TRADUZIONE
DELLE NDEs
PIU'SIGNIFICATIVE. (PAG 4)
UPDATED
: 05-12-09
-----------------------------------------
LA
NDE
DI
Dannion
BRINKLEY
(15-01-09)
(Trad e adattamento del WM dal Sito di Kevin Williams)
E'
una
delle
più
famose
NDE,
fra
le
prime
raccolte
dal
Dr.
Moody
e ci
siamo
resi
conto
di
averne
parlato
spesso
sulla
"Pagina",
senza
aver
mai
pubblicato
l'intera
storia;
di
tanto
ce
ne
scusiamo
coi
Lettori
e
provvediamo
a
riparare.
Quello
che
colpisce
in
modo
particolare
in
questo
racconto,
é il
fatto
che
Dannion,
oltre
alle
solite
visioni
del
tunnel,
della
luce,
etc.
ha
predetto
con
estrema
esattezza
degli
accadimenti
futuri
poi
puntualmente
verificatisi,
come
il
disastro
di
Chernobyl
e
l'attacco
al
WTC.
Come
pensare
allora
che
le
NDE
siano
solo
"il
risultato
di
un
cervello
agonizzante",
così
come
sostengono
gli
Scettici?
Lasciamo
la
parola
a
Brinkley,
che
vi
ricordo
stava
parlando
a
telefono
con
un
amico,
quando
un
fulmine
colpì
il
palo
telefonico
posto
di
fronte
alla
sua
casa,
sicché
ricevette
una
scarica
di
corrente
fortissima
che
-praticamente-
lo
uccise
sul
colpo.
Ma
lui
era
ancora
"vivo",
perché
dopo
il
tuono
sentì
e
vide
tutto....
*******************
"Il
rumore
successivo
fu
simile
a
quello
di
un
treno
merci
che
mi
entrava
in
un
orecchio
alla
velocità
della
luce.
Scosse
di
energia
elettrica
attraversavano
il
mio
corpo,
sembrava
che
ogni
mia
cellula
fosse
stata
immersa
nell'acido
di
una
batteria.
I
chiodi
delle
suole
si
saldarono
ai
chiodi
del
pavimento
di
assicelle
di
legno,
sicché,
quando
fui
scagliato
in
aria,
i
miei
piedi
uscirono
fuori
dalle
scarpe.
Ho
visto
il
soffitto
di
fronte
al
viso
e
per
un
momento
non
riuscii
a
capire
quale
forza
avesse
potuto
provocare
un
così
tremendo
dolore
che
dapprima
mi
stringeva
nella
sua
morsa,
per
poi
sbattermi
sul
letto.
Quel
che
era
avvenuto
in
una
frazione
di
secondo,
mi
sembrava
fosse
durato
per
un'ora.
Da
quell'enorme
dolore,
mi
trovai
improvvisamente
sommerso
nella
pace
e
nella
tranquillità,
una
sensazione
che
non
avevo
mai
provato
né
conosciuto
prima
. Fu
come
immergersi
in
una
gloriosa
calma.
Non
avevo
nessuna
idea
di
cosa
mi
fosse
accaduto,
ma
anche
in
quel
momento
di
tranquillità
volevo
sapere
dove
mi
trovavo.
Iniziai
a
guardarmi
intorno,
a
fluttuare
a
mezz'aria
e
vidi
che
sotto
di
me
c'era
il
mio
corpo,
stravaccato
sul
letto.
Le
mie
scarpe
fumavano
ed
il
telefono
si
era
fuso
con
la
mia
mano.
Vidy
Sandy
che
entrava
nella
stanza,
gettarsi
sul
letto
e
guardarmi
con
un'
espressione
frastornata,
la
stessa
che
si
potrebbe
vedere
sul
volto
d'una
madre
che
scopra
il
proprio
bambino
galleggiare
a
faccia
in
giù
in
una
piscina.
Tommy
arrivò
trafelato,
in
meno
di
dieci
minuti.
Sapeva
che
era
successo
qualcosa,
perché
aveva
sentito
l'esplosione
nel
telefono.
Potevo
vederlo
mentre
mi
teneva
stretto
e
malediceva
la
lentezza
dell'ambulanza
che
entrambi
sentimmo
avvicinarsi
in
lontananza,
mentre
io
mi
trovavo
al
di
sopra
di
quei
tre:
Sandy,
Tommy,
ed
il
mio
corpo,
nel
frattempo
che
gli
infermieri
lo
caricavano
sulla
barella
dell'ambulanza.
Da
dove
mi
trovavo,
a
circa
quindici
metri
sopra
la
scena,
vedevo
la
pioggia
battente
che
colpiva
la
mia
faccia
e la
schiena
degli
infermieri.
La
prospettiva
che
avevo
era
quella
di
una
telecamera
aerea.
Senza
alcuna
partecipazione
emotiva,
nè
sofferenza
alcuna,
vedevo
come
la
persona
che
giaceva
sulla
barella
si
contorceva
ed
iniziava
a
saltare
e
poi
guardai
verso
la
parte
anteriore
dell'
ambulanza:
al
di
sopra
del
mio
cadavere
un
tunnel
si
stava
formando,
un'apertura
simile
all'occhio
di
un
uragano
che
mi
veniva
addosso.
Io
in
realtà
non
mi
muovevo
affatto:
era
la
galleria
a
venire
verso
di
me.
Ci
fu
poi
come
il
suono
d'un
carillon,
mentre
il
tunnel
spiraleggiava,
verso
e
poi
intorno
a
me.
Presto
non
ci
fu
più
niente
da
vedere
-
nessuna
Sandy
che
piangeva,
nè
più
infermieri
che
cercavano
di
resuscitare
il
mio
corpo
morto,
non
più
le
disperate
conversazioni
via
radio
con
l'ospedale
-
solo
un
tunnel
che
mi
aveva
completamente
ingoiato
ed
il
bel
suono
intenso
di
sette
carillon
in
ritmica
successione
.
Cominciai
a
guardare
nel
buio.
C'era
una
luce
in
alto,
e
presi
a
muovermi
verso
di
essa
il
più
rapidamente
possibile;
camminavo
senza
gambe
ad
una
velocità
spaventosa.
Davanti
a me
la
luce
diventava
sempre
più
intensa
e
brillante
fino
a
quando
non
ha
vinto
il
buio
e mi
sono
ritrovato
in
un
paradiso
luminoso.
Era
la
luce
più
bella
che
avessi
mai
visto,
ma
nonostante
ciò,
non
feriva
i
miei
occhi.
A
differenza
del
dolore
che
si
può
provare
quando
si
esce
al
sole
da
una
stanza
buia,
questa
luce
era
estremamente
rilassante.
Guardando
alla
mia
destra,
distinsi
una
forma
argentea,
solo
una
silhouette
attraverso
la
nebbia
e
man
mano
che
si
avvicinava,
cominciai
a
sentire
un
profondo
senso
di
amore
che
abbracciava
tutti
i
significati
della
parola
Amore.
Fu
come
se
avessi
visto
una
persona
amata,
mia
madre,
il
mio
migliore
amico,
ma
il
tutto
era
moltiplicato
per
mille
volte.
Come
l'Essere
di
Luce
si
fece
più
vicino,
questi
sentimenti
di
amore
s'intensificarono,
fino
a
quando
non
divenne
quasi
troppo
piacevole
da
sopportare.
L'Essere
di
Luce
era
direttamente
di
fronte
a me
e,
guardandolo
nella
sua
essenza,
vidi
tanti
prismi
colorati,
che
sembravano
migliaia
di
minuscoli
diamanti
dai
colori
dell'arcobaleno.
Mi
sentivo
a
mio
agio
alla
Sua
presenza,
provavo
un
senso
di
familiarità
che
nasceva
dal
fatto
che
Lui
conosceva
ogni
mio
più
recondito
pensiero,
dal
momento
del
mio
primo
respiro
e
fino
a
quello
in
cui
ero
stato
colpito
dal
fulmine.
GuardandoLo
avevo
la
sensazione
che
nessuno
potesse
amarmi
meglio
di
Lui,
nessuno
avrebbe
potuto
mostrarmi
più
empatia,
simpatia,
incoraggiamento
e
compassione,
priva
di
qualsiasi
forma
di
giudizio,
quanto
poteva
farlo
quell'
Essere
.
M'immersi
totalmente
in
quella
Luce
e
subito
iniziai
a
ripercorrere
tutta
la
mia
vita,
a
vedere
e
provare
tutto
ciò
che
mi
era
accaduto:
fu
come
se
una
diga
avesse
ceduto
ed
ogni
ricordo
archiviato
nel
mio
cervello
irruppe
attraverso
la
breccia.
Quando
la
revisione
della
mia
vita
ebbe
fine,
fui
grado
di
guardare
indietro
a
tutto
quello
che
mi
era
appena
successo
e
giunsi
ad
una
terribile
conclusione:
me
ne
vergognavo.
Mi
rendevo
conto
che
avevo
condotto
una
vita
da
egoista
poichè
raramente
ero
stato
capace
d'aiutare
gli
altri.
Quasi
mai
avevo
avuto
un
sorriso
come
atto
d'amore
fraterno,
nè
avevo
mai
messo
un
dollaro
nelle
mani
di
qualcuno,
perché
bisognoso
di
un
piccolo
incoraggiamento.
No,
la
mia
vita
era
stata
vissuta
per
me e
per
me
solo
e
non
avevo
mai
dato
un
accidente
di
niente
al
mio
Prossimo!
Nel
guardare
l'Essere
di
Luce
cominciai
a
sentire
un
profondo
senso
di
dolore
e di
vergogna,
mi
aspettavo
un
rimprovero,
una
sorta
di
terremoto
cosmico
nella
mia
anima:
avevo
rivissuto
la
mia
vita
e
quell'uomo
che
ne
era
stato
il
protagonista
era
una
persona
veramente
inutile,
che
cosa
meritavo
se
non
un
rimprovero?
Continuando
a
guardare
l'Essere
di
Luce,
mi
sentivo
come
toccato
e da
quel
contatto
pecepii
un
amore
ed
una
gioia
che
possono
essere
paragonate
solo
alla
compassione
che
un
nonno
ha
per
un
nipotino
un
pò
birbone.
"Chi
sei
TU é
la
differenza
che
Dio
fa
",
mi
disse
l'Essere.
"E
la
differenza
é
l'Amore."
Non
vi
fu
uno
scambio
di
vere
e
proprie
parole,
questo
pensiero
mi
giunse
attraverso
una
qualche
forma
di
telepatia,
ma
tuttora
non
sono
sicuro
del
significato
esatto
di
questa
frase
criptica.
Ancora
una
volta
mi
venne
concesso
un
periodo
di
riflessione.
Quanto
amore
avevo
dato
agli
altri?
Quanto
amore
avevo
avuto
da
loro?
Da
quanto
avevo
appena
riesaminato,
potevo
capire
che,
per
ogni
mio
gesto
buono
ce
n'erano
stati
almeno
altri
venti
cattivi
a
pesare
sull'altro
piatto
della
bilancia.
Se
la
cattiveria
potesse
trasformarsi
in
grasso,
oggi
peserei
più
di
220
Kg!
Come
l'Essere
di
Luce
si
allontanò,
cominciai
a
sentire
che
il
peso
di
queste
colpe
veniva
rimosso.
Avevo
provato
dolore
ed
angoscia,
ma
grazie
ad
esse
avevo
anche
acquisito
le
conoscenze
che
avrei
potuto
usare
per
correggere
la
mia
vita.
Di
nuovo
l'Essere
di
luce
inviò
un
messaggio
nella
mia
testa,
di
nuovo
telepaticamente:
"Gli
umani
sono
potente
esseri
spirituali
destinata
a
creare
il
bene
sulla
Terra
e di
solito
non
giunge
da
azioni
altamente
coraggiose,
ma
da
singoli
atti
di
bontà
tra
persone.
Sono
le
piccole
cose
che
contano,
perché
sono
le
più
spontanee
e
dimostrano
chi
sei
veramente
".
Ero
esultante,
perchè
conoscevo
il
semplice
segreto
per
migliorare
l'umanità.
La
quantità
di
amore
e di
buoni
sentimenti
che
si
hanno
alla
fine
della
propria
vita
é
uguale
a
quello
donato
al
Prossimo.
Era
davvero
molto
semplice.
"La
mia
vita
sarà
migliore,
ora
che
ho
il
segreto",
dissi
alla
Luce.
Fu
allora che mi resi conto che non sarei ritornato. Non avevo più
una vita da vivere, dato che ero stato colpito da un fulmine:
ero
morto!
|
NOTA DEL WM |
Come
uccelli
senz'ali,
volammo
verso
una
città
di
cattedrali
costruite
interamente
di
una
sostanza
cristallina
che
ardeva
d'una
luce
che
si
originava
dallle
loro
mura.
Ero
stupefatto.
Quel
luogo
ha
una
forza
che
sembra
pulsare
attraverso
l'aria.
Sapevo
che
ero
in
un
luogo
di
apprendimento,
che
non
ero
lì
per
parlare
della
mia
vita
o
per
vedere
che
valore
avesse
avuto,
ero
lì
per
essere
istruito.
Quando
entrammo
nel
palazzo,
l'Essere
di
Luce
non
era
più
con
me.
Guardai
intorno
e
non
vidi
nessuno,
solo
tante
file
di
panche
allineate
per
tutta
la
stanza,
e
quella
luce
radiosa
che
faceva
scintillare
ogni
cosa.
Mi
avvicinai
ad
uno
dei
banchi,
mentre
davo
un'occhiata,
alla
ricerca
della
mia
guida
spirituale.
Immediatamente
sul
podio
apparvero
degli
Esseri
di
Luce.
Si
posero
di
fronte
a me
e
subito
notai
che
emanavano
uno
splendore
pieno
di
gentilezza
e
saggezza.
Mi
sedetti
sulla
panca
ad
aspettare;
cosa
accadde
dopo
é
stata
la
parte
più
sorprendente
del
mio
cammino
spirituale.
V'erano
tredici
Esseri
di
Luce
in
piedi,
spalla
a
spalla,
sul
podio,
ma
io
già
sapevo
tutto
di
loro,
sempre
grazie
alla
telepatia.
Ognuno
di
essi
rappresentava
una
diversa
caratteristica
emotiva
e
psicologica
che
tutti
gli
esseri
umani
hanno.
Ad
esempio,
uno
era
stato
forte
e
passionale,
mentre
un
altro
era
dotato
di
senso
artistico
ed
anche
emotivo.
