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i livelli di coscienza
dimostrano l' aldilà?
28-05-11
Di
Bruce Moen (Prima Parte)
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In questo lungo articolo, di cui pubblichiamo per
ora solo una parte, Bruce ci racconta come ha imparato ad usare il Sesto
Senso, ovvero
l'IMMAGINAZIONE
per viaggiare nei Livelli Superiori di Coscienza, paragonando il suo
viaggio a quello di Cristoforo Colombo.
Nella seconda parte, ci spiegherà come sia necessario portarsi dietro
altre "navi" ed altri "marinai" per testimoniare in modo inequivocabile
al resto del mondo cosa si è scoperto nel "Nuovo".....
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UNA NAVE CHIAMATA CURIOSITà
La morte, per me, era una volta una grande incognita. Guardando verso il
mare, un giorno mi sono chiesto: C'è un altro punto oltre l'orizzonte
della vita fisica?
Per secoli, le religioni hanno predicato la
beatitudine o la dannazione eterna e la scienza ne ha parlato come d'un confine
che ci porta alla non-esistenza. Una volta credevo che chiunque pretende
di sapere cosa c'è su quella riva lontana dovesse avere qualche dono
speciale, forse aver vissuto un'esperienza di pre-morte o che fosse
fornito di qualche altro bitorzolo cosmico sulla testa, per spiegare le
loro capacità.
Eppure, nessuna di queste cose si applica a me. Sono solo un ragazzo
normale la cui curiosità sull'esistenza umana al di là del mondo fisico
lo ha portato alla straordinaria esperienza del conoscere. Ed ho scoperto
che l'unica cosa che ci distingue dalla gente comune è la
nostra volontà di accettare che la curiosità
ci spinga ad esplorare .
INFANZIA
Spesso si tratta di uno schizzo o d' una mappa che ci fa partire per un
viaggio durante l'infanzia ma che imposta in seguito il nostro desiderio
per l'esplorazione dell'Aldilà.
Cresciuto nei boschi dell'Alaska, avevo un sogno ricorrente, che si è
ripetuto almeno una volta alla settimana per mesi e mesi, a partire nel
1953, all'età di cinque anni...
Giocando fuori, come fanno i bambini, fui improvvisamente trasportato in
un luogo diverso in cui il cielo era limpido in una notte piena di
stelle. Dopo esser salito per una scala in legno
scricchiolante, ho aperto una porta e sono entrato in una stanza al
secondo piano di una piccola casa decorata in stucco bianco. Una tenda
bianca sventolava leggermente davanti ad una finestra situata sulla
parete opposta. Tra la tenda e dove mi trovavo, c'era una donna stesa su
un grande letto di ottone che mi faceva cenno, sorridendo. Sono entrato
nel letto, non sapendo a cinque anni, ciò che tutti conoscono come gioia
e piacere sessuale. Poi mi afferrò il terrore quando udii dei passi
pesanti che salivano lungo quelle scale scricchiolanti. La porta si
spalancò e un uomo, la cui mole riempì la porta, stava lì a ribollire di
collera. Sapevo che se mi avesse preso sarei morto, o peggio. Rotolai
giù dal letto, corsi nudo verso la finestra e mi gettai a capofitto
sulla tenda bianca e poi dalla finestra. Nella morsa di puro, terrore
assoluto, l'ultima cosa che sentii fu la punta delle dita che stavano
toccando quella tenda ...
Poi, finito il sogno, tornai alla luce del giorno, a giocare fuori, col
cuore che batteva ancora per quella paura da capogiro. Da bambino di
cinque anni, non capivo perché l'uomo volesse uccidermi, ma poi, da
ventenne che guardava oltre ad una vecchia mappa, mi chiedevo dove il
sogno fosse ambientato.
Come avrei potuto, da bambino, conoscere letti in ottone dove far sesso,
o la gelosia che così fortemente avevo sentito, tanto forte da
portare ad un omicidio? E i sentimenti che accompagnavano
l'esperienza? Da dove erano venuti la gioia, il piacere sessuale che avevo provato con quella donna ed il terrore che mi stringeva la
gola?
Era chiaro che nessuna persona ragionevole, raziocinante, logica
potrebbe spiegare quel viaggio infantile a cui puntava questa mappa. I
genitori non portavano i loro bambini a vedere film erotici nel 1953. Ho visto
il mio primo programma televisivo almeno un anno dopo quel sogno ad
occhi aperti e quel tipo di storia non è stato mai trasmesso dalla
televisione degli anni '50.
Ci sono voluti anni di lettura, mettendo in discussione vecchie
convinzioni ed esplorando tutte le possibilità, prima che accettassi
l'unica spiegazione possibile:
avevo vissuto gli ultimi attimi una vita
precedente consumata in un altro luogo e tempo.
Andando oltre, mi sono reso conto che la mia mappa conteneva la memoria
dei minuti finali di quella vita. La curiosità mi
ha portato all' accettazione della reincarnazione.
UN PERCORSO DI CONOSCENZA
L'eventuale scoperta di terre oltre l'orizzonte mi ha indotto a
percorrere itinerari - percorsi- delineati attraverso l'oceano della
coscienza. Nel 1992 la mia curiosità trovò una via alla conoscenza della
vita dopo la morte, tracciata e mappata da Robert A. Monroe
durante i suoi viaggi fuori dal corpo. Utilizzava un itinerario
denominato "recupero", il programma Lifeline presso il suo Istituto in
Virginia dove ha insegnato un metodo di esplorazione dell'Aldilà. Monroe
ha sempre sostenuto che, dopo la morte, alcune
persone rimaste bloccate sono in realtà isolate da loro stesse.
Aveva intrapreso dei viaggi di recupero, contattando e assistendo queste
persone ed ha dato queste mappe ad altri per poterlo seguire.
Viaggi verso l'ignoto e Viaggi al di là del
dubbio, i primi due libri della mia esplorazione della serie
Afterlife, raccontano i miei primi anni spesi ad esplorare la nostra
esistenza nell'Aldilà.
