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5/10/04 VERCELLI/RADICALI: GIUNTA REGIONALE DISINTERESSATA A CORRETTO FUNZIONAMENTO ENTI LOCALI LASSESSORE REGIONALE LARATORE HA NON RISPOSTO A INTERPELLANZA RADICALE SU MODALITA CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE DI VERCELLI. Questa mattina, in Consiglio Regionale, Giovanni Laratore (Assessore regionale alle Autonomie Locali) ha risposto allinterpellanza presentata il 10 maggio scorso dal gruppo consiliare radicale sulla legittimità delle modalità di convocazione del Consiglio Comunale di Vercelli: a partire dal 19 dicembre 2001, tale Consiglio è stato convocato con un avviso simultaneo di doppia convocazione; la prima (fissata alle ore 8:00 antimeridiane di giorno feriale) è stata di norma disertata dal Sindaco e dai consiglieri comunali di maggioranza, in modo tale da essere invalidata per mancanza del numero legale; in seconda convocazione è stato invece fatto valere il Testo Unico sullordinamento degli enti locali del 1915, che permette di deliberare con la presenza di soli quattro consiglieri. Il Testo Unico del 2000 stabilisce che tale procedura si applica solamente fino alladozione delle modifiche previste nel suddetto T.U.; la maggioranza che ha governato Vercelli fino alle elezioni del giugno scorso ha risolto brillantemente il problema non dotandosi di un nuovo Statuto Comunale conforme alle disposizioni del Testo Unico. LAssessore Laratore si è limitato a rispondere che la Regione non ha più competenza in ordine al controllo di legittimità sugli atti adottati dal Comune e a prospettare astrattamente due soluzioni: il ricorso al Difensore Civico regionale o, più efficace, lintervento del Ministero dellInterno che sancisca lo scioglimento del Consiglio comunale per gravi e persistenti violazioni di legge. Laratore, in conclusione, ha dichiarato che vista la recente tornata elettorale, il problema non possa che essere rimesso alle valutazioni della nuova Amministrazione comunale. Carmelo Palma (presidente gruppo consiliare radicale) ha dichiarato: E la terza volta che ci rivolgiamo a Laratore per chiedere un suo intervento rispetto a patenti violazioni dellordinamento delle autonomie locali. Rispetto alla mancata indizione di un referendum comunale sul cambio di comunità montana a Murazzano (Cn), gli consegnammo addirittura copia delle 120 firme autenticate necessarie e sufficienti per indire la consultazione; per tutta risposta, Laratore non mosse ciglio e permise che tale cambio di comunità avvenisse e che il referendum non si tenesse. Sulla scorta del caso Murazzano, chiedemmo allAssessore di fare una ricerca sullattuazione degli strumenti di democrazia diretta nei comuni piemontesi, previsti e imposti dalla normativa nazionale; Laratore ci rispose che tale ricerca sarebbe stata unindebita ingerenza nellattività delle amministrazioni comunali. Oggi recepiamo la sua ennesima non risposta sul caso di Vercelli, il cui Consiglio Comunale è stato convocato per quattro anni con modalità degne di un condominio, tartufescamente appese ad una interpretazione estensiva di una normativa vecchia di un secolo, e con un fondamento giuridicamente più che dubbio e istituzionalmente più che sconcio. E in tutto questo, nonostante le richieste degli interpellanti, lamministrazione vercellese non è stata neppure disturbata da una richiesta di chiarimenti da parte della Regione. Il problema, a tutta evidenza, non è lAssessore. E la Giunta, nel suo complesso, a ritenere che lassenza di una competenza diretta, di carattere giuridico, sul funzionamento degli enti locali giustifichi un assoluto e complice disinteresse istituzionale su ogni tipo di gestione fai da te. E non ci resta che appellarci anche noi alla nuova amministrazione comunale di Vercelli, affinché ponga fine a una prassi che mortifica il ruolo dei consiglieri e umilia lattività del Consiglio. Palma (348/5335301) Torna su |
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| Torino,
4 giugno 2004 ALESSANDRIA/ESPONENTE RADICALE INVIA AL SINDACO BOZZA DI REGOLAMENTO ATTUATIVO DEL REFERENDUM COMUNALE: QUATTRO ANNI DATTESA MI SEMBRANO PIU CHE SUFFICIENTI ..." Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani), candidato alle Europee della Lista Emma Bonino, ha inviato oggi al sindaco di Alessandria, Mara Scagni, una bozza di Regolamento attuativo del Referendum comunale. Ricordiamo che lo Statuto del Comune di Alessandria, approvato il 26 giugno 2000, prevede (art. 12) la possibilità di indizione di referendum comunali (abrogativi o consultivi): Le modalità di ammissione e svolgimento del referendum sono disciplinate da Regolamento. A quattro anni di distanza, il Comune di Alessandria non ha ancora adottato il Regolamento del Referendum. Manfredi ha spiegato così la sua iniziativa: Da tre anni il sindaco del mio comune di origine, Murazzano (Cn), impedisce lindizione di un referendum consultivo su cui sono state raccolte tutte le firme necessarie. Una delle scuse avanzate dal primo cittadino è stata quella che mancava il regolamento di attuazione del referendum che il comune avrebbe dovuto adottare da dieci anni! Proprio per smascherare la malafede del sindaco ho predisposto una bozza di regolamento e glielho inviata; i cittadini di Murazzano attendono ancora oggi di poter esprimersi sul referendum Non vorrei che il caso Murazzano si ripetesse in un contesto ben più importante quale è quello di Alessandria; per questo ho ritenuto di utilizzare lesperienza e il lavoro già fatti, mettendolo a disposizione del sindaco e dellamministrazione comunale; si tratta di una piccola cosa ma non è anche così che si favorisce quella partecipazione popolare invocata sempre, soprattutto a sinistra specie sotto elezioni?!. Manfredi (348/5335305) Torna su |
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| Torino,