Un
altro
era
stato
coraggioso
ed
energico
e
poi
un
altro
ancora,
possessivo
e
leale.
In
termini
umani
era
come
se
ognuno
rappresentasse
un
segno
dello
Zodiaco,
mentre,
in
termini
spirituali,
questi
esseri
andavano
ben
oltre
le
caratteristiche
dei
singoli
segni.
Essi
m'inviavano
queste
emozioni
in
modo
tale
che
li
potessi
conoscere.
Ora
più
che
mai
sapevo
che
questo
era
un
luogo
in
cui
apprendere,
dove
sarei
stato
immerso
nella
conoscenza,
dove
avrei
imparato
in
un
modo
totalmente
diverso
da
prima.
Non
vi
sarebbe
stato
alcun
libro
da
mandare
a
memoria
in
presenza
di
quegli
esseri
di
Luce,
sarei
diventato
la
conoscenza
stessa
ed
avrei
appreso
tutto
ciò
che
é
importante
sapere.
Potevo
porre
qualsiasi
domanda
e
conoscerne
subito
la
risposta,
mi
sembrava
di
essere
una
goccia
d'acqua
immersa
nel
mare
della
conoscenza,
o un
fascio
di
luce
che
sa
tutto
quello
che
la
luce
sa.
Quegli
Esseri
mi
vennero
incontro
uno
alla
volta
e
come
ognuno
di
essi
mi
si
avvicinava,
una
scatola
delle
dimensioni
di
una
videocassetta
si
staccava
dal
loro
petto
e
s'ingigantiva
davanti
ai
miei
occhi.
La
prima
volta
che
accadde
mi
scostai,
pensando
che
stavo
per
esserne
colpito,
ma
un
attimo
prima
dell'impatto,
la
scatola
si
aprì,
rivelandosi
come
un
piccolo
monitor
che
proiettava
immagini
di
un
evento
terreno
che
doveva
ancora
accadere.
Appena
guardai
le
immagini,
mi
sentii
come
risucchiato
in
esse
e
fui
in
grado
di
vivere
l'evento.
La
cosa
si
ripetè
dodici
volte,
e
per
dodici
volte
mi
ritrovai
a
vivere
quegli
eventi
sebbene,
in
quel
momento
non
sapevo
che
si
sarebbero
verificati
nel
futuro.
Tutto
quello
che
sapevo
era
che
mi
veniva
concesso
di
vedere
cose
di
grande
importanza,
chiare
come
in
un
telegiornale
ma
con
una
grande
differenza:
io
ero
dentro
lo
schermo......
***************************************
Subito
dopo,
Dannion
si
ritrovò
nel
suo
corpo
che
era
già
stato
collocato
nella
camera
mortuaria.
Quali
delle
profezie
si
sono
poi
effettivamente
concretizzate?
Eccone
un
breve
sunto:
(1)
Un
attore
le
cui
iniziali
sono
RR,
diventerà
presidente
degli
USA
e
tutti
lo
riconosceranno
come
un
cow-boy.
Poco
dopo
la
sua
NDE,
nel
1975,
Brinkley
disse
al
Dr.
Raymond
Moody
che
forse
questa
persona
avrebbe
potuto
essere
Robert
Redford.
Tutti
sappiamo
che
fu
Ronald
Reagan
a
diventare
presidente
e
che
nei
suoi
films
aveva
spesso
interpretato
il
ruolo
di
un
cow-boy.
Ciò
dimostra
che
durante
una
NDE
è
possibile
ricevere
visioni
del
futuro,
ma
non
sempre
vengono
correttamente
interpretrate.
(2)
Nel
Medio
Oriente,
la
rabbia
e
l'odio
raggiungeranno
il
punto
di
ebollizione.
La
religione
svolgerà
un
ruolo
importante
in
questi
problemi,
come
l'economia.
Israele
sarà
isolato
dal
resto
del
mondo.
L'
Arabia
Saudita
darà
denaro
a
paesi
come
la
Corea
del
Nord
e
stipulerà
nuovi
accordi
commerciali.
Uno
sguardo
al
giornale
di
oggi
vi
dirà
che
questo
é
accaduto
e
sta
ancora
accadendo..
(3)
Nel
1986,
si
verificherà
una
esplosione
nucleare
in
una
massiccia
struttura
di
cemento,
vicino
ad
un
fiume
in
Russia.
Centinaia
di
persone
moriranno.
Questo
disastro
ha
qualcosa
a
che
fare
con
la
parola
assenzio.
La
parola
russa,
Chernobyl,
letteralmente
significa
assenzio,
un
tipo
di
pianta.
L'esplosione
nucleare
che
Dannion
prevedeva
era
l'esplosione
del
reattore
nucleare
di
Chernobyl,
in
Russia.
(4)
L'Unione
Sovietica
collasserà
a
causa
di
problemi
economici.
Il
popolo
russo
perderà
la
fede
nel
comunismo.
A
causa
della
grave
penuria
alimentare
la
mafia
russa
guadagnerà
molto
potere.
Il
Comunismo
sovietico
morirà
e
dovrete
guardare
spesso
a
quella
nazione
per
capire
l'andamento
dell'economia
mondiale.
Il
crollo
dell'Unione
Sovietica
é
effettivamente
avvenuto
nel
1989
a
causa
di
problemi
economici,
causando
gravi
carenze
alimentari.
Il
potere
della
mafia
russa
é
diventata
più
forte.
(5)
Nel
1990,
verrà
combattuta
una
grande
guerra
nel
deserto.
Eserciti
si
scontreranno
l'uno
contro
l'altro
e si
verifichino
abbaglianti
esplosioni.
L'operazione
militare
statunitense
denominato
Desert
Storm
si é
verificato
nel
1990.
L'esercito
degli
Stati
Uniti
schiacciò
quello
iracheno
che
aveva
occupato
il
Kuwait.
(6)
Missili
con
testate
chimiche
voleranno
sul
deserto
del
Medio
Oriente.
Ci
sarà
paura
in
tutto
il
mondo
a
causa
delle
nazioni
arabe
che
li
utilizzano.
E
noto
che
diversi
Stati
Arabi
possiedono
armi
chimiche
e
che
l'Irak
avrebbe
potuto
usarle
contro
Israele.
L'Essere
di
Luce
diede
a
Dannion
questo
avvertimento:
Se
continuerete
ad
agire
nello
stesso
modo
in
cui
avete
fatto
negli
ultimi
30
anni,
tutto
questo
accadrà
sicuramente.
Se
invece
cambiate,
si
può
evitare
la
guerra
a
venire.
(7)
Un
bio-ingegnere
Medio
Orientale
troverà
il
modo
di
modificare
il
DNA
e
creare
un
virus
che
sarà
utilizzato
per
la
fabbricazione
dei
microchip.
"
Una
recente
tecnologia
inventata
da
due
ricercatori
israeliani
ha
permesso
effettivamente
di
inserire
frammenti
di
DNA
all'interno
di
normali
componenti
elettronici.
(8)
In
data
1°
Settembre
2001,
dieci
giorni
prima
dell'
attentato
terroristico
di
New
York,
Dannion
annunciò
che
il
mondo
era
sull'orlo
di
un
risveglio
spirituale,
che
richiedeva
un
profondo
auto-esame".
Di
certo
qualcosa
spinse
Dannion
a
fare
questo
annuncio,
ed é
ragionevole
presumere
che
sia
stato
l'imminente
attacco
terroristico
dell'
11
Settembre.
Dannion
non
é
l'unico
che
ha
ricevuto
una
visione
del
genere.
Anche
Ned
Dougherty
(Clic
per
leggerla)
aveva
avuto
visioni
del
futuro
durante
la
sua
NDE.
Una
di
esse
é
stata
pubblicata
nel
suo
libro,Fast
Lane
to
Heaven,
sei
mesi
prima
dell'
11
Settembre:
"Un
grande
attacco
terroristico
potrebbe
colpire
le
città
di
New
York
o
Washington
ed
esso
inciderà
pesantemente
sul
nostro
modo
di
vivere
negli
Stati
Uniti."
ANCHE I GAY VANNO
NELLA LUCE
(26-03-09)
DUE NDE DI OMOSESSUALI, UN GAY ED UNA LESBICA, CI DIMOSTRANO CHE DIO NON BADA AFFATTO ALLE NOSTRE PREFERENZE SESSUALI E CI CONFERMANO QUANTO ABBIAMO DETTO SU QUESTA TEMATICA IN UN RECENTE ARTICOLO.
******************************
NDE
DI UNA LESBICA
Da una lettera di Kerry Kirk a K. Williams
La seguente NDE mi è accaduta durante l'estate del 1981 all'età
di diciannove anni.
Era un momento della mia vita in cui avevo quasi deciso che non
poteva esistere un Dio, che non esisteva nessun essere superiore
in grado di controllare il mio mondo e che, se pure vi fosse,
non aveva di certo fatto un buon lavoro. Non sapevo che da quel
momento, fatta questa "decisione", avrei preso una brutta china:
diventai egoista, egocentrica...
A quell'epoca soffrivo di episodi di tachicardia da diversi
anni, una patologia mai diagnosticata prima di allora, tanto
che, se mi fosse stato chiesto, avrei negato qualsiasi problema
cardiaco perchè mi sembrava normale vedere lucette davanti agli
occhi e sentirmi quasi morire nei momenti in cui il mio cuore
faceva il matto.
Una sera mi trovavo sul sedile posteriore di un'auto in viaggio
da Los Angeles per San Francisco. Tutto d'un tratto il mio cuore
cominciò a correre e fui assalita dalla nausea. Poi tutto iniziò
a girare e cominciai a vedere un sacco di colori, finchè tutto
diventò buio. Ero terrorizzata e mi sembrava di essere avvolta
in una nube scura ed umida.
Non ero mai stata così spaventata e nella mia paura invocai
Gesù.
Immediatamente iniziò una specie di lotta. Sembrava che si fosse
scatenata una battaglia tra un essere nero e uno di luce, che
immediatamente vinse sulle tenebre.
Mi ritrovai china, in adorazione davanti a questo Essere di
Luce; potevo sentire un calore intenso, fatto d'amore, che
pervadeva tutto il mio essere, un' energia che ne penetrava ogni
fibra.
Non avevo mai provato un amore tanto incondizionato, però ne avevo sentito
parlare.
So che ci fu una conversazione tra noi, ma non riesco a
ricordare quanto mi venne detto.
Fu un momento di guarigione, una specie di rigenerazione.
Poi mi vidi al di sopra dell'auto in movimento, guardare in
basso alla ricerca di me stessa accasciata sul sedile
posteriore. Sapevo che ero seduta lì, eppure ero ancora qui.
Non ebbi paura o senso di confusione: tutto era come doveva
essere.
C'era qualcuno alla mia sinistra e non credo che fosse la stessa
entità che mi aveva accolto.
Egli (avevo la sensazione che fosse un "lui") sembrava indossare
una veste bianca o qualcosa del genere....strano, non l'ho mai
guardato, ma la sua identità non mi sembrò importante.
Penso che era lì per farmi da guida.
Iniziammo a muoverci nello spazio; ne fui consapevole a causa
delle stelle e dei pianeti che passavano davanti ai miei occhi
molto rapidamente. Era molto eccitante, mi sentivo così libera!
A questo punto mi è difficile mettere in un ordine temporale gli
eventi successivi.
Ricordo che mi trovai in una "stanza" bianca, ma non aveva le
pareti, sebbene sembrava essere un luogo 'chiuso. Forse i suoi
confini si estendevano fino alla sorgente della luce che la
riempiva ed è forse per questo motivo che io la chiamo una
stanza. C'era un uomo in veste bianca,in piedi dietro un leggìo
su cui era poggiato un libro. Sapevo che era il libro della
vita.
Improvvisamente capii che il "Dio" che mi era stato presentato
dalle religioni,non aveva nulla a che vedere con quella realtà e
capii che non importa se lo chiamano Dio, Allah, Grande Spirito:
Egli è sempre la stessa Entità e capii che le diverse
religioni hanno solo diversi modi di spiegare lo stesso
Creatore. Ho anche capito che quella vocina dentro di noi che ci
spinge a fare delle buone cose proviene da questo Creatore, che
è luce d'amore dentro ciascuno di noi.
Non ricordo che queste cose mi furono dette: lo sapevo e basta.
In quella specie di stanza mi fu mostrata tutta la mia vita, ma
non ho un ricordo completo, forse solo la settimana precedente o
giù di lì, da quando avevo rinunciato a Dio. Capii come ero
stata egoista.
Provai il dolore che avevo causato ad una persona in
particolare, il che mi scosse non poco.
La cosa per cui provai il maggior senso di colpa, fu il male
fatto ad altre persone, mentendo, o per insensibilità verso i
loro sentimenti, o per il solo fatto di essere stata egoista.
Che fossi lesbica
invece, non sembrava proprio un problema.
Questo fatto è stato per me sorprendente, visto ciò che mi
avevano insegnato a credere.
Vi era un'
altra stanza in quel luogo e mi sembrò che ci fossero altre
entità. Percepii che alcune erano di sesso femminile, altri
erano maschi, ma non posso dire di aver riconosciuto nessuno.
Mi venne poi mostrato un diagramma ed ho potuto vedere che esso
rappresenta le nostre scelte.
Una scelta ci
porta a farne altre che, a loro volta portano ad altre ancora.
Fondamentalmente capii che le nostre azioni hanno
sempre delle conseguenze.
Cominciai
a ricevere tutta la conoscenza, o almeno questo è ciò che mi
venne detto. Erano là ad insegnare, per me, sebbene non
ricevetti tali insegnamenti sotto forma di parole. Era più
completo, come lo sono i pensieri, ovvero composti sia da parole
che da immagini che si completavano nella mia mente e così non
solo avevo la risposta ad una certa domanda, ma mi venivano
detti anche il come ed il perchè correlati alla risposta.
Tutto, in
tutto l'universo, si posiziona al posto giusto come in un
puzzle:
TUTTO HA
UN SENSO.
Dovevo ricordare questo concetto...
Poi, guardando verso la mia destra ed in lontananza, vidi una
bellissima valle con un sacco di gente e c'era qualcuno che li
guardava. Capii che era Gesù. Poi vidi una linea. ... Il mio
piede (Sì, possedevo un "corpo spirituale" come gli altri che
avevo incontrato), stava per oltrepassare quella linea,
per andare a stare insieme agli altri, ma mi venne detto:
"Se
attraversi la linea non è possibile tornare indietro:
significherebbe che dovresti morire."
