Libertà di espressione abusata in lesione di altri diritti

violazione dell'Art.19 si commetterebbe impedendo la libertà di espressione non lesiva di altri diritti umani, ma se quella libertà di espressione ledesse altri diritti umani? Ciascuno dei diritti sanciti dalla dichiarazione universale non può essere lesivo di altri diritti sanciti dalla medesima, a meno che non si definisca una priorità che disciplini eventuali conflitti col criterio del male minore ...

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità,  modificata 21/01/2018; col colore grigio distinguo i  miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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Art19: «Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere».

L’Art19 potrebbe apparire esposto agli abusi di chi(*) lo intendesse superiore ad altri diritti fino a poterli impunemente e allegramente violare: ad esempio? La dichiarazione universale avrebbe potuto condizionare la libertà di espressione escludendo

a) l’istigazione all’odio e al terrorismo, con le conseguenze che sappiamo indotte da certi maestri di odio e fatwa omicida, forse impensabili nel 1948: oggi troverei necessario intergare l’art 19 quantomeno con «salvo che tali espressioni non configurino istigazione a comminare male fisico a persone»;

b) la lesione all’onore e alla reputazione di una persona configurato dal vilipendio a ciò che essa ha di più caro, come ad esempio i suoi affetti familiari o i simboli e i contenuti della sua fede; la dichiarazione vede troppo l’individuo e troppo poco la persona coi suoi legami vitali, e, dunque, ignora ad esempio che
- per il credente la fede fa parte integrante della sua vita e quindi della sua dignità, reputazione, realizzazione della personalità, come la sua famiglia, e, dunque,
- un eventuale deliberato vilipendio dei simboli e dei contenuti della sua fede configurerebbe violazione quantomeno di questi altri articoli della medesima dichiarazione universale:
- Art12: Nessun individuo potrà essere sottoposto ... a lesioni del suo onore e della sua reputazione
- Art22: Ogni individuo ... ha diritto alla sicurezza sociale nonché alla realizzazione ... dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità
.
ma, in assenza di condizioni alla libertà di espressione, assistiamo ad impunite ondate di irriverenza e blasfemia(*) contro i cristiani (non altrettanto contro altre fedi, solo per questioni di diritto della loro forza dissuasiva, non certo per la forza del diritto)].

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(*) ad esempio il Pastore valdese Alessandro Esposito, in occasione della merda sul volto di Cristo, concede la più ampia licenza alla libertà di espressione sedicente artistica sbeffeggiando i cattolici perché si sarebbero permessi la libertà di espressione di contestare la merda artistica sul volto di Cristo: L’arte si legittima da sé, non deve passare alcun vaglio, non deve rendere ragione ad alcuna (presunta) autorità morale, perché, per parafrasare Nietzsche, essa si trova per essenza «al di là del bene e del male»: millantando tale posizione suprema della sedicente arte, egli giustifica che la si abusi per gettare merda sul volto di Cristo e si imbufalisce contro chi denuncia offesa subita alla dignità della propria fede (che per il credente è integrata nella dignità della sua persona): censori rappresentanti dell’odierna inquisizione che, a secoli di distanza da una prassi consolidata in ambito vaticano, hanno rispolverato l’inveterato costume della messa all’indice delle opere sgradite... cattolicesimo bigotto e oscurantista... censura preconcetta, fatta di pregiudizio ed ignoranza ... integralisti... Luogo principe della libertà d’espressione è proprio l’arte, la quale non deve chiedere alcuna licenza de li superiori per manifestare, anche con toni irriverenti, il proprio pensiero ... L’arte si legittima da sé, non deve passare alcun vaglio, non deve rendere ragione ad alcuna (presunta) autorità morale, perché, per parafrasare Nietzsche, essa si trova per essenza «al di là del bene e del male», categorie troppo ristrette e semplicistiche per racchiudere ed esaurire lo spirito umano e le sue creazioni.