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REINCARNAZIONE, PERCHE' NO?
(05-02-12)
Dal sito 'La vita oltre la vita' vi segnaliamo un interessante
articolo sulla reincarnazione.
Correva
l’anno 869 d.C. Tutto ebbe inizio dalla cancellazione dell’esistenza
dello Spirituale da parte della Chiesa cattolica. La Chiesa cattolica è
una istituzione creata per difendere e diffondere il messaggio del
cristianesimo ma che poi, in breve tempo, si è sempre più burocratizzata
sostituendo al messaggio evangelico di Cristo, che invita a mettersi al
servizio di tutti gli uomini, quello dell’esercizio del proprio potere
ecumenico e cattolico. Quando perciò si parla del messaggio del Cristo
bisogna distinguere nettamente il termine cristianesimo da
cattolicesimo.
Nel Concilio di Costantinopoli tenutosi nell’869 la Chiesa cattolica
decretò che doveva essere cancellata l’esistenza dello Spirito come
parte costitutiva dell’essere umano e che da quel momento, solo l’anima
umana poteva avere qualche qualità spirituale ma nulla più di questo.
In tal modo fu cancellata non solo la parte spirituale dell’uomo, quella
parte cioè che può avere possibilità di evoluzione, ma fu di fatto
negata anche l’esistenza del Mondo Spirituale con tutte le sue leggi
evolutive, compresa la legge del karma e della reincarnazione e
conseguentemente la possibilità di autodeterminazione dell’essere umano.
Tale decreto era stato preparato già con il secondo Concilio di
Costantinopoli del 552 d.C.
In seguito il tutto fu ribadito con il Concilio di Lione del 1274 e
quello di Firenze dell'1439.
La Chiesa cattolica condannava l'idea di reincarnazione come “… una
antica idea pagana”.
Per tale motivo essa fu considerata alla stregua di un’eresia.
Questi Concili hanno condannato la reincarnazione anche perché, come
parametro di giudizio, prendevano in considerazione l'idea di
reincarnazione che viveva nel mondo orientale.
La reincarnazione invece si basa su ben altre leggi spirituali come, in
modo sintetico, si cercherà di dimostrare.Nelle antiche civiltà
orientali si pensava che l'uomo fosse stato cacciato dal Cielo e, per
punizione, confinato a vivere eternamente sulla Terra, considerata
perciò luogo d’esilio.
Nacque in tal modo nell’uomo orientale l’idea delle ripetute vite
terrene o reincarnazione.
Oggi l’orientale, ha ancora il sentimento istintivo della
reincarnazione, ma, non riuscendo più a coglierne il vero significato,
cerca soltanto di liberarsi dallo spietato circolo delle ripetute vite
terrene che lo costringe a ritornare in un corpo fisico sulla terra,
luogo di dolore.
Con il tempo inoltre è sorta una visione distorta: quella della
possibilità di reincarnazione di un essere umano in un corpo di animale
quale ulteriore punizione per gravi mancanze o peccati commessi. Sarebbe
opportuno a questo punto, per maggior chiarezza, correggere il termine
reincarnazione, o ripetuta incarnazione di un’anima in un corpo umano,
con metempsicosi, o trasmigrazione dell’anima in un corpo d’animale.
L’idea orientale considerata dalla Chiesa cattolica, ha comportato
un’errata interpretazione del concetto di reincarnazione basata su due
punti essenziali:
1° - l’idea dell'eterno ritorno
quale punizione e, per conseguenza, la non possibilità di evoluzione.
2° - l’idea della reincarnazione come possibile caduta nel regno animale
o metempsicosi.
Un tale modo di pensare deriva dal fatto che gli antichi orientali non
avevano ancora né conoscenza, né tanto meno coscienza di possedere un Io
individuale avente la possibilità di compiere una evoluzione personale.
L'evoluzione invece consiste in un graduale, lento perfezionamento che
si attua portando l’Io umano, la prima e più elevata parte spirituale
costitutiva, a vivere alternativamente nel mondo terrestre e in quello
Spirituale, per raggiungere il grande compito di conquistare la Libertà
individuale e l’Amore per tutto il Creato.
Tale lungo cammino viene regolato e caratterizzato dalle leggi del karma
e della reincarnazione.
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Moderne conoscenze sulla
reincarnazione
La Chiesa cattolica per tutto il periodo che andava dal 500 al 1800, si
rapportava, riguardo alle conoscenze sulla reincarnazione, sulle idee
errate dei popoli orientali.