Per quanto
possa sembrarvi divertente, fino a quel momento non mi ero resa
conto che avrei potuto morire o che stava per morire. Non mi
rendevo conto che ero stata separata dal mio corpo, anche se lo
avevo visto nell'auto. Mi sentivo completa.
Mi ricordo che ridevo e pensavo che non era così che avevo
immaginato la mia morte.
Dissi che volevo restare, ma mi venne risposto che coloro che
erano con me in auto,come mia madre, non avrebbero capito e
avrebbe terribilmente sofferto.
Avevo capito....
Ad un certo punto mi fu mostrata una mappa e mi venne detto di
tornare e di andare in Virginia.
Mi ritrovai seduta nuovamente nella vettura, mentre continuavo a
sentire dei meravigliosi cori angelici.
NDE DI UN GAY
Immediatamente dopo l'impatto contro una griglia di metallo, mi sentii
galleggiare fuori dal corpo, come se stessi in bilico sopra di
esso e su tutte le persone che stavano a guardare, paralizzate
dallo shock e dall'orrore per ciò che mi era accaduto, infatti molti pensarono che fossi morto.
Mi ricordo che guardando verso il basso vedevo per la prima
volta il mio corpo a tre dimensioni: ne ebbi un enorme shock, perché non é possibile vedere noi stessi di tal guisa: specchi e
fotografie sono bidimensionali. Non provavo alcun dolore; mi
sentivo completamente libero e pensai:
"E' così che sono
realmente".
Guardai il mio corpo fisico, tutto accartocciato, sanguinante e
senza vita, e questa enorme ondata di compassione passò su
di me mentre avrei voluto gridare agli astanti che era tutto a
posto, di non essere tristi e preoccupati per me.
Poi, improvvisamente mi sono sentito risucchiato, letteralmente alla
velocità della luce, lontano dalla Terra e vidi simultaneamente tutti gli abitanti del pianeta, in un attimo. Ho
visto gente in Cina e in Svezia e in Uruguay; ho visto chi
dormiva e sognava; ho visto uomini e donne mentre preparavano il
cibo nelle loro case e nei ristoranti, persone che viaggiavano
con ogni tipo di mezzo di trasporto andare e tornare dal lavoro,
dalla scuola dai loro appuntamenti. Ho visto bambini che
giocavano insieme, e banchieri e insegnanti e lavoratori sul
loro posto di lavoro. Ho visto madri partorire, il che é stato
per me particolarmente bello e commovente.
Ho visto malati negli ospedali e condannati nelle carceri, negli
istituti psichiatrici, nelle case di cura e bambini negli
orfanotrofi che si sentivano disperatamente soli abbandonati ed
impaurriti. Ed ho anche visto i quadri dipinti dai pittori e
coloro che accudivano piantine fiorite nei giardini, altri
scrivere storie e comporre musica, ed altri ballare.
Ho visto gente in preghiera nelle moschee e nei templi, nelle
sinagoghe e nelle chiese, ed i fedeli raccolti in silenziosa
preghiera. Ho visto tutte le tribù indigene delle varie parti
del mondo suonare i tamburi e cantare e Dio che inviava una
moltitudine di Angeli verso la Terra, per rispondere a tutte
quelle innumerevoli preghiere.
Per quanto mi sembrasse di avvicinarmi ulteriormente alla luce,
vedevo la Terra dallo spazio ed essa mi appariva come una bella gemma,
blu e verde, un luccicante gioiello fluttuante nel cosmo.
Come
mi ci sono avvicinato, ho visto che era vibrante e
pulsante, un'entità vivente in grado di respirare
e non una semplice massa fisica inerte.
"Questa é la Madre Terra, questa é la nostra Madre divina",
pensai.
Ma come la guardai ancora più da vicino, mi resi conto che vi
erano terribili piaghe e ferite su varie parti del suo corpo, e
che il suo respiro era affannoso, come se chiedesse a Dio ed ai
suoi figli di fermare il massacro, la distruzione e l'odio.
Sembrava moribonda, che stesse pregando tutti noi per aiutarla a
guarire e per la sua rigenerazione. Ancora una volta mi sentii
sopraffatto da sentimenti di tristezza e di compassione ed avrei
voluto tenere la Madre Terra fra le mie braccia per sussurrarle
parole d'amore e di speranza.
Mi ricordo che una parte di me si sentiva frustrata ed impotente
- come mi ero spesso sentito nel mio corpo fisico- a fare
effettivamente qualcosa di concreto, ma un'altra parte di me si
sentiva onnipotente, come se non ci fosse niente che non avrei
potuto compiere.
In quel momento chiesi a Dio,
"Che cosa vuoi che faccia?"
E la risposta fu che dovevo tornare nel mio corpo fisico, al
fine di completare alcuni compiti che mi erano già stati
affidati.
Pensai: "Non posso tornare indietro, perchè il mio corpo é
distrutto, é impossibile ripararlo!"
Ero inoltre cosciente che non avrei mai potuto realizzare nulla
a causa di tutti i miei limiti fisici mentre, da spirito, ero
libero e senza vincoli di sorta.
Ricordo che mi sentii in collera e che avevo paura di tornare
indietro, dopo essere stato in tutta quella Luce - per tornare
nel buio. E poi percepii la presenza di Gesù Cristo, tutt'
intorno a me. Il sentimento di amore fu travolgente, fu come
come fare il bagno in un oceano di estasi.
Gli chiesi: "Devo davvero tornare indietro?"
La Sua risposta fu che io ero parte del piano di Dio, come ogni
altra
persona, e che il mio scopo ultimo era quello di amare e servire
Dio e tutti gli esseri viventi. Lui capì subito tutto della mia
paura e dei miei dubbi e mi assicurò che sarei guarito
pienamente, ma che sarebbe stato un processo molto lungo. Aggiunse che
dentro di me avevo la capacità di riuscirci, anche se non me
n'ero ancora reso conto, e che tutto quello che avrei dovuto
fare era solo chiedere il coraggio e la forza di perseverare
nella vita e nel lavoro. Questa particolare informazione ebbe
per me un enorme valore, dato che spesso mi ero chiesto quale
fosse il mio ruolo in un mondo dove mi sentivo sperduto ed
inutile.
Quindi, Cristo mi disse che mi avrebbe inviato degli Angeli
Custodi per aiutarmi a guarire, per farmi da Guide e
proteggermi.
A quel punto la luce divenne ancora più intensa ed
improvvisamente apparvero innumerevoli Angeli che cantavano
"Osanna!" e inni di lode a Dio, mentre alcuni piangevano.
Non ne
capii il motivo e Gesù mi disse che erano lacrime di gioia per
la mia nuova vita sulla Terra oltre ad esprimere la loro
compassione per i disagi che mi accingevo a sopportare per il
resto della mia esistenza terrena. Aggiunse poi che aveva
convocato quegli Angeli per guidarmi nel mio viaggio di ritorno
sulla terra, e nel mio corpo fisico.
Provai un forte senso di gratitudine verso Cristo che era lì per
aiutarmi a cercare di capire tutto ciò che mi stava accadendo e
ricordo anche che non ebbi più paura, sapendo che nessuno mi
avrebbe mai più fatto del male.
Di sicuro avrei fatto ogni giorno del mio meglio per servire la
volontà di Dio.
Mi svegliai e due uomini erano in ginocchio, chini su di me, con
un' espressione di apprensione e preoccupazione sui loro volti.
Per qualche motivo inspiegabile, sapevo, che erano gay.
La loro
età era sulla trentina e non riuscii a fare a meno di notare
quanto fossero belli e splendidamente vestiti con abiti di certo
molto costosi. Mi ricordo che pensai che potevano essere degli
alti dirigenti che lavoravano per una grossa società ed in realtà, é
esattamente ciò che poi venni a sapere.
Uno dei due sembrava possedere buone conoscenze di pronto
soccorso, dato che stava controllando i miei segni vitali. Mi
dissero che l'ambulanza stava per arrivare e mi pregarono di
rimanere fermo e non parlare,il che era facile da fare,
considerando la portata delle mie lesioni.
Si erano entrambi
tolta la giacca per coprirmi e fui colto dal terrore nello
scoprire che erano coperte di sangue e completamente rovinate.
Provai un forte imbarazzo ed un'enormem gratitudine per la bontà di quei
due sconosciuti, la cui presenza percepivo amorevole e
rassicurante, sì da farmi sentire stranamente sicuro e protetto.
Entrambi restarono con me ad aspettare l'arrivo dei medici, poi
mi seguirono in Pronto soccorso per assicurarsi che fossi
adeguatamente curato. Mi fecero visita in ospedale in due
distinte occasioni, durante le quali feci una debole offerta di
ripagare i loro vestiti rovinati.
Ne ricevetti un secco ma gentile rifiuto ed insistettero sul
fatto che l'unica cosa importante era che fossi vivo e più o
meno tutto d'un pezzo. Ancora una volta la loro mera
presenza fisica mi aveva riempito d'un senso di speranza e di
coraggio,
perché quegli uomini erano lì a dimostrare di essere gli Angeli
che Cristo aveva promesso di inviarmi.
Webmaster (DAL SITO DI K. WILLIAMS)
Vi
scrivo di una esperienza di NDE ,la
protagonista ha avuto questa esperienza
dopo un principio di annegamento in
mare....DA TIZIANA
COME
SO CHE I MORTI
SONO VIVI
L'INCREDIBILE
NDE DI FANNY
(23-06-09)
Se
credete che le NDE le abbia
scoperte il Dr.
Moody, siete in
errore, perchè
tali racconti
circolano dal
tempo degli
antichi Greci e
questa
bellissima
esperienza che
oggi vi
presentiamo è
fra le più
lunghe e le più
elevate che
abbia mai letto.
La protagonista,
una ricca donna
Texana, racconta
dettagliatamente
il cammino
ultraterreno di
uno Spirito
"normale",
ovvero di chi,
come lei,
ha vissuto una
vita senza
infamia e senza
lode.
Pur essendo
questa NDE
avvenuta nel
secolo scorso, è
interessante
notare come la
vita dopo la
vita venga qui
descritta in
piena sintonia
coi racconti di
pre-morte più
recenti e con
quanto ci vien
riferito dai
Mediums e dai
Channelers
odierni.
Nel suo libro
del 1917, "Come
so che i morti
sono vivi",
Fanny Ruthven
Paget ci offre
una delle più
vivaci e
dettagliate
esperienze di
Premorte (NDE)
mai registrate (il
libro in
edizione
originale è
liberamente
scaricabile da
Internet:
LINK
).
Pur non
indicando
chiaramente la
sua malattia, si
potrebbe dedurre
che la
Paget abbia
sofferto di una
grave polmonite
per diversi
giorni durante
il 1911.
*************************************************************
"Tutto
intorno a me non
potevo vedere
nulla, ma
immaginate il
mio stupore
quando,
guardando verso
il basso, ho
visto il mio
corpo riposare
in pace sul
letto, nella
posa tipica di
una persona
defunta.
Non riuscivo a
muovere gli
occhi da esso,
ma mi
affascinava per
come giacesse
nel suo freddo
candore, in un
abito di seta
color lavanda,
con pizzi e
volant... Le
azzurre finestre
dell'anima, gli
occhi, erano
socchiusi;
l'anima era
assente senza
più luce; le
labbra
leggermente
aperte creavano
appena un vago
sorriso, la mano
sinistra
posta sul petto
mostrava
l'anello di
fidanzamento
scintillante
come non mai,
mentre la
destra, col
palmo aperto,
era scivolata un
pò lontana dal
corpo.
Come sembrava
tranquillo!
Così ogni
dettaglio di
quell' immagine
si fissava nella
mia mente ma in
modo distaccato,
mentre mi
rendevo conto
che si trattava
di nient'altro
che un abito
ormai non più
utile. Tuttavia,
provavo un vago
senso di
protezione verso
di esso: era
stato un fedele
servitore in
grado di
soddisfare ogni
mio desiderio e
capriccio ed ora
che ero passata
al di là della
gamma dei suoi
servizi, mi
deliziavo a
vederlo avvolto
in quel vestito
che in
precedenza aveva
avuto per me un
ben diverso
significato ".
La Paget quindi
si preoccupò del
suo fidanzato
che si trovava
in un altro
paese e si sentì
trasportata da
una sensazione
di vibrazione
accanto al suo
corpo
addormentato.
"Come l'ho
osservato ho
visto il suo
corpo spirituale
in modo più
netto del suo
corpo fisico.
Visto dall'altro
lato
dell'esistenza,
il corpo astrale
sembrava
l'originale
mentre era
quello fisico ad
apparirne il
duplicato.
All'interno
tutto era luce,
percepita come
parte integrante
dell' anatomia
spirituale.
Questa luce
penetra
all'interno, sia
dei corpi fisici
che di quelli
astrali,
generando
un'aura che li
avvolge li
riveste, per
così dire, di
una luce
magnetizzante.
Come appare
meravigliosa
questa triplice
manifestazione
della vita per
noi che
conosciamo solo
quella fisica! "
Parlare con i
Viventi
Avvicinatasi al
suo fidanzato,
Paget cercò di
dialogare con
lui. Sebbene
egli fosse
profondamente
addormentato, la
sua anima non lo
era affatto e
rispose con
gioia cercando
di aiutarla ad
entrare nella
sua coscienza
mentre il suo
corpo fisico
gemeva e si
contorceva in
quello che era
divenuto un
sonno inquieto.
Dopo alcuni
momenti, si mise
ad urlare,
"Fanny, Fanny,"
e poi sedette
sul letto, ormai
totalmente
sveglio, tanto
che accese la
luce e prese gli
occhiali ed una
rivista per
leggere.
Ella cercò di
comunicare, ma
lui non reagiva
alle sue parole.
"Io sono
morta, è questo
il motivo per
cui non riesce a
sentirmi ed a
vedermi",
pensava Fanny,
anche se si
sentiva più viva
che mai.
"C'era qualcosa
di pietosamente
doloroso
nell'essere così
vicino ad una
persona cara
perchè, sebbene
vedessi ed
udissi il mio
amato
distintamente,
sapendo perciò
che i suoi
pensieri erano
per me, egli
ignorava del
tutto la mia
presenza. Ma
soprattutto era
angosciante
sapere che egli
non mi avrebbe
mai più rivista,
mai più avrebbe
sentita la mia
voce non importa
quanto
ardentemente lo
avessi invocato,
mentre ero
rimasta in tutto
e per tutto la
stessa persona,
tranne che per
la mancanza del
corpo fisico. "
Poi ella ebbe la
sensazione che
le di lui
vibrazioni non
erano in armonia
con le sue.
