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Seduta n. 173 [19 dicembre 2001].doc

Seduta n. 171 [18 dicembre 2001].doc

Seduta n. 170 [18 dicembre 2001].doc

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Seduta n. 137 [11 ottobre 2001].doc

Seduta n. 135 [10 ottobre 2001].doc

Seduta n. 134 [10 ottobre 2001].doc

Seduta n. 133 [9 ottobre 2001].doc

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Seduta n. 126 [20 settembre 2001].doc

Seduta n. 124 [18 settembre 2001].doc

Seduta n. 123 [18 settembre 2001].doc

Seduta n. 120 [2 agosto 2001].doc

Seduta n. 119 [31 luglio 2001].doc

Seduta n. 118 [31 luglio 2001].doc

Seduta n. 117 [30 luglio 2001].doc

Seduta n. 115 [27 luglio 2001].doc

Seduta n. 114 [26 luglio 2001].doc

Seduta n. 113 [26 luglio 2001].doc

Seduta n. 112 [18 luglio 2001].doc

Seduta n. 104 [3 luglio 2001].doc

Seduta n. 102 [29 giugno 2001].doc

Seduta n. 100 [12 giugno 2001].doc

Seduta n. 099 [12 giugno 2001].doc

Seduta n. 095 [29 maggio 2001].doc

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Seduta n. 079 [20 marzo 2001].doc

Seduta n. 077 [13 marzo 2001].doc

Seduta n. 074 [6 marzo 2001].doc

Seduta n. 073 [2 marzo 2001].doc

Seduta n. 071 [27 febbraio 2001].doc

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Seduta n. 063 [6 febbraio 2001].doc

Seduta n. 061 [30 gennaio 2001].doc

Seduta n. 055 [17 gennaio 2001].doc
Seduta n. 052 [27 dicembre 2000].doc

Seduta n. 051 [22 dicembre 2000].doc

Seduta n. 050 [21 dicembre 2000].doc

Seduta n. 048 [12 dicembre 2000].doc

Seduta n. 047 [12 dicembre 2000].doc

Seduta n. 046 [5 dicembre 2000].doc

Seduta n. 045 [5 dicembre 2000].doc

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Seduta n. 030 [26 ottobre 2000].doc

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Seduta n. 024 [10 ottobre 2000].doc

Seduta n. 023 [3 ottobre 2000].doc

Seduta n. 019 [22 settembre 2000].doc

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Seduta n. 016 [15 settembre 2000].doc