Quegli anni sono stati pieni di dubbi e scetticismo da parte mia. Non ho
potuto scuotermi di dosso la fastidiosa sensazione che stavo facendo
tutto con la mia fantasia, convinto che ad un certo punto mi sarebbe
piaciuto scoprire che era tutta una illusione.
COMPONENTI DELLA COSCIENZA
Nei miei primi viaggi ho scoperto una chiave per l'interazione con il
mondo non-fisico.
Mi aspettavo di vedere, sentire, toccare, gustare, più o meno come
avviene nel mondo fisico, ma ogni tentativo di trovare qualcosa o
qualcuno per comunicare oltre l'orizzonte mi ha lasciato a galleggiare
nel nero vuoto. Poi qualcuno mi ha suggerito che forse i sensi del mondo
fisico erano incapaci di percepire quello che stavo cercando . Fu la
chiave che aprì la porta alla comprensione di due componenti importanti
per la mia coscienza: l'interprete e il
percipiente
L' Interprete
Ho capito che quando cominciavo a 'vedere' qualcosa nella mia mente,
improvvisamente scompariva a causa della distrazione dovuta ad una serie
di pensieri apparentemente casuali. Ho iniziato ad osservare con
attenzione questo modello, ed ho scoperto che non appena qualcosa,
diciamo una immagine della mente, entrava nella mia coscienza, iniziava
una specie di dialogo interno automatico.
Questa, ho scoperto, è la voce dell'Interprete. Essa porta alla
consapevolezza qualunque cosa conservata nella memoria, che possieda una
sia pur minima somiglianza con l'immagine visualizzata.
Lasciata incontrollata, la voce dell'interprete continua portando con sè
ulteriori immagini alla mente, con una costante cacofonìa che soverchia
l'immagine originale, traendola fuori della portata della coscienza. Si
scopre così che l'interprete è una funzione vitale della coscienza.
Associando le memorie esistenti con la nuova immagine, si costruiscono
legami all'interno del ricordo di tale immagine.
Ecco come si impara a non ricordare nulla. Ma se lasciamo l'interprete
lavorare troppo a lungo, la percezione di qualcosa di più che singole
immagini fugaci è bloccata. In pratica, imparai a vigilare attentamente
per fermare questo lavorìo interiore e così scoprii:
Il percipiente
Il percipiente è proprio questo: pura percezione, solo pura
percezione. Non ha assolutamente nessuna funzione associativa o la
capacità di ritenere ciò che percepisce dalla memoria. Quando sono
diventato molto bravo a spegnere l'interprete al primo accenno della sua
voce borbottante, imparai ad ignorarla ed è una cosa molto strana.
Ritrovando poi la coscienza, si rimane con la netta sensazione che tre
secondi o 3.000 anni potrebbero essere trascorsi senza rendersene conto.
È possibile che io fossi in grado di percepire di più che singole
immagini fugaci nel corso di questi esercizi, ma non avevo alcun ricordo
di questa esperienza.
Trovare
l'equilibrio
Capii che avrei dovuto trovare un percorso che passasse attraverso
questa grande barriera corallina fatta di coscienza,. Non è un viaggio
facile, e più di una volta ho dovuto navigare indietro lungo percorsi
che non mi hanno portato a nulla. L'equilibrio, è venuto quando ho
imparato a spostare la mia consapevolezza rapidamente tra il percipiente
e l'interprete. Aprendo la mia percezione, ho permesso per prima al
percipiente di portare le informazioni del mondo non-fisico nella mia
coscienza, e quindi consentire all'interprete di commentare per il tempo
necessario a tenerle a memoria. E' come viaggiare lungo una strada e
memorizzare i cartelli che segnalano una città, un luogo d'interesse,
senza per questo aver bisogno ovviamente di fermarsi, scendere e
prenderne nota. A poco a poco, ho imparato a passare
abbastanza velocemente tra le due condizioni fino a che la percezione
del mondo non-fisico è diventata un tutt'uno col ricordo dell'
esperienza.
Immaginazione: il nostro sesto senso
All'inizio, ho scoperto che i miei viaggi al Lifeline richiedevano che
immaginassi attivamente i primi istanti di un recupero come l'unico modo
per ottenere qualsiasi accadimento. Senza questa finzione, sarei andato
alla deriva senza meta nel buio vuoto di una notte nuvolosa sul mare.
Perché mi preoccupavo di auto-ingannarmi.
Ma permettendo a me stesso di far finta, per esempio, d'iniziare una
conversazione immaginaria con una persona morta, qualcosa di
interessante cominciava a succedere: le persone morte hanno cominciato a
dirmi cose che sapevo di non avere inventato io.
Ad esempio, c'era una donna anziana che chiamava, "Maggie, Maggie!
Che ci fai qui?" mentre guardavo un'altra donna sconosciuta che si
avvicinava a lei. Non avevo avuto modo di capire se l'altra donna fosse la
sua mamma da lungo tempo defunta, cosa che poi fu confermata dalla pronipote di Maggie.
Durante i miei primi a tre anni e mezzo di esplorazione dell'Aldilà,
questo genere di cose è accaduta spesso. Nel
corso del tempo, ho scoperto che la simulazione d'un dialogo è un mezzo
per stimolare l'immaginazione, un senso capace di percepire gli accadimenti della
vita ultraterrena e che esso è tanto reale quanto lo sono i sensi fisici
come la vista e
l'udito nel mondo materiale.
Quando c'è bonaccia, la simulazione ha portato il primo
segnale del vento che sarebbe venuto a riempire le mie vele. Una
volta attivata, l'immaginazione (il nostro sesto senso),essa ha riempito
il mio diario di bordo con i dettagli del mio viaggio.....
