TRADUZIONE DELLE NDEs

 PIU'SIGNIFICATIVE. (PAG 4)

UPDATED : 05-12-09
 


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LA NDE DI Dannion BRINKLEY (15-01-09)

(Trad e adattamento del WM dal Sito di Kevin Williams)


E' una delle più famose NDE, fra le prime raccolte dal Dr. Moody  e ci siamo resi conto di averne parlato spesso sulla "Pagina", senza aver mai pubblicato l'intera storia; di tanto ce ne scusiamo coi Lettori e provvediamo a riparare.
Quello che colpisce in modo particolare in questo racconto, é il fatto che Dannion, oltre alle solite visioni del tunnel, della luce, etc. ha predetto con estrema esattezza degli accadimenti futuri poi puntualmente verificatisi, come il disastro di Chernobyl e l'attacco al WTC. Come pensare allora che le NDE siano solo "il risultato di un cervello agonizzante", così come sostengono gli Scettici? Lasciamo la parola a Brinkley, che vi ricordo stava parlando a telefono con un amico, quando un fulmine colpì il palo telefonico posto di fronte alla sua casa, sicché ricevette una scarica di corrente fortissima che -praticamente- lo uccise sul colpo. Ma lui era ancora "vivo", perché dopo il tuono sentì e vide tutto....

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"Il rumore successivo fu simile a quello di un treno merci che mi entrava  in un orecchio alla velocità della luce. Scosse di energia elettrica attraversavano il mio corpo, sembrava che ogni mia cellula fosse stata immersa nell'acido di una batteria. I chiodi delle suole si saldarono ai chiodi del pavimento di assicelle di legno, sicché, quando fui scagliato in aria, i miei piedi uscirono fuori dalle scarpe.
Ho visto il soffitto di fronte al viso e per un momento non riuscii a capire quale forza avesse potuto provocare un così tremendo dolore che dapprima mi stringeva nella sua morsa, per poi sbattermi sul letto. Quel che era avvenuto in una frazione di secondo, mi sembrava fosse durato per un'ora.
Da quell'enorme dolore, mi trovai improvvisamente sommerso nella pace e nella tranquillità, una sensazione che non avevo mai provato né conosciuto prima . Fu come immergersi in una gloriosa calma. Non avevo nessuna idea di cosa mi fosse accaduto, ma anche in quel momento di tranquillità volevo sapere dove mi trovavo.  Iniziai a guardarmi intorno, a fluttuare a mezz'aria e vidi che sotto di me c'era il mio corpo, stravaccato sul letto. Le mie scarpe fumavano ed il telefono si era fuso con la mia mano. Vidy Sandy che entrava nella stanza, gettarsi sul letto e guardarmi con un' espressione frastornata, la stessa che si potrebbe vedere sul volto d'una madre che scopra il proprio bambino galleggiare a faccia in giù in una piscina.
Tommy arrivò trafelato, in meno di dieci minuti. Sapeva che era successo qualcosa, perché aveva sentito l'esplosione nel telefono. Potevo vederlo mentre mi teneva stretto e malediceva la lentezza dell'ambulanza che entrambi sentimmo avvicinarsi in lontananza, mentre io mi trovavo al di sopra di quei tre: Sandy, Tommy, ed il mio corpo, nel frattempo che gli infermieri lo caricavano sulla barella dell'ambulanza.  Da dove mi trovavo, a circa quindici metri sopra la scena, vedevo la pioggia battente che colpiva la mia faccia e la schiena degli infermieri. La prospettiva che avevo era quella di una telecamera aerea. Senza alcuna partecipazione emotiva, nè sofferenza alcuna, vedevo come la persona che giaceva  sulla barella si contorceva ed iniziava a saltare e poi guardai
verso la parte anteriore dell' ambulanza: al di sopra del mio cadavere un tunnel si stava formando, un'apertura simile all'occhio di un uragano che mi veniva addosso.
Io in realtà non mi muovevo affatto: era la galleria a venire verso di me.  Ci fu poi come il suono d'un carillon, mentre il tunnel spiraleggiava,  verso e poi intorno a me. Presto non ci fu più niente da vedere - nessuna Sandy che piangeva, nè più infermieri che cercavano di resuscitare il mio corpo morto, non più le disperate conversazioni via radio con l'ospedale - solo un tunnel che mi aveva completamente ingoiato ed il bel suono intenso di sette carillon in ritmica successione .
Cominciai a guardare nel buio. C'era una luce in alto, e presi a muovermi verso di essa il più rapidamente possibile; camminavo senza gambe ad una velocità spaventosa. Davanti a me la luce diventava sempre più intensa e brillante fino a quando non ha vinto il buio e mi sono ritrovato in un paradiso luminoso. Era la luce più bella che avessi mai visto, ma nonostante ciò, non feriva i miei occhi.
A differenza del dolore che si può provare quando si esce al sole da una stanza buia, questa luce era estremamente rilassante.
Guardando alla mia destra, distinsi una forma argentea, solo una silhouette attraverso la nebbia e man mano che si avvicinava, cominciai a sentire un profondo senso di amore che abbracciava tutti i significati della parola Amore. Fu come se avessi visto una persona amata, mia madre, il mio migliore amico, ma il tutto era moltiplicato per mille volte.
Come l'Essere di Luce si fece più vicino, questi sentimenti di amore s'intensificarono, fino a quando non divenne quasi troppo piacevole da sopportare.
L'Essere di Luce era direttamente di fronte a me e, guardandolo nella sua essenza, vidi tanti prismi colorati, che sembravano migliaia di minuscoli diamanti dai colori dell'arcobaleno.
Mi sentivo a mio agio alla Sua presenza, provavo un senso di familiarità che nasceva dal fatto che Lui conosceva ogni mio più recondito pensiero, dal momento del mio primo respiro e fino a quello in cui ero stato colpito dal fulmine.
GuardandoLo avevo la sensazione che nessuno potesse amarmi meglio di Lui, nessuno avrebbe potuto mostrarmi più empatia, simpatia, incoraggiamento e compassione, priva di qualsiasi forma di giudizio, quanto poteva farlo quell' Essere .
M'immersi totalmente in quella Luce e subito iniziai a ripercorrere tutta la mia vita, a vedere e provare tutto ciò che mi era accaduto: fu come se una diga avesse ceduto ed ogni ricordo archiviato nel mio cervello irruppe attraverso la breccia.
Quando la revisione della mia vita ebbe fine, fui grado di guardare indietro a tutto quello che mi era appena successo e giunsi ad una terribile conclusione:
me ne vergognavo.
Mi rendevo conto che avevo condotto una vita da egoista poichè raramente ero stato capace d'aiutare gli altri. Quasi mai avevo avuto un sorriso come atto d'amore fraterno, nè avevo mai messo un dollaro nelle mani di qualcuno, perché bisognoso di un piccolo incoraggiamento. 
No, la mia vita era stata vissuta per me e per me solo e non avevo mai dato un accidente di niente al mio Prossimo!
Nel guardare l'Essere di Luce cominciai a sentire un profondo senso di dolore e di vergogna, mi aspettavo un rimprovero, una sorta di terremoto cosmico nella mia anima: avevo rivissuto la mia vita e quell'uomo che ne era stato il protagonista era una persona veramente inutile, che cosa meritavo se non un rimprovero?  Continuando a guardare l'Essere di Luce, mi sentivo come toccato e da quel contatto pecepii un amore ed una gioia che possono essere paragonate solo alla compassione che un nonno ha per un nipotino un pò birbone.

"Chi sei TU é la differenza che Dio fa ", mi disse l'Essere. "E la differenza é l'Amore."

Non vi fu uno scambio di vere e proprie parole, questo pensiero mi giunse attraverso una qualche forma di telepatia, ma tuttora non sono sicuro del significato esatto di questa frase criptica.
Ancora una volta mi venne concesso un periodo di riflessione. Quanto amore avevo dato agli altri? Quanto amore avevo avuto da loro? Da quanto avevo appena riesaminato, potevo capire che, per ogni mio gesto buono ce n'erano stati almeno altri venti cattivi a pesare sull'altro piatto della bilancia.
Se la cattiveria potesse trasformarsi in grasso, oggi peserei più di 220 Kg!
Come l'Essere di Luce si allontanò, cominciai a sentire che il peso di queste colpe veniva rimosso. Avevo provato dolore ed angoscia, ma grazie ad esse avevo anche acquisito le conoscenze che avrei potuto usare per correggere la mia vita.
Di nuovo l'Essere di luce inviò un messaggio nella mia testa, di nuovo telepaticamente:

"Gli umani sono potente esseri spirituali destinata a creare il bene sulla Terra e di solito non giunge da azioni altamente coraggiose, ma da singoli atti di bontà tra persone.
Sono le piccole cose che contano, perché sono le più spontanee e dimostrano chi sei veramente ".


Ero esultante, perchè conoscevo il semplice segreto per migliorare l'umanità. La quantità di amore e di buoni sentimenti che si hanno alla fine della propria vita é uguale a quello donato al Prossimo. Era davvero molto semplice. "La mia vita sarà migliore, ora che ho il segreto", dissi alla Luce.
Fu allora che mi resi conto che non sarei ritornato. Non avevo più una vita da vivere, dato che ero stato colpito da un fulmine:
ero morto!

NOTA DEL WM

Nella canzone dei Beatles  "THE End"  viene espresso lo stesso concetto:
'And in the end, the love you get is equal to the love you give' .  (Ed alla fine, l'amore che ricevi è pari all'amore che hai dato).
Da notare che Abbey Road uscì nel Settembre 69, mentre la NDE di Dannion avvenne nel Settembre '75. Ispirazione Divina, reminiscenze Beatlesiane di Brinkley, oppure si tratta di un insegnamento universale attinto dall' Inconscio Collettivo?

Come uccelli senz'ali, volammo verso una città di cattedrali costruite interamente di una sostanza cristallina che ardeva d'una luce che si originava dallle loro mura. Ero stupefatto. Quel luogo ha una forza che sembra pulsare attraverso l'aria. Sapevo che ero in un luogo di apprendimento, che non ero lì per parlare della mia vita o per vedere che valore avesse avuto, ero lì per essere istruito.
Quando entrammo nel palazzo, l'Essere di Luce non era più con me. Guardai intorno e non vidi nessuno, solo tante file di panche allineate per tutta la stanza, e quella luce radiosa che faceva scintillare ogni cosa. Mi avvicinai ad uno dei banchi, mentre davo un'occhiata, alla ricerca della mia guida spirituale.
Immediatamente sul podio apparvero degli Esseri di Luce. Si posero di fronte a me  e subito notai che emanavano uno splendore pieno di gentilezza e saggezza.
Mi sedetti sulla panca ad aspettare; cosa accadde dopo é stata la parte più sorprendente del mio cammino spirituale.
V'erano tredici Esseri di Luce in piedi, spalla a spalla, sul podio, ma io già  sapevo tutto di loro, sempre grazie alla telepatia. Ognuno di essi rappresentava una diversa caratteristica emotiva e psicologica che tutti gli esseri umani hanno. Ad esempio, uno era stato forte e passionale, mentre un altro era dotato di senso artistico ed anche emotivo. Un altro era stato coraggioso ed energico e poi un altro ancora, possessivo e leale. In termini umani era come se ognuno rappresentasse un segno dello Zodiaco, mentre, in termini spirituali, questi esseri andavano ben oltre le caratteristiche dei singoli segni.
Essi m'inviavano queste emozioni in modo tale che li potessi conoscere.
Ora più che mai sapevo che questo era un luogo in cui apprendere, dove sarei stato immerso nella conoscenza, dove avrei imparato in un modo totalmente diverso da prima.
Non vi sarebbe stato alcun libro da mandare a memoria in presenza di quegli esseri di Luce, sarei diventato la conoscenza stessa ed avrei appreso tutto ciò che é importante sapere.
Potevo porre qualsiasi domanda e conoscerne subito la risposta, mi sembrava di essere una goccia d'acqua immersa nel mare della conoscenza, o un fascio di luce che sa tutto quello che la luce sa.
Quegli Esseri mi vennero incontro uno alla volta e come ognuno di essi mi si avvicinava, una scatola delle dimensioni di una videocassetta si staccava dal loro petto e s'ingigantiva davanti ai miei occhi.
La prima volta che accadde mi scostai, pensando che stavo per esserne colpito, ma un attimo prima dell'impatto, la scatola si aprì, rivelandosi come un piccolo monitor che proiettava immagini di un evento terreno che doveva ancora accadere.
Appena guardai le immagini, mi sentii come risucchiato in esse e fui in grado di vivere l'evento.
La cosa si ripetè dodici volte, e per dodici volte mi ritrovai a vivere quegli eventi sebbene, in quel momento non sapevo che si sarebbero verificati nel futuro. Tutto quello che sapevo era che mi veniva concesso di vedere cose di grande importanza, chiare come in un telegiornale ma con una grande differenza:
io ero dentro lo schermo......
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Subito dopo, Dannion si ritrovò nel suo corpo che era già stato collocato nella camera mortuaria.
Quali delle profezie si sono poi effettivamente concretizzate? Eccone un breve sunto:

(1) Un attore le cui iniziali sono RR, diventerà presidente degli USA e tutti lo riconosceranno come un cow-boy.
Poco dopo la sua NDE, nel 1975, Brinkley disse al Dr. Raymond Moody che forse questa persona avrebbe potuto essere Robert Redford. Tutti sappiamo che fu Ronald Reagan a diventare presidente e che nei suoi films aveva spesso interpretato il ruolo di un cow-boy. Ciò dimostra che durante una NDE è possibile ricevere visioni del futuro, ma non sempre vengono correttamente interpretrate.

(2) Nel Medio Oriente, la rabbia e l'odio raggiungeranno il punto di ebollizione. La religione svolgerà un ruolo importante in questi problemi, come l'economia. Israele sarà isolato dal resto del mondo. L' Arabia Saudita darà denaro a paesi come la Corea del Nord e stipulerà nuovi accordi commerciali.
Uno sguardo al giornale di oggi vi dirà che questo é accaduto e sta ancora accadendo..

(3) Nel 1986, si verificherà una esplosione nucleare in una massiccia struttura di cemento, vicino ad un fiume in Russia. Centinaia di persone moriranno. Questo disastro ha qualcosa a che fare con la parola assenzio.
La parola russa, Chernobyl, letteralmente significa assenzio, un tipo di pianta. L'esplosione nucleare che Dannion prevedeva era l'esplosione del reattore nucleare di Chernobyl, in Russia.

(4) L'Unione Sovietica  collasserà a causa di problemi economici. Il popolo russo perderà la fede nel comunismo. A causa della grave penuria alimentare la mafia russa guadagnerà molto potere. Il Comunismo sovietico morirà e dovrete guardare spesso a quella nazione per capire l'andamento dell'economia mondiale.

Il crollo dell'Unione Sovietica é effettivamente avvenuto nel 1989 a causa di problemi economici, causando gravi carenze alimentari. Il potere della mafia russa é diventata più forte.

(5) Nel 1990, verrà combattuta una grande guerra nel deserto. Eserciti si scontreranno l'uno contro l'altro e si verifichino abbaglianti esplosioni.
L'operazione militare statunitense denominato Desert Storm si é verificato nel 1990. L'esercito degli Stati Uniti schiacciò quello iracheno che aveva occupato il Kuwait.

