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di PALMA Carmelo della seduta n. 190 del 5/3/2002 Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale e relativo dibattito in merito alle dimissioni dell'Assessore regionale al bilancio Angelo Burzi, presentate in data 1 marzo 2002. Esame collegato ordine del giorno n. 489 PALMA Carmelo Grazie, Presidente. Penso che le dimissioni dellAssessore Burzi non siano, dal punto di vista politico, un segnale rassicurante e positivo. Una parte dellopposizione considera tali dimissioni un proprio successo; noi non lo consideriamo un nostro successo e non solo perché ci è capitato di condividere alcune delle indicazioni strategiche che lAssessore Burzi ha dato nellattività di gestione del proprio Assessorato. Ricordo le politiche sulla dismissione del patrimonio, sulla gestione attiva del debito e sulla riorganizzazione e semplificazione della giungla delle partecipate; una serie di provvedimenti ancora pendenti in aula. Le dimissioni dellAssessore Burzi sono rassicuranti e positive perché rappresentano la cartina di tornasole di un processo di libanizzazione della maggioranza che governa il Piemonte e che trova i propri equilibri unicamente nel non fare o nel rinviare le scelte politiche di fondo, attengano esse alla politica fiscale, alla programmazione sanitaria o alla gestione del patrimonio. Il Presidente Ghigo ha torto marcio quando vuole attribuire alla minoranza e alle polemiche di stampa le dimissioni dellAssessore Burzi. LAssessore Burzi si dimette chiaramente per il venir meno della fiducia della maggioranza e per ragioni che attengono essenzialmente ad equilibri in temi della maggioranza. Da questo punto di vista, il Presidente Ghigo dovrebbe essere più esplicito e parlare in modo meno obliquo. Se vuole dire o intende dire che anche lAssessore DAmbrosio non è intoccabile, deve dire: LAssessore DAmbrosio non è intoccabile e non dire, con una clausola di stile francamente incomprensibile, che tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Più volte ho tentato di riportare allinterno di questaula i termini della polemica politica e istituzionale che si leggono sulle pagine dei giornali. E chiaro, Presidente, che la sua maggioranza è in crisi; è chiaro che nella sua maggioranza esistono fazioni che si confrontano; è chiaro che nella sua maggioranza il punto di equilibrio da lei rappresentato è sempre più in difficoltà, che - ripeto - tiene in piedi le cose unicamente rinviando le scelte di fondo, riguardino esse gli uomini, le persone, le politiche, la programmazione o le scelte di governo. Da questo punto di vista, ci attendono scelte importanti e la mia impressione - e lo dico chiaramente - è che non possiamo andare avanti fino al prossimo rinnovo complessivo delle cariche consiliari, magari con una modifica dello Statuto, con lampliamento della compagine della Giunta, facendo semplicemente niente, ma misurando, da una parte, gli attacchi e le aggressività di una parte dellopposizione e, dallaltra, lo stallo, il silenzio e limbarazzo della maggioranza. Detto questo, voglio esprimere unopinione sulla vicenda che riguarda lAssessore Burzi come Presidente della "Società Aperta" e gli attacchi che ha subìto in tale veste. Ho pochissime ragioni di solidarietà politica nei confronti dellAssessore Burzi, avendo votato a favore di uno solo e contro tutti i provvedimenti dellAssessore stesso. Non ho ragioni per ritenere che questa scelta possa modificare in senso positivo gli equilibri della maggioranza, ma non condivido - e lo dico pubblicamente, ne feci anche oggetto di comunicazioni alla stampa - lattacco che una parte dellopposizione gli ha riservato come Presidente della "Società Aperta". Soprattutto, non condivido la logica dei lanci di fango, che ha finito per ripercuotersi anche nei confronti di una parte degli esponenti dellopposizione, coinvolti in modo del tutto involontario e incolpevole. Questo è diventato il criterio fondamentale della lotta politica in questa Regione e soprattutto della lotta politico-giornalistica. Da questo punto di vista, allAssessore Burzi va il massimo della solidarietà mia e del mio Gruppo, sapendo bene - e lo ripeto - che non è questa la ragione per la quale lAssessore Burzi si è dimesso e non è questa la ragione per la quale questa maggioranza è in così grave difficoltà. Torna su |
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di PALMA Carmelo della seduta n. 185 del 12/02/2002 |
