modificato 2014-05-09

Welfare animale

 

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ideologia animalista

 

Pagina senza pretesa di esaustività o di imparzialità(>qui#3): link e commenti blu sono miei(CzzC)

Amo la vita, ho feeling verso gli esseri viventi, contrasto chi facesse soffrire animali o piante, ma curo l’educazione concependo gli altri esseri viventi secondo criteri di legalità e moralità, che permettano all’uomo di allevare gli animali anche per produrre lavoro, cibo e salute, senza arrecare loro inutile sofferenza, ma anche senza essere tenuto ad equiparare il diritto uomo-animale a quello tra esseri umani e considero ideologia contraria al bene comune la pretesa del relativo indifferentismo.

 

 

09/05
2014

Temo che tra gli invocatori dell’Welfare animale (hcopy) ci sia qualche ideologo che assicura “non costi per lo stato” come tattica temporanea mirante ad un’equiparazione tale da pretendere il registro delle unioni uomo-bestia, sdoganate dai bordelli, dotate di diritti da nucleo familiare affettivo ad esempio per asse ereditario o per l’assistenza sanitaria (con un unico medico/veterinario di famiglia) o in area cimiteriale (quella che attualmente negano agli umani abortiti).

Non hai l’impressione che le strategie dei potenti ideologi di gender siano sempre un passo più avanti dei loro resistenti? Mentre il popolino cerca di difendere il diritto all’obiezione di coscienza, quelli stanno già insidiando la libertà di espressione e di educazione; mentre il popolino chiede che matrimonio e famiglia siano solo i naturali tra maschio e femmina, i suddetti potenti stanno già legalizzando le adozioni Lgbt.

Intuito il doppio livello di gioco, i naturalisti atei o credenti (cristiani, ebrei, musulmani, indiani, africani, ...,) potrebbero tentare un sorpasso di strategia, passando dalla quella reattiva alla preventiva: ad esempio?

Mentre i suddetti potenti ci inchiodano in resistenza verso l’ultimo loro progressismo sulle adozioni Lgbt, potrebbero avere in cantiere di tassarci per un welfare animale con tanto di registri anagrafici e diritti per le relative unioni di fatto: con strategia preventiva i suddetti naturalisti potrebbero chiedere il divieto costituzionale di equiparare uomo-bestia con oneri economici o normativi a carico della collettività che non siano per evitare la sofferenza fisica evitabile agli animali anche quando li usassimo per nostro cibo e salute.