro “Pitigrilli parla di Pitigrilli” (05-01-11)
ed.Sonzogno. 1951. Pagg.220-222

….riproduco le conclusioni di Ernesto Bozzano(*)sull’Aldilà (Revue Spirite, agosto 1929):

I disincarnati affermano tutti di:

  1. Essersi ritrovati in forma umana nel mondo spirituale.

  2. Aver ignorato durante un tempo più o meno lungo di essere morti.

  3. Essere passati, nel corso della crisi pre-agonica, o poco dopo, per la prova della reminiscenza sintetica di tutti gli avvenimenti della loro esistenza (visione panoramica o epilogo della morte)

  4. Essere stati accolti nel mondo spirituale dagli spiriti delle persone della loro famiglia e dei loro amici defunti.

  5. Essere passati quasi tutti attraverso una fase più o meno lunga di “sonno riparatore”.

  6. Essersi ritrovati in un ambiente spirituale radioso o meraviglioso (nel caso di trapassati moralmente normali) e in un ambiente tenebroso e opprimente (nel caso di trapassati moralmente depravati).

  7. Aver trovato che l’ambiente spirituale era un nuovo mondo obiettivo, sostanziale, reale, analogo all’ambiente terrestre spiritualizzato.

  8. Aver appreso che questo era dovuto al fatto che nel mondo spirituale il pensiero costituisce una forza creatrice, per mezzo della quale ogni spirito può riprodurre intorno a sé l’ambiente dei suoi ricordi.

  9. Non aver tardato ad apprendere che la trasmissione del pensiero costituisce il linguaggio spirituale, sebbene gli spiriti arrivati da poco si facciano delle illusioni e credano di parlare per mezzo della parola.

  10. Aver constatato che, grazie alla facoltà della visione spirituale, si era in grado di percepire gli oggetti da un lato, all’interno e attraverso di esso.

  11. Aver constatato che gli spiriti possono trasferirsi istantaneamente da un luogo all’altro, anche se molto lontano, grazie a un atto di volontà: il che non impedisce che essi possano anche passeggiare nell’ambiente spirituale o sorvolare a qualche distanza dal suolo.

  12. Aver appreso che gli spiriti dei defunti gravitano fatalmente e automaticamente verso la sfera spirituale che loro conviene, grazie alla “legge di affinità.”

Questi dodici punti sono la puntuale ed esatta riconferma di ciò che mi era stato riferito nel corso di decine e decine di contatti (medianici). Possibile –mi domandai- che tutti siano solidali nella stessa mistificazione? Possibile che la medium della città ligure, la medium di Roma, una terza medium, concertista di pianoforte in Bretagna, che non si conoscono fra di loro, siano d’accordo nel mentire e nel descrivermi allo stesso modo l’itinerario delle anime, le loro ansie, il loro anelito insopprimibile al superiore, il loro bisogno di preghiera? Ho letto spiegazioni positiviste a questi fenomeni, ma nessuno mi ha convinto. Mi sono persuaso invece che è più semplice credere, credere insomma all’esistenza e alla sopravvivenza dell’anima, alle quali prima non credevo. Credendo che i morti sono in comunione con noi, mi è stato facile credere alla Comunione dei Santi. Ho creduto alla potenza della preghiera, perché i morti continuano a ripetere dall’aldilà “Pregate!”. Il credere insomma alla sopravvivenza delle anime…mi ha fatto credere alle anime. Proiettato verso il sublime, ho creduto in Dio."
 

* Bozzano: grande studioso di parapsicologia del ‘900, ricercatore e pubblicista di grande serietà ed impegno, dedicò la vita allo studio del paranormale e fondò la Biblioteca Bozzano-De Boni di Bologna.

COME FESTEGGIARE COI NOSTRI CARI
(27-12-10)

Durante le feste è ancora più acuto il dolore dovuto alla perdita di una persona cara e ci siamo chiesti se esista un modo semplice per "chiamarLi" e renderLi partecipi del clima rilassato e familiare di questi giorni, che dovrebbero essere un po' meno grigi degli altri. So bene che è difficile festeggiare, nessuno di noi credo si senta disposto, anche dopo anni, a farlo in modo chiassoso ed incontrollato, ma da quel che abbiamo sperimentato personalmente, possiamo affermare con certezza che la tristezza ed il dolore troppo forte sono delle barriere invalicabili ai Loro contatti spontanei (ADC). E' infatti questo DONO che vorremmo ricevere  per le feste, senza ricorrere a Mediums e Sensitivi, perchè solo l'esperienza diretta può provare, al di là di qualsiasi ragionevole dubbio, che la vita continua anche dopo la morte del corpo fisico. Ecco percio' alcuni consigli che abbiamo raccolto quà e là su Internet. Ve li "passiamo" con la speranza che i metodi indicati si rivelino efficaci.
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1) Parlate ad alta voce ai vostri Cari Defunti per diversi giorni prima dell'evento festivo, in modo da esser certi di essere sentiti. In genere si crede che,quando le persone care muoiono, restano intorno a noi continuamente, a sentire e vedere tutto quello che ci sta succedendo.
Non è così. Che vita noiosa avrebbero se dovessero seguirci ogni minuto! Quindi,
parlate Loro con voce normale, fate sapere che Li vorreste con voi a fine anno, per esempio.
2) Dite chiaramente che non avrete paura di vederLi o di sentirLi parlare: sebbene lo spirito di una persona amata non vorrà mai spaventarvi, è bene dare loro il permesso di starvi accanto.
3) Dite che Li amate e che vi mancano, anche se ci fossero state delle piccole divergenze o liti prima del loro Passaggio: parole di perdono ed amore vi porteranno la loro energia.
4) IMPORTANTE!  Indossate qualcosa che era loro, se possibile: la spilla della nonna, l'anello della mamma, l'orologio del papà, insomma qualcosa che amavano e che ora possedete. Se avete perso un bambino, portate con voi le loro coperte, o qualsiasi altra cosa come un sonaglietto, un cucchiaino, un bracciale ospedaliero, ecc.. , insomma qualsiasi cosa abbiate e che possa connettervi con Loro.
Oppure bevete il loro liquore preferito o, se siete astemi, mettetelo in tavola,
dato che non può certo più far Loro del male, parimenti per chi era fumatore, può essere utile mettere un pacchetto di sigarette in bella vista, come si farebbe se fossero ancora qui.
Vestirsi con i loro abiti, portare i loro gioielli o la loro borsetta o indossarne la cintura è mostrar Loro che Li amiamo e che li vogliamo con noi.
5) Allo scoccare della mezzanotte del 2011, abbracciamo tutti i presenti e poi attendiamo anche i Loro abbracci e baci spirituali: una lieve carezza sulla guancia, o la sensazione di qualcuno che ci sta tenendo la mano. Saprete istintivamente che si tratta di un gesto fatto dai vostri Cari che vivono dall'Altra Parte.  Godete di questi momenti da pelle d'oca e aspettate che qualcosa cada da una mensola o qualche altro fenomeno che spesso accompagnano l'apparizione degli spiriti.
Essi sono in grado di fare molte cose per farvi sapere che vi stanno accanto.
6) Tutti iniziamo un nuovo anno insieme a persone in carne ed ossa ed ai "disincarnati" e l'Amore è sempre il "collante" che ci unisce.  Auguro a tutti di iniziare il nuovo anno in modo meraviglioso, certi che si è ancora tutti insieme, PERCHè.....L'AMORE NON MUORE MAI!

FELICE ANNO NUOVO DAL VOSTRO WEBMASTER!
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MESSAGGI DI SILVER BIRCH (18-12-10)
N
oi non cerchiamo di spaventarvi con minacce di punizione. Non cerchiamo di fare di voi dei vigliacchi paurosi, lasciandovi vivere nella paura.
Ci sforziamo di farvi capire che la divinità latente che è in voi si può esprimere potentemente, che si può salire a maggiori altezze e riempire la vostra mente con più verità e saggezza.
Vi esorto ad essere insoddisfatti di quello che avete già ricevuto, perché solo attraverso il malcontento e il desiderio si può raggiungere una maggiore conoscenza.
Chi è soddisfatto ristagna, chi è scontento lotta per una maggiore libertà ... metteteci alla prova.
Se qualche cosa che diciamo è umiliante, crudele e immorale,
rifiutateci.

Chi vive egoisticamente dovrà raccogliere i risultati dell' egoismo. Chi pecca deve raccogliere il frutto del suo peccato. Chi è intollerante, bigotto o egoista mieterà
i risultati di intolleranza, fanatismo ed egoismo. La Legge è inesorabile, inevitabile, la Legge è immutabile. Non vi è alcun esercizio religioso, non c'è inno, preghiera, nè alcun libro sacro è in grado di interporsi e modificare la sequenza causa ed effetto. L'effetto segue la causa con metodica e meccanica certezza e nessun sacerdote, laico ha alcun potere di interferire con tale processo naturale.
Chi
desidera la crescita dello spirito deve vivere il solo
tipo di vita che può assicurarne la crescita.

 (Silver Birch - DAL SITO DELL'AVV. ZAMMIT)

NEL COSì DETTO "GIORNO DEI MORTI"
(02-11-10)

Cosa fanno i nostri Cari, Dilà? Sono davvero nelle tombe che, tutti o quasi tutti, andremo oggi a visitare? O continuano a vivere senza sentire più la necessità di un corpo fisico, gettato lì come un vestito vecchio, come ci dicono tanti"Ritornati" e tanti Mediums?
A questa ed a tante altre domande, "La Pagina" ha forse già dato risposte logiche ed esaurienti in questi 11  anni d'attività e sappiamo bene che i nostri Lettori hanno recepito il messaggio:
la vita è eterna e ne abbiamo le prove!
Per chi fosse invece approdato solo oggi sul nostro sito, abbiamo tradotto una piccola parte dell'interessantissimo libro (leggibile gratuitamente in rete ma, ahimè... in Inglese!) Your Eternal Self di  R. Craig Hogan (Link) che ci sembra possa donare da subito un sorriso ai nuovi arrivati. Pensiamo di sottoporvene altri capitoli in futuro, perchè è un'opera scritta molto bene e, nonostante il rigore scientifico con cui è trattato l'argomento, è di lettura molto scorrevole.
(Webmaster)


Come stanno i nostri Cari  nell'Aldilà?
La questione più importante per la maggior parte delle persone, ovviamente, è se i loro Cari che sono morti stanno tutti bene. Vi posso dire con grande sicurezza che stanno bene, anzi, sono felici. Chiunque parla dall'Aldilà descrive la loro felicità, perchè vivono senza preoccupazioni, si sentono sani, con la sensazione di essere leggeri come una piuma, in un corpo giovane che non ha dolori nè malattie. Sono contenti.
Quanto al motivo per cui non comunicano con noi molto spesso -o affatto-,
è che è molto difficile.
Non è qualcosa che possono fare facilmente. Sappiamo che ci sono poche persone dalla nostra parte dell'esistenza in grado di comunicare col lato opposto della vita. Parimenti, anche la maggioranza degli Spiriti non è in grado di farlo: possono recepire i nostri pensieri, ma non possono  comunicare facilmente.
Non sono preoccupati per noi, se siamo in lutto ed infelici.
Ora sanno la verità: noi e loro siamo esseri eterni. Potrete vivere la vostra vita e la transizione verso il piano successivo di esistenza dove sanno che ci riuniremo, ma nel frattempo, Loro sanno che dobbiamo continuare ad imparare le lezioni necessarie e che non si può davvero fare nulla per aiutarci con le nostre lotte quotidiane: dobbiamo riuscirci da soli.