14 gennaio 2004 REFERENDUM MURAZZANO/IL TAR HA RESPINTO LA RICHIESTA DI SOSPENSIVA DEL DECRETO REGIONALE SUL CAMBIO DI COMUNITA MA LA CAUSA PRINCIPALE RESTA ANCORA APERTA. Nella seduta del 17 dicembre scorso, la 2^ sezione del TAR del Piemonte ha respinto la richiesta di sospensiva del Decreto del Presidente della Giunta Regionale del Piemonte (DPGR 14/08/03, n. 99) che ha sancito linserimento del Comune di Murazzano (Cn) nella Comunità Montana Alta Langa. La richiesta di sospensiva era stata avanzata da Giorgio Masante e Paolo Bracco (consiglieri comunali di Murazzano), assistiti dallavvocato Alberto Ventrini; tale richiesta faceva parte del ricorso complessivo contro il decreto suddetto, sul quale il TAR deve ancora pronunciarsi. Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: La richiesta di sospensiva era lunico modo per cercare di bloccare subito un provvedimento che, secondo noi, è in contrasto con lart. 34 della legge regionale n. 19 del 2003, che sancisce che nei comuni in cui la delibera comunale di cambio di comunità montana sia sottoposta a referendum la Giunta regionale è autorizzata ad adottare gli atti conseguenti alla richiesta dellamministrazione comunale solamente dopo la tenuta della consultazione referendaria. Visti i tempi della giustizia amministrativa, il ricorso vero e proprio, che rimane comunque in piedi, rischia di essere deciso fra anni, quando linteresse dei ricorrenti sarà ormai affievolito. Ormai, il vero verdetto sulla questione è demandato ai cittadini di Murazzano, che, fra cinque mesi, alle elezioni comunali, dovranno valutare se ridare fiducia a un sindaco e a una maggioranza consiliare che hanno considerato le firme autenticate di 120 murazzanesi (che richiesero, esattamente tre anni fa, un referendum consultivo sul cambio di comunità montana deciso dallamministrazione comunale) pura e semplice carta straccia. Come radicali, non parteciperemo alle elezioni comunali, ma sicuramente, in quelloccasione, cercheremo dinformare tutti i murazzanesi sullalto concetto che il loro sindaco attuale ha della partecipazione popolare e della democrazia diretta. Unultima precisazione: la stampa locale ha scritto che il comitato promotore del referendum è presieduto dal radicale Giorgio Masante; non ci risulta che Masante sia radicale e non ha sicuramente in tasca la tessera radicale. Certo, ci rendiamo conto che è difficile pensare - in un contesto in cui la partitocrazia ha occupato qualsiasi posto e poltrona nelle regioni, nelle città e nei paesi più sperduti - che una forza politica abbia in questi tre anni bussato a tutte le porte (prefetto, difensore civico regionale, consiglio regionale, presidente Ghigo e assessori Vaglio e Laratore, TAR) solamente per difendere il buon diritto dei cittadini murazzanesi a veder indetto il referendum e non già per avere qualche tornaconto, per difendere e proteggere gli amici ma è andata proprio così, siamo stati leccezione che conferma la regola!. Torino, 14 gennaio 2004 Mellano (348/5335302) Manfredi (348/5335305) Tutta la documentazione sul caso Referendum Murazzano è disponibile su: www.grupporadicalipiemonte.it/indicetematico/referendum.html Torna su |
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| Terni,
13 ottobre 2003 INIZIATIVA DEI RADICALI DI TERNI PER IL RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ STATUTARIA DEL COMUNE I Radicali ternani hanno inviato una nota al Segretario Generale del Comune di Terni, al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, al Presidente della Commissione consiliare per la revisione dello Statuto ed ai Capi dei gruppi presso il Consiglio comunale perché rimuovano rapidamente una situazione di oggettiva violazione della legalità statutaria. A tuttoggi, infatti, parti essenziali dello Statuto comunale, poste a garanzia dei diritti civili e politici dei cittadini, nel loro rapporto con lamministrazione comunale (difensore civico, partecipazione popolare), sono lettera morta. In particolare i Radicali richiamano lattenzione sugli istituti di partecipazione e sullimpossibilità di attivare concretamente liniziativa popolare nelle forme previste dallo Statuto, a causa dellinerzia nellapprovazione del nuovo regolamento sugli istituti di partecipazione. CIRCOLO RADICALE ERNESTO ROSSI Torna su |
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| Torino,
9 ottobre 2003 REFERENDUM MURAZZANO/NON E FINITA OGGI I PROMOTORI HANNO PRESENTATO RICORSO AL TAR CONTRO IL DECRETO REGIONALE CHE HA SANCITO IL CAMBIO DI COMUNITA, CALPESTANDO LA LEGGE E LE FIRME DEI CITTADINI. Questa mattina, Giorgio Masante e Paolo Bracco (consiglieri comunali di Murazzano, promotori del referendum consultivo sul cambio di comunità montana) hanno presentato, tramite lavvocato radicale Alberto Ventrini, formale ricorso al TAR per chiedere lannullamento del Decreto del Presidente della Giunta Regionale (n. 99 del 14/08/03) che ha sancito il passaggio di Murazzano dalla Comunità Montana di Ceva alla Comunità Montana Alta Langa. Il decreto impugnato viola palesemente lart. 34 comma 6 del Testo unico delle leggi sulla montagna (legge reg. 2/07/99, n. 16) che recita: Nel caso in cui alla data di entrata in vigore della presente legge la deliberazione di unamministrazione comunale relativa al passaggio ad altra comunità montana sia sottoposta a referendum la Giunta regionale è autorizzata ad adottare gli atti conseguenti alla richiesta dellamministrazione comunale solamente dopo la tenuta della consultazione referendaria. Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: Abbiamo dato ancora una volta una mano a chi, con pochi mezzi e tanta buona volontà, si batte a Murazzano per far tenere un referendum chiesto, nel lontano gennaio 2001, da 120 cittadini. Dopo lapprovazione della legge sulla Montagna (con lemendamento citato, presentato dai consiglieri radicali), il sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, ha inviato in Regione due lettere in cui dichiara che a Murazzano non è in corso alcuna procedura referendaria. Non ci stupisce la pervicacia con cui il sindaco continua ad ostacolare in ogni modo la possibilità per i poveri suoi amministrati di dire la loro; per fortuna, le elezioni comunali sono vicine! Ci stupisce il fatto che il Presidente Ghigo e gli Assessori regionali alla Montagna (Vaglio) e alle Autonomie locali (Laratore) abbiano preso per Vangelo le parole del sindaco, quando avevano in mano copia delle 120 firme dei murazzanesi, debitamente autenticate e debitame nte timbrate dal Comune allatto del loro deposito (erano state inviate loro dal comitato promotore nel gennaio 2001 e dai consiglieri radicali il 7/04/03 e il 23/07/03). Per difendere concretamente listituto del referendum, con gli amici di Murazzano ci siamo rivolti in questi anni al Prefetto di Cuneo, al Difensore civico regionale, a consiglieri ed assessori regionali, al Presidente della Regione; ci auguriamo che il TAR sospenda il decreto impugnato e ristabilisca finalmente il diritto; ci sarà un giudice a Torino? N.B. Tutta la documentazione sul caso Murazzano è disponibile su: www.grupporadicalipiemonte.it/indicetematico/referendum.html Torna su |
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| AllAssessore
regionale alle Autonomie locali Giovanni Carlo Laratore Sua sede Torino, 23/07/03 Caro Assessore, facendo seguito al breve colloquio avuto con te ieri, in aula consiliare, sullannosa questione del referendum consultivo di Murazzano, ti invio, allegata alla presente, la lettera che inoltrammo, già nellaprile scorso, al Presidente Ghigo e al tuo collega Vaglio, con tutta la ricca documentazione attestante lesistenza palese di un Comitato promotore referendum, che attende da oltre due anni e mezzo che il Sindaco indica il referendum regolarmente richiesto. Per ulteriori approfondimenti, ti lascio i riferimenti dei rappresentanti del suddetto Comitato promotore: - sig. Riccardo Bracco (presidente comitato) frazione Rea n. 86/a 12060 Murazzano (Cn); - sig. Giorgio Masante (consigliere comunale) via Roma n. 168 12060 Murazzano (Cn) tel. . Rimanendo a disposizione per qualsiasi chiarimento, ti invio distinti saluti. Carmelo Palma Torna su |
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| Torino,
16 luglio 2003 REFERENDUM MURAZZANO/PASSA LEMENDAMENTO RADICALE: IL CAMBIO DI COMUNITA MONTANA AVVERRA SOLO DOPO LA TENUTA DEL REFERENDUM. RADICALI E COMITATO PROMOTORE: UNA VITTORIA DEI CITTADINI, IL SINDACO INDICA SUBITO IL REFERENDUM. Ieri sera, il Consiglio Regionale del Piemonte, in sede di approvazione della legge sulla montagna che rifedinisce i confini delle comunità montane, ha votato ed approvato a larghissima maggioranza (31 voti a favore, 1 contrario, 3 astenuti e 3 non partecipanti) il seguente emendamento, proposto dai consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano: Nel caso in cui, alla data di entrata in vigore della presente legge, la deliberazione di unamministrazione comunale relativa al passaggio ad altra comunità montana sia sottoposta a referendum la Giunta regionale è autorizzata ad adottare gli atti conseguenti alla richiesta dellamministrazione comunale solamente dopo la tenuta della consultazione referendaria . Bruno Mellano, Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Giorgio Masante (Comitato promotore referendum) hanno dichiarato: Ringraziamo i consiglieri regionali per aver approvato una proposta ragionevole e saggia, che tutela finalmente il diritto dei cittadini murazzanesi a veder indetto il referendum consultivo sul cambio di comunità montana (non vincolante per lAmministrazione comunale), da loro richiesto ben 30 mesi fa e che il sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, ha continuato a boicottare, adducendo la mancanza di un regolamento sui referendum che sarebbe stato suo dovere predisporre fin dallatto della sua elezione, nel giugno del 1999. Abbiamo preparato noi una bozza di regolamento e labbiamo depositata in Comune; ci siamo appellati al Difensore civico regionale, che è riuscito, dopo varie lettere, a costringere il Consiglio Comunale di Murazzano ad approvare il regolamento (ed è stato, per questi suoi interventi a difesa della legalità, accusato dal Sindaco di fare gli interessi del partito radicale); abbiamo inviato al Presidente della Regione Piemonte copia di ben nove documenti da cui risulta in modo inequivocabile che è in atto a Murazzano una procedura referendaria, ai sensi delle leggi vigenti; nonostante tutto questo, la via al referendum era ancora sbarrata e solo il voto di ieri sera permette di sperare nel buon fine di una vicenda che dimostra quanta fatica costa, nellItalia del 2003, assicurare il più semplice dei diritti. Il 27 luglio il Sindaco di Murazzano riaprirà la Torre, simbolo del paese, sbarrata ai cittadini da trentanni; lo invitiamo, in quella occasione, ad annunciare lindizione del referendum, riaprendo gli strumenti della democrazia diretta, sbarrati ai murazzanesi da ben undici anni, dallapprovazione dello Statuto Comunale.. Mellano (348/5335302) Manfredi (348/5335305) Masante (339/7982063) N.B. Tutta la documentazione sul caso Murazzano è disponibile su www.grupporadicalipiemonte.it (indice tematico: Referendum comunali) Torna su |