"La mia era
una sorta di
moto perpetuo
mentre le sue mi
apparvero più
simili ad un
'mare morto' in
cui queste
correnti
fluivano e
rifluivano, e mi
sembrava
semplice passare
da quella calma
mortale al mio
stato di flusso
e riflusso
vibratorio
continuo, tanto
che aspettai a
lungo prima di
capire che lui
non avrebbe
fatto alcuno
sforzo per
adeguarvisi."
Intuendo che non
sarebbe stata in
grado di
penetrare la sua
coscienza
fisica, ella gli
disse addio e
cercò di
allontanarsi, ma
la forza
vibrante
sembrava
limitare la sua.
"Insistentemente,
quella forza mi
tratteneva, come
se mi invitasse
a fare ulteriori
considerazioni
sugli interessi
terreni, ma non
ne avevo
nessuno. I miei
beni materiali
erano già stati
assegnati
secondo i miei
desideri; non
avevo dietro me
il lavoro di una
vita lasciato
incompleto; non
avevo figli, nè
altre persone
che dipendevano
da me; nulla mi
poteva tener più
legata alla
terra.
Il mio desiderio
era quello di
andare oltre e
ora che potevo,
ero ben contenta
e volevo andare
verso le gioie
che sentivo mi
aspettavano al
di là
dell'influenza
terrena. Eppure,
quella forza mi
tratteneva,
mentre provavo a
passare al di
là, fino a
quando, invece
di lottare,
cercai di capire
- di strapparle
il motivo per
cui mi bloccava,
perchè avevo la
sensazione che
ci fosse una pur
qualche ragione.
Quasi
istantaneamente
la spiegazione
affiorò nella
mia coscienza e
mi resi conto
che il braccio
lungo degli
interessi
terreni può
giungere fin
nell' Aldilà e
trattenere le
sue vittime fra
la ombra della
terra,
contrapponendo
il suo
magnetismo alla
promessa di cose
più elevate".
Fanny racconta
di essersi
sentita
trasportare
all'interno di
quella
vibrazione e di
essere stata
improvvisamente
avvolta da un
buio opprimente
e pesante,
sentendosi sola
nell'eternità,
in attesa,
mentre era presa
da terribili
dubbi, finchè
capì che il buio
era dentro di
lei e poteva
essere eliminato
solo dal di
dentro.
"Vi erano
persone care e
molti altri ad
accogliermi con
gioia perchè ero
lì insieme a
loro."
Anche il suo
Spirito Guida,
che si
identificò come
Meon ,era
presente ed ora
si sentiva
leggera e
spensierata.
Visita
all'Inferno
Meon le disse di
seguirlo: "Avvolti
da una morbida
luce bluastra
che sembrava
giocare su di
noi, ci
lanciammo fra le
onde dello
spazio."
Durante questo
viaggio,
s'imbatterono in
una 'tenebra
rossatra', dove
Fanny si trovò
in mezzo a molti
altri spiriti.
"Li stetti a
sentire,
cercando di
ascoltare quello
che dicevano, ma
le loro
vibrazioni non
erano
evidentemente in
sintonia con le
mie, e così non
li potevo
percepire
distintamente.
Dopo un lungo
periodo di vani
sforzi chiesi a
Meon, che posto
fosse mai quello
e lui mi spiegò
che ci trovavamo
in un luogo
ancora molto
prossimo al
magnetismo della
terra.
Poi gli chiese
il motivo per
cui le anime
erano
intrappolate e
Meon le rispose
che era questo
il desiderio di
alcuni, mentre
altri non erano
ancora
abbastanza forti
da superare quel
punto, perchè
gli interessi
terreni li
bloccavano in
quel luogo:
"Non vi è
alcun ostacolo,
ma non vogliono
andar via;
alcuni non
sapevano che è
difficile
scrollarsi di
dosso la vita
terrena. Come un
Medium contatta
l'Aldilà loro
sono qui in
contatto con il
mondo materiale,
ma mentre il
primo
progredisce nel
suo cammino,
loro
regrediscono."
La Paget vide
spiriti d'amore
e di
misericordia,
che tentavano di
aiutare coloro
che erano
bloccati in
questo
"infernale"
regno, ma la
maggior parte di
loro non avevano
ancora acquisito
"l'udito
spirituale" e
non rispondevano
alle offerte di
aiuto. Alcuni,
tuttavia, li
ascoltavano e
lottavano per
liberarsi dal
vortice. Meon
poi le disse che
nessun'anima
sarebbe andata
irrimediabilmente
perduta, non
importa quanti
eoni restasse
nelle tenebre.
Così, cominciò a
chiedersi se
questa doveva
essere la sua
nuova dimora, ma
Meon la
rassicurò che
non lo sarebbe
stata:
"Non è sceso
il Cristo in
questo luogo
prima della sua
Ascensione?"
le disse,
fugando ogni sua
preoccupazione.
"Al di là
delle tenebre
rossastre ho
potuto vedere la
luce, in cui
sembrava che
arcobaleni dal
colore dell'alba
e di una
bellezza
leggiadra
giocassero a
vai-e-vieni,
come se
flirtrassero con
le tenebre,
tanto che pensi
che toccandoli
li
distruggeresti.
Delicata
bellezza di uno
spettacolo (non
avevo mai visto
niente di più
affascinante e
seducente),
simile ad un
bacio fra il
mattino e
l'oscurità.
Era come baciare
la morte e dire
addio".
Il Mondo
Dell'Alba.
Sembrò che
fossero giunti
in quello che
appariva essere
un altro mondo.
Paget lo ha
chiamato il
"Mondo
dell'alba", in
quanto sembrava
che la luce
avesse iniziato
a neutralizzare
le tenebre.
"Ci sono
case, fiori,
alberi, tutto
era così simile
al mondo fisico
da lasciarmi
stupita ed ho
quasi creduto di
essere tornata
sulla terra."
Gli abitanti
conversarono con
lei, ma non
sembravano
rendersi conto
che erano nel
"dopo la vita",
in quanto non
erano del tutto
distaccati dal
magnetismo
terrestre. La
Paget assicura
che alcuni di
loro erano
collegati ancora
alla terra, come
se vi fossero
attratti da
qualcosa di
primaria
importanza.
"Mentre non
c'era alcun
dubbio che
queste persone
avevano una
volta abitato
sulla terra, non
ho visto nessuno
che mi aveva mai
conosciuto in
questa vita.
Forse erano
potuti uscire
fuori dalle
tenebre e
tornavano ad
aiutare i meno
fortunati per
portarli nella
condizione più
elevata che essi
aveva raggiunto.
" Meon
e Paget
vibravano sempre
più nella luce.
"Era così
incantevole
questo cavalcare
le onde vibranti
dello spazio,
che desideravo
non avesse mai
fine, per
sempre, senza
mai stancarsi,
senza mai
fermarsi, ma
dopo un certo
tempo di
abbandono totale
in questa magìa,
ho percepito che
la vibrazione
stava cambiando,
fondendosi in
una fremente
sensazione,
ancora più
squisita, e poi,
come parte di
essa, i miei
piedi si sono
trovati su
qualcosa di
diverso,
qualcosa di
solido ed
affidabile ".
Lei ora si
trovava in una
città di luce,
bianca nella
sconfinata
distesa.
"Sembrava che
avessi raggiunto
il limite della
mia capacità di
fluttuare nello
spazio. Sembrava
che, in qualche
modo, fossi
diventata più
pesante
dell'ambiente in
cui mi trovavo.
Dappertutto
c'erano i più
grandi spiriti
che avessi mai
visto. Alcuni si
sono fatti
avanti e ci
hanno salutato,
rivolgendosi a
Meon come se
fosse un loro
pari e poi,
insieme, siamo
entrati in un
edificio
incommensurabile
per spazio ed
altezza, pura
espressione
della
magnificenza
architettonica.
Il materiale
aveva la
trasparenza del
vetro di una
variegata
tonalità di
bianco, in cui i
colori,
armonizzandosi
fra loro nel
modo più
delicato che si
possa
immaginare,
cambiavano di
continuo.
L'elettricità
sembrava essere
la forza che li
teneva tutti
insieme, poichè
il blu elettrico
si fondeva
incessantemente
col viola,
formando una
sorta di
serpentina, con
tonalità quasi
impercettibili
di giallo che
s'insinuava in
esso.
Mi sembrava di
possedere tutta
la saggezza di
tutti i secoli
passati, stando
lì. Vita e morte
mi svelavano i
loro misteri, e
non ponevo più
domande,
conoscendo già
le risposte.
Tutto il
funzionamento
dei livelli
fisici era
diretto e
guidato da quel
luogo che era in
contatto diretto
con la terra.
Nessun
accadimento
terreno sfuggiva
all'osservazione
dei grandi
spiriti che
sembravano non
aver nient'
altro da fare
che sorvegliare
gli esseri
viventi sulla
terra, inviare
loro
insegnamenti,
sollevarli dalle
tenebre,
vegliare sulle
reincarnazioni,
creare gli
insegnanti ed
inviarli nei
luoghi dove
erano più
necessari. Con
questi
insegnanti erano
in comunicazione
diretta
continuamente e
sapevano
esattamente che
cosa stava
succedendo
attraverso una
qualche forma di
telegrafia senza
fili o forse
telefonica, che
valicava ogni
distanza.
Sembrava che
attraessero le
anime altamente
evolute della
terra fino alla
loro mente, e
queste
collaboravano
consapevolmente,
rispondendo
senza commettere
alcun errore.
E' stato
meraviglioso
vedere il
processo, o
meglio i
processi, in
quanto vi sono
varie fasi in
questo processo
di controllo.
C'era un
continuo
via-vai. Ho
visto molti
uscire e
scomparire nel
vortice, tutti
felici per il
loro lavoro in
aiuto all'
umanità. Le
anime erano
innumerevoli, lo
spazio
incommensurabile,
ma non vi era
alcuna
confusione, un
sistema perfetto
dove ognuno
conosceva
esattamente la
sua missione e
sapeva come
portarla a
termine.
In verità, era
la realizzazione
di quanto Cristo
ci ha detto di
fare: loro
lavoravano per
gli altri, non
per se stessi.
"
Meon portò Fanny
ancora più in
alto, dove
l'influenza
della terra non
è più sentita.
Un grande
Spirito si fece
avanti e le
chiese se lei
volesse tornare
indietro. Lei
rispose che
avrebbe voluto
tornare solo se
poteva fare del
bene e dire agli
altri ciò che
aveva
sperimentato.
L'Essere la mise
in guardia sul
fatto che molti
non l'avrebbero
creduta e che
avrebbe sofferto
per i suoi
inutili sforzi,
ma lei
accettò la
sfida.
LA REVISIONE
DELLA SUA VITA
Paget si ritrovò
da sola a capo
chino. Poi vide
una piccola luce
vibrante davanti
a sè che
prendeva la
forma d'una
piccola bimba.
Capì subito che
la ragazza era
lei e che stava
rivivendo la sua
vita sulla
terra. Vide se
stessa scoprire
la sua grande
passione, la
musica, che
l'aveva
appassionata da
quando il suo
piccolo, bianco
dito era troppo
piccolo per
scalare
un'ottava fino a
che non aveva
provato la gioia
di averne la
piena
padronanza!
Vide se stessa
crescere dai
tempi della
scuola fino a
trasformarsi in
una fiera,
egocentrica
donna.
Apparvero
davanti a lei
tre strade, una
"buona", una
"cattiva" e
l'altra, nel
mezzo, senza
alcuna
etichetta. Si
trovò nella
strada centrale,
dove si
affollavano
molte più
persone rispetto
a quelle
laterali.
"Queste
strade erano
custodito da
creature
invisibili,
secondo le
propensioni di
ciascuno, che
chiamavano chi
viaggiava in
quella centrale,
nel tentativo di
influenzare le
loro tendenze.
Vi erano anche
strade che
portavano dal
centro
all'esterno ed
altre che da una
strada esterna
conducevano alle
altre, mostrando
come si potesse
facilmente
cambiare il
percorso con un
atto di
volontà".
Paget poi
vide la giovane
donna che
sognava di
diventare una
grande cantante,
idolatrata da
tutto il mondo,
ebbra della fama
ottenuta, senza
però ricordare
che l'ambizione
ha fatto cadere
gli Angeli.
Il "film" della
sua vita
continuò fin
quando, a causa
d'un grave
attacco di
laringite aveva
perso la sua
voce. Vide se
stessa maledire
Dio ed avvolta
da una grigia
coperta di
materialismo.
Vide i suoi
genitori passare
nel Mondo dello
Spirito,
lasciandola sola
a lottare
un'aspra
battaglia.
Vide anche gli
avvenimenti più
banali durante
la revisione
della sua vita.
"La fedeltà dei
dettagli era
perfettamente
meravigliosa.
Nulla mi venne
nascosto, nulla
mi apparve
sfocato, c'era
tutto di tutto.
Sono stata messa
faccia a faccia
con la mia vita
sulla terra, la
mia vita così
come l'avevo
vissuta, in
attesa di una
condanna o d'una
assoluzione."
Quando la
revisione si
concluse, Meon
la stava
aspettando. Egli
le disse che lo
scopo della
revisione era
stato quello di
ricostruire un
edificio sulle
sue ceneri,
prima che le
fosse restituita
la vita sulla
terra.
"Meon
ed altri Spiriti
mi circondarono,
potevo sentire
l'essenza
elettrificante
che aveva
manifestata la
sua onnipresenza
durante il mio
viaggio. A quel
punto, tutto il
peso della vita
fisica mi piombò
addosso ed io mi
sentii
totalmente
inadatta a
viverla!"
LA NDE DI Donatella (16-07-09)
Un'altra testimonianza
italiana, raccolta da Sara Luce, che ringraziamo di cuore
Mi è stato chiesto di raccontare un’esperienza che ho avuto qualche anno fa
ed ecco che la racconto.
Nel maggio del 1998, il 13 maggio per l’esattezza, fui ricoverata
all’Ospedale Careggi di Firenze per un intervento, per togliere l’utero, per
dei problemi che c’erano, intervento di routine.
Sono andata tranquilla, il primo intervento l’ho avuto di mattina, al
ritorno dal primo intervento si è verificata un’emorragia grave e mi hanno
riportato dentro per la seconda volta.