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ESPLORAZIONI CONDIVISE
Colombo non veleggiò con una sola caravella verso l'orizzonte del suo
viaggio. Altri navigavano con lui, a testimonianza della scoperta del
Nuovo Mondo. Avevo esplorato da solo per un bel pò prima che incontrassi
Rebecca. Esploratrice esperta del mondo non-fisico, si offrì di aiutarmi
ad imparare il metodo più potente e verificabile che avevo scoperto.
In una "partnership exploration", due o più persone decidono di
incontrarsi non fisicamente per effettuare "salvataggi" o altre attività
nei Livelli Superiori di coscienza. Una tale esplorazione può essere
breve -pochi minuti- o durare anche un'ora o più. Dopo ogni sessione, i
partecipanti registrano sui loro diari tutto ciò che ricordano del loro
viaggio non-fisico.
Rebecca ed io abitavamo a circa 2.500 Km di distanza al tempo di questi
primi esperimenti. Confrontando poi le nostre note per telefono, ho
sempre trovato nei suoi appunti degli esatti riscontri ai miei ricordi,
e lei nei miei. Non importava se avevamo programmato l'escursione in
anticipo o solo navigato spontaneamente in reciproche esperienze non
fisiche. Le nostre note erano sempre identiche!
Diversi anni dopo ho collaborato con gruppi formati da due a cinque
persone, onde raccogliere materiale per il quarto libro della serie 'Afterlife
Explorations'.
CREDENZE E IDENTITÀ
Durante questi primi anni di esplorazione, il diario di bordo della mia
nave era talmente pieno di informazioni da poter affermare che
l'esistenza di un Aldilà oltre l'orizzonte della morte fosse ormai una
cosa certa. Eppure il dubbio continuava a tormentarmi, convinto com'ero
che ci dovesse essere qualche altra spiegazione razionale per spiegare
l'esattezza delle informazioni ottenute.
Poi, durante il viaggio di recupero di Joe, il padre recentemente
scomparso di un mio amico, ho sconfitto ogni dubbio. Gli aspetti di
questa esperienza furono così innegabilmente verificati che mi vidi
costretto ad accettare la vita dopo la morte come un fatto concreto.
Per diversi giorni ho vagato completamente disorientato, nella
convinzione che in ogni momento il mondo intorno a me si sarebbe potuto
dissolvere, come quando finisce un film, e che, quando fosse successo,
sarei andato alla deriva in un'oscurità senza forma e vuota da cui non
c'è scampo.
Non avevo riconosciuto la persona che inviava quei pensieri sconosciuto nella
mia mente, ma ero certo che stavo per morire. Uno strizzacervelli
probabilmente avrebbe descritto la mia esperienza come una crisi di
identità: non direi che avrebbe avuto torto.
A poco a poco, cominciai a sentire che dopo il buio, una nuova e diversa
dissolvenza mi avrebbe circondato per tornare a vivere in un Nuovo Mondo
sconosciuto. Durante questo processo, ho imparato qualcosa sulle
credenze fideistiche e sulla mia identità.
Il mio mondo è costruito, come tutti, utilizzando le convinzioni
personali come 'mattoni' fondamentali. Fin dalla
nascita, ho visto tutte le esperienze attraverso il telescopio di un
insieme crescente di credenze per poi costruire la mia visione del mondo in
cui esisto. Gli obiettivi aggiungono sempre più distorsioni (le mie
convinzioni) alla realtà che li attraversa, e accettare la realtà della
vita dopo la morte era in conflitto con le mie più profonde convinzioni
personali. Accettare la vita dopo la morte come un fatto reale, fece sì
che la mia visione del mondo si sbriciolasse e scomparisse, non
lasciando più nessun posto per sopravvivere a quell'Io che vi aveva
dimorato fino ad allora. Le mie antiche credenze avevano creato una
realtà in cui avevo sperimentato tutto, ma in questo modo avevano anche
creato l'identità di quell' Io che vi aveva vissuto: Io ero le mie
convinzioni. Qualsiasi cosa entra nella mia consapevolezza per sfidare
le mie convinzioni, sfida la mia stessa esistenza. La sopravvivenza
della mia identità richiede che la consapevolezza di tali cose debba
essere prevenuta o razionalizzata dalla distorsione causata dalle lenti
dei miei convincimenti personali.
Accettare concetti in conflitto con le mie convinzioni innescò una lotta
mortale in cui veniva minacciata l'esistenza del mio Io. Accettando la
realtà della nostra vita dopo la morte, avevo perso questa battaglia e
letteralmente morii. Questa era la fonte del disorientamento che avevo
provato, la ragione per cui sentivo la morte come imminente.
Ma da quella stessa lotta, un nuovo me stesso era nato, fresco come un
bambino appena uscito dal grembo materno, che stava guardando attraverso
un nuovo telescopio il nuovo mondo intorno a lui. Con la mia vecchia
identità morta e sepolta, ero libero di aprire la mia percezione su di
un mondo che ora si estendeva ben oltre la realtà fisica.
IL NUOVO MONDO DELLA COSCIENZA
La mappa di questo nuovo mondo si chiama "Coscienza: umana ed altre".
Esso può essere pensato estendersi dalla realtà fisica verso l'esterno
attraverso il nostro Aldilà e al di là ancora di esso.
Nelle sue esplorazioni, Robert Monroe aveva assegnato diverse etichette
ai suoi approdi, scelte in base al livello di coscienza degli abitanti
che ci vivono. Senza dubbio si vedrà qualche somiglianza tra le
etichette delle mappe di Monroe ed i luoghi di cui avete sentito parlare
o letto da altre fonti. Trovo le sue etichette utili in quanto
consentono di localizzare i Livelli di coscienza secondo una nuova
prospettiva, senza portarsi dietro durante i viaggi di esplorazione, troppi stereotipi precedenti
.
