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Nelle previsioni della
vigilia, nessuno aveva indicato Muhammad Yunus e la sua Grameen Bank come
i vincitori del premio Nobel per la pace. Neanche la tv norvegese
Nrk, che ha l’abitudine di rivelare il probabile prescelto
la sera prima dell’annuncio. Così, questa mattina alle 11 il Comitato di
Oslo ha stupito tutti, assegnando il riconoscimento all’economista bengalese
che negli anni Settanta ha inventato il microcredito. Cioè quel sistema
di prestiti ai piccoli imprenditori troppo poveri per avere accesso ai finanziamenti
delle grandi banche.
Le motivazioni. “La pace duratura non può essere raggiunta
se le popolazioni non trovano un modo di uscire dalla povertà. Il microcredito
è uno di questi modi. Lo sviluppo dal basso serve anche
a far avanzare la democrazia e i diritti umani”, ha detto Ole Danbolt Mjoes,
direttore del Comitato Nobel di Oslo, annunciando l’assegnazione del riconoscimento
a Yunus e alla Grameen Bank.”. Alla
tv norvegese, Yunus ha definito “fantastica, incredibile”
la notizia. Dopo l’annuncio dato oggi, l'economista e la sua banca saranno premiati
ufficialmente il prossimo 10 dicembre, nell’anniversario della morte di
Alfred Nobel. Riceveranno una medaglia d’oro,un diploma e un assegno da 10 milioni di corone svedesi
(1,1 milioni di euro). Il microcredito. Nei trenta anni dalla sua fondazione, la Grameen Bank
(“banca del villaggio”) di Yunus è cresciuta in Bangladesh fino ad avere oltre 1.400 filiali, prestano circa
4 miliardi di euro a 4,4 milioni di famiglie in 51.000
piccoli villaggi. Il 94 percento dei riceventi prestito sono donne, più colpite dalla povertà rispetto agli uomini.
Il sistema si basa sui “gruppi di solidarietà”, che richiedono i prestiti collettivamente,
lavorano insieme per farli fruttare, per poi controllare – come veri e propri
garanti – che i debiti vengano estinti. Ma
la Grameen Bank non
è un’associazione di beneficenza: con il 98 percento dei prestiti restituiti –
un record anche rispetto a molte banche classiche – l’istituto di Yunus è diventato un caso studiato in tutto il mondo. Metodi
simili a quello usato dalla Grameen sono ora usati in
più di 100 paesi, anche
tra quelli più sviluppati.
L’idea. Yunus - soprannominato "il
banchiere dei poveri" - ebbe l’idea che ora gli è valsa il Nobel nel 1974, quando era un professore di economia
all’università di Chittagong. Durante una visita a
un villaggio con i suoi studenti, si fermò per parlare con una donna che produceva
sgabelli di bambù, ma che non aveva abbastanza soldi per mantenersi con la sua
attività. La donna era costretta a rivolgersi a degli usurai, che le prestavano
denaro con un interesse del 10 percento a settimana, e in questo modo tutti i
profitti della donna servivano a ripagare il debito. Yunus
decise di aiutare di tasca sua la donna e altri 41 piccoli artigiani del villaggio,
prestando loro una somma pari a 22 euro, da ripagarsi
con tassi più equi. L’idea era che il microcredito avrebbe potuto permettere a
queste persone di accumulare una base di denaro, per non vivere al livello di
sussistenza. Un concetto centrale nell’opera di Yunus. “Un giorno, per scoprire cos’è la povertà,
i nostri figli andranno in un museo” disse in un’intervista di dieci anni fa.
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