I N T R A G E O
INTRAGEO
Lavori

L'impresa opera, in generale, nel settore degli interventi in sotterraneo, degli scavi archeologici, della tutela, recupero e valorizzazione del patrimonio storico ipogeo, dei siti archeologici e delle grotte naturali.

Rivolge i propri servizi ad enti pubblici,soprintendenze, imprese, studi di progettazione, privati.

L'impresa fornisce:

- Restituzione di rilievi e successivo modello 3d digitale alla scala desiderata, riproduzioni di ambienti geografici e architettonici.
Indagini per la localizzazione di strutture sepolte.
Sondaggi geo-archeologici per localizzare strutture sotterranee di interesse archeologico.

RICERCHE, ESPLORAZIONI,RILEVAMENTI TOPOGRAFICI,INTERVENTI TECNICI.

Intrageo esegue interventi, ricerche, esplorazioni, indagini speleo-subacquee e rilievi topografici di gallerie, cunicoli,pozzi, sistemi sotterranei, cavità di ogni genere e scavi archeologici

Archaeology Plans/ Work and Service.

Scavi archeologici, servizi per l'archeologia, visite guidate, tour archeologici, trekking archeologico,editoria, eventi culturali

RIPRISTINO AMBIENTALE

Interventi di restauro in cavità naturali ed artificiali. Risanamento ambientale e rimozione di scritte a vernice con sistemi eco-complatibili

SCAVI IN SOTTERRANEO

- Manutenzione opere accessorie e provvisionali.
- Indagine e controlli in corso d'opera.


MONITORAGGIO E MANUTENZIONE DEI SITI SOTTERRANEI.

- Controllo dello stato di conservazione, funzionalità delle opere di restauro e consolidamento con strumentazioni manuali o automatiche collegabili a sistemi di allarme.
- Manutenzione ordinaria ed interventi speciali.
- Ispezioni video di condotte e tubazioni,
- Controllo del flusso idrico e del degrado ambientale

REALIZZAZIONi VIDEO FOTOGRAFICHE.

L'impresa offre supporto tecnico o realizza in proprio:
video in vhs e digitale,dvd, dvd interattivi,dvd e cd multimediali, immagini fotografiche, per musei-mostre-publicazioni- presentazione e direzione lavori.
INFORMAZIONI- COLLABORAZIONI

Se ti interessa collaborare con noi, puoi inviare una e-mail, telefonare
al n.cell. 349 064 2786 o scrivere a:

INTRAGEO- Via del Teatro Antico 5, 06059-Todi (PG) Italy


Cognome e nome:
Indirizzo e-mail:
Oggetto:
Testo:
esplorazione speleosubacquea della cisterna dei Servi di Maria
Relazione preliminare dello scavo della galleria di accesso all’hypocausis di un edificio a Villa Adriana.

Il 3 Agosto 2004, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica, abbiamo ripreso lavori di scavo in un ambiente sotterraneo presso l’area delle Tre Esedre di Villa Adriana a Tivoli. L’indagine ha interessato la parte terminale di un cunicolo, completamente interrato, di accesso ad un hypocausis, il cui ingresso insiste fuori dell’area esterna dell’edificio.
Nelle fasi di scavo precedente al nostro, sono state messe in luce le Suspensurae e la sezione dell’ hipocaustum. I lavori si erano interrotti in prossimità di un piano in laterizio che faceva supporre l’abbassamento di quota della galleria tramite una scala. La rimozione dei vari riempimenti, a prescindere dalle quote, tranne che per un piccolo strato di terriccio recente completamente sterile, ha sempre consentito di recuperare notevoli quantità di materiali anche di pregevole fattura.
Il carattere preliminare di questa relazione è dato dal fatto che l’indagine si presenta ancora incompleta, non essendo stato ancora raggiunto il suolo sterile o il banco roccioso sul quale si imposta la galleria.


Descrizione del sito

Si accede alla galleria in oggetto, attraverso una ripida scalinata posta in un’area tra le Tre Esedre e il cosiddetto Stadio o Ninfeo. Il cunicolo è scavato interamente nella roccia tufacea ed è percorribile per i primi metri fino ad un notevole fronte di frana dovuto al cedimento della volta che ne impedisce la prosecuzione. Lungo la parete sinistra, si aprono tre condotti di adduzione d’acqua, parzialmente interrati ma non percorribili. La frana e il relativo interro si estendono fino all’ambiente ritrovato casualmente sotto il pavimento di un edificio contiguo alle Tre Esedre, oggetto ora, dello scavo archeologico.

Lo scavo

L’espansione e l’abbassamento del fronte di scavo ha fornito elementi di indagine che in parte chiariscono alcuni dubbi ma sollevano anche ulteriori domande:

1) un ammasso di laterizi trovato sotto il livello del vano delle suspensurae e
collassato in senso inverso al riempimento della galleria, lascia supporre che si tratti del materiale di crollo del forno e non di una scala. Se tale ipotesi fosse giusta, potremmo aver individuato la quota del piano del forno.