(6) Missili con testate chimiche voleranno sul deserto del Medio Oriente. Ci sarà paura in tutto il mondo a causa delle nazioni arabe che li utilizzano.
E noto che diversi Stati Arabi possiedono armi chimiche e che l'Irak avrebbe potuto usarle contro Israele.
L'Essere di Luce diede a Dannion questo avvertimento:
Se continuerete ad agire nello stesso modo in cui avete fatto negli ultimi 30 anni, tutto questo accadrà sicuramente. Se invece cambiate, si può evitare la guerra a venire.

(7) Un bio-ingegnere Medio Orientale troverà il modo di modificare il DNA e creare un virus che sarà utilizzato per la fabbricazione dei microchip. "

Una recente tecnologia inventata da due ricercatori israeliani ha permesso effettivamente di inserire frammenti di DNA all'interno di normali componenti elettronici.

(
8) In data 1° Settembre 2001, dieci giorni prima dell' attentato terroristico di New York, Dannion  annunciò che il mondo era sull'orlo di un risveglio spirituale, che richiedeva un profondo auto-esame".
Di certo qualcosa spinse Dannion a fare questo annuncio, ed é ragionevole presumere che sia stato l'imminente attacco terroristico dell' 11 Settembre. Dannion non é l'unico che ha ricevuto una visione del genere.
Anche Ned Dougherty (
Clic per leggerla) aveva avuto visioni del futuro durante la sua NDE.
Una di esse é stata pubblicata nel suo libro,Fast Lane to Heaven, sei mesi prima dell' 11 Settembre:
"
Un grande attacco terroristico potrebbe colpire le città di New York o Washington ed esso inciderà pesantemente sul nostro modo di vivere negli Stati Uniti."

ANCHE I GAY VANNO NELLA LUCE (26-03-09)

DUE NDE DI OMOSESSUALI, UN GAY ED UNA LESBICA, CI DIMOSTRANO CHE  DIO NON BADA AFFATTO ALLE NOSTRE PREFERENZE SESSUALI E CI CONFERMANO QUANTO ABBIAMO DETTO SU QUESTA TEMATICA IN UN RECENTE ARTICOLO.

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NDE  DI UNA LESBICA

Da una lettera di Kerry Kirk a K. Williams


La seguente NDE mi è accaduta durante l'estate del 1981 all'età di diciannove anni.
Era un momento della mia vita in cui avevo quasi deciso che non poteva esistere un Dio, che non esisteva nessun essere superiore in grado di controllare il mio mondo e che, se pure vi fosse, non aveva di certo fatto un buon lavoro. Non sapevo che da quel momento, fatta questa "decisione", avrei preso una brutta china: diventai egoista, egocentrica...
A quell'epoca soffrivo di episodi di tachicardia da diversi anni, una patologia mai diagnosticata prima di allora, tanto che, se mi fosse stato chiesto, avrei negato qualsiasi problema cardiaco perchè mi sembrava normale vedere lucette davanti agli occhi e sentirmi quasi morire nei momenti in cui il mio cuore faceva il matto.
Una sera mi trovavo sul sedile posteriore di un'auto in viaggio  da Los Angeles per San Francisco. Tutto d'un tratto il mio cuore cominciò a correre e fui assalita dalla nausea. Poi tutto iniziò a girare e cominciai a vedere un sacco di colori, finchè tutto diventò buio. Ero terrorizzata e mi sembrava di essere avvolta in una nube scura ed umida.
Non ero mai stata così spaventata e nella mia paura invocai Gesù.
Immediatamente iniziò una specie di lotta. Sembrava che si fosse scatenata una battaglia tra un essere nero e uno di luce, che immediatamente vinse sulle tenebre.
Mi ritrovai china, in adorazione davanti a questo Essere di Luce; potevo sentire un calore intenso, fatto d'amore, che pervadeva tutto il mio essere, un' energia che ne penetrava ogni fibra.
 Non avevo mai provato un amore tanto incondizionato, però ne avevo sentito parlare.
So che ci fu una conversazione tra noi, ma non riesco a ricordare quanto mi venne detto.
Fu un momento di guarigione, una specie di rigenerazione.
Poi mi vidi al di sopra dell'auto in movimento, guardare in basso alla ricerca di me stessa accasciata sul sedile posteriore. Sapevo che ero seduta lì, eppure ero ancora qui.
Non ebbi paura o senso di confusione: tutto era come doveva essere.
C'era qualcuno alla mia sinistra e non credo che fosse la stessa entità che mi aveva accolto.
Egli (avevo la sensazione che fosse un "lui") sembrava indossare una veste bianca o qualcosa del genere....strano, non l'ho mai guardato, ma la sua identità non mi sembrò importante.
Penso che era lì per farmi da guida.
Iniziammo a muoverci nello spazio; ne fui consapevole a causa delle stelle e dei pianeti che passavano davanti ai miei occhi molto rapidamente. Era molto eccitante, mi sentivo così libera!
A questo punto mi è difficile mettere in un ordine temporale gli eventi successivi.
Ricordo che mi trovai in una "stanza" bianca, ma non aveva le pareti, sebbene sembrava essere un luogo 'chiuso. Forse i suoi confini si estendevano fino alla sorgente della luce che la riempiva ed è forse per questo motivo che io la chiamo una stanza. C'era un uomo in veste bianca,in piedi dietro un leggìo su cui era poggiato un libro. Sapevo che era il libro della vita.
Improvvisamente capii che il "Dio" che mi era stato presentato dalle religioni,non aveva nulla a che vedere con quella realtà e capii che non importa se lo chiamano Dio, Allah, Grande Spirito:
Egli è sempre la stessa Entità e capii che  le diverse religioni hanno solo diversi modi di spiegare lo stesso Creatore. Ho anche capito che quella vocina dentro di noi che ci spinge a fare delle buone cose proviene da questo Creatore, che è luce d'amore dentro ciascuno di noi.
Non ricordo che queste cose mi furono dette: lo sapevo e basta.
In quella specie di stanza mi fu mostrata tutta la mia vita, ma non ho un ricordo completo, forse solo la settimana precedente o giù di lì, da quando avevo rinunciato a Dio. Capii come ero stata egoista.
Provai il dolore che avevo causato ad una persona in particolare, il che mi scosse non poco.
La cosa per cui provai il maggior senso di colpa, fu il male fatto ad altre persone, mentendo, o per insensibilità verso i loro sentimenti, o per il solo fatto di essere stata egoista.
Che fossi lesbica invece, non sembrava proprio un problema.
Questo fatto è stato per me sorprendente, visto ciò che mi avevano insegnato a credere.
Vi era un' altra stanza in quel luogo e mi sembrò che ci fossero altre entità. Percepii che alcune erano di sesso femminile, altri erano maschi, ma non posso dire di aver riconosciuto nessuno.
Mi venne poi mostrato un diagramma ed ho potuto vedere che esso rappresenta le nostre scelte.
Una scelta ci porta a farne altre che, a loro volta portano ad altre ancora.
 Fondamentalmente capii che le nostre azioni hanno sempre delle conseguenze.
Cominciai a ricevere tutta la conoscenza, o almeno questo è ciò che mi venne detto. Erano là ad insegnare, per me, sebbene non  ricevetti tali insegnamenti sotto forma di parole. Era più completo, come lo sono i pensieri, ovvero composti sia da parole che da immagini che si completavano nella mia mente e così non solo avevo la risposta ad una certa domanda, ma mi venivano detti anche il come ed il perchè correlati alla risposta.
Tutto, in tutto l'universo, si posiziona al posto giusto come in un puzzle:
TUTTO HA UN SENSO.
Dovevo ricordare questo concetto...
Poi, guardando verso la mia destra ed in lontananza, vidi una bellissima valle con un sacco di gente e c'era qualcuno che li guardava. Capii che era Gesù. Poi vidi una linea. ... Il mio piede (Sì, possedevo un "corpo spirituale" come gli altri che avevo incontrato), stava per  oltrepassare quella linea, per andare a stare insieme agli altri, ma mi venne detto:
"Se  attraversi la linea non è possibile tornare indietro: significherebbe che dovresti morire."
Per quanto possa sembrarvi divertente, fino a quel momento non mi ero resa conto che avrei potuto morire o che stava per morire. Non mi rendevo conto che ero stata separata dal mio corpo, anche se lo avevo visto nell'auto. Mi sentivo completa.
Mi ricordo che ridevo e pensavo che non era così che avevo immaginato la mia morte.
Dissi che volevo restare, ma mi venne risposto che coloro che erano con me in auto,come mia madre, non avrebbero capito e avrebbe terribilmente sofferto.
Avevo capito....
Ad un certo punto mi fu mostrata una mappa e mi venne detto di tornare e di andare in Virginia.
Mi ritrovai seduta nuovamente nella vettura, mentre continuavo a sentire dei meravigliosi cori angelici.

NDE DI UN GAY
Immediatamente dopo l'impatto contro una griglia di metallo, mi sentii  galleggiare fuori dal corpo, come se stessi in bilico sopra di esso e su tutte le persone che stavano a guardare, paralizzate dallo shock e dall'orrore per ciò che mi era accaduto, infatti molti pensarono che fossi morto.
Mi ricordo che guardando verso il basso vedevo per la prima volta il mio corpo a tre dimensioni: ne ebbi un enorme shock, perché non é possibile vedere noi stessi di tal guisa: specchi e fotografie sono bidimensionali. Non provavo alcun dolore; mi sentivo completamente libero e pensai:
"E' così che sono realmente".
Guardai il mio corpo fisico, tutto accartocciato, sanguinante e senza vita, e questa enorme ondata di compassione passò su di me mentre avrei voluto gridare agli astanti che era tutto a posto, di non essere tristi e preoccupati per me.
Poi, improvvisamente mi sono sentito risucchiato, letteralmente alla velocità della luce, lontano dalla Terra e vidi simultaneamente tutti gli abitanti del pianeta, in un attimo. Ho visto gente in Cina e in Svezia e in Uruguay; ho visto chi dormiva e sognava; ho visto uomini e donne mentre preparavano il cibo nelle loro case e nei ristoranti, persone che viaggiavano con ogni tipo di mezzo di trasporto andare e tornare dal lavoro, dalla scuola dai loro appuntamenti. Ho visto bambini che giocavano insieme, e banchieri e insegnanti e lavoratori sul loro posto di lavoro. Ho visto madri partorire, il che é stato per me particolarmente bello e commovente.  Ho visto malati negli ospedali e condannati nelle carceri, negli istituti psichiatrici, nelle case di cura e bambini negli orfanotrofi che si sentivano disperatamente soli abbandonati ed impaurriti. Ed ho anche visto i quadri dipinti dai pittori e coloro che accudivano piantine fiorite nei giardini, altri scrivere storie e comporre musica, ed altri ballare.
Ho visto gente in preghiera nelle moschee e nei templi, nelle sinagoghe e nelle chiese, ed i fedeli raccolti in silenziosa preghiera. Ho visto tutte le tribù indigene delle varie parti del mondo suonare i tamburi e cantare e Dio che inviava una moltitudine di Angeli verso la Terra, per rispondere a tutte quelle innumerevoli preghiere.
Per quanto mi sembrasse di avvicinarmi ulteriormente alla luce, vedevo la Terra dallo spazio ed essa mi appariva come una bella gemma, blu e verde, un luccicante gioiello fluttuante nel cosmo.
Come mi ci sono avvicinato, ho visto che era vibrante e pulsante, un'entità vivente in grado di respirare e non una semplice massa fisica inerte.
"Questa é la Madre Terra, questa é la nostra Madre divina", pensai.
Ma come la guardai ancora più da vicino, mi resi conto che vi erano terribili piaghe e ferite su varie parti del suo corpo, e che il suo respiro era affannoso, come se chiedesse a Dio ed ai suoi figli di fermare il massacro, la distruzione e l'odio. Sembrava moribonda, che stesse pregando tutti noi per aiutarla a guarire e per la sua rigenerazione. Ancora una volta mi sentii sopraffatto da sentimenti di tristezza e di compassione ed avrei voluto tenere la Madre Terra fra le mie braccia per sussurrarle parole d'amore e di speranza.
Mi ricordo che una parte di me si sentiva frustrata ed impotente - come mi ero spesso sentito nel mio corpo fisico- a fare effettivamente qualcosa di concreto, ma un'altra parte di me si sentiva onnipotente, come se non ci fosse niente che non avrei potuto compiere.
In quel momento chiesi a Dio, "Che cosa vuoi che faccia?"
E la risposta fu che dovevo tornare nel mio corpo fisico, al fine di completare alcuni compiti che mi erano già stati affidati.
Pensai: "Non posso tornare indietro, perchè il mio corpo é distrutto, é impossibile ripararlo!"
Ero inoltre cosciente che non avrei mai potuto realizzare nulla a causa di tutti i miei limiti fisici mentre, da spirito, ero libero e senza vincoli di sorta.
Ricordo che mi sentii in collera e che avevo paura di tornare indietro, dopo essere stato in tutta quella Luce - per tornare nel buio. E poi percepii la presenza di Gesù Cristo, tutt' intorno a me. Il sentimento di amore fu travolgente, fu come come fare il bagno in un oceano di estasi.
Gli chiesi: "Devo davvero tornare indietro?"
La Sua risposta fu che io ero parte del piano di Dio, come ogni altra persona, e che il mio scopo ultimo era quello di amare e servire Dio e tutti gli esseri viventi. Lui capì subito tutto della mia paura e dei miei dubbi e mi assicurò che sarei guarito pienamente, ma che sarebbe stato un processo molto lungo. Aggiunse che dentro di me avevo la capacità di riuscirci, anche se non me n'ero ancora reso conto, e che tutto quello che avrei dovuto fare era solo chiedere il coraggio e la forza di perseverare nella vita e nel lavoro. Questa particolare informazione ebbe per me un enorme valore, dato che spesso mi ero chiesto quale fosse il mio ruolo in un mondo dove mi sentivo sperduto ed inutile.
Quindi, Cristo mi disse che mi avrebbe inviato degli Angeli Custodi per aiutarmi a guarire, per farmi da Guide e proteggermi.  A quel punto la luce divenne ancora più intensa ed improvvisamente apparvero innumerevoli Angeli che cantavano "Osanna!" e inni di lode a Dio, mentre alcuni piangevano.
 Non ne capii il motivo e Gesù mi disse che erano lacrime di gioia per la mia nuova vita sulla Terra oltre ad esprimere la loro compassione per i disagi che mi accingevo a sopportare per il resto della mia esistenza terrena. Aggiunse poi che aveva convocato quegli Angeli per guidarmi nel mio viaggio di ritorno sulla terra, e nel mio corpo fisico.
Provai un forte senso di gratitudine verso Cristo che era lì per aiutarmi a cercare di capire tutto ciò che mi stava accadendo e ricordo anche che non ebbi più paura, sapendo che nessuno mi avrebbe mai più fatto del male. Di sicuro avrei fatto ogni giorno del mio meglio per servire la volontà di Dio.
Mi svegliai e due uomini erano in ginocchio, chini su di me, con un' espressione di apprensione e preoccupazione sui loro volti.
Per qualche motivo inspiegabile, sapevo, che erano gay.
La loro età era sulla trentina e non riuscii a fare a meno di notare quanto fossero belli e splendidamente vestiti con abiti di certo molto costosi. Mi ricordo che pensai che potevano essere degli alti dirigenti che lavoravano per una grossa società ed in realtà, é esattamente ciò che poi venni a sapere.  Uno dei due sembrava possedere buone conoscenze di pronto soccorso, dato che stava controllando i miei segni vitali. Mi dissero che l'ambulanza stava per arrivare e mi pregarono di rimanere fermo e non parlare,il che era facile da fare, considerando la portata delle mie lesioni.
Si erano entrambi tolta la giacca per coprirmi e fui colto dal terrore nello scoprire che erano coperte di sangue e completamente rovinate. Provai un forte  imbarazzo ed un'enormem gratitudine per la bontà di quei due sconosciuti, la cui presenza percepivo amorevole e rassicurante, sì da farmi sentire stranamente sicuro e protetto.
Entrambi restarono con me ad aspettare l'arrivo dei medici, poi mi seguirono in Pronto soccorso per assicurarsi che fossi adeguatamente curato. Mi fecero visita in ospedale in due distinte occasioni, durante le quali feci una debole offerta di ripagare i loro vestiti rovinati.
Ne ricevetti un secco ma gentile rifiuto ed insistettero sul fatto che l'unica cosa importante era che fossi vivo e più o meno tutto d'un pezzo.  Ancora una volta la loro mera presenza fisica mi aveva riempito d'un senso di speranza e di coraggio,
perché quegli uomini erano lì a dimostrare di essere gli Angeli che Cristo aveva promesso di inviarmi.

