Dopo aver visto
l'ultimo film di
Clint Eastwood,
ne siamo usciti
molto
favorevolmente
impressionati,
certo più della
critica
che -pero' -
è apparsa divisa
quasi a metà fra
elogi e giudizi
poco
lusinghieri. Di
questi ultimi ve
ne cito uno per
tutti:
NOIOSO.
A nostro avviso,
invece, Il
Regista (ormai
ultraottantenne)
tocca con mano
delicatissima
l'argomento
"Aldilà" (Hereafter
significa
appunto questo
in Inglese) e
tutte le
problematiche
connesse alla
Medianità ed
alle
(ostacolate)
indagini su
questa tematica,
viste da tre
punti
prospettici
diversi.
Da non perdere e
da rivedere a
casa su DVD!
NON
ANDATE A VEDERE "AMABILI RESTI"!
(05-03-10) RECENSIONE
A CURA DI GIULIA
Ecco perchè
non raccomando la visione del film Amabili Resti a persone
impressionabili (quali io sono), specie se hanno perso un figlio,
sebbene da tutto il film traspaia nel complesso una forte sensazione di
poter comunicare e stare in contatto fra l'Aldiqua e l'Aldilà.
La ragazzina di 14 anni (Suzy Salmon) viene uccisa e fatta a pezzi da un
serial killer, che chiude i resti del suo corpo in un sacco, che a sua
volta chiude in una vecchia cassaforte in cantina. La ragazzina non ha
la percezione di questi eventi, perchè, come il maniaco comincia a
molestarla, ha la cognizione di sfuggire al proprio aggressore e
scappare via. Fino a questo punto ci siamo: il film rispecchia quanto
sappiamo ciò che avviene nel momento del trapasso.
Quando però Suzy cerca di raggiungere casa sua (altro fatto normale nei
racconti di chi muore) si ritrova in una versione da incubo o astrale
della sua casa, dove è in grado di aprire le porte usando le maniglie,
ma che trova vuota, mentre in realtà in casa c'è sua mamma che dà alla
polizia una descrizione di come era vestita la ragazza al momento della
scomparsa.
Peggio ancora, da questo punto, la ragazza accede ad un ambiente del
tutto distorto dalla vena horror del regista (e in parte dello scrittore
del libro su cui il film si basa) che è una versione da incubo della
stanza da bagno del serial killer che l'ha uccisa, immerso nella vasca,
in un liquido pregno di fango, con schizzi e pozze di sangue un po' da
per tutto. L'ambiente
NON è la vera stanza
da bagno di questo individuo, ma una versione grottescamente horror e
distorta, come in un incubo, in presenza della quale la ragazza capisce
di essere stata uccisa, urla disperata e lascia l'ambiente terreno.
Questo NON rispecchia ciò che accade dopo la morte, in quanto, se è vero
che ci vengono risparmiati eventuali dettagli dolorosi o traumatici
circa la nostra morte, ciò non accade al fine di intrappolarci
successivamente in un incubo.
Le cose procedono poi secondo il copione del tunnel, ma la ragazza si
trova in una specie di terrra "di mezzo", dove l'unica presenza è
l'ultima vittima del carnefice, che la redarguisce. Le dice che non
avrebbe dovuto "voltarsi indietro", ma avrebbe dovuto procedere verso la
"destinazione finale" (il Paradiso, lo si vede dopo), un luogo "dove
non esistono nè campi di granturco, nè ricordi, nè tombe".
Questa frase potrebbe anche sfuggire a chi vede il film, ma sicuramente
lavora nel subconscio e ci ripropone il solito tabù che non ci si deve
impicciare degli affari dell'Aldilà, pena il rimanere intrappolati, o
intrappolare i nostri cari, in una sorta di luogo intermedio e,
peggio ancora, suggerisce che
nell'Aldilà non ci si porta ricordi.
Il messaggio finale del film è che bisogna, da parte di chi muore e di
chi resta, accettare che il mondo continua senza di noi, ed anche che il
dolore di una madre per la morte della figlia la tiene in qualche modo
intrappolata; in fatti, è solo quando la mamma accetta di riaprire la
cameretta, arieggiarla e accettarla così come, senza più sua figlia
viva, la figlia è veramente libera di proseguire il suo cammino.
Ecco perchè tutto sommato questo film non mi piace ed anzi lo reputo
dannoso per una persona a lutto.
Un caro saluto.
Giulia
Ecco uno di quei soliti films
che fanno vedere il Paranormale sotto una luce negativa! Non è che
nell'Aldilà siano tutti buoni, poichè esistono "diavoli" per ogni
livello negativo. Essi altro non sono che spiriti che furono
"cattivissimi" sulla Terra, e che si ritrovano su identici livelli di
esistenza dopo il Passaggio, accomunati dalle loro identiche negatività.
Spaventare la gente su queste tematiche al solo fine di lucro è
estremamente pericoloso, poichè abbassa il livello di vibrazioni di
chiunque cerchi un contatto sereno con i propri Cari. Non fatevi trarre
in inganno dal titolo, perciò, e sconsigliatene la visione a tutti i
vostri Amici e Conoscenti!
