modificato 26/02/2017

 

TESTIMONI DIGITALI nell’ambito delle comunicazioni sociali della Chiesa cattolica

Correlati: il Portaparola di Avvenire

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Il sito di TESTIMONI DIGITALI, convegno 2010, l’Ufficio Comunicazioni sociali della CEI.

Esperienze in atto: http://otrinuovi.it/

Inoltre, per migliorare efficacia ed efficienza del servizio di testimoni digitali cerchiamo di apprendere buone pratiche anche da chi si serve delle comunicazioni web a prescindere dall’annuncio evangelico e della testimonianza di fede: la tecnologia e le metodologie possono essere figlie buone neutre o cattive della scienza: nel cercare di scansare le ultime, evitiamo di negligere le prime.

 

 

07/11
2014

<ucs>: Abitare la Rete, sfida educativa: Mons. Galantino, Segretario Generale della Cei,è intervenuto alla presentazione dello studio dell’Aiar sulla dipendenza da web e ha messo in guardia dalle insidie della rete, ma allo stesso tempo ha invitato ad «abitare queste piazze virtuali senza battaglie di retroguardia, come una vera sfida educativa»

24/01

2013

Messaggio di Benedetto XVI per la giornata delle comunicazioni sociali 2013.05.12, anticipato da questa nota che  puntando su 3 “pilastri o temi-chiave, fondamenta della prospettiva ecclesiale sulla comunicazione.

1) L’ambiente digitale è uno spazio di esperienza reale
Scrive Benedetto XVI che i social networks non devono essere visti dai credenti semplicemente come uno strumento di evangelizzazione. La Rete non è da «usare», ma da abitare perché la vita dell’uomo di oggi si esprime anche nell’ambiente digitale.

2) In rete si pensa insieme e si condivide la ricerca
lo sviluppo delle reti sta «contribuendo a far emergere una nuova “agorà”, una piazza pubblica e aperta in cui le persone condividono idee, informazioni, opinioni, e dove, inoltre, possono prendere vita nuove relazioni e forme di comunità».

3) In rete si vive un coinvolgimento interattivo con le domande degli uomini
Il Pontefice indica il rischio più insidioso: quello di conversare soltanto con coloro che già condividono le nostre visioni. E invece – scrive – «dialogo e dibattito possono fiorire e crescere anche quando si conversa e si prendono sul serio coloro che hanno idee diverse dalle nostre».

Il 12/12/2012 il Papa aveva iniziato ad usare twitter

28/02

2011

PAPA: scoprire il modo di parlare di Dio nel LINGUAGGIO DIGITALE[1].

08/02

2011

Il Papa sottolinea le potenzialità di Internet

15/01

2011

LA VERITA' anche nel mondo virtuale. Un invito alla coerenza con il Vangelo: msg del Papa x la 45ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (06/06/2011)[2]

29/11

2010

Tettamanzi: raccogliere in tutte le parrocchie, al termine della Messa e negli altri momenti della vita comunitaria, gli INDIRIZZI MAIL di chi vorrà entrare in comunicazione con me e con la Chiesa ambrosiana.

22/04
2010

<chiesacattolica>: Convegno nazionale “Testimoni Digitali: volti e linguaggi nell’era crossmediale”: è stato promosso dalla Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali ed è organizzato dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e dal Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei. Sito del Convegno, Programma e Relazioni, Indirizzo di saluto di S.Em.za Card. Bagnasco a S.S. Benedetto XVI, Saluto di S.S. Benedetto XVI ai convegnisti

30/09

2010

«È la VERITA' il faro dell’era digitale»: i media possono diventare fattori di umanizzazione «non solo ... x le possibilità di comunicazione e di informazione, ma soprattutto quando sono organizzati e orientati alla luce di un’immagine della PERSONA e del BENE COMUNE che ne rispetti le valenze universali».

 



[1] ““Non si tratta solamente di esprimere il messaggio evangelico nel linguaggio di oggi, ma occorre avere il coraggio di pensare in modo più profondo, come è avvenuto in altre epoche, il rapporto tra la fede, la vita della Chiesa e i mutamenti che l’uomo sta vivendo”.

[2] L'impegno per una testimonianza al Vangelo nell'era digitale richiede a tutti di essere particolarmente attenti agli aspetti di questo messaggio che possono sfidare alcune delle logiche tipiche del web. Anzitutto dobbiamo essere consapevoli che la verità che cerchiamo di condividere non trae il suo valore dalla sua "popolarità" o dalla quantità di attenzione che riceve. Dobbiamo farla conoscere nella sua integrità, piuttosto che cercare di renderla accettabile, magari "annacquandola". Deve diventare alimento quotidiano e non attrazione di un momento. La verità del Vangelo non è qualcosa che possa essere oggetto di consumo, o di fruizione superficiale, ma è un dono che chiede una libera risposta. Essa, pur proclamata nello spazio virtuale della rete, esige sempre di incarnarsi nel mondo reale e in rapporto ai volti concreti dei fratelli e delle sorelle con cui condividiamo la vita quotidiana. Per questo rimangono sempre fondamentali le relazioni umane dirette nella trasmissione della fede!