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di PALMA Carmelo della seduta n. 184 del 12/02/2002 Esame proposta di legge n. 373 "Misure urgenti per l'avviamento al lavoro di soggetti tossicodipendenti o alcoldipendenti" PALMA Carmelo, relatore Prima di dare lettura della relazione di questo provvedimento, do atto all'aula che la Commissione, recependo l'urgenza sollecitata dai proponenti, ha ritenuto unanimemente di procedere ad una modifica molto puntuale della legge regionale n. 28/93 , in un certo senso sanando un buco della legge regionale n. 28 che, tra le varie categorie di soggetti svantaggiati da un punto di vista occupazionale, finiva per un difetto, sostanzialmente di scrittura, per discriminare i soggetti tossicodipendenti o alcoldipendenti in trattamento. La proposta di legge che stiamo discutendo, mira semplicemente ad integrare la legge regionale n. 28 con una previsione normativa che consenta agevolazioni anche ad imprese che assumono soggetti tossicodipendenti o alcoldipendenti, come è già previsto per altri tipi di soggetti svantaggiati dal punto di vista occupazionale. Signor Presidenti e colleghi Consiglieri, la collocabilità di soggetti in condizione di svantaggio socio-occupazionale, in ragione di patologie psicofisiche, non dipende com'è noto unitamente dalle loro caratteristiche o abilità professionali, ma anche dall'insieme dei contributi, agevolazioni e incentivi, che la normativa nazionale e regionale mette a disposizione delle aziende disponibili all'assunzione. In questo quadro, la legge regionale 28/1993 e successive modificazioni (di cui peraltro occorrerebbe profondamente riesaminare la natura ibrida e i meccanismi di funzionamento in parte di incentivo alle assunzioni e in parte di promozione della piccola imprenditoria) risponde a questa esigenza con la previsione di una serie di agevolazioni per le aziende che assumono persone in condizioni di invalidità o con trascorsi di detenzione carceraria. La legge stessa, invece, al momento non concede alcuna agevolazione per le aziende disponibili ad assumere tossicodipendenti, alcoldipendenti, ex tossicodipendenti ed ex alcoldipendenti, a meno che essi non ricadano, contestualmente, nelle fattispecie previste dagli articoli 13/14 e 15, sostanzialmente soggetti con un qualche grado di invalidità o con trascorsi di detenzione carceraria. Si tratta, com'è evidente, di un buco nella logica del provvedimento che ha, però, la conseguenza di limitare, quando non di pregiudicare, i programmi di reinserimento lavorativo di cittadini ex tossicodipendenti o tossicodipendenti in trattamento. La questione è tanto più urgente in quanto la Regione Piemonte si accinge ad emanare bandi relativi al finanziamento dei progetti di prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza, mediante il fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, di cui alla legge 18 febbraio 1999 n. 45. C'è anche da sottolineare che una parte dei progetti e dei finanziamenti saranno relativi agli interventi finalizzati ad incrementare l'occupabilità o a favorire il collocamento lavorativo di cittadini ex tossicodipendenti o tossicodipendenti in trattamento. La presente proposta di legge, che non comporta aumenti di spesa o variazioni di bilancio, si limita ad estendere, nell'ambito dell'attuale dotazione di bilancio, gli interventi previsti al titolo 3 della legge regionale 28, anche a questo particolare segmento di svantaggio socio-occupazionale. OMISSIS PALMA Carmelo Sarà destino dei dibattiti sulla sanità nella nostra aula quello di avere caratteristiche lunari, perché questo è un dibattito lunare. Il Presidente della Giunta regionale è intervenuto per bocciare implicitamente tante cose senza dare indicazioni precise su quanto intende fare. Stiamo in un'aula in cui il partito di maggioranza relativa è rappresentato - non all'interno dell'aula, ma a livello politico - da un Segretario regionale che, davanti a milioni di persone, dice di convenire sulla scelta tecnico-concorsuale. Su tutti i giornali escono notizie di spaccature presunte o reali del Gruppo di Forza Italia su questo problema. In quest'aula, né il Presidente né il Gruppo di Forza Italia fanno minimamente accenno al peso politico di tale questione. Il fatto che venga citato per il fatto che l'intera opposizione ne parla, non significa riflettere politicamente su una proposta. Ora giungiamo ad una mozione che - ha ragione il Consigliere Saitta - sicuramente può essere privata di tutte le premesse e contenere unicamente un dispositivo che apra verso la procedura concorsuale nella scelta dei manager della sanità pubblica, e la risposta, la più cortese del Consigliere Galasso, è che tutto ciò che è de iure condendo sta fuori da questa discussione. Anche questo è un dato lunare. Quelle meno cortesi e più omissive sono del tenore: "Facciamo che non parlarne, così non dimostriamo le spaccature della maggioranza". Il fatto che si discuta sui giornali di questa questione è sicuramente una patologia nel funzionamento di quest'aula. Sono sempre stato il primo a stigmatizzare il dibattito giornalistico che