Webmaster (DAL SITO DI K. WILLIAMS)

3 NDE RIFERITE DA GRAZY E... 15-06-09

Vi scrivo di una esperienza di NDE ,la protagonista ha avuto questa esperienza dopo un principio di annegamento in mare.
"Era come se io stessa fossi quella musica e la medesima sensazione la provavo rispetto agli incredibili colori che percepivo vibrare dentro ed intorno a me o....come dire? a quella che potrei sommariamente definire la mia essenza;cioè ,che in quel momento sentivo forte la certezza di essere luce e sono . mi sentivo calma e straripante di amore ed una pace infinita alleggeriva il mio cuore. Due "Angeli" mi dissero telepaticamente:-Ora ritornerai sulla terra e ricomincerai proprio da ciò che hai sempre evitato,cioè dalla tua ombra;comincerai ad essere te stessa sempre ,anche a costo di non essere approvata,mostrerai la tua luce ed il tuo buio con serenità e lascerai che gli ostacoli della vita allenino la tua eccellenza . Smetterai di seguire un modello suggerito come piacevole dagli altri ,scoprirai chi sei e realizzerai il tuo compito e lo scopo per cui sei nata."
La protagonista ha commentato la sua NDE in questo modo:"E' sicuramente un'esperienza ,purtoppo ancora ,di confine, che permette di incontrare Dio,quel Dio che sta dentro l'essere umano ,che è si trascendente ma ciò che trascende è lo strumento personalità,come un pianista può e deve trascendere il suo pianoforte,se vuol suonare,andando oltre esso col suo senso dell'identità,per arrivare a scoprire di essere colui che suona...che cerca...sinfonie...o la propria vita.
Un saluto a tutti, Grazy

...DA TIZIANA

Allora vi racconto anche io una NDE di un ragazzo che ho conosciuto qui a Berlino.
Venne nel pub di mio fratello, era primavera..ci mettemmo a parlare del piú e del meno, quando gli vidi una cicatrice enorme dal collo all'avambraccio...curiosa come sono...gli chiesi che cosa gli era successo e questo è il suo racconto:
" Nato da una mamma non sposata, da un papá sposato e con prole ( scandalo) ..mai incontrato per il motivo che il suo papá se ne ritornó a "casa" che lui era piccolino, pochi mesi! Solo una foto sgualcita e sbiadita dal tempo del suo papá..dove non si vedevano nemmeno i lineamenti.
Insomma questo ragazzo ebbe un incidente con la sua moto...un pirata della strada non si fermó al rosso e lui si risveglió dopo due mesi di coma ma anche dalla prontezza di un sanitario che gli portó subito soccorso..non respirava piú subito dopo l'incidente.
Quando mi disse questo allora gli chiesi a bruciapelo se avesse per caso sognato qualcosa durante questo periodo....non potevo nemmeno dirgli se avesse avuto una nde ...lui non credeva in nulla e di paranormale non aveva nemmeno una minima idea! Mi disse che, non sá quando é successo tutto ció..si é ritrovato in un tunnel con una luce stupenda alla fine....vedeva una persona ma non riusciva a capire chi fosse...finché la persona gli si é avvicinata...gli si presentó dicendo che era il papá, si scusava con lui per non poterlo aver amato in terra ma che lo seguiva constantemente e che era tempo di tornare nel suo corpo perché non poteva lasciare la mamma da sola ( non avevano parenti, nulla!) e che un giorno si sarebbero riabbracciati.
Questo ragazzo si risveglió quando i dottori avevano deciso di spegnere le macchine!
Anche la sua mamma, alla descrizione che fece, con particolari che da una foto sbiadita non potevano essere visti, riconobbe il suo uomo.
Quando finí di raccontarmi penso che la mia faccia era cosí ..volevo abbracciarlo..gli parlai delle nde..cercai di spiegargli un pó...ma lui non credeva in queste cose...peccato!
Ps: Claudio volevo votare anche io ma, come Angela non ho visto i cerchietti!!!
Bacioni a tutte Tizi

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NDE di Roberto (14-06-09)

 Ringraziamo Sara Luce  (LINK AL SUO SITO) che ci ha inviato questa bellissima testimonianza di NDE accaduta a Roberto.
 


<Quand’ero ragazzo, d’estate, andavo spesso a fare il bagno in una grande pozza d’acqua formata dal fiume Corsolone, situata lungo la strada che porta al Santuario della Verna.

Erano le ore 13 di un caldo giorno del mese di agosto del 1980. Avevo scelto quell’ora per evitare l’affollamento che spesso si riscontrava nella bella stagione ed infatti ebbi l’impressione che non ci fossero altre persone oltre me. Non avevo mai imparato a nuotare ma, negli ultimi tempi stavo facendo qualche piccolo progresso. Ero diventato molto bravo a tuffarmi. Dopo essermi riempito i polmoni d’aria, mi buttavo dalla cascata con le braccia distese sopra la testa. Entravo così in acqua senza paura. La mia difficoltà consisteva nel riprendere aria senza poter toccare con i piedi per terra. Dovevo fare attenzione perché ogni volta rischiavo di bere acqua anziché respirare.

Quel giorno, dopo cinque bei tutti, ero salito di nuovo sulla cascata. Purtroppo, appoggiando un piede su una superficie scivolosa, persi l’equilibrio e caddi nell’acqua da un’altezza di cinque metri. Mi girai più volte su me stesso fino a perdere l’orientamento. Non mi rendevo più conto di dove fosse il sopra e il sotto ed una grande paura cominciò ad impossessarsi di me.

Mi ritrovai improvvisamente privo di aria. Cominciai così a bere acqua fino a riaffiorare in superficie tutto sconvolto. Non riuscivo a gridare per chiedere aiuto. Avevo bisogno d’aria, ma non potevo respirare poiché avevo la bocca e la gola piene di acqua. Agitandomi e facendo movimenti per restare a galla non riuscivo che ad affondare di più. Riaffiorai ancora per un attimo una seconda e poi una terza volta, ma ero ormai rassegnato e mi lasciai trascinare di nuovo giù. Mi rendevo conto, ormai, che non sarei mai più tornato in superficie.

Fino a quel momento della mia vita non avevo mai preso in considerazione l’eventualità della mia morte, non avevo pensato abbastanza a questa realtà. Naturalmente partecipavo, come tutti, in varie occasioni, ai funerali di parenti ed amici ma, in queste circostanze, la morte sembrava riguardare soltanto gli altri, mentre su di me questo pensiero non aveva mai avuto peso.

Ora posso dire che evitavo di pensarci perché ne avevo molta paura.

Non riuscivo ad immaginare cosa sarebbe accaduto in quel momento, sentivo che non avrei potuto aggrapparmi a niente restando completamente solo con me stesso.

Questa inesorabile solitudine era la mia principale preoccupazione, oltre al timore dell’ignoto. Il me stesso sconosciuto e profondo nascondeva, lo so, verità che difficilmente avrei potuto accettare.

Naturalmente questa paura era accompagnata anche dal dispiacere di dover lasciare i miei genitori, i fratelli, gli amici, le cose materiali, i miei affetti ed i miei interessi in generale, cioè tutto ciò che costituisce il contorno, ma anche, questo allora pensavo, il senso della vita.

Fu una grande sorpresa scoprire, invece, che tutte queste cose non avevano in realtà vero interesse per me. Ad esempio, ciò che mi sembrava di provare separandomi da mia madre era la stessa cosa che sentivo lasciando una qualunque altra persona. Questo non sminuiva l’amore e la riconoscenza che avevo per lei, percepivo però, molto chiaramente, che tutti siamo importanti e siamo tutti sullo stesso piano. Capii, in quel momento, che il dispiacere di morire non veniva dal lasciare tutto questo, ma dalla consapevolezza di non aver fatto abbastanza del bene agli altri nella mia vita. Questo era l’unico vero rammarico che provavo andandomene.

A questo punto dell’esperienza ho perso il contatto con il mio corpo e ho incominciato a rivivere attimo per attimo tutti gli eventi della mia vita, anche i piccoli particolari che avevo del tutto dimenticati a livello cosciente. Li ho rivissuti intensamente, con ogni sfumatura di sensazione, molto più profondamente di quando erano accaduti.

Quei momenti di vita mi apparivano come in un grande schermo.

Riuscivo a sentire anche gli odori e i sapori del loro accadere, come se accadessero realmente un’altra volta in quel preciso momento: tanti attimi vissuti di cui non avevo più alcuna memoria.

Ho rivissuto un’esperienza avuta in prima elementare quando, a scuola, durante l’intervallo, avevo fatto la lotta con un mio compagno. Ero riuscito a sovrastarlo e mi sentii felice ed orgoglioso di essere stato più forte di lui. Mentre rivivevo questa esperienza, però, non provavo più gioia per averlo vinto, ma tristezza ed amarezza perché sentivo di averlo umiliato. Non vedevo più questo bambino come qualcosa di distinto da me. Ovvero io sono io, lui è lui e tutto ciò che gli succede non ha nessuna importanza per me.

Non eravamo due entità distinte, ognuno nel proprio corpo dai ben precisi confini, ma lo sentivo come se fosse un prolungamento di me stesso. Così io provavo la sua sofferenza per l’umiliazione che gli avevo arrecato.

Ho associato questo insegnamento a ciò che disse Gesù quando affermò “Io sono la vite, voi siete i tralci”. Ho capito che, in realtà, siamo tutti una cosa sola.

Oltre a rivivere azioni sbagliate, per le quali ho provato sofferenza, ho rivissuto anche un’esperienza positiva, sentendola tale molto di più del momento in cui l’avevo realmente vissuta: aiutare una signora anziana ad attraversare la strada.

Ho sempre ammirato le grandi opere di bene di San Francesco e di Madre Teresa di Calcutta ed io, in un certo senso, mi sentivo una nullità in fatto di carità.

Questa esperienza mi ha fatto capire che le grandi cose stanno proprio nelle cose semplici.

La gioia che ho provato era dovuta al fatto di rivolgere l’attenzione non più a me stesso, ma ad un’altra persona in maniera totalmente disinteressata.

Rivivere le mie esperienze negative e provare per questo sofferenza è stato, per me, come purgarmi dal male; è stato come sperimentare il purgatorio nella mia coscienza.

Questo mi ha reso consapevole che il purgatorio e l’inferno come luoghi oggettivi non esistono, ma sono stati d’animo. Ho sentito che Dio è Amore e misericordia infinite e non vuole il male di nessuno. Anche il Paradiso è uno stato d’animo ed è per tutti.

Un altro aspetto che mi ha colpito profondamente riguarda il giudizio che ci sarà alla fine della vita. I miei genitori sono cattolici, quindi, fin da piccolo, ho seguito questo insegnamento. Il catechismo mi aveva presentato un Dio che vedeva tutto ciò che facevo e che quindi mi avrebbe giudicato secondo il bene ed il male commesso. In quel momento, invece, era la mia coscienza che giudicava le azioni fatte con una lucidità impressionante. Nella vita, quando ci troviamo a prendere una decisione, pensiamo di poter definire la nostra scelta con un’ampia gamma di sfumature, ovvero possiamo definire le nostre azioni: né bene, né male, oppure abbastanza bene, benino o poco male e così via …

In quella situazione, invece, la distinzione era netta, precisa: o era bene o era male.

A questo punto della mia esperienza mi apparve una forte luce, come un sole, una luce che, nonostante fosse luminosissima, potevo guardare tranquillamente, senza provare fastidio, poiché non la guardavo con gli occhi fisici, bensì con quelli spirituali.

Mi sentivo attirato verso questa luce: mi è molto difficile descrivere con le parole ciò che ho provato.

Questa meravigliosa luce mi infondeva un senso di calma, di benessere, di bontà, di gioia, di pace, di amore e di accettazione.

Questa sensazione di accettazione era bellissima perché, per la prima volta in vita mia, mi sono sentito accettato per come sono, senza alcun bisogno di apparire migliore o chissà in quale altro modo, ma proprio così come sono: ed era stupendo.

In quella luce che ormai mi avvolgeva completamente, sentivo l’armonia e sperimentavo la perfezione di tutte le cose. Era chiaro che tutto aveva un senso e che io facevo parte di questo tutto, pur conservando la mia identità.

Fu allora che, all’improvviso, sentii una mano che mi stava afferrando un braccio e ripresi subito coscienza del mio corpo e della mia sofferenza.

Non riuscii a fare altro che restare immobile e mi feci trascinare verso riva.

La persona che mi ha salvato raccontò che, mentre stava prendendo il sole sul greto del fiume, si accorse delle mie difficoltà e corse verso di me per aiutarmi.

Una cosa, però, mi lascia perplesso. Come fu possibile che io, nonostante mi fossi tuffato dall’alto della cascata varie volte, da un punto in cui si dominava tutto il corso del fiume, non avessi notato la sua presenza e come potè lui vedere che stavo affogando stando sdraiato accanto al fiume. Inoltre, non seppi mai chi fosse, ne da dove venisse!