DESCRIZIONE DEI FOCUSES
Focus 22
Veleggiando lontano dalla realtà fisica, ebbi i primi avvistamenti di
altre navi che sembrava avere dei 'pazzi' al timone. Il Focus 22 è un
mare aperto che non può essere considerato parte integrante della vita
dopo la morte, in quanto quelli che vi si trovano sono ancora
fisicamente vivi. Alcuni sono drogati o ubriachi, in coma, o persi nel
delirio dei loro sogni e follie. La paura è spesso un compagno di bordo
comune per quelli che senza scopo veleggiano in queste acque.
Marty, un uomo che aveva subito un ictus invalidante, è uno degli
sbandati che ho trovato lì.
La paura aveva travolto la sua coscienza e
gli impediva la morte - qualcosa che avrebbe potuto porre una fine
misericordiosa alle sue terribili sofferenze fisiche.
Dal momento in cui Marty andava a dormire e fino a quando si svegliava
al mattino, le sue urla e grida di terrore tenevano svegli tutti i suoi
familiari.
La sua paura aveva creato un demone alato
(Banshee -vedi foto)) che sarebbe venuto
a prenderlo per gettarlo nell'inferno, come punizione per i suoi
peccati. Quella paura era diventata l'immagine reale di una
orribile, ripugnante creatura, perseguitandolo nel terrore senza fine
nel paesaggio deserto dei suoi sogni. Ma non c'era alcun demone nel
Focus22: era solo la paura di Marty, proiettata all'esterno che prendeva
la forma di ciò che egli temeva.
La legge dell'Amore e della paura
L'esistenza di Marty nel Focus 22 mi ha portato a scoprire un fatto
importante riguardante la paura ed il potere dell'Amore e voglio
condividerlo con voi. Il mondo non-fisico è un luogo dove i pensieri
possono diventare cose concrete.
Le nostre convinzioni possono assumere forme che appaiono ed agiscono
come se fossero reali, del tutto simili a quelle del mondo fisico.
Nella mia esperienza con Marty ed il suo demonio, ho imparato una delle
leggi fondamentali della nostra esistenza. Non è equiparabile ad una
legge imposta da un governo a cui siamo tutti tenuti ad obbedire, semmai
è simile alla legge di gravità: è sempre lì, ed è sempre al lavoro.
Amore e paura non possono coesistere e sono certo che questa legge si
applica a qualsiasi realtà in cui potremmo trovarci.
Ho incontrato Marty durante una sessione di esplorazione con Rebecca,
su richiesta dalla figlia insonne di Marty. Eravamo in piedi sulla
sabbia di un deserto di notte, guardando il demone di Marty che piombava
su di lui. Lo abbiamo visto correre fino all'esaurimento delle forze e
quindi tentare di nascondersi, solo per essere ritrovato e perseguitato
di nuovo. Rebecca allora gli si avvicinò, chiedendogli di guardarla.
Come giunse il demone, lei gli fece sentire il suo Amore che estese
verso il mostro.
Con sua grande sorpresa, Marty vide la bestia orrenda evaporare e
scomparire. Rebecca gli mostrò come fare, gli disse di ricordare di
sentire e di proiettare il suo Amore ad ogni apparizione
dell'incarnazione della sua paura, sino a farla sparire. Quel demone a
forma di drago (Banshee) era stato fabbricato dalla sua paura, e in
presenza dell'energia dell'Amore non poteva esistere.
Amore e paura non possono coesistere: ricordatevene durante un viaggio,
quando ne avrete più bisogno.
Focus 23
Navigando ulteriormente verso l'esterno della coscienza umana, si
trovano delle isolette in cui le persone decedute di recente si sono
intrappolate da sole in strane realtà.
Questo è il Focus 23, e "appena
defunto" è un termine relativo.
Alcuni che ho recuperato sono stati lì per settimane o mesi,
altri per migliaia di anni. Esistono in un livello di coscienza che ha
creato una realtà commisurata alle loro credenze, rimanendo così
completamente isolati dagli altri che vivono nel restante mondo non-fisico. Alcuni sono mémori del mondo fisico con cui provano a
restare collegati. Noi li chiamiamo "fantasmi".
Molto spesso queste persone [anime- NdR] non si rendono conto che sono
morte e, credendo di essere ancora fisicamente vive, continuano a
concentrare la loro coscienza verso la realtà del mondo fisico.
Ad esempio, Sylvia, credendo d'essere ancora viva, era perplessa per il
fatto che il marito, che viveva ancora nel mondo fisico, sembrava
completamente all'oscuro della sua presenza.
George, un uomo che aveva perso la sua lotta contro la malattia che lo
stava uccidendo, aveva adottato uno stato d'animo in cui era sempre in
attesa di morire. George era morto nel sonno e, ignaro di ciò, aveva
continuato ad attendere la morte per un bel pò di tempo nel Focus 23.
Benjie, un bambino di quattro o cinque anni, era morto nei primi anni
'50 e credeva che, mentre era a passeggio con i suoi genitori, si fosse
perso. Era stato bloccato nel Focus 23 dalla morte, credendo che
sarebbero venuti a cercarlo, ma i suoi genitori erano ancora vivi
fisicamente e non sapevano come aiutarlo. Benjie rifiutò il mio
tentativo di recuperarlo perché i suoi genitori gli avevano insegnato a
non andare mai da nessuna parte con uno sconosciuto.
(Tempo fa chiedemmo a Bruce se avesse recuperato il povero bimbo
smarrito e ci confermò che, dopo diversi tentativi, gli Helpers
-camuffati da genitori- erano riusciti a liberarlo -NdR).
I Recuperi dal Focus 23 impongono che si ottenga l'attenzione della
persona bloccata per portarla a bordo della 'nave' per fare compiere
loro un breve viaggio fuori dalla realtà auto-generata in cui essi sono
rimasti bloccati. A volte questo è facile, a volte è quasi impossibile.
Focus 25
Ancora più lontano dal nostro mondo fisico c'è il Focus 25, chiamato
anche Territorio dei sistemi fideistici. Qui le persone sono tratte in
un'esistenza nell'Aldilà a causa d'una rigida struttura fideistica che
hanno costruito quando fisicamente in vita.
