ACQUARELLI ISTRIANI IN CONTROLUCE

 

 

Emergendo dalle nebbie del passato ritornano e prendono forma gli spettri delle città, dei castelli e degli abitati dell’Istria storica.

 

Istria delle verdi colline, della plaghe carsiche, della rossa terra della bauxite, dei castellieri, dell’azzurro placido mare. Istria della romanità, del Aquila patriarchina, del Leone di San Marco, dell’Aquila Bicipite, della Croce Bianca dei Savoia affiancata dal segno Littorio, della Stella rossa del colore del sangue della tragedia finale.

Molte sono le vicende liete e tristi sedimentate su questi luoghi, per lo più modesti, civili, dignitosi mai superbiosi, che la saliente oscurità lambisce lasciando solo lo stacco di una silholuette in ritagli onirici colti in controluce su fondali crepuscolari, a volte colorati dall’ultimo raggio del sole morente, a volte velati di nubi evanescenti o intristiti da cortine di pioggia.

 

È l’ora di un tramonto che annuncia una notte senza fine destinata a svanire nel buio del nulla, è il momento della Finis Histriae.

 

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