Nel 1915 il Sant’Uffizio ancora una volta ha condannato duramente l’idea
della reincarnazione presentata dalla Società Teosofica perché, com’è
affermato,
“ … l’idea deve essere rifiutata, anche
se è presentata dalla Teosofia sotto una falsa veste scientifica ”.
In seguito, con la venuta dell'Antroposofia di Rudolf Steiner, la Chiesa
cattolica ha continuato a mantenere il suo parere negativo sulla
reincarnazione, basandosi questa volta su un insegnamento ritenuto
fondamentale dalla religione cattolica.
Tale insegnamento risulta incompatibile con l’idea della reincarnazione,
poiché afferma che la redenzione dell'umanità deve avvenire solo tramite
la morte sacrificale del Cristo sul Golgota
Questo concetto, fissato in dogma, è sorto nel V secolo d. C. ed è la
conseguenza di una disputa fra Pelagio e S. Agostino. Pelagio, un asceta
inglese, operò in Italia, a Roma, all'inizio delle 400 d. C.
Egli negava il peccato originale quale trasmissione ereditaria di un
peccato morale. Considerava questo concetto non compatibile con la
giustizia di Dio, perciò affermava che l'uomo, nascendo senza peccato,
per conseguenza aveva la capacità di scelta fra il bene e il male e
quindi era libero di scegliere o meno la propria redenzione. S.
Agostino affermava al contrario che il peccato originale commesso da
Adamo era ricaduto moralmente anche sui suoi discendenti impedendo loro
di vincere il male basandosi soltanto su forze puramente umane. La
Chiesa del V secolo d. C. per risolvere una simile controversia, scelse
una via di mezzo: adottò un po' le idee di Pelagio, un po' quelle di S.
Agostino.
Essa accolse la tesi di S. Agostino e in altre parole che l'uomo da solo
non può superare il male ma deve rimettersi alla grazia originata dal
sacrificio del Cristo, collegandosi però anche alla tesi di Pelagio
secondo il quale la grazia da sola non basta, poiché l'uomo le deve
andare incontro sforzandosi di scegliere il bene, adeguandosi per
conseguenza a quello che la Chiesa cattolica stabiliva fosse il bene.
In tal modo da una parte la Grazia divina agisce tramite il perdono dei
peccati per l'azione redentrice del Cristo. e dall'altra per lo sforzo
individuale dell'uomo il quale - sempre secondo la Chiesa cattolica -
dopo la morte verrà premiato con un premio o con un castigo, con il
Paradiso o con l’Inferno. Riassumendo perciò, e sintetizzando, a
tutt’oggi la Chiesa cattolica riguardo la vita umana sulla terra e oltre
la morte riconosce soltanto due situazioni possibili:
1° - la remissione dei peccati
2° - il premio o il castigo.
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Antroposofia e
reincarnazione
Con la conoscenza e l’ammissione della legge della reincarnazione e del
karma, nell’Antroposofia di Rudolf Steiner è introdotto qualcosa di
totalmente nuovo.
Secondo tali leggi è possibile ammettere la possibilità di riparazione o
compensazione di falli morali commessi dall'uomo a mezzo di ripetute
vite terrene, le quali si svolgono in modo giusto ed equilibrato secondo
la legge del karma. Le dottrine esposte dall’Antroposofia, in realtà
corrispondono non a idee personali e arbitrarie di Rudolf Steiner ma,
come lui stesso dimostrò nelle sue oltre seimila conferenze, furono
reali verità spirituali da lui colte grazie alle sue particolari
capacità spirituali. Tali dottrine sono osservabili e dimostrabili in
modo scientifico, secondo una scienza che sa aprirsi ed accoglie anche
la conoscenza di leggi scientifiche di natura spirituale. Su ciò
la Chiesa cattolica e le altre istituzioni religiose di ispirazione
cristiana, accusarono Rudolf Steiner di sostenere l’auto-redenzione
dell'uomo in contrapposizione alla redenzione dei peccati possibile solo
grazie al sacrificio di Cristo sul Golgota.
Questa però è solo un’interpretazione non esatta della Chiesa cattolica
del pensiero di Rudolf Steiner. Egli in una sua raccolta di conferenze
dal titolo “ Cristo e l’anima umana“ tratta l’argomento in modo ampio ed
articolato. Lo rileva con molta esattezza e lo riassume in due punti
essenziali.
1° - Quando l’uomo
commette una mancanza ( in termini religiosi fa un peccato ) ed arreca
un torto ad esempio ad un’altro essere umano o comunque ad altri esseri
viventi, infrange l’armonia di leggi cosmiche e compie un atto che ha
una conseguenza duplice. Il male compiuto potrà - e dovrà - essere
pareggiato in una successiva vita dall’essere umano stesso che
addirittura aspirerà a voler riparare, secondo le leggi del karma,
l’atto negativo compiuto.
