ultima modifica il 24/10/2018

 

SvotoRov – svincolare il voto di Rovereto a Cristo Re

Correlati: voti, feste e segni cristiani; illuminata eterodirezione?

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Questa pagina creai sul finire del 2011 nel tentativo di frenare alcuni fedeli affezionati al voto in titolo, che tentavano di opporsi allo svincolo perfino rivolgendosi alla Curia che l’aveva avallato: ritenni e ritengo che sia meglio soprassedere anziché alimentare pagine di giornale in fregola di echeggiare strappi in famiglia cattolica.

 

 

 

Qui l’atto di consacrazione espresso nel 1946 dal civico Consiglio di Rovereto TN, che in primavera 2012 fu svincolato (peraltro dall’alto si direbbe che voto non fu, ancorché sia sempre stato chiamato così). Non pochi cittadini si chiedono se più avanti negli anni sarà svincolato anche il voto del 1703 a Maria Ausiliatrice se non risultasse remunerante politicamente, ad esempio come sagra. Già nell’estate 2011 tirava coraggioso vento di svotatura: «Quello del 5 agosto 1703 non fu un voto della comunità cristiana... è giusto chiedersi se oggi sia ancora valido... La situazione è radicalmente cambiata rispetto al 1703, non è che dobbiamo fare il voto per forza, il vescovo può dispensarci». Tranquilli, quello del 5 agosto è un voto che ancora tiene: era il voto a Cristo Re l’obiettivo primario in pectore. Infatti sul finire del 2011 appresi che “il CPD aveva deliberato in merito allo svincolo del voto della città di Rovereto a Cristo Re, stabilendo di inviare lettera liberatoria al Sindaco Miorandi e ordinando ai consiglieri il silenzio sulla decisione presa”: l’ordine di tacere fu disatteso e non solo perché nel CPD ci sono donne; mi informai e capii che, essendoci già l’avallo curiale, non era il caso che alcuni fedeli azionassero opposizione alla decisione decanale, per non alimentare le fregole in premessa. Peraltro anche alcuni amici consenzienti erano curiosi di sapere perché l’iniziativa di svincolare il voto fosse partita da chierici progressisti e dai vertici del CPD anziché dal civico Consiglio, questo sì responsabile del voto che liberamente espresse nel 1946 e che altrettanto liberamente avrebbe potuto chiedere alla Chiesa di svincolare (se vincolo ci fu): la curiosità è anche mia e da qui alcune riflessioni in aiuto al discernimento.

 

 

I sacri-voti della città di Rovereto erano due (uno alla Madonna e uno a Cristo Re):

1)      il voto a Maria Ausiliatrice, risalente al 1703, festeggiato nella festa patronale del 5 agosto con il rito della consegna del cero votivo al Decano dalle mani del rappresentante della città (Sindaco); permane per ora;

2)      il voto (svincolato nel 2012) della città a Cristo Re, deliberato dal Consiglio comunale il 27 ottobre 1946 (per “ringraziare Dio perché il centro urbano di Rovereto venne risparmiato dai bombardamenti“): si ripeteva ogni anno in S. Marco alla presenza delle autorità cittadine nella festa di Cristo Re (ultima domenica dell'anno liturgico, prima dell’Avvento).

 

Perché mi interessai nel 2011 alla questione voto/svoto?

- Per tentare un aiuto al discernimento chiestomi da amici (pronto a ringraziare chiunque mi legga qui, se mi segnalasse sviste o termini offensivi) sperando di far prevenzione utile a trattenere taluni fratelli di fede dal reagire come se fossero stati ingannati da cotale prassi di svincolo (un’offerta CPD→Sindaco senza domanda da parte del Sindaco alla Chiesa), perché finirebbero impallinati sui media come tradizionalisti recalcitranti dai plaudenti la suddetta prassi;

- non per dissenso verso l'autorità ecclesiastica cittadina o diocesana: entrambe si mossero nel rispetto delle prerogative del CPD e della Curia rispettivamente;

- ma per un desiderio di maggiore trasparenza, perché tanti cittadini desidererebbero conoscere intenti e criteri del mandatario che, con tutte le maggiori priorità pastorali in atto) nell’anno del FARE 2011-2012 azionò con silenziatore il CPD a spedire una lettera di offerta di svotatura al Sindaco, senza che questi avesse scritto con pari formalità una relativa lettera di domanda.

