Ramallah_ 25 aprile 2009,
ieri si e' conclusa la quarta conferenza di Bil'in
sulla resistenza popolare nonviolenta contro il muro. La manifestazione
conclusiva e' stata molto partecipata, piu'
di trecento persone, tra palestinesi(anche molte donne), internazionali,
israeliani, tutti vestiti con una maglietta "Goodbye Basem",
per ricordare Basem Abu Rahmah,
assassinato una settimana fa proprio nella manifestazione settimanale a Bil'in.
Prima ancora di riuscire ad avvicinarci al tracciato del muro, i soldati israeliani
hanno iniziato a lanciare lacrimogeni sui manifestanti. La marcia ha cominciato
a ritirarsi per poi ritornare ad avvicinarsi al tracciato del muro. Obbiettivo dichiarato era costruire una tomba simbolica con
una lapide che ricordasse la Basem, proprio nel luogo
dove e' morto.
Si iniziava la costruzione della
tomba, venivamo coperti da gas e bombe sonore, si indietreggiava e poi si
ritornava sul luogo, per continuare il lavoro, ovviamente lungo. Dolore per la
memoria di chi non c'e' piu'e rabbia si mescolavano continuamente nei volti delle persone, delle donne,
dei ragazzi... La pioggia dei gas era davvero incessante, alla fine della
giornata 25 feriti, colpiti dai candelotti o che hanno perso i sensi a causa
delle inalazioni. L'esercito ha anche ripetutamente usato una sirena assordante
per stordire i manifestanti, non si riusciva a rimanere in zona senza coprirsi
le orecchie, e anche cosi' era dura... Alla fine la
tomba e' stata costruita, ma e' inutile nasconderlo, la rabbia dei ragazzi di Bil'in per la perdita del loro
compagno Basem era grande, e si e' trasformata in un
lancio fitto di sassi, che ha provocato una risposta violenta da parte
dell'esercito, che alla fine e' entrato nei campi di Bilin
e ha arrestato un ragazzo del comitato popolare. A quel punto e' iniziata la
lotta per ottenere la sua liberazione. Abbiamo cercato in tutti i modi do ottenerla, attraverso un sit-in pacifico davanti al
tracciato del muro, con una una delegazione di donne,
con una madre palestinese sola, tutto finiva con scariche di bombe sonore e
gas...siamo rimasti li' ancora un po' e alla fine,
alle
16.45 (la manifestazione era cominciata alle 13.15) hanno liberato il ragazzo
arrestato. Ci siamo messi a festeggiarlo, con saluti e abbracci, e proprio in
quel
momento, in modo a dir poco sadico, hanno lanciato la bomba che permette a 70
candelotti lacrimogeni di partire contemporaneamente. Questa bomba
ci ha completamente circondato, qualcuno e' fuggito tra i campi, in molti siamo
caduti a terra, incapaci di respirare, di vedere, di
muoverci.
Nonostante tanta violenza, a fine manifestazione il comitato popolare di Bilin ha elencato quelli che secondo loro sono stati comunque i risultati politici ottenuti. Non e' stato usato
il tipo di candelotto particolarmente violento che ha ucciso Basem, alla fine hanno liberato il ragazzo che avevano
arrestato, e sopratutto si e' riusciti a
costruire la tomba in memoria di Basem.
Piccole vittorie in un paese che ha ancora tanto da lottare davanti a se.
Riccardo, Martina e Carla per il Tavolo
Italiano Interventi Civili di Pace
Quarta
conferenza internazionale di Bil'in
sulla resistenza nonviolenta
in memoria di Bassem Abu Raham 22-24 Aprile 2009
- Dichiarazione finale –
Concludendo la nostra conferenza di oggi, ricordiamo
il nostro amico e compagno di lotta, Bassem Abu Rahma, che è stato ucciso dall'esercito israeliano venerdì
scorso durante la manifestazione pacifica settimanale. I nostri cuori e le
preghiere vanno alla sua famiglia e gli auguriamo la pace in questi tempi
difficili. I nostri pensieri e preghiere sono anche con Tristan
Anderson e la sua famiglia. Tristan,
un attivista della solidarietà americano, è stato colpito e gravemente
ferito dall'esercito israeliano il mese scorso mentre era in visita al villaggio
di Ni'lin.
