Referendum comunali

VERCELLI/RADICALI: “GIUNTA REGIONALE DISINTERESSATA A CORRETTO FUNZIONAMENTO ENTI LOCALI” L’ASSESSORE REGIONALE LARATORE HA “NON RISPOSTO” A INTERPELLANZA RADICALE SU MODALITA’ CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE DI VERCELLI. [5 ottobre 2004]

ALESSANDRIA/ESPONENTE RADICALE INVIA AL SINDACO BOZZA DI REGOLAMENTO ATTUATIVO DEL REFERENDUM COMUNALE: “QUATTRO ANNI D’ATTESA MI SEMBRANO PIU’ CHE SUFFICIENTI ..." [4 giugno 2004]

REFERENDUM MURAZZANO/IL TAR HA RESPINTO LA RICHIESTA DI SOSPENSIVA DEL DECRETO REGIONALE SUL CAMBIO DI COMUNITA’… MA LA CAUSA PRINCIPALE RESTA ANCORA APERTA. [14 gennaio 2004]

INIZIATIVA DEI RADICALI DI TERNI PER IL RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ STATUTARIA DEL COMUNE [13 ottobre 2003]

REFERENDUM MURAZZANO/NON E’ FINITA … OGGI I PROMOTORI HANNO PRESENTATO RICORSO AL TAR CONTRO IL DECRETO REGIONALE CHE HA SANCITO IL CAMBIO DI COMUNITA’, CALPESTANDO LA LEGGE E LE FIRME DEI CITTADINI. [9 ottobre 2003]

All’Assessore regionale alle Autonomie locali Giovanni Carlo Laratore [23 luglio 2003]

REFERENDUM MURAZZANO/PASSA L’EMENDAMENTO RADICALE: IL CAMBIO DI COMUNITA’ MONTANA AVVERRA’ SOLO DOPO LA TENUTA DEL REFERENDUM. RADICALI E COMITATO PROMOTORE: “UNA VITTORIA DEI CITTADINI, IL SINDACO INDICA SUBITO IL REFERENDUM”. [16 luglio 2003]

Oggetto: considerazioni sul caso “Referendum consultivo a Murazzano”. [11 luglio 2003]

Oggetto: trasmissione documentazione inerente procedura Referendum consultivo in atto nel Comune di Murazzano (Cn). [14 aprile 2003]

Oggetto: trasmissione copia lettera del sindaco di Murazzano (Cn) al difensore civico regionale. [17 marzo 2003]

REFERENDUM MURAZZANO OVVERO QUANDO L'ARROGANZA NON HA LIMITI: IL SINDACO DI MURAZZANO HA CHIESTO AL DIFENSORE CIVICO REGIONALE SE FA GLI INTERESSI DEL PARTITO RADICALE! I RADICALI, CHE HANNO INCONTRATO IL PREFETTO DI CUNEO, TRASMETTERANNO LA LETTERA DEL SINDACO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE E A TUTTI I CAPIGRUPPO. [17 marzo 2003]

REFERENDUM MURAZZANO: IL SINDACO CONTINUA A FARE L'AZZECCAGARBUGLI? I RADICALI CHIEDONO D'INCONTRARE SIA IL DIFENSORE CIVICO REGIONALE SIA IL PREFETTO DI CUNEO... E BLOCCHERANNO LA LEGGE DI RIORDINO DELLE COMUNITA' MONTANE FINCHE' IL REFERENDUM NON AVRA' LUOGO. [19 febbraio 2003]

Integrazione del ricorso avente ad oggetto "Mancata indizione referendum consultivo nel Comune di Murazzano" [9 gennaio 2003]

REFERENDUM A MURAZZANO: VENERDI' SCORSO IL CONSIGLIO COMUNALE HA APPROVATO IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEL REFERENDUM… COPIANDO QUELLO PREPARATO DAI RADICALI E PRESENTATO DAL COMITATO PROMOTORE! IL "CASO MURAZZANO" FA SCUOLA ANCHE IN SICILIA… [3 dicembre 2002]

REFERENDUM COMUNALI: MANCATA INDIZIONE DI REFERENDUM CONSULTIVO DEL COMUNE DI MURAZZANO (CN) [10 ottobre 2002]

APPROFONDIMENTO SULLA DISCIPLINA DEI REFERENDUM DEGLI ENTI LOCALI [Documento in formato .rtf]

REFERENDUM COMUNALI: ISTRUZIONI PER L'USO [Documento in formato .rtf]

PROPOSTA DI REGOLAMENTO PER REFERENDUM COMUNALI [Documento in formato .rtf]

Torino, 5/10/04
VERCELLI/RADICALI: “GIUNTA REGIONALE DISINTERESSATA A CORRETTO FUNZIONAMENTO ENTI LOCALI”
L’ASSESSORE REGIONALE LARATORE HA “NON RISPOSTO” A INTERPELLANZA RADICALE SU MODALITA’ CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE DI VERCELLI.