precedeva il dibattito istituzionale, però a questo punto mi pare essere l'unica strada. Questo dibattito lo faremo domani sulle pagine dei giornali "La Stampa" e "la Repubblica", perché immagino che il Presidente Ghigo sarà cortese e risponderà ai cronisti di quei giornali quello che non risponde ai Consiglieri regionali, che gli pongono una serie di questioni di un qualche significato. Giungendo all'assurdo che il Presidente Ghigo e la sua Giunta non tentano neppure di dissimulare tecnicamente una scelta politica. Io mi sarei aspettato che la linea difensiva di un Presidente che vuole mantenere questi poteri fosse: "Forse dobbiamo cambiare la legge, ma non c'è tempo, dovremo nominare un nuovo Commissario. Abbiamo immediatamente bisogno di un nuovo amministratore delle Molinette". Non è neanche questa la linea difensiva: la linea difensiva è semplicemente non parlarne. Per evitare che domani si legga su qualche giornale piemontese qual è la posizione della maggioranza, pregherei qualcuno, magari lo stesso Presidente, di alzarsi e di spiegare per quale ragione ritiene, nel contenuto, illegittima o non sostenibile la proposta che con questa mozione formuliamo, e quale alternativa ritiene di proporre per garantire fino in fondo non tanto i diritti della sanità piemontese, che è termine vago, ma meccanismi normali di obiettività e trasparenza nella scelta dei Direttori sanitari. In caso contrario, Presidente, il prossimo Consiglio regionale nel quale discuteremo della sanità lo convochiamo presso la redazione di Torino de "La Stampa" e non più all'interno di quest'aula, e magari parleremo più liberamente. Torna su |
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di PALMA Carmelo della seduta n. 180 del 29/01/2002 Proseguimento esame proposta di deliberazione n. 30: "Prima individuazione delle zone vulnerabili dai nitrati di origine agricola ai sensi del D.lgs. 11 maggio 1999, n. 152". Esame collegato ordine del giorno n. 436 inerente a Individuazione delle zone vulnerabili dai fitofarmaci PALMA Carmelo Poiché le modalità di votazione non hanno consentito ulteriori interventi e dichiarazioni di voto sullemendamento precedente, mi limito a segnalare che la formulazione dellemendamento della Giunta che abbiamo appena approvato è quanto mai pericolosa. Se si intende per Punto a) - Prima designazione delle zone vulnerabili dai nitrati un documento analogo a quello della delibera che stiamo discutendo, il rischio è che, con una norma di fatto di rinvio, rinviamo appunto ad unulteriore norma di rinvio. La cosa che deve essere chiara - e per questo sarebbe stata necessaria una diversa formulazione, che abbiamo tentato di suggerire con i nostri emendamenti - è che non si deve giungere, con la delibera di Giunta su questo tema, ad unulteriore prima designazione, ma si deve giungere ad una disciplina delle zone vulnerabili dai nitrati con conseguenti programmi di azione, e non con il lavoro istruttorio per cui fra un anno saremo nuovamente qui a discutere come estendere, approfondire e migliorare queste procedure di individuazione. Una cosa è procedere, come anche la legge impone, alla verifica sistematica dei livelli di inquinamento ed inserire, al limite, ulteriori zone o scorporare zone che non si ritengono più vulnerabili; altra cosa, è tutelarsi, come ha fatto la Giunta, con una formulazione equivoca dietro il fatto che, comunque, si procede allulteriore prima designazione delle zone vulnerabili dai nitrati, in attesa - diciamo così - di tempi migliori. Pertanto, prima di votare questo emendamento e visto che anche ai fini del precedente punto questa formulazione rientra nella riflessione che stavo facendo, vorrei capire dallAssessore Cavallera come la Giunta intende procedere, tanto più che lAssessore si è già impegnato, in un ordine del giorno collegato a questa delibera e che voteremo, a giungere entro ottobre in Commissione con il programma di individuazione delle zone vulnerabili. Ecco, non vorrei che in delibera si ampliassero ulteriormente, rendendole poi totalmente discrezionali con la delega alla Giunta, le procedure di designazione di queste zone. OMISSIS PALMA Carmelo Infatti, Assessore, io non osavo sperare che lei rivisitasse complessivamente la sua posizione su questo tema in due settimane. Io mi sono limitato, per una questione che è di logica e di grammatica, a prendere atto - lei su questo non è intervenuto - che stiamo per votare una delibera che si chiama Prima individuazione delle zone vulnerabili e che nel proprio dispositivo contiene il fatto che fra un anno la Giunta farà la prima designazione delle zone vulnerabili. Pertanto, anche per ragioni di logica formale, oltre che di logica sostanziale, o questo provvedimento, come io sostengo da tempo, non serve assolutamente a