Ogni area del Focus 25 è come una lontana e sperduta isola abitata solo
da coloro che hanno condiviso lo stesso tipo di convinzioni. Essi non
hanno quasi nessun contatto con gli altri che vivono in altre parti del
Nuovo Mondo. L'ambiente circostante appare loro reale come la Terra
fisica lo è per noi, e si basa su qualunque credenza strutturata che
tutti condividono.
Fino a non molti anni fa, le colonie penali erano collocate proprio su
isole remote allo scopo d'isolare i criminali dal resto del mondo.
Durante un'altra esplorazione con Rebecca, siamo andati alla ricerca di
un certo
Max e siamo sbarcati sull'isola riservato solo a gente come lui. Max era
stato uno psichiatra con un lato oscuro nella sua vita più recente. Dopo
la morte, fu attratto da uno degli inferni del Focus 25 - quello per i
sadici emotivi.
(La
storia completa è su questa stessa pagina: CLIC)
Durante la sua vita fisica, Max aveva sondato le paure più buie e
profonde, non importa se fossero state d'un suo paziente o di un amico:
era sempre speranzoso di trovare qualcosa che avrebbe in seguito potuto
utilizzare per infliggere dolore emotivo agli altri. Ad esempio, un
Sindaco gay aveva paura che gli elettori potessero scoprire il suo
segreto. Max conosceva un giornalista che odiava gli omosessuali perchè
convinto che avrebbero condotto il paese alla dannazione e così Max fece
in modo che i due si incontrassero per spiare le loro emozioni. Dapprima
aveva fatto in modo che il Sindaco temesse l'incontro e poi una volta
avvenuto, provò grande piacere nel guardare le conseguenze di un
incontro apparentemente fortuito ma che, in realtà, era stato ben
combinato dallo stesso Max.
Al momento della morte, il suo modo di vita lo aveva attirato verso un
inferno-isola nel Focus 25.
Per lui questo luogo era reale, con case,
alberi, automobili e strade, sì da formare una realtà indistinguibile
dalla Terra. Ci trovò altre persone anche lì, ma solo coloro che avevano
condiviso la sua stessa natura emotivamente sadica. Durante il nostro
fallito tentativo di recuperare Max, ho assistito a scene della sua
vita. In una, era seduto al tavolo di un ristorante appartato e guardava
con gioia come due uomini fossero venuti alle mani per qualcosa che lui
stesso aveva organizzato.
Nella scena successiva, qualcun'altro seduto
allo stesso tavolo provava un immenso piacere nel vedere due uomini, Max
era uno di loro, soffrire per un' altrettanto dolorosa esperienza
emotiva.
Durante questa esplorazione ho scoperto come certe persone sono attratte
da questi inferni del Focus 25, e come possono fuggire in un posto
migliore.
Hollow Heavens (I Falsi Paradisi)
Ci sono altre remote isole solitarie nel Focus 25 chiamate Falsi
Paradisi e, durante uno dei miei viaggi, ho incontrato un uomo che era
scappato da uno di essi. Lui li chiamava "falsi" perché non erano dei
veri paradisi, e mi ha descritto la sua esistenza lì. Era stato Ministro
di culto in una piccola setta fondamentalista cristiana durante la sua
più recente vita fisica, e quando morì entrò nel Cielo di cui aveva
tanto predicato. Tutti i suoi bisogni, cibo, vestiario, alloggio e altro
ancora, gli erano forniti senza la necessità di lavorare. C'era solo un
problema: doveva continuare ad abbracciare e praticare la fede che aveva
predicato durante la sua vita fisica. Se non l'avesse fatto, gli era
stato detto dopo l'arrivo, sarebbe stato gettato nelle tenebre - in
altre parole, mandato all'inferno per patire la pena eterna.
Ciò gli andava bene e, dacché era stato un Ministro di culto durante la
sua vita fisica gli furono assegnate una congregazione ed una chiesa
dove avrebbe potuto continuare a predicare e curare il suo gregge.
Tutto andò bene fino a quando una coppia di conviventi more uxorio della
sua congregazione rifiutò di sposarsi. Secondo quel che aveva insegnato,
un uomo ed una donna dovevano essere sposati per vivere insieme. Ma i
due gli fecero notare un'incongruenza nelle sue convinzioni, dato che
Gesù nei Vangeli dice che nessuno è preso o dato in matrimonio nel Regno
dei Cieli.
Su tale base i due si rifiutavano di essere uniti in matrimonio nè però
volevano separarsi.
Una Domenica mattina, di fronte alla sua congregazione, il ministro
tentò di umiliarli con la minaccia di gettarli nell'inferno se avessero
rifiutato di celebrare il matrimonio.
La coppia, davanti a tutta la
congregazione disse che, dovendo scegliere fra andare contro la parola
di Gesù o rinunciare al loro Amore, preferivano essere mandati
all'inferno, ma insieme. Senza più scelte, il ministro eseguì il rituale di
espulsione e la coppia scomparve nel nulla.
Più tardi, turbato da quello che aveva fatto e riflettendo
sull'incongruenza rilevata dalla coppia, il ministro pregò chiedendo
aiuto. Gesù apparve a lui, e ciò che gli disse causò una spaccatura
sempre più forte nelle convinzioni che tenevano il ministro bloccato nel
suo paradiso vuoto.
Alla fine anche il ministro venne espulso dai suoi "superiori",
ma
rimase sorpreso scoprendo che l'inferno non era la sua destinazione
finale.
Scappare da un paradiso-vuoto del Focus 25 implica il pieno
riconoscimento delle incongruenze esistenti nelle convinzioni
fideistiche dei suoi abitanti e di solito si traduce in un ingresso nel
Focus 27.
Focus 27
Al di là delle isole del F25 si trova il primo vero continente dell'
Aldilà: il Focus 27.