Seduta n. 012 [25 luglio 2000].doc

Seduta n. 010 [11 luglio 2000].doc

Seduta n. 008 [4 luglio 2000].doc

Seduta n. 004 [19 giugno 2000].doc

Seduta n. 003 [7 giugno 2000].doc

Seduta n. 001 [29 giugno 2000].doc

Interventi di PALMA Carmelo della seduta n. 190 del 5/3/2002
Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale e relativo dibattito in merito alle dimissioni dell'Assessore regionale al bilancio Angelo Burzi, presentate in data 1 marzo 2002. Esame collegato ordine del giorno n. 489
PALMA Carmelo
Grazie, Presidente. Penso che le dimissioni dell’Assessore Burzi non siano, dal punto di vista politico, un segnale rassicurante e positivo.
Una parte dell’opposizione considera tali dimissioni un proprio successo; noi non lo consideriamo un nostro successo e non solo perché ci è capitato di condividere alcune delle indicazioni strategiche che l’Assessore Burzi ha dato nell’attività di gestione del proprio Assessorato.
Ricordo le politiche sulla dismissione del patrimonio, sulla gestione attiva del debito e sulla riorganizzazione e semplificazione della giungla delle partecipate; una serie di provvedimenti ancora pendenti in aula.
Le dimissioni dell’Assessore Burzi sono rassicuranti e positive perché rappresentano la cartina di tornasole di un processo di libanizzazione della maggioranza che governa il Piemonte e che trova i propri equilibri unicamente nel non fare o nel rinviare le scelte politiche di fondo, attengano esse alla politica fiscale, alla programmazione sanitaria o alla gestione del patrimonio.
Il Presidente Ghigo ha torto marcio quando vuole attribuire alla minoranza e alle polemiche di stampa le dimissioni dell’Assessore Burzi.
L’Assessore Burzi si dimette chiaramente per il venir meno della fiducia della maggioranza e per ragioni che attengono essenzialmente ad equilibri in temi della maggioranza.
Da questo punto di vista, il Presidente Ghigo dovrebbe essere più esplicito e parlare in modo meno obliquo.
Se vuole dire o intende dire che anche l’Assessore D’Ambrosio non è intoccabile, deve dire: “L’Assessore D’Ambrosio non è intoccabile” e non dire, con una clausola di stile francamente incomprensibile, che “tutti sono utili e nessuno è indispensabile”. Più volte ho tentato di riportare all’interno di quest’aula i termini della polemica politica e istituzionale che si leggono sulle pagine dei giornali.
E’ chiaro, Presidente, che la sua maggioranza è in crisi; è chiaro che nella sua maggioranza esistono fazioni che si confrontano; è chiaro che nella sua maggioranza il punto di equilibrio da lei rappresentato è sempre più in difficoltà, che - ripeto - tiene in piedi le cose unicamente rinviando le scelte di fondo, riguardino esse gli uomini, le persone, le politiche, la programmazione o le scelte di governo.
Da questo punto di vista, ci attendono scelte importanti e la mia impressione - e lo dico chiaramente - è che non possiamo andare avanti fino al prossimo rinnovo complessivo delle cariche consiliari, magari con una modifica dello Statuto, con l’ampliamento della compagine della Giunta, facendo semplicemente niente, ma misurando, da una parte, gli attacchi e le aggressività di una parte dell’opposizione e, dall’altra, lo stallo, il silenzio e l’imbarazzo della maggioranza.
Detto questo, voglio esprimere un’opinione sulla vicenda che riguarda l’Assessore Burzi come Presidente della "Società Aperta" e gli attacchi che ha subìto in tale veste.
Ho pochissime ragioni di solidarietà politica nei confronti dell’Assessore Burzi, avendo votato a favore di uno solo e contro tutti i provvedimenti dell’Assessore stesso.
Non ho ragioni per ritenere che questa scelta possa modificare in senso positivo gli equilibri della maggioranza, ma non condivido - e lo dico pubblicamente, ne feci anche oggetto di comunicazioni alla stampa - l’attacco che una parte dell’opposizione gli ha riservato come Presidente della "Società Aperta". Soprattutto, non condivido la logica dei lanci di fango, che ha finito per ripercuotersi anche nei confronti di una parte degli esponenti dell’opposizione, coinvolti in modo del tutto involontario e incolpevole. Questo è diventato il criterio fondamentale della lotta politica in questa Regione e soprattutto della lotta politico-giornalistica. Da questo punto di vista, all’Assessore Burzi va il massimo della solidarietà mia e del mio Gruppo, sapendo bene - e lo ripeto - che non è questa la ragione per la quale l’Assessore Burzi si è dimesso e non è questa la ragione per la quale questa maggioranza è in così grave difficoltà.