- Che c’entra la trasparenza? La carenza di trasparenza lascia adito, a mio avviso, ad ipotesi più o meno fantasiose, con conseguente danno alla serenità degli animi:

- nel 1946 l'Amministrazione cittadina potrebbe non aver formulato liberamente di sua sponte quel sacro voto?

- quell’atto dell’Amministrazione potrebbe non aver configurato un vero e proprio voto?

- dentro il CPD potrebbe esserci stato un mandatario partitico istruito a parare le grane civiche che incontrerebbe il partito dominante se, riluttante a presenziare alla cerimonia, istanziasse la richiesta di svoto alla luce del sole?

- perché è stato applicato il silenziatore alla singolare prassi del CPD?

- potrebbe esserci stato qualcuno, scudato dall’avallo curiale, che avesse progettato di “destare dal tepore“ con sorpresa i tradizionalisti? Magari facendoli uscire allo scoperto sulla gogna mediatica che li avrebbe svergognati ottusi incapaci di adeguarsi ad una pastorale coraggiosa?

Comunque non mi scandalizzerei se la singolare prassi fosse effettivamente derivata da un gioco di tipo mandante -mandatario, perché, come mi disse un dirigente dell’Accademia degli Agiati su una controversia affine, “la politica ha le sue esigenze”, esigenze che sarebbero soddisfabili facilmente anche grazie alla notoria bontà e arrendevolezza dei tacciati papa-succubi (che nella fattispecie invitai alla quiete), meno acuti dei cadudem (una dei quali, assai forte in CPD, fece votare la rimozione dei crocifissi dalle aule della sua scuola), più ottusi ad intendere lo spirito del Concilio Vaticano II.

Non entro invece nel merito dell'eventuale anacronismo di quel voto, che spetta ad altri ponderare, perché è evidente che oggi sarebbero risibile minoranza in città coloro che si peritassero di consacrarla a Cristo Re, ma minoranza sarebbero probabilmente anche quelli che si peritassero di firmare per sconsacrarla.

 

poi 2012

SG scrive questa lettera al Direttore del settimanale diocesano Vita Trentina: [CzzC: mi permetto di commentarla/integrarla]

24/11

2012

da Trentino Corriere delle Alpi: «No a scontri ideologici sul voto a Cristo Re» dice il Sindaco, che apre ad una riflessione/dibattito sul piano civico. Finalmente, osserva Zambelli, in supero di una situazione paradossale, dove l’autorità religiosa entra nel merito di un atto civile. La politica, non il vescovo, si deve riprendere questo atto e decida se modificare o meno il voto fatto da un Consiglio comunale che si espresse nel 1946 sulla spinta di associazioni di volontariato, di categoria.

23/11

2012

VT#46p28: la preghiera di affidamento di Rovereto a Cristo Re è stata riscritta col benestare del vescovo Bressan e l’avvallo democratico di laici, clero, pubblici amministratori, ma improvvisamente ha destato dal tepore un gruppo di fedeli recalcitranti.

22/11

2012

da l’Adige: Litigi su Cristo Re: ci pensa il vescovo con una lettera (quella di marzo) per richiamare i parroci. Rinnovato (= modificato) il rito religioso che ricorda la consacrazione di Rovereto, voluta dal Consiglio comunale nel lontano 1946

22/11

2012

da Trentino Corriere delle Alpi: «Nessuno seguiva più Cristo Re»: il decano don Nicolli spiega perché si è scelto di ammodernare la cerimonia.

21/11

2012

da Trentino Corriere delle Alpi: il voto a Cristo re divide le Parrocchie: la parte più tradizionalista del mondo cattolico, che in questo caso fa riferimento a ... [CzzC: vedi, don Sergio, come i giornali della cultura dominante enfatizzino la divisione tra conciliaristi di continuità e conciliaristi di rottura categorizzandoli in tradizionalisti e modernisti con la solita semplificazione partitica da stadio. Non vedi che di Cristo non gliene frega nulla a questi commentatori se non quando vedono polli cristiani beccarsi tra di loro come quelli di Renzo, e si godono quel gratuito birdwatching?]