Premetto che io avevo fatto l’auto-donazione per cui una sacca del mio
sangue era già in ospedale per eventualità come questa che si dovesse
procedere a una trasfusione.
Dopo il secondo intervento mi riportarono nella mia stanza e iniziai a
sentirmi male, molto male, mi portarono di corsa dentro per un terzo
disperato tentativo per una emorragia interna gravissima.
Io ricordo la corsa sul lettino verso la sala operatoria poi ricordo di aver
visto la sala operatoria, tutto quello che si svolgeva nella sala operatoria
intorno al mio corpo, da un angolino, sul soffitto, erano tutti molti
preoccupati, gridavano, si affannavano intorno a questo corpo che sembrava
non reagire e gridavano ‘l’abbiamo persa, l’abbiamo persa’, io dicevo
‘guardate che non mi avete perso, sono qui, come fate a dire che mi hanno
perso’ ma loro ovviamente non mi sentivano.
Premetto che io avevo la sensazione di essere intera, li dove mi trovavo,
quello che stava sul tavolo operatorio e attorno al quale si affannavano
tutti i medici era semplicemente come un vestito smesso, come quando ci
togliamo un vestito e una sarta fa un rammendo, qualcosa del genere, ecco,
insomma.
Dopo di che mi sono trovata di colpo proiettata in un mare di inchiostro
nero, molti racconti che ho sentito parlano di un tunnel intorno al quale si
percepisce una luce, io questo tunnel non l’ho visto, ho visto solo questo
mare di inchiostro nero, io avevo la sensazione di muovermi, però non sapevo
in quale direzione perché tutti i miei sensi erano azzerati, io non sapevo
dove era l’alto, il basso, dove era la destra o la sinistra, avevo la
sensazione di muovermi ma non avrei saputo dire in quale direzione.
Poi sono riemersa in un mare di luce, bellissimo, io stavo benissimo, una
sensazione di beatitudine mai provata, non esistono parole nel nostro
vocabolario per descrivere quello che io ho provato, tutti i miei bisogni
erano stati azzerati, ne fame, ne freddo, ne dolore, ne stanchezza, neanche
il pensiero della mia famiglia, dei miei figli, io ho tre figli che
all’epoca abitavano ancora tutti in casa con me, io stavo benissimo. Quando
sono arrivata in questo mare di luce ho sentito una voce profondissima che
mi diceva ‘Non aver paura, vedi questo mare di luce è un mare d’Amore,
questo Amore ti terrà a galla’, la paura era l’ultima sensazione che io
abbia potuto provare neanche mi sfiorava tanto era grande il senso di
beatitudine, questa luce che ti permeava, che ti inondava, che ti dava tutto
quello di cui avevi bisogno. Non mi mancava niente, ripeto, tutti i miei
bisogni azzerati.
Poi ho cominciato ad incontrare delle persone tra virgolette, perché non
erano persone, erano luci che mi si avvicinavano e che io riconoscevo,
qualcuna l’avevo conosciuta sulla terra ma qualcuna non l’avevo mai
conosciuta eppure era un ritrovarsi, un riconoscersi, era quello che io
chiamo un abbraccio ma in realtà era il fondersi di due luci, quello che mi
ha colpito poi, a posteriori, è che io di quelle persone, di quelle luci,
sapevo molto di più di quello che posso sapere di un amico di infanzia, di
un figlio, di un genitore, perché quello che si sa delle persone con le
quali viviamo sono tutte cose che servono al mondo per identificarsi, come
si chiamano, quanti anni anno, la scuola che hanno fatto, di chi sono figli,
con chi sono sposati, il colore degli occhi, dei capelli, il lavoro che
fanno, di tutte le altre cose che possiamo dire sono solo quelle che servono
al mondo per identificarci, io conoscevo molto di più di quelle persone, io
le conoscevo, diciamo, come una specie di codice a barre, se si va in un
grande magazzino e si compra un oggetto è un oggetto, poi si passa sulla
cassa e il lettore legge le barre di quel codice e ti da molte più
informazioni di quelle che ti possono dare gli occhi e le mani, quindi la
vista e il tatto sono relativi, relativi a questo mondo dove noi abitiamo,
di quelle persone io sapevo molto di più e la gioia struggente, grande,
immensa che ho provato in questo fondersi è stata bellissima, era un
ricordare condivisioni antiche non lo so, è stato comunque bellissimo.
Poi ad un tratto qualcuno mi ha ricordato che il mio compito non era finito,
mi ha fatto ricordare che questi tre ragazzi che io avevo messo la mondo,
che erano venuti al mondo, attraverso me e mio marito erano comunque ancora
qui ed erano una mia responsabilità, qualcosa di cui comunque avrei dovuto
rendere conto, questo pensiero è stato come un elastico, che istantaneamente
mi ha ritirato nel corpo, io mi sono ritrovata nel mio corpo, il dolore si è
di nuovo fatto sentire e avevo la sensazione che qualcuno mi stringesse il
braccio per svegliarmi. Quando mi sono svegliata mi sono resa conto che era
il bracciale pressorio perché ero in rianimazione ed ero monitorata, c’erano
tutte quelle lucine intorno e quel bracciale che di tanto in tanto
continuava a stringermi il braccio.
Poi sono venuti tutti intorno a me ‘Si è svegliata signora, stia calma, mi
sente?’ era un ritorno alle cose del quotidiano, alla fatica, al dolore, a
tutto quello che c’è nel quotidiano e che conosciamo tutti molto bene. Era
un ritorno anche in seno alla mia famiglia, con i doveri e con le cose belle
che nelle famiglie ognuno di noi ha. Quello però che ho portato con me era
la gioia grande, profonda, tanto che le persone che avevano visto per tre
volte il mio ingresso in sala operatoria e sapevano che l’ultimo era stato
un tentativo ‘sul cadavere’ come poi mi ha detto il professore al primo
controllo, ehhh, il ‘cadavere’ comunque è qui e parla e vive tranquillamente
la propria vita, queste persone venivano titubanti ad affacciarsi alla mia
porta e quando mi vedevano con questo sorriso enorme, radiosa, e quando
sentivano che questa era stata l’esperienza più bella della mia vita, forse
pensavano che fossi ancora sotto anestesia o non ancora lucida del tutto e
poi le domande, mi dicevano ‘Ma lei crede?’, ‘Si, credo’, ‘E di che
religione è?’, e mi è traboccato fuori ‘Di tutte, perché li non ho trovato
nessuna divisione’.
Le divisioni appartengono a questo mondo, li non ci sono, non le ho trovate.
Devo dire che mi sono state date 18 sacche di plasma, quindi del mio sangue
non mi era rimasto più niente, lo avevo perso tutto e queste 18 sacche di
sangue che mi hanno dato mi era stato in qualche modo preannunciato in un
sogno che avevo fatto, mi avevano lasciato una collanina di corallo sulla
mia sedia e io avevo chiesto un po’ turbata da questi 18 chicchi di corallo
di questa collanina, avevo chiesto a Padre Pio che stava dicendo Messa in
una Chiesa li vicino, che cosa volesse dire e lui mi aveva detto ‘Figlia,
vedi, sono 18 perle di sangue e il sangue lo sai è dolore, ma non ti
preoccupare che ti aiuto io’
Questo era successo mesi prima dell’intervento, quando ancora non si parlava
dell’intervento e io non avevo capito e poi, poi ho capito che cos’erano
quelle 18 perle di sangue.
L’aiuto c’è stato, c’è stato da parte di tutti, della Madre, di Padre Pio,
da parte di tutti, ringrazio il Cielo di questa esperienza, non ho mai avuto
una paura particolare della morte e ora non ne ho proprio neanche più un
millesimo di grammo, niente, che posso dire, è solo un essere partoriti in
un’altra dimensione ed essendo una donna che ha partorito ho un po’ di paura
dei dolori del parto e per cui spero che sia un parto veloce per poi nascere
in questa nuova vita che tutti ci aspetta.
Vi invito ad essere sereni e ad affrontare le prove
della vita e ad affrontare anche l’ultima prova, quella del ritorno a Casa.
Grazie a tutti, Donatella
Visitate il Sito di Sara Luce:
http://www.leparoledegliangeli.it
LA
NDE INFERNALE DI
Un
nostro Lettore ci ha chiesto se esistano racconti di
esperienze di premorte "infernali" e perché non ne abbiamo mai
pubblicate. La nostra risposta é che tali esperienze sono
abbastanza (e per fortuna!) rare, per cui non é facile trovarne di
sufficientemente adatte agli scopi didattici che ci prefiggiamo. Siamo
riusciti ad accontentarlo però, grazie ad una accurata ricerca
condotta nel vastissimo sito di Kevin Williams dove é riportata questa
storia molto nota in USA . Contrariamente a quanto si potrebbe pensare,
il soggetto in questione non era un delinquente degno della pena di
morte, ma il figlio di un Pastore Battista, educato fin dalla più tenera
età con gli insegnamenti forniti dai Sacri Testi! Come vedremo, però, la
dottrina e la frequentazione di una congregazione religiosa non sono
sufficienti per salvarsi l'anima! Il
Reverendo Kenneth Hagin (1917 - 2003) riteneva già a nove anni di aver
fatto tutto ciò che era necessario per ottenere un posto in cielo. Egli
era nato e cresciuto nella Chiesa Battista e da bambino, aveva preso il
suo primo impegno con Cristo essendo stato battezzato con l'acqua santa.
Webmaster -
Dal sito di Kevin
Williams-
"Bisogna che voi
siate generati di nuovo"
(Giovanni 3:7) Cosa
intendeva dire Gesù con queste parole? Non sono forse un'esplicita
ammissione della realtà della Reincarnazione? Quanti passi del Vangelo
sono stati "tagliati" per eliminare dalla memoria dei futuri Cristiani
questo concetto cardine che ci spiega tutte le apparenti ingiustizie
terrene? "…. La
reincarnazione faceva parte dei dogmi giudaici col termine di
resurrezione: i Sadducei (setta ebraica che si formò intorno all’anno
248 a.C.), che pensavano che tutto finisse con la morte, erano i soli a
non credervi. Le idee dei Giudei su tale punto, come su molti
altri, non erano chiaramente precisate, poiché essi non avevano che
vaghe e incomplete nozioni circa l’anima e i suoi legami col corpo.
Credevano che un uomo che avesse vissuto potesse rivivere, ma non si
rendevano conto chiaramente del modo come ciò si poteva verificare:
indicavano con la parola resurrezione ciò che lo spiritismo chiama più
giustamente reincarnazione.
KENNETH
(25-07-09)
Era sempre stato un membro della chiesa, per cui riteneva di essere
stato salvato" e sulla strada per il cielo. Essendo credente e seguace
di Gesù Cristo era perciò certo di essersi assicurato un posto in
Paradiso. Oltretutto era convinto che Gesù e tutti i suoi discepoli
erano Battisti, così fu un vero e proprio shock quando scoprì che non lo
erano. All'età di 16 anni, Kenneth ebbe una breve esperienza NDE a causa
d'una malformazione cardiaca connatale.
Il seguente racconto é un estratto della sua esperienza, descritta nel
suo libro,
I Believe in Visions
(Io credo nelle visioni).
----------------------------
< Il mio cuore aveva smesso di battere. Questo torpore si diffuse fino
ai piedi, alle caviglie, alle ginocchia, allo stomaco e poi al
cuore - e così schizzai fuori dal corpo.
Non persi coscienza, saltai fuori dal mio corpo come un nuotatore che
salta dal trampolino nella piscina. Sapevo di essere fuori dal mio
corpo, perchè potevo vedere la mia famiglia, giù in casa, ma non potevo
contattare nessuno di loro.
Ho cominciato a scendere - giù, giù, in una buca, come se mi calassi in
un pozzo,in una caverna o in una grotta. Continuavo a scendere. I piedi
sono scesi per primi. Potevo vedere le luci della Terra finché non sono
svanite. Il buio intorno a me era quello d'una notte che nessun uomo ha
mai visto.
Più in basso andavo, più scuro diventava ed anche più caldo, fino a
quando, sotto di me ho potuto vedere delle dita di luce che giocavano su
un muro di tenebre e sono arrivato in fondo al pozzo.
Tutto ciò mi é accaduto più di 60 anni fa, eppure é per me reale, come
se fosse accaduto la settimana prima. Quando sono arrivato al
fondo della buca, ho capito che cosa erano quelle dita di luce sul muro
di tenebre: di fronte a me, al di là delle porte dell'inferno, ho visto
gigantesche fiamme arancione, bianche alla loro sommità. Fui
attirato verso l'inferno, come un magnete attira a sé il ferro; sapevo
che, una volta entrato attraverso quelle porte, non avrei potuto tornare
indietro.
Ero consapevole del fatto che una sorta di creatura mi era venuta
incontro in fondo a quel pozzo. Io non guardai, dato che il mio sguardo
era inchiodato sulla porta, sebbene sapessi che c'era una creatura alla
mia destra. Questa creatura, quando avevo cercato di rallentare la
mia discesa, mi aveva preso per un braccio per scortarmi.
Quando lo ebbe fatto, in lontananza al di sopra del nero e delle tenebre
udii una voce, una voce maschile, ma non so che cosa abbia detto. Non so
se fosse stata quella di Dio, di Gesù, o d'un Angelo. Non parlava in
inglese, era una lingua a me straniera.
Quel posto venne scosso da quelle poche parole e la creatura abbandonò
la presa della sua mano dal mio braccio. Vi fu come una potente forza
aspirante che mi tirò indietro e venni strappato via dall'ingresso dell'
l'inferno, finché non mi trovai in una zona d'ombra e fui tratto fuori
dalle tenebre.
Prima che arrivassi in cima, potevo vedere la luce. Ero precipitato in
un pozzo ed era come se, risalendo potessi vedere la luce lassù, in
alto. Mi ritrovai nella veranda della casa di mio nonno, poi
passai attraverso un muro - non attraverso la porta e non attraverso la
finestra - ma attraverso il muro, e mi sembrò che saltare dentro al mio
corpo fosse come infilare un piede dentro una scarpa.
Prima di rientrare nel mio corpo, vidi mia nonna seduta sul bordo del
letto che mi stringeva tra le sue braccia e fui allora in grado di
comunicare con lei, ma immediatamente
sentii di scivolare di nuovo giù. Urlai:
'Nonna, vado via!
Sei stata una seconda madre per me, quando lei era malata.'