Nel complesso credo di essere stato sott’acqua per due o tre minuti ed è stupefacente come abbia potuto vivere una così ampia gamma di pensieri e sensazioni in un frammento di tempo tanto breve. E’ stata una vicenda eccezionale per me, un vero regalo della vita che mi ha fatto capire e sentire cosa succede quando il nostro Spirito lascia il corpo fisico. Quell’esperienza meravigliosa ha cancellato per sempre dal mio cuore e dalla mia mente la paura di quell’evento che comunemente chiamiamo morte, dandomi la consapevolezza della reale esistenza della nostra essenza immortale.>

Roberto

COME SO CHE I MORTI SONO VIVI
L'INCREDIBILE NDE DI FANNY (23-06-09)

Se credete che le NDE le abbia scoperte il Dr. Moody, siete in errore, perchè tali racconti circolano dal tempo degli antichi Greci e questa bellissima esperienza che oggi vi presentiamo è fra le più lunghe e le più elevate che abbia mai letto.   La protagonista, una ricca donna Texana, racconta dettagliatamente il cammino ultraterreno di uno Spirito "normale", ovvero di chi, come lei, ha vissuto una vita senza infamia e senza lode.
Pur essendo questa NDE avvenuta nel secolo scorso, è interessante notare come la vita dopo la vita venga qui descritta in piena sintonia coi racconti di pre-morte più recenti e con quanto ci vien riferito dai Mediums e dai Channelers odierni.
Nel suo libro del 1917, "Come so che i morti sono vivi", Fanny Ruthven Paget ci offre una delle più vivaci e dettagliate esperienze di Premorte (NDE) mai registrate (il libro in edizione originale è liberamente scaricabile da Internet: LINK ).
Pur non indicando chiaramente la sua malattia, si potrebbe dedurre che la  Paget abbia sofferto di una grave polmonite per diversi giorni durante il 1911.
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"Tutto intorno a me non potevo vedere nulla, ma immaginate il mio stupore quando, guardando verso il basso, ho visto il mio corpo riposare in pace sul letto, nella posa tipica di una persona defunta.
Non riuscivo a muovere gli occhi da esso, ma mi affascinava per come giacesse nel suo freddo candore, in un abito di seta color lavanda, con pizzi e volant... Le azzurre finestre
dell'anima, gli occhi, erano socchiusi; l'anima era assente senza più luce; le labbra leggermente aperte creavano appena un vago sorriso, la mano sinistra  posta sul petto mostrava l'anello di fidanzamento scintillante come non mai, mentre la destra, col palmo aperto, era scivolata un pò lontana dal corpo.
Come sembrava tranquillo!
Così ogni dettaglio di quell' immagine si fissava nella mia mente ma in modo distaccato, mentre mi rendevo conto che si trattava di nient'altro che un abito ormai non più utile. Tuttavia, provavo un vago senso di protezione verso di esso: era stato un fedele servitore in grado di soddisfare ogni mio desiderio e capriccio ed ora che ero passata al di là della gamma dei suoi servizi, mi deliziavo a vederlo avvolto in quel vestito che in precedenza aveva avuto per me un ben diverso significato "
.
La Paget quindi si preoccupò del suo fidanzato che si trovava in un altro paese e si sentì trasportata da una sensazione di vibrazione accanto al suo corpo addormentato.
"Come l'ho osservato ho visto il suo corpo spirituale in modo più netto del suo corpo fisico. Visto dall'altro lato dell'esistenza, il corpo astrale sembrava l'originale mentre era quello fisico ad apparirne il duplicato. All'interno tutto era luce, percepita come parte integrante dell' anatomia spirituale. Questa luce penetra all'interno, sia dei corpi fisici che di quelli astrali, generando un'aura che li avvolge li riveste, per così dire, di una luce magnetizzante. Come appare meravigliosa questa triplice manifestazione della vita per noi che conosciamo solo quella fisica! "

Parlare con i Viventi

Avvicinatasi al suo fidanzato, Paget cercò di dialogare con lui. Sebbene egli fosse profondamente addormentato, la sua anima non lo era affatto e rispose con gioia cercando di aiutarla ad entrare nella sua coscienza mentre il suo corpo fisico gemeva e si contorceva in quello che era divenuto un sonno inquieto. Dopo alcuni momenti, si mise ad urlare, "Fanny, Fanny," e poi sedette sul letto, ormai totalmente sveglio, tanto che accese la luce e prese gli occhiali ed una rivista per leggere.
Ella cercò di comunicare, ma lui non reagiva alle sue parole.
"Io sono morta, è questo il motivo per cui non riesce a sentirmi ed a vedermi", pensava Fanny, anche se si sentiva più viva che mai. "C'era qualcosa di pietosamente doloroso nell'essere così vicino ad una persona cara perchè, sebbene vedessi ed udissi il mio amato distintamente, sapendo perciò che i suoi pensieri erano per me, egli ignorava del tutto la mia presenza. Ma soprattutto era angosciante sapere che egli non mi avrebbe mai più rivista, mai più avrebbe sentita la mia voce non importa quanto ardentemente lo avessi invocato, mentre ero rimasta in tutto e per tutto la stessa persona, tranne che per la mancanza del corpo fisico. "
Poi ella ebbe la sensazione che le di lui vibrazioni non erano in armonia con le sue.
"La mia era una sorta di moto perpetuo mentre le sue mi apparvero più simili ad un 'mare morto' in cui queste correnti fluivano e rifluivano, e mi sembrava semplice passare da quella calma mortale al mio stato di flusso e riflusso vibratorio continuo, tanto che aspettai a lungo prima di capire che lui non avrebbe fatto alcuno sforzo per adeguarvisi."
Intuendo che non sarebbe stata in grado di penetrare la sua coscienza fisica, ella gli disse addio e cercò di allontanarsi, ma la forza vibrante sembrava limitare la sua.
"Insistentemente, quella forza mi tratteneva, come se mi invitasse a fare ulteriori considerazioni sugli interessi terreni, ma non ne avevo nessuno. I miei beni materiali erano già stati assegnati secondo i miei desideri; non avevo dietro me il lavoro di una vita lasciato incompleto; non avevo figli, nè altre persone che dipendevano da me; nulla mi poteva tener più legata alla terra.
Il mio desiderio era quello di andare oltre e ora che potevo, ero ben contenta e volevo andare verso le gioie che sentivo mi aspettavano al di là dell'influenza terrena. Eppure, quella forza mi tratteneva, mentre provavo a passare al di là, fino a quando, invece di lottare, cercai di capire - di strapparle il motivo per cui mi bloccava, perchè avevo la sensazione che ci fosse una pur qualche ragione.
Quasi istantaneamente la spiegazione affiorò nella mia coscienza e mi resi conto che il braccio lungo degli interessi terreni può giungere fin nell' Aldilà e trattenere le sue vittime fra la ombra della terra, contrapponendo il suo magnetismo alla promessa di cose più elevate".

Fanny racconta di essersi sentita trasportare all'interno di quella vibrazione e di essere stata improvvisamente avvolta da un buio opprimente e pesante, sentendosi sola nell'eternità, in attesa, mentre era presa da terribili dubbi, finchè capì che il buio era dentro di lei e poteva essere eliminato solo dal di dentro.
"Vi erano persone care e molti altri ad accogliermi con gioia perchè ero lì insieme a loro."
Anche il suo Spirito Guida, che si identificò come Meon ,era presente ed ora si sentiva leggera e spensierata.

Visita all'Inferno

Meon le disse di seguirlo: "Avvolti da una morbida luce bluastra che sembrava giocare su di noi, ci lanciammo fra le onde dello spazio." Durante questo viaggio, s'imbatterono in una 'tenebra rossatra', dove Fanny si trovò in mezzo a molti altri spiriti.
"Li stetti a sentire, cercando di ascoltare quello che dicevano, ma le loro vibrazioni non erano evidentemente in sintonia con le mie, e così non li potevo percepire distintamente. Dopo un lungo periodo di vani sforzi chiesi a Meon, che posto fosse mai quello e lui mi spiegò che ci trovavamo in un luogo ancora molto prossimo al magnetismo della terra.
Poi gli chiese il motivo per cui le anime erano intrappolate e Meon le rispose che era questo il desiderio di alcuni, mentre altri non erano ancora abbastanza forti da superare quel punto, perchè gli interessi terreni li bloccavano in quel luogo:
"Non vi è alcun ostacolo, ma non vogliono andar via; alcuni non sapevano che è difficile scrollarsi di dosso la vita terrena. Come un Medium contatta l'Aldilà loro sono qui in contatto con il mondo materiale, ma mentre il primo progredisce nel suo cammino, loro regrediscono."
La Paget vide spiriti d'amore e di misericordia, che tentavano di aiutare coloro che erano bloccati in questo "infernale" regno, ma la maggior parte di loro non avevano ancora acquisito "l'udito spirituale" e non rispondevano alle offerte di aiuto. Alcuni, tuttavia, li ascoltavano e lottavano per liberarsi dal vortice. Meon poi le disse che nessun'anima sarebbe andata irrimediabilmente perduta, non importa quanti eoni restasse nelle tenebre. Così, cominciò a chiedersi se questa doveva essere la sua nuova dimora, ma Meon la rassicurò che non lo sarebbe stata:
"Non è sceso il Cristo in questo luogo prima della sua Ascensione?" le disse, fugando ogni sua preoccupazione.
"Al di là delle tenebre rossastre ho potuto vedere la luce, in cui sembrava che arcobaleni dal colore dell'alba e di una bellezza leggiadra giocassero a vai-e-vieni, come se flirtrassero con le tenebre, tanto che pensi che toccandoli li distruggeresti. Delicata bellezza di uno spettacolo (non avevo mai visto niente di più affascinante e seducente), simile ad un bacio fra il mattino e l'oscurità.
Era come baciare la morte e dire addio".


Il Mondo Dell'Alba.

Sembrò che fossero giunti in quello che appariva essere un altro mondo. Paget lo ha chiamato il "Mondo dell'alba", in quanto sembrava che la luce avesse iniziato a neutralizzare le tenebre.
"Ci sono case, fiori, alberi, tutto era così simile al mondo fisico da lasciarmi stupita ed ho quasi creduto di essere tornata sulla terra."
Gli abitanti conversarono con lei, ma non sembravano rendersi conto che erano nel "dopo la vita", in quanto non erano del tutto distaccati dal magnetismo terrestre. La Paget assicura che alcuni di loro erano collegati ancora alla terra, come se vi fossero attratti da qualcosa di primaria importanza.
"Mentre non c'era alcun dubbio che queste persone avevano una volta abitato sulla terra, non ho visto nessuno che mi aveva mai conosciuto in questa vita. Forse erano potuti uscire fuori dalle tenebre e tornavano ad aiutare i meno fortunati per portarli nella condizione più elevata che essi aveva raggiunto. "  Meon e Paget vibravano sempre più nella luce.
"Era così incantevole questo cavalcare le onde vibranti dello spazio, che desideravo non avesse mai fine, per sempre, senza mai stancarsi, senza mai fermarsi, ma dopo un certo tempo di abbandono totale in questa magìa, ho percepito che la vibrazione stava cambiando, fondendosi in una fremente sensazione, ancora più squisita, e poi, come parte di essa, i miei piedi si sono trovati su qualcosa di diverso, qualcosa di solido ed affidabile ".
Lei ora si trovava in una città di luce, bianca nella sconfinata distesa.
"Sembrava che avessi raggiunto il limite della mia capacità di fluttuare nello spazio. Sembrava che, in qualche modo, fossi diventata più pesante dell'ambiente in cui mi trovavo.
Dappertutto c'erano i più grandi spiriti che avessi mai visto. Alcuni si sono fatti avanti e ci hanno salutato, rivolgendosi a Meon come se fosse un loro pari e poi, insieme, siamo entrati in un edificio incommensurabile per spazio ed altezza, pura espressione della magnificenza architettonica.
Il materiale aveva la trasparenza del vetro di una variegata tonalità di bianco, in cui i colori, armonizzandosi fra loro nel modo più delicato che si possa immaginare, cambiavano di continuo. L'elettricità sembrava essere la forza che li teneva tutti insieme, poichè il blu elettrico si fondeva incessantemente col viola, formando una sorta di serpentina, con tonalità quasi impercettibili di giallo che s'insinuava in esso.
Mi sembrava di possedere tutta la saggezza di tutti i secoli passati, stando lì. Vita e morte mi svelavano i loro misteri, e non ponevo più domande, conoscendo già le risposte.
Tutto il funzionamento dei livelli fisici era diretto e guidato da quel luogo che era in contatto diretto con la terra. Nessun accadimento terreno sfuggiva all'osservazione dei grandi spiriti che sembravano non aver nient' altro da fare che sorvegliare gli esseri viventi sulla terra, inviare loro insegnamenti, sollevarli dalle tenebre, vegliare sulle reincarnazioni, creare gli insegnanti ed inviarli nei luoghi dove erano più necessari. Con questi insegnanti erano in comunicazione diretta continuamente e sapevano esattamente che cosa stava succedendo attraverso una qualche forma di telegrafia senza fili o forse telefonica, che valicava ogni distanza.
Sembrava che attraessero le anime altamente evolute della terra fino alla loro mente, e queste collaboravano consapevolmente, rispondendo senza commettere alcun errore.
E' stato meraviglioso vedere il processo, o meglio i processi, in quanto vi sono varie fasi in questo processo di controllo. C'era un continuo via-vai. Ho visto molti uscire e scomparire nel vortice, tutti felici per il loro lavoro in aiuto all' umanità. Le anime erano innumerevoli, lo spazio incommensurabile, ma non vi era alcuna confusione, un sistema perfetto dove ognuno conosceva esattamente la sua missione e sapeva come portarla a termine.
In verità, era la realizzazione di quanto Cristo ci ha detto di fare: loro lavoravano per gli altri, non per se stessi. "
Meon portò Fanny ancora più in alto, dove l'influenza della terra non è più sentita. Un grande Spirito si fece avanti e le chiese se lei volesse tornare indietro. Lei rispose che avrebbe voluto tornare solo se poteva fare del bene e dire agli altri ciò che aveva sperimentato.
L'Essere la mise in guardia sul fatto che molti non l'avrebbero creduta e che avrebbe sofferto per i suoi inutili sforzi, ma lei accettò la sfida.

LA REVISIONE DELLA SUA VITA

Paget si ritrovò da sola a capo chino. Poi vide una piccola luce vibrante davanti a sè che prendeva la forma d'una piccola bimba. Capì subito che la ragazza era lei e che stava rivivendo la sua vita sulla terra. Vide se stessa scoprire la sua grande passione, la musica, che l'aveva appassionata da quando il suo piccolo, bianco dito era troppo piccolo per scalare un'ottava fino a che non aveva provato la gioia di averne la piena padronanza!
Vide se stessa crescere dai tempi della scuola fino a trasformarsi in una fiera, egocentrica donna.
Apparvero davanti a lei tre strade, una "buona", una "cattiva" e l'altra, nel mezzo, senza alcuna etichetta. Si trovò nella strada centrale, dove si affollavano molte più persone rispetto a quelle laterali.
"Queste strade erano custodito da creature invisibili, secondo le propensioni di ciascuno, che chiamavano chi viaggiava in quella centrale, nel tentativo di influenzare le loro tendenze. Vi erano anche strade che portavano dal centro all'esterno ed altre che da una strada esterna conducevano alle altre, mostrando come si potesse facilmente cambiare il percorso con un atto di volontà".
Paget poi vide la giovane donna che sognava di diventare una grande cantante, idolatrata da tutto il mondo, ebbra della fama ottenuta, senza però ricordare che l'ambizione ha fatto cadere gli Angeli.
Il "film" della sua vita continuò fin quando, a causa d'un grave attacco di laringite aveva perso la sua voce. Vide se stessa maledire Dio ed avvolta da una grigia coperta di materialismo. Vide i suoi genitori passare nel Mondo dello Spirito, lasciandola sola a lottare un'aspra battaglia.
Vide anche gli avvenimenti più banali durante la revisione della sua vita.
"La fedeltà dei dettagli era perfettamente meravigliosa. Nulla mi venne nascosto, nulla mi apparve sfocato, c'era tutto di tutto. Sono stata messa faccia a faccia con la mia vita sulla terra, la mia vita così come l'avevo vissuta, in attesa di una condanna o d'una assoluzione."

