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Israele - Palestina - 21.5.2007 |
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Sei motivi per gli scontri di Gaza |
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Come si è arrivati all'anarchia violenta di questi
giorni a Gaza? Sei ragioni per una crisi |
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La violenza è tornata nella Striscia di
Gaza. Si supponeva che queste sanguinose manifestazioni sarebbero cessate
dopo la firma dei leader dei due movimenti dell’accordo di riconciliazione
alla Mecca e dopo l’entrata nella partnership politica che ha prodotto la
formazione del governo di unità nazionale. Tuttavia sembra che alcuni sviluppi e situazioni che ci
sono stati da allora abbiano portato all’attuale escalation di tensione e,
nuovamente, alla trappola della lotta intestina. Questi sviluppi possono
essere riassunti in questo modo:
Terzo. I complotti
israeliani non hanno mai smesso di seminare discordia e di lavorare per far
saltare l’accordo fra le due parti, ed è plausibile che siano proprio
elementi legati agli apparati di sicurezza israeliani a compiere le
operazioni di liquidazione di membri appartenenti ad entrambe le parti, per
accendere la miccia di nuovi sanguinosi scontri.
Quinto. L’escalation delle
campagne mediatiche tra i due movimenti, nelle ultime settimane è senza precedenti, tanto che alcuni programmi radiofonici e
televisivi contenevano un chiaro incitamento all’omicidio e all’esecuzione
sanguinosa di alcuni personaggi-simbolo, cosa che ha creato un clima di
tensione e di risentimento in entrambe le parti. Sesto. L’aumento del
problema dell’anarchia nell’ordine pubblico e l’incremento dei crimini, il
rapimento del giornalista britannico Alan Johnston, il continuo contrabbando di armi che ha trasformato la Striscia di Gaza in una
giungla di armi. In questa atmosfera
congestionata, gli scontri, le liquidazioni e i rapimenti ne sono la naturale
conseguenza, ma il rischio è che arrivano in un momento in cui le forze
israeliane si preparano a invadere la Striscia, confermando quindi la
presenza della mano israeliana che, direttamente o indirettamente, lavora
diligentemente per incendiare la sedizione. |