2° - Il fallo morale però non concerne esclusivamente il singolo uomo
che l’ha commesso e che perciò deve ripararlo ma, come già accennato, va
a squilibrare e addirittura a lacerare la stessa “ trama spirituale del
Cosmo “.
L’essere umano non è in grado di compiere tale riparazione a causa della
sua attuale insufficiente forza spirituale. Soltanto un Essere
spirituale superiore all’uomo può intervenire e riparare la lacerazione
compiuta nella trama spirituale, nell’ordine equilibrato del Cosmo.
Questo essere spirituale è il Cristo. In altri termini l’essere umano,
quando compensa il “ male“ da lui compiuto, fa un processo di
autoredenzione. Questa riparazione riguarda però il ristretto, personale
ambito di ciascun uomo. La ripercussione dello squilibrio causato, che
sempre avviene nella realtà cosmica spirituale, viene compensato dal
Cristo che compie, in tal modo, un atto di redenzione posto a servizio
di qualunque essere umano. Quanto esposto è il reale e completo pensiero
di Rudolf Steiner che perciò riassume in due aspetti, secondo
veridicità, le leggi di reincarnazione e karma:
1° -
l’aspetto microcosmico, quale auto-redenzione da parte dell’essere umano
( sempre secondo le leggi di reincarnazione e karma )
2° - l’aspetto macrocosmico quale redenzione da parte del Cristo grazie
al Suo intervento riparatore nel Cosmo spirituale.
L’insegnamento che si può trarre dal susseguirsi di questi eventi, e in
altre parole l’interpretazione erronea data dalla Chiesa cattolica lungo
i secoli riguardo alla realtà della reincarnazione, del karma e
dell’autodeterminazione dell’essere umano, non può essere che uno solo.
Quando vi sono grandi responsabilità occorre molta più cautela e
approfondimento nelle analisi.
I giudizi non devono e non possono essere superficiali, poiché le scelte
compiute da pochi investono il destino di milioni di esseri umani.
I giudizi inoltre non possono essere avventati specie se compiuti su
chi, come nel caso di Rudolf Steiner, ha messo al servizio di tutti gli
uomini le proprie conoscenze, le proprie profonde, esatte, documentate
ricerche scientifico spirituali. Tutto questo però parte da un
presupposto fondamentale senza il quale non può esservi che l’errore:
occorre un sincero anelito, una vera ricerca della verità e non
un’ottusa volontà di potere sugli esseri umani. Quanto è stato esposto,
anche se succintamente, è il reale pensiero di Rudolf Steiner su
reincarnazione, karma e autodeterminazione dell’essere umano per
approfondire, completare, correggere nuove conoscenze rivolte
naturalmente a coloro che le cercano per una propria esigenza interiore
“ …come una necessità vitale, come si sente fame e sete.”
Passando vide un
uomo, che era cieco
fin dalla nascita. I
suoi discepoli lo
interrogarono,
dicendo: «Maestro,
chi ha peccato, lui
o i suoi genitori,
perché sia
cieco dalla
nascita?»
(Giovanni, IX, 1-2)
"Se l'anima non ha
avuto una
pre-esistenza",
domanda Origene, "perchè
alcuni sono ciechi
dalla nascita, non
avendo peccato,
mentre altri nascono
senza alcun
difetto?". Egli
risponde alla sua
stessa domanda: "È
chiaro che alcuni
peccati esistevano
(cioè erano stati
commessi)
prima che l'anima
entrasse in un corpo
e, come risultato di
tali peccati, ogni
anima riceve una
ricompensa in
proporzione a ciò
che merita". Le
parole di Origene
sono di una
chiarezza solare sia
alla luce di quello
che dicevano gli
apostoli nel
Vangelo, sia della
logica più
basilare.I teologi
cattolici, pur di
non ammettere la
logica conclusione
della
reincarnazione, sono
arrivati a dire che
quell'uomo aveva
peccato nel grembo
materno!
Secondo loro aveva
commesso un peccato
così grave nel
ventre materno da
essere stato punito
con una malattia
terribile! Se quindi
vedete un malato di
mente, un cieco
dalla nascita, un
bimbo che è nato con
gravi malattie
dovete pensare che,
secondo i teologi
cattolici,
è stato punito per
aver peccato nel
ventre materno!
DA: Vita Oltre La Vita
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