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Al Vice Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Pier Francesco Toselli Al Presidente del Gruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Valerio Cattaneo p.c. Al Coordinatore regionale di Forza Italia On. Guido Crosetto Torino, 11 luglio 2003 Oggetto: considerazioni sul caso Referendum consultivo a Murazzano. Cari amici, vorremmo ragionare con Voi in modo pacato sul tema in oggetto, per evitare che nella seduta di Consiglio di martedì prossimo si riproducano gli equivoci che hanno contraddistinto la seduta passata. Vorremmo, per intanto, ribadire i seguenti punti: 1) ci occupiamo da tre anni del caso Murazzano perché il Comitato promotore del referendum (organizzato da consiglieri comunali che sicuramente non fanno riferimento al nostro partito) ci chiese una mano per affermare il suo buon diritto a veder indetto un referendum su cui aveva raccolto le firme previste, a norma di legge e dello Statuto allora vigente; il nostro aiuto al Comitato promotore è del tutto disinteressato e, per così dire, "giuridico-istituzionale"; qualsiasi illazione su presunte mire elettorali del nostro collaboratore e militante radicale Giulio Manfredi sono destituite di ogni fondamento (prova ne sia che Manfredi, nativo di Murazzano, ha spostato recentemente la propria residenza da Murazzano a Torino); 2) la nostra iniziativa è, pertanto, in difesa degli istituti di partecipazione popolare previsti dalla legge; non abbiamo mai preso posizione sul merito del referendum per il semplice fatto che non riteniamo di doverci esprimere se non per cercare di permettere ai diretti interessati, i cittadini residenti a Murazzano, di esprimersi; 3) non riusciamo a comprendere lopposizione del sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, alla tenuta di una consultazione popolare puramente consultiva, non vincolante lAmministrazione Comunale; siamo convinti che se il sindaco avesse indetto regolarmente il referendum nella primavera del 2001 - anziché procedere all'approvazione di un regolamento di attuazione e di una modifica statutaria finalizzata a vanificare ex post (e quindi retroattivamente) la validità della raccolta firme - avrebbe avuto buone probabilità di far prevalere la propria posizione, si sarebbe risparmiato tre anni di pubblicità non proprio positiva, avrebbe impedito il crearsi di contrapposizioni sterili e nocive per lintera comunità locale; 4) per superare loggettiva impasse, abbiamo proposto un emendamento (allegato) che, a parer nostro, sbocca la situazione, tutelando le posizioni di tutte le parti: la legge in discussione recepisce il ritorno di Murazzano nella Comunità Alta Langa, secondo le decisioni dell'amministrazione comunale; la Giunta Regionale, prima di adottare il decreto di riordino, avrà tutti gli elementi per valutare se nel Comune di Murazzano è in atto (come sostiene il comitato promotore) o meno (come sostiene il Sindaco Manfredi) un procedimento referendario; le parti in causa potranno adire il TAR regionale se si riterranno lese dalla decisione della Giunta Regionale. Quanto questa proposta sia misurata e di mediazione è confermato dal fatto che è stata accettata dalla Giunta Regionale, che ha già annunciato in aula il voto favorevole al nostro emendamento. In conclusione, riteniamo di aver agito, anche in questoccasione, con lealtà, trasparenza e spirito di collaborazione, doti che ci avete riconosciuto in tante altre occasioni (non ultima, la durissima battaglia condotta insieme e vinta insieme sui buoni scuola). Vorremmo che lealtà, trasparenza e spirito di collaborazione improntassero anche i nostri futuri rapporti, a partire dalle prossime riunioni del Consiglio Regionale. In attesa di un Vostro cortese cenno di riscontro, Vi inviamo cordiali saluti. Carmelo Palma Bruno Mellano Torna su |
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| Al Presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo AllAssessore regionale alla Montagna Roberto Vaglio Torino, 14 aprile 2003 Oggetto: trasmissione documentazione inerente procedura Referendum consultivo in atto nel Comune di Murazzano (Cn). Caro Presidente, caro Assessore, ci permettiamo di inviarvi in allegato la ricca documentazione in oggetto, da cui si evince in modo inequivoco lavvenuta costituzione, a Murazzano, di un Comitato promotore del referendum consultivo (pertanto non vincolante lAmministrazione Comunale) sul cambio di Comunità Montana e lesistenza tuttora attuale della richiesta referendaria, purtroppo non soddisfatta a due anni e mezzo dal suo inoltro. In ordine cronologico, la documentazione suddetta è composta da: 1) 2 gennaio 2001: lettera al Sindaco di Murazzano (protocollata) in cui i consiglieri comunali Giorgio Masante e Paolo Bracco comunicano linizio della raccolta firme autenticate per il Referendum Consultivo Comunale; 2) 20 gennaio 2001: lettera dei due consiglieri comunali suddetti (a Presidente Regione e Assessore alla Montagna; per conoscenza a Presidente Comunità Montana e a Sindaco di Murazzano), protocollata, con allegati 14 fogli contenenti n. 120 firme autenticate di cittadini murazzanesi (oltre il 15% degli aventi diritto, ai sensi dell57, comma 3, dello Statuto Comunale allora vigente, allegato); è significativo rilevare come ciascun foglio rechi il quesito referendario con il preciso riferimento sia allart. 8 della L. 267/2000 (Testo Unico sugli Enti Locali, Partecipazione popolare, previsione di referendum comunali negli statuti comunali) sia al suddetto art. 57 dello Statuto Comunale; 3) 27 gennaio 2001: lettera del sindaco di Murazzano ai due consiglieri comunali suddetti, in cui lavv. Giorgio Manfredi si adonta di essere stato investito per conoscenza e non già per competenza della richiesta referendaria (basterebbe già questa lettera a dimostrare la consistenza formale e giuridica del comitato promotore); 4) 30 gennaio 2001: lettera del sindaco di Murazzano (a Presidente Regione e Assessore alla Montagna; per conoscenza a Presidente Comunità Montana Valli Mongia Cevetta e Langa Cebana) alloggetto Richiesta di referendum consultivo presentata da due Consiglieri Comunali di Murazzano ; è utile rilevare come il sindaco affermi che è giunta notizia al sottoscritto di una raccolta di firme delle quali non vi è traccia in Comune (strano, poiché ciascun foglio contenente le firme autenticate riporta il timbro del Comune con data 20 gennaio 2001); è utile anche rilevare come il sindaco, oltre a prodursi in una disamina giuridica del tutto ultronea, alla fine affermi che il referendum non si può fare per la mancanza del regolamento di attuazione (previsto dal suddetto art. 57 dello Statuto) senza nulla dire sulla necessità che il Consiglio Comunale adotti tale regolamento a dieci anni dallentrata in vigore dello Statuto Comunale; 5) 11 aprile 2001: verbale di deliberazione del Consiglio Comunale di Murazzano in cui è dibattuta e respinta la richiesta da parte di 4 consiglieri comunali di indizione del referendum consultivo in oggetto; è utile rilevare come dal verbale risulti espressamente che il Consiglio Comunale è stato convocato ai sensi dellart. 