Al
Sindaco di Roma On. Gianni Alemanno
All’Assessore alle Politiche della Mobilità Sergio Marchi
All’ATAC
Roma Mobilità
Alla
Redazione Metro Roma
Alle
O.O.S.S.
Oggetto: Segnalazione di mancata fermata
autobus linea 056, per palese comportamento razzista da parte dell’autista.
Con profondo rammarico, sento la necessità
di portare a conoscenza di quanto accaduto il giorno martedì 02 marzo 2010 alle
ore 13.00 circa sulla linea
Il sottoscritto in possesso di regolare metrebus card CV 03501776, alle ore 13.00 circa saliva sul bus 056 alla fermata Torrenova (Giuturna).
Mentre salivo a bordo dalla porta anteriore, sentivo
la voce dell’autista, che si rivolgeva presumibilmente ad un suo collega a lui
accanto fuori servizio, il quale diceva, riferendosi ad alcuni “stranieri” che
salivano con i loro bagagli (non ingombranti), “io questi non li farei salire”.
Per precisazione di cronaca si trattava
per alcuni di loro di persone che avevano terminato da poco il loro lavoro al
vicino mercato di Via dei Centauri.
Ripresa la corsa, alla successiva fermata
del bus Torrenova (Naiadi), affollata di persone in
attesa (circa 15): donne, bambini, uomini e altri “stranieri” come sopra,
l’autista rallentava, ma riprendeva la corsa senza fermarsi, con una
accelerazione brusca, dicendo alcune parole incomprensibili, ma chiaramente
riferendosi alla presenza a terra di queste persone “straniere” con i loro
bagagli (non ingombranti).
Alla vista di quanto accaduto, mi rivolgevo
all’autista e al suo collega fuori servizio, chiedendo spiegazioni del motivo
per il quale aveva saltato la fermata.
Non ricevendo risposta, insistevo nel chiedere spiegazioni e in risposta mi chiedeva chi fossi. Io davo le mie generalità e nel contempo chiedevo le sue, ma non ricevevo risposta. Ad una mia ennesima insistenza, mi rispondeva: “non c’era nessuno che doveva scendere”. Facevo notare lo sbaglio che aveva fatto, che umiliava sia chi aspettava di salire, sia chi era a bordo e che se voleva rispettare una qualche regola, c’era forse un’ordinanza del Sindaco che vietava di girare con i maxi borsoni e solo in quel caso poteva ordinare di non salire, ma non era il caso di quel momento.
Augurandomi che episodi del genere non accadano in futuro, invito tutti in indirizzo, compreso l’autista, a partecipare alle iniziative che da anni si svolgono nel quartiere di Torre Angela per l’integrazione tra persone provenienti da tutti i paesi del mondo, per i motivi più svariati e che tutti ben conosciamo.
In fede
Carlo Garbini
cell. 3388769699
Roma 03 marzo
2010