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Interventi di PALMA Carmelo della seduta n. 185 del 12/02/2002
Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale in merito ai criteri di nomina del nuovo Direttore generale delle Molinette. Esame collegata mozione n. 464
PALMA Carmelo
Grazie, Presidente.
Per nobilitare con una citazione il suo intervento rinunciatario si potrebbe dire che lei, montaignamente, ci ha detto: "Solo questo noi possiamo dirvi, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo", nel senso che lei non ha chiarito minimamente come intende procedere. Meno che mai intende misurarsi con quest'aula sugli atti molto importanti che dovrà assumere nelle prossime settimane.
Ma una serie di "no" espliciti li ha detti.
Innanzitutto, ha annunciato di non voler minimamente modificare la normativa legislativa e amministrativa che nella nostra Regione disciplina i meccanismi di nomina dei Direttori generali delle Aziende sanitarie, per farla passare da un meccanismo oggi fiduciario, e sostanzialmente fondato sulle appartenenze politiche, ad un meccanismo trasparente, oggettivo, professionale e, sostanzialmente, concorsuale anche nelle procedure.
Noi ne prendiamo atto. Prendiamo atto dei suoi silenzi, ma prendiamo atto, altresì, del fatto che in quest'aula l'intera opposizione mi pare si muova su una logica di questo tipo, e che esponenti importanti della sua maggioranza hanno espresso, in sedi pubbliche, di fronte a milioni di persone, il proprio favore e il proprio sostegno ad un'ipotesi che non compiace gli interessi della minoranza, ma che soddisfa esigenze di trasparenza e garanzia nelle nomine dei Direttori delle Aziende sanitarie.
Il fatto che lei rivendichi una titolarità giuridica, che peraltro le è riconosciuta dal D.lgs. n. 517, rispetto al meccanismo di nomina, senza domandarsi in che misura può rendere più garantito, più terzo e più tutelante anche dei suoi interessi un meccanismo di nomina che nelle sue procedure non passi attraverso rapporti di natura puramente fiduciaria, ci lascia non tanto perplessi, ma ci rende obiettivamente convinti che la sua linea difensiva rischia di diventare una linea fallimentare non solo rispetto alla sanità piemontese, ma anche rispetto ai destini della sua Amministrazione.
Dopo il caso Odasso avevamo sperato che la risposta fosse alta e politica. È diventata, invece, una risposta bassa, burocratica e amministrativa. Di questo non possiamo obiettivamente che dispiacerci.
In secondo luogo, continua a sostenere una tesi - a nostro giudizio assolutamente errata - secondo la quale i meccanismi di garanzia vengono accresciuti quanto più vengono accresciuti i livelli di compartecipazione alla gestione delle Aziende sanitarie. Che questo passi attraverso i Comitati di indirizzo e di vigilanza con l'Università e con i presidi universitari, o che passi attraverso la modifica del sistema di governo delle Aziende sanitarie con l'introduzione surrettizia dei vecchi Comitati di gestione, è esattamente la direzione opposta rispetto a quella a cui una riforma ragionevole delle Aziende sanitarie ci dovrebbe portare.
I meccanismi di garanzia vengono accresciuti nella misura in cui chi nomina e chi procede a questa nomina non ha interessi diretti rispetto all'operato di coloro che vengono nominati. Questo è l'unico meccanismo di garanzia ragionevole che noi dovremmo aspettarci dalla normativa regionale.
Vi è un terzo "no" ancora più rilevante. Mi pare - rebus sic stantibus - che il Presidente della Giunta regionale non ritenga di doversi neppure misurare politicamente con quest'aula e con il Consiglio regionale sui criteri che informano le scelte delle terne che sottopone all'Università rispetto ad alcuni presidi, o, in generale, dei criteri che dovrebbero informare le scelte dei Direttori generali delle Aziende sanitarie in una situazione molto delicata, di scadenza degli attuali amministratori, di nuovi amministratori o di eventuale commissariamento e di modifica non solo di dati e di contenuto della programmazione sanitaria, ma anche dei confini stessi delle Aziende sanitarie. Tutto questo rende la situazione più difficile. Noi abbiamo denunciato, all'inizio di questa vicenda, come di sanità e della questione Molinette si potesse parlare solo sui giornali e come alcuni avessero scelto di parlarne solo sui giornali. La scelta del Presidente Ghigo conferma questo orientamento, apparentemente di sanità e di Molinette: di meccanismi di nomina bisogna parlare solo nei giornali e nella polemica politica e non all'interno di quest'aula.