Quando la revisione si concluse, Meon la stava aspettando. Egli le disse che lo scopo della revisione era stato quello di ricostruire un edificio sulle sue ceneri, prima che le fosse restituita la vita sulla terra.
"
Meon ed altri Spiriti mi circondarono, potevo sentire l'essenza elettrificante che aveva manifestata la sua onnipresenza durante il mio viaggio. A quel punto, tutto il peso della vita fisica mi piombò addosso ed io mi sentii totalmente inadatta a viverla!"

DA METGAT'S BLOG
(TRADUZIONE E ADATTAMENTO: WM)

LA NDE DI Donatella (16-07-09)

Un'altra testimonianza italiana, raccolta da Sara Luce, che ringraziamo di cuore

Mi è stato chiesto di raccontare un’esperienza che ho avuto qualche anno fa ed ecco che la racconto.
Nel maggio del 1998, il 13 maggio per l’esattezza, fui ricoverata all’Ospedale Careggi di Firenze per un intervento, per togliere l’utero, per dei problemi che c’erano, intervento di routine.
Sono andata tranquilla, il primo intervento l’ho avuto di mattina, al ritorno dal primo intervento si è verificata un’emorragia grave e mi hanno riportato dentro per la seconda volta.
Premetto che io avevo fatto l’auto-donazione per cui una sacca del mio sangue era già in ospedale per eventualità come questa che si dovesse procedere a una trasfusione.
Dopo il secondo intervento mi riportarono nella mia stanza e iniziai a sentirmi male, molto male, mi portarono di corsa dentro per un terzo disperato tentativo per una emorragia interna gravissima.
Io ricordo la corsa sul lettino verso la sala operatoria poi ricordo di aver visto la sala operatoria, tutto quello che si svolgeva nella sala operatoria intorno al mio corpo, da un angolino, sul soffitto, erano tutti molti preoccupati, gridavano, si affannavano intorno a questo corpo che sembrava non reagire e gridavano ‘l’abbiamo persa, l’abbiamo persa’, io dicevo ‘guardate che non mi avete perso, sono qui, come fate a dire che mi hanno perso’ ma loro ovviamente non mi sentivano.
Premetto che io avevo la sensazione di essere intera, li dove mi trovavo, quello che stava sul tavolo operatorio e attorno al quale si affannavano tutti i medici era semplicemente come un vestito smesso, come quando ci togliamo un vestito e una sarta fa un rammendo, qualcosa del genere, ecco, insomma.
Dopo di che mi sono trovata di colpo proiettata in un mare di inchiostro nero, molti racconti che ho sentito parlano di un tunnel intorno al quale si percepisce una luce, io questo tunnel non l’ho visto, ho visto solo questo mare di inchiostro nero, io avevo la sensazione di muovermi, però non sapevo in quale direzione perché tutti i miei sensi erano azzerati, io non sapevo dove era l’alto, il basso, dove era la destra o la sinistra, avevo la sensazione di muovermi ma non avrei saputo dire in quale direzione.
Poi sono riemersa in un mare di luce, bellissimo, io stavo benissimo, una sensazione di beatitudine mai provata, non esistono parole nel nostro vocabolario per descrivere quello che io ho provato, tutti i miei bisogni erano stati azzerati, ne fame, ne freddo, ne dolore, ne stanchezza, neanche il pensiero della mia famiglia, dei miei figli, io ho tre figli che all’epoca abitavano ancora tutti in casa con me, io stavo benissimo. Quando sono arrivata in questo mare di luce ho sentito una voce profondissima che mi diceva ‘Non aver paura, vedi questo mare di luce è un mare d’Amore, questo Amore ti terrà a galla’, la paura era l’ultima sensazione che io abbia potuto provare neanche mi sfiorava tanto era grande il senso di beatitudine, questa luce che ti permeava, che ti inondava, che ti dava tutto quello di cui avevi bisogno. Non mi mancava niente, ripeto, tutti i miei bisogni azzerati.
Poi ho cominciato ad incontrare delle persone tra virgolette, perché non erano persone, erano luci che mi si avvicinavano e che io riconoscevo, qualcuna l’avevo conosciuta sulla terra ma qualcuna non l’avevo mai conosciuta eppure era un ritrovarsi, un riconoscersi, era quello che io chiamo un abbraccio ma in realtà era il fondersi di due luci, quello che mi ha colpito poi, a posteriori, è che io di quelle persone, di quelle luci, sapevo molto di più di quello che posso sapere di un amico di infanzia, di un figlio, di un genitore, perché quello che si sa delle persone con le quali viviamo sono tutte cose che servono al mondo per identificarsi, come si chiamano, quanti anni anno, la scuola che hanno fatto, di chi sono figli, con chi sono sposati, il colore degli occhi, dei capelli, il lavoro che fanno, di tutte le altre cose che possiamo dire sono solo quelle che servono al mondo per identificarci, io conoscevo molto di più di quelle persone, io le conoscevo, diciamo, come una specie di codice a barre, se si va in un grande magazzino e si compra un oggetto è un oggetto, poi si passa sulla cassa e il lettore legge le barre di quel codice e ti da molte più informazioni di quelle che ti possono dare gli occhi e le mani, quindi la vista e il tatto sono relativi, relativi a questo mondo dove noi abitiamo, di quelle persone io sapevo molto di più e la gioia struggente, grande, immensa che ho provato in questo fondersi è stata bellissima, era un ricordare condivisioni antiche non lo so, è stato comunque bellissimo.
Poi ad un tratto qualcuno mi ha ricordato che il mio compito non era finito, mi ha fatto ricordare che questi tre ragazzi che io avevo messo la mondo, che erano venuti al mondo, attraverso me e mio marito erano comunque ancora qui ed erano una mia responsabilità, qualcosa di cui comunque avrei dovuto rendere conto, questo pensiero è stato come un elastico, che istantaneamente mi ha ritirato nel corpo, io mi sono ritrovata nel mio corpo, il dolore si è di nuovo fatto sentire e avevo la sensazione che qualcuno mi stringesse il braccio per svegliarmi. Quando mi sono svegliata mi sono resa conto che era il bracciale pressorio perché ero in rianimazione ed ero monitorata, c’erano tutte quelle lucine intorno e quel bracciale che di tanto in tanto continuava a stringermi il braccio.
Poi sono venuti tutti intorno a me ‘Si è svegliata signora, stia calma, mi sente?’ era un ritorno alle cose del quotidiano, alla fatica, al dolore, a tutto quello che c’è nel quotidiano e che conosciamo tutti molto bene. Era un ritorno anche in seno alla mia famiglia, con i doveri e con le cose belle che nelle famiglie ognuno di noi ha. Quello però che ho portato con me era la gioia grande, profonda, tanto che le persone che avevano visto per tre volte il mio ingresso in sala operatoria e sapevano che l’ultimo era stato un tentativo ‘sul cadavere’ come poi mi ha detto il professore al primo controllo, ehhh, il ‘cadavere’ comunque è qui e parla e vive tranquillamente la propria vita, queste persone venivano titubanti ad affacciarsi alla mia porta e quando mi vedevano con questo sorriso enorme, radiosa, e quando sentivano che questa era stata l’esperienza più bella della mia vita, forse pensavano che fossi ancora sotto anestesia o non ancora lucida del tutto e poi le domande, mi dicevano ‘Ma lei crede?’, ‘Si, credo’, ‘E di che religione è?’, e mi è traboccato fuori ‘Di tutte, perché li non ho trovato nessuna divisione’.
Le divisioni appartengono a questo mondo, li non ci sono, non le ho trovate.
Devo dire che mi sono state date 18 sacche di plasma, quindi del mio sangue non mi era rimasto più niente, lo avevo perso tutto e queste 18 sacche di sangue che mi hanno dato mi era stato in qualche modo preannunciato in un sogno che avevo fatto, mi avevano lasciato una collanina di corallo sulla mia sedia e io avevo chiesto un po’ turbata da questi 18 chicchi di corallo di questa collanina, avevo chiesto a Padre Pio che stava dicendo Messa in una Chiesa li vicino, che cosa volesse dire e lui mi aveva detto ‘Figlia, vedi, sono 18 perle di sangue e il sangue lo sai è dolore, ma non ti preoccupare che ti aiuto io’
Questo era successo mesi prima dell’intervento, quando ancora non si parlava dell’intervento e io non avevo capito e poi, poi ho capito che cos’erano quelle 18 perle di sangue.
L’aiuto c’è stato, c’è stato da parte di tutti, della Madre, di Padre Pio, da parte di tutti, ringrazio il Cielo di questa esperienza, non ho mai avuto una paura particolare della morte e ora non ne ho proprio neanche più un millesimo di grammo, niente, che posso dire, è solo un essere partoriti in un’altra dimensione ed essendo una donna che ha partorito ho un po’ di paura dei dolori del parto e per cui spero che sia un parto veloce per poi nascere in questa nuova vita che tutti ci aspetta.
Vi invito ad essere sereni e ad affrontare le prove della vita e ad affrontare anche l’ultima prova, quella del ritorno a Casa.
Grazie a tutti, Donatella

Visitate il Sito di Sara Luce: http://www.leparoledegliangeli.it

LA NDE INFERNALE DI KENNETH (25-07-09)

Un nostro Lettore ci ha chiesto se esistano racconti di

 esperienze di premorte "infernali" e perché non ne abbiamo mai pubblicate. La nostra risposta é che tali esperienze  sono abbastanza (e per fortuna!) rare, per cui non é facile trovarne di sufficientemente adatte agli scopi didattici che ci prefiggiamo. Siamo riusciti ad accontentarlo  però, grazie ad una accurata ricerca condotta nel vastissimo sito di Kevin Williams dove é riportata questa storia molto nota in USA . Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il soggetto in questione non era un delinquente degno della pena di morte, ma il figlio di un Pastore Battista, educato fin dalla più tenera età con gli insegnamenti forniti dai Sacri Testi! Come vedremo, però, la dottrina e la frequentazione di una congregazione religiosa non sono sufficienti per salvarsi l'anima!

Il Reverendo Kenneth Hagin (1917 - 2003) riteneva già a nove anni di aver fatto tutto ciò che era necessario per ottenere un posto in cielo. Egli era nato e cresciuto nella Chiesa Battista e da bambino, aveva preso il suo primo impegno con Cristo essendo stato battezzato con l'acqua santa.
Era sempre stato un membro della chiesa, per cui riteneva di essere stato salvato" e sulla strada per il cielo. Essendo credente e seguace di Gesù Cristo era perciò certo di essersi assicurato un posto in Paradiso. Oltretutto era convinto che Gesù e tutti i suoi discepoli erano Battisti, così fu un vero e proprio shock quando scoprì che non lo erano. All'età di 16 anni, Kenneth ebbe una breve esperienza NDE a causa d'una malformazione cardiaca connatale.
Il seguente racconto é un estratto della sua esperienza, descritta nel suo libro,
I Believe in Visions (Io credo nelle visioni).
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< Il mio cuore aveva smesso di battere. Questo torpore si diffuse fino ai piedi, alle caviglie, alle ginocchia,  allo stomaco e poi al cuore - e così schizzai fuori dal corpo.
Non persi coscienza, saltai fuori dal mio corpo come un nuotatore che salta dal trampolino nella piscina. Sapevo di essere fuori dal mio corpo, perchè potevo vedere la mia famiglia, giù in casa, ma non potevo contattare nessuno di loro.
Ho cominciato a scendere - giù, giù, in una buca, come se mi calassi in un pozzo,in una caverna o in una grotta. Continuavo a scendere. I piedi sono scesi per primi. Potevo vedere le luci della Terra finché non sono svanite. Il buio intorno a me era quello d'una notte che nessun uomo ha mai visto.
Più in basso andavo, più scuro diventava ed anche più caldo, fino a quando, sotto di me ho potuto vedere delle dita di luce che giocavano su un muro di tenebre e  sono arrivato in fondo al pozzo.
Tutto ciò mi é accaduto più di 60 anni fa, eppure é per me reale, come se fosse accaduto la settimana prima.  Quando sono arrivato al fondo della buca, ho capito che cosa erano quelle dita di luce sul muro di tenebre: di fronte a me, al di là delle porte dell'inferno, ho visto gigantesche fiamme arancione, bianche alla loro sommità.  Fui attirato verso l'inferno, come un magnete attira a sé il ferro; sapevo che, una volta entrato attraverso quelle porte, non avrei potuto tornare indietro.
Ero consapevole del fatto che una sorta di creatura mi era venuta incontro in fondo a quel pozzo. Io non guardai, dato che il mio sguardo era inchiodato sulla porta, sebbene sapessi che c'era una creatura alla mia destra.  Questa creatura, quando avevo cercato di rallentare la mia discesa, mi aveva preso per un braccio per scortarmi.
Quando lo ebbe fatto, in lontananza al di sopra del nero e delle tenebre udii una voce, una voce maschile, ma non so che cosa abbia detto. Non so se fosse stata quella di Dio, di Gesù, o d'un Angelo. Non parlava in inglese, era una lingua a me straniera.
Quel posto venne scosso da quelle poche parole e la creatura abbandonò la presa della sua mano dal mio braccio. Vi fu come una potente forza aspirante che mi tirò indietro e venni strappato via dall'ingresso dell' l'inferno, finché non mi trovai in una zona d'ombra e fui tratto fuori dalle tenebre.
Prima che arrivassi in cima, potevo vedere la luce. Ero precipitato in un pozzo ed era come se, risalendo potessi vedere la luce lassù, in alto.  Mi ritrovai nella veranda della casa di mio nonno, poi passai attraverso un muro - non attraverso la porta e non attraverso la finestra - ma attraverso il muro, e mi sembrò che saltare dentro al mio corpo fosse come infilare un piede dentro una scarpa.
Prima di rientrare nel mio corpo, vidi mia nonna seduta sul bordo del letto che mi stringeva tra le sue braccia e fui allora in grado di comunicare con lei, ma immediatamente 
sentii di scivolare di nuovo giù. Urlai:
'
Nonna, vado via! Sei stata una seconda madre per me, quando lei era malata.'
Il mio cuore si era fermato per la seconda volta. Uscito nuovamente fuori dal corpo ricominciai a sprofondare: giù, giù, giù. Oh, so che é durato pochi secondi, ma sembrava un'eternità.
Era sempre più caldo e più scuro, fino a quando arrivai di nuovo in fondo alla buca ed ho rivisto l'ingresso dell'inferno, o le porte come le chiamo io.
Ero consapevole del fatto che quella creatura mi veniva incontro.
Inutilmente tentai di rallentare la discesa - sembrava che galleggiassi nell'acqua- ed ancora c'é stato uno strattone che mi tirato verso il basso e quella creatura mi ha bloccato il braccio. Ancora la voce, la voce di un uomo in una lingua straniera. Nuovamente non capii quello che aveva detto, ma anche questa volta il pozzo tremò alle sue parole.
E poi mi hanno tirato su, prima la testa perché potevo vedere le luci della terra: l'unica differenza fu che questa volta riuscii ad arrivare fino ai piedi del letto. Per la seconda volta ero lì e potevo vedere il mio corpo disteso sul letto e la nonna che mi teneva tra le sue braccia.
Riuscii a lasciare un'ultima parola per ogni membro della mia famiglia e poi il mio cuore si fermò per la terza volta perché sentii che la circolazione del sangue si era bloccata.
Tutto si ripeté come prima, e cominciai a scendere in basso nuovamente.
Fino a quel momento avevo pensato che non stava accadendo davvero, che fosse solo un'allucinazione: che non poteva essere vero, ma poi pensai: 'Questa é la terza volta. Non voglio tornarci più! Non ci torno stavolta!', ma il buio intorno a me era sempre più scuro e nel buio, ricordo di aver gridato:
 "Dio! Io appartengo alla chiesa! Sono stato battezzato nell' acqua!"
Aspettai, ma non vi fu nessuna risposta, solo l'eco della mia voce attraverso il buio. Urlai un pò più forte....Nulla..... ma quando quella creatura mi afferro' per il braccio, per la terza e l'ultima volta, di nuovo quella voce possente scosse l'Inferno ed io risalii lungo il pozzo nero... Ero salvo.
Solo dopo capii che occorre molto più che la semplice appartenenza ad una chiesa ed un battesimo nell'acqua per evitare le pene dell'inferno e guadagnarsi il cielo! Gesù ci ha detto:
"Bisogna che voi siate generati di nuovo" (Giovanni 3:7).
Io credo certamente al Battesimo,
ma soltanto dopo che un individuo è stato generato di nuovo.
Certo,  credo nella comunità ecclesiastica, nei gruppi di cristiani uniti per lavorare
nel nome di Dio, ma se sarete soltanto uniti alla Chiesa e battezzati, senza però essere realmente nati una seconda volta, andrete all'inferno.
Come uscii una terza volta dal baratro e rientrai nel mio corpo, il mio spirito iniziò a pregare; mi ritrovai che continuavo la preghiera a voce alta che tutto il vicinato mi sentiva, sicchè la gente accorreva in casa per veder cosa fosse successo. Guardai l'orologio e vidi che erano precisamente le 19,40: era l'ora della mia rinascita grazie alla provvidenza divina, per l'intercessione di mia madre e di mia nonna. La mia preghiera non era legata al fatto che io fossi battezzato o che appartenessi alla chiesa ma, implorando Dio, gli domandavo di aver pietà di me peccatore, di perdonarmi per i miei peccati, di purificarmi da ogni iniquità. Lo accettavo, lo riconoscevo quale mio personale Salvatore.
Mi sentii totalmente bene, come se un pesante fardello fosse scivolato via dalle mie spalle".
Tutto questo avvenne ad Hagin nell'Aprile del 1933, all'età di circa sedici anni, nella città di Mackinney, nel Texas (U.S.A).
Kenneth Hagin guarì totalmente sia nel corpo che nello spirito e fino al 2003, anno in cui passò definitivamente, è stato a capo di una Chiesa Cristiana New-Age.