niente, serve come passaggio di adempimento in questaula per far fronte a ritardi che sono stati denunciati e sanzionati anche in sede europea, oppure serve a dire che, visto che non abbiamo fatto nulla, la prima designazione significa che fra un anno faremo la prima designazione, che in questa formulazione può apparire anche unautoaccusa da parte della Giunta regionale. Allora, se anche ai fini del precedente punto significa, come l'Assessore mi è sembrato chiarire in una formulazione non proprio cristallina, che queste non sono le verifiche in itinere che comunque dovranno essere fatte, ma sono quelle che sostanzialmente comproveranno il programma di individuazione che la Giunta regionale deve adottare entro dodici mesi, allora la cosa un po' mi tranquillizza. Se invece significa semplicemente che cè un programma di monitoraggio delle zone vulnerabili dai nitrati, questo, com'è noto, è in corso da parecchi anni, ma non ha dato i risultati sperati. OMISSIS PALMA Carmelo Per quanto, su questo punto, si sia giunti ad un accordo sostanziale nel merito con l'Assessore, che ha suggerito e consigliato, ai fini dell'approvazione dellindirizzo, la formulazione di questo emendamento in un ordine del giorno che ho peraltro provveduto a presentare, volevo, magari inutilmente, perorare la causa dellinserimento di questo punto del dispositivo della deliberazione, per la ragione che mi appresto ad illustrare, Assessore. Avremo modo, nelle prossime settimane, di enumerare ed esaminare, con atti di sindacato ispettivo e non solo, una serie di impegni che il suo Assessorato (ma non solo) ha preso, esprimendo il parere favorevole allapprovazione di ordini del giorno collegati a provvedimenti in campo ambientale, che sono stati, nella sostanza, successivamente disattesi, e il cui contenuto, certamente non nominativo, ma di indirizzo rispetto al lavoro della Giunta regionale, è stato sostanzialmente pari a zero, limitandosi a registrare un parere di massima positivo del Consiglio su una certa materia. Vorrei capire per quale ragione un indirizzo che l'Assessore condivide, con un termine che lAssessore condivide, rispetto ad un programma che l'Assessore condivide, non possa essere inserito in una delibera che ovviamente attiene allattuazione del programma di individuazione delle zone vulnerabili dai nitrati, ma che può, per omogeneità di contenuto, trattandosi di un adempimento del D.lgs. n. 152, ricomprendere un programma analogo, che è il programma di individuazione delle zone vulnerabili dai fitofarmaci. Non esiste una ragione tecnica per cui questo non possa stare nella deliberazione, e lAssessore lo sa. Mi sfugge la ragione per cui l'Assessore continui ad opporsi all'inserimento di un indirizzo di questo tipo, con un peso non solo politico, ma anche amministrativo, e, se vogliamo, normativo più ampio, in una delibera che è sottoposta allapprovazione del Consiglio regionale, se non come misura di cautela da parte dellAssessore, che continua, a quel punto, ad apparirmi sospetta.. LAssessore sa benissimo che un conto è rispondere ad un atto di sindacato ispettivo - e ne avremo nelle prossime settimane - in cui enumeriamo le volte che gli ordini del giorno sono stati disattesi; altro conto, ben più pesante dal punto di vista amministrativo, sarebbe dover rendere conto, a quel punto, non solo più allatto del sindacato ispettivo, ma alla Giunta nel suo complesso, della mancata attuazione di una delibera adottata dal Consiglio regionale. Quindi, visto che la formulazione di questo emendamento va, in parte, incontro alle esigenze dell'Assessore, si continua nel meccanismo di delega alla Giunta nellemanazione di un provvedimento di questo tipo e non solo, nella definizione dei Programmi dazione. Mi spieghi l'Assessore se esiste una ragione - che sappiamo non è tecnica né di contenuto politico (perché quel contenuto politico lAssessore dichiara di condividerlo) - per non inserire questo punto in delibera e dover approvare un ordine del giorno collegato sulla stessa materia e con lidentica formulazione. OMISSIS PALMA Carmelo Ringrazio l'Assessore per l'invito. Ovviamente, non ritiro l' emendamento, perché questa, per me, è la formulazione più corretta e così rimane. Continuo a prendere atto che i suoi criteri di opportunità sono di cautela rispetto alle prevedibili inadempienze sugli indirizzi che il Consiglio fornisce su questa materia. Non esiste altra ragione di opportunità se non il fatto che se entro 180 giorni lei, come immagino, non avrà definito questo programma, anziché rispondere ad uninterrogazione dovrà rispondere di una cosa un po più pesante, anche dal punto di vista politico: la mancata attuazione di una delibera del Consiglio. Confermo l'emendamento. Torna su |
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