39, comma 2, del D.Lgs. 267/2000 citato (Testo Unico sugli Enti Locali); pertanto, lesito della votazione nulla incide sulla procedura referendaria, promossa, invece, ai sensi dellart. 8 del suddetto Testo Unico (si richiama a fortiori il testo dellart. 57, comma 3, dello Statuto Comunale: 3. Liniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio comunale o da un numero di elettori pari al 15% dellintero corpo elettorale.); 6) 1° giugno 2001: verbale di deliberazione del Consiglio Comunale di Murazzano in cui è nuovamente dibattuta e respinta la richiesta da parte di 4 consiglieri comunali di indizione del referendum consultivo in oggetto; valgono le stesse considerazioni enunciate nel punto precedente; 7) 1° luglio 2002: processo verbale della III Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte, relativo a consultazioni di vari soggetti fra cui i rappresentati del Comitato spontaneo di Murazzano per il referendum consultivo e il sindaco di Murazzano, il quale ribadisce che lo statuto del Comune di Murazzano non ha alcun regolamento che possa disciplinare lindizione di un referendum; in tale occasione il sig. Riccardo Bracco (Presidente del Comitato Spontaneo Pro Langa Cebana) deposita una memoria scritta in cui si richiede nuovamente lindizione del referendum; 8) 8 ottobre 2002: il sig. Riccardo Bracco, presidente del Comitato Spontaneo Pro Langa Cebana, presenta alla segreteria del Comune di Murazzano una Proposta di regolamento sul referendum consultivo; 9) 2 aprile 2003: lettera del Difensore Civico Regionale, Dr. Bruno Brunetti, in cui lo stesso dichiara il non luogo a provvedere rispetto alliter referendario, una volta ottenuta dallAmministrazione Comunale di Murazzano lemanazione del regolamento sul referendum; qui importa sottolineare il passaggio della lettera in cui il Difensore Civico Regionale fa espresso riferimento alla proposta referendaria presentata in data 20.01.01 dal Comitato Murazzano leader (sulla quale) non risulta essere stata assunta alcuna determinazione da parte della Commissione tecnica . Sperando che i dati forniti siano esaustivi, e rimanendo disponibili per qualsiasi chiarimento o approfondimento, inviamo distinti saluti. Carmelo PALMA Bruno MELLANO Torna su |
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| Al Presidente Regione Piemonte Enzo Ghigo Al Presidente Consiglio Regionale del Piemonte Roberto Cota Ai Presidenti Gruppi Consiglio Regionale del Piemonte Torino, 17 marzo 2003 Oggetto: trasmissione copia lettera del sindaco di Murazzano (Cn) al difensore civico regionale. Egregi Presidenti, trasmettiamo, allegata alla presente, la missiva inviata il 24 febbraio scorso dal sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, al difensore civico regionale, dr. Bruno Brunetti; Vi sottolineiamo il passaggio finale (" Le chiediamo di comunicarci di quale soggetto Ella è portatore di interesse e cioè se di un Comitato di cittadini di Murazzano ovvero di Consiglieri comunali ovvero del Partito Radicale."). La grave mancanza di rispetto nei confronti delle funzioni svolte dal difensore civico (ai sensi della L.R. 50/81) è solo l'ultimo atto di una vicenda che si trascina dal gennaio 2001, quando fu deposita a Murazzano, in segreteria comunale, una richiesta di referendum consultivo (sottoscritta da 120 murazzanesi) sul cambio di comunità montana, ai sensi dell'art. 8 del D.Lgs. 267/2000 (Testo Unico sugli enti locali) e dell'art. 57 dello Statuto comunale (come correttamente riportato su ciascuno dei moduli di raccolta firme depositati in Comune). Il sindaco fece presente allora che il referendum non si poteva fare per la mancanza del "regolamento sul referendum", previsto dallo Statuto Comunale approvato nel 1992 (!). Per agevolare il lavoro di predisposizione del regolamento suddetto, il gruppo consiliare radicale predispose un testo-base che fece depositare presso la segreteria comunale di Murazzano dai promotori del referendum. Persistendo la non volontà dell'Amministrazione Comunale di predisporre tale documento, nell'ottobre 2002 presentammo un esposto al difensore civico regionale, chiedendogli di intervenire, ai sensi dell'art. 136 D.Lgs. 267/2000, per far adottare finalmente dal Consiglio Comunale di Murazzano il regolamento suddetto, "atto obbligatorio per legge". A seguito del pronto interessamento del difensore civico, a fine novembre, il Consiglio Comunale approvò sia tale regolamento sia un nuovo Statuto Comunale ( che ha, tra l'altro, raddoppiato il numero delle firme necessarie per indire referendum). Dopo di allora, nonostante ripetuti solleciti del difensore civico, l'Amministrazione Comunale di Murazzano non ha dato corso agli adempimenti previsti dal regolamento di attuazione del referendum (nomina di una Commissione Tecnica per la verifica delle firme presentate, passaggio al Consiglio Comu nale per il controllo di legittimità, indizione del referendum). Il Sindaco di Murazzano continua a far riferimento, nelle sue repliche al difensore civico, alle deliberazioni assunte da due Consigli Comunali convocati nell'aprile e nel giugno 2001 in base all'art. 39, comma 2, del D.Lgs. 267/2000, debitamente richiamato nei verbali consiliari ("Il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio quando lo richiedano un quinto dei consiglieri"). E' del tutto evidente la separazione fra i procedimenti previsti rispettivamente dagli artt. 8 e 39 del Testo Unico sugli Enti Locali: l'art. 8 (partecipazione popolare) prevede che gli Statuti Comunali "possano prevedere referendum su richiesta