Lampedusa, il
recupero di un clandestinoLAMPEDUSA - Nuovo dramma
dell'immigrazione nelle acque della Sicilia, dove oggi sono stati intercettati
i cadaveri di 13 clandestini, vittime dell'ennesimo naufragio durante il viaggio,
a bordo di una carretta del mare, verso le coste italiane. Un
avvistamento che si è protratto per tutta la giornata: in un primo momento sono
stati avvistati quattro corpi, nel pomeriggio altri quattro, in
serata nuovi cinque cadaveri.
A lanciare per primo l'allarme, intorno alle 13, è stato un aereo civile,
impegnato nell'avvistamento di banchi di tonni, che ha notato un corpo con un
giubbotto di salvataggio galleggiare a circa 65 miglia a sudest di Lampedusa. Un tratto di mare che ricade sotto la competenza maltese per quanto
riguarda le operazioni di ricerca e soccorso in mare. E' stata la nostra
Marina militare a intervenire: prima con un aereo Atlantic, che ha localizzato a poca distanza altri tre
cadaveri, poi inviando nella zona il Pattugliatore Spica per il recupero delle vittime.
Mentre erano ancora in corso le operazioni, l'Atlantic
ha avvistato nella stessa area altri quattro corpi.
Infine, quando ormai stava arrivano il buio, l'elicottero di stanza sulla nave
della Marina ha lanciata l'ultima segnalazione: altri cinque cadaveri alla
deriva.
Le ricerche di eventuali superstiti sono proseguite,
anche con l'ausilio di una motovedetta della settima squadriglia della Guardia
Costiera, ma senza alcun esito. E in mancanza di
testimonianze sarà difficile stabilire le dimensioni esatte della sciagura. Non
vi è infatti alcun collegamento con il naufragio di un
altro barcone, avvenuto ieri a una trentina di miglia di Malta: i 26
sopravvissuti, soccorsi dalla nave della Marina americana Donald
Cook, hanno infatti raccontato di essere stati tutti
tratti in salvo.
Quella di oggi è la seconda strage di clandestini in pochi
giorni nel Mediterraneo: il primo giugno scorso la Fregata militare francese La
Motte Picquet recuperò i cadaveri di 21 clandestini tra Malta e la Libia. Dopo
una lunga trattativa diplomatica con le autorità di Tripoli e La Valletta, il
governo francese diede ordine al comandante della nave di trasferire in patria
le vittime.
"E' allarmante - commenta Laura Boldrini, portavoce in Italia dell'Alto Commissariato Onu
per i rifugiati - che solo nelle prime due settimane
di giugno siano almeno 34 i migranti morti nelle acque del Mediterraneo nel
tentativo di raggiungere l'Italia. Queste, infatti, sono solo le vittime
accertate. La traversata del Canale di Sicilia - conclude
la rappresentante dell'Unhcr - è diventata un macabro
rituale a cui è doveroso dare una risposta concreta".
(17 giugno 2007)