Sono inoltre impegnati ad imparare di più sulla vita e sull'eternità. Hanno occupazioni ed obiettivi da raggiungere, ovvero ciò che essi desideravano fare sul piano terreno, ma non hanno potuto realizzare. Non ci hanno dimenticati e, come facciamo noi quando andiamo a lavorare che lasciamo i nostri familiari a casa, quelli che vivono Là  non sono troppo preoccupati, non fino al punto da rimanerci sempre accanto.
Tuttavia, è possibile avere la loro assistenza nell'apprendimento di alcune lezioni di vita.  Si può ricevere un' improvvisa intuizione, o una sensazione di calma e di pace nel bel mezzo dei più brutti momenti. Oppure, qualcuno sul piano terreno ci può contattare in modo imprevisto con un messaggio che abbiamo bisogno di sentire, o si possono avere "casuali" informazioni utili da un libro o dalla televisione che ci aiutano nei momenti di crisi. Ognuna di queste intuizioni può giungere da Loro che ci danno assistenza, anche se non certo nel modo in cui potremmo aspettarcela o desiderarla.
Essi spesso tornano ad essere con noi quando li pensiamo, ma non osservano compleanni e anniversari, perché non esiste il tempo, così come lo conosciamo qui, nella vita ultraterrena. Tuttavia, quando li pensiamo e sanno che la famiglia è riunita, spesso sono in mezzo a noi. Sono con noi, ma non ci è possibile vederLi, ma siate certi che i nostri pensieri arrivano nell'Aldilà e Loro rispondono raggiungendoci nelle occasioni speciali. Sappiate solo che sono più felici di quanto non siano mai stati, ma sono sempre in contatto con noi e sanno che ci si è separati solo per un breve periodo. Stanno benone. Se il vostro Caro  era un neonato o un bambino, egli sta  con Coloro che lo hanno preceduto. Essi continueranno a curare quel bambino con amore, e al momento del Passaggio, faranno sì che si riunisca coi suoi genitori.
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DISCLAIMER -------------------------------
You May Copy Parts of Your Eternal Self
Feel free to reproduce parts of the book on your Web site or in other media to help individuals and humankind grow spiritually. Just include the publisher copyright notation (copyright Greater Reality Publications) and Web site address (http://youreternalself.com) so people can read the rest of the book if they're looking for understanding about the afterlife and growing spiritually. Craig doesn't care if his name is on it.  You don't have permission to reproduce any part if you're going to charge people money for it.

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CHIEDETE AI BARBIERI SE DIO ESISTE! (18-10-10)

Un uomo andò un giorno dal barbiere per farsi tagliare i capelli e la barba.  Cominciarono subito a fare una bella conversazione su diverse cose e vari argomenti.Alla fine giunsero a discutere sull'esistenza di Dio ed il Barbiere sbottò:"Non credo che Dio esista."
"Perché dice così?" gli chiese il cliente.
"Beh, basta solo uscire in strada per rendersi conto che Dio non esiste, perchè se esistesse, ci sarebbe forse così tanti drogati? Bambini maltrattati e abbandonati? Se Dio esistesse davvero, non ci sarebbe sofferenza né dolore. 
Non posso immaginare un Dio d'amore che permette tutte queste cose."

Il cliente, ci pensò per un momento, ma non gli rispose perché non voleva iniziare
a polemizzare su quell'argomento.
Il barbiere finì il suo lavoro ed il cliente si allontanò dalla bottega.
Subito dopo vide in strada un uomo con i capelli lunghi, arruffati, sporco
e con la barba incolta. Colto da un'improvvisa illuminazione, il cliente tornò dal barbiere
nuovamente e gli disse:  "Sa una cosa? I barbieri non esistono!"
"Come può dire una simile sciocchezza?" replicò il Barbiere, indispettito e sorpreso.
"Io sono qui e sono un barbiere ed ho appena lavorato su di lei!»
"No!" esclamò il cliente. "I barbieri non esistono perché se così fosse, non ci sarebbe
nessuno in giro con i capelli lunghi, sporchi e la barba incolta, come quell'uomo
che sta qua fuori."
"Ah, ma i barbieri esistono! Questo succede quando certe persone non vengono da me!"
"Esattamente!" affermò il cliente. "È questo il punto! Anche Dio, esiste!
Ecco cosa succede quando la gente non va da Lui e non Lo cerca per chiedere aiuto.
Ecco perché c'è così tanto dolore e tanta sofferenza nel mondo! "

(Da Internet)


LA SCIENZA NON PUO' SPIEGARE DIO!
 

(08-08-10)

di Babu G. Ranganathan - PRAVDA Ru.

Essere in grado di spiegare come funziona un aereo non significa che non vi sia stato dietro il suo progetto un designer o un costruttore del velivolo.
 Essere in grado di spiegare come la vita e l'universo funzionano non significa che non c'è un Designer Supremo o un Costruttore dietro di essi.
 La scienza non elimina la necessità di credere in Dio!
Le leggi naturali possono spiegare come opera l'ordine nell'universo, ma esse non sono sufficienti a spiegare l'origine di tale ordine. Anche per la vita, una volta  creata una cellula vivente completa del suo codice genetico, esistono meccanismi per indirizzare la formazione di più cellule. Il problema è come è nata la vita quando non c'era alcun codice in grado di dirigerne la costruzione, o un meccanismo già esistente in natura.
Che cosa dire della selezione naturale? La selezione naturale è un processo passivo, in grado di far sopravvivere solo i più adatti all'ambiente. La selezione naturale non produce nulla, può solo "scegliere" ciò che viene prodotto. La selezione naturale non è una forma di conversione dell' energia nè un meccanismo di regia, opera solo una volta che c'è già vita capace di riprodursi, non prima. E per quanto riguarda le stelle? Oh, sì, la gravità può spiegare come viene mantenuto l'ordine di migliaia di miliardi di stelle, ma la gravità non può spiegare l'origine di tale ordine! Il disordine nell'universo è dovuto al caso, ma l'alto grado di ordine non può essere spiegato razionalmente senza l'intervento d'una mente suprema o "intelligenza".
L'evidenza scientifica dimostra che l'universo è un sistema chiuso.
Sappiamo dalla legge dell'entropia che non ha la possibilità di esistere per l'eternità.
Esso richiede un inizio. Ma sappiamo anche che le leggi della scienza non avrebbero potuto creare l'universo dal nulla. L'inizio dell'universo, quindi, indica una origine soprannaturale!
Non è forse la legge dell'entropia basata solo sul calcolo probabilistico?
 Sì, ma sebbene le probabilità  che  una sola caloria di energia vi sfugga sono minime (una contro trilioni di trilioni), di certo l'universo è costituito da molto più di una sola caloria di energia! La scienza non può dimostrare che siamo nati dalla creazione o da processi dovuti al caso. Entrambi richiedono  Fede, perciò Scienziati e Ricercatori sono liberi di indagare e decidere quale di queste due posizioni estreme sono meglio supportate dall'evidenza scientifica.

COS'é LA VITA?  (04-01-10)
DI KEVIN WILLIAMS (TRAD. WM)

La dura realtà che tutti dobbiamo affrontare è che l'obiettivo ultimo della vita è la morte.
La morte sembra un assurdità crudele che ci accade, dopo aver goduto del tempo a noi concesso dalla vita che, come la morte, è anch'essa un gigantesco mistero per le tante domande che ci pone. Chi siamo? Da dove veniamo? Abbiamo già vissuto in precedenza? Perché siamo qui? Dove stiamo andando?
La vita continua dopo la morte? C'è un Dio?
Questi sono interrogativi profondi che necessitano di una risposta. Fortunatamente, ci sono le risposte a queste domande e provengono da chi ha avuto esperienze di pre-morte (NDE).
 
Ecco una breve sintesi di alcune risposte che essi hanno ricevuto nel breve periodo trascorso dall'Altra Parte del Velo.
La vita è ciò che la gente chiama Dio. Tutta la vita è una manifestazione di Dio. Perchè possiamo beneficiare della vita, dobbiamo riscoprire la nostra unità con Dio, qui nel regno fisico. Ci sono molti livelli di esistenza e questo fisico è solo uno dei tanti.  La vita è una missione affidataci da Dio, che noi abbiamo scelto di compiere.  È una grande scuola dove veniamo ad imparare molte lezioni d'amore. Tutto nella vita scorre secondo un piano perfetto e divino. La vita è un ciclo di enormi perfezionamenti dove ognuno procede secondo le sue capacità per raggiungere la Luce.


La vita è una scuola

Il motivo per cui siamo qui in questo mondo fisico è dunque la crescita spirituale ed il mondo fisico è il luogo ideale, perchè tale crescita nel regno dello spirito è più difficile. Qui, l'influenza del nostro corpo fisico ci dà l'opportunità di sperimentare una gamma completa di amore (amore per i bambini, amore coniugale, e l'amore per i genitori, ecc.).
Solo qui possiamo correggere l'Amore usato o diretto male, dato che solo nel mondo fisico vi è l'intera gamma dei sentimenti fisici e spirituali con i quali agire e comunicare. (Nora Spurgin)

Il nostro comportamento sulla Terra offre una scuola comportamentale
per coloro che vivono nel Mondo dello Spirito. (Betty Bethards)

La vita in questo mondo esiste per testare i nostri ideali ed imparare, mettendoli in atto.
Imparare una lezione qui nel mondo fisico è il modo più veloce per apprendere. (David Oakford)

Finché siamo qui, ci stiamo per imparare, i nostri spiriti si sviluppano e ci avviciniamo al divino, anche quando si soffre. Noi non sempre sappiamo cosa fare nella vita e spesso possiamo trovarci in difficoltà e sopraffatti dal dolore, ma state tranquilli: finché siamo qui, stiamo crescendo. (Betty Eadie)

La vita in questo mondo è l'estrema esperienza per le nostre anime, perché esse evolvono velocemente molto più qui che altrove. Le lezioni che dobbiamo imparare sono difficili senza avere prima assunto una forma fisica. (David Oakford)

Il problema è il modo in cui la natura insegna lezioni che non possono essere apprese diversamente.
Se impariamo dagli errori altrui, siamo in grado di evitare la maggior parte dei nostri.
(Arthur Yensen)

Vivere in questo mondo è il modo giusto per superare alcuni punti deboli applicandoci per capire se tali lacune sono davvero superate. Qui si può imparare con certezza se siamo davvero cambiati.
 (Edgar Cayce)

La vita è un caserma, una scuola per l'istruzione della nostra anima e, come tale, è dura.
(Karen Brannon)

Questo mondo è solo un luogo provvisorio per la nostra educazione.
La nostra vera casa è l'universo spirituale. (Betty Eadie)

Questo mondo è solo uno dei tanti luoghi dove imparare; ce ne sono molti. (Sandra Rogers)

La vita è una prova

Quando moriremo, ci renderemo conto che abbiamo vissuto dietro ad un sipario per tutta la vita.
Il velo verrà tolto ed i riflettori saranno accesi su di noi. Tutto nella vita è celato da un velo che sarà sollevato ed ogni pensiero, parola e azione, registrata fin dalla nascita, sarà completamente palesata. Tutto ciò che abbiamo fatto in segreto verrà portato alla luce per la revisione di fronte a Dio e tutte le sue schiere celesti. Tutta la nostra vita è una prova enorme e ci saranno dati dei voti per ogni nostra azione. (Daniel Rosenblit)