Qui, gli abitanti possono vivere liberamente con
tutti gli altri e con la consapevolezza degli altri livelli più elevati.
L'unica regola che ho trovato qui è che nessuno può imporre le proprie
convinzioni sugli altri. In realtà non è una vera e propria regola,
almeno secondo la descrizione fornitami da coloro che vi abitano.
Il
Focus 27 è un luogo dove i pensieri sono concreti e l'unica cosa che non
si può avere è ciò che non si riesce ad immaginare.
Ci sono luoghi nel Focus 27 abitati da Helpers, esseri umani che hanno
vissuto nell'Aldilà abbastanza a lungo per conoscere molto bene quel
mondo e che hanno un forte desiderio di mettersi al servizio degli altri.
Per espandere la propria consapevolezza di ciò che è possibile fare nel
Focus 27, ci sono posti dove imparare ad aprire la propria immaginazione
oltre i suoi vecchi limiti.
C'è un luogo che contiene tutto ciò che è stato pensato o conosciuto da
qualsiasi essere umano. Questo Centro di educazione è aperto a tutti
coloro che desiderano studiarvi e l'accesso a queste informazioni è
limitato solo dall'entità del proprio desiderio di conoscenza e dalla
personale disponibilità ad esplorare.
C'è un Centro di Accoglienza, una porta di ingresso nell'Aldilà, dove gli Helpers possono incontrare i neo defunti e li assistono nella
programmazione della loro nuova esistenza.
Aree all'interno di questo
Centro, come il Parco, sono create per fornire un ambiente familiare sì
da attenuare lo shock che a volte accompagna la morte.
Il Parco racchiude le migliori caratteristiche dei più grandi giardini
esistenti sulla Terra.
Distese di erba, prati senza erbacce, letti di
fiori che sembrano emettere i loro colori di luce.
Ho visto enormi, maestosi alberi lungo candidi viali e grandi panchine
decorate dove la gente può riposare dopo il Passaggio ed incontrarsi
con gli altri abitanti del Focus.
Un centro di cure e ringiovanimento è una sorta di Ospedale dove alcuni dei defunti
si recano per riprendersi dagli effetti della loro morte o dalle
convinzioni che interferiscono con la gioia di quel luogo. Ad esempio,
nel reparto dei comatosi si possono trovare persone che credevano che
la morte significava l'ingresso in un sonno eterno. Lì gli Helpers
(Ausiliari) stanno loro accanto per aiutarli a riprendere conoscenza, ma
anche se sono sempre gentili ed amabile, alcuni dei loro metodi non
sarebbero visti di buon occhio dai medici Terrestri.
Nel Centro di Revisione, coloro che desiderano informazioni sulle vite
precedenti sono assistiti nel processo del ricordo da parte degli
Ausiliari, anche in preparazione di una futura reincarnazione nel mondo
fisico, o per aiutarli a raggiungere una migliore comprensione di sé
stessi, per altri motivi.
C'è un posto nel Focus 27 chiamato Centro di Pianificazione, dove la
'gestione del tempo' assume un significato del tutto nuovo.
C'è anche un Centro di Riabilitazione gestito da Ausiliari che si sono
'laureati' negli inferni del Focus 25. Questi aiutanti sono una razza
speciale e posseggono le conoscenze acquisite durante la loro vita
nell'inferno.
Nel loro lavoro usano la conoscenza personale dei giochi perversi
che gli abitanti di quei luoghi conducono e per liberarli, offrono loro
una sorta d'uscita d'emergenza dall'inferno.
Gli Aiutanti della Casa di Dio sono spesso ex membri del clero; lavorano più di quanto facciano gli altri, soprattutto per liberare
coloro che hanno iniziato a mettere in discussione le proprie
convinzioni errate che li tengono bloccati in un Falso Paradiso.
La Terra degli Angeli
Il ministro di cui parlavo prima era un Assistente della Casa di Dio. E'
stato grazie a lui che ho potuto visitare la Terra degli Angeli dove
cominciai a scoprire uno scopo più grande della nostra vita fisica e
della nostra esistenza nei vari Livelli di Coscienza.
Quello che gli era apparso in risposta alla sua preghiera, era in realtà
un Helper della Casa di Dio e non Gesù, e si era recato nel suo Falso
Paradiso per aiutarlo a fuggire. Più tardi, i due tornarono a lavorare
lì con altre persone che stavano cominciando a mettere in discussione le
proprie convinzioni errate, usando alcune acrobazie piuttosto elaborato
per giocare sulle incongruenze degli abitanti .
Ci fu un tempo in cui l'Helper del ministro di culto stava lasciando la
Casa di Dio.
Prima di partire, mi ha spiegato che la sua partenza era
una specie di esame di laurea.
Alla mia domanda su dove avesse
'studiato' si offrì di accompagnarmi ad esplorare quel luogo.
In quel Livello deve essersi originato il nostro concetto di Angeli.
Nella Terra degli Angeli vivono quegli ex-esseri umani per cui ogni atto
è solo Amore Puro ed Incondizionato. Lì Essi esistono solo
per
inviare l'energia di questo Amore verso ogni situazione che possa trarne
vantaggio. E' tutto quello che sono capaci di fare. La preghiera di una
madre per il suo bambino malato trova risposta in questi Esseri. La
preghiera a Dio per dar forza nel superare le avversità riceve in cambio
il potere del loro Amore. Nell' esplorare ciò che una laurea ottenuta in
questo luogo significa, ho cominciato a capire lo scopo finale di ogni
essere umano.
SCOPO DELL'UMANITA'
In ogni realtà in cui ognuno di quegli ex-umani fosse vissuto, stava
costantemente, e di solito inconsapevolmente, imparando a sperimentare
ed esprimere Amore puro ed incondizionato, in misura sempre maggiore.
Ogni volta che avevano agito per Amore, si sono trovati più vicini alla
'laurea' e quando non lo hanno fatto, se ne sono allontanati.
