ultima modifica il 24/10/2018

 

Paolo Valente: ermeneutica di rottura in spirito del sinodo dei laici

Correlati: Leitmotiv del dissenso; ermeneutica di rottura; teoglib; catechesi confondente; aveva ragione Lutero?

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

detto Bill. Wikipedia: è scrittore e giornalista, nato 1966 a Merano. Studia la realtà plurilingue e multiculturale dell'Alto Adige. È autore di volumi sulla storia di questa terra di confine. Rapporto tra culture, senso del confine, contraddizioni dell'identità, sono temi tipici della sua attività letteraria. Dalle stesse motivazioni nasce il suo interesse per l'Africa e l'America Latina.

Referenziato su Il Margine; Foto su VT: suo spazio webalice http://www.webalice.it/valente.paolo/

 

 

2015

[CzzC: dovrei censire qui alcuni dei suoi interventi (che lessi ad es su VT) con i quali, in sorpasso dei forse non sufficientemente progressisti documenti del Sinodo dei laici della diocesi di Bressanone, soffia a nome dello spirito del sinodo anche per quelle proposte che il Vescovo aveva dette non di competenza di quel sinodo]

29/04
2012

Da Vita Trentina pag 24 in vista del 50° del CV2°: [CzzC: le opinioni del vaticanista Sandri riferite da Paolo Valente trovo assai rappresentative dei criteri di giudizio dei cosiddetti conciliaristi di rottura:

·         egli caldeggia l’ermeneutica della discontinuità, aggettivando quella della continuità come storicamente e teologicamente insostenibile,

·         e «malgrado l’inverno che sembra caratterizzare attualmente la Chiesa romana», intravede «una nuova primavera»: a suo avviso «l’epoca delle deleghe in bianco, nella Chiesa romana, dovrebbe essere finita».

Trovo singolare assonanza con i Leitmotiv L2 ed L7 di questo frasario]

17/03
2011

Parrocchia S. Giuseppe, Rovereto h20,30 "CHIESA E MAGISTERO: il vivere insieme la corresponsabilità". Questioni di chiesa antiche e moderne da capire per comprenderci.

19/10
2010

nella biblioteca scolastica racconta a 44 studenti i suoi inizi letterari, le motivazioni che lo hanno spinto a diventare giornalista-scrittore e alcune esperienze maturate nei suoi viaggi in Africa e nell’America del sud.

10/10
2010

«Giorni strani» di Paolo Bill Valente: non ha una trama precisa. È strutturato in una serie di pensieri e azioni della giovane Catia, che indecisa s'interroga sulla vita. Nota[1]

 



[1] CzzC: trovo interessante questa sua riflessione: «I giovani non sarebbero disorientati se non vivessero in una società che li costringe all'efficienza, alla prestazione, al successo individuale senza offrire loro delle buone ragioni per vivere. Il disagio sociale è certamente minoritario, ma il disagio esistenziale è un fenomeno collettivo. E non riguarda solo i «figli», ma soprattutto la generazione che li precede, che è spesso incapace di trasmettere loro gli strumenti per scavare dentro di sé, in profondità, e per vedere negli altri una chance anziché un potenziale avversario».

[CzzC: più che scavare in profondità, servirebbe osservare l'evidenza del reale e rispondere alla domanda di significato connaturale all'uomo senza inibirla o ridurla, come diceva prima, scoprire LE BUONE RAGIONI PER VIVERE, che ci sono e le trovi solitamente grazie all'incontro con chi te le testimonia incarnate].