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| Di Giulio Marcon* LMilitari: casta di spreconi e di furbetti Giulio Marcon* Le dichiarazioni del ministro della Difesa Arturo Parisi secondo cui la finanziaria e la legge di bilancio costringerebbero le nostre Forze Armate all'inefficienza sono non solo infondate, ma anche strumentali e irresponsabili. Come sono strumentali e irresponsabili (e un po' ricattatorie) quelle di qualche giorno fa quando il ministro ha minacciato il ritorno della leva obbligatoria in caso di (piccoli) tagli (poi rientrati) nel reclutamento del personale. Stiamo ai fatti e non alle chiacchiere. Le Forze Armate sono una impressionante macchina "mangia soldi". In questi anni hanno avuto sempre più risorse. L'anno scorso hanno avuto un aumento del 13% (tre miliardi di euro) e quest'anno del 10%. E' di ben quasi 2 miliardi di euro l'aumento nel 2008 per le spese militari: questa la stima della crescita della spesa per la difesa che risulterebbe dai primi calcoli effettuati dalla campagna "Sbilanciamoci!" sui dati della legge finanziaria e della legge di bilancio. In due anni hanno avuto ben 5 miliardi di euro in più, quanto destinato l'anno scorso al cuneo fiscale, la più importante misura del programma elettorale dell'Unione. L'anno scorso le previsioni di spesa per la difesa (sommando le risorse in finanziaria, legge di bilancio, missioni internazionali, programmi di sistemi d'arma) arrivava a 21 miliardi e 364 milioni di euro. Quest'anno se ai 20 miliardi e 928milioni di bilancio della Difesa e al miliardo di euro delle missioni militari (iscritto al bilancio del ministero dell'Economia), aggiungiamo il miliardo e 300 milioni per i costi di Eurofighter, fregate Fremm e altri sistemi d'arma (in finanziaria sul conto del ministero dello Sviluppo Economico), gli arsenali militari, le maggiori indennità dei soldati professionisti, ecc. la spesa militare 2008 ammonta a 23 miliardi e 281 milioni di euro (+9,4%). Ovvero quasi il 2% del Pil, come correttamente calcolano il Sipri e la Nato considerando tutte le spese, indipendentemente da il ministero che le effettui, invece del 1,3% che i militari furbescamente dichiarano conteggiando solo le voci del bilancio della Difesa. Mrale: abbiamo una spesa pro capite per la difesa più alta della Germania e di altri paesi europei. L'inadeguatezza operativa delle Forze Armate è dovuta non alla mancanza di risorse, ma al cattivo funzionamento e all'inefficienza delle Forze Armate stesse, come in più di un'occasione la Corte dei Conti ed altri organismi di controllo hanno fatto rilevare. E non si capisce perché il "libro verde" sulla spesa pubblica di Tommaso Padoa Schioppa si occupi dei costi eccessivi di scuola e università, ma non abbia il coraggio di mettere il dito sulla piaga della cattiva spesa militare e dei sistemi d'arma che nel giro di qualche anno quadruplicano i costi. Non si capisce perché si possano tagliare 33mila insegnanti delle scuole e non si prenda in esame il problema di 40mila marescialli delle Forze Armate che la relazione al bilancio della Difesa definisce "eccedenze organiche". Il Ministero della Difesa - come ricordato dal Sole 24 ore del 5 ottobre - detiene il triste record di assenteismo nella Pubblica Amministrazione: per ogni addetto ben 31,5 giorni medi di assenza in un anno. Nelle nostre Forze Armate - unico caso al mondo - i comandanti (ufficiali e sottufficiali) sono più numerosi dei comandati (soldati). E con oltre 190mila addetti si riesce a malapena a garantire (ma che fanno, dove stanno?) il turnover di meno di 10mila soldati impegnati nelle missioni all'estero. E a proposito di armi, perché spendere altri 20 miliardi di euro nei prossimi anni per un cacciabombardiere di attacco JSF-35 (che può portare anche ordigni nucleari) che di certo non può essere utilizzato nelle "missioni di pace" e che non serve a "difendere i confini del paese"? 5 miliardi in più in due anni per le spese militari. E' questa la risposta che il governo dà alla marcia Perugia-Assisi? E' così che si attua il programma dell'Unione che prometteva iniziative per la riduzione della spesa per armamenti? La campagna "Sbilanciamoci!" denuncia i nuovi aumenti e propone di tagliare del 20% le spese per la difesa, destinando le risorse alla cooperazione internazionale, al welfare, alle politiche per l'ambiente. E' questa la proposta che - con la nostra "controfinanziaria" - presenteremo il prossimo 17 ottobre al Senato. L'Unione deve dare un segnale di svolta e costruire politiche di pace che rilancino insieme iniziative e programmi per il disarmo con un ruolo diverso delle Forze Armate, legato al dettato Costituzionale e a quello dell'Onu. L'Unione ha vinto le elezioni dell'anno scorso anche grazie alla spinta delle straordinarie mobilitazioni del popolo della pace. A questo popolo deve ancora delle risposte impegnative e convincenti. Campagna Sbilanciamoci!*
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