Mettete sulle loro tombe le
impronte digitali!
di Giuseppe Rolli

Provate
ora a estrarre il loro Dna. Provate a schedare questi morti ammazzati, questi
pericolosi clandestini armati fino ai denti di intollerabile miseria e disperazione.
Provate
a umiliarli, trattateli da criminali. Provateci. Ora che sono là, morti,
annegati a qualche decina di metri dalla riva; loro che non sapevano nuotare,
che non avevano imparato a farlo nel deserto di quelle patrie che nessuno gli
ha mai riconosciuto.
Provateci - voi Amato, voi Veltroni e voi degna compagnia
di sindaci sceriffi - a chiedere i documenti d'identità, a costruire le
vostre "banche" dati sulla vita e sulla morte di questi disperati.
Provateci
adesso che sono lì sul marmo gelido di un obitorio a estrarre il loro il
Dna, provate ora a prendere le loro impronte, a imbrattare le loro dita con l'inchiostro
della vostra sporca coscienza, e gettateli in mare da dove sono venuti.
Che
sporchino pure altri lidi, ma non i nostri, così ben adornati da disumano
perbenismo, dalle mille paure di chi è braccato da se stesso. Non dalla
vita.E seppelliteli.
Seppelliteli dopo averli marchiati con il vostro inchiostro.
Lì, sugli scogli del bellissimo mare di Sicilia, vicino alle ville barocche
piene di fiori. Un mare di incanto, dove ti viene la rabbia se pensi alla morte;
dove senti il Mediterraneo a portata di mano, dove pensi, e pensi di essere eterno.
Seppelliteli lì, e lasciateli finalmente in pace. Loro che volevano
semplicemente vivere, e ne avevano diritto di natura almeno quanto ciascuno di
noi. Seppelliteli e sulla lapide, per favore, non metteteci né nomi né
cognomi, né foto ricordo.
Lasciateci solo le vostre di impronte digitali.
E basta.
Così chi verrà di nuovo possa ricordarne l'infamia.