Urbanistica, edilizia, lavori pubblici
Comunicati stampa

CONDONO EDILIZIO/REGIONE PIEMONTE: RADICALI “LA P.D.L DELLA GIUNTA E’ BRUTTA, LA NON-LEGGE E’ PEGGIO. FACCIAMO UNA LEGGE DECENTE”
I CONSIGLIERI RADICALI PRESENTANO IN PIEMONTE LA NORMATIVA APPRONTATA DALLA GIUNTA FORMIGONI [7 ottobre 2004]


CONDONO EDILIZIO: RADICALI “ATTENTATO AL FEDERALISMO”
PRESENTATA NEI CONSIGLI REGIONALI DI PIEMONTE E LOMBARDIA UNA PROPOSTA DI LEGGE DI “CONGELAMENTO” DEGLI EFFETTI DEL DECRETO LEGGE SUL CONDONO EDILIZIO [9 ottobre 2003]


SICUREZZA SULLE STRADE: RADICALI ALLA REGIONE PIEMONTE "FONDAMENTALE L'ASFALTO DRENANTE" - PRESENTATA INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI [18 settembre 2003]

Lettera al Sindaco di Mondovì - OGGETTO: Enzo Tortora nella toponomastica monregalese. [24 aprile 2003]

Lettera aperta del consigliere radicale Mellano su alcune proposte di legge in discussione nella II Commissione Consiliare "Pianificazioni Territoriale ed Urbanistica" [29 novembre 2002]

REGIONE PIEMONTE: SU EXTRACOMUNITARI PROPOSTE INDECENTI E SOLUZIONI AL RIBASSO [3 agosto 2001]

  Torino, 7 ottobre 2004  
CONDONO EDILIZIO/REGIONE PIEMONTE: RADICALI “LA P.D.L DELLA GIUNTA E’ BRUTTA, LA NON-LEGGE E’ PEGGIO. FACCIAMO UNA LEGGE DECENTE”
I CONSIGLIERI RADICALI PRESENTANO IN PIEMONTE LA NORMATIVA APPRONTATA DALLA GIUNTA FORMIGONI


Oggi la II Commissione del Consiglio regionale ha subito interrotto i lavori di esame della legge sul condono edilizio. Il consigliere di Forza Italia Manolino ha annunciato per la prossima settimana emendamenti sul testo predisposto dalla Giunta e l’assessore Botta ha preso atto della necessità di un chiarimento in maggioranza.
Dichiarazione di Carmelo Palma, capogruppo radicale alla Regione Piemonte:
“Nella discussione della proposta di legge regionale sul condono edilizio si stanno confrontando tre partiti: il primo partito è quello di chi non vuole che venga approvata alcuna legge regionale, in modo tale che a metà novembre entri in vigore la normativa statale assai più larga e favorevole nei confronti dell’abusivismo; il secondo partito è quello della Giunta, che prova a compiacere i “lobbisti” (e lo dico in termini non spregiativi) del primo partito con una proposta più restrittiva, obiettivamente troppo “stretta” per compiacerli e insieme troppo “larga” per costituire uno strumento di disciplina severa e ragionevole; il terzo partito è quello di chi, fermo restando l’impossibilità, dopo la sentenza della Consulta, di “disinnescare” interamente il condono, tenta di restringerne il più possibile il campo di applicazione. Quest’ultimo è il nostro partito e ad esso chiediamo che si iscrivano tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione che ritengono doveroso approvare una legge e che giudicano altrettanto doveroso non fare una legge “furbetta”, solo di poco meno “filo-abusivi” di quella nazionale.
Su questa base, abbiamo presentato una serie di emendamenti alla p.d.l della Giunta, desunti in parte dalla proposta avanzata dalla Giunta Formigoni e miranti a:
*escludere tutte le nuove costruzioni, residenziali e non, dall’applicazione del condono;
*impedire esplicitamente qualunque condono in zone vincolate, laddove il vincolo pregresso comportasse l’inedificabilità;
*ridurre le sanzioni previste dalla Giunta (in particolare sugli oneri di urbanizzazione), secondo il ragionevole principio per cui se solo piccoli abusi si possono sanare, la sanzione deve essere ragionevolmente commisurata all’abuso.
Vedremo se la situazione, entro la prossima settimana, si sbloccherà, ma al momento questa speranza non sembra troppo fondata.”
 
Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
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  Torino/ Milano, 9 ottobre 2003
CONDONO EDILIZIO: RADICALI “ATTENTATO AL FEDERALISMO”
PRESENTATA NEI CONSIGLI REGIONALI DI PIEMONTE E LOMBARDIA UNA PROPOSTA DI LEGGE DI “CONGELAMENTO” DEGLI EFFETTI DEL DECRETO LEGGE SUL 
CONDONO EDILIZIO


Dichiarazione di Carmelo Palma, consigliere regionale del Piemonte e Lucio Bertè, consigliere regionale della Lombardia:
“Il provvedimento governativo sul condono edilizio “traveste” da provvedimento finanziario l’ennesimo clamoroso cedimento alla logica dell’illegalità, che da sempre in Italia presiede al malgoverno del territorio, con gravi responsabilità omissive da parte di tutti: in primis dei sindaci e dei vertici degli enti locali (compresi quelli che oggi gridano allo scandalo). Basterebbe già questo a qualificare la natura crimonogena, in termini sociali e istituzionali, del decreto legge sul condono edilizio.
A tutto questo però si aggiunge un ulteriore elemento di “eversione”, in termini propriamente costituzionali. Il condono edilizio infatti contraddice non solo la riforma dell’art. 117 della Costituzione, realizzata al termine della scorsa legislatura e confermata da un voto referendario, ma anche le disposizioni di attuazione della riforma approvate in questa legislatura con la legge 5 giugno 2003, n. 131 («Disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 »), cd. legge “La Loggia”, che ha ulteriormente precisato, all’art. 1, comma 3, che “Nelle materie appartenenti alla legislazione concorrente, le Regioni esercitano la potestà legislativa nell’ambito dei principi fondamentali espressamente determinati dallo Stato o, in difetto, qu ali desumibili dalle leggi statali vigenti”.
Il provvedimento sul condono interviene su di una materia sottoposta alla legislazione concorrente di Stato e Regioni, in cui allo Stato è affidata unicamente la definizione delle norme di principio: ma, in realtà, fissa criteri di deroga all’applicazione dei principi desumibili dalla legislazione vigente, tanto nazionale quanto regionale.
Per questa ragione abbiamo predisposto una proposta di legge, depositata quest’oggi, che, in base all’art. 117 della Costituzione e alla legge 131/2003, stabilisce la non applicazione delle norme sul condono nel territorio della Regione.
Sarà interessante comprendere come questa proposta federalista sarà accolta da maggioranze così dominate e comandate dal “federalismo” leghista.”

Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
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Torino, 18 settembre 2003
SICUREZZA SULLE STRADE: RADICALI ALLA REGIONE PIEMONTE "FONDAMENTALE L'ASFALTO DRENANTE" - PRESENTATA INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI
Dichiarazione dei consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano:
"L'iniziativa pubblica della Regione sulla sicurezza stradale che si terrà domani a Cuneo è sicuramente una iniziativa meritoria.
Altrettanto meritorio sarebbe che la Regione Piemonte si impegnasse, nel realizzare l'ambizioso e onerosissimo programma di infrastrutture viarie, ad adottare soluzioni tecniche che accrescono sensibilmente la sicurezza della giuda e riducono l'incidenza e le conseguenze degli incidenti stradali. Ed uno dei primi e fondamentali "presidi di sicurezza sulle strade" è la qualità e la tipologia dell'asfalto.
L'asfalto cosiddetto drenante a fronte di costi superiori rispetto a quello tradizionale di circa il 50%, ha però una maggiore durata e resistenza sia agli agenti atmosferici (al calore fino +50°; al freddo fino a –30°) , che all’usura (7 anni contro i 5 anni dell’asfalto tradizionale); e soprattutto, dove l'asfalto drenante è stato utilizzato, è documentata la riduzione degli incidenti stradali del 25% in strade di pianura e del 40% nei tratti alpini, collinari e in curva; di conseguenza, vi è stata anche una riduzione della mortalità per incidenti (dati Comunità Europea); in Italia, il costo sociale degli incidenti stradali è pari a 31 milioni di euro (542 euro pro capite), il 26% in più della media europea; i dati diffusi dall'Arpa Regionale registrano nel primo semestre del 2003 un grave incremento degli incidenti e della mortalità in tutto il territorio regionale. Particolarmente significativo il dato che riguarda le province di Cuneo e Vercelli: in pochi mesi la percentuale di incidenti ha superato il dato annuale del 2002.
I provvedimenti adottati dal governo in materia di sicurezza stradale vanno sicuramente nella giusta direzione e stanno già segnando, fortunatamente, una inversione di tendenza. È però necessario che anche la "politica delle strade" faccia la sua parte. "

Per informazioni: Palma 3485335301
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  Torino, 24 aprile 2003
Alla cortese attenzione del
Sindaco di Mondovì
Aldo Rabbia
Comune di Mondovì
12084 - Mondovì

 
e per conoscenza a:
·        Franco Merlino - Assessore Comunale alla Toponomastica
·        Gruppo Consiliare Comunale "Mondovì Democratica"
 
 
OGGETTO: Enzo Tortora nella toponomastica monregalese.
 
