modificato 14/03/2016

 

Il mandato di Paolo VI alla Diocesi di Trento per l’ecumenismo

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Grande è la Grazia che alimenta il cammino ecumenico sostenuto dal dialogo e dal confronto con caritate in veritate anche in Diocesi di Trento; preghiamo Paolo VI di aiutarci nel discernimento di taluni locali intendimenti e l’interpretazione dominante di questo suo mandato del 1964.

 

 

10/03
2014

<lastampa>: Trento da 50 anni “ponte” di dialogo ecumenico: L’8/03/1964 Paolo VI affidava uno speciale mandato ai trentini in visita a Roma: anime del lavoro furono dall’indomani del mandato, la Commissione ecumenica diocesana, il primo delegato Dante Clauser, poi per 30 anni don Silvio Franch morto nel 2001, un’eredità raccolta dai successori, don Sebastiani e oggi don Decarli, delegato per la cultura e il dialogo ecumenico, e dal laico Alessandro Martinelli. Una passione per il dialogo che in 50 anni a Trento si è andata intensificando (intense anche le relazioni con la comunità islamica) al punto che l’attuale delegato nazionale CEI per l’ecumenismo è dallo scorso anno il trentino don Cristiano Bettega, classe 1967, docente di teologia dogmatica (e da Trento era iniziata anche l’avventura di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, che dell’unità ha fatto uno progetto di vita).

19/01
2014

VT#3p15: il Vescovo ricorda il mandato di Paolo VI 50 anni fa: Le tante esperienze di dialogo realizzate a livello diocesano e sul territorio, ma anche quelle vissute in diverse parti del mondo dai nostri missionari e da realtà di associazioni e movimenti, ed anzitutto quello dei Focolari, costituiscono una ricchezza straordinaria per la diocesi.

2008

Trovo il mandato commentato sul sito della Diocesi di Trento all’indirizzo http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/triveneto/trento/00021532_Mandato.html, ma nel 2014 trovo che il link non è più efficace

07/10
1984

Per la prima volta dalla Riforma esponenti della Chiesa cattolica (guidati dal card. Cè, patriarca di Venezia e vicepresidente CEI, presente anche il card. Basil Hume arcivescovo di Westminster a Londra), ortodossa e delle chiese riformate si sono radunati nella Cattedrale di Trento, attorno al Crocifisso testimone dello storico Concilio, per recitare insieme il Credo e scambiarsi abbracci di pace.

08/03
1964

Discorso di Paolo VI da cui è tratto il cosiddetto MANDATO affidato alla chiesa di TRENTO per la sua "speciale vocazione ecumenica": “Lo spirito del Concilio di Trento è la luce religiosa non solo per il lontano secolo XVI, ma lo è altresì per il nostro; perché lo spirito del Concilio di Trento riaccende e rianima quello del presente Concilio Vaticano, che a quello si collega e da quello prende le mosse per affrontare i vecchi ed i nuovi problemi rimasti allora insoluti, o insorti nel volgere dei tempi nuovi. E questa derivazione del Concilio, che oggi la Chiesa sta celebrando, da quello commemorato, è più chiara e più viva in una grande e difficile questione, che al Concilio di Trento diede origine, ma che a Trento purtroppo non trovò soluzione: quella della ricomposizione nella medesima fede e nella medesima carità con i cristiani, che la riforma protestante separò da questo centro, da questo cuore dell’unità. La città di Trento era stata scelta per facilitare l’incontro, per fare da ponte, per offrire l’abbraccio della riconciliazione e dell’amicizia. Trento non ebbe questa gioia e questa gloria. Essa dovrà averne, come Noi, come tutto il mondo cattolico, sempre il desiderio. Essa dovrà assurgere a simbolo di questo desiderio, oggi ancora, oggi più che mai, vivo, implorante, paziente, pregante. Essa dovrà con la fermezza della sua fede cattolica non costituire un confine, ma aprire una porta; non chiudere un dialogo, ma tenerlo aperto; non rinfacciare errori, ma ricercare virtù; non attendere chi da quattro secoli non è venuto, ma andarlo fraternamente a cercare. È ciò che il Concilio nuovo, continuando l’antico, con l’aiuto di Dio, vuol fare; ed è ciò che voi, più di ogni altro, nella Chiesa di Dio, dovete capire, e tuttora, come la Provvidenza suggerirà, assecondare. È in questa visione del passato e del presente, e in questo presagio del futuro che Noi mandiamo alla insigne e diletta Chiesa Tridentina la Nostra benedizione, che a voi qui presenti, perché ne siate a tutta la vostra terra latori, di gran cuore impartiamo.”.