modificato 20/11/2017

 

Confessione, il sacramento della Riconciliazione

Correlati: Sacramenti, perdono, misericordia, Moralità e moralismo

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Perdonare senza se e senza ma potrebbe essere una capacità che trascende l’ordinarietà dell’umana natura; perfino accettare di essere perdonati può risultare difficile all’uomo che non ne abbia fatto esperienza in un rapporto d’amore: per questo ritengo che, quando riuscissi a perdonare, ciò potrei solo grazie all’esperienza di essere stato amato e alla consapevolezza di essere abbracciato da un’immensa misericordia. Ricordo spesso ad amici una testimonianza di Andrea: era presente ad una tavola rotonda in Palestina tra israeliani e palestinesi desiderosi di pace ma in difficoltà di comprensione quando una loro esponente lo additò ammettendo:certo che voi Cristiani avete un senso del perdono che non abbiamo noi qui, né ebrei né musulmani».

Ma anche tra i cattolici (cadudem, teoglib) sta montando una protestantizzazione del Sacramento in titolo, con la banalizzazione della confessione dei peccati al confessore

 

 

20/11
2017

libro di Buttiglione risponde ai critici della AL con prefazione del cardinale Müller <stampa>: «esistono circostanze attenuanti in forza delle quali un peccato mortale diventa un peccato più lieve, solo veniale. Esistono quindi alcuni casi nei quali dei divorziati risposati possono (dal confessore e dopo un adeguato discernimento spirituale) essere considerati in grazia di Dio e quindi meritevoli di ricevere i sacramenti. Sembra una novità sconvolgente ma è una dottrina tradizionale». 

21/11
2016

<fattoq s24h adnk stampa>: “Tutti i preti potranno continuare ad assolvere l’aborto

Nella lettera apostolica «Misericordia et misera» Fr1 rende definitive le facoltà concesse per il tempo del Giubileo. Prolungata anche la validità delle assoluzioni impartite dai sacerdoti lefebvriani. Viene istituita la Giornata mondiale dei poveri

04/02
2016

<lib&pers>: Luigi Sandri, l’esperto di chiesa gettonato sul “ Trentino”, discetta sul senso della confessione fatta all’orecchio del prete (pratica formalizzata nel Concilio Laterano 1215) e sembra trovare interessante l’idea di introdurre una forma di assoluzione dei peccati di tipo collettivo. [CzzC: c’è poco da stupirsi dell’interesse di Sandri, se da ben più autorevole pulpito udiamo banalizzare sul senso della confessione fatta all’orecchio del prete. Preghiamo affinché il nuovo Vescovo ci guidi con accorto discernimento tra la varietà di linee catechetiche correnti, alcune delle quali, pur sedicenti coraggiose e illuminate dallo spirito che soffia dove vuole, di fatto risultano più confondenti i vicini che attraenti i lontani e i loro tifosi han dato eclatante esempio di lacerazione di comunità parrocchiali.]

21/01
2016

Confessare i peccati al sacerdote? “Dio li conosce già e a noi sacerdoti non interessa conoscerli “ sentiamo indicarci (catechesi confondente?) all’Auditorium Beata Giovanna nella prima delle conferenze previste dal programma decanale per l'Anno giubilare della Misericordia [CzzC: miei appunti e commento]

19/10
2015

<tempi>: Gilbert Keith Chesterton racconta l’esperienza della confessione, l’incontro con la misericordia divina che segnò così radicalmente la sua vita. Egli si convertì confessandosi, all’età di 48 anni, nel 1922, scoprendo che la Chiesa cattolica è luogo in cui un uomo può essere liberato dai suoi peccati e fare esperienza della rigenerazione del proprio essere. «Il nome del prezzo è Verità, che può anche essere chiamata Realtà; porsi di fronte alla realtà del proprio essere»

23/01
2013

Per la 1ª volta guido un gruppo di catechesi per genitori dei ragazzi di 3ª elem., che le catechiste preparano al sacramento della Riconciliazione con questa traccia.