La quarta Conferenza di Bil'in per
la resistenza nonviolenta si svolge quest'anno in una
fase critica del conflitto israelo-palestinese. Quando la violenza e l'oppressione israeliana contro il
popolo palestinese per costringerlo alla sottomissione si è intensificata, con
un governo israeliano estremista salito al potere, e la leadership palestinese divisa
e indebolita in modo inaccettabile. I palestinesi di Gaza stanno ancora
soffrendo per l'impatto del barbaro attacco israeliano chiamato operazione
"Piombo Fuso" e per l'inumano blocco imposto alla Striscia da anni
ormai. In Cisgiordania, le autorità israeliane hanno
intensificato i loro sforzi soprattutto per la pulizia etnica nella zona di
Gerusalemme, attraverso espropriazione di case, uccisioni sistematiche,
detenzioni, la costruzione d'insediamenti e la
costruzione del Muro dell'Apartheid. Attraverso un elaborato sistema di
controllo di oltre 600 checkpoint militari e
centinaia di demolizioni di case ordinate dai militari, la confisca e il blocco
dei terreni, Israele sta creando attivamente fatti sul
terreno che renderanno impossibile qualsiasi soluzione pacifica del
conflitto.
Di fronte a questa dolorosa realtà, il popolo palestinese
deve continuare a sviluppare la sua resistenza popolare per proteggere i suoi diritti
fondamentali alla vita e alla libertà e per realizzare le sue aspirazioni di un
futuro di pace, come il resto del mondo. I partecipanti della Quarta Conferenza
di Bil'in per la Resistenza
Nonviolenta ribadiscono il loro impegno per la difesa dei diritti del popolo
palestinese: sostenendo e promuovendo le forme di resistenza popolare in tutti
i Territori Palestinesi Occupati, incoraggiando la leadership palestinese e la
società civile ad assumere un ruolo più attivo nel movimento di resistenza
popolare, promovendo la cultura della resistenza e il movimento per
Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro
Israele, unendo il popolo palestinese geograficamente e
politicamente, coinvolgendo i palestinesi della Striscia di Gaza nel movimento
popolare e aiutando a superare il blocco e l'isolamento attuale, e facendo
crescere la consapevolezza della realtà quotidiana dei palestinesi che soffrono
sotto l'occupazione attraverso visite sul campo.
I partecipanti alla Conferenza sottolineano
l'importanza della resistenza popolare come strategia efficace per resistere all'oppressione.
Recentemente, diverse campagne di resistenza popolare nei Territori Palestinesi
Occupati sono stati avviati o estesi. I partecipanti
hanno discusso gli sviluppi in Ni'lin,
Al-Ma'sara, nella
Valle del Giordano, a sud di Hebron e a Bil'in come modelli di resistenza popolare efficaci. A
tutto ciò si affiancano gli importanti sviluppi nel
movimento BDS a livello internazionale. In Francia e in Canada, disegni di
legge sono stati depositati contro coloro che traggono
profitto dall'occupazione e dagli insediamenti. La campagna di boicottaggio
nata a New York contro il costruttore di insediamenti Lev Leviev, si è diffusa nel
Regno Unito e Norvegia.
Sulla base del dibattito della conferenza e dei workshop, i partecipanti hanno
deciso di adottare le seguenti strategie unitarie come base per i lavori del
movimento di resistenza popolare:
*-
Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro
Israele (BDS)*
1. Tenere conferenze di organizzazione all'interno
delle diverse regioni attive nella campagna BDS per coordinare iniziative e
campagne BDS. 2. Basandosi sulla risoluzione adottata dal Forum Sociale
Mondiale tenuta il gennaio scorso, si è deciso di tenere la Giornata d'azione Globale BDS il 30 marzo di ogni anno, che coincide anche con
la Giornata della Terra.
*-
Promozione della responsabilità giuridica per i crimini di guerra*
1. Intensificare a livello locale e internazionale le
campagne popolari per perseguire i criminali di guerra israeliani.
2. Coordinare la società civile palestinese e le organizzazioni dei diritti
umani in Europa e negli Stati Uniti coinvolte nel perseguire i criminali di
guerra israeliani.