La vita è una prova. Se si passa il test potrete guardare alle vostre esperienze positive.
(Peace Pilgrim)

Nessuno di noi sarà pienamente capace di capire le grandi verità della vita fino a quando non saremo finalmente uniti con l'eternità dopo la morte, sebbene, a volte, si ottengono indizi sulle risposte anche qui, nel mondo terreno, ma anche questa pochezza può essere sufficiente.
(Dr. George Rodonaia)

I più alti valori spirituali della vita ci giungono dallo studio della morte.
(Elisabeth Kubler-Ross)


La vita è programmata

L'universo funziona secondo un piano perfetto. Tutte le cosiddette ingiustizie che vediamo non hanno alcun senso. Il piano perfetto sta lavorando da solo nella sua perfezione.
(Jayne Smith)

La vita in questo mondo è come una ruota della roulette truccata in un casinò. Quanto più si prova, tanto più non si è in grado di soddisfare pienamente i nostri desideri egoistici.
È praticamente impossibile. (Daniel Rosenblit)

Nulla nella vita o nella morte avviene per caso.
 (Lynnclaire Dennis)

Non ci sono avvenimenti casuali nell'universo. Tutto ciò che accade nella vita ha uno scopo.
(George Anderson)

Dal punto di vista del Mondo dello Spirito, non c'è nessun problema o disarmonia sulla Terra che non verranno corretti. (Margaret Tweddell)

La vita è dare. La cosa più importante nella vita è l'amore. (Dr. Raymond Moody)

Chiunque abbia avuto una simile esperienza di Dio, che ha sentito un profondo senso di connessione con la realtà, sa che c'è una sola opera veramente significativo da fare nella vita: l'amore.
Amare la natura, amare le persone, gli animali, amare la stessa creazione.
(Dr. George Rodonaia)

Una vita di pietà, senza una vita di amore (che si verifica solo in questo mondo) non è una vita spirituale. Meglio è una vita di amore, una vita in cui comportarsi onestamente e in modo equo in ogni attività, il che conduce ad una vita eccellente. Una vita del genere non è difficile da attuare.
(Emanuel Swedenborg)

Stiamo per lasciare un mondo un poco migliore di quanto lo fosse quando l' abbiamo trovato.
 (David Oakford)

Se impariamo a donare ciò che abbiamo, riceveremo di più. Questa è una legge spirituale. Ci sarà dato tutto ciò che siamo disposti a ricevere. (Betty Eadie)

La vita è ricevere

Una bambina ha riassunto ciò che ha imparato dalla sua NDE:
"La vita è fatta per essere vissuta, dopo viene la luce."
(Dr. Melvin Morse)

Il punto è vivere ora coi nostri dubbi e, forse senza saperlo, un giorno avremo le risposte.
Vivi i tuoi dubbi e l'universo ti aprirà gli occhi. (Dr. George Rodonaia)

Tutta la sofferenza nella nostra vita è in realtà per il nostro bene. La crescita umana scaturisce a seguito delle più drammatiche circostanze. (Angie Fenimore)

Dio non ci dà più problemi di quanti non siamo in grado di gestire.
Piuttosto che mettere a repentaglio il nostro progresso spirituale o causarci sofferenze che non siamo capaci di sopportare, Dio ci riporterà a casa dove possiamo continuare a progredire.
(RaNelle Wallace)

Si pensa che la vita deve essere difficile. Non possiamo saltare le parti più difficili.
Dobbiamo accettare ciò che riceviamo. (Angie Fenimore)

La nostra capacità di accettare la verità, a viverla, governa il nostro progresso nello spirito, e determina il grado di luce che possediamo. (RaNelle Wallace)

La vita è fatta per essere vissuta

Le nostre missioni principali hanno a che fare con l'amore, ma lo scopo della vita è anche quello di sperimentare la gioia, la comprensione spirituale del guadagno e la consapevolezza del sé, di giocare con il gioioso abbandono di un bambino, di assorbire in noi la gioia di ogni momento, di lasciar andare l'obbligo e il dovere, e vivere per la pura gioia di essere.
(Jan Price)

Siamo stati inviati qui a vivere pienamente la vita, a viverla per trovare la gioia nelle nostre creazioni, per usare la nostra libera volontà di ampliare ed amplificare le nostre esistenze. (Betty Eadie)

La vita è un gioco gioioso che deve essere giocato e tutto funziona alla perfezione.
(Dee Rohe)

Non dobbiamo aspettarci di trovare il nostro Paradiso tra le nuvole. Dobbiamo trovarlo qui perché esiste qui e sarà quello che creiamo e ciò che siamo disposti ad accettare di esso. (Tina)

La vita è la morte

I mlodo in cui abbiamo vissuto la nostra vita in questo mondo determina quale regno dell'Aldilà ci saremo guadagnati e quindi dove andremo dopo la morte. (Betty Bethards)

Se cresciamo nell'amore disinteressato finchè esistiamo in questo mondo, sarà meglio per noi quando moriremo. È ciò che siamo quel che conta! (Arthur Yensen)

La nostra vita in questo mondo è una preparazione per un mondo spirituale più pieno, più libero e più ricco. Può essere paragonata alla vita nel grembo materno: una preparazione ad una vita più piena, più libera e più ricca nel mondo fisico. (Nora Spurgin)

Giorno per giorno stiamo costruendo per l'eternità. Ogni parola gentile,ogni pensiero generoso, ogni gesto altruista diventerà un pilastro di eterna bellezza nella vita a venire. (Rebecca Springer)

La nostra vita è molto importante nel determinare fino a che punto saremo
in grado di andare verso la luce. (Grace Bubulka)

La regola pratica è questa: vita d'inferno, aldilà infernale - vita eccellente, aldilà eccellente.
La morte non cambierà una vita d'inferno in un aldilà celestiale, né può cambiare una vita celestiale in un aldilà infernale. (Dott. Melvin Morse)

Se educhiamo noi stessi il più possibile a guardare al Mondo dello Spirito, renderemo il nostro passaggio migliore. Anche se abbiamo solo una vaga idea del fatto che c'è vita dopo la morte, siamo già in grado di ottenere l'illuminazione e la conoscenza. (Nora Spurgin)

Ci prepariamo alla morte durante tutto il corso della nostra esistenza. (Edgar Cayce)

E' meglio liberarci delle nostre cattive abitudini, finchè siamo al mondo. È più facile nella forma fisica spezzare certe catene che tentare di farlo dall'Altro Lato, dove non esistono tentazioni.
Non vi è alcuna ricompensa a comportarsi correttamente nel Mondo dello Spirito, perché non c'è nulla che ci possa tentare a fare il contrario. La scuola è difficile nel mondo fisico, ed è qui che dobbiamo affrontare e vincere le tentazioni.  (Ruth Montgomery)

La nostra qualità di vita nel Mondo dello Spirito è strettamente influenzata
 dalle nostre azioni nel mondo fisico. (Nora Spurgin)

La vita è un ciclo

La vita è un ciclo infinito di miglioramenti e gli esseri umani non sono ancora perfetti.
(Dr. Frank Oski)

Qualsiasi assuefazione o piacere terreno (e sono infiniti), ci intrappola nel ciclo delle rinascite più e più volte, fino a quando i nostri appetiti sono finalmente messi da parte, ma dobbiamo farlo solo da incarnati. (Ruth Montgomery)

Tutti coloro che attraversano questo mondo, dove il libero arbitrio agisce in un modo diverso da altri ambiti della realtà, devono imparare le loro lezioni finali.
(Edgar Cayce)

Ognuno progredisce in base alle sue capacità per raggiungere la Luce. Se facciamo cose che ci portano lontano dalla luce, allora siamo costretti a prolungare il tempo del nostro soggiorno su questo piano d'esistenza. (Amber Wells)

La vita è Dio

La vita è amore, è Dio ". Se si aggiunge altro a questa definizione non la si migliora affatto.
(Chuck Griswold)

La Terra è solo un atomo nell'universo dei mondi. In ogni atomo, in ogni corpuscolo c'è vita.
 La vita è ciò che la gente adora come "Dio".
(Edgar Cayce)

Sapere che la vita è Dio, è come dire che la vita è molto speciale. Dobbiamo essere molto attenti a come trattiamo le cose nella vita, perché il modo in cui le trattiamo è il modo in cui trattiamo Dio.
Possiamo distruggere la vita o dobbiamo rispettarla? Possiamo nutrire la vita o dobbiamo abusarne? Diamo alla vita il suo giusto valore, o la diamo per scontata?
(Elsie Seachrist)

La vita cerca forme diverse e poi torna da dove è venuta.
(John Star)

La Creazione è pura Coscienza entrata nell'esperienza della vita.
(Mellen-Thomas Benedict)

La vita è la Luce personificata.
(Dr. John Jay Harper)

Dio è la vita. (1 Giovanni 5:20)

La vita siamo noi

Il sistema solare in cui viviamo è il nostro corpo più grande.  Noi siamo molto più grandi di quanto possiamo immaginare. Il mondo è questo enorme essere e noi siamo la parte di esso che sa di esistere.
(Mellen-Thomas Benedict)

La Terra, il sole, la luna, il buio, la luce, i pianeti, e tutte le forme di vita, comprese le piante,le rocce, gli animali, le persone, sono tutte interconnesse. (Josiane Antonette)

L'universo è il sogno di Dio. Gli esseri umani sono già una leggenda in tutto il cosmo della coscienza.
Una delle cose che ci rendono tali sono i sogni. Noi siamo sognatori leggendari.
 In realtà, tutto il cosmo è alla ricerca del senso della vita, il significato di tutto ciò.
Ed è stato il piccolo sognatore che ha fornito la risposta migliore: ce la siamo sognata.
(Mellen-Thomas Benedict)

I nostri corpi fisici sono stati vivi da sempre. Provengono da un flusso incessante di vita, che va indietro fino al Big Bang ed oltre. (Mellen-Thomas Benedict)

In conclusione, l'esistenza (la vita) è molte cose: un fiume, una prova, una sfida, un pellegrinaggio, un viaggio, una missione, un mondo di divertimento, una scuola, una transizione, una preparazione, un rifugio e una lezione, solo per citarne alcuni.
Ma la vita, in tutta la sua interezza, è davvero tutto. La vita è Dio ".


