Tratto da l'associazione "La Torre", che ha promosso attività di sensibilizzazione sulla drammatica questione dei Laogai.

Di seguito un breve riassunto in merito agli incontri avvenuti tra la Laogai Research Foundation e la presidenza del Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige. Un sentito ringraziamento a tutti gli amici e collaboratori ed in particolar modo al presidente della Laogai Research Foundation Italia, Toni Brandi, e al consigliere provinciale Pino Morandini, per l'impegno offerto.

Per maggiori informazioni www.associazionelatorre.com, che facoltizza a diffondere i suoi comunicati in maniera totale o parziale, a patto di indicare la seguente fonte: Associazione “La Torre” – www.associazionelatorre.com,    www.youtube.com/associazionelatorre.

 

22 febbraio 2010: Dal Trentino Alto-Adige, lotta contro i Laogai
In seguito alla Mozione passata alla quasi unanimità dal Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige, nel novembre del 2009, la Laogai Research Foundation è stata ricevuta oggi da Marco Depaoli, il presidente del Consiglio Regionale.

La mozione dal titolo “I Laogai: una realtà che per essere sconfitta deve essere denunciata” ricorda  l’esistenza dei campi Laogai e le continue violazioni dei diritti umani in Cina.  Alla riunione di oggi hanno partecipato il consigliere Pino Morandini, primo firmatario della Mozione, il direttore della Coldiretti Danilo Merz ed il Sindaco di Volano Francesco Mattè. Il Comprensorio C10, la Coldiretti, i Comuni di Volano e Calliano insieme all’Associazione La Torre di Volano hanno già intrapreso ed attutato una campagna di sensibilizzazione nel 2009 nelle scuole e presso i comuni. Il Presidente Depaoli ha oggi espresso la sua totale disponibilità ad attuare gli impegni presi dal Consiglio Regionale in termini di una campagna di sensibilizzazione sull’esistenza di questi lager del terzo millennio. Danilo Merz ha denunciato la grande produzione agroalimentare dei laogai che sono particolarmente forti nell’export (20,76% dei laogai in funzione producono nel settore agro-alimentare). Un rapporto di questo mese della Laogai Research Foundation denuncia infatti che circa 110 laogai pubblicizzano le loro attività sui siti commerciali internazionali. Trentatre di questi lo fanno in italiano! Insieme ai 314 trovati nella banca dati della Dun and Bradstreet nel 2008, possiamo confermare che fra i circa mille laogai conosciuti ed operativi oggi quasi la metà è certamente attiva nell’esportazione. Ciò conferma che i prodotti del lavoro forzato continuano ad entrare nei nostri mercati. Toni Brandi, presidente della laogai Research Foundation Italia, ha spiegato che nei laogai sono costretti al lavoro forzato monaci tibetani, sacerdoti cattolici ed oppositori del regime a vantaggio economico del partito e di numerose multinazionali che producono o investono in Cina. I laogai hanno spesso due nomi: uno come prigione ed uno come impresa commerciale. Il numero esatto dei campi e dei detenuti sono considerati “segreto di Stato” dal regime di Pechino. Si tratta, principalmente, di un problema morale che ha tuttavia anche un forte impatto economico che si traduce nelle bancarotte di impresa a la disoccupazione in occidente.

Fonte: LRF, Trento, 22 febbraio 2010 - http://www.laogai.it/?p=17321

 

22 febbraio 2010 Comunicato Stampa Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige
CONSEGNATA ALLA LAOGAI RESEARCH FOUNDATION LA MOZIONE SUI CAMPI DI LAVORO FORZATO CINESI

Il Presidente del Consiglio regionale, Marco Depaoli, insieme al consigliere Pino Morandini, ha incontrato Toni Brandi, il coordinatore nazionale per l'Italia della Laogai Research Foundation.