Il mio cuore si era fermato per la seconda volta. Uscito nuovamente
fuori dal corpo ricominciai a sprofondare: giù, giù, giù. Oh, so che é
durato pochi secondi, ma sembrava un'eternità.
Era sempre più caldo e più scuro, fino a quando arrivai di nuovo in
fondo alla buca ed ho rivisto l'ingresso dell'inferno, o le porte come
le chiamo io.
Ero consapevole del fatto che quella creatura mi veniva incontro.
Inutilmente tentai di rallentare la discesa - sembrava che galleggiassi
nell'acqua- ed ancora c'é stato uno strattone che mi tirato verso il
basso e quella creatura mi ha bloccato il braccio. Ancora la voce, la
voce di un uomo in una lingua straniera. Nuovamente non capii quello che
aveva detto, ma anche questa volta il pozzo tremò alle sue parole.
E poi mi hanno tirato su, prima la testa perché potevo vedere le luci
della terra: l'unica differenza fu che questa volta riuscii ad arrivare
fino ai piedi del letto. Per la seconda volta ero lì e potevo vedere il
mio corpo disteso sul letto e la nonna che mi teneva tra le sue braccia.
Riuscii a lasciare un'ultima parola per ogni membro della mia famiglia e
poi il mio cuore si fermò per la terza volta perché sentii che la
circolazione del sangue si era bloccata.
Tutto si ripeté come prima, e cominciai a scendere in basso nuovamente.
Fino a quel momento avevo pensato che non stava accadendo davvero, che
fosse solo un'allucinazione: che non poteva essere vero, ma poi pensai:
'Questa é la terza volta. Non voglio tornarci più! Non ci torno
stavolta!', ma il buio intorno a me era sempre più scuro e nel buio,
ricordo di aver gridato:
"Dio! Io appartengo
alla chiesa! Sono stato battezzato nell' acqua!"
Aspettai, ma non vi fu nessuna risposta, solo l'eco della mia voce
attraverso il buio. Urlai un pò più forte....Nulla..... ma quando quella
creatura mi afferro' per il braccio, per la terza e l'ultima volta, di
nuovo quella voce possente scosse l'Inferno ed io risalii lungo il pozzo
nero... Ero salvo.
Solo dopo capii che occorre molto più che la semplice appartenenza ad
una chiesa ed un battesimo nell'acqua per evitare le pene dell'inferno e
guadagnarsi il cielo! Gesù ci ha detto:
"Bisogna che voi
siate generati di nuovo"
(Giovanni 3:7).
Io credo certamente al Battesimo,
ma soltanto dopo che un
individuo è stato generato di nuovo.
Certo, credo nella comunità ecclesiastica, nei gruppi di cristiani
uniti per lavorare
nel nome di Dio, ma se sarete soltanto uniti alla Chiesa e battezzati,
senza però essere realmente nati una seconda volta, andrete all'inferno.
Come uscii una terza volta dal baratro e rientrai nel mio corpo, il mio
spirito iniziò a pregare; mi ritrovai che continuavo la preghiera a voce
alta che tutto il vicinato mi sentiva, sicchè la gente accorreva in casa
per veder cosa fosse successo. Guardai l'orologio e vidi che erano
precisamente le 19,40: era l'ora della mia rinascita grazie alla
provvidenza divina, per l'intercessione di mia madre e di mia nonna. La
mia preghiera non era legata al fatto che io fossi battezzato o che
appartenessi alla chiesa ma, implorando Dio, gli domandavo di aver pietà
di me peccatore, di perdonarmi per i miei peccati, di purificarmi da
ogni iniquità. Lo accettavo, lo riconoscevo quale mio personale
Salvatore.
Mi sentii totalmente bene, come se un pesante fardello fosse scivolato
via dalle mie spalle".
Tutto questo avvenne ad Hagin nell'Aprile del 1933, all'età di circa
sedici anni, nella città di Mackinney, nel Texas (U.S.A).
Kenneth Hagin guarì totalmente sia nel corpo che nello spirito e fino al
2003, anno in cui passò definitivamente, è stato a capo di una Chiesa
Cristiana New-Age.
Note a margine
dell'esperienza di Kenneth
In questo articolo, trovato su Internet per caso (e la cui fonte non
conosciamo), potrete leggere una rapida ma esauriente disamina di
questo spinoso argomento.
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Infatti la resurrezione suppone il ritorno alla vita di un corpo che è
morto, cosa che la scienza ha dimostrato essere materialmente
impossibile, soprattutto quando gli elementi di questo corpo sono da
molto tempo dispersi o riassorbiti dalla terra.
La reincarnazione è il ritorno dell’anima, o Spirito, alla vita
corporale, ma in un altro corpo formato espressamente per esso, e che
non ha nulla di comune con quello vecchio. La parola resurrezione
avrebbe potuto così essere usata per Lazzaro, ma non per Elia ne per gli
altri profeti. Se, dunque, secondo la loro credenza, Giovanni Battista
era Elia, il corpo di Giovanni non poteva essere quello di Elia, poiché
Giovanni era stato veduto da bambino e si conoscevano suo padre e sua
madre. Giovanni poteva, dunque, essere Elia reincarnato, ma non
resuscitato...
"...L’opinione che Giovanni Battista era Elia, e che i profeti potevano
tornare a vivere sulla terra, si ritrova in parecchi passaggi dei
Vangeli. Se questa credenza fosse stata un errore, Gesù non avrebbe
mancato di combatterla, come ne ha combattuto tante altre; invece, al
contrario, egli la riafferma con il peso della sua autorità, e la pone
come una condizione di principio necessaria, dicendo:
"Uno,
se non nascerà di nuovo, non può vedere il regno di Dio".
E insiste, aggiungendo:
"Non ti
meravigliare se ti ho detto: BISOGNA che voi siate generati di nuovo"...
Tale interpretazione è giustificata, d’altronde, da queste altre parole:
Ciò che è generato dalla carne è carne e quel che nasce dallo Spirito è
Spirito. Gesù pone così una netta distinzione fra Spirito e
corpo.
Ciò che è generato dalla carne, indica chiaramente che solo il corpo
deriva dal corpo, e che lo Spirito è indipendente dal corpo...
"….Dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora,
il regno dei cieli si acquista con la forza e sono i violenti che se ne
impadroniscono; perché tutti i profeti e la legge hanno profetizzato
fino a Giovanni. E se lo volete accettare, è lui quell’Elia che deve
venire. Chi ha orecchi da intendere, intenda"."
(San Matteo,
Cap. XI, versetti da 12 a 15).
Se il principio della reincarnazione espresso nella persona di San
Giovanni, poteva, a rigore, essere interpretato in senso puramente
mistico, non è possibile fare altrettanto con questo passaggio di San
Matteo che non si presta a nessun possibile equivoco: è LUI, quell’Ella
che deve venire. Non vi sono né figure retoriche né allegorie: si tratta
di un’affermazione positiva.
"Dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il
regno dei cieli si acquista con la forza".
Che cosa significano queste parole, poiché Giovanni Batista era
ancora vivo in quel momento? Gesù le spiega dicendo:
"Se volete capire quello che dico, è proprio lui quell’Elia".
Gesù alludeva ai tempi in cui Giovanni viveva sotto il nome di Elia.
Fino ad ora, il regno dei cieli si acquista con la forza" è
un’altra allusione alla violenza della legge mosaica che ordinava lo
sterminio degli infedeli per ottenere la Terra Promessa, Paradiso degli
Ebrei, mentre secondo la legge nuova il cielo si ottiene mediante la
carità e la dolcezza. Poi aggiunge: "Chi ha
orecchi per intendere, intenda". Queste parole, così spesso
ripetute da Gesù, avvertono chiaramente che non tutti erano in grado di
capire certe verità...
Ma a questa autorità, valida dal punto di vista religioso, si aggiunge,
dal punto di vista filosofico, quella delle prove che risultano
dall’osservazione dei fatti.
Quando dagli effetti si vuol risalire alle cause,
la reincarnazione appare come una necessità assoluta, come
una condizione inerente all’umanità, in una
sola parola come una legge della natura. Si dimostra dai suoi
risultati in modo, per così dire, materiale, come il motore nascosto si
rivela nel movimento: solo la reincarnazione può dire all’uomo da dove
viene, dove va, perché è sulla terra,
e giustificare tutte le anomalie e tutte le
apparenti ingiustizie che offre la vita.
Senza il principio della preesistenza
dell’anima e della pluralità delle esistenze, la maggior parte delle
massime del Vangelo diventa inintelligibile, ed è questa la ragione per
cui esse hanno fatto sorgere interpretazioni tanto contraddittorie:
questo principio è la chiave che deve rendere il vero loro senso...
LA
REINCARNAZIONE
Quando qualcuno muore diciamo che è disincarnato. Quando nasce un
bambino diciamo che uno Spirito è incarnato. Lo Spiritismo insegna che
noi abbiamo molte vite. Tutte le volte che nasciamo per una nuova vita,
stiamo incarnando. Così, anche gli spiritisti credono nella
Reincarnazione. Credere nella Reincarnazione è credere che abbiamo molte
vite. É bene sapere che la maggior parte delle religioni credono nella
Reincarnazione la quale ci fa capire molto dell’esistenza.
In ogni vita impariamo cose diverse. Così, in una
vita siamo operai; in un’altra possiamo essere industriali, in una vita
siamo poveri; in un’altra possiamo essere ricchi, in una vita nasciamo
neri; in un’altra possiamo nascere bianchi, in una vita siamo sani; in
un’altra vita possiamo essere malati.
La Reincarnazione spiega anche le differenze fra le persone. Nel mondo
vediamo tutti i tipi di persone. Non esistono due persone uguali. I
fratelli sono diversi. Persino i gemelli sono diversi. Alcuni bambini
nascono intelligenti ed imparano tutto facilmente, altri nascono malati
e non riescono ad imparare nulla. Alcuni bambini nascono sani e
perfetti, altri nascono poveri e persino miserabili. Esistono piccoli
buoni, che obbediscono e sono tranquilli dalla nascita, altri invece
sono ribelli, non obbediscono per niente e sono aggressivi.
Perché queste differenze? La Reincarnazione le
spiega.
Tutti noi abbiamo avuto molte vite. In ogni vita impariamo,
sbagliamo, facciamo del bene e del male. Le nostre sofferenze sono i
risultati dei nostri errori. Errori commessi in un’incarnazione creano
sofferenze in un’altra incarnazione.
La Reincarnazione comprova la Giustizia Divina.
Nasciamo per imparare quello che non abbiamo imparato in altre vite. Per
questo, ognuno nasce nel modo migliore per imparare.
E' nascendo, vivendo, morendo e rinascendo che
l’uomo si evolve.
Dio ha creato lo Spirito semplice ed ignorante. L’uomo evolve attraverso
le reincarnazioni. Ogni vita è una nuova reincarnazione. Ogni vita è un
apprendistato. In ogni vita possiamo salire un gradino nella scala che
ci porterà a Dio. Il fatto di aver avuto molte vite chiarisce
molte altre cose.
É comune provare simpatia o antipatia per una persona appena conosciuta.
Molte volte questo sentimento è dovuto a quello che è successo in vite
passate. La Reincarnazione spiega anche i casi dei bambini prodigio.
Sappiamo che alcuni bambini sono molto intelligenti. Questi fanciulli
imparano con molta facilità perché si ricordano quello che hanno già
imparato in altre vite. Molte persone in visita per la prima volta in
certi luoghi hanno la sensazione di averli già conosciuti. Questi fatti
molte volte succedono perché la persona ha già vissuto o è stata in quel
luogo in un altra vita.
LA
MORTE NON ESISTE
Sappiamo già che nascere è lo stesso che reincarnare. Sappiamo anche che
morire è lo stesso che disincarnare. La verità
è che la morte non esiste.
Quello che esiste è la distruzione del corpo materiale. Quando
una persona disincarna, il suo Spirito rimane libero. Lo Spirito libero
del corpo va al mondo spirituale. La vita nel mondo spirituale dipende
da quello che l’uomo ha praticato in quanto incarnato. La vita nel mondo
spirituale è diversa per ciascuno Spirito.
Ogni Spirito vivrà nella spiritualità d’accordo con quello che ha
imparato e con quello che ha fatto nella Terra. Così, esistono nel mondo
spirituale luoghi molto tristi e di molta sofferenza. Questi luoghi
tristi e di sofferenze sono chiamati dagli Spiriti "umbral o tenebre"
(purgatorio) dove vanno i cattivi quando disincarnano.
Nell’umbral lo Spirito comincia a capire i suoi errori a poco a poco.
Quando lo Spirito capisce i suoi errori e si pente, è aiutato e si
trasferisce in luoghi migliori. Lui impara molto in questi luoghi
migliori. Lì si preparerà per reincarnare, vogliamo dire, per nascere di
nuovo.
Gesù ha detto: "Ad ognuno secondo la sua opera". Questo vale a
dire che incontreremo nel mondo spirituale un tipo di vita in accordo
con quello che abbiamo fatto. Quando disincarna una buona persona il suo
Spirito va in luoghi di pace. In questi luoghi vive felice, lavora ed
impara, migliorando sempre più. La maggior parte degli Spiriti torna a
reincarnarsi, a nascere di nuovo. Ad ogni nuova vita, più lo Spirito
impara e più si avvicina a Dio.
Gli Spiriti buoni sono chiamati Spiriti di luce. Sono chiamati di luce
perché irradiano luce.
Quanto meglio è, lo Spirito più evoluto sarà.
Quanto più evoluto è lo Spirito più bella sarà la sua luce.
Gli spiriti che molto sbagliano vengono chiamati sofferenti. Sono così
chiamati perché vivono nell’umbral. Gli Spiriti quando sono ancora
cattivi, vengono chiamati Spiriti delle tenebre.
Sono così chiamati perché non hanno luce, sono scuri.
Tutti noi abbiamo un corpo fisico e un corpo eterico (*), quando avviene
il decesso del corpo fisico il corpo eterico lo lascia. Viene interrotto
il collegamento tra i due corpi che avveniva tramite un "cordone
ombelicale" di energia di colore azzurro-argenteo (
Vedi
ns. articolo: Cos'è il Cordone D'Argento)
.
Come il cordone ombelicale, che unisce la madre al figlio che ha
generato, viene reciso per vivere, così la morte separa definitivamente
questo secondo corpo da quello fisico.