WM
PREMONITION
(PREMONIZIONE)
Non si può cambiare il
destino che noi stessi ci siamo scelti, ma l'interprete del film
(Sandra Bullock) ci prova quando scopre che in quello che le sembra
un sogno, il suo adorato marito muore in un gravissimo incidente
d'auto. Si sveglia e se lo ritrova accanto, poi si addormenta e
partecipa ai funerali, rischiando d'impazzire. Alla fine capisce che
i giorni della settimana le si presentano in sequenza casuale e
così.......
Bel film da un punto di
vista "Paranormale" ma con qualche lentezza della regia che a volte
ricordano il ben più celebre "The Others". Buona la fotografia che ci
fa intuire i momenti salienti della storia, ottima l'interpretazione
della Bullock che però prevale con la sua bravura, su tutti gli
altri attori. Qualche richiamo a "Medium" lo abbiamo visto nelle due
bambine e nei loro nomi, mentre il finale appare scontato già dopo
una mezz'ora di suspense.
Per visionare alcune sequenze del film,
cliccate sulla foto.
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"MEDIUM" LA VERA
VITA DI ALLISON DUBOIS (01-01-06)
Sedici episodi in onda a partire da mercoledì 28 dicembre, per la sola prima settimana anche il venerdì 30
dicembre su RAI3.
Continuerà le settimane seguenti il mercoledì sempre in prima serata. Interpretata da Patricia Arquette (Oltre Rangoon, Marito a sorpresa, Strade perdute), che per questo ruolo ha appena ricevuto l'Emmy Award, "Medium" è stato sicuramente uno dei casi televisivi del 2005 negli Stati Uniti.
Programmata nel prime time del lunedì, è riuscita a contenere gli ascolti di un hit come "CSI: Miami" risultando la serie di maggiore ascolto della NBC per l'intera settimana nella fascia 22.00-23.00, e totalizzando il maggior numero di spettatori per il network nella fascia compresa tra i 18 e i 49 anni.
"Medium" è stato riconfermato per la stagione 2005-2006 e la seconda serie è già in programmazione in questi giorni in America.
Creato da Glenn Gordon Caron, autore e produttore nel 1985 di Moonlighting, la serie che scoprì il talento di Bruce Willis e Cybill Shepherd, basato su una storia vera, quella di Allison DuBois,(studiata dal Prof. Schwartz) "Medium" racconta le vicende di una praticante avvocatessa, madre di tre bambine, che scopre di avere poteri paranormali (sogna eventi accaduti o che stanno per accadere, parla con i morti) e comincia a chiedersi se sia giusto o no utilizzarli nel suo lavoro.
La serie segue, caso dopo caso, episodio dopo episodio, la vita della Dubois anche alle prese con la sua capacità di bilanciare la professione con la famiglia, combinando felicemente elementi drammatici e realistici con momenti di alta tensione.
La critica è stata generosissima con "Medium", definendolo "raro, ben fatto, intelligente, di classe"; il cast, di ottimo livello, vede la Arquette affiancata da Jake Weber nel ruolo del marito Joe, e le sorprendenti Sofia Vassilieva e Maria Lark nel ruolo delle piccole Ariel e Bridget; Miguel Sandoval è un incisivo Procuratore Distrettuale, Arliss Howard, che figura nel primo episodio, ma ritornerà anche nella seconda serie, veste i panni di un prima scettico poi partecipe ranger del Texas.
CHE FATICA FARE LA MEDIUM!
Redazione de "Il Giornale"
n. 314 del 06-01-2006 pagina 31
Se è
vero, come ci viene detto, che Medium (mercoledì su Raitre, ore 21) si
basa sulla storia vera di Allison Dubois, praticante avvocatessa che
scopre di avere poteri paranormali in base ai quali visualizza delitti e
colpevoli tanto da essere ingaggiata dall'ufficio del procuratore
distrettuale, si può affermare con sicurezza che la «vita da medium»
è tutt'altro che invidiabile. Allison, interpretata da Patricia
Arquette, passa tutto il tempo a elucubrare su quello che ha sognato (la
maggior parte delle «visioni» avvengono mentre dorme) e a turbarsi per
quello che ha visto o previsto. Non si capisce come resista il suo
matrimonio, perché il povero marito viene persino svegliato di notte
per essere messo al corrente delle inquietanti profezie della donna. Non
parliamo dei pasti in famiglia, inframmezzati da spaventevoli vaticini
su tutto il male possibile o immaginabile intravisto nel passato,
avvertito sensorialmente nel presente o incombente nell'immediato
futuro. Tempo per il sesso: zero o quasi, e ci si stupisce che la
protagonista sia riuscita a fare tre figli, se non presumendo che li
abbia concepiti non tanto tra un sogno e l'altro (non ne avrebbe il
tempo) ma probabilmente durante i sogni stessi. Si sarà nel frattempo
capito che Medium non è propriamente una fiction distensiva. Anzi,
appartiene al genere «monomaniacale» la cui ripetitività di
situazioni sceniche si avverte a maggior ragione se al telespettatore
vengono fatti vedere tre episodi di fila come accaduto ad esempio nella
serata di mercoledì. Il primo procura un certo interesse per l'indubbio
impatto emotivo del plot narrativo, al secondo si comincia a sospettare
che la minestra sia sempre quella, al terzo se ne ha la certezza. Vi è
però da dire che questa fiction, che ha riscontrato un notevole
successo in Usa tanto da contrastrare un colosso come C.S.I., si avvale
di una batteria di ottimi interpreti (oltre alla protagonista Patricia
Arquette va segnalato l'efficace Miguel Sandoval nei panni del
procuratore distrettuale). Inoltre gli sceneggiatori hanno avuto
l'accortezza di mantenere dialoghi e situazioni all'insegna
dell'asciuttezza espressiva, in modo da ancorare la fiction a una
dimensione quanto più possibile realistica rispetto alla deriva più
spettacolarmente onirica o trascendente. Buona, per il momento, anche
l'accoglienza del pubblico italiano, che finora come «personaggio
medium» aveva avuto a che fare soprattutto con Rosemary Altea ai tempi
del Costanzo Show, e pur di avere un nuovo punto di riferimento accoglie
adesso Allison Dubois gettando nello sconforto Piero Angela, gli adepti
del Cicap e i razionalisti di ogni età.