di un adeguato numero di cittadini" (nel caso in oggetto, i 120 cittadini murazzanesi); l'art. 39 prevede che un certo numero di consiglieri comunali possa far convocare il consiglio comunale. Nel caso in oggetto, i consiglieri comunali di minoranza, che avevano raccolto le firme sul referendum consultivo, d i fronte all'opposizione del Sindaco decisero di investire della questione il Consiglio Comunale; il fatto che la loro richiesta di indire un referendum sia stata respinta, del tutto legittimamente, in due occasioni dal Consiglio non inficia assolutamente il meccanismo referendario innescato con il deposito in Comune delle firme dei cittadini nel gennaio 2001; prova ne sia che l'art. 57, comma 3, dello Statuto Comunale di Murazzano del 1992 prevede espressamente che "l'iniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio Comunale o da un numero di elettori pari al 15% dell'intero corpo elettorale" (l'art. 47, comma 3, del nuovo Statuto Comunale ha ripreso pari pari tale formulazione, salvo aver portato la percentuale di firme al 30% "per evitare iniziative affrettate e prive di adeguato sostegno popolare", come, a scanso di equivoci, è scritto nel verbale consiliare del 29/11/02). Come potete constatare, si tratta di una vicenda complessa ma chiara per chi vuole fare chiarezza e ottenere il rispetto della legge; è del tutto evidente, invece, che il sindaco di Murazzano ha assunto fin dal primo momento, due anni fa, un atteggiamento di chiusura radicale alla proposta refendaria, davanti al quale noi non possiamo che ribadire la richiesta al difensore civico regionale di nominare un commissario ad acta che compia tutti gli adempimenti previsti dalla legge, dallo Statuto Comunale e dal regolamento di attuazione del referendum, ai sensi dell'art. 136 D.Lgs. 267/2000. Ribadiamo, altresì, quello che speriamo molti di Voi reputino già per assodato, sulla scorta della nostra attività consiliare; ci siamo sempre mossi non "nell'interesse del Partito Radicale" ma nell'interesse del risp etto della legge e del d iritto; se questo è vero per noi, tanto più è vero per quanto concerne l'operato del difensore civico regionale. Confidando in un cortese cenno di riscontro, inviamo distinti saluti. Bruno Mellano Carmelo Palma Torna su |
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17 marzo 2003 REFERENDUM MURAZZANO OVVERO QUANDO L'ARROGANZA NON HA LIMITI: IL SINDACO DI MURAZZANO HA CHIESTO AL DIFENSORE CIVICO REGIONALE SE FA GLI INTERESSI DEL PARTITO RADICALE! I RADICALI, CHE HANNO INCONTRATO IL PREFETTO DI CUNEO, TRASMETTERANNO LA LETTERA DEL SINDACO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE E A TUTTI I CAPIGRUPPO. In calce all'ennesima lettera con la quale elude con sofismi da Azzeccagarbugli la richiesta del difensore civico regionale (avv. Bruno Brunetti) di espletare le procedure per l'effettuazione del referendum comunale, il sindaco di Murazzano (avv. Giorgio Manfredi) così si rivolge al difensore civico: " Le chiediamo di comunicarci di quale soggetto Ella è portatore di interesse e cioè se di un Comitato di cittadini di Murazzano ovvero di Consiglieri comunali ovvero del Partito Radicale". Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali) hanno dichiarato: "Comprendiamo come uno come il sindaco di Murazzano che continua a negare da oltre due anni il diritto sacrosanto dei cittadini che amministra di esprimersi su un referendum consultivo (pertanto non vincolante per l'amministrazione) non possa credere che esista in Piemonte, dal 1981, un signore (il difensore civico regionale) nominato, con decreto del Presidente della Regione su designazione del Consiglio Regionale del Piemonte, "per tutelare il cittadino nell'ottenere dall'Amministrazione regionale (e dalle Amministrazioni pubbliche) quanto gli spetta di diritto" (art. 2 L.R. 50/81). La nostra comprensione finisce qui; invieremo copia della lettera del Sindaco di Murazzano al Presidente della Regione Piemonte, al Presidente del Consiglio Regionale, a tutti i capigruppo. Al difensore civico regionale chiederemo di dare attuazione all'art. 136 del Testo Unico sugli Enti locali, nominando un commissario ad acta nel Comune di Murazzano che provveda a tutti gli adempimenti relativi all'indizione del referendum consultivo. All'arroganza dimostrata in tutta la vicenda dal sindaco di Murazzano si può e si deve rispondere solamente con i mezzi estremi previsti dalla legge a tutela di tutti i cittadini. Infine, esprimiamo apprezzamento al Prefetto di Cuneo per aver voluto approfondire con noi la questione di merito; il Prefetto, considerati i suoi limitati poteri in materia, si è rimesso alle decisioni del difensore civico; siamo anche noi convinti, come Lui, che l'avv. Brunetti saprà decidere nell'interesse di tutta la collettività." Mellano (348/5335301) La documentazione sulla vicenda del referendum di Murazzano (e in generale sul problema dei referendum comunali) è disponibile su www.grupporadicalipiemonte.it in "Referendum comunali". Torna su |
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19 febbraio 2003 REFERENDUM MURAZZANO: IL SINDACO CONTINUA A FARE L'AZZECCAGARBUGLI? I RADICALI CHIEDONO D'INCONTRARE SIA IL DIFENSORE CIVICO REGIONALE SIA IL PREFETTO DI CUNEO... E BLOCCHERANNO LA LEGGE DI RIORDINO DELLE COMUNITA' MONTANE FINCHE' IL REFERENDUM NON AVRA' LUOGO. Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno chiesto oggi al Prefetto di Cuneo, Dr. Mario Spanu, un incontro urgente sulla seguente questione di legalità: la mancata indizione del referendum comunale consultivo (sul cambio di comunità montana), richiesto nel gennaio 2001 da 120 cittadini elettori di Murazzano (oltre il 15% degli aventi diritto, a norma dello Statuto allora vigente). Analoga richiesta d'incontro è stata inoltrata nei giorni scorsi al Difensore Civico della Regione Piemonte, avv. Bruno Brunetti. Mellano e Manfredi hanno dichiarato: "Due anni fa il Sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, affermò che il referendum non si poteva fare perché mancava il regolamento di attuazione (previsto dallo Statuto comunale approvato nel 1992 e mai adottato); passato un anno e mezzo e verificata la non volontà da parte dell'Amministrazione comunale di approvare tale regolamento, siamo ricorsi al Difensore Civico regionale, grazie ai cui solleciti il Consiglio Comunale di Murazzano ha finalmente approvato un nuovo Statuto e il regolamento per i referendum (particolare rivelatore: il sindaco si è cautelato da nuove richieste referendarie raddoppiando il numero delle firme necessarie: almeno il 30% degli aventi diritto!). Il Difensore Civico ha nuovamente sollecitato l'Amministrazione a far ripartire l'iter della richiesta referendaria, a norma di statuto e di regolamento (la richiesta deve essere esaminata da una Commissione Tecnica entro 30 giorni dal deposito del quesito, scadenza ampiamente scaduta!); il sindaco ha risposto che il referendum è già stato respinto dal Consiglio Comunale nella primavera del 2001 (dimostrando una capacità di applicare le regole da lui stesso redatte più consona ad Azzeccagarbugli che ad un avvocato affermato quale egli è). Abbiamo allora deciso di chiedere un incontro sia al difensore civico regionale sia al prefetto di Cuneo: al primo esprimeremo tutto il nostro apprezzamento per il lavoro svolto finora e gli chiederemo di continuare a richiedere il rispetto della legalità; al secondo chiederemo di intervenire, per quanto di sua competenza, al fine di sbloccare la situazione, memori di quanto il prefetto fece quando lo interessammo dei casi "Vincenzo Tomatis" e " Giampiero Pepino" (il primo, consigliere regionale, ricopriva anche la carica di sindaco di Villanova Mondovì mentre il secondo, Presidente del Parco Alpi Marittime, ricopriva anche la carica di sindaco di Entracque, incompatibilità patenti ai sensi di legge) D'altra parte, annunciamo fin d'ora che bloccheremo in tutti i modi l'iter di approvazione della legge regionale di riordino delle comunità montante finchè i cittadini di Murazzano non potranno esprimersi sull'oggetto del referendum; abbiamo in passato utilizzato lo strumento dell'ostruzionismo non in maniera selvaggia (come altri gruppi consiliari hanno fatto) ma solo quando erano in gioco lesioni evidenti di diritti costituzionali; ci pare che il "caso Murazzano" sia uno di questi." Mellano (348/5335302) Manfredi (348/5335305) Torna su |
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9 gennaio 2003 Giulio
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9 gennaio 2003 Giulio
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3 dicembre 2002 REFERENDUM A MURAZZANO: VENERDI' SCORSO IL CONSIGLIO COMUNALE HA APPROVATO IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEL REFERENDUM COPIANDO QUELLO PREPARATO DAI RADICALI E PRESENTATO DAL COMITATO PROMOTORE! IL "CASO MURAZZANO" FA SCUOLA ANCHE IN SICILIA Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato: "Venerdì 29 novembre il Consiglio Comunale di Murazzano ha approvato il regolamento di attuazione del referendum, mancante da dieci anni, ricopiando praticamente il documento da noi predisposto e presentato in Comune dal Comitato Promotore del referendum consultivo sul cambio di Comunità Montana. L'intervento del Difensore Civico Regionale, da noi richiesto un mese fa, è stato determinante per sbloccare la situazione; ora è possibile arrivare al voto referendario entro la primavera del 2003. La soddisfazione per il risultato acquisito (non per noi ma per tutti i cittadini) non può esimerci dal rilevare che il Sindaco di Murazzano ha voluto cautelarsi da futuri "disturbatori della quiete pubblica", introducendo una modifica allo Statuto che alza il quorum delle firme necessarie all'indizione del referendum al 30% degli aventi diritto (prima era il 15%); per darvi un'idea, sarebbe come se per indire un referendum abrogativo nazionale servissero 13 milioni di firme (ne occorrono 500.000) e per indire un referendum abrogativo regionale servisse 1 milione di firme (ne occorrono 80.000, un'enormità comunque). Del resto, tutto il mondo è paese; siamo stati contattati da cittadini di Menfi (Agrigento) che hanno promosso anch'essi un referendum consultivo, boicottato dal sindaco; nella loro lotta per affermare la democrazia diretta nel loro comune si sono giovati dei nostri documenti riguardanti Murazzano, prendendoli dal sito del gruppo consiliare radicale (www.grupporadicalipiemonte.it). Comitati promotori di tutta Italia, unitevi!" Per ulteriori informazioni: 348/5335302 (Mellano) 348/5335305 (Manfredi) Torna su |
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c.a attenzione del Dr. Bruno Brunetti Difensore Civico della Regione Piemonte Sua SedeTorino, 10 ottobre 2002 Oggetto: mancata indizione di referendum consultivo nel Comune di Murazzano (Cn). Egregio Dottore, i sottoscritti Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (membro Comitato Nazionale Radicali Italiani), residente in Murazzano (Cn), via Roma n. 63, fanno presente quanto segue: 1) Lo Statuto del Comune di Murazzano è stato pubblicato sul B.U.R.P. del 3 aprile 1992 (3° Supplemento straordinario al n. 14). Ne riportiamo i seguenti stralci: a) art. 56 (Istanze, petizioni e proposte), commi 4 e 5: "4. L'autenticazione delle firme avviene a norma delle disposizioni del regolamento sui referendum di cui al successivo art. 57. 5. Sono escluse dall'esercizio del diritto d'iniziativa le seguenti materie: a) tributi e bilancio; b) espropriazione per pubblica utilità; c) designazioni e nomine."; b) art. 57 (Referendum consultivi): "1. Per consentire l'effettiva partecipazione dei cittadini all'attività amministrativa è prevista l'indizione e l'attuazione di referendum consultivi tra la popolazione comunale in materie di esclusiva competenza locale. 2. Sono esclusi dal referendum i casi indicati nell'articolo precedente, ultimo comma e, per 5 anni, le materie già oggetto di precedenti referendum con esito negativo. 