Vita Trentina #34 05 Set 2010 (Pag 4 - Attualità)                                                precedente: il triplice inno alla TdL

riferisce a firma di Piergiorgio Cattani (del gruppo di coordinamento del PD Trentino)

sulla 30ª Scuola di Formazione della Rosa Bianca,

tenutasi dal 25 al 29 Agosto 2010 a Roncegno (TN) ed in particolare riporta le parole di Padre Angelo Casati relatore 27/08 h21.

 

“Oggi ci mancano fuoco e vento”

 

Don Angelo Casati, già parroco di San Giovanni in Laterano a Milano, animatore del sito http://www.sullasoglia.it/ ha dialogato con Gigi Pedrazzi in un intenso dibattito. Don Angelo, qui a Roncegno utilizzate le immagine bibliche del fuoco e del vento. Le ritrova oggi nella Chiesa?

Forse sono impietoso, io il vento l’ho respirato a pieni polmoni nella stagione del Concilio, oggi mi manca l’aria. Come se faticassi ad annusare il vento ai piani alti. I documenti ecclesiali sono pesanti, logorroici. Sono tomi. Li confronto con i vangeli, quattro, poche pagine e stracolme di vento, di profezia, ti fanno alzare la testa. Purtroppo la mancanza di vento e di fuoco, per una sorta di clonazione si riproduce, se lo Spirito non ci fa vigilanti, anche nelle fasce più basse.

 

Si può trovare ancora il fuoco della profezia nella Chiesa?

Là dove il confronto è con il Vangelo sì. Purtroppo quando una chiesa dimentica la sua dimensione di pellegrina e si insedia corposamente pesantemente nella storia, troppi interessi dell’ istituzione le fanno velare la vocazione profetica. Succede allora che le sue parole, interessate agli appoggi terreni, agli inchini umani, alle venerazioni degli atei devoti, perdano il fuoco della profezia, suonino pallide e ovvie, niente di dissimile dalla mentalità mondana. Ma non aveva forse detto lui, il suo Signore: “Ma tra voi non così”. Non dunque alla maniera del mondo.

 

In che direzione bisognerebbe muoversi per dare e trovare speranza?

Segni di speranza esistono, non fanno notizia, purtroppo visibile è solo la chiesa degli apparati o delle adunate oceaniche. Occorre dare fiducia alle comunità che tenaci tengono acceso il fuoco della Parola, del Vangelo, senza arroccamenti con uno sguardo veramente cattolico, cioè universale.

 

Presenza dei cattolici nella vita pubblica: è giusto partire dalla propria identità e rivendicare la propria appartenenza o ricominciare da altri presupposti?

Penso che non sia decisivo sbandierare appartenenze. Credo che, come insegna il Vangelo, sia chiesto anche ai politici cattolici di stare nella società, immersi come il lievito nella pasta, a fianco di tutti coloro che sono mossi dalla passione, insegnataci dal Vangelo, per l’uomo, chiunque sia, soprattutto per i deboli coloro che non hanno nessuno che li difenda, testimoniando un Dio che è padre non di pochi, ma di tutti, difensore del povero, dell’orfano e della vedova.