WHITE
NOISE: IL FILM
Michael
Keaton interpreta l'architetto di successo Jonathan Rivers, la cui
tranquilla esistenza è sconvolta dalla notizia dell'improvvisa scomparsa
e morte della moglie Anna (Chandra West). Dopo qualche tempo, Jonathan è
contattato da un uomo (Ian McNeice) che afferma di ricevere messaggi da
Anna attraverso l' E.V.P. (Electronic Voice Phenomena). In un primo tempo
scettico e piuttosto infastidito, Jonathan si convince progressivamente
della verità di quei messaggi e presto il desiderio di entrare in
contatto con la moglie morta diventa per lui un'ossessione. Accostarsi
alla tecnologia E.V.P., con i suoi messaggi soprannaturali, spalanca però
la porta su un altro mondo, consentendo l'entrata nella vita di Jonathan
di qualcosa di indesiderato.
Le parole "white noise" del titolo, i rumori bianchi appunto,
richiamano la tecnologia EVP (Electric Voice Phenomena), scoperta dallo
psicologo Konstantin Raudive, negli anni '50. Utilizzando radio e
registratori, lo psicologo era riuscito a catturare suoni simili a voci.
Successivamente perfezionata dalla American Association of Electronic
Voice Phenomena (AA-EVP), fondata nel 1982 da Sarah Estep e dedita al
supporto di questi studi, la tecnologia EVP perfezionò tali procedimenti,
registrando voci e catturando immagini che si vuole appartengano a persone
o entità appartenenti a una dimensione diversa dalla nostra. Non tutti i
membri della AA-EVP attribuiscono i suoni registrati a entità spirituali,
o a defunti, ma continuano a sperimentare questa tecnologia, convinti che
qualsiasi cosa generi tali fenomeni sonori e visivi vada comunque studiata
e compresa.
Bellissimo film sul
Paranormale dove lei (Meg Ryan), giovane chirurgo
"rampante", s'innammora dell' Angelo Custode
(N. Cage) di un suo paziente durante un intervento in cui non riesce a
salvare il malato. Non vi dico altro, ma mi preme sottolineare la similitudine
fra la "fiction" e quanto é REALMENTE ACCADUTO ad un vero
chirurgo Americano....(Clic)
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THE PASSION
Girato quasi interamente nella nostra bellissima
Matera, il film é adatto solo a persone poco impressionabili.
All'uscita ho visto due ragazzi che a stento trattenevano le
lacrime dire: "Ma se quest' Uomo ha sofferto tanto per noi,
allora era veramente il Figlio di Dio!"
Da
non perdere e da rivedere a casa acquistando il DVD.
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DRAGONFLY
ADC ed NDE sono sapientemente mixati in
questo film dal finale a sorpresa che, se non l'avete visto,
DOVETE correre a comprare in cassetta o DVD. Dato che in zona non
lo trovavo,l'ho ordinato via internet all' indirizzo che vedete
qui sotto e, pur vivendo nel profondo sud, mi é stato recapitato
in 36 ore!IBS.IT
Un marito entra in contatto con la defunta consorte:
il dottor Joe Darrow, che lavora nell'ospedale di
Chicago, perde la moglie Emily, anche lei medico,
durante una missione nel profondo Venezuela. Joe
mantiene la promessa che aveva fatto alla donna, andare
a trovare i suoi piccoli pazienti nel reparto di
oncologia pediatrica. Ma più il tempo passa, più l'uomo
non riesce a rassegnarsi alla perdita e si convince che
Emily stia cercando di contattarlo dall'Aldilà.
La libellula del titolo è l'animale portafortuna della
morta, è un angioma della sua pelle, è in un fermacarte
che cade da un comodino o esce da una scatola per il
trasloco, è l'insetto che si presenta alla finestra, è
il simbolo dell'incontro dissestato tra "Ghost" e "Il
sesto senso".