(Kevin Williams)
 

Parabola dell'aquila (27-07-09)

"Un giorno un uomo,attraversando la foresta,trovò,un aquilotto,lo portò a casa e lo mise nel pollaio dove imparò presto a beccare il mangime delle galline e a comportarsi come loro.
Un giorno,un naturalista,che si trovò a passare di là,chiese come mai un'aquila,la regina degli uccelli,si fosse ridotta nel pollaio a vivere con le galline.
"Perchè l'ho nutrita con mangime di gallina e le ho insegnato a essere una gallina,e non ha mai imparato a volare" replicò il proprietario. "Si comporta come una gallina e dunque non è più un'aquila".
"Tuttavia" insistette il naturalista"possiede ancora il cuore di un aquila e può certamente imparare a volare". Dopo averne parlato a lungo, i due si trovarono d'accordo nel voler scoprire se ciò era possibile. Il naturalista prese con delicatezza l'aquila fra le braccia e le disse:
"Tu appartieni al cielo, non alla terra. Spiega le tua ali e vola".
Ma l'aquila si sentiva piuttosto confusa.
Non sapeva bene chi era e,vedendo le galline che beccavano il mangime, saltò giù e si unì a loro.
Per niente scoraggiato,il naturalista tornò il giorno dopo a riprendere l'aquila, la portò sul tetto della casa e la incitò di nuovo dicendo:" Tu sei un'aquila. Apri le tue ali e vola".
Ma l'aquila aveva paura di questo nuovo se stesso che non conosceva il mondo ; ancora una volta saltò giù e andò a beccare il mangime.
Il terzo giorno il naturalista si alzò di buon' ora,andò a prendere l'aquila e la portò sulla cima di una montagna. Lì sollevò in alto la regina degli uccelli e cercò di incoraggiarla dicendo:
"Sei un'aquila, appartieni al cielo e non alla terra, apri ora le tue ali e vola."
L'aquila si guardò intorno, guardò in giù verso il pollaio, guardò in su verso il cielo. Ma non volò ancora . Allora il naturalista la sollevò verso il sole e l'aquila cominciò a tremare e piano piano aprì le ali.
Infine con un grido trionfante, spiccò il volo verso il cielo.
Può darsi che l'aquila ricordi ancora le galline con nostalgia, può darsi che di tanto in tanto,torni a far visita nel pollaio,ma per quanto si sa, non è più tornata a vivere come una gallina.
Era un'aquila, sebbene fosse stata nutrita e allevata come una gallina.
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Dedicato a tutti coloro che riescono a liberarsi delle loro maschere,dei condizionamenti sociali e religiosi,che non vogliono più vivere in schemi fissi,che se ne fregano dei giudizi,che riconoscono la loro vera essenza,che sono autentici e sono capaci di ricominciare ogni volta in favore della loro personale individualità. Dedicato a tutti quelli che si sentono aquile e non polli,
liberi di volare e di rendere liberi chi amano.
Un abbraccio, Grazy

COSI' COMINCIO' IL GRANDE GIOCO....  (06-06-09)

Per eoni, la Grande Entità  aveva cercato di osservare la propria natura e scoprirne i suoi limiti, ma senza successo. Aveva raggiunto la fine della sua inventiva. Un naufrago su un'isola deserta può parlare con se stesso solo per un pò di tempo prima di immaginare un compagno, come il personaggio di Tom Hank nel film Castaway.
Così, la Grande Entità  aveva creato quadrilioni di compagni nella sua infinita coscienza, e li immaginava interagire tra loro e con lui, il loro Creatore. Ma non  bastava... Voleva esplorare la propria natura utilizzando le sue creazioni come specchi, ma quei personaggi immaginari  non potevano dare alla grande mente un punto di vista oggettivo, come può fare uno specchio. Per ulteriori eoni, la Grande Coscienza meditò e capì il problema: in qualche modo era necessario liberare i suoi personaggi immaginari perchè possedessero un'identità mentale che  consentisse loro di agire, non senza aver prima donato loro il pensiero per poterlo fare.

Per capire come tutto ha avuto inizio, immaginate di essere lo sceneggiatore di una commedia. Tutti i personaggi non esistono da subito nella vostra mente, ma giorno dopo giorno, nasce in voi la trama  che  essi reciteranno sul palco. Alla fin fine però, sono sempre un riflesso della vostra creazione. Senza di voi che dite loro come agire, non succederebbe nulla:quei personaggi esistono solo nella vostra mente e così vorreste che uscissero fuori dal teatro e diventassero indipendenti, esseri autonomi capaci d'interagire l'uno con  l'altro e con voi, in pieno possesso di volontà personale e di libero arbitrio.

Dopo ulteriori eoni di profonda riflessione, la Grande Entità  trovò un modo.
Egli avrebbe creato una dimensione, uno spazio dentro di sé, e proiettato lì quei personaggi.
Poi avrebbe dato loro il libero arbitrio, chiedendo di esplorare, di creare, di fare esperienza con le loro creazioni,  per poi tornare a condividere con Lui ciò che avevano appreso.
Tali esperienze sarebbero diventate parte di Lui stesso, ed avrebbe avuto modo di conoscersi meglio. Egli sarebbe cresciuto grazie alla loro creatività.
Inoltre, perché le sue creature erano dotate di libera volontà, non avrebbe avuto modo di anticipare quello che sarebbe accaduto. Che grande gioco!
Con un'enorme, liberatoria esplosione di creatività, lasciò andare le sue creature perchè si disperdessero nella vastità della nuova dimensione della mente Creatrice.
Poi aspettò il ritorno delle sue creazioni. E aspettò ancora, ed ancora... Ma le sue creazioni non ritornarono. Egli si chiese come avesse potuto commettere un errore ... e cercò di nuovo.
Ancora una volta, nulla. Dopo innumerevoli tentativi condotti  nei successivi eoni, finalmente capì ciò che mancava. Nulla teneva insieme l'energia delle sue creazioni ed esse si erano "disintegrate".

 
Allora sperimentò con differenti qualità di materia e di energia con cui aveva  plasmato quelle creature dotate di curiosità, coraggio, inventiva. Ancora un non-ritorno. Egli allora capì che era necessaria un'energia in grado di creare un legame stabile per garantire un contatto tra loro e con se stesso, in modo che esse collaborassero e ritornassero.
E fu così che Egli pervase le sue nuove creazioni con un legame altamente energetico:l' amore.

In tal modo mise in grado le sue creature di lavorare e giocare insieme, di godere di ogni altra 'creazione, e poi tornare "a casa" per condividere ciò che avevano scoperto.
Egli era compiaciuto,  estasiato: aveva trovato la "colla" che teneva tutto assieme.
Cooperazione, invece di rozzo individualismo, il senso di avere uno scopo e di appartenenza ad un più vasto insieme, e così le sue creazioni uscirono ad esplorare la dimensione all'interno della Sua mente, e ritornarono a comunicare e condividere le loro esperienze.
Era soddisfatto. Naturalmente tali creazioni sono i nostri Spiriti ai loro più alti livelli, ed ognuno di essi è un gigantesco essere spirituale nel pieno delle sue facoltà .
Dopo eoni di viaggi da parte delle sue creazioni, Egli si è sempre più accresciuto in conoscenza e nella comprensione della sua natura.
Poi, le sue Creature gli chiesero il potere di creare a loro volta le proprie creazioni, in modo da essere immaginate in una nuova dimensione, contenuta nella prima, ma vibrante ad una frequenza minore. In questo modo, gli Spiriti pensarono all'esistenza di creature proprie. Sebbene dotate di frequenza inferiore, questi cloni erano provvisti anch'essi di Libero Arbitrio......
ed è così che tutto ha avuto inizio.

Traduzione: Webmaster

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Da "Il Vangelo secondo gli Spiriti" di Allan Kardec (31-12-08)
comunicazione medianica di: SANSON, ex- membro della Società spiritica di Parigi, 1863
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…“Una morte prematura è spesso un grande beneficio che Dio accorda a colui che muore e che è salvaguardato così dalle miserie della vita o dalle seduzioni che avrebbero potuto portare alla sua perdita. Chi muore nel fiore dell’età non è affatto vittima della fatalità: Dio ha giudicato che per il suo stesso bene gli è utile non restare ancora sulla terra.
Voi dite che è una terribile sventura che una vita così piena di speranze sia spezzata così presto! Ma di quali speranze intendete parlare? di quelle terrene in cui colui che parte avrebbe potuto brillare, fare il suo cammino e la sua fortuna? Siamo sempre di fronte a questa visione ristretta che non riesce ad elevarsi al di sopra della materia. Voi sapete quale sarebbe stata la sorte di questa vita che ritenete piena di speranze? Chi vi dice che non sarebbe stata, invece, colma d’amarezze? Tenete dunque in così piccolo conto le speranze della vita futura da preferire ad esse quelle dell’effimera vita che trascinate sulla terra? Pensate, dunque, che è meglio avere un grado fra gli uomini che fra gli Spiriti felici?
Rallegratevi, perciò, invece di lamentarvi quando Dio si compiace di ritirare uno dei suoi figli da questa valle di miserie. Non è forse dell’egoismo augurarvi che restasse a soffrire con voi? Ah! questo dolore è concepibile per chi non ha fede e vede nella morte la separazione eterna; ma voi, spiritisti, voi sapete che l’anima vive meglio quando è separata dal suo involucro corporeo; madri, voi sapete che i vostri figli adorati vi sono vicini. Sì, essi vi sono vicinissimi, i loro corpi fluidici vi circondano, i loro pensieri vi proteggono, il vostro ricordo li inebria di gioia: ma sono anche i vostri dolori irragionevoli ad affliggerli, poiché dimostrano una mancanza di fede e costituiscono una rivolta contro la volontà di Dio.
Voi che comprendete la vita spirituale, ascoltate i palpiti del vostro cuore chiamando questi vostri cari diletti, e se pregate Dio per benedirlo sentirete apparire in voi quelle possenti consolazioni che asciugano le lagrime, quelle incantevoli aspirazioni che vi mostreranno l’avvenire promesso dal sovrano Signore.”

Spero che le parole contenute nel libro di Kardec possano, se possibile, consolarvi.
Questo è il mio modo per augurarvi uno splendido 2009  insieme ad Alessandro che ringraziamo per averci inviato questa piccola perla di saggezza!!

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DIO ASCOLTA LE NOSTRE PREGHIERE?
(04-11-08)

Gli insegnamenti del Maestro Paramahansa Yogananda sono tutti incentrati sulla pratica costante della meditazione, per giungere a realizzare la comunione con l’infinito e la vera consapevolezza del proprio sé. Egli ci esorta ad entrare nella quiete della propria anima, perché solo in questo modo è possibile mettere a tacere la compulsiva attività della mente e ristorarci, rigenerarci direttamente alla fonte.
“Il tempio di Dio, è racchiuso nella vostra anima “ era solito insegnare. Se imparerete a meditare per entrare in comunione con Dio, egli esaudirà le richieste che gli rivolgerete con amore. Non dovete supplicarlo, poiché voi siete figli di Dio e non mendicanti. Il segreto della comunione interiore con Dio, è quello di trasformarci da mendicanti, in figli di Dio.
“Se siamo figli di Dio creati a sua immagine e somiglianza, perché ci affliggono dolore e sofferenza?”
Ma il maestro Yogananda nei suoi insegnamenti, ci risponde cosi’:
Dio nella sua divina imparzialità, non può avere creato un figlio migliore di un altro. In principio ha creato tutte le anime a sua immagine e uguali fra loro e le ha dotate inoltre dei doni più grandi: la libertà di usare la propria volontà e la facoltà di usare la propria ragione, agendo quindi di conseguenza. Un tempo, chissà dove quando, esse hanno infranto le diverse leggi divine che regolano tutto il creato, che non sono i dieci comandamenti, ma le regole universali che organizzano la creazione, determinandone gli inevitabili risultati.
L’uomo ha usato impropriamente l’indipendenza che Dio gli ha accordato e in questo modo ha attirato su di sé l’ignoranza, la sofferenza fisica, la morte prematura e altre sventure. Raccoglie dunque ciò che semina.
La legge principale di Causa ed Effetto o Legge di Attrazione, viene applicata ad ogni essere vivente. Pure nella sua onnipotenza, Dio non può ignorare la sua legge, o andarle contro, per rimediare agli errori dell’uomo e solo perché quest’ultimo gli rivolge una preghiera. Egli ha concesso l’indipendenza all’uomo affinché egli ne faccia l’uso che vuole. Se Dio intervenisse, andrebbe contro le sue stesse leggi, contro sé stesso e contro la legge di attrazione."
A questo punto sorge in noi un terribile dubbio:
”Mahhh... allora non esiste intercessione di Dio nella nostra vita? Egli resta inerme di fronte alle debolezze umane? Siamo tutti condannati da noi stessi, dalle nostre azioni?“.
Ma il maestro Yogananda risponde:
No!! Il Signore è al tempo stesso Legge e Amore. La persona che con sincera devozione e con pura fede anela all’amore incondizionato di Dio e agisce in armonia con le sue leggi universali, sarà sicuramente purificato e consolato dalla mano di Dio.
Dio vuole aiutarvi tutti e non avete bisogno di convincerlo in alcun modo.