Webmaster - Dal sito di Kevin Williams-

"Bisogna che voi siate generati di nuovo" (Giovanni 3:7)
Note a margine dell'esperienza di Kenneth

Cosa intendeva dire Gesù con queste parole? Non sono forse un'esplicita ammissione della realtà della Reincarnazione? Quanti passi del Vangelo sono stati "tagliati" per eliminare dalla memoria dei futuri Cristiani questo concetto cardine che ci spiega tutte le apparenti ingiustizie terrene?
 In questo articolo, trovato su Internet per caso (e la cui fonte non conosciamo), potrete leggere una rapida ma esauriente disamina  di questo spinoso argomento.
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"…. La reincarnazione faceva parte dei dogmi giudaici col termine di resurrezione: i Sadducei (setta ebraica che si formò intorno all’anno 248 a.C.), che pensavano che tutto finisse con la morte, erano i soli a non credervi.  Le idee dei Giudei su tale punto, come su molti altri, non erano chiaramente precisate, poiché essi non avevano che vaghe e incomplete nozioni circa l’anima e i suoi legami col corpo. Credevano che un uomo che avesse vissuto potesse rivivere, ma non si rendevano conto chiaramente del modo come ciò si poteva verificare: indicavano con la parola resurrezione ciò che lo spiritismo chiama più giustamente reincarnazione.
Infatti la resurrezione suppone il ritorno alla vita di un corpo che è morto, cosa che la scienza ha dimostrato essere materialmente impossibile, soprattutto quando gli elementi di questo corpo sono da molto tempo dispersi o riassorbiti dalla terra.
La reincarnazione è il ritorno dell’anima, o Spirito, alla vita corporale, ma in un altro corpo formato espressamente per esso, e che non ha nulla di comune con quello vecchio. La parola resurrezione avrebbe potuto così essere usata per Lazzaro, ma non per Elia ne per gli altri profeti. Se, dunque, secondo la loro credenza, Giovanni Battista era Elia, il corpo di Giovanni non poteva essere quello di Elia, poiché Giovanni era stato veduto da bambino e si conoscevano suo padre e sua madre. Giovanni poteva, dunque, essere Elia reincarnato, ma non resuscitato...
"...L’opinione che Giovanni Battista era Elia, e che i profeti potevano tornare a vivere sulla terra, si ritrova in parecchi passaggi dei Vangeli. Se questa credenza fosse stata un errore, Gesù non avrebbe mancato di combatterla, come ne ha combattuto tante altre; invece, al contrario, egli la riafferma con il peso della sua autorità, e la pone come una condizione di principio necessaria, dicendo:
 "
Uno, se non nascerà di nuovo, non può vedere il regno di Dio". E insiste, aggiungendo:
"Non ti meravigliare se ti ho detto: BISOGNA che voi siate generati di nuovo"...

Tale interpretazione è giustificata, d’altronde, da queste altre parole: Ciò che è generato dalla carne è carne e quel che nasce dallo Spirito è Spirito. Gesù pone così una netta distinzione fra Spirito e corpo.
Ciò che è generato dalla carne, indica chiaramente che solo il corpo deriva dal corpo, e che lo Spirito è indipendente dal corpo...
"….Dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli si acquista con la forza e sono i violenti che se ne impadroniscono; perché tutti i profeti e la legge hanno profetizzato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi da intendere, intenda"."
(San Matteo, Cap. XI, versetti da 12 a 15).

Se il principio della reincarnazione espresso nella persona di San Giovanni, poteva, a rigore, essere interpretato in senso puramente mistico, non è possibile fare altrettanto con questo passaggio di San Matteo che non si presta a nessun possibile equivoco: è LUI, quell’Ella che deve venire. Non vi sono né figure retoriche né allegorie: si tratta di un’affermazione positiva.
 "Dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli si acquista con la forza".
Che cosa significano queste parole, poiché Giovanni Batista era ancora vivo in quel momento? Gesù le spiega dicendo: "Se volete capire quello che dico, è proprio lui quell’Elia". Gesù alludeva ai tempi in cui Giovanni viveva sotto il nome di Elia.  Fino ad ora, il regno dei cieli si acquista con la forza" è un’altra allusione alla violenza della legge mosaica che ordinava lo sterminio degli infedeli per ottenere la Terra Promessa, Paradiso degli Ebrei, mentre secondo la legge nuova il cielo si ottiene mediante la carità e la dolcezza. Poi aggiunge: "Chi ha orecchi per intendere, intenda". Queste parole, così spesso ripetute da Gesù, avvertono chiaramente che non tutti erano in grado di capire certe verità...
Ma a questa autorità, valida dal punto di vista religioso, si aggiunge, dal punto di vista filosofico, quella delle prove che risultano dall’osservazione dei fatti.
Quando dagli effetti si vuol risalire alle cause, la reincarnazione appare come una necessità assoluta, come una condizione inerente all’umanità, in una sola parola come una legge della natura. Si dimostra dai suoi risultati in modo, per così dire, materiale, come il motore nascosto si rivela nel movimento: solo la reincarnazione può dire all’uomo da dove viene, dove va, perché è sulla terra, e giustificare tutte le anomalie e tutte le apparenti ingiustizie che offre la vita.
Senza il principio della preesistenza dell’anima e della pluralità delle esistenze, la maggior parte delle massime del Vangelo diventa inintelligibile, ed è questa la ragione per cui esse hanno fatto sorgere interpretazioni tanto contraddittorie: questo principio è la chiave che deve rendere il vero loro senso...

LA REINCARNAZIONE

Quando qualcuno muore diciamo che è disincarnato. Quando nasce un bambino diciamo che uno Spirito è incarnato. Lo Spiritismo insegna che noi abbiamo molte vite. Tutte le volte che nasciamo per una nuova vita, stiamo incarnando. Così, anche gli spiritisti credono nella Reincarnazione. Credere nella Reincarnazione è credere che abbiamo molte vite. É bene sapere che la maggior parte delle religioni credono nella Reincarnazione la quale ci fa capire molto dell’esistenza.
In ogni vita impariamo cose diverse. Così, in una vita siamo operai; in un’altra possiamo essere industriali, in una vita siamo poveri; in un’altra possiamo essere ricchi, in una vita nasciamo neri; in un’altra possiamo nascere bianchi, in una vita siamo sani; in un’altra vita possiamo essere malati.
La Reincarnazione spiega anche le differenze fra le persone. Nel mondo vediamo tutti i tipi di persone. Non esistono due persone uguali. I fratelli sono diversi. Persino i gemelli sono diversi. Alcuni bambini nascono intelligenti ed imparano tutto facilmente, altri nascono malati e non riescono ad imparare nulla. Alcuni bambini nascono sani e perfetti, altri nascono poveri e persino miserabili. Esistono piccoli buoni, che obbediscono e sono tranquilli dalla nascita, altri invece sono ribelli, non obbediscono per niente e sono aggressivi.
Perché queste differenze? La Reincarnazione le spiega.
Tutti noi abbiamo avuto molte vite. In ogni vita impariamo, sbagliamo, facciamo del bene e del male. Le nostre sofferenze sono i risultati dei nostri errori. Errori commessi in un’incarnazione creano sofferenze in un’altra incarnazione. La Reincarnazione comprova la Giustizia Divina. Nasciamo per imparare quello che non abbiamo imparato in altre vite. Per questo, ognuno nasce nel modo migliore per imparare.
E' nascendo, vivendo, morendo e rinascendo che l’uomo si evolve.
Dio ha creato lo Spirito semplice ed ignorante. L’uomo evolve attraverso le reincarnazioni. Ogni vita è una nuova reincarnazione. Ogni vita è un apprendistato. In ogni vita possiamo salire un gradino nella scala che ci porterà a Dio.  Il fatto di aver avuto molte vite chiarisce molte altre cose.
É comune provare simpatia o antipatia per una persona appena conosciuta. Molte volte questo sentimento è dovuto a quello che è successo in vite passate. La Reincarnazione spiega anche i casi dei bambini prodigio. Sappiamo che alcuni bambini sono molto intelligenti. Questi fanciulli imparano con molta facilità perché si ricordano quello che hanno già imparato in altre vite. Molte persone in visita per la prima volta in certi luoghi hanno la sensazione di averli già conosciuti. Questi fatti molte volte succedono perché la persona ha già vissuto o è stata in quel luogo in un altra vita.

LA MORTE NON ESISTE

Sappiamo già che nascere è lo stesso che reincarnare. Sappiamo anche che morire è lo stesso che disincarnare. La verità è che la morte non esiste.
Quello che esiste è la distruzione del corpo materiale. Quando una persona disincarna, il suo Spirito rimane libero. Lo Spirito libero del corpo va al mondo spirituale. La vita nel mondo spirituale dipende da quello che l’uomo ha praticato in quanto incarnato. La vita nel mondo spirituale è diversa per ciascuno Spirito.
Ogni Spirito vivrà nella spiritualità d’accordo con quello che ha imparato e con quello che ha fatto nella Terra. Così, esistono nel mondo spirituale luoghi molto tristi e di molta sofferenza. Questi luoghi tristi e di sofferenze sono chiamati dagli Spiriti "umbral o tenebre" (purgatorio) dove vanno i cattivi quando disincarnano.
Nell’umbral lo Spirito comincia a capire i suoi errori a poco a poco. Quando lo Spirito capisce i suoi errori e si pente, è aiutato e si trasferisce in luoghi migliori. Lui impara molto in questi luoghi migliori. Lì si preparerà per reincarnare, vogliamo dire, per nascere di nuovo.
Gesù ha detto: "Ad ognuno secondo la sua opera". Questo vale a dire che incontreremo nel mondo spirituale un tipo di vita in accordo con quello che abbiamo fatto. Quando disincarna una buona persona il suo Spirito va in luoghi di pace. In questi luoghi vive felice, lavora ed impara, migliorando sempre più. La maggior parte degli Spiriti torna a reincarnarsi, a nascere di nuovo. Ad ogni nuova vita, più lo Spirito impara e più si avvicina a Dio.
Gli Spiriti buoni sono chiamati Spiriti di luce. Sono chiamati di luce perché irradiano luce.
Quanto meglio è, lo Spirito più evoluto sarà. Quanto più evoluto è lo Spirito più bella sarà la sua luce.
Gli spiriti che molto sbagliano vengono chiamati sofferenti. Sono così chiamati perché vivono nell’umbral. Gli Spiriti quando sono ancora cattivi, vengono chiamati Spiriti delle tenebre.
 Sono così chiamati perché non hanno luce, sono scuri.
Tutti noi abbiamo un corpo fisico e un corpo eterico (*), quando avviene il decesso del corpo fisico il corpo eterico lo lascia. Viene interrotto il collegamento tra i due corpi che avveniva tramite un "cordone ombelicale" di energia di colore azzurro-argenteo (
Vedi ns. articolo: Cos'è il Cordone D'Argento) .
Come il cordone ombelicale, che unisce la madre al figlio che ha generato, viene reciso per vivere, così la morte separa definitivamente questo secondo corpo da quello fisico.