2) considerando l’ipotesi del ritrovamento della quota del forno e messa in relazione con la parte esplorabile fuori dell’edificio, possiamo dedurre la reale entità dello scavo ancora da realizzare.

3) nessun elemento strutturale ha ancora fornito informazioni circa la funzione della grossa traccia orizzontale scavata nella roccia per tutta la lunghezza nel lato sinistro della galleria fino all’uscita.

4) a circa 2,5 metri dall’ ingresso dello scavo, è stata individuata una traccia verticale, larga circa 5 cm, scavata nella roccia dal basso fino alla volta e presente nelle due pareti della galleria. Tale incavo è riempito, a tratti, da materiale nero-rossiccio, al tatto simile a cera indurita o resina e trovato anche in piccoli frammenti sparsi nel materiale di riempimento.


INTRAGEO

Carlo Zoccoli- Stefano Spiganti- Federico Spiganti
Una galleria del Teatro Romano
LANUVIO IPOGEA: INDAGINE SUI SOTTERRANEI DEL TEATRO ROMANO

L’indagine è stata avviata con l’intento di offrire, attraverso le progressive acquisizioni, criteri e metodi finalizzati alla corretta conservazione di questa emergenza architettonica inscindibilmente legata ad un contesto urbano di notevole interesse, ma umiliata da profondo degrado. Le note che di seguito si espongono sono le prime riflessioni su un tema, ancora in corso di studio, che approfondisce le problematiche connesse alla possibilità di un progetto di valorizzazione e recupero dei sotterranei.

Il COMPLESSO MONUMENTALE SOTTERRANEO DEL TEATRO ROMANO

Nato per rispondere a necessità di carattere funzionale, il complesso sotterraneo comunica la propria individualità estetica attraverso un insieme di segni identificabili nell’articolazione spaziale, nell’uso e trattamento dei materiali impiegati, nelle stratificazioni, nelle destinazioni d’uso.
E’ possibile entrare ai sotterranei da due diversi ingressi, uno situato in via Roma e l’altro presso Piazza Centuripe. L’accesso da via Roma, lungo le mura urbiche, è considerato quello principale per la presenza delle vestigia del Teatro romano. Si entra attraverso una rampa di scale in pietra, l’intero percorso del Pàrodoi sviluppa per una lunghezza di circa 13 metri per una larghezza di mt. 3,50 e la muratura è in opera quadrata. Mentre tutta la parte visibile del monumento si presenta costruita a filari di pietra di notevoli dimensioni, lungo il corridoio si nota la presenza di quattro pilastri di sostegno eseguiti in materiale laterizio. La copertura del corridoio e a volta a botte e a crociera con un’altezza di mt 5,13 dal piano di calpestio. Nelle pareti sono visibili le tamponature degli accessi agli ambienti del teatro non più visibili. Dal corridoio, attraverso una seconda rampa di scale, si accede ad un complesso sistema di antiche cantine direttamente scavate nel sottosuolo del teatro. Gli ambienti, formati da corridoi centrali con grandi nicchie come alloggi per le botti, si intersecano su tre livelli diversi comunicanti tra loro. Le pareti e le volte si presentano con rivestimenti in pietra, laterizio, malta cementizia antica di diversa fattura e, a tratti, prive di rivestimento; Il piano di calpestio è in terra battuta e ricoperto di fango. All’interno dei corridoi, sono visibili gli ingressi di antichi cunicoli e gallerie la cui epoca di costruzione potrebbe essere precedente alla costruzione del teatro stesso.
E’ invece sicuramente riferibile al teatro, un considerevole passaggio intermedio al centro del primo corridoio, dove è possibile vedere un cunicolo in opus cementitium, alcuni reperti lapidei di pregevole fattura e un tratto di galleria che si inoltra nelle mura medioevali fino all’esterno. Accedendo ai piani superiori, dopo un percorso articolato su due livelli realizzati con le medesime tipologie costruttive della zona inferiore, attraverso un’ampia scalinata si guadagna l’uscita all’interno del paese.

STATO DI CONSERVAZIONE

Gli ambienti sotterranei, Chiusi da decenni per inutilizzo da parte dei proprietari, sono stati riaperti recentemente per valutare il grado di inquinamento causato dalla perdita di carburante dalla cisterna di un distributore di benzina. Attualmente l’area del Pàrodoi, in buono stato dal punto di vista strutturale, è occupata da materiali abbandonati e rifiuti. Le cantine presentano il tipico stato di degrado dovuto all’incuria: piccoli crolli, cedimenti di murature, accumuli di fango. Sono da rilevare, anche a diversi livelli, percolamenti e stillicidio dovuti ad infiltrazioni d’acqua dalla superficie del suolo; tali infiltrazioni sono localizzate nelle zone prive di rivestimento murario e causa di continui distacchi di detrito dalle volte.