Poiché siete suoi figli, dovete solo usare la vostra volontà per chiedergli ciò che desiderate, ma anche comportarvi come figli di Dio. Attraverso la meditazione continua,. e la preghiera, esprimete a Dio la vostra volontà di comunione con lui e di fronte alla vostra insistenza, egli si manifesterà dentro di voi donandovi il suo regno, dentro di voi."

(Da: Libri di Paramahansa Yogananda:  Paramahansa Yogananda)
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COS'é L'AMORE INFINITO? (28-06-08)

L'Amore non é sesso.
 Il sesso é un'espressione fisica degli istinti animali; un soddisfacimento dei desideri carnali ottenuto attraverso la mutua gratificazione dei sensi. Il sesso appartiene al mondo della materia ed é frutto sia dell'attrazione fisica o della spinta a procreare, sia forse della concupiscenza e del desiderio.
 Il sesso non é uno stato permanente, e perciò non può essere comparato all' Amore Infinito; inoltre i tuoi sensi possono essere gratificati senza sperimentare l'amore, perciò l'Amore non é sesso. 
L'Amore non é semplice attaccamento emotivo.
Ci attacchiamo a persone ed oggetti che soddisfanno certe nostre necessità, come quando desideriamo compagnia o abbiamo bisogno di sicurezza mentale, emotiva o finanziaria. Comunque, nessuno dei nostri attaccamenti emotivi é eterno: hanno una nascita, una crescita e quindi- poiché tutto ciò che nasce deve alla fine morire- una morte.L'Amore Infinito, proprio grazie alla sua propria natura, deve trascendere tutti confini instabili o limitati; così l'Amore non può appartenere al reame dei transitori legami emotivi. Questo vuole dire che l'Amore Infinito può avere poco a che fare con le tue relazioni personali: la tua famiglia, i tuoi bambini, i tuoi amanti, il gruppo di amici, la tua nazione ed i tuoi più profondi ideali, ben si adattano solo al mondo transitorio dei legami emotivi.
Non che voglia negare che l'Amore Infinito non possa far sentire la sua debole presenza anche nei legami emotivi, ma la sua fonte eterna non può essere soggetta al tempo o alle circostanze, perché esiste ben al di là di essi.
 L'Amore non é paura.
 Nel suo profondo, l'essere umano é facile preda della paura per molte cose, come l'annientamento causato dalla morte, la solitudine, il silenzio, il rifiuto, la malattia, il dolore e l' umiliazione. Un lungo catalogo di spaventose immagini psicologiche é stato acceso nella tua mente dai fuochi del Pensiero e dell'Emozione.
Queste energie oscure, non solo infiammano e squilibrano l'armonia di innumerevoli corpi, menti e spiriti, ma anche 'invisibilmente' plasmano e spesso controllano miliardi di vite, costringendo molte anime a legarsi a qualcosa che promette di dar loro un senso di sicurezza.
Anche la paura, però, sembra essere transitoria, e proprio come i legami sentimentali ci lascerà. Anch'essa nasce e muore e perciò non può mai appartenere alle qualità senza tempo dell' Amore Infinito.
 L'Amore non é desiderio di possesso.
 L'Amore può essere da noi provato, ma non é 'posseduto' da nessuno, perché diverrebbe semplicemente identico ad ogni altro attaccamento emotivo. Quegli oggetti che ritieni 'proprietà tue personali,' come tuo marito, tua moglie, i tuoi figli o qualunque altro tesoro che pensi ti appartenga, non possono essere reclamati attraverso il potere dell' Amore: queste relazioni sono soggette a periodi di vita limitati, mentre l'Amore dura per sempre.
Avendo finora brevemente delineate alcune delle qualità che l'Amore non possiede, fatemi ora dire quel che penso sulla vera natura dell'Amore Infinito.
La Medianità chiaramente dimostra che la parte spirituale di te non muore. Credo che la tua sopravvivenza eterna é assicurata dal fatto che il tuo spirito é collegato in qualche modo all'Amore Infinito.
Sbirciando attraverso le nebbie create in te da tutti i legami emotivi precedentemente citati, quel che puoi sperimentare al centro del tuo essere é lo Spirito dell'Amore stesso.
Credo che l'Amore Infinito é una forza spirituale, mistica, durevole che trascende i confini fisici del tempo e dello spazio. Scorre di continuo ed é rigenerativo nella sua natura.
Crede che Esso é onnipresente, onnipotente ed onnisciente perché é parte dell'essenza propria dello Spirito Eterno dell'Essere Cosciente dal quale ci siamo originati, e dal quale non possiamo mai essere separati.
Noi siamo scaturiti dall'Anima Trascendente dell'Universo. La Suprema Presenza Spirituale ha soffiato la Sua forza vitale in noi; ed é questa permeante Grande Luce Bianca che permette ai nostri cuori di battere e ci concede liberamente la nostra cosciente consapevolezza.
L'Infinito Amore é l'essenza di te, e tu sei parte dell'essenza dell'Amore Infinito. Appartieni allo Spirito Eterno dell'Amore Vivente che é anche noto come Intelligenza Creativa.

(Dal Medium Stephen)

 

La tecnica per comunicare con le anime dei defunti

Da: Paramahansa Yogananda, Il Divino Romanzo, Astrolabio/Ubaldini Editori
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(21-03-08)-------------------------------------
Cercate Dio: Egli vi farà intravedere il vostro passato


"Ricordo bene le mie passate incarnazioni. Alla Torre di Londra, ad esempio, ho scoperto molti luoghi che avevo conosciuto in una vita precedente, e di cui i custodi non sapevano niente.

 Poiché in una incarnazione passata ho vissuto in Inghilterra, da bambino in India preferivo mangiare con la forchetta e il coltello. Quando i miei familiari mi domandarono come mai preferivo servirmi delle posate, invece di usare le mani, secondo le consuetudini indiane, risposi: "Me lo ricordo dal passato". Essi non capirono, ma io sapevo di aver mangiato così in precedenza. Mentre progredirete spiritualmente, Dio vi concederà qualche fugace visione delle vite precedenti. E quando sarete meno curiosi e la vostra mente sarà permeata soltanto di Dio, ne saprete ancora di più.  Ricordate che siete stati inviati sulla terra per cercare sia di distruggere le tendenze e le abitudini cattive che avete portato con voi dalle vite precedenti, sia di evitare di crearne altre nell'attuale incarnazione, affinché riusciate a trovare Dio. Allora potrete lasciare questa vita dicendo: "Signore, lo scopo della mia esistenza è compiuto. Non sono più costretto a reincarnarmi, a meno che tu non voglia farmi tornare sulla terra per servirti". Gesù ha detto: "Chi vince, lo farò colonna nel tempio del mio Dio, e non ne uscirà mai più".
Voi dovreste cercare Dio adesso; non aspettate di trovarlo in altre incarnazioni. Potete conoscerlo in questa vita, ora. E prima lo conoscerete, più bella sarà la vostra esistenza. Siete sciocchi, se non lo cercate; perché non esiste niente altro che vi appagherà. Se avrete lui, avrete tutto.
Il mondo astrale ha molte dimore
Quando ci svegliamo la mattina, siamo esattamente gli stessi che eravamo prima di essere andati a dormire. Analogamente, quando noi e i nostri Cari ci svegliamo nel mondo astrale, dopo la morte, siamo sempre gli stessi e, in genere, abbiamo un aspetto più giovanile e sano.
Non diventiamo angeli solo perché siamo morti. Se siamo angeli sulla terra, saremo angeli anche nell'aldilà. Se siamo personalità oscure e negative sulla terra, lo saremo anche dopo la morte. Nel mondo coesistono tuguri e splendidi paesaggi naturali, e anche nell'aldilà accade la stessa cosa. Nel regno astrale andrete in una regione bella, o in una più oscura, a seconda del modo in cui avete vissuto sulla terra, dove avete condotto una vita buona e pura, o un'esistenza meschina e cattiva. Anche Gesù ha fatto riferimento a queste regioni quando ha detto:
 "Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore".
I piani astrali sono caratterizzati da atmosfere, o vibrazioni diverse, e tutte le anime provenienti dalla terra sono attratte da quel tipo di atmosfera che è in armonia con la loro specifica vibrazione. Proprio come i pesci vivono nell'acqua, i vermi nella terra, gli uomini sulla superficie terrestre e gli uccelli nell'aria, così nel mondo astrale le anime vivono nella sfera più consona alla loro vibrazione. Più gli esseri umani si comportano nobilmente e spiritualmente sulla terra, più alta è la sfera da cui saranno attratti e più grandi saranno la libertà, la gioia e la bellezza che percepiranno.
La vita sui pianeti astrali non dipende dall'aria, o dall'elettricità. Gli esseri astrali vivono di raggi di luce multicolore. Nel mondo astrale la libertà è più grande di quella che si può avere nel mondo fisico. Le ossa non si possono rompere perché non esistono corpi solidi; tutte le cose sono fatte di raggi di luce, e tutto avviene per mezzo del potere del pensiero. Ad esempio, quando le anime astrali desiderano un giardino si limitano a volerlo; il giardino, allora, si manifesta e dura finché l'anima lo desidera e si dissolve quando l'anima vuole farlo scomparire.