(*) Anima, corpo fluidico, perispirito ecc. gli sono stati dati tante denominazioni
 

Esperienze di NDE – la testimonianza di Ivan
03-09-09

Riceviamo dalla D.ssa Sara Luce un nuovo racconto di NDE, racconti che la nostra Collega sta raccogliendo in Italia, nonostante tutte le reticenze spesso opposte dai pazienti che hanno avuto simili esperienze nei confronti dei ricercatori del Paranormale. Un grosso complimento alla cara Sara per l'eccellente lavoro che sta svolgendo, certamente degno di esser pubblicato sulle più prestigiose riviste di Neuro-Psichiatria mondiale, al pari di quelli di Moody e di tanti altri Medici che, come lei ed il vostro WM, credono che l'Anatomia e la Fisiologia da sole non bastino a spiegare la complessità della vita intelligente e non.
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Il 14 /07/08 sono stato ricoverato e poi operato presso un ospedale di Cremona.
A seguito di complicazioni post operatorie venivo trasferito e nuovamente operato al centro Trapianti dell’Ospedale S.Orsola di Bologna.
E’ qui che durante il ricovero in rianimazione è avvenuto l’incontro e il dialogo con un’essenza che mi si e’ presentata dicendomi di essere un Angelo. Il ricordo inizia allorchè mi trovavo coricato su uno strano letto a forma di nave e vedevo sopra di me, nel buio,dei fasci di luce informi e in movimento come raggi di pulviscolo solare. Sono quindi uscito dal corpo e portandomi all’altezza del soffitto mi guardavo dall’alto verso il basso immobile, nudo, pieno di tubi vari e ricoperto da sacche di ghiaccio.
Lievitavo, ero spirito senza forma, come una nebulosa a colori vivaci, scintillanti e in modo spontaneo, mi sentivo tanto sereno quanto tranquillo, mi sono rivolto verso questa entità chiedendogli chi fosse, mi rispose:-Sono un Angelo. Gli ho chiesto se era il mio Angelo Custode, mi ha risposto che non era il solo ma che erano in diversi e che potevo dialogare anche con gli altri.
Chiesi cosa dovevo fare e perché Lui fosse li, mi rispose che dovevo aspettare ed era li per farmi compagnia se mi andava di parlare. Chiesi se ero morto e se doveva accompagnarmi da qualche parte, mi rispose che non ero morto e che dovevamo solo lasciar trascorrere il tempo,aspettare.
Mentre tutti si muovevano un Angelo era fermo in silenzio, gli chiesi perché, mi rispose che la ragazza cui era vicino stava molto male. Poi altre domande e risposte che riguardano il mio privato e che tralascio. Ad un certo punto mi ha salutato dicendomi che era ora che rientrassi nel corpo , gli ho chiesto se potevamo ancora parlarci , mi ha risposto di si e mi ha detto che avrei sempre avuto vicino almeno un Angelo. Sono quindi sceso sul mio corpo e vi sono entrato, poco dopo mi sono risvegliato.
Trasferito nel reparto di Terapia Intensiva dopo alcuni giorni venivo a sapere che vicino a me in Rianimazione c’era una ragazza ,che ora stava meglio e che la stavano sistemando nella stanza accanto .Coincidenza? Non so , personalmente mantengo tanti dubbi su ciò che è avvenuto e non ho certezze, ma di quei giorni mi è rimasto questo ricordo e anche se non so se sia stato realtà o sogno , cosi come è rimasto nella mia mente ,con serenità , ho deciso di raccontarlo.
Dopo quell’esperienza comunque, ora mi capita spesso di chiamare persone che mi dicono che mi stavano pensando o viceversa di pensare a persone che poco dopo mi chiamano e sento forte il richiamo ad andare in Chiesa , cosa mai fatta prima, ove dopo una “conversazione,, mi sento pervaso da un grande senso di pace e serenità e trovo attraverso coincidenze o forti sensazioni, favorevoli o contrarie,le risposte alle mie domande. Un bacio, Ivan

www.leparoledegliangeli.it

LA NDE DI ALDO (22-09-09)

Mio caro Claudio, la raccolta di testimonianze continua, anzi, se come ho visto anche alcuni dei frequentatori del tuo sito hanno testimonianze importanti da raccontare, dagli il mio indirizzo e-mail così faremo conoscere sempre di più queste esperienze e io, lo sai, sono un po’ rompina e mi faccio raccontare tutto per filo e per segno...Alla luce di quanto ti ho detto ti mando l’ ultima testimonianza pubblicata, poi vedi tu. Un dolce abbraccio, Sara Luce
www.leparoledegliangeli.it

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Ciao a tutti mi chiamo Aldo ho 39 anni e questa è la mia esperienza. Era il maggio del 1985 ed io avevo quindi nemmeno 16 anni, andavo a scuola in quel periodo ed ero molto preso dagli studi, nonostante giovane prendevo qualche caffè e per di più la mattina del giorno in questione era mancato mio nonno.
Vi racconto nell’ ordine quello che è accaduto e di seguito quello che io ho visto o creduto di vedere.
Ero a cena con la mia famiglia composta da genitori un fratello e una sorella più grandi e un fratello più piccolo; mentre mangiavo, complice forse una bibita molto fredda, mi sento la testa girare, mi alzo dicendo a mio fratello " fammi passare che mi sento male" e cado a terra tra le due seggiole a peso morto, mi prendono mi tirano su la testa e ho gli occhi talmente rovesciati che non si vedono le pupille, mi portano in bagno sopra la vasca prima a testa in giù e poi di nuovo a testa in su.
Ancora occhi rovesciati e battito assente o talmente rallentato da essere impercettibile senza strumenti, quando credevano ormai fossi morto mi sono improvvisamente svegliato, poi croce rossa ospedale visite mediche etc etc etc.
La mia esperienza è questa, non ho visto luci, da quando ho avvertito il malore a pochi attimi prima di svegliarmi ho un vuoto totale, sono i forse ultimi 15 , 20 secondi di quei pochi minuti che mi hanno fatto scrivere, ricordo il buio che diventava più chiaro, un grigio scuro, certamente un ronzio insistente, ma non sembravano voci, poi all’ improvviso in quel grigiore sono apparse le sagome di numerose persone tutte in torno a me come se io fossi sdraiato e loro mezzi chini su di me, completamente circondato guardavo in alto ma potevo vederle tutte. Le sagome erano grigio chiaro ma non si distinguevano i volti, ed erano tutti uguali, e l unica cosa in risalto erano i loro occhi bianchi e luminosi senza pupille, mi guardavano sempre chini senza parlare ma era come lo facessero. sembrava una forma di protezione, sentivo la protezione, ma io avevo paura, tantissima; mi piace pensare che chiunque fossero hanno deciso infine di lasciarmi andare, di nuovo buio e l’ immagine del soffitto del corridoio dove vedo chini su di me i miei genitori e più distanti i miei fratelli.
Ne ho parlato a distanza di anni con la mia famiglia e con un paio di parenti stretti, cugini, un amica e nessun altro, da allora nessun'altra esperienza.

Aldo. 

LA STRANA NDE DI ERNESTO
(05-12-09)

Caro Claudio, ti mando una nuova testimonianza, se vuoi condividerla con i lettori del tuo sito ... (SARA LUCE)

L'incontro con la Luce.
Quando si è verificato il mio incontro con la Luce non ero in coma. In effetti non tutti gli incontri con la Luce avvengono durante una situazione di pericolo a livello fisico (incidenti, decorso di gravi malattie, ...): sono stati riportati infatti alcuni casi relativi a situazioni di forte spiritualità, per così dire.
E' impossibile riportare in una mail un'esperienza di quel tipo, e forse non basterebbe anche una vita per spiegarla di persona, perchè la Luce è al di sopra di ogni cosa, di ogni credo e di ogni religione, e quell'incontro lo sto metabolizzando ancora, tanto è stato forte, e lo metabolizzerò ancora, per tutta la vita.
Ho avuto l'esperienza alcuni mesi dopo la morte di mia madre, deceduta nel '94. Fin da bambino sono sempre stato un po’ mistico, ma dopo aver baciato il corpo freddo e senza vita di mamma intrapresi un ulteriore viaggio interiore per capire e sapere se poteva esserci qualcosa "al di là". Dopo quella morte mi sentivo inizialmente più solo, più fragile, ma piano piano, mese dopo mese, cominciavo a sentire dentro di me un'energia, una forza, qualcosa che mi chiamava.
I vent'anni non sono stati un periodo facile per me (ma credo per tutti): non avevo buoni rapporti con mio padre e mia sorella e non amavo più il Liceo; in più c'era quel lutto, il marmo freddo di quella tomba.
Una sera mi sentivo veramente distrutto e mi coricai sul letto. Non intendevo dormire, solo stare un po’ tranquillo. Realizzai ancor di più la mia infelicità, i problemi che avevo, dentro di me chiesi aiuto a Dio, arrivando persino a dubitare della sua esistenza, e improvvisamente, con i miei occhi ben aperti, ebbi un sussulto: venne a me una Luce.
Preciso che non ho mai avuto visioni o sogni ad occhi aperti. Quella Luce all'inizio mi spaventò (i nostri occhi sono abituati a vedere ben altro), ma fu Lei a calmarmi subito. Capii intuitivamente che stavo vedendo ciò che era a me più vicino, ciò che mi conosceva e mi capiva più di ogni persona al mondo.
Iniziò a comunicarmi: non fu un dialogo a parole, ma una trasmissione simultanea di idee e immagini. Non posso spiegare completamente ciò che appresi, ma mi preme affermare che esiste un solo Dio, identificabile con la Luce che vede chi ha oltrepassato la vita ed è poi rientrato. Non esiste nulla di più forte, bello e giusto della Luce. Ogni religione cerca di definire Dio e la realtà a suo modo, tuttavia esiste una sola verità.
L'incontro durò pochi minuti, ma in quel brevissimo tempo appresi e comunicai così tanto che forse non basterebbero settimane per spiegare e sentire qui le stesse cose: e in effetti era come se il tempo si fosse fermato.
Desideravo ardentemente andare là, oltrepassare la soglia, ma mi fu spiegato che dovevo tornare "nella vita" in attesa di nuove esperienze future.
La Luce andò via, ma nonostante le sue rassicurazioni, quel distacco fu più doloroso di qualsiasi lutto.
Ripenso tutti i giorni a quell'esperienza e riesco a comunicare ancora con la Luce, ma seguendo un canale differente.
Ora la mia vita è migliorata: a livello materiale non sono più uno studentucolo, ma lavoro e posso seguire maggiormente le mie aspirazioni e i miei interessi; a livello spirituale rispetto a un tempo ho una marcia in più. Tuttavia a volte provo una gran tristezza perchè so che là starei ancora meglio.
Mi scuso per la lunghezza di questa mail, ma ho cercato di essere un briciolo esauriente."
Ernesto

http://www.leparoledegliangeli.it

Due NDE DEL 19° secolo (09-12-09)
Gli antichi racconti di NDE sono molto importanti, in quanto dimostrano che l'interesse popolare per l'argomento (sviluppato dal Dr. Moody con i suoi libri pubblicati dal 1975) era già presente più di 100 anni fa, senza tralasciare il fatto che tali racconti circolavano già nel Medio Evo, o forse anche prima.
Due più recenti -ma sempre precedenti all'epoca attuale- sono menzionati nel libro " Guided by Spirit" di Charles  e Penelope Emmons (p. 219).
Il primo riguarda una donna che successivamente divenne una Medium. Ecco una breve sintesi:

La signora H. J. Conant ebbe una NDE nel 1851 all'età di 20 anni quando, a seguito di una malattia per cui aveva assunto un sovradosaggio di morfina, andò in coma. Il medico pensava che stesse per morire. La Conan cadde in uno stato di trance durante il quale le venne suggerito un farmaco banale che successivamente la salvò. Mentre era in trance riferì di essere stata in un bel posto, che pensò fosse il Cielo. Lì rivide sua madre, le chiese di poter rimanere, ma le fu detto che doveva tornare sulla Terra, perché "...aveva ancora una missione da compiere".
Nell'anno 1851 [la signora Conant] traslocò da Lowell e, con il marito, andò a risiedere nel North End di Boston. Qui la sua salute non fu mai buona, così il Dr. Tobey, un famoso medico della città sebbene dedito all'alcol, era stato chiamato in visita e le prescriveva una preparazione a base di morfina.
Il marito della Conant spediva la ricetta presso una vicina farmacia e somministrava il farmaco alla moglie attenendosi scrupolosamente alla prescrizione.
La dose indicata dal Dott. Tobey però, si dimostrò eccessiva,  causando uno stato di semi-incoscienza, così rapidamente, da mettere in allarme tutti coloro che risiedevano nella casa.
Mr Conant immediatamente si recava allo studio del medico per informarlo del fatto e quest'ultimo, capito l'errore, si precipitava a visitare la paziente.
Uno sguardo, e capì che c'era stato un errore nella somministrazione del farmaco, ed il pericolo di morte imminente della sua paziente lo fece immediatamente tornare sobrio. Dubitava d'aver mai prescritto una dose così pesante, sebbene il farmacista gli avesse mostrato la ricetta scritta di suo pugno. Quest' ultimo dichiarava che non avrebbe mai preparato il farmaco ad un così elevato dosaggio se non avesse conosciuto e ben stimato il medico prescrittore.
Il Dr. Tobey disse che non c'era nessun modo per salvare la signora Conant, che ormai stava per morire. Lei, però, gli disse che non era così....
Durante l'assenza del marito uscito in cerca del medico, la signora Conant si era misteriosamente destata dal torpore mortale; il suo corpo tremava come se stesse subendo una serie di shock elettrici, poi cominciò a parlare, e prescrisse un farmaco per se stessa, come aveva fatto spesso durante la sua infanzia. La medicina, che era semplice e naturale, le venne subito somministrata, e sotto gli occhi del medico terrorizzato, ella iniziò a sudare, riprendendosi rapidamente.
Non appena ripresa piena coscienza, la Conant si ricordò di essere stata in un bel posto, che pensava fosse il Cielo, dove aveva incontrato sua madre morta anni prima. Raccontò  che piangendo e pregando le aveva chiesto di restare con lei, ma i suoi genitori delicatamente ma con fermezza, le avevano detto che doveva tornare alla vita terrena - che aveva ancora una missione da compiere, e che a tempo debito avrebbe gettato l'ancora nella sabbia dorata che brilla nel fiume del Paradiso.
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Sebbene né lei né gli altri presenti attribuirono la cura agli Spiriti - per mancanza di informazioni sul tema - dopo alcuni anni il Medium William Rice, che nulla sapeva dei fatti, rivelò alla Conant, che non aveva mai visto prima d'allora, che ella era stata curata grazie agli sforzi del dottor Kittredge, un vecchio medico della sua città natale, passato da diversi anni nel Mondo dello Spirito.
Oltre alla canalizzazione della cura, ciò che è interessante in questa storia è l'esperienza di pre-morte della signora Conant che si allinea perfettamente con molti racconti moderni.
Ha descritto un luogo dove si era riunita con i parenti defunti, le sue implorazioni per rimanere, l'ordine di rientrare perché aveva ancora un compito sulla Terra, e ricordava l'assicurazione che sarebbe tornata quando il suo lavoro fosse terminato.
Tutto questo suona familiare a chiunque abbia letto i racconti contemporanei di NDE.
C'è chi sostiene che la somiglianza fra i moderni racconti di esperienze di NDE
 sono da attribuire alla divulgazione fatta da film e libri, ma questo racconto,
pubblicato 102 anni prima che le NDE fossero entrate nella coscienza popolare grazie ai libri del Dr. Moody, contiene molti degli stessi elementi oggi noti.


Secondo racconto.

Anche John Brown, il "Medium delle Montagne Rocciose", nato nel 1817, sembra abbia avuto una NDE intorno al 1850, ma senza avere una visione dell'Aldilà.
Questo è il racconto scritto da lui stesso e pubblicato nel lontano 1897.