 
Egregio Signor Sindaco,
 
abbiamo letto su "La Stampa" di giovedì 17 aprile della "girandola di nomi per le vie e piazze" di Mondovì: come capita in ogni comune d'Italia, il momento delle proposte per i nomi delle strade è, giustamente, occasione di discussione e di confronto. Inevitabile, crediamo, l'accumularsi di suggerimenti e di alternative, tutte, per qualche motivo, plausibili, 'papabili'.
 
Dal florilegio dei nomi, che emerge alle cronache giornalistiche e che si apre molto opportunamente con le significative personalità monregalesi di Lidia Rolfi Beccaria e di Nino Manera, noi ci permettiamo di sottolinearne uno: Enzo Tortora.
 
Innanzitutto, egli è stato la bandiera e l'artefice di una grande campagna per una giustizia giusta in un paese nel quale si stavano consumando discutibili prassi giudiziarie: i maxiprocessi in cui prima si è arrestata la gente e poi si sono cercate le prove; l'uso cieco e senza riscontri della parola dei pentiti; il disprezzo della libertà e dell'identità del cittadino.
 
Una volta eletto eurodeputato radicale con 500.000 preferenze, Tortora rinuncia all'immunità parlamentare per consentire lo svolgimento del processo. Condannato a dieci anni in primo grado, Tortora si dimette da deputato e si fa arrestare, onorando, con un gesto senza precedenti, una sentenza ingiusta. Dagli arresti domiciliari continua instancabilmente a battersi per i diritti di quanti, sconosciuti e indifesi, sono vittime delle stesse prassi giudiziarie.
 
Muore di cancro il 18 maggio 1988, cinque anni dopo quel 17 giugno 1983, quando fu arrestato con grande clamore e la sua immagine fu data in pasto all'opinione pubblica  con l'accusa infamante di associazione per delinquere di stampo mafioso e spaccio di droga. Nella stessa notte, con un unico mandato di cattura, vennero arrestate 856 persone in tutta Italia, di queste circa cento per omonimia.
"Se l'hanno arrestato, qualcosa ha fatto'' era il dubbio che, nonostante due assoluzioni, doveva rimanere nella gente: di questo sospetto infamante Tortora non è mai stato risarcito.
 
Inoltre, Mondovì ha, e a nostro giudizio deve rivendicare, un singolare legame affettivo con Enzo Tortora che risale all'inizio degli anni '60 ed a quella popolarissima trasmissione televisiva, "Campanile Sera", che vide questa città, la sua popolazione ed alcuni illustri concittadini protagonisti di una pagina televisiva diventata storica e che riportò Mondovì alla ribalta delle cronache nazionali.
 
Nel ringraziare chi ha avuto l'idea di fare questa  proposta e chi vorrà fattivamente sostenerla, formuliamo l'auspicio che essa possa essere favorevolmente accolta, affinché una persona che ha contribuito ad inverare il diritto e la legge, opponendosi al loro stravolgimento, una vittima che ha saputo non essere connivente e ha onorato, difendendoli, i valori di umanità, di giustizia e di libertà, senza rassegnazione, senza risarcimenti facili ed individuali, possa essere ricordata anche in questo modo.
 
Cordiali saluti.
  
Enrico Costa
Bruno Mellano
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  Torino, 29 novembre 2002
Alla cortese attenzione del Direttore
(con gentile richiesta di pubblicazione)
Egregio Direttore,