La comunicazione con il mondo astrale è una scienza custodita segretamente

Comunicare con le anime del mondo astrale non è facile. E' una scienza custodita segretamente dalla natura. Dio non vuole che il nostro amore sia riservato solamente ai familiari, ma desidera che impariamo ad amare il mondo intero. E affinché ciascuno di noi possa apprendere questa lezione, i nostri cari ci vengono tolti uno per uno; riusciremo, allora, ad amare anche agli altri. Ma se il nostro amore è puro e altruistico, e ci evolviamo spiritualmente, possiamo imparare la scienza segreta che ci consente di rimanere in contatto con i nostri cari anche dopo la loro morte.
Il cuore umano è così forte e spesso così irragionevole! Un ragazzo incontra una ragazza; si innamorano, crescono, si sposano, hanno dei figli, e pensano: "Questi bambini ci appartengono". Il senso di possesso fa dimenticare agli esseri umani che prima di conoscersi erano soltanto degli estranei, che la morte spezzerà il loro legame, che i figli non sono una loro proprietà, ma vengono affidati ai genitori esclusivamente perché se ne prendano cura nel corso di una sola esistenza. Quando la morte rapisce le persone amate, gli esseri umani si disperano e cominciano a domandarsi che senso abbia la vita.
La forza degli affetti umani è tale che la perdita delle persone care suscita una profonda e dolorosa nostalgia e, spesso, un sentimento di ribellione interiore. Benché fossi ancora un bambino, sapevo nel profondo del cuore - molto tempo prima della sua morte - che mia madre doveva andarsene. Quando morì, mi disperai moltissimo. La cercai dappertutto, ma non riuscii a trovarla.
"Madre divina", pregavo, "se ci sei, devi rispondermi. Perché hai voluto che amassi tanto la mia mamma e poi me l'hai tolta? L'hai fatto per punirmi e torturarmi?". E un giorno, la Madre cosmica mi rispose dicendo: "Chi ti ha dato un padre e una madre? Sono io che ti ho dato la tua bellissima mamma".   Quando compresi che dipendeva da Dio se avevo avuto una mamma così meravigliosa, pensai: "Solo Dio possiede la chiave del mistero della vita", e cominciai a cercare dentro di me e a pregare. La Madre divina rispose e mi disse perché la mamma mi era stata tolta: "Sono stata io a prendermi cura di te, una vita dopo l'altra, nella tenerezza di molte mamme! Contempla nel mio sguardo gli occhi neri, quegli splendidi occhi perduti che cerchi!".
Dopo aver trovato la Madre divina, nel mondo astrale ho trovato anche la mia mamma terrena e ho parlato con lei. E' possibile comunicare con i nostri cari che ci hanno lasciato. Voi potete trasformarvi in uno strumento ricevente e trasmittente al tempo stesso. Se cercate uno dei vostri cari scomparsi, meditando profondamente e ininterrottamente su quell'anima, riceverete una risposta. Ma se il vostro desiderio non è abbastanza forte, i pensieri irrequieti disturberanno la concentrazione della vostra meditazione. Se i vostri pensieri corrono di qua e di là, mentre inviate a un'anima il messaggio del vostro cuore, la trasmissione si interromperà. Dovete avere un fortissimo desiderio e una concentrazione davvero molto intensa per mettervi in contatto con un'anima che è andata nell'aldilà. E dovete inviare i vostri pensieri a quest'anima senza interruzione. Inoltre, coloro con cui cercate di comunicare devono essere abbastanza evoluti per ricevere il vostro richiamo e riuscire a rispondere. E' più facile mettersi in comunicazione con le anime che sono al vostro livello di coscienza e con cui avete avuto una profonda affinità e stretti legami affettivi. Per comunicare con le anime molto evolute è necessaria una concentrazione di gran lunga più potente.

La tecnica per comunicare con le anime dei defunti

Per comunicare con i vostri cari scomparsi, meditate intensamente su Dio. Quando sentite dentro di voi la sua pace, concentratevi profondamente sul centro cristico, il centro della volontà situato tra le sopracciglia, e inviate il vostro amore ai cari scomparsi. Visualizzate nel
centro cristico la persona con cui volete comunicare. Mandate alla sua anima le vostre vibrazioni di amore, di forza e di coraggio. Se lo farete senza interruzione, e se il vostro interesse nei confronti della persona cara non diminuirà, la sua anima riceverà certamente le vostre vibrazioni, che le daranno un senso di benessere e le faranno sentire di essere amata. I vostri cari non vi hanno dimenticato, proprio come non lo avete fatto voi. Nella loro coscienza permane un lontano ricordo delle persone amate che hanno lasciato sulla terra.
Se volete avere una risposta da queste anime, concentratevi sul centro del cuore. Quando vi concentrate molto profondamente, inizialmente i vostri cari possono apparirvi nei sogni, perché sono in grado di farlo. In qualche caso potete fare più volte lo stesso sogno significativo. Infatti, non tutti i sogni sono privi di significato. Se la vostra mente è calma e in sintonia, saprete che qualcuno sta cercando di mettersi in contatto con voi attraverso quel sogno. Se continuate a progredire spiritualmente, i vostri cari potrebbero apparirvi durante la meditazione, e quando sarete molto evoluti, potrete vedere le loro anime proprio davanti a voi. San Francesco vedeva Gesù Cristo in carne e ossa, ogni notte. Ma prima di poter avere un'esperienza del genere dovete essere veramente molto evoluti. Dio vi mostrerà tutte queste cose, se mediterete profondamente su di lui.
Invece di piangere e di provare un senso di sconforto dopo la morte dei vostri cari, inviate loro il vostro amore. In questo modo aiuterete la loro anima a progredire ed essi potranno aiutare voi. Non tratteneteli con sentimenti irragionevoli di dolore e di attaccamento egoistico. Dite semplicemente: "Ti amo".
Mandate ai vostri cari pensieri di amore e di comprensione, quando ne sentite il desiderio; ma fatelo almeno una volta l'anno, ad esempio in occasione di qualche ricorrenza speciale. Dite mentalmente: "Un giorno ci incontreremo ancora e continueremo ad approfondire il nostro amore divino e la nostra amicizia". Se continuate a inviare loro pensieri di amore, certamente un giorno li incontrerete ancora. Saprete che questa vita non è la fine, ma soltanto un anello dell'eterna catena che vi lega ai vostri cari.

Il vero amore attira le anime l'una verso l'altra, vita dopo vita

Anche se non ricordiamo nulla di preciso sui rapporti che abbiamo avuto nelle vite precedenti, l'amore - o anche un forte sentimento di odio - attira le anime, l'una verso l'altra, vita dopo vita. Ecco perché in questa incarnazione vi siete sentiti fortemente attratti da alcune persone e non da altre. Venite attirati naturalmente da coloro che avete conosciuto in precedenza e non è possibile stabilire un rapporto di profonda amicizia con qualcuno, se non lo aveste già incontrato nelle vite precedenti. Questo è certo. Quando pensate a qualcuno come a un vero amico è perché avete conosciuto quell'anima nel passato, e il vostro rapporto precedente vi fa sentire più vicini. Cercando di conoscere e di capire gli altri, passando da un'incarnazione all'altra, arricchiremo il nostro forziere di amici e di persone care.
Se in questa vita siete attratti da anime che vi piacciono, ma con le quali si determinano incomprensioni e litigi continui - come talvolta accade tra i membri della stessa famiglia - e dovete sforzarvi costantemente di andare d'accordo, vuol dire che nella vita precedente eravate amici e nemici allo stesso tempo. Un esempio di questo caso fu Giuda, che tradì Gesù. Giuda aveva conosciuto il Cristo in altre vite ed era destinato a far parte della meravigliosa famiglia dei suoi discepoli. Pur essendo stato tradito da Giuda, Gesù lo amava incondizionatamente, come una madre ama anche un figlio cattivo.
Gesù e i dodici apostoli si erano già conosciuti. Questa è la ragione per cui i discepoli furono istantaneamente attratti da Gesù ed ebbero fede in lui.
Analogamente Krisna riconobbe il suo discepolo prediletto: "Arjuna, tu ed io siamo passati attraverso molte nascite. Io le conosco tutte mentre tu non le ricordi".
Fra tutti, il rapporto tra il guru e il discepolo è il più bello perché è incondizionato ed eterno: attraverso tutte le incarnazioni, essi rimangono sempre in contatto. E al momento della morte, il guru guida il discepolo nel passaggio dal corpo fisico al cielo astrale.
In questa vita ho incontrato moltissime anime che avevo già conosciuto e che a loro volta mi hanno riconosciuto. Nelle vite precedenti mi hanno amato e io le ho amate. Avevo già conosciuto la maggior parte delle anime che mi hanno raggiunto in questa vita.
Possiamo ricordare non soltanto le persone che abbiamo conosciuto e amato nelle vite precedenti, ma anche i luoghi. Quando mi sono fermato a Londra nel mio viaggio di ritorno dall'India, ho visitato alcune località in cui ero stato in una vita precedente. Il loro ricordo era racchiuso nella mia coscienza. Forse anche voi avete avuto esperienze simili: una località sconosciuta vi sembra così familiare, che siete sicuri di esserci già stati in precedenza."

Webmaster da Internet

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L'Universo che è dentro di noi (02-03-08)
di Gwen Randall-Young

Gwen Randall-Young è una psicoterapeuta e scrittrice il cui lavoro getta un  ponte fra il mondo della psicologia e lo spiritualismo. Lettori e clienti sono stati trasformati e risollevati dal suo approccio centrato sullo spirito.

Cosa succede quando lasciamo il nostro corpo fisico?
Si tratta di una domanda che diventa molto importante quando si è persa una persona cara.
Ogni tradizione spirituale ha la sua spiegazione di ciò che accade dopo la morte. Persone che hanno avuto esperienze di NDE hanno segnalato vari eventi che vanno dal vedere la stanza e se stessi da una prospettiva esterna al corpo ad un'intensa luce e/o un tunnel, o anche persone care che sono già passate.

Noi in realtà non abbiamo alcuna prova empirica di ciò che accade dopo che lasciamo la nostra fisicità e molto di ciò che sappiamo è basato piuttosto su intuizioni ed esperienza diretta.

Molte persone sono in grado di comunicare con chi non è più qui ed alcuni hanno addirittura ricordi di vite passate. Queste esperienze suggeriscono che vi è più vita di quanto possiamo pensare.
L'intera questione riguarda sicuramente la nostra percezione della realtà. Se noi crediamo solo in ciò che vediamo con i nostri occhi e pensiamo che quella è la realtà oggettiva, allora tutto dovrebbe finire quando il corpo non è più in grado di percepirla.
Se invece crediamo che esiste qualcosa di diverso dalla fisicità e che vi è una parte di noi che la trascende, allora cambia tutto. Quando si muore, è solo la nostra parte fisica che cessa di funzionare, mentre quella trascendente continua ad esistere.
Essa è eterna, esisteva prima che entrassimo nel corpo fisico e continuerà anche dopo la morte.
La nostra percezione del mondo somiglia un po' ad un microscopio. Ad un certo livello vediamo praticamente le stesse cose che si vedono ad occhio nudo. Aumentando la risoluzione dello strumento si scopre che un altro livello, al di fuori della nostra percezione, è altrettanto reale quanto quello che vedevamo prima ad occhio nudo.
In realtà, se si considerano tutte le cose che possiamo vedere utilizzando la tecnologia - dalle cellule ad un piccolo feto- ci rendiamo conto che ciò che vediamo utilizzando la nostra percezione ordinaria è una piccola frazione di quella che è la realtà.
Lo stesso può essere vero per la nostra percezione della realtà trascendente.
 Forse un giorno esisterà una tecnologia che ci permetterà di percepire tutti gli altri livelli di esistenza, oppure questa tecnologia esiste già, ma semplicemente non sappiamo come usarla.
 Questa tecnologia è la nostra coscienza ed è possibile espanderla al di là della realtà tridimensionale.
Credo anche che le anime dei Defunti sono molto vicine a noi, nello stesso modo di quando erano vivi, sebbene siano separati da noi -per così dire- geograficamente. Il velo è molto sottile e Loro ci sono molto vicini. Siamo in grado di accedere dall'altra parte, ma solo in quei momenti in cui lasciamo andare il nostro attaccamento all'idea del "qui ed adesso". Ci si potrebbe addirittura spingere a dire che non c'è nessuna separazione, che non c'è "un altro lato", diverso da ciò che viene creato dalla nostra limitata coscienza.
Possiamo imparare a usare la nostra coscienza come una sorta di "trasportatore mentale", simile al raggio smaterializzatore dei film di Star Trek, capace di trasformare una persona o un oggetto in uno schema di energia (la cosiddetta smaterializzazione), quindi "dirigerlo" verso un bersaglio, dove viene riconvertito in materia (rimaterializzazione).
Questa però è fantascienza, mentre utilizzare la nostra coscienza per "andare" in un altro tempo ed in un altro spazio non lo è: lo facciamo continuamente con l'immaginazione.
Non c'è nemmeno bisogno di farlo consapevolmente con i Defunti, perchè si verifica naturalmente: quando abbiamo amato qualcuno, vi resteremo collegati per sempre, dobbiamo solo riconoscere quel livello della realtà. La morte è una metamorfosi.
Se il bruco è scomparso non significa che il suo spirito ha cessato di esistere. E solo perché non siamo in grado di vedere la farfalla che è emersa dal bozzolo, non vuol dire che il bruco non esiste più.