"John Brown lascia il corpo"

< Una luminosa Domenica mattina di pochi anni fa, non mi sentivo molto bene, anche se non particolarmente male. Ho fatto un bagno e sono salito per le scale a cambiarmi abbigliamento.
Mi sentivo come se fossi circondato da un gran numero di persone che sembrava dire: "John, aspetta un pò, coricati e vai a riposare." L'ho fatto e, dopo pochi istanti mia moglie è entrata con un pettine e una spazzola in mano, ma nella stanza ci sembravano essere due persone, lei ed un'altra simile a lei sotto tutti gli aspetti. Loro (!) si spostavano fianco a fianco, mentre si avvicinavano al letto ed io  ho tirato la coperta sopra la testa, sentendomi nelle mani di quelli che non sono fatti di argilla
(
esseri umani -NdR), ma in quelle di coloro ai quali non si può fare resistenza (Spiriti - NdR).
La signora Brown, vedendo qualcosa di strano nel mio comportamento, mi ha chiesto cosa stesse succedendo, ma non le ho dato alcuna risposta, cercando di nascondermi. Poi è andato giù  ed ha chiesto a mio genero, il signor SP Waite, di "
correre su per le scale e vedere che cosa affliggesse Mr. Brown."  Mr. Waite giunse alla mia porta in un attimo e mi chiese se volevo un medico.
Non riuscivo a parlare, eppure sapevo tutto. E' poi diventato tutto buio, i miei occhi non potevano più vedere nulla. In pochi minuti la mia stanza era piena di amici, tra i quali WA Conn, JW Acque, il dottor Peacock, il Dr. Hickey, il dottor Oliver, e il dottor Herrold.
Da quel momento le mie membra sono diventate inutili, non potevo muoverle, il mio respiro si era quasi fermato, ma ho sentito parlare e sapevo tutto quello che era stato detto e fatto. Prima che le mie braccia avessero perso la loro forza, strinsi la mano a tutti e cercai di dir loro addio - ma tutto era buio e non riuscivo a parlare. Ho potuto respirare, ma poco, e sempre meno, e sapevo che stavo per morire, che fra pochi attimi non sarei stato più l'occupante di questo mio corpo terreno.
Qui, miei cari lettori, mi manca la capacità, il dono di trasmettere a voi l'idea corretta di questo cambiamento meraviglioso di essere "nato di nuovo". Sembrava come se mi fosse chiesto di risolvere tutto ciò che è terreno, di rinunciare a tutto quel che non fosse lo spirito. Separarmi da questa casa in cui avevo vissuto e che avevo curato così a lungo, era un pensiero che mi colpiva con dolore.
 Eppure, in tutto ciò che stava accadendo intorno a me, non avevo nessuna volontà, nessun desiderio, nessun potere, tutto era al di fuori ed al di là del mio controllo.
In pochi istanti, la mia testa si è inclinata, il mio cuore ha cessato di vibrare, quindi l'intero meccanismo ha fatto un ultimo sforzo per riprendere fiato, ma invano. In un attimo tutto il mio sistema nervoso, diede una scossa e tutto esisteva ancora, tutto era tranquillo.
Ho sentito i medici dire, ".. è l'ultimo respiro... non si muove più... è morto."
Sì, ho sentito tutto, ma non vedevo con i miei occhi.
In quel momento mi è sembrato che mi stessi lentamente spostando attraverso un caldo ambiente e in lontananza ho cominciato a percepire un punto più chiaro, un punto bianco nel buio.
Mentre questa luce gradualmente aumentava di dimensioni, si avvicinò a me, finché finalmente riempì la stanza e l'ambiente esterno. Non era come la luce del nostro sole - era più bianca, ancora di più.
Sembrava portare con sé un principio di vita.
In quel momento mi ritrovai disteso orizzontalmente sopra il mio corpo a circa 1/2 metro da esso. Senza alcuno sforzo da parte mia, mi sono trasferito fuori dal corpo e mi sono fermato sopra i miei piedi, a circa 1,5 metri da esso. Sapevo che avevo lasciato il mio corpo. Ho potuto vederlo sul letto, e ho visto il signor Woodward, uno dei miei vicini, lasciar andare la mia testa che mi aveva tenuto fino a quel momento e raddrizzare il mio corpo sul letto. Rimasi lì. Ho sentito tutto quello che è stato detto. Ho sentito il dottor Dickey dire ad una persona incontrata per le scale:
"
Sei arrivato troppo tardi, è morto." 
"È proprio così?" ,
rispose l'uomo.
Ho potuto vedere e sentire tutto proprio come ho sempre fatto nella mia vita. Ero vicino al centro della stanza e non mi spostai quando gli altri passavano dove mi trovavo.
Sembravano andare dritti attraverso me e non interferire affatto.
Essi, per me, erano come uomini e donne di legno.
Oh, come avrei voluto prenderli per mano e dar loro una stretta per far sapere che non ero morto, ma non potevo. Ho osservato con attenzione, l'abito che indossavo. Ero vestito, non nudo. Durante quel tempo, il mio Spirito Guida era con me, alla mia destra.
Egli era intento a scrivere su un libricino o un diario, e mentre stavo esaminando i vestiti che avevo addosso, mi ha indicato l'angolo della stanza, dicendo:
"John. Questo è il vestito che metterai, ma non ancora; tu non morirai!"
Ho guardato nell'angolo della camera e c'era il corpo ben formato di un uomo. Non assomigliava a me, non ero così alto ed era anche un pò più scuro di me. L' ho esaminato minuziosamente. Era ben formato, nuovo, eppure avrebbe potuto essere vecchio come il tempo, ma non aveva segni di essere stato usato. Il suo vestito era nello stile dei Quaccheri, con una stella su ciascun fianco e strisce di diversa larghezza e colore. Non mi sembrava che quel corpo fosse quello che avevo appena lasciato, era più leggero e più spirituale, ma non era sufficientemente solido per essere visto da occhi terreni.
Mentre stavo lì, ho pensato a tutti i miei affari, e fui contento che due giorni prima avevo messo tutto a posto e che a nessuno dovessi dare nemmeno un centesimo. Ho pensato a quello che mi era stato detto da ragazzo, che al momento della morte andiamo avanti, che non si è fermati dai limiti del tempo e dello spazio, ma, non vedevo nessun posto in cui andare. Avevo preso la mia decisione di rimanere con la mia famiglia fino a quando fosse successo qualcosa, fino a che qualcuno non mi avesse chiamato, quando a un tratto sono stato sollevato da una forza invisibile e fui trasferito direttamente sopra al mio vecchio corpo. I vicini e gli amici erano tutti andati via, tranne due dei medici, che erano a consulto in una stanza adiacente, per dare un nome alla malattia di cui ero morto.
Fino a quel momento, ero stato consapevole di tutto ciò che era stato detto e fatto. Poi mi sono abbassato fino ad immergermi di nuovo nel corpo che tutti avevano dichiarato morto.
All'inizio sono caduto in un sonno di breve durata, perché, in un minuto o due, qualcosa ha causato un soffio d'aria e di bava che sono uscite dal mio petto. I miei occhi potevano vedere, ero vivo nello stesso corpo che ora abito. Non appena la vita tornò ad essere visibile, i medici si avvicinarono, e mi dissero che non potevano fare niente per me, perché non conoscevano la causa della mia malattia e non avevano mai visto nè sentito di un caso del genere in precedenza. Dissero ai miei familiari di farmi rimanere così fino al giorno successivo, e lasciare che la natura facesse la sua strada.
I Dottori Peacock e Dickey sono i miei vicini, entrambi eminenti medici, e amati da tutti. >
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Come si è visto, anche questa NDE ha caratteristiche riscontrabili nei racconti moderni,
in particolare:


* Librarsi in una posizione orizzontale direttamente al di sopra del corpo fisico.

*Avere la consapevolezza di una meravigliosa luce che non è come
 la luce del sole e sembra contenere un
principio di vita ".

*La frustrante impossibilità di comunicare con le persone nella stanza,
 l'osservazione chiara di ciò che quelle persone dicono e fanno
(tra cui la percezione visiva, nonostante la precedente perdita della vista).

*Vedere il proprio corpo spirituale dotato di vestiti, non nudo.

*Comunicare con un'Entità Spirituale.

*Il ritorno nel corpo terreno prima della rianimazione ed un breve, nuovo periodo di blackout.


C'è anche un elemento insolito ed un pò enigmatico in questa storia, costituito dalla visione del corpo spirituale apparentemente inutilizzato nell' angolo della stanza.
Che fosse il corpo astrale della futura incarnazione del Sig. Brown?
La percezione del "doppio" di sua moglie all'inizio dell' esperienza, può indicare che Brown vedeva il corpo astrale di lei, anche se egli non dà questa spiegazione.
In sostanza, tali racconti, insieme a molti altri, ci fanno pensare che le NDE sono sempre esistite e che oggi, grazie ai progressi della Medicina Rianimatoria, siano diventate più frequenti e molto ben documentabili da un punto di vista scientifico.

(Webmaster da varie fonti Internet)

Esperienza del tunnel di luce
14-12-09
Mi chiamo Maria , amo dipingere e scrivere fiabe , ..
Sono stata per due volte nel tunnel di luce, una a 5 anni una a 27. Il viaggio nel tunnel mi ha cambiato, non sarei così se non avessi fatto quei viaggi.
Nel tunnel mi sono ritrovata dopo due gravissime malattie. Di entrambe le esperienze ricordo ogni singolo istante e quella meravigliosa luce bianca accompagna tutta la mia vita. ll tempo non ha cancellato nulla ,è come fosse avvenuto ora.
Ricordo molto bene quando a mio padre raccontai a 5 anni di essere stata nel tunnel, ma, prima di esser stata sopra il mio corpo e di aver viaggiato per le stanze dell'ospedale, gli dissi anche il dialogo di due medici fuori dalla stanza e che ero stata a trovare un ragazzo in fondo al corridoio che stava molto male, si spaventò moltissimo e mi fece promettere di non parlarne mai con nessuno nemmeno da grande o mi avrebbero preso per pazza, ma lui non sapeva darsi spiegazione di ciò che era accaduto.
Cosa mi riportò indietro nel mio corpo? Non so, forse non era il mio tempo ma ricordo molto bene che nel tunnel sentii la voce di mio padre che urlava e piangeva;  mi chiamava forte forte .... mi sono fermata un attimo, anche se la Luce quella fantastica luce mi chiamava e mi attraeva a sé, era meravigliosa. Mi fermai. Sentii la voce, le urla di mio padre disperato  e ad un tratto mi catapultai nel mio corpo .... fu terribile. D'un tratto mi ritrovai di nuovo nel mio letto con terribili dolori, non dimenticherò mai quella Luce. Ricordo,  parlai solo una volta di Luce all'età di 13, quando anni i miei genitori mi iscrissero in una scuola cattolica ( anche se loro non lo erano).  Lì l'insegnante di religione parlava di Paradiso e inferno,  mi sentivo il paladino della luce; mi alzai in piedi... no, no, c'è solo luce ... è bellissima , il Dio è uno solo, potete chiamarlo come volete, tutto è uno non ci sono separazioni , ma mi dissero che un buon cattolico non parla così, crede nel Paradiso e nell'inferno. Allora dissi: non sono una cattolica, io credo nella Luce, c' è una meravigliosa luce,credetemi è bellissima,  non crederò mai alle vostre storie.
I miei compagni di classe ridevano e mi prendevano in giro, ma io insistevo. L'insegnante era furiosa ed io continuavo: non potevo non dire nulla  è li ... l'ho vista! Convocarono i miei genitori che credevano che ero impazzita , presi una sospensione di 3 giorni. Fu la prima volta che ne parlai, non potevo lasciare che gli altri credessero all'inferno ,dovevo dir loro della Luce.  Una piccola ragazzina di 13 anni voleva convincere il mondo della Luce e di tutto quell'immenso Amore!
Gli anni trascorsero e io portavo con me il mio segreto; a venti anni vidi "per caso" in tv la fine di una trasmissione non ricordo su che canale. C'era un uomo che raccontava la sua esperienza.
 Ricordo la gioia che provai! Il mio segreto era anche la sua esperienza  e quell'uomo raccontava con gioia della grande meravigliosa Luce ,  anche se per molti anni non dissi nulla custodendo il segreto, ricordo che non dubitai mai di quella meravigliosa esperienza che chiamarla esperienza è dire poco.
 Fu meraviglioso! Più tardi quando avevo 27 anni ripetei quell'esperienza e vi posso assicurare che fu esattamente uguale, nulla cambiò anche se il tempo era trascorso.
Che altro dire, non saprei. Sono cresciuta e la mia vita è cambiata molto dopo la seconda esperienza, la ricerca spirituale si è fatta intensa.  Un abbraccio. Amore, luce, gioia, pace
Maria
http://www.leparoledegliangeli.it

Ringraziamo ancora una volta Sara Luce per averci inviato questa ulteriore, bellissima NDE.

I CIECHI POSSONO VEDERE DURANTE UNA NDE (21-01-10)


Vicki Umpieg, una donna non vedente di 45 (cieca dalla nascita per un eccesso d'ossigeno), è stata una delle tante persone che il Dr.K.Ring e S.Cooper hanno intervistato.
Vicki disse al Dr.Ring subito dopo l'incidente stradale, di essersi ritrovata sopra il suo corpo nella sala operatoria e che dall'alto guardava un dottore e una infermiera, che la operavano.
Queste sono le sue parole: " All'inizio non sapevo di essere io..c'era un corpo ma non sapevo che era il mio…poi mi sono domandata..COSA FACCIO QUASSÚ?
SONO MORTA? E solo allora mi sono resa conto che quel corpo era il mio e che io fluttuavo sul soffitto.
Ho notato anche gli anelli sulla mia mano destra, specialmente la fede,un anello molto inusuale"
Ai dottori raccontó anche che durante la sua NDE, era riuscita a volare sul tetto, guardandosi intorno e che una musica armoniosa e sublime, si alternava al soffio del vento, di essere poi stata risucchiata in un tunnel buio e di vedere, in lontananza, una luce…e quando si ritrovó alla fine del tunnel, la musica si trasformó in un sublime inno e rotolando, si ritrovó distesa sull'erba, attorniata da alberi, fiori e persone..un posto pieno di luce,
che lei stessa poteva vedere ma anche sentire. Anche le persone erano di luce
" TUTTI  ERANO FATTI DI LUCE, ANCH'IO... C'ERA AMORE OVUNQUE".
Poi descrisse l'incontro con due compagni di scuola, l'incontro con sua nonna, di questo scambio di pensieri senza parlare.
" AVEVO LA SENSAZIONE DI SAPERE TUTTO E CHE TUTTO AVESSE SENSO.
SAPEVO CHE QUESTO ERA IL POSTO DOVE AVREI TROVATO TUTTE LE
RISPOSTE ALLE MIE DOMANDE..SULLA VITA..SUI PIANETI E SU DIO…IL POSTO DEL SAPERE".

Poi notava una figura piú luminosa e radiosa delle altre e lo identificó per GESÚ e telepaticamente LUI le parló :
" Non è meraviglioso qui? Tutto combacia ma tu non puoi stare qui, non è ancora il tuo tempo, devi ritornare nel tuo corpo per imparare a insegnare AMORE e PERDONO.
Le disse anche che avrebbe avuto dei bambini ( attualmente Vicki ne ha tre) ma che prima di andare, doveva ancora guardare una cosa e Vicki vide la sua vita, dal momento dell'incidente fino alla sua nascita, commentata gentilmente da Gesú sulle sue azioni e ripercussioni. Le sue ultime parole furono :" Adesso devi lasciarci" e lei si risveglió nel suo corpo.
" LA MORTE NON È ALTRO CHE UN PASSAGGIO DA UNA STANZA ALL'ALTRA.
LA SOLA DIFFERENZA, PER ME, È CHE NELL'ALTRA STANZA…HO LA
POSSIBILITÁ DI VEDERE"

Fonte: www.nderf.org