ultima modifica il 12/01/2018

 

Karl Rahner 1904-1984

Correlati: ermeneutica di rottura, Leitmotiv

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Buttare a fine la teologia neoscolastica, pretendere democrazia nella Chiesa, teorizzare la svolta antropologica, il «cristianesimo anonimo», la coniugazione di cristianesimo e marxismo.

<wikipedia>: fu gesuita e teologo tedesco cattolico. Studiò filosofia e teologia: decisiva si rivelò, per la sua formazione, la partecipazione ai seminari di Martin Heidegger (filonazista antisemita). Nel 1963 Papa Giovanni XXIII lo chiamò fra i teologi del Concilio Vaticano II. Pacifista pro disarmo nucleare, terzomondista in lotta contro lo sfruttamento dei popoli oppressi (con particolare attenzione ai movimenti della teoglib. Di Rahner anche la spinta più dotta per buttare a fine la teologia neoscolastica con

- la valorizzazione del laicato nella Chiesa e con la concessione, ai vescovi di tutto il mondo, di una maggiore libertà d'iniziativa [CzzC: democratizzazione L3];

- la «svolta antropologica» cioè al liberazione del soggetto dall'oggettivismo della teologia scolastica: per Rahner, come per Immanuel Kant, bisogna costituire una teologia dalla filosofia trascendentale che sia autocomprensione dell'essere umano e superare così il divario, creatosi in epoca moderna, tra rivelazione ed esperienza umana (Alcune riserve a questa teoria di Rahner sono state espresse dal collega e amico Hans Urs von Balthasar, secondo il quale «la filosofia trascendentale logora il concetto del reale, dell'oggettivo» e quindi, nella svolta, vi sarebbe il pericolo di una «antropologizzazione» del cristianesimo);

Sua anche la teoria del «cristianesimo anonimo» attraverso cui superare le interpretazioni più restrittive della dottrina della salvezza ottenibile esclusivamente per mezzo della piena comunione con la Chiesa (Extra Ecclesiam nulla salus) [CzzC: come se non sapesse che già il Concilio di Trento insegnava l'antica dottrina – risalente ai tempi di Sant'Ambrogio – del «battesimo di desiderio» secondo la quale chiunque, nel suo autentico indirizzo morale, sia orientato positivamente verso Dio è una persona «giustificata», anche se non ha ancora ricevuto il battesimo];

Precedente a lui, ma da lui molto tifata è la coniugazione di cristianesimo e marxismo per la morale sociale (pur se riconosceva l'inaccettabilità, per il cristiano, di quel comunismo che erige l'ateismo a religione di Stato) «Che i poveri debbano essere trattati in maniera più decente; che non sia lecito opprimere i deboli; che in America Latina vi siano tremende ingiustizie sociali: su questi e simili dati, cristiani e marxisti possono benissimo trovarsi d'accordo» [CzzC: e come non essere d’accordo con questo auspicio? Ma l’accordo si fa in due e difficilmente tra persecutore e perseguitato: lo sa che solo pochi cattolici ingannati da maestri par suo hanno confidato positivamente nell’utopia configurata da quella forma di cristianesimo impazzito che fu il marxismo-leninismo, mentre dai maggiori piloti di quella ideologia vennero persecuzione dei cristiani, genocidi e strage di innocenti? Rahner non poteva sapere dei crimini che quell’ideologia avrebbe commesso anche dopo la sua morte in Nord-Corea, in piazza Tienanmen, coi laogai, ... , ma sapeva benissimo dei milioni di vittime di quell’ideologia con lo stalinismo, delle vessazioni del regime cubano e di analoghe dittature del proletariato, nonché dei Kmer Rossi 9 anni prima della sua morte]

 

 

09/01
2018

<isoladipat>: Nel suo libro "come la chiesa finì" AMV immagina un futuro nel quale la Chiesa, per una cattiva interpretazione del rinnovamento e sotto la pressione della massoneria subirà il compimento del processo di «auto-demolizione», come lo chiamava il Beato Paolo VI, in omologazione al mondo, sotto il pretesto del «dialogo col mondo» e dell’ «immersione nel mondo». Come paradigma di questa operazione dissolvente, Valli avrebbe potuto richiamare Rahner o Schillebeeckx o la Teoglib o il teilhardismo o la “religione globale” inventata dalla massoneria. Invece sceglie il progetto di Marcione, eretico del II secolo, cogliendone l’enorme seducente attualità. [CzzC: il rischio c’è, ma Fr1 ha anche il merito di smontare la maschera di intolleranza]

21/10
2016

<cavalcoli/fb>: come B16 commenta il modo argomentativo del Rahner per la cui amicizia co-firmò la lettera sulla ipotetica abolizione del celibato dei preti: “era un tipico testo alla Rahner, formulato attraverso un intrico di frasi affermative e negative, che si poteva interpretare sia in un senso sia nell'altro

