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Se questo è un uomo
Di Massimo Granellini
Ma come farà a
essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad
affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza
fu «una reazione giusta» e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen,
che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle
della Shoah? Zelig si
limitava a cambiare faccia, a seconda dell’interlocutore
da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di
cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare con il pilota dell’aereo che
sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea,
e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella
sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a
essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per
tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole,
rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!».
Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a
infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui
ha il fegato di applicarne il precetto fondamentale: credere sempre a quel che
dici, anche quando è il contrario di quel che hai appena detto. Una tecnica che evidentemente funziona persino con le vecchie volpi
mediorientali. Come farà? Vorrei tanto chiederglielo, se non fosse che lui nel frattempo si è già spostato nella
basilica della Natività, a Betlemme, dove sta raccontando ai frati una
barzelletta sulla Madonna che avrebbe preferito una femminuccia. A quel punto
mi arrendo.