
| Tempo di Percorrenza da Valbondione | 5 ore e mezza circa |
| Tempo di Percorrenza dal Rifugio Coca | 3 ore circa |
| Quota di Partenza | 888 metri |
| Quota di Arrivo | 3052 metri |
| Dislivello | 2164 metri |
| Equipaggiamento | consigliati corda e imbragatura |
Si parte da Valbondione raggiungendo il Rifugio Coca (per maggiori dettagli clicca qui ).
Avete ancora abbastanza forze?! Bene, se guardate in alto, infatti, vedete giá la vostra prossima meta...il Pizzo Coca!
Non é un'ascensione turistica, quindi badate bene alla vostra preparazione.
Partendo dal rifugio si imbocca il sentiero CAI 302, si risale la valletta del magnifico torrente Coca (qui tutto si chiama come il Pizzo!) e sul nostro
cammino intersechiamo anche il Sentiero delle Orobie che da un lato arriva dal Rifugio Brunone e dall'altro prosegue verso il Curó.
Dopo circa mezz'ora di cammino si giunge al Lago di Coca, piccolo specchio d'acqua abbracciato dai tremila delle Orobie: da ovest verso est il Redorta, il Pizzo Scais e la nostra destinazione.
E ora dove si va? Su una pietra appare "Pizzo Coca, sentiero per alpinisti"...ecco la via!
Ci si inerpica subito su una placchetta (attenzione); arrivati sulla sommitá possiamo scattare una bella foto al Lago sottostante...
Voltandoci vediamo giá la vetta, il problema e´ che é ancora 800 metri piú alta di noi! Non pensiamoci, ora appare un crinale erboso (durissimo con il sole), saliamo fino alla colonnina del telesoccorso e da qui ancora
ci inerpichiamo all'interno di una conca perennemente innevata e su fino alla Bocchetta dei Camosci (quota 2719 metri).
Qui inizia la parte piú difficile, la Via Normale lungo la Cresta Sud-Est (chi ha le vertigini si fermi!).
Ci accoglie subito un canalone roccioso lungo una trentina di metri,lo si supera con attenzione in facile scalata.
Per sfasciumi si giunge poi ad un bivio (tutto il percorso é segnalato da numerosi bollini) dove evidentemente conviene seguire l'indicazione "facile" tralasciando la via "difficile" (con placca verticale).
Si prosegue quasi sempre in cresta tra roccette, sbalzi e cambi di versante; in particolare occhio a un saltello piuttosto esposto (pay attention please).
L'ultima parte é piú semplice ma attenzione all'altura che fa brutti scherzi (é meglio camminare piano).
Finalmente come un miraggio ci appare la vetta. Siamo proprio arrivati, ci accoglie festosa una bella croce con targhetta di dedica alla Madonnina.
Il panorama? Da paura! Indescrivibile visto che siamo piú in alto di tutti, ma se non ci credete guardate questa immagine scattata dalla vetta....
Da sinistra a destra nella foto possiamo vedere il Diavolo di Malgina (alto "solo" 2916 metri), al centro il Lago Artificiale del Barbellino mentre sulla destra incombe il Pizzo Recastello.