04/04
2016

cito Rahner ommentando <corriere 16/03/2016> Centralità della misericordia: Benedetto loda Francesco, con anche cenni alla giustizia divina, penitenza e conversione, dottrina della giustificazione, pluralismo delle vie di salvezza

03/09
2015

<patmos>: Karl Rahner tra sociologismi, teologismi ed eresie: la teoria dei “cristiani anonimi – lectio magistralis di Giovanni Cavalcoli. Tra le varie “teorie” del gesuita tedesco Karl Rahner, una tra le più conosciute è quella dei “cristiani anonimi”. Una teoria ambigua che se letta e applicata potrebbe portare alla vera e propria vanificazione dell’intero mistero della redenzione. [CzzC: chiedo ad un amico che segnale a patmos che la presenza/assenza della data dei singoli post è uno dei criteri di valutazione della credibilità di un sito]

10/04
2014

Il cristiano è colui che osa credere che dietro le tenebre brilli la luce eterna. [CzzC: spiace che perfino certe pagine diocesane nell’introdurre la Pasqua 2014, per definire chi sia il cristiano non trovino di meglio che queste parole di Karl Rahner nelle quali faccio fatica a vedere il volto del Salvatore crocifisso e risorto]

07/04
2014

Un giudizio da opposta tifoseria: “Dopo che nel corso degli ultimi cinquant’anni il dogma è stato fatto a pezzi dall’ascia dei Rahner e degli Schillebeeckx, per poi seguire appresso con la dispersione dei brandelli sezionati per opera del prolifico esercito dei loro nipotini ideologici, la situazione odierna è quella di una Chiesa nella quale una non meglio precisata “dottrina” antropocentrica si è andata sostituendo a quella cristocentrica.” [CzzC: linguaggio da opposta tifoseria, ma l’articolo da cui l’ho tratto potrebbe aiutare nel discernimento]

20/11
2013

Primato della coscienza individuale? La coscienza personale è descritta da Rahner nella Fatica di credere in termini che hanno fatto scuola: “Chiunque segue la propria coscienza, sia che ritenga di dover essere cristiano oppure non-cristiano, sia che ritenga di dover essere ateo oppure credente, un tale individuo è accetto e accettato da Dio e può conseguire quella vita eterna che nella nostra fede cristiana noi confessiamo come fine di tutti gli uomini”. [CzzC: mi pareva che il Catechismo dicesse che la coscienza dovesse essere rettamente formata, e non solo nel confronto con la comunità, ma nel confronto con una guida Magistrale; credo che anche Stalin, Mao e Pol Pot nella loro coscienza individuale formata nel confronto col collettivo del partito fossero convinti che il loro massacro di innocenti producesse bene comune maggiore che evitandolo, ma, siccome confesso che esiste la suddetta vita eterna, quando arriverò alla sua porta confido di non essere spedito in loro compagnia]. In altre parole: la giustificazione, l’unione e la comunione con Dio, la possibilità di raggiungere la vita eterna, tutto ciò incontra un ostacolo solo nella cattiva coscienza di un uomo”. Posto davanti al Vangelo, un pensiero simile non può che rifuggire il cogente rigore del “Denzinger”, e della Chiesa. Ma la fede cattolica non può risolversi nel semplice incontro personale con il Vangelo. La guerra al “Denzinger” viene da lontano. Non a caso Rahner spiega che «gli enunciati della fede tradizionale sono inadeguati, in buona parte, per lo meno per quanto concerne ciò che è necessario prima di ogni altra cosa: l’annuncio della fede (…) Proposizioni come “vi sono tre persone in Dio”, “noi siamo salvati dal sangue di Gesù Cristo” sono puramente e semplicemente incomprensibili per un uomo moderno (…) esse fanno la stessa impressione della pura mitologia di una religione del tempo passato».

15/11
2012

Cristelli su VT: “il Concilio è stato salutato dal grande teologo Karl Rahner come primavera della Chiesa. Lo stesso teologo però, vent'anni dopo, intitolava il suo intervento “L'inverno della Chiesa”. [CzzC: “inverno dell’ecumene” tipico ritornello in L1, ma a Rahner piacciono anche altri Leitmotiv, ad es L3]

31/12
2009

Un sacerdote dice: «Rahner fu certamente un teologo di moda, ma forse non altrettanto certamente un teologo ortodosso; anche se migliaia di cattolici, vescovi compresi, forse papi e, nel mio piccolo, anch’io, abbiamo letto e studiato (direi ahimè) Rahner cavandone ora luce (poca), ora stimoli, ora dubbi, tanti dubbi... qualcuno (solo qualcuno?) seminato per mero narcisismo culturale».

G.Gennari gli risponde: «Che Rahner sia stato un teologo discusso e discutibile, è fuori discussione, come ogni altro teologo, ma sostenere che neghi la fede significherebbe dare quantomeno dell’imprudente a tutti coloro con i quali ha lavorato e scritto, compreso un certo Joseph Ratzinger che ha collaborato con lui per anni e anni».