Concludo, affermando che, al di là di tutto, una serie di documenti sono stati depositati. E' possibile un confronto di merito su una serie di proposte che non sono così rivoluzionarie, ma suscettibili di alcuni cambiamenti e comunque meritevoli di una qualche attenzione. Quello che ci aspetteremo - a questo punto non lo speriamo neanche più a dire la verità - è che il Presidente Ghigo e l'Assessore D'Ambrosio tornino in quest'aula, magari fra qualche giorno o fra qualche settimana, di fronte ad un'ennesima emergenza, a pronunciare l'ennesimo "no", ad affermare che non vogliono una cosa, non ne vogliono un'altra, non vogliono politicamente misurarsi con il Consiglio regionale su una questione così delicata.
OMISSIS
PALMA Carmelo
Sarà destino dei dibattiti sulla sanità nella nostra aula quello di avere caratteristiche lunari, perché questo è un dibattito lunare. Il Presidente della Giunta regionale è intervenuto per bocciare implicitamente tante cose senza dare indicazioni precise su quanto intende fare. Stiamo in un'aula in cui il partito di maggioranza relativa è rappresentato - non all'interno dell'aula, ma a livello politico - da un Segretario regionale che, davanti a milioni di persone, dice di convenire sulla scelta tecnico-concorsuale. Su tutti i giornali escono notizie di spaccature presunte o reali del Gruppo di Forza Italia su questo problema. In quest'aula, né il Presidente né il Gruppo di Forza Italia fanno minimamente accenno al peso politico di tale questione. Il fatto che venga citato per il fatto che l'intera opposizione ne parla, non significa riflettere politicamente su una proposta.
Ora giungiamo ad una mozione che - ha ragione il Consigliere Saitta - sicuramente può essere privata di tutte le premesse e contenere unicamente un dispositivo che apra verso la procedura concorsuale nella scelta dei manager della sanità pubblica, e la risposta, la più cortese del Consigliere Galasso, è che tutto ciò che è de iure condendo sta fuori da questa discussione. Anche questo è un dato lunare. Quelle meno cortesi e più omissive sono del tenore: "Facciamo che non parlarne, così non dimostriamo le spaccature della maggioranza".
Il fatto che si discuta sui giornali di questa questione è sicuramente una patologia nel funzionamento di quest'aula. Sono sempre stato il primo a stigmatizzare il dibattito giornalistico che precedeva il dibattito istituzionale, però a questo punto mi pare essere l'unica strada. Questo dibattito lo faremo domani sulle pagine dei giornali "La Stampa" e "la Repubblica", perché immagino che il Presidente Ghigo sarà cortese e risponderà ai cronisti di quei giornali quello che non risponde ai Consiglieri regionali, che gli pongono una serie di questioni di un qualche significato.
Giungendo all'assurdo che il Presidente Ghigo e la sua Giunta non tentano neppure di dissimulare tecnicamente una scelta politica. Io mi sarei aspettato che la linea difensiva di un Presidente che vuole mantenere questi poteri fosse: "Forse dobbiamo cambiare la legge, ma non c'è tempo, dovremo nominare un nuovo Commissario. Abbiamo immediatamente bisogno di un nuovo amministratore delle Molinette". Non è neanche questa la linea difensiva: la linea difensiva è semplicemente non parlarne.
Per evitare che domani si legga su qualche giornale piemontese qual è la posizione della maggioranza, pregherei qualcuno, magari lo stesso Presidente, di alzarsi e di spiegare per quale ragione ritiene, nel contenuto, illegittima o non sostenibile la proposta che con questa mozione formuliamo, e quale alternativa ritiene di proporre per garantire fino in fondo non tanto i diritti della sanità piemontese, che è termine vago, ma meccanismi normali di obiettività e trasparenza nella scelta dei Direttori sanitari. In caso contrario, Presidente, il prossimo Consiglio regionale nel quale discuteremo della sanità lo convochiamo presso la redazione di Torino de "La Stampa" e non più all'interno di quest'aula, e magari parleremo più liberamente.