Il Trentino considera questa mera pagina web un sito: «è nato un sito “SvotoRov” dai toni duri e da oltranzisti»: prova ad immaginare con che aggettivi descriverebbe i toni dei conciliaristi di rottura.

01/10

2012

Perché la NUOVA PREGHIERA di affidamento della città a Cristo re è detta “speciale per Rovereto” se non nomina la città di Rovereto?

03/08

2012

Alla vigilia della festa votiva di Maria Ausiliatrice siamo convocati per essere istruiti così sui voti della specie applaudendo Alberto Folgheraiter

19/03

2012

Lettera dell’Arcivescovo Bressan alla Comunità di Rovereto per la Festa di Cristo Re, pubblicata anche su Comunità in Cammino di ottobre: con una formula sulla cerimonia religiosa («le autorità pubbliche saranno invitate ad assistervi») che configura scioglimento dell’impegno votivo.

29/02

2012

Raccogliere firme a supporto delle decisioni curiali sullo SvotoRov? Sarebbe inutile, perché quelle decisioni erano maturate prima che il CPD decidesse di inviare la lettera di offerta di svoto. Ora solo il Sindaco potrebbe ritardare l’esecutività dello SvotoRov, per tatticismo partitico (non portare acqua al mulino della Lega), mentre le firme in titolo farebbero godere mandatari e mandanti sempre in fregola di contare le beccate che si assestassero i polli cattolici.

31/01

2012

Attenzione a non equivocare tra i due voti: il voto in corso di svotatura sarebbe solo quello della festa di Cristo Re, non quello del 5 agosto. Per ora.

31/12

2011

Nella predica di fine anno il Parroco di S. Maria accenna allo SvotoRov.

06/12

2011

Ma KI sarebbero quelli che più di altri vorrebbero svotare Rovereto?

02/12

2011

Viene presentata al Comune la lettera di offerta di disponibilità alla svotatura di Rovereto.

28/11

2011

il Consiglio Pastorale Decanale ha all'ordine del giorno uno studio di fattibilità avente per obiettivo di offrire all’Amministrazione cittadina la acclarata disponibilità del Vescovo a svincolarla dal voto del 1946, il che per le esigenze di una moderna conformazione alla multiculturalità, oggi più adulta e democratica, più ecumenica ed interreligiosa del 1946.

28/08

2011

da VT: il decano don Sergio: «La situazione è radicalmente cambiata rispetto al 1703, non è che dobbiamo fare il voto per forza, il vescovo può dispensarci, ma il senso può stare proprio nel bisogno di fare comunione tra le persone, anche al di fuori della celebrazione liturgica».

30/07

2011

trassi da http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/07/30/news/pasta-e-ceci-dopo-la-processione-4707985 (recuperare articolo): il decano don Sergio: «Quello del 5 agosto 1703 non fu un voto della comunità cristiana, benché a quell'epoca fosse difficile distinguerla dalla società, fu invece votato dal civico consiglio. Ci fu un intreccio di paternità. Allora c'era sovrapposizione, oggi viviamo in un contesto laico. È quindi giusto chiedersi se oggi questo voto sia ancora valido, su quale senso abbia in un contesto diverso. Siamo debitori di chiarezza nei confronti dei giovani».

05/05

2011

Manifesto del decanato per la festa votiva di Maria Ausiliatrice

05/05

2011

Come il sito della Parrocchia di S.Marco cita la festa votiva di Maria Ausiliatrice con la consegna del CERO VOTIVO da parte del rappresentante della città

18/09

2004

POLEMICHE a Rovereto attorno alla festa votiva del 5 agosto (il Sindaco offre il cero in chiesa), risalente al 5 agosto del 1703 quando la città fu salvata dall’invasione delle truppe francesi del generale Vendôme.

22/12

2001

POLEMICHE a Rovereto sulla consacrazione della città a Cristo re fatta nel 1946 dall'amministrazione comunale dopo i bombardamenti della 2ª guerra mondiale.

1703

Invasione del Trentino da parte delle truppe francesi (generale Louis Joseph Duc de Vendôme).