(*) Anima,
corpo fluidico, perispirito ecc. gli sono stati dati tante denominazioni
Esperienze
di NDE – la testimonianza di Ivan
03-09-09
Riceviamo
dalla D.ssa Sara Luce un nuovo racconto di NDE, racconti che la nostra Collega
sta raccogliendo in Italia, nonostante tutte le reticenze spesso opposte dai
pazienti che hanno avuto simili esperienze nei confronti dei ricercatori del
Paranormale. Un grosso complimento alla cara Sara per l'eccellente lavoro che
sta svolgendo, certamente degno di esser pubblicato sulle più prestigiose
riviste di Neuro-Psichiatria mondiale, al pari di quelli di Moody e di tanti
altri Medici che, come lei ed il vostro WM, credono che l'Anatomia e la
Fisiologia da sole non bastino a spiegare la complessità della vita intelligente
e non.
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Il 14 /07/08 sono stato ricoverato e poi operato presso un
ospedale di Cremona.
A seguito di complicazioni post operatorie venivo trasferito e
nuovamente operato al centro Trapianti dell’Ospedale S.Orsola di Bologna.
E’ qui che durante il ricovero in rianimazione è avvenuto
l’incontro e il dialogo con un’essenza che mi si e’ presentata dicendomi di
essere un Angelo. Il ricordo inizia allorchè mi trovavo coricato su uno strano
letto a forma di nave e vedevo sopra di me, nel buio,dei fasci di luce informi e
in movimento come raggi di pulviscolo solare. Sono quindi uscito dal corpo e
portandomi all’altezza del soffitto mi guardavo dall’alto verso il basso
immobile, nudo, pieno di tubi vari e ricoperto da sacche di ghiaccio.
Lievitavo, ero spirito senza forma, come una nebulosa a colori
vivaci, scintillanti e in modo spontaneo, mi sentivo tanto sereno quanto
tranquillo, mi sono rivolto verso questa entità chiedendogli chi fosse, mi
rispose:-Sono un Angelo. Gli ho chiesto se era il mio Angelo Custode, mi ha
risposto che non era il solo ma che erano in diversi e che potevo dialogare
anche con gli altri.
Chiesi cosa dovevo fare e perché Lui fosse li, mi rispose che
dovevo aspettare ed era li per farmi compagnia se mi andava di parlare. Chiesi
se ero morto e se doveva accompagnarmi da qualche parte, mi rispose che non ero
morto e che dovevamo solo lasciar trascorrere il tempo,aspettare.
Mentre tutti si muovevano un Angelo era fermo in silenzio, gli
chiesi perché, mi rispose che la ragazza cui era vicino stava molto male. Poi
altre domande e risposte che riguardano il mio privato e che tralascio. Ad un
certo punto mi ha salutato dicendomi che era ora che rientrassi nel corpo , gli
ho chiesto se potevamo ancora parlarci , mi ha risposto di si e mi ha detto che
avrei sempre avuto vicino almeno un Angelo. Sono quindi sceso sul mio corpo e vi
sono entrato, poco dopo mi sono risvegliato.
Trasferito nel reparto di Terapia Intensiva dopo alcuni giorni
venivo a sapere che vicino a me in Rianimazione c’era una ragazza ,che ora stava
meglio e che la stavano sistemando nella stanza accanto .Coincidenza? Non so ,
personalmente mantengo tanti dubbi su ciò che è avvenuto e non ho certezze, ma
di quei giorni mi è rimasto questo ricordo e anche se non so se sia stato realtà
o sogno , cosi come è rimasto nella mia mente ,con serenità , ho deciso di
raccontarlo.
Dopo quell’esperienza comunque, ora mi capita spesso di chiamare
persone che mi dicono che mi stavano pensando o viceversa di pensare a persone
che poco dopo mi chiamano e sento forte il richiamo ad andare in Chiesa , cosa
mai fatta prima, ove dopo una “conversazione,, mi sento pervaso da un grande
senso di pace e serenità e trovo attraverso coincidenze o forti sensazioni,
favorevoli o contrarie,le risposte alle mie domande. Un bacio, Ivan
www.leparoledegliangeli.it
Mio
caro Claudio, la raccolta di testimonianze continua, anzi, se come
ho visto anche alcuni dei frequentatori del tuo sito hanno
testimonianze importanti da raccontare, dagli il mio indirizzo
e-mail così faremo conoscere sempre di più queste esperienze e io,
lo sai, sono un po’ rompina e mi faccio raccontare tutto per filo e
per segno...Alla luce di
quanto ti ho detto ti mando l’ ultima testimonianza pubblicata, poi
vedi tu. Un dolce abbraccio, Sara Luce
www.leparoledegliangeli.it
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Ciao a tutti mi chiamo Aldo ho 39 anni e questa è la mia esperienza.
Era il maggio del 1985 ed io avevo quindi nemmeno 16 anni, andavo a
scuola in quel periodo ed ero molto preso dagli studi, nonostante
giovane prendevo qualche caffè e per di più la mattina del giorno in
questione era mancato mio nonno.
Vi racconto nell’ ordine quello che è accaduto e di seguito quello
che io ho visto o creduto di vedere.
Ero a cena con la mia famiglia composta da genitori un fratello e
una sorella più grandi e un fratello più piccolo; mentre mangiavo,
complice forse una bibita molto fredda, mi sento la testa girare, mi
alzo dicendo a mio fratello " fammi passare che mi sento male" e
cado a terra tra le due seggiole a peso morto, mi prendono mi tirano
su la testa e ho gli occhi talmente rovesciati che non si vedono le
pupille, mi portano in bagno sopra la vasca prima a testa in giù e
poi di nuovo a testa in su.
Ancora occhi rovesciati e battito assente o talmente rallentato da
essere impercettibile senza strumenti, quando credevano ormai fossi
morto mi sono improvvisamente svegliato, poi croce rossa ospedale
visite mediche etc etc etc.
La mia esperienza è questa, non ho visto luci, da quando ho
avvertito il malore a pochi attimi prima di svegliarmi ho un vuoto
totale, sono i forse ultimi 15 , 20 secondi di quei pochi minuti che
mi hanno fatto scrivere, ricordo il buio che diventava più chiaro,
un grigio scuro, certamente un ronzio insistente, ma non sembravano
voci, poi all’ improvviso in quel grigiore sono apparse le sagome di
numerose persone tutte in torno a me come se io fossi sdraiato e
loro mezzi chini su di me, completamente circondato guardavo in alto
ma potevo vederle tutte. Le sagome erano grigio chiaro ma non si
distinguevano i volti, ed erano tutti uguali, e l unica cosa in
risalto erano i loro occhi bianchi e luminosi senza pupille, mi
guardavano sempre chini senza parlare ma era come lo facessero.
sembrava una forma di protezione, sentivo la protezione, ma io avevo
paura, tantissima; mi piace pensare che chiunque fossero hanno
deciso infine di lasciarmi andare, di nuovo buio e l’ immagine del
soffitto del corridoio dove vedo chini su di me i miei genitori e
più distanti i miei fratelli.
Ne ho parlato a distanza di anni con la mia famiglia e con un paio
di parenti stretti, cugini, un amica e nessun altro, da allora
nessun'altra esperienza.
Aldo.
LA STRANA NDE DI ERNESTO
(05-12-09)
Caro Claudio, ti mando una nuova testimonianza, se vuoi condividerla con
i lettori del tuo sito ... (SARA LUCE)
L'incontro con la Luce.
Quando si è verificato il mio incontro con la Luce non ero in coma. In
effetti non tutti gli incontri con la Luce avvengono durante una
situazione di pericolo a livello fisico (incidenti, decorso di gravi
malattie, ...): sono stati riportati infatti alcuni casi relativi a
situazioni di forte spiritualità, per così dire.
E' impossibile riportare in una mail un'esperienza di quel tipo, e forse
non basterebbe anche una vita per spiegarla di persona, perchè la Luce è
al di sopra di ogni cosa, di ogni credo e di ogni religione, e
quell'incontro lo sto metabolizzando ancora, tanto è stato forte, e lo
metabolizzerò ancora, per tutta la vita.
Ho avuto l'esperienza alcuni mesi dopo la morte di mia madre, deceduta
nel '94. Fin da bambino sono sempre stato un po’ mistico, ma dopo aver
baciato il corpo freddo e senza vita di mamma intrapresi un ulteriore
viaggio interiore per capire e sapere se poteva esserci qualcosa "al di
là". Dopo quella morte mi sentivo inizialmente più solo, più fragile, ma
piano piano, mese dopo mese, cominciavo a sentire dentro di me
un'energia, una forza, qualcosa che mi chiamava.
I vent'anni non sono stati un periodo facile per me (ma credo per
tutti): non avevo buoni rapporti con mio padre e mia sorella e non amavo
più il Liceo; in più c'era quel lutto, il marmo freddo di quella tomba.
Una sera mi sentivo veramente distrutto e mi coricai sul letto. Non
intendevo dormire, solo stare un po’ tranquillo. Realizzai ancor di più
la mia infelicità, i problemi che avevo, dentro di me chiesi aiuto a
Dio, arrivando persino a dubitare della sua esistenza, e
improvvisamente, con i miei occhi ben aperti, ebbi un sussulto: venne a
me una Luce.
Preciso che non ho mai avuto visioni o sogni ad occhi aperti. Quella
Luce all'inizio mi spaventò (i nostri occhi sono abituati a vedere ben
altro), ma fu Lei a calmarmi subito. Capii intuitivamente che stavo
vedendo ciò che era a me più vicino, ciò che mi conosceva e mi capiva
più di ogni persona al mondo.
Iniziò a comunicarmi: non fu un dialogo a parole, ma una trasmissione
simultanea di idee e immagini. Non posso spiegare completamente ciò che
appresi, ma mi preme affermare che esiste un solo Dio, identificabile
con la Luce che vede chi ha oltrepassato la vita ed è poi rientrato. Non
esiste nulla di più forte, bello e giusto della Luce. Ogni religione
cerca di definire Dio e la realtà a suo modo, tuttavia esiste una sola
verità.
L'incontro durò pochi minuti, ma in quel brevissimo tempo appresi e
comunicai così tanto che forse non basterebbero settimane per spiegare e
sentire qui le stesse cose: e in effetti era come se il tempo si fosse
fermato.
Desideravo ardentemente andare là, oltrepassare la soglia, ma mi fu
spiegato che dovevo tornare "nella vita" in attesa di nuove esperienze
future.
La Luce andò via, ma nonostante le sue rassicurazioni, quel distacco fu
più doloroso di qualsiasi lutto.
Ripenso tutti i giorni a quell'esperienza e riesco a comunicare ancora
con la Luce, ma seguendo un canale differente.
Ora la mia vita è migliorata: a livello materiale non sono più uno
studentucolo, ma lavoro e posso seguire maggiormente le mie aspirazioni
e i miei interessi; a livello spirituale rispetto a un tempo ho una
marcia in più. Tuttavia a volte provo una gran tristezza perchè so che
là starei ancora meglio.
Mi scuso per la lunghezza di questa mail, ma ho cercato di essere un
briciolo esauriente."
Ernesto
http://www.leparoledegliangeli.it
Due
NDE DEL 19° secolo
(09-12-09)
Gli antichi racconti
di NDE sono molto importanti, in quanto dimostrano che l'interesse
popolare per l'argomento (sviluppato dal Dr. Moody con i suoi libri
pubblicati dal 1975) era già presente più di 100 anni fa, senza
tralasciare il fatto che tali racconti
circolavano già nel Medio Evo, o forse
anche prima.
Due più recenti -ma sempre precedenti all'epoca attuale- sono
menzionati nel libro " Guided by Spirit" di Charles e Penelope
Emmons (p. 219).
Il primo riguarda una donna che successivamente divenne una Medium. Ecco
una breve sintesi:
La signora H. J. Conant ebbe una NDE nel 1851 all'età di 20 anni quando,
a seguito di una malattia per cui aveva assunto un sovradosaggio di
morfina, andò in coma. Il medico pensava che stesse per morire. La Conan
cadde in uno stato di trance durante il quale le venne suggerito un
farmaco banale che successivamente la salvò. Mentre era in trance riferì
di essere stata in un bel posto, che pensò fosse il Cielo. Lì rivide
sua madre, le chiese di poter rimanere, ma le fu detto che doveva
tornare sulla Terra, perché
"...aveva ancora una missione da compiere".
Nell'anno 1851 [la signora Conant] traslocò da Lowell e, con il marito,
andò a risiedere nel North End di Boston. Qui la sua salute non fu mai
buona, così il Dr. Tobey, un famoso medico della città sebbene dedito all'alcol,
era stato chiamato in visita e le prescriveva una preparazione a base di
morfina.
Il marito della Conant spediva la ricetta presso una vicina farmacia e
somministrava il farmaco alla moglie attenendosi scrupolosamente alla prescrizione.
La dose indicata dal Dott. Tobey però, si dimostrò eccessiva, causando uno stato di semi-incoscienza, così rapidamente, da
mettere in allarme tutti coloro che risiedevano nella casa.
Mr Conant immediatamente si recava allo studio del medico per informarlo
del fatto e quest'ultimo, capito l'errore, si precipitava a visitare la
paziente.
Uno sguardo, e capì che c'era stato un errore nella somministrazione del
farmaco, ed il pericolo di morte imminente della sua paziente lo fece
immediatamente tornare sobrio. Dubitava d'aver mai prescritto una
dose così pesante, sebbene il farmacista gli avesse mostrato la ricetta scritta di
suo pugno.
Quest' ultimo dichiarava che non avrebbe mai preparato il farmaco ad un
così elevato dosaggio se non avesse conosciuto e ben stimato il medico
prescrittore.
Il Dr. Tobey disse che non c'era nessun modo per salvare la signora
Conant, che ormai stava per morire. Lei, però, gli disse che non era
così....
Durante l'assenza del marito uscito in cerca del medico, la signora Conant si
era misteriosamente destata dal torpore mortale; il suo corpo tremava
come se stesse subendo una serie di shock elettrici, poi cominciò a
parlare, e prescrisse un farmaco per se stessa, come aveva fatto spesso
durante la sua infanzia. La medicina, che era semplice e naturale, le
venne subito somministrata, e sotto gli occhi del medico
terrorizzato, ella iniziò a sudare, riprendendosi rapidamente.