3. L'iniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio comunale o da un numero di elettori pari al 15% dell'intero corpo elettorale. 4. Presso il Consiglio comunale agirà una apposita commissione, disciplinata dal regolamento, cui viene affidato il giudizio tecnico di ammissibilità dei referendum proposti dai cittadini, procedendo: - alla verifica della regolarità della presentazione e delle firme; - all'ammissibilità per materia considerate le limitazioni del precedente 2° comma e al riscontro della comprensibilità del quesito referendario. 5. Ultimata la verifica entro 30 giorni dalla presentazione del quesito referendario, la commissione ne presenta una relazione al Consiglio comunale. 6. Il Consiglio, ove nulla osti, indirà il referendum, rimettendo gli atti alla Giunta comunale per la fissazione della data. 7. Nel caso in cui il Consiglio comunale, per motivi di legittimità, si pronunci per il rigetto della proposta referendaria o per il parziale accoglimento, dovrà assumere apposita deliberazione con la maggioranza assoluta dei propri componenti. 8. Le modalità operative per la consultazione referendaria formeranno oggetto di apposito disciplinare che, approvato dal Consiglio comunale, verrà successivamente depositato presso la segreteria a disposizione dei cittadini interessati. 9. Il referendum non sarà valido se non vi avrà partecipato oltre il 50% degli aventi diritto. 10. I referendum possono essere revocati e sospesi, previo parere dell'apposita commissione e con motivata deliberazione del Consiglio comunale assunta a maggioranza assoluta dei componenti, quando l'oggetto del loro quesito non abbia più ragion d'essere o sussistono degli impedimenti temporanei. 11. I referendum consultivi non possono aver luogo in coincidenza con altre operazioni di voto.". c) art. 66 (Norme transitorie e finali): "1. Il presente Statuto entra in vigore dopo aver ottemperato agli adempimenti di legge. Da tale momento cessa l'applicazione delle norme transitorie. 2. Il Consiglio approva entro 1 anno i regolamenti previsti dallo Statuto. Fino all'adozione dei suddetti regolamenti, restano in vigore le norme adottate dal Comune secondo la precedente legislazione che risultano compatibili con la legge e lo Statuto.". 2) Nel Supplemento ordinario N. 162/L alla G.U. serie generale n. 227 del 28 settembre 2000 è stato pubblicato il testo del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante: <<Testo unico delle leggi sull'ordinamento dgli enti locali>>. Ne riportiamo i seguenti stralci: a) Art. 7 (Regolamenti): "1. Nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dallo statuto, il comune e la provincia adottano regolamenti nelle materie di propria competenza ed in particolare per l'organizzazione e il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l'esercizio delle funzioni."; b) Art. 8 (Partecipazione popolare), commi 3 e 4: "3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini. 4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali."; c) Art. 136 (Poteri sostitutivi per omissione o ritardo di atti obbligatori), comma 1: "1. Qualora gli enti locali, sebbene invitati a provvedere entro congruo termine, ritardino o omettano di compiere atti obbligatori per legge, si provvede a mezzo di commissario ad acta nominato dal difensore civico regionale Il commissario ad acta provvede entro sessanta giorni dal conferimento dell'incarico."3) In data 20 gennaio 2001, un gruppo spontaneo di cittadini di Murazzano (Cn), denominatosi "Comitato Murazzano Leader" presentava presso la segreteria del Comune di Murazzano le firme autenticate di 120 elettori del paese in calce alla seguente richiesta di referendum consultivo: <<I sottoscritti Cittadini elettori del Comune di Murazzano chiedono, ai sensi dell'articolo 8 della Legge 267/2000 e 57 dello Statuto Comunale, che venga indetto ed attuato il Referendum Consultivo Comunale avente ad oggetto il seguente quesito: "Ritiene Lei opportuno che il Comune di Murazzano sia trasferito dalla Comunità Montana Valli Mongia Cevetta e Langa Cebana con sede a Ceva alla Comunità Montana Alta Langa con sede a Bossolasco?">>. 4) In data 30 gennaio 2001, il sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, inviava una lettera al Presidente della Regione Piemonte, all'Assessore Regionale alla Montagna, al Presidente della Comunità Montana Valli Mongia Cevetta e Langa Cebana e ai promotori del referendum consultivo, lettera nella quale, in base ad una serie di deduzioni ed osservazioni, dichiarava "improcedibile ed inammissibile" tale referendum, anche per la mancanza di un regolamento comunale in materia. 5) In data 11 aprile 2001, il Consiglio Comunale di Murazzano respingeva a maggioranza la proposta di deliberazione presentata da alcuni consiglieri comunali (ai sensi dell'art. 39, comma 2, del D.Lgs. 267/00), concernente l'ammissibilità del quesito referendario presentato. In data 1° giugno 2001, il Consiglio Comunale dii Murazzano respingeva a maggioranza la proposta presentata da alcuni consiglieri (ai sensi dell'art. 39, comma 2, del D.Lgs. 267/00) avente il seguente oggetto: "Revoca della delibera n. 25 del 3/08/2000 e indizione referendum popolare su tale argomento". Tutto ciò
premesso e considerato, i sottoscritti intendono esporLe le seguenti
considerazioni:
P.S. Alleghiamo
copia: Statuto Comune di Murazzano; comunicato stampa del 22/01/01 del
Comitato "Murazzano Leader"; lettera del Sindaco di Murazzano
del 30/01/01; verbali di deliberazione del Consiglio Comunale di Murazzano
dell'11 aprile 2001 e del 1° giugno 2001; "Proposta di regolamento
sul referendum consultivo" predisposta dal Gruppo Consiliare radicale
alla Regione Piemonte; "Approfondimento sulla disciplina dei referendum
degli enti locali" del Settore Commissioni Legislative del Consiglio
Regionale del Piemonte. |
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