Da Avvenire 23/09/2010 pag 25

L’Italia non è un Paese per carte di credito

MILANO. Gli italiani non sono certo appassionati di carte di credito. Preferiscono il contante e davanti ai nuovi strumenti di pagamento continuano a mostrare un atteggiamento di scetticismo.

  Un’abitudine che trova conferma nell’ultima analisi dell’Osservatorio sulle carte di credito di Assofin, Crif e Gfk Eurisko. Se nel 2009 l’utilizzo delle carte di credito e di debito – che ci vede comunque agli ultimi posti in Europa – è rimasto quasi fermo (+1,4%) è calato il numero di carte di credito attive (-5,7%). Dei 33,6 milioni di carte di credito che circolano in Italia solo il 45% viene effettivamente usato. Per quanto riguarda le carte di credito, le transazioni effettuate in Italia nel 2009 hanno raggiunto quasi i 570 milioni di operazioni (+8,9%) per un controvalore di 56 miliardi di euro (+2,8%). Il valore medio scende invece dai 104 euro del 2008 a 98 euro nel 2009. La situazione però è variegata.

  Continua il successo delle carte prepagate (+12%) anche se a ritmi inferiori rispetto agli anni passati.

  Mentre sono in crisi le carte rateali, cioè le cosiddette 'revolving', che hanno visto un calo delle erogazioni (-3,7%), una forte diminuzione delle emissioni (-36,7%) e una notevole riduzione delle carte in circolazione (­10,2%). Le operazioni effettuate tramite carte di debito su Pos sono aumentate del +3,3%, per un valore complessivo di 62 miliardi di euro. Stabile l’utilizzo della carta di debito su Pos, come l’importo medio delle transazioni (69,4 euro, dai 71,6 del 2008). A livello di «rischiosità» per gli istituti emerge che a maggio 2010 il tasso di sofferenza per le carte a saldo si è attestato al 2,4%, in leggera diminuzione rispetto al 2009 (quando era al 2,9%) mentre quello delle carte rateali è aumentato di 0,8 punti percentuali, collocandosi al 7,2%. (P. Sac.)