L’associazione, instituita a Washington nel 1992 da Harry Wu, detenuto nei Laogai per 19 anni, si occupa della ricerca e della diffusione di notizie riguardo ai campi di lavoro forzato cinesi. Nell’occasione è stata consegnata a Brandi la mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale lo scorso 10 novembre e presentata dallo stesso Morandini, che impegna la Giunta Regionale ad informare la popolazione trentina ed alto atesina sulla realtà dei Laogai e, condannando l’esistenza di questi campi di lavoro, ad attivarsi attraverso i canali istituzionali più opportuni per garantire il rispetto dei diritti umani in Cina.

“I Laogai - spiega Toni Brandi - sono la rete dei campi di concentramento Cinesi, attualmente almeno mille, dove lavorano, in condizioni disumane, diversi milioni di donne, uomini e bambini a vantaggio del Regime Comunista Cinese e di numerose multinazionali che investono in Cina.” “I Laogai – aggiunge - producono tutto: macchinari, frutta, passata di pomodoro, prodotti tessili, legumi, the, mobili, scarpe etc. Esistono addirittura dei siti internet in molte lingue, dei quali 33 in Italiano, dove vengono pubblicizzati i prodotti dei Laogai che vengono esportati in tutto il mondo. Si tratta di una vera schiavitù, dove gli operai lavorano forzatamente, senza alcun rispetto dei diritti basilari dell’uomo. Le persone costrette nei Laogai, inoltre, spesso non hanno nemmeno subito un processo oppure vi vengono imprigionati per motivi futili che nascondono motivazioni politiche.”

All’incontro è stato presente anche Danilo Merz, presidente di Coldiretti, anch’egli impegnato da tempo su questo tema: “Il 20% dei prodotti dei Laogai sono prodotti agricoli – ha detto - alcuni dei quali finiscono anche sulle nostre tavole. I Laogai sono una realtà dove non solo vi è uno sfruttamento disumano della manodopera, ma anche una produzione massificata che danneggia l’intero sistema economico ed anche i nostri stessi agricoltori. Inoltre esiste il pericolo, a fronte degli acquisti di grandi proprietà terriere anche al di fuori dei confini cinesi che il governo di Pechino sta portando avanti, che questo modello sia esportato altrove nel mondo, con conseguenze ancora più devastanti.”

“I Laogai – ha detto Pino Morandini – rappresentano uno degli aspetti più drammatici della società cinese. Questa forma di lavoro forzato, che vìola i trattati internazionali sui diritti dell’uomo che la Cina stessa ha firmato, danneggia non solo l’economia internazionale, ma soprattutto la stessa società cinese, dove a fronte di una minoranza del 15% della popolazione che vive con un reddito alto o almeno accettabile, vi è una larghissima minoranza costretta a vivere in condizioni precarie.” Morandini ha voluto anche ricordare come “in Cina è ancora in atto una politica di controllo demografico che porta ogni anno a migliaia di aborti forzati, soprattutto di embrioni di sesso femminile, che il Governo cinese non vuole, a dispregio del diritto a vivere dell’individuo.”

“L’intero Consiglio Regionale – ha ricordato infine il Presidente Marco Depaoli – ha voluto appoggiare questa mozione. Si tratta di un piccolo impegno, a fronte della vastità del problema internazionale, ma che rappresenta un passo importante per sensibilizzare su un problema solo apparentemente lontano, ma che invece riguarda tutti noi, poiché è nostro dovere mantenere sempre alta l’attenzione per garantire che ovunque sia tutelato il rispetto della vita e dei diritti umani.

22 febbraio 2010 - Ufficio Stampa e Informazione Presidenza Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige Dott. Marco Nicolò Perinelli

http://www.regione.taa.it/ archivi/aa_consiglio/stampa/ comunicati_stampa_del_ consiglio.asp?stampa=OK& numero=706

 

L'evento su Facebook
http://www.facebook.com/home. php?#!/event.php?eid= 10150099088245484&ref=mf

 

La Laogai Foundation incontra l’assessore all’Istruzione della Provincia di Trento
http://www.laogai.it/?p=17445