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Interventi di PALMA Carmelo della seduta n. 184 del 12/02/2002
Esame proposta di legge n. 373 "Misure urgenti per l'avviamento al lavoro di soggetti tossicodipendenti o alcoldipendenti"
PALMA Carmelo, relatore
Prima di dare lettura della relazione di questo provvedimento, do atto all'aula che la Commissione, recependo l'urgenza sollecitata dai proponenti, ha ritenuto unanimemente di procedere ad una modifica molto puntuale della legge regionale n. 28/93 , in un certo senso sanando un buco della legge regionale n. 28 che, tra le varie categorie di soggetti svantaggiati da un punto di vista occupazionale, finiva per un difetto, sostanzialmente di scrittura, per discriminare i soggetti tossicodipendenti o alcoldipendenti in trattamento.
La proposta di legge che stiamo discutendo, mira semplicemente ad integrare la legge regionale n. 28 con una previsione normativa che consenta agevolazioni anche ad imprese che assumono soggetti tossicodipendenti o alcoldipendenti, come è già previsto per altri tipi di soggetti svantaggiati dal punto di vista occupazionale.
Signor Presidenti e colleghi Consiglieri, la collocabilità di soggetti in condizione di svantaggio socio-occupazionale, in ragione di patologie psicofisiche, non dipende – com'è noto – unitamente dalle loro caratteristiche o abilità professionali, ma anche dall'insieme dei contributi, agevolazioni e incentivi, che la normativa nazionale e regionale mette a disposizione delle aziende disponibili all'assunzione.
In questo quadro, la legge regionale 28/1993 e successive modificazioni (di cui peraltro occorrerebbe profondamente riesaminare la natura ibrida e i meccanismi di funzionamento in parte di incentivo alle assunzioni e in parte di promozione della piccola imprenditoria) risponde a questa esigenza con la previsione di una serie di agevolazioni per le aziende che assumono persone in condizioni di invalidità o con trascorsi di detenzione carceraria.
La legge stessa, invece, al momento non concede alcuna agevolazione per le aziende disponibili ad assumere tossicodipendenti, alcoldipendenti, ex tossicodipendenti ed ex alcoldipendenti, a meno che essi non ricadano, contestualmente, nelle fattispecie previste dagli articoli 13/14 e 15, sostanzialmente soggetti con un qualche grado di invalidità o con trascorsi di detenzione carceraria.
Si tratta, com'è evidente, di un buco nella logica del provvedimento che ha, però, la conseguenza di limitare, quando non di pregiudicare, i programmi di reinserimento lavorativo di cittadini ex tossicodipendenti o tossicodipendenti in trattamento.
La questione è tanto più urgente in quanto la Regione Piemonte si accinge ad emanare bandi relativi al finanziamento dei progetti di prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza, mediante il fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, di cui alla legge 18 febbraio 1999 n. 45. C'è anche da sottolineare che una parte dei progetti e dei finanziamenti saranno relativi agli interventi finalizzati ad incrementare l'occupabilità o a favorire il collocamento lavorativo di cittadini ex tossicodipendenti o tossicodipendenti in trattamento.
La presente proposta di legge, che non comporta aumenti di spesa o variazioni di bilancio, si limita ad estendere, nell'ambito dell'attuale dotazione di bilancio, gli interventi previsti al titolo 3 della legge regionale 28, anche a questo particolare segmento di svantaggio socio-occupazionale.
OMISSIS
PALMA Carmelo
Sarà destino dei dibattiti sulla sanità nella nostra aula quello di avere caratteristiche lunari, perché questo è un dibattito lunare. Il Presidente della Giunta regionale è intervenuto per bocciare implicitamente tante cose senza dare indicazioni precise su quanto intende fare. Stiamo in un'aula in cui il partito di maggioranza relativa è rappresentato - non all'interno dell'aula, ma a livello politico - da un Segretario regionale che, davanti a milioni di persone, dice di convenire sulla scelta tecnico-concorsuale. Su tutti i giornali escono notizie di spaccature presunte o reali del Gruppo di Forza Italia su questo problema. In quest'aula, né il Presidente né il Gruppo di Forza Italia fanno minimamente accenno al peso politico di tale questione. Il fatto che venga citato per il fatto che l'intera opposizione ne parla, non significa riflettere politicamente su una proposta.
Ora giungiamo ad una mozione che - ha ragione il Consigliere Saitta - sicuramente può essere privata di tutte le premesse e contenere unicamente un dispositivo che apra verso la procedura concorsuale nella scelta dei manager della sanità pubblica, e la risposta, la più cortese del Consigliere Galasso, è che tutto ciò che è de iure condendo sta fuori da questa discussione. Anche questo è un dato lunare. Quelle meno cortesi e più omissive sono del tenore: "Facciamo che non parlarne, così non dimostriamo le spaccature della maggioranza".