IL RECUPERO DEI SOTTERRANEI

Alla luce di quanto emerso dalla nostra indagine, qualunque ipotesi di progetto per il recupero dei sotterranei lanuvini, non può prescindere dallo studio di interventi doverosamente rispettosi dell’identità dell’opera. Poiché l’insieme monumentale sta attraversando quell’ inevitabile momento che rivendica la necessità di un restauro, questo non dovrà ridursi unicamente ad un’ intervento di tipo tecnico finalizzato al consolidamento di porzioni di fabbrica dissestate o alla ricucitura di elementi smembrati. L’intervento dovrà tenere conto della conservazione di quei significati acquisiti nella memoria del luogo. Gli spazi recuperati e resi agibili dopo adeguate opere di consolidamento e dotati di tutto quanto richiesto dalle normative in merito alla sicurezza, potrebbero diventare un dinamico e originale “contenitore” e al tempo stesso suggestivo luogo di transito alternativo dall’esterno all’interno della città, spazio per iniziative culturali, area per esposizioni temporanee e mostre legate alle tradizioni culturali e alla storia della città.

INTRAGEO 2004
Carlo Zoccoli-Stefano Spiganti-Federico Spiganti
IL POZZO MONUMENTALE DI BETTONA

Il pozzo è ubicato nella piazza principale di Bettona, con l’imboccatura decentrata verso NE rispetto il centro attuale della piazza stessa.
Scavato nel banco di arenaria, raggiunge la profondità di 21,50 m dall’attuale piano stradale e taglia falde acquifere in corrispondenza delle quali si aprono le linee di captazione idrica. La cavità ha un diametro di 3,50 m alla sua sommità e 5m alla base attuale. Il fondo è ingombro di detriti gettati all’interno in occasione di vari lavori stradali ache in epoca recente. La canna del pozzo è foderata da blocchi squadrati di pietra arenaria legati con malta. La copertura, realizzata con pietre di arenaria, è pertinente ad un restauro ottocentesco. A quota – 20,20, si apre una grande opera di presa della falda acquifera delle dimensioni di 4m di altezza per una larghezza di 1,50m, l’acqua che ne scaturisce ruscella all’interno del pozzo e si infiltra nel detrito.

CONCLUSIONI

Il pozzo, come risulta da documenti d’archivio, è opera del XIV° secolo e fu realizzata al fine di sopperire ai bisogni idrici della città. L’unico intervento di restauro documentato, risulta essere il rifacimento della volta alla fine del XIX° secolo.
La sua profondità attuale è relativa al deposito dei detriti gettatti all’interno da precedenti lavori stradali. L’infiltrazione dell’acqua sul fondo e la presenza di fori pontali al livello del detrito, lascia supporre che la quota originale del pozzo potrebbe essere notevolmente più bassa.
POZZO DI S.POLO

Il pozzo di S. Polo o Anzidei, dal nome di uno dei precedenti proprietari del palazzo d’ovè ubicato, è stato individuato dal GST negli anni ’80; seppure la struttura della copertura sia sostanzialmente diversa, per dimensioni e materiali impiegati si collega cronologicamente ( II° sec.A.c) e tipologicamente al Pozzo Sorbello e alla Cisterna di Via Caporali a Perugia. Le sue misure sono monumentali: altezza. (dalla base del boccolaio al cumulo dei detriti) mt. 26 , larghezza al cumulo detritico mt. 7,50, livello dell’acqua costante tutto l’anno, mt.8. La struttura della volta è in travertino, la “canna” del pozzo è in basoli di calcarenite prevalentemente quadrangolari delle dimensioni medie, di h. 70cm. Per una larghezza di cm. 60. Presenta tre aperture, due sotto il piano stradale (una medioevale, di grandi dimensioni, a forma ottagonale) e una rettangolare, all’interno del palazzo.
Sicuramente utilizzato dai proprietari fino agli inizi del secolo scorso, non è stato mai oggetto di interesse in passato, ne fu citato in alcun trattato come opera di interesse storico-archeologico. L’unica fonte che ne attesta la presenza, è una notizia del XIV° sec.che nomina il pozzo come punto di riferimento per indicare la chiesa di S. Polo. (1). Un’altra informazione proviene dalla donazione del conte Anzidei, al museo comunale, di alcuni secchi, forse realizzati riutilizzando elmi medioevali, recuperati all’interno del pozzo. L’ultima notizia è di origine “popolare”ma confermata dai successori, e narra di un cittadino che, caricata in spalla una statua lignea di S. Antonio dalla vicina cattedrale, la gettò nel pozzo per spregio ad un miracolo richiesto e non ottenuto: la statua doveva ssere piccola poiché il boccolaio del pozzo su strada pubblica, è largo solamente 30 cm.


(1) M. Pericoli : Todi Piazze e Palazzi
TITOLO
Inserire testo
HOME | il gruppo speleologico todi | intrageo | todi sotterranea | todi e il territorio | news | link