Non appena ripresa piena coscienza, la Conant si ricordò di essere
stata in un bel posto, che pensava fosse il Cielo, dove aveva incontrato
sua madre morta anni prima. Raccontò che piangendo e pregando le aveva
chiesto di restare con lei, ma i suoi genitori delicatamente ma con
fermezza, le avevano detto che doveva tornare alla vita terrena - che
aveva ancora una missione da compiere, e che a tempo debito avrebbe
gettato l'ancora nella sabbia dorata che brilla nel fiume del Paradiso.
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Sebbene né lei né gli altri presenti attribuirono la cura agli Spiriti -
per mancanza di informazioni sul tema - dopo alcuni anni il Medium
William Rice, che nulla sapeva dei fatti, rivelò alla Conant, che non aveva
mai visto prima d'allora, che ella era stata curata grazie agli sforzi del
dottor Kittredge, un vecchio medico della sua città natale, passato da
diversi anni nel Mondo dello Spirito.
Oltre alla canalizzazione della cura, ciò che è interessante in questa
storia è l'esperienza di pre-morte della signora Conant che si allinea
perfettamente con molti racconti moderni.
Ha descritto un luogo dove si era riunita con i parenti defunti, le sue
implorazioni per rimanere, l'ordine di rientrare perché aveva ancora un
compito sulla Terra, e ricordava l'assicurazione che sarebbe tornata
quando il suo lavoro fosse terminato.
Tutto questo suona familiare a chiunque abbia letto i racconti
contemporanei di NDE.
C'è chi sostiene che la somiglianza
fra i moderni racconti di esperienze di NDE
sono
da attribuire alla divulgazione fatta da film e libri, ma questo
racconto,
pubblicato 102 anni prima che le NDE fossero entrate nella
coscienza popolare grazie ai libri del Dr. Moody, contiene molti degli
stessi elementi oggi noti.
Secondo racconto.
Anche John Brown, il "Medium delle Montagne Rocciose", nato nel 1817,
sembra abbia avuto una NDE intorno al 1850, ma senza avere una visione
dell'Aldilà.
Questo è il racconto scritto da lui stesso e pubblicato nel lontano 1897.
"John Brown lascia il corpo"
<
Una luminosa Domenica mattina di pochi anni fa, non mi sentivo molto
bene, anche se non particolarmente male. Ho fatto un bagno e sono salito
per le scale a cambiarmi abbigliamento.
Mi sentivo come se fossi
circondato da un gran numero di persone che sembrava dire: "John,
aspetta un pò, coricati e vai a riposare." L'ho fatto e, dopo pochi
istanti mia moglie è entrata con un pettine e una spazzola in mano, ma
nella stanza ci sembravano essere due persone, lei ed un'altra
simile a lei sotto tutti gli aspetti. Loro (!) si spostavano fianco a
fianco, mentre si avvicinavano al letto ed io ho tirato la coperta sopra la
testa, sentendomi nelle mani di quelli che non sono fatti di argilla
(esseri
umani -NdR), ma in
quelle di coloro ai quali non si può fare resistenza (Spiriti
- NdR).
La signora Brown, vedendo qualcosa di strano nel mio comportamento, mi
ha chiesto cosa stesse succedendo, ma non le ho dato alcuna risposta,
cercando di nascondermi. Poi è andato giù ed ha chiesto a
mio genero, il signor SP Waite, di "correre su per le scale e vedere che
cosa affliggesse Mr. Brown." Mr. Waite giunse alla mia porta in un
attimo e mi chiese se volevo un medico.
Non riuscivo a parlare, eppure
sapevo tutto. E' poi diventato tutto buio, i miei occhi non potevano più
vedere nulla.
In pochi minuti la mia stanza era piena di amici, tra i quali WA Conn,
JW Acque, il dottor Peacock, il Dr. Hickey, il dottor Oliver, e il
dottor Herrold.
Da quel momento le mie membra sono diventate inutili,
non potevo muoverle, il mio respiro si era quasi fermato, ma ho sentito
parlare e sapevo tutto quello che era stato detto e fatto. Prima che le
mie braccia avessero perso la loro forza, strinsi la mano a tutti e
cercai di dir loro addio - ma tutto era buio e non riuscivo a parlare.
Ho potuto respirare, ma poco, e sempre meno, e sapevo che stavo per
morire, che fra pochi attimi non sarei stato più l'occupante di
questo mio corpo terreno.
Qui, miei cari lettori, mi manca la capacità, il dono di trasmettere a
voi l'idea corretta di questo cambiamento meraviglioso di essere "nato
di nuovo". Sembrava come se mi fosse chiesto di risolvere tutto ciò che
è terreno, di rinunciare a tutto quel che non fosse lo spirito. Separarmi
da questa casa in cui avevo vissuto e che avevo curato così a lungo, era
un pensiero che mi colpiva con dolore.
Eppure, in tutto ciò che stava
accadendo intorno a me, non avevo nessuna volontà, nessun desiderio,
nessun potere, tutto era al di fuori ed al di là del mio controllo.
In pochi istanti, la mia testa si è inclinata, il mio cuore ha cessato
di vibrare, quindi l'intero meccanismo ha fatto un ultimo sforzo per
riprendere fiato, ma invano. In un attimo tutto il mio sistema nervoso,
diede una scossa e tutto esisteva ancora, tutto era tranquillo.
Ho
sentito i medici dire, ".. è l'ultimo respiro... non si muove più... è
morto."
Sì, ho sentito tutto, ma
non vedevo con i miei occhi.
In quel momento mi è sembrato che mi stessi lentamente spostando
attraverso un caldo ambiente e in lontananza ho cominciato a percepire
un punto più chiaro, un punto bianco nel buio.
Mentre questa luce
gradualmente aumentava di dimensioni, si avvicinò a me, finché
finalmente riempì la stanza e l'ambiente esterno. Non era come la luce
del nostro sole - era più bianca, ancora di più.
Sembrava portare con sé
un principio di vita.
In quel momento mi ritrovai disteso orizzontalmente sopra il mio corpo
a circa 1/2 metro da esso. Senza alcuno sforzo da parte mia, mi sono
trasferito fuori dal corpo e mi sono fermato sopra i miei piedi, a
circa 1,5 metri da esso. Sapevo che avevo lasciato il mio corpo. Ho
potuto vederlo sul letto, e ho visto il signor Woodward, uno dei miei
vicini, lasciar andare la mia testa che mi aveva tenuto fino a quel
momento e raddrizzare
il mio corpo sul letto. Rimasi lì. Ho sentito tutto quello che è stato
detto. Ho sentito il dottor Dickey dire ad una persona incontrata per le
scale:
"Sei arrivato troppo tardi, è morto."
"È proprio così?" ,
rispose l'uomo.
Ho potuto vedere e sentire tutto proprio come ho sempre fatto nella mia
vita. Ero vicino al centro della stanza e non mi spostai quando gli
altri passavano dove mi trovavo.
Sembravano andare dritti attraverso me
e non interferire affatto.
Essi, per me, erano come uomini e donne di legno.
Oh, come avrei voluto prenderli per mano e dar loro una stretta per far
sapere che non ero morto, ma non potevo. Ho osservato con attenzione,
l'abito che indossavo. Ero vestito, non nudo. Durante quel tempo, il mio
Spirito Guida era con me, alla mia destra.
Egli era intento a scrivere su un libricino o un diario, e mentre stavo
esaminando i vestiti che avevo addosso, mi ha indicato l'angolo della
stanza, dicendo:
"John. Questo è il vestito che metterai, ma non ancora; tu non morirai!"
Ho guardato nell'angolo della camera e c'era il corpo ben formato di un
uomo. Non assomigliava a me, non ero così alto ed era anche un pò più scuro di
me. L' ho esaminato minuziosamente. Era ben formato, nuovo, eppure
avrebbe potuto essere vecchio come il tempo, ma non aveva segni di
essere stato usato. Il suo vestito era nello stile dei Quaccheri, con
una stella su ciascun fianco e strisce di diversa larghezza e colore.
Non mi sembrava che quel corpo fosse quello che avevo appena lasciato,
era più leggero e più spirituale, ma non era sufficientemente solido per
essere visto da occhi terreni.
Mentre stavo lì, ho pensato a tutti i miei affari, e fui contento che
due giorni prima avevo messo tutto a posto e che a nessuno dovessi dare
nemmeno un centesimo. Ho pensato a quello che mi era stato detto da
ragazzo, che al momento della morte andiamo avanti, che non si è fermati
dai limiti del tempo e dello spazio, ma, non vedevo nessun posto in cui
andare. Avevo preso la mia decisione di rimanere con la mia famiglia
fino a quando fosse successo qualcosa, fino a che qualcuno non mi avesse chiamato,
quando a un tratto sono stato sollevato da una forza invisibile e fui
trasferito direttamente sopra al mio vecchio corpo.
I vicini e gli amici erano tutti andati via, tranne due dei medici, che
erano a consulto in una stanza adiacente, per dare un nome alla malattia
di cui ero morto.
Fino a quel momento, ero stato consapevole di tutto ciò che era stato
detto e fatto. Poi mi sono abbassato fino ad immergermi di nuovo nel
corpo che tutti avevano dichiarato morto.
All'inizio sono caduto in un sonno di breve durata, perché, in un
minuto o due, qualcosa ha causato un soffio d'aria e di bava che sono uscite dal
mio petto. I miei occhi potevano vedere, ero vivo nello stesso corpo che
ora abito. Non appena la vita tornò ad essere visibile, i medici si
avvicinarono, e mi dissero che non potevano fare niente per me, perché
non conoscevano la causa della mia malattia e non avevano mai visto nè
sentito di un caso del genere in precedenza.
Dissero ai miei familiari di farmi rimanere così fino al giorno
successivo, e lasciare che la natura facesse la sua strada.
I Dottori Peacock e Dickey sono i miei vicini, entrambi eminenti medici, e amati
da tutti. >
-------------------------
Come si è visto, anche questa NDE ha caratteristiche riscontrabili
nei racconti moderni,
in particolare:
*
Librarsi in una posizione orizzontale direttamente al di sopra del
corpo fisico.
*Avere la consapevolezza di una meravigliosa luce che non è come
la luce del
sole e sembra contenere un
principio di vita ".
*La frustrante impossibilità di comunicare con le persone nella stanza,
l'osservazione chiara di ciò che quelle persone dicono e fanno
(tra cui
la percezione visiva, nonostante la precedente perdita della vista).
*Vedere il proprio corpo spirituale dotato di vestiti, non nudo.
*Comunicare con un'Entità Spirituale.
*Il ritorno nel corpo terreno prima della rianimazione ed un breve,
nuovo periodo di blackout.
C'è anche un elemento insolito ed un pò enigmatico in questa storia, costituito dalla
visione del corpo
spirituale apparentemente inutilizzato nell' angolo della stanza.
Che fosse il corpo astrale della futura incarnazione del Sig. Brown?
La percezione del "doppio" di sua moglie all'inizio dell'
esperienza, può indicare che Brown vedeva il corpo astrale di lei, anche se
egli non dà questa spiegazione.
In sostanza, tali racconti, insieme a molti altri, ci fanno pensare che
le NDE sono sempre esistite e che oggi, grazie ai progressi della
Medicina Rianimatoria, siano diventate più frequenti e molto ben
documentabili da un punto di vista scientifico.
(Webmaster da varie fonti Internet)
Mi chiamo Maria , amo dipingere e scrivere fiabe , ..Ringraziamo ancora una volta Sara Luce per averci inviato questa ulteriore, bellissima NDE.
I CIECHI POSSONO VEDERE DURANTE
UNA NDE
(21-01-10)
Vicki Umpieg, una donna non vedente di 45 (cieca dalla nascita per un
eccesso d'ossigeno), è stata una delle tante persone che il Dr.K.Ring e
S.Cooper hanno intervistato.
Vicki disse al Dr.Ring subito dopo l'incidente stradale, di essersi
ritrovata sopra il
suo corpo nella sala operatoria e che dall'alto guardava un dottore e
una infermiera,
che la operavano.
Queste sono le sue parole: " All'inizio non sapevo di essere io..c'era
un corpo ma non
sapevo che era il mio…poi mi sono domandata..COSA FACCIO QUASSÚ?
SONO MORTA? E solo allora mi sono resa conto che quel corpo era il mio
e che io fluttuavo sul soffitto.
Ho notato anche gli anelli sulla mia mano destra, specialmente la fede,un anello molto inusuale"
Ai dottori raccontó anche che durante la sua NDE, era riuscita a volare
sul tetto, guardandosi intorno e che una musica
armoniosa e sublime, si alternava al soffio del vento, di essere poi stata risucchiata in un tunnel buio e di vedere, in
lontananza, una luce…e quando si ritrovó alla fine del tunnel, la musica
si trasformó in un sublime inno e rotolando, si ritrovó distesa
sull'erba, attorniata da alberi, fiori e persone..un posto pieno di
luce,
che lei stessa poteva vedere ma anche sentire. Anche le persone erano di
luce
" TUTTI ERANO FATTI DI LUCE, ANCH'IO... C'ERA AMORE OVUNQUE".
Poi descrisse l'incontro con due compagni di scuola, l'incontro con sua
nonna, di questo scambio di pensieri senza parlare.
" AVEVO LA SENSAZIONE DI SAPERE TUTTO E CHE TUTTO AVESSE SENSO.
SAPEVO CHE QUESTO ERA IL POSTO DOVE AVREI TROVATO TUTTE LE
RISPOSTE ALLE MIE DOMANDE..SULLA VITA..SUI PIANETI E SU DIO…IL POSTO DEL SAPERE".
Poi notava una figura piú luminosa e radiosa delle altre e lo identificó
per GESÚ e telepaticamente LUI le parló :
" Non è meraviglioso qui? Tutto
combacia ma tu non puoi stare qui, non è ancora il tuo tempo, devi
ritornare nel tuo corpo per imparare a insegnare AMORE e PERDONO.
Le disse anche che avrebbe avuto dei bambini ( attualmente Vicki ne ha
tre) ma che prima di andare, doveva ancora guardare una cosa e Vicki
vide la sua vita, dal momento dell'incidente
fino alla sua nascita, commentata gentilmente da Gesú sulle sue azioni e
ripercussioni.
Le sue ultime parole furono :" Adesso devi lasciarci" e lei si risveglió
nel suo corpo.
" LA MORTE NON È ALTRO CHE UN PASSAGGIO DA UNA STANZA ALL'ALTRA.
LA SOLA DIFFERENZA, PER ME, È CHE NELL'ALTRA STANZA…HO LA
POSSIBILITÁ DI VEDERE"
Fonte: www.nderf.org