20/11
2013

Papa Francesco I: «La Chiesa è depositaria del potere delle chiavi ... di perdonare. La Chiesa non è padrona ma serva del ministero della misericordia e si rallegra ogni volta che può offrire questo dono divino, il perdono di Dio

marzo

2013

Dal 13/02 al 24/03/2013 h 6.15 e h 23.45 in occasione del periodo quaresimale Radio Vaticana propone “Il perdono guarisce: una “scelta difficile” ma anche “unica risposta che può frenare i conflitti e trasformarli in dialogo e amore reciproco”. Si perdona sempre meno, anche in presenza di piccoli affronti, anche all’interno del nucleo familiare, dove basta talvolta un’incomprensione per far esplodere sentimenti di risentimento, di distacco, di rancore, di collera, di rabbia, di odio e di vendetta. Il perdono sarebbe l’unica alternativa capace di porre un freno a questi conflitti, di ripartire nel dialogo e di rinsaldare ciò che ci unisce all’altra persona.

09/01

2013

La crisi del sacramento della Penitenza (di Padre G. Cavalcoli) “se manca qualcosa di essenziale (caso più frequente è la denuncia dei peccati), esso sarebbe nullo, quand’anche il sacerdote desse l’assoluzione[1]

21/02

2011

La falsa morale dei puritani che accusano la Chiesa di essere intransigente o lassista a seconda dei casi[2].

27/01

2011

Dialogo con amici a seguito della mia riflessione di ieri sul Perdono cristiano come rottura di schemi per risolvere problemi che diversamente si avvitano in se stessi. [CzzC: mi permetto di trovare il perdono cristiano così straordinario, così capace di indurre cambiamenti altrimenti impossibili, che mi fa pensare al modello matematico dei tipi logici in superamento della teoria dei gruppi come lessi in "Change" di Watzlawick nella parte "persistenza e cambiamento"].

 



[1] da quasi quarant’anni, al fine di fare il mio dovere di confessore e servire veramente le anime, mi vedo costretto a dedicare moltissimo tempo, con pazienza e carità, a fare una catechesi della Confessione, approfittando di ogni occasione, correggendo idee storte ed insegnando o ricordando gli elementi essenziali e i presupposti del Sacramento: che cosa è il peccato,  (la materia, ossia l’azione cattiva e le condizioni soggettive: piena avvertenza e deliberato consenso), peccato veniale e peccato mortale, il dovere di essere precisi nell’accusa dei peccati, le attenuanti e le aggravanti del peccato, la distinzione tra coscienza della colpa (materia della confessione) e senso di colpa (competenza dello psicologo), la distinzione tra peccato e scrupolo, la distinzione tra rammarico per uno sbaglio e pentimento per una colpa, tra volontario (il peccato), che è materia della Confessione, e l’involontario (lo sbaglio o l’errore), che non è materia della Confessione, la necessità di esser pentiti dei propri peccati e di riparare, la preoccupazione da parte mia di dare utili indicazioni per la correzione del penitente, l’essenza e il fine dell’assoluzione sacramentale, che alcuni confondono con una “benedizione”, esortando alla speranza di correggersi e alla confidenza nella divina misericordia. A volte cerco di scuotere le coscienze mettendole davanti con forza alle loro responsabilità.

Davanti a questi miei richiami, magari dopo lunghe spiegazioni, in genere i penitenti mi ascoltano, alcuni un po’ meravigliati e quasi increduli o non del tutto convinti, come se sentissero cose nuove e strane, altri mi ringraziano e tornano, chiedendo magari la mia direzione spirituale, altri invece, male abituati da precedenti confessori, addirittura si offendono e, restando fermi nei loro inveterati pregiudizi, passano con arroganza al contrattacco e non c’è verso di convincerli.

A questi mi limito a dare una semplice benedizione. Costoro infatti – grazie a Dio casi rarissimi – sono talmente orgogliosi, quindi assolutamente privi delle condizioni per confessarsi, che intendono l’invito del confessore ad accusare i peccati come se il confessore volesse accusarli di peccati che non hanno fatto. Da qui il loro sentirsi offesi, sino al punto che, sdegnati, lasciano il confessionale. Con altri, che trovo impreparati, mi riesce di convincerli a fare un esame di coscienza e poi a tornare per la celebrazione del Sacramento.

[2] Di solito, si accusa la Chiesa cattolica di essere l’arcigna custode e la rigida propagatrice di una morale repressiva, fatta di divieti, triste. A seconda del vento che tira, gli accusatori [CzzC: prevalentemente gli stessi] capovolgono la frittata: la Chiesa cattolica sarebbe lassista, chiuderebbe spesso gli occhi sui difetti morali dei suoi fedeli, lascerebbe facilmente correre, evitando la giusta condanna del reo, soprattutto se potente [CzzC: e/o del partito avverso degli accusatori]. La prova? Il sacramento della confessione.