Venire a patti con l'inevitabile (17-02-08)

Gli esseri umani sono creature fragili. Le nostra vite, nel grande schema delle cose, sono brevi e la conoscenza é la più grande risorsa di cui disponiamo. La capacità di pensare e teorizzare sulle nostre vite e il mondo in cui viviamo è quanto ci differenzia da ogni altro organismo sul nostro pianeta. Ma questo ci crea un unico enorme problema: sappiamo che prima o poi moriremo..Il nostro modo di rispondere al dramma della nostra mortalità colpisce ogni aspetto della nostra vita, spesso in modi che ci sfuggono.

Nel suo libro vincitore del Premio Pulitzer del '74, The Denial of Death (La Negazione Della Morte), l'antropologo culturale Ernest Becker ha così delineato questa idea :
"La civiltà umana è un'elaborata, simbolica difesa contro la nostra consapevolezza della morte, un'estensione del radicato meccanismo della sopravvivenza ".
L'uomo può trascendere questo dilemma della mente attraverso vari atti, la maggior parte condensati in qualche forma di "eroismo", o con la creazione di un sé simbolico. Becker chiama questo processo "progetto di immortalità". Egli ha teorizzato che ogni singolo uomo è costantemente e inconsciamente al lavoro sul proprio progetto che, a sua volta, comprende tutti gli aspetti della vita.
A questo punto forse starete pensando: "Beh, sì, ovviamente alcuni vecchi intellettuali hanno una teoria onnicomprensiva, in grado di spiegare qualsiasi cosa. Ma questo non significa nulla: sto solo vivendo la mia vita nel modo in cui voglio" e devo dirvi che avete ragione.
Pensateci. Un sacco di persone hanno dei bambini, e per quanto amino questi bambini non ne ottengono diversi benefici fra cui trasmettere il proprio patrimonio genetico? In fondo la maggior parte dei genitori non prova a modellare i figli a loro immagine? Certamente, e se il bambino vive dopo che i genitori muoiono, una parte di loro vive letteralmente, geneticamente ed emotivamente in esso.
Quindi: immortalità.
La religione serve anche ai fini della negazione della morte e in realtà, la religione è semplicemente la negazione della morte. Questo perché le istituzioni religiose sono tese a risolvere il dilemma dell' oltretomba. Sia che si creda nel "cielo", come nel cristianesimo, o nella reincarnazione come nelle religioni orientali, la religione dà una risposta alla domanda "Che cosa succede quando si muore?"
La religione funziona anche come una forma di negazione della morte su un altro livello:
è un'istituzione.
Le Istituzioni, siano esse razziali, nazionali o politiche, fanno parte del nostro progetto d' immortalità, perché anticipano l'immagine subconscia di noi stessi. Se siamo parte di una organizzazione che vive al di là della nostra vita, una parte di noi vive con essa - o così ci piace pensare- ed anche tutto ciò che é associato ad un più ampio sistema. I nostri posti di lavoro, i nostri matrimoni, il nostro paese, i gruppi di attivisti a cui apparteniamo, i libri che leggiamo, le cose che scriviamo, letteralmente tutto ciò con cui ci connettiamo è un'estensione della nostra coscienza che intanto  continua a combattere con la nostra conoscenza innata del destino che ci attende. Deprimente, che ne dite?
Non proprio. La maggior parte delle cose che ho elencato sono positive.
Il problema, l'aspetto preoccupante della negazione della morte, è che non tutti camminiamo lungo uno stesso percorso. Ci sono 6,6 miliardi di persone sulla Terra, e tutti stiamo facendo i nostri progetti di immortalità, tutti diversi fra loro e spesso in conflitto l'uno con l'altro. Quindi, se il mio sostegno ad una religione o ad un governo è diverso dal vostro, abbiamo un problema. Stiamo mettendo in discussione ognuno l'altrui concetto di vita e di morte - e inconsciamente questo ci distrugge.
Questo è il motivo per cui la maggior parte delle guerre scoppiano tra grandi strutture di potere, come le religioni (si pensi alle Crociate del Medio Evo) o nazioni (si pensi ad ogni guerra). Enormi gruppi hanno la loro percezione della morte intimamente connessa alle grandi istituzioni e fra quelle grandi istituzioni ci sarà sempre scontro, sicchè se ci ricordiamo della morte, è più probabile che ci aggrapperemo alle nostre istituzioni.
La religione è particolarmente problematica, in quanto afferma che la morte é necessariamente in conflitto con molte, molte altre cose.
Così, come dobbiamo vivere la nostra vita? Accettare la morte, quanto può aiutarci?
Ebbene, come ho detto prima, noi tutti comprendiamo la morte ad un certo livello, ma abbiamo bisogno di metterla in primo piano nelle nostre menti.
In questo modo possiamo essere sicuri che i nostri obiettivi di immortalità sono positivi e non negativi.
Se si capisce questo, possiamo sì riconoscere che le istituzioni sono spesso in conflitto l'una con l'altra, ma per noi, come esseri umani, non dovrebbe essere così.
Ed è per questo che accettare la morte è la cosa più saggia che si può fare, perchè ci aiuta a vivere più serenamente la nostra vita

L'ANIMA DELLA MEDICINA (14-02-08)
Un articolo espressamente dedicato ai tanti colleghi che seguono con simpatia il Sito. (WM)

L'anima e il suo ruolo nella vita e nella morte non è un argomento di comune  discussione negli ambienti medici. Un cappellano ed alcuni medici della Carolina del Nord stanno lavorando per cambiare questo atteggiamento.
"Siamo esseri spirituali nel profondo del cuore", ha detto il Dr. David Carl.
Carl intreccia la sua filosofia con esperienze di vita per mostrare ai medici ed agli altri operatori sanitari l'importanza di mente, corpo e spirito nella pratica medica. Esperto di etica medica nei reparti traumatologici da più di 23 anni è il direttore esecutivo del centro per le cure religiose del Carolinas' Health Care System, oltre ad essere consulente del Comitato di Bio-Etica a Charlotte, NC
"Riconosciamo di avere un' anima", ha detto Carl. "Crediamoci".

Una volta ha lavorato con un sicario della CIA (Central Intelligence Agency), che ha appreso questa verità durante una NDE. L'uomo è stato accolto alle porte del cielo da San Pietro e da un gruppo di esseri angelici e gli ha riferito che durante l'esperienza della ri-visitazione della vita, sentiva su di sè il dolore di ogni persona che aveva ucciso, compresa la sofferenza delle loro famiglie, che pesava su di lui come un macigno. Sebbene gli esseri spirituali lo sostenessero durante questa terribile prova, gli apparve evidente che non lo giudicavano affatto.
"La sua vita è cambiata, perché è stato toccato nel profondo della sua anima ed ora sta lavorando con i pazienti di un ospizio. Quando facciamo qualcosa che ci demoralizza, stiamo lavorando contro il nostro cuore", ha detto Carl, che esorta i suoi Colleghi a curare non solo i mali fisici ma anche lo spirito e le emozioni dei loro pazienti.
"Solo così possiamo diventare dei professionisti migliori, perché arriva per tutti il momento in cui la medicina non può fare più nulla per un moribondo. Questo è un momento drammatico: quanta umiltà ci deve essere da parte nostra
."
Ha poi aggiunto che vi sono sette problemi che possono interferire con l'assistenza di una persona morente. Un problema comune è la convinzione che un operatore sanitario deve essere al tempo stesso distaccato e coinvolto: "la gente nota questa cosa, il non permettere alle nostre percezioni, al nostro spirito e alle nostre sensazioni di essere presenti. "
Un altro problema comune è l'eccesso di preoccupazione scientifica: ciò può far perdere di vista cose che sono altrettanto reali, come ad esempio l'anima:" Ritengo che tutti i pazienti morenti hanno delle visioni, ed hanno bisogno di parlarne invece di essere imbottiti di farmaci.
Sono lieto che non ci fosse un centro di salute mentale fuori della tomba
", ha detto Carl, riferendosi a quando Maria Maddalena e le altre donne videro Gesù risuscitato dai morti.
Continua dicendo che vi sono insegnamenti religiosi che possono causare ansia e depressione, e che possono interferire con le pratiche mediche. Affermare  che una persona piena di  paure e dubbi è senza fede è sbagliato: questo non è vero, perché ogni maestro spirituale ha avuto dubbi e domande.
Un altro luogo comune è che una persona salvata è una persona gioiosa e sorridente, ma questo, secondo Carl, limita la capacità di sperimentare altre emozioni.
"Devi trovare un posto per parlare dei tuoi dubbi", aggiunge.
Un'altra convinzione è che chi appartiene alla "vera fede" o congregazione non avrà problemi: questo modo di pensare però, potrebbe insinuarsi anche in altre istituzioni diverse dalle congregazioni religiose. Tutto ciò può ferire una persona proprio quando è più vulnerabile.
Poi c'è la tirannia dei "Dovresti".
Un buon consulente etico non dovrebbe mai dire a nessuno quello che deve o non deve fare.
A questo punto Carl va sul pratico. Egli incoraggia ogni paziente ad avere una direttiva ben precisa in merito alle terapie cui deve essere sottoposto. Questo documento deve indicare ciò che un malato desidera in fatto di assistenza sanitaria, ad esempio, se vuole essere mantenuto in vita con tutti i mezzi a disposizione, quando non è più in grado di parlare.
"Se tali volontà non sono registrate sulla cartella, non si potrà far nulla. Conoscere cosa un malato vuole può risparmiare un sacco di dolore ai membri della sua famiglia, in caso di tragedie improvvise. "
(Ricordo ai lettori che anche in Italia è possibile fare un "testamento biologico" da portare sempre con sè, soprattutto in merito alla volontà di donazione organi)
E così conclude;
"Se si accettano questi quattro principi di comportamento, basati sugli scritti di Don Miguel Ruiz, uno scrittore della tradizione Tolteca, (i Toltechi hanno vissuto migliaia di anni fa, nel Messico meridionale e sono stati scienziati ed artisti che hanno esplorato e conservato antiche conoscenze e pratiche spirituali),la tua vita cambierà immediatamente",
I quattro punti sono:

* Sii impeccabile con la parola. Ciò significa parlare con onestà e dire solo quello che vuoi dire. Significa, inoltre, evitare di usare la tua lingua per parlare contro se stessi o gli altri in forma di gossip, e di utilizzare la tua parola per diffondere la verità e l' amore.

* Non prendetevela mai "ad personam", ovvero, la tua opinione su di me non mi interessa.

* Non fate ipotesi. Secondo Carl questa affermazione da sola è in grado di trasformare la vostra vita. Significa porre domande e comunicare in modo chiaro.

* Fate sempre del vostro meglio.
anche se questo non significa che il vostro comportamento non potrà essere diverso ogni giorno.