Durante la vita fisica, atti casuali di gentilezza e disponibilità
ad aiutare gli altri avevano insegnato loro ad esprimere e provare al
meglio l'Amore. Hanno imparato pure quando erano intrappolati in un
Focus 23, sperimentando la premurosa assistenza degli altri che li hanno
liberati.
Quando hanno lavorato presso il Centro di Accoglienza, per
facilitare ad altri il Passaggio nel nuovo modo di vivere nell'Aldilà,
anche allora stavano imparando. Quando sono rientrato negli inferni del
Focus 25, posti in cui loro stessi avevano vissuto, stavano imparando.
Ad ogni cambiamento di livello stavano imparando ad esprimere Amore puro
ed incondizionato.
Nella mia esplorazione della vita dopo la morte ed oltre, mi sono
convinto che il percorso tracciato da questi 'laureati',da questi
Angeli, è anche il nostro percorso ed il nostro destino, lo scopo finale
dell'esistenza del genere umano e della Coscienza Universale.
Oltre l'orizzonte dell'esistenza umana

Sono arrivato a capire che il continente del Focus 27 è l'ultimo livello
della coscienza umana, e che andare al di là di esso è possibile, ma una
nave spaziale sembra più appropriata dei velieri come veicolo con cui
avventurarcisi.
I Focuses 34 e 35,sono una regione dello spazio che va ben oltre
l'orizzonte umano e sono descritti da Robert Monroe come "Il Raduno" nel
suo secondo libro, Far Journeys.
Lì si trovano intelligenze non-umane
provenienti da altre zone del nostro mondo fisico, da altri universi e
dimensioni diverse e la comunicazione con loro è possibile.
Così le mie scoperte mi hanno portato a credere che lo scopo dell'esistenza del genere umano è
stato offerto come un dono per altri esseri, ovunque essi vivano. Ma
questa è un'altra storia.....
Bruce Moen - Trad. WM
SEMPLICI TECNICHE DI VISUALIZZAZIONE
(Ristampa del 06-04-12)
(DI GIULIA DE VIVO)
Ecco alcune idee spicciole su tecniche di
visualizzazione. Le idee vengono da più fonti, fra cui:
Sanaya Roman
www.orindaben.com SNU
(Spiritualists National Union);
Kevin Williams
www.near-death.com
Carol Rios
www.spiritual-endeavors.org/abilities/livingNDE.htm
Bruce Moen
www.afterlife-knowledge.com
Robert Moss
www.mossdreams.com
Premetto che le tecniche qui proposte si riferiscono ad un tipo
di visualizzazione messo in atto
deliberatamente, possibilmente in uno stato di meditazione, o calma
interiore, dopo aver fatto temporaneamente tacere gli stimoli esterni, e
possibilmente quando siamo ben svegli e
riposati, ovvero quando non c'è il rischio di addormentarsi.
E' molto facile, infatti, quando si interrompe deliberatamente il flusso
dei propri pensieri con tecniche meditative, che in condizioni di
stanchezza ci si addormenti, oppure che si inneschino quelle immagini
spontanee che si hanno nella fase ipnagogica, cioè nella fase
dell'addormentamento. Sebbene in questa fase sia ben possibile ricevere
contatti da identità diverse dalla nostra, le immagini che partono nella
fase ipnagogica (specie se siamo molto stanchi) sono spesso un qualcosa
di disordinato che emerge dal nostro subconscio.
Robert Moss insegna a mettere le briglia alle immagini ipnagogiche per
farsi condurre in un sogno lucido, o in una OBE, ma è necessarrio
allenarsi quando non si è troppo stanchi o preoccupati.
Questi esercizi invece vengono proposti per la mente sveglia e riposata.
Una delle cose più importanti che ho appreso negli anni circa la
modalità in cui si verificano i contatti cosiddetti medianici è che l’IMMAGINAZIONE
è lo strumento più pratico fra quelli a nostra disposizione che i nostri
cari hanno a portata di mano nell’Aldilà per comunicare con noi.
L’immaginazione è una cosa con cui
abbiamo familiarità, perché la usiamo tutti i giorni, ed ha l’effetto di
aprire la nostra mente alla percezione di dimensioni non fisiche,
consentendo anche un‘effettiva comunicazione con i trapassati.
Altro ingrediente importante è una sorta di
fiduciosa calma che (se necessario,
tramite la pratica della meditazione)
ci permette di scollegarci temporaneamente dagli stimoli del mondo
materiale e di sintonizzarci sull’oggetto del nostro desiderio.
Per la visualizzazione, ovvero per l’uso del senso non-fisico della
vista, Moen suggerisce un esercizio
preliminare che ha lo scopo di definire il tipo di visualizzazione
cui nella nostra unicità abbiamo accesso:
non tutti visualizzano le immagini allo
stesso modo. L’esercizio preliminare consiste nel visualizzare
mentalmente un oggetto qualsiasi
"un’immagine del numero 12,
una banana, qualsiasi cosa. Una volta che vedo quell’immagine,
che sia a tre dimensioni, olografica, tutta a colori, oppure
fugace, indistinta, appena appena percepibile, o in bianco e
nero, ne deduco che il mio senso non-fisico della vista sia
sufficientemente stimolato per essere usato, e parto da lì”.
(Bruce Moen)
Naturalmente la percezione non-fisica può coinvolgere anche l’udito
(dalla chiaroveggenza o vista non fisica, si passa quindi alla
chiarudienza), oppure una sensazione interiore più generalizzata (la
clarosensanzione).
A quanto ho potuto constatare, è sufficiente stimolare uno dei sensi non
fisici, per attivare anche gli altri, anche se tra i medium
professionisti può predominare un canale piuttosto che un altro.