Il fatto che si discuta sui giornali di questa questione è sicuramente una patologia nel funzionamento di quest'aula. Sono sempre stato il primo a stigmatizzare il dibattito giornalistico che precedeva il dibattito istituzionale, però a questo punto mi pare essere l'unica strada. Questo dibattito lo faremo domani sulle pagine dei giornali "La Stampa" e "la Repubblica", perché immagino che il Presidente Ghigo sarà cortese e risponderà ai cronisti di quei giornali quello che non risponde ai Consiglieri regionali, che gli pongono una serie di questioni di un qualche significato.
Giungendo all'assurdo che il Presidente Ghigo e la sua Giunta non tentano neppure di dissimulare tecnicamente una scelta politica. Io mi sarei aspettato che la linea difensiva di un Presidente che vuole mantenere questi poteri fosse: "Forse dobbiamo cambiare la legge, ma non c'è tempo, dovremo nominare un nuovo Commissario. Abbiamo immediatamente bisogno di un nuovo amministratore delle Molinette". Non è neanche questa la linea difensiva: la linea difensiva è semplicemente non parlarne.
Per evitare che domani si legga su qualche giornale piemontese qual è la posizione della maggioranza, pregherei qualcuno, magari lo stesso Presidente, di alzarsi e di spiegare per quale ragione ritiene, nel contenuto, illegittima o non sostenibile la proposta che con questa mozione formuliamo, e quale alternativa ritiene di proporre per garantire fino in fondo non tanto i diritti della sanità piemontese, che è termine vago, ma meccanismi normali di obiettività e trasparenza nella scelta dei Direttori sanitari. In caso contrario, Presidente, il prossimo Consiglio regionale nel quale discuteremo della sanità lo convochiamo presso la redazione di Torino de "La Stampa" e non più all'interno di quest'aula, e magari parleremo più liberamente.
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Interventi di PALMA Carmelo della seduta n. 180 del 29/01/2002
Proseguimento esame proposta di deliberazione n. 30: "Prima individuazione delle zone vulnerabili dai nitrati di origine agricola ai sensi del D.lgs. 11 maggio 1999, n. 152". Esame collegato ordine del giorno n. 436 inerente a “Individuazione delle zone vulnerabili dai fitofarmaci”
PALMA Carmelo
Poiché le modalità di votazione non hanno consentito ulteriori interventi e dichiarazioni di voto sull’emendamento precedente, mi limito a segnalare che la formulazione dell’emendamento della Giunta che abbiamo appena approvato è quanto mai pericolosa.
Se si intende per “Punto a) - Prima designazione delle zone vulnerabili dai nitrati” un documento analogo a quello della delibera che stiamo discutendo, il rischio è che, con una norma di fatto di rinvio, rinviamo appunto ad un’ulteriore norma di rinvio.
La cosa che deve essere chiara - e per questo sarebbe stata necessaria una diversa formulazione, che abbiamo tentato di suggerire con i nostri emendamenti - è che non si deve giungere, con la delibera di Giunta su questo tema, ad un’ulteriore prima designazione, ma si deve giungere ad una disciplina delle zone vulnerabili dai nitrati con conseguenti programmi di azione, e non con il lavoro istruttorio per cui fra un anno saremo nuovamente qui a discutere come estendere, approfondire e migliorare queste procedure di individuazione.
Una cosa è procedere, come anche la legge impone, alla verifica sistematica dei livelli di inquinamento ed inserire, al limite, ulteriori zone o scorporare zone che non si ritengono più vulnerabili; altra cosa, è tutelarsi, come ha fatto la Giunta, con una formulazione equivoca dietro il fatto che, comunque, si procede all’ulteriore prima designazione delle zone vulnerabili dai nitrati, in attesa - diciamo così - di tempi migliori.
Pertanto, prima di votare questo emendamento e visto che anche ai fini del precedente punto questa formulazione rientra nella riflessione che stavo facendo, vorrei capire dall’Assessore Cavallera come la Giunta intende procedere, tanto più che l’Assessore si è già impegnato, in un ordine del giorno collegato a questa delibera e che voteremo, a giungere entro ottobre in Commissione con il programma di individuazione delle zone vulnerabili. Ecco, non vorrei che in delibera si ampliassero ulteriormente, rendendole poi totalmente discrezionali con la delega alla Giunta, le procedure di designazione di queste zone.
OMISSIS
PALMA Carmelo
Infatti, Assessore, io non osavo sperare che lei rivisitasse complessivamente la sua posizione su questo tema in due settimane. Io mi sono limitato, per una questione che è di logica e di grammatica, a prendere atto - lei su questo non è intervenuto - che stiamo per votare una delibera che si chiama “Prima individuazione delle zone vulnerabili” e che nel proprio dispositivo contiene il fatto che fra un anno la Giunta farà la prima designazione delle zone vulnerabili.
