
Africani di Rosarno si riuniscono a Roma
“I mandarini e le olive non cadono dal cielo”
In data 31 gennaio ci siamo riuniti per costituire
l’Assemblea dei lavoratori Africani di Rosarno a Roma.
Siamo i lavoratori che sono stati obbligati a lasciare Rosarno
dopo aver rivendicato i nostri diritti. Lavoravamo in condizioni disumane.
Vivevamo in fabbriche abbandonate, senza acqua né elettricità.
Il nostro lavoro era sottopagato.
Lasciavamo i luoghi dove dormivamo ogni mattina alle 6.00
per rientrarci solo la sera alle 20.00 per 25 euro che non finivano nemmeno
tutti nelle nostre tasche.
A volte non riuscivamo nemmeno, dopo una
giornata di duro lavoro, a farci pagare.
Ritornavamo con le mani vuote e il corpo piegato dalla
fatica. Eravamo, da molti anni, oggetto di discriminazione, sfruttamento e
minacce di tutti i generi.
Eravamo sfruttati di giorno e cacciati,
di notte, dai figli dei nostri sfruttatori.
Eravamo bastonati, minacciati,
braccati come le bestie…prelevati, qualcuno è sparito per sempre.
Ci hanno sparato addosso, per gioco o per l’interesse di qualcuno.
Abbiamo continuato a lavorare.
Con il tempo eravamo divenuti facili bersagli. Non ne
potevamo più. Coloro che non erano feriti da proiettili, erano feriti nella
loro dignità umana, nel loro orgoglio di esseri umani.
Non potevamo più attendere un aiuto che non sarebbe mai
arrivato perché siamo invisibili, non esistiamo per le autorità di questo
paese.
Ci siamo fatti vedere, siamo scesi per
strada per gridare la nostra esistenza.
La gente non voleva vederci. Come può manifestare qualcuno che non
esiste?
Le autorità e le forze dell’ordine sono arrivate e ci hanno
deportati dalla città perché non eravamo più al sicuro. Gli abitanti di Rosarno
si sono messi a darci la caccia, a linciarci, questa volta
organizzati in vere e proprie squadre di caccia all’uomo.
Siamo stati rinchiusi nei centri di detenzione per immigrati.
Molti di noi ci sono ancora, altri sono tornati in
Africa, altri sono sparpagliati nelle città del Sud.
Noi siamo a Roma. Oggi ci ritroviamo senza lavoro, senza un
posto dove dormire, senza I nostri bagagli e con I salari ancora non
pagati nelle mani dei nostri sfruttatori.
Noi diciamo di essere degli attori della vita economica di questo
paese, le cui autorità non vogliono né vederci né
ascoltarci. I mandarini, le olive, le arance non cadono dal cielo. Sono delle
mani che li raccolgono.
Eravamo riusciti a trovare un lavoro che abbiamo perduto semplicemente perché abbiamo domandato di
essere trattati come esseri umani. Non siamo venuti in Italia per fare i
turisti. Il nostro lavoro e il nostro sudore serve
all’Italia come serve alle nostre famiglie che hanno riposto in noi molte
speranze.
Domandiamo alle autorità di questo paese di incontrarci
e di ascoltare le nostre richieste:
L’Assemblea dei Lavoratori Africani di
Rosarno a Roma