 Le chiedo un piccolo spazio sul suo giornale per raccontare, a Lei ed ai suoi lettori, come vanno le cose qui in Regione, partendo da un caso specifico, significativamente esemplificativo.
Ieri, giovedì 28 novembre 2002, si sono svolte le consultazioni su alcune proposte di legge in discussione nella II Commissione Consiliare "Pianificazioni Territoriale ed Urbanistica", presieduta dal collega Claudio Dutto.
Dopo una proposta di legge di un collega alessandrino sul recupero e la valorizzazione delle costruzione in terra cruda, tipiche della sua provincia, e dopo un disegno di legge della Giunta sull'uso dei materiali tradizionali, si è discussa la proposta di legge n. 200 "Valorizzazione dei beni storici, culturali ed architettonici nelle zone montane della Regione Piemonte".
E' stata mia la richiesta di abbinare all'esame di un testo specifico e settoriale come quello sulle costruzioni in terra cruda, l'analisi di tutte le proposte correlate, e da tempo inutilmente depositate agli atti della Regione, anche al fine di approfittare una sola volta del tempo degli invitati: esperti e responsabili di enti, associazioni, ordini professionali, organizzazioni sindacali, università, ecc.
Con grande sorpresa ho dovuto constatare che, mentre gli alessandrini erano presenti in modo consistente a discutere di "terra cruda", un solo cuneese, se si escludono il sottoscritto ed il presidente Dutto, ha deciso di raccogliere l'invito del Consiglio Regionale. Infatti, nonostante fossero invitate tutte le Comunità montane, solo un presidente langarolo (Piergiorgio Giacchino) ha deciso di intervenire, senza però prendere la parola, neanche nella sua veste di assessore provinciale alla Montagna!
La sorpresa è ancora maggiore se si considera che la proposta di legge in oggetto ha come finalità unica (esplicitata all'articolo 1) di definire "gli interventi regionali con particolare riferimento ai tetti  ed alle costruzioni con manto di copertura in lose di pietra".
Io sono fermamente convinto dell'opportunità di procedere a legiferare in modo più generale, evitando il proliferare di leggi e leggine, utili più ai consiglieri presentatori che ai cittadini utilizzatori, che devono districarsi in una selva di norme. Tanto è vero che non ho formulato io quella proposta, ma altri quattro colleghi, per altro anch'essi bellamente assenti dalla consultazione, che è però la fase iniziale e necessaria dell'iter legislativo.
Così va la vita del legislatore regionale: un problema serio e importante come la "valorizzazione di beni storico-culturali ed architettonici delle aree montane al fine di mantenerne le caratteristiche ambientali e culturali", che si esplica anche con la difesa ed il ripristino delle lose in pietra, finisce per essere discusso alla presenza di cinque consiglieri regionali, sei invitati e qualche funzionario comandato.
In parte si può recuperare: gli invitati, a cui il Consiglio regionale ha mandato i testi di legge, possono ancora presentare memorie e considerazioni scritte.
Spero lo facciano e mi attiverò per sollecitarli, anche perché credo davvero che il Consiglio regionale debba essere aiutato a fare meno leggi, ma possibilmente migliori!
 
Bruno Mellano (brunomellano@hotmail.com)
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REGIONE PIEMONTE: SU EXTRACOMUNITARI PROPOSTE INDECENTI E SOLUZIONI AL RIBASSO
Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano consiglieri regionali radicali
'Sul diritto di accesso all'edilizia popolare per gli extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia, si è consumata nella scorsa notte a Palazzo Lascaris una deprimente commedia degli equivoci. L'assessore Botta ha difeso per almeno due ore dagli emendamenti dei radicali e dell'opposizione di sinistra un articolo della nuova legge sull'accesso all'edilizia popolare che cancellava di fatto il diritto degli immigrati, condizionandolo a 'condizioni di reciprocità' ovviamente inesistenti. Lo ha difeso dapprima sostenendo che il nuovo testo non cambiava la disciplina attualmente in vigore, poi, di fronte all'evidenza, riconoscendo di avere dovuto recepire una tassativa indicazione della Lega. Di fronte alle proteste, il Consiglio è stato sospeso per oltre un ora, e quindi, grazie anche alla mediazione del Presidente Ghigo (alla cui immagine moderata non avrebbe certamente giovato la difesa di una norma stupidamente estremista), la maggioranza ha ritirato il proprio articolo, sostituendolo con un testo che allunga (da uno a tre anni) il periodo di soggiorno e di lavoro in Italia che dà diritto all'accesso alle case popolari per gli extracomunitari.
La sintesi fra la fumisteria democristiana dell'assessore (che faceva finta di niente) e l'estremismo propagandistico della Lega (che faceva la faccia feroce) aveva prodotto un boccone avvelenato. Ora, nella nuova versione, rimane immangiabile, ma si è almeno posto rimedio ad una indecente e generalizzata discriminazione.
Peraltro, alla 'destra liberale' non dovrebbe sfuggire che la disponibilità degli alloggi, oltre a costituire un ordinario diritto di cittadinanza, che dovrebbe essere riconosciuto in condizioni di parità a tutti i contribuenti (italiani o extracomunitari), costituisce un formidabile fattore di integrazione della manodopera immigrata, e un fattore di stabilità e di efficienza di un mercato del lavoro che alla manodopera immigrata deve sempre più massicciamente ricorrere. Ma a questa destra non interessa, a quanto pare, governare; le è sufficiente tradurre in legge i proclami dei suoi indocili 'azionisti di minoranza'.
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