Pertanto, anche per ragioni di logica formale, oltre che di logica sostanziale, o questo provvedimento, come io sostengo da tempo, non serve assolutamente a niente, serve come passaggio di adempimento in quest’aula per far fronte a ritardi che sono stati denunciati e sanzionati anche in sede europea, oppure serve a dire che, visto che non abbiamo fatto nulla, la prima designazione significa che fra un anno faremo la prima designazione, che in questa formulazione può apparire anche un’autoaccusa da parte della Giunta regionale.
Allora, se “anche ai fini del precedente punto” significa, come l'Assessore mi è sembrato chiarire in una formulazione non proprio cristallina, che queste non sono le verifiche in itinere che comunque dovranno essere fatte, ma sono quelle che sostanzialmente comproveranno il programma di individuazione che la Giunta regionale deve adottare entro dodici mesi, allora la cosa un po' mi tranquillizza. Se invece significa semplicemente che c’è un programma di monitoraggio delle zone vulnerabili dai nitrati, questo, com'è noto, è in corso da parecchi anni, ma non ha dato i risultati sperati.
OMISSIS
PALMA Carmelo
Per quanto, su questo punto, si sia giunti ad un accordo sostanziale nel merito con l'Assessore, che ha suggerito e consigliato, ai fini dell'approvazione dell’indirizzo, la formulazione di questo emendamento in un ordine del giorno che ho peraltro provveduto a presentare, volevo, magari inutilmente, perorare la causa dell’inserimento di questo punto del dispositivo della deliberazione, per la ragione che mi appresto ad illustrare, Assessore.
Avremo modo, nelle prossime settimane, di enumerare ed esaminare, con atti di sindacato ispettivo e non solo, una serie di impegni che il suo Assessorato (ma non solo) ha preso, esprimendo il parere favorevole all’approvazione di ordini del giorno collegati a provvedimenti in campo ambientale, che sono stati, nella sostanza, successivamente disattesi, e il cui contenuto, certamente non nominativo, ma di indirizzo rispetto al lavoro della Giunta regionale, è stato sostanzialmente pari a zero, limitandosi a registrare un parere di massima positivo del Consiglio su una certa materia.
Vorrei capire per quale ragione un indirizzo che l'Assessore condivide, con un termine che l’Assessore condivide, rispetto ad un programma che l'Assessore condivide, non possa essere inserito in una delibera che ovviamente attiene all’attuazione del programma di individuazione delle zone vulnerabili dai nitrati, ma che può, per omogeneità di contenuto, trattandosi di un adempimento del D.lgs. n. 152, ricomprendere un programma analogo, che è il programma di individuazione delle zone vulnerabili dai fitofarmaci.
Non esiste una ragione tecnica per cui questo non possa stare nella deliberazione, e l’Assessore lo sa. Mi sfugge la ragione per cui l'Assessore continui ad opporsi all'inserimento di un indirizzo di questo tipo, con un peso non solo politico, ma anche amministrativo, e, se vogliamo, normativo più ampio, in una delibera che è sottoposta all’approvazione del Consiglio regionale, se non come misura di cautela da parte dell’Assessore, che continua, a quel punto, ad apparirmi sospetta.. L’Assessore sa benissimo che un conto è rispondere ad un atto di sindacato ispettivo - e ne avremo nelle prossime settimane - in cui enumeriamo le volte che gli ordini del giorno sono stati disattesi; altro conto, ben più pesante dal punto di vista amministrativo, sarebbe dover rendere conto, a quel punto, non solo più all’atto del sindacato ispettivo, ma alla Giunta nel suo complesso, della mancata attuazione di una delibera adottata dal Consiglio regionale.
Quindi, visto che la formulazione di questo emendamento va, in parte, incontro alle esigenze dell'Assessore, si continua nel meccanismo di delega alla Giunta nell’emanazione di un provvedimento di questo tipo e non solo, nella definizione dei Programmi d’azione. Mi spieghi l'Assessore se esiste una ragione - che sappiamo non è tecnica né di contenuto politico (perché quel contenuto politico l’Assessore dichiara di condividerlo) - per non inserire questo punto in delibera e dover approvare un ordine del giorno collegato sulla stessa materia e con l’identica formulazione.
OMISSIS
PALMA Carmelo
Ringrazio l'Assessore per l'invito. Ovviamente, non ritiro l' emendamento, perché questa, per me, è la formulazione più corretta e così rimane. Continuo a prendere atto che i suoi criteri di opportunità sono di cautela rispetto alle prevedibili inadempienze sugli indirizzi che il Consiglio fornisce su questa materia. Non esiste altra ragione di opportunità se non il fatto che se entro 180 giorni lei, come immagino, non avrà definito questo programma, anziché rispondere ad un’interrogazione dovrà rispondere di una cosa un po’ più pesante, anche dal punto di vista politico: la mancata attuazione di una delibera del Consiglio. Confermo l'emendamento.
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