Webmaster

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Il grande gioco della vita (25-01-08)

Tutti, fin da bambini, ci saremo chiesti almeno una volta  perché siamo qui e qual' é lo scopo di questa nostra esistenza. Io rispondo sempre a chi me lo chiede, che alla fin fine é solo un grandissimo,
tragi-comico, terrificante ma anche bellissimo GIOCO.....
 Immaginiamo la nostra vita prima di incarnarci nel corpo che oggi indossiamo. Prima di scendere su questo livello ci siamo riuniti con altri Spiriti (la maggior parte dei quali si sono reincarnati con noi già in precedenti esistenze) per stabilire uno schema di gioco comune, decidendo ciò che ognuno di noi vuole apprendere e realizzare durante quel particolare ciclo vitale. Quando questa scelta é stata effettuata, passiamo a selezionare gli obiettivi da raggiungere collettivamente (con un gruppo, con la famiglia, con gli amici, ecc.) utilizzando tutte queste informazioni per creare le regole del gioco.
Fatto questo, non ci resta che scegliere i ruoli: per esempio, uno dice "Voglio essere tua madre" un altro, "Voglio essere tuo cugino", (...migliore amico, vicino di casa fratello, sorella, ecc.) fino a quando tutti sono d'accordo su quale ruolo é il più vantaggioso per ciascuno dei partecipanti.
Poi, con l'aiuto di un "Consiglio degli Anziani" (Spiriti esperti, sagge Entità che ci aiutano a supervisionare i nostri programmi), ognuno di noi crea il proprio progetto di vita, che viene approvato ed inserito nel piano del gioco. Quando tutte le regole ed i ruoli sono stati decisi e concordati,  ci si prepara ad iniziare,  studiando le varie mosse, ripassando i propri ruoli, o stabilendo determinati "punti trigger", ovvero eventi in grado di far scattare particolari ricordi nelle nostre menti.
Un punto trigger funziona più o meno nel modo descritto da questo immaginario discorso fra, mi si permetta il neologismo,  "incarnandi":
"Va bene, sono d'accordo sul fatto che, alle 2 del pomeriggio del 4 maggio 2027, mentre starò camminando lungo la strada Tal dei Tali della città XXXX, ad un tratto alzerò la testa per ammirare una ghiandaia appollaiata sul ramo di un albero. A quel punto tu potrai sbucare da dietro l'angolo ed urtarmi accidentalmente. Quando questo accadrà, potrai dire qualcosa che mi farà ricordare che quell'incontro casuale avrà un grande significato nel mio futuro ".
Dopo che tutto é stato preparato per il gioco, ognuno aspetta il suo turno per inserirsi nel tempo terreno al momento giusto (ovvero nascere)... ed il gioco comincia!
 É come una grande avventura. Quando la vita é finita, si torna nell'Aldilà (dove il tempo non esiste, almeno per come lo sperimentiamo qui), che é la nostra vera casa, e tutti dicono:
"Accipicchia! Non é stato un bel gioco?! Cosa hai imparato? Io ho imparato che...".
Una volta rientrati nei Livelli Superiori di Esistenza, passeremo a studiare i diversi aspetti di quella vita: si parlerà di quanto si é cresciuti come persone, di ciò che si é appreso, in che modo si potrebbe avere agito diversamente in determinate circostanze (prove), quali siano state le nostre vere intenzioni, e così via.  Abbiamo giocato in tal modo più e più volte, con diversi ruoli e scenari che ci aiutano ad imparare ed a crescere nella Luce di Dio/Creatore.
Questo é il motivo per cui ci reincarniamo .

 Non ci sono perdenti in questo gioco, perché tutti vi partecipiamo per imparare a crescere in saggezza. Anche quando abbiamo un déjà vu, stiamo semplicemente ricordando le regole del grande gioco ed il nostro progetto di vita, il che spiega il motivo per cui ci sembra di aver visto o fatto qualcosa in precedenza.  Il grande William Shakespeare diceva che la vita è come una rappresentazione teatrale: gli attori si impersonificano nei  personaggi del dramma,  personaggi che  abbandonano solo alla fine della tourneè.
Ma dopo essersi riposati, ricominciano subito a pensare alla prossima stagione....
Webmaster

LEZIONE DI VITA (24-01-08)
DI PATRICIA DARRE'
Sono sempre stata interessata ai fenomeni paranormali. Molto attratta dalle storie di medianità, mi sono sempre informata sulla materia senza pensare che un giorno…
Feci un sogno. Un sogno strano che ritorna frequentemente nelle notti nel giro di una quindicina di giorni. Ero in una stanza di un castello, vuota, grigia e polverosa. Ero sola, ma potevo sentire distintamente dei sibili e dei mormorii che dicevano: “ Preparati, arriverà presto, preparati”. I sogni finirono e io mi ammalai. Una semplice influenza, ma che, in cinque giorni non mi lasciò nessuna tregua. Ne uscii molto indebolita e …diversa. Una sensazione molte volte risentita durante una convalescenza, e tuttavia, ero cosciente di essere stata “cambiata”.

Qualche notte dopo, capii. Mi risvegliai e mi si intimava di alzarmi, di prendere un foglio di carta e una matita. Io resistetti un momento, ma poi obbedì perché “la voce” si esprimeva con un’autorità irresistibile.
Seduta alla mia scrivania, presi un foglio e una matita ( trovando tutto ciò perfettamente ridicolo) e sentì la mia mano muoversi in un modo incontrollabile, per scrivere questo:

Ecco…tu entri a contatto con un mondo che non conosci. D’ ora in avanti, riceverai dei messaggi, per te e per gli altri, non quando lo vorrai, ma quando questo sarà necessario. Devi utilizzare questa possibilità, non per manipolare, non per fare commercio, devi farlo per aiutare incondizionatamente.
Se mai non rispetterai questa legge, verrai privata delle nostre informazioni. Utilizzale al meglio…
”.

Quelle informazioni sono arrivate dopo, numerose, sbalorditive e sempre quando questo era utile. Sicuramente, mi sono posta molte domande, sono anche andata a consultarmi con uno psicologo per assicurarmi di non essere diventata demente. Sicura che non era così, ho avuto anche molte difficoltà a accettare questa mia nuova “realtà”, senza sapere che questa si sarebbe poi sviluppata, fino a farmi “sentire” delle voci che mi consigliavano in momenti delicati, o a farmi “vedere” dei defunti che si manifestano presso degli esseri che li amano, per annunciare loro degli avvenimenti importanti che accadranno nella loro esistenza.
Non é passato molto tempo da quando, avendo probabilmente previsto che sarei venuta a parlarvene, mi hanno detto:
“ Ecco cosa dirai a quelli che rimangono…”.
Infatti, noi parliamo in queste riunioni di quelli che sono “passati”. Lo sono, per la maggior parte, e ce lo dicono aggiungendo anche: “
Non piangete, non piangete più”.  I nostri pianti li trattengono, impediscono loro di avanzare… Certo, ma noi, cosa faremo in loro assenza, in questa immensa disperazione, noi, ai quali si é sempre nascosta la morte da quando siamo stati bambini, perché la nostra civiltà non mostra i defunti, li nasconde, li seppellisce sotto terra, poi non si osa più pronunciare il loro nome per paura…di risvegliare il dolore, di allontanare i parenti e gli amici che ci sono stati vicino (generalmente scappano, non sapendo più come prenderci, come se il lutto fosse una cosa contagiosa), di fare risuonare il fracasso interiore che ci immerge nel nulla….  Il nulla.. é lui che vi ispira la voglia di donarvi alla morte, poi superata anche questa tappa, subentra questa altra voglia di allontanarvi da tutto quello che vi circonda, che vi suggerisce di ribellarvi….. E poi, é la rassegnazione
E là, a poco a poco avviene un’inevitabile chiusura nel proprio dolore, poiché la vita non ci da l’occasione di esprimerlo, questo dolore. Una sola parola rimane però sempre attuale: “
Perché?
Perché una prova così ingiusta? Cosa ho fatto per meritarmi questa cosa? Cosa mai sarò?”
Ebbene la vostra missione é giustamente quella di…divenire!

Nelle tradizioni di tutti i paesi del mondo, a una morte annunciata segue sempre una nascita, perché la morte genera la vita. La morte degli Esseri che vi sono cari deve dunque generare la vostra propria nascita,
la vostra Ri – nascita. Vivere come prima non é possibile, ma vivere affinché questi atti siano utili a Quelli che sono partiti, a Quelli che rimangono, e infine siano utili alla propria costruzione. Chiedersi cosa si diventerà, é chiedersi perché si é là. Si é qua per vivere, per avanzare.
Le prove sono molteplici, ma sono là per guidarvi, per farvi rinascere. Chiudersi nel proprio dolore é chiudersi nella morte dell’ ltro. In ogni caso, é quello che vi viene chiesto. L’ Altro vi dice: “Non piangere” e sentite anche: “ Vivi per me”. Allora voi avanzerete, Lui o Lei avanzerà…
se vi richiuderete dentro a una sofferenza perpetua e infruttuosa, Lui o Lei sarà a sua volta rinchiuso/a in una situazione straziante…. Rinascere, rivivere…per se, per quelli che ci circondano, quelli che conosciamo e per quelli che non si conosce , perché vivere é….Donare!
Donare a quelli che si incontra, donare a coloro che soffrono, a quelli che ne hanno bisogno…
A quelli che hanno perso un bambino, io dico:
 “
Date Amore a un bambino che ne é privo, é il solo modo per sciogliere quel legame che vi unisce alla sofferenza e di permettere a Colui che non c’é più di ritrovare la pace. Ogni dono di se (dono d’ amore) é una preghiera che indirizzate a coloro che vi hanno lasciato”.
La morte é una trasformazione. Trasformazione per Colui che se ne va e trasformazione per Colui che rimane. É necessario fare un’altra cosa della propria vita, raddoppiare l’ Amore
e l’attenzione verso chi ci circonda.
Dopo le crisi, dopo i pianti, dopo la rivolta, é necessario passare alla
serenità, e lei troverà rifugio in voi se voi lascerete il vostro cuore seguire i consigli dei vostri cari: “Vivete!...”.
Lavorate sul significato della vostra presenza qui su questa buona vecchia Terra.
Noi siamo di passaggio, per un periodo in ogni modo molto corto, perché tutti, andremo a raggiungere gli Esseri amati, che non vivono più in un sistema temporale, ma che sono attenti, alle attitudini e alle azioni di quelli che hanno lasciato.
Questo passaggio sulla Terra é, da come sembra, il più difficile (
a causa dei soldi, dell’ apparenza, di noi, della superficialità ecc..), così bisogna superarlo, e superarlo é fare prova d’ Amore.
L’ Amore permette di vincere il dolore.
Per un bambino che parte, date dell’ Amore a un bambino che rimane, voi aiuterete questo a crescere diversamente, probabilmente a preparare il suo passaggio più tardi, e l’ Altro, voi l’ aiuterete ad evolversi là dove si trova, e ad essere felice.
Ecco, é il messaggio che da qualche parte mi hanno chiesto di inviarvi.
Vivere il vostro lutto, piangete, urlate fin quando ne avrete bisogno, ma sappiate che voi dovrete rinascere.
Rinascere alla Vita, é un dovere, perché non si ferma mica qui, perché voi siete eterni!

Patricia Darré ("Le Messager")

UN GRAZIE DI CUORE A GRAZIELLA CHE HA EGREGIAMENTE TRADOTTO L'ARTICOLO DAL  FRANCESE