Se l’esercizio di visualizzazione riguarderà una persona cara, saranno
coinvolte emozioni molto forti. Queste
emozioni sono un alleato importante. Laddove infatti le emozioni che
insorgono a seguito della perdita di un proprio caro possono essere come
un tumultuoso uragano che sradica ogni certezza circa l'esistenza di un
qualsiasi Aldilà, se con pazienza e perseveranza riusciamo ad approdare
ad uno stato d'animo di fiducia e di calma (e possono volerci mesi o
anni, questo è più che naturale), le emozioni evocate dal ricordo di
momenti trascorsi insieme diventano preziose per permetterci di
sintonizzarci sul nuovo canale che riguarda la percezione del Mondo
dello Spirito.
In primo luogo è utile tener presente che non esiste una reale
separazione a livello sensoriale fra noi e loro. Siamo entrambi Spirito,
anche se noi siamo uno spirito incarnato che, da sveglio, abita un tempo
ed uno spazio particolare, mentre i nostri cari sono spirito
disincarnato, liberi dai nostri parametri di spazio e tempo. Per il
resto, i nostri cari ci sono ancora più vicini di prima, liberi da
malattie, bisogni materiali, preoccupazioni quotidiane e preconcetti di
qualsiasi natura: solo desiderosi di esserci vicini e di rassicurarci
del fatto che stanno bene. Pertanto, rievocare le sensazioni che
provavamo quando eravamo fisicamente ancora insieme è un utile strumento
per cominciare.
Moen suggerisce di far finta di
conversare con la persona che desideriamo contattare,
far finta di vederla,
far finta di domandare qualcosa e
far finta di ricevere una risposta.
Se le immagini/sensazioni risultano fugaci e indistinte, Moen suggerisce
LA TECNICA DELL'AUTOSTRADA, che mi
piacerebbe oggi ribattezzare
LA TECNICA DELLA SALERNO-REGGIO CALABRIA.
“Immaginate di guidare lungo
l’autostrada a 100 km all’ora, e di vedere un segnale sulla
destra, che magari dice
"Uscita A3 a 5 km". Vedete l’indicazione solo per qualche
secondo, perché andate veloce, ma vi fornisce un’informazione su
qualcosa che sta per arrivare. Certo non fermereste la macchina
per tornare in retromarcia a cercare quel cartello per
visionarlo meglio, vero? No, continuereste a guidare sapendo che
fra un po’ ci sarà l’uscita per l’A3.
Lo stesso accade con queste immagini fugaci ed indistinte: sono
come cartelli stradali che vi forniscono informazioni su dove si
dirige la strada che state percorrendo a gran velocità.
Per continuare con la metafora dell’autostrada:
Una volta visto il cartello
"Uscita A3 a 5 km",
potreste focalizzare l’attenzione su quel cartello, limitandovi
a ricordare quello che diceva senza tentare di rivederlo. Così
facendo, potreste percepire un’altra immagine fugace, un altro
cartello stradale che dice
"Bar da Luigi a 4 km". Ripensare di nuovo a quello che
avete appena visto (senza cercare di tornare indietro a
rivederlo, ma solo ricordando questa nuova immagine), vi
condurrà probabilmente ad un’altra immagine ancora. Continuando
con questo sistema, scoprirete che, insieme ad ogni segnale,
riceverete pensieri, idee, sensazioni, emozioni ecc. Se a questo
punto vi sarà ancora necessario fare attivamente finta, potreste
inventare una storia che raccolga tutte le informazioni
provenienti dai vari segnali in modo da costruire un insieme
coerente. Per esempio, la storia potrebbe essere: l’uscita per
l’A3 Salerno-Reggio Calabria si trova a 5 km da me, e
probabilmente vicino all’uscita c’è il Bar da Luigi. Così
facendo, vi si riveleranno altri elementi della storia, come
immagini, pensieri, sensazioni, ecc.
Ad un certo punto la storia
comincerà a prendere vita in modo indipendente dal vostro
pensare e, anche se l’informazione che vi arriva è del
tutto inattesa, state al gioco.
Magari vi sembrerà che vi stiate inventando tutto, ma continuate
a seguire le vicende che vi si presentano, e continuate a porre
domande riguardo alle persone o cose che percepite. Se seguite
questo sistema, verrà il momento che, come molti molti altri che
l’hanno seguito, riceverete delle prove a testimonianza del
fatto che almeno parte di quello che state sperimentando è
assolutamente reale.
Quando ciò accade, siete a buon punto nel processo di rimozione
di eventuali convinzioni che prima potevano bloccarvi e questo
vi porterà a nuove percezioni e a ricevere ulteriori prove.”
(Bruce Moen - Traduzione libera)
Le due cose più importanti che ho appreso da Bruce sono:
1) Non tutti visualizzano le immagini allo stesso modo. E' utile
scoprire in che modo visualizziamo le immagini prima di cominciare.
2) Se le immagini (e aggiungerei anche voci o sensazioni) sono fugaci ed
indistinte, non mi soffermo su di esse per cercare di vederle meglio, ma
vado avanti con fiduciosa calma e me ne aspetto delle altre.
A seguito delle osservazioni di persone che hanno difficoltà a
registrare percezioni di tipo VISIVO, vorrei precisare che questa
tipologia di percezione é solo una di quattro tipi diversi. A seconda
della nostra personalità o inclinazioni personali, possiamo registrare
percezioni di tipo:
- VISIVO (immagini, colori, ecc.)
- UDITIVO (parole, frasi, nomi, musica, ecc.)
- EMOZIONALE (tristezza, gioia, ecc.)
- COGNITIVO (informazioni, insegnamenti,conosenze ricevuti a livello
intuitivo)
In genere conviene tenere presente quali siano i nostri due canali
dominanti. Un semplice esercizio per scoprirlo é rispondere alla
domanda:
Ritornando da una vacanza,
cosa mi viene più spontaneo raccontare:
- cose che ho visto
- cose che ho udito
- sensazioni che ho avuto
- cose che ho appreso?
http://piddia.forumcommunity.net/?t=34669648 del 15-01-2010
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