*-
Diffondere e sostenere la resistenza popolare nonviolenta*
1. Creare un comitato di coordinamento, che includa i rappresentanti dei comitati
popolari che hanno partecipato alla conferenza al fine di facilitare la
l'attuazione delle conclusioni della Conferenza annuale sulla Resistenza
Popolare di Bil'in e per sostenere la resistenza
popolare.
2. Aumentare il coordinamento tra i comitati popolari.
3. Fornire dati accessibili sulle attività del movimento palestinese di resistenza
popolare.
4. Raggiungere i mezzi di comunicazione, presentando soprattutto le storie di
successo del movimento di resistenza popolare.
5. Condividere le esperienze e gli insegnamenti di altri
movimenti popolari in tutto il mondo.
6. Differenziare il ruolo del movimento popolare da quello dei partiti politici
e delle fazioni dell'Autorità Palestinese.
*-
Costruire un movimento internazionale di solidarietà con la Palestina*
1. Migliorare il coordinamento dei gruppi della società civile internazionale
che lavorano per la solidarietà con la resistenza popolare nonviolenta,
attraverso iniziative trasversali, come i gruppi di lavoro per la Palestina del
Forum Sociale Mondiale.
2. Rafforzare la comunicazione, la capacità di lobbying
e di sensibilizzazione dei movimenti di solidarietà centrate sul rispetto del diritto
internazionale e dei diritti umani in Palestina, e fare più pressione sui
governi e politici stranieri.
3. Entrare a far parte del movimento BDS, promuovendo il commercio equo con la
Palestina, respingendo il rafforzamento degli accordi di cooperazione tra la Unione Europea e Israele e chiedendo la sospensione di
tali accordi fino a quando Israele continuerà a violare il diritto internazionale.
4. Fare pressione sui governi e i parlamenti di tutto il mondo per costringerli
a prendere posizione contro l'assedio di Gaza, trattenendo i criminali di
guerra israeliani perseguibili nei tribunali internazionali (incluso il
Tribunale Russell per la Palestina) ed evidenziare la
voce dei gruppi israeliani contro l'occupazione che denunciano tali crimini.
5. Rinforzare altre iniziative internazionali per: contrastare il commercio
delle armi con Israele, proteggere i prigionieri palestinesi, promuovere
progetti di gemellaggio con città/università/campi profughi palestinesi,
inviare corpi civili di pace nei Territori Palestinesi Occupati e organizzare
visite sul campo di politici, avvocati, giornalisti.
I
partecipanti chiedono quanto segue:
*A
livello palestinese*
1. il raggiungimento dell'unità nazionale,
che è un prerequisito per la liberazione nazionale.
2. seri sforzi da parte del presidente e del governo palestinese per attuare la
sentenza di condanna del muro da parte della Corte Internazionale di Giustizia
del 9 luglio 2004 e la successiva risoluzione dell'Assemblea Generale delle
Nazioni Unite.
3. il sostegno al movimento di resistenza popolare da parte della leadership e
dei funzionari palestinesi e una ferma presa di posizione contro la giudaizzazione e la pulizia etnica di Gerusalemme, e contro
l'espansione degli insediamenti e la costruzione del Muro dell'Apartheid.
4. Il coinvolgimento di tutte fazioni nazionali palestinesi sulla resistenza
popolare, soprattutto attraverso il movimento BDS.
*A
livello di israeliano*
1. il rafforzamento delle relazioni con i gruppi
pacifisti israeliani che si uniscono alla resistenza popolare palestinese
contro l'occupazione e l'oppressione.
2. il rifiuto di tutte le forme di normalizzazione e l'isolamento di coloro che
vi sono coinvolti.
*A
livello internazionale*
1. l'istituzionalizzazione dei rapporti tra il
movimento popolare palestinese di resistenza e gli attivisti di solidarietà
internazionale e l'invito di più attivisti ad aderire e sostenere il movimento.
2. la richiesta a tutte le organizzazioni, i sindacati, gli attivisti per la
pace e delle istituzioni della società civile internazionali di presentare la
"narrazione" palestinese che è testimone di prima mano e di lottare
contro la propaganda israeliana che disumanizza il
popolo palestinese.
_Infine, i partecipanti della Conferenza hanno deciso che la Conferenza Internazionale
sulla resistenza nonviolenta di Bil'in si terrà nel
mese di aprile di ogni anno.