 
Questa mattina, in Consiglio Regionale, Giovanni Laratore  (Assessore regionale alle Autonomie Locali) ha risposto all’interpellanza presentata il 10 maggio scorso dal gruppo consiliare radicale sulla legittimità delle modalità di convocazione del Consiglio Comunale di Vercelli: a partire dal 19 dicembre 2001, tale Consiglio è stato convocato con un avviso simultaneo di doppia convocazione; la prima (fissata alle ore 8:00 antimeridiane di giorno feriale) è stata di norma disertata dal Sindaco e dai consiglieri comunali di maggioranza, in modo tale da essere invalidata per mancanza del numero legale; in seconda convocazione è stato invece fatto valere il Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali del 1915, che permette di deliberare con la presenza di soli quattro consiglieri. Il Testo Unico del 2000 stabilisce che tale procedura si applica solamente fino all’adozione delle modifiche previste nel suddetto T.U.; la maggioranza che ha governato Vercelli fino alle elezioni del giugno scorso ha risolto brillantemente il problema non dotandosi di un nuovo Statuto Comunale conforme alle disposizioni del Testo Unico.
 
L’Assessore Laratore si è limitato a rispondere che “la Regione non ha più competenza in ordine al controllo di legittimità sugli atti adottati dal Comune” e a prospettare astrattamente due soluzioni: il ricorso al Difensore Civico regionale o, più efficace, l’intervento del Ministero dell’Interno che sancisca lo scioglimento del Consiglio comunale per gravi e persistenti violazioni di legge.
Laratore, in conclusione, ha dichiarato che “vista la recente tornata elettorale, il problema non possa che essere rimesso alle valutazioni della nuova Amministrazione comunale”.
 
Carmelo Palma (presidente gruppo consiliare radicale) ha dichiarato:
 
“E’ la terza volta che ci rivolgiamo a Laratore per chiedere un suo intervento rispetto a patenti violazioni dell’ordinamento delle autonomie locali. Rispetto alla mancata indizione di un referendum comunale sul cambio di comunità montana a Murazzano (Cn), gli consegnammo addirittura copia delle 120 firme autenticate necessarie e sufficienti per indire la consultazione; per tutta risposta, Laratore non mosse ciglio e permise che tale cambio di comunità avvenisse e che il referendum non si tenesse. Sulla scorta del “caso Murazzano”, chiedemmo all’Assessore di fare una ricerca sull’attuazione degli strumenti di democrazia diretta nei comuni piemontesi, previsti e imposti dalla normativa nazionale; Laratore ci rispose che tale ricerca sarebbe stata “un’indebita ingerenza”  nell’attività delle amministrazioni comunali.
Oggi recepiamo la sua ennesima non risposta sul caso di Vercelli, il cui Consiglio Comunale è stato convocato per quattro anni con modalità degne di un condominio, tartufescamente “appese” ad una interpretazione estensiva di una normativa vecchia di un secolo, e con un fondamento giuridicamente più che dubbio e istituzionalmente più che sconcio. E in tutto questo, nonostante le richieste degli interpellanti, l’amministrazione vercellese non è stata neppure disturbata da una “richiesta di chiarimenti” da parte della Regione.
Il problema, a tutta evidenza, non è l’Assessore. E’ la Giunta, nel suo complesso, a ritenere che l’assenza di una competenza diretta, di carattere giuridico, sul funzionamento degli enti locali giustifichi un assoluto e complice disinteresse istituzionale su ogni tipo di gestione “fai da te”.
E non ci resta che appellarci anche noi alla nuova amministrazione comunale di Vercelli, affinché ponga fine a una prassi che mortifica il ruolo dei consiglieri e umilia l’attività del Consiglio.”
 
Palma (348/5335301)
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Torino, 4 giugno 2004
ALESSANDRIA/ESPONENTE RADICALE INVIA AL SINDACO BOZZA DI REGOLAMENTO ATTUATIVO DEL REFERENDUM COMUNALE: “QUATTRO ANNI D’ATTESA MI SEMBRANO PIU’ CHE SUFFICIENTI ..."
 
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani), candidato alle Europee della Lista Emma Bonino, ha inviato oggi al sindaco di Alessandria, Mara Scagni, una bozza di “Regolamento attuativo del Referendum comunale”.
Ricordiamo che lo Statuto del Comune di Alessandria, approvato il 26 giugno 2000, prevede (art. 12) la possibilità di indizione di referendum comunali (abrogativi o consultivi): “Le modalità di ammissione e svolgimento del referendum sono disciplinate da Regolamento”.
A quattro anni di distanza, il Comune di Alessandria non ha ancora adottato il Regolamento del Referendum.
 
Manfredi ha spiegato così la sua iniziativa:
 
“Da tre anni il sindaco del mio comune di origine, Murazzano (Cn), impedisce l’indizione di un referendum consultivo su cui sono state raccolte tutte le firme necessarie. Una delle scuse avanzate dal primo cittadino è stata quella che mancava il “regolamento di attuazione del referendum” … che il comune avrebbe dovuto adottare da dieci anni! Proprio per smascherare la malafede del sindaco ho predisposto una bozza di regolamento e gliel’ho inviata; i cittadini di Murazzano attendono ancora oggi di poter esprimersi sul referendum …
Non vorrei che il “caso Murazzano” si ripetesse in un contesto ben più importante quale è quello di Alessandria; per questo ho ritenuto di utilizzare l’esperienza e il lavoro già fatti, mettendolo a disposizione del sindaco e dell’amministrazione comunale; si tratta di una piccola cosa ma non è anche così che si favorisce quella “partecipazione popolare” invocata sempre, soprattutto a sinistra … specie sotto elezioni?!”.
 
Manfredi (348/5335305)
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Torino, 14 gennaio 2004
REFERENDUM MURAZZANO/IL TAR HA RESPINTO LA RICHIESTA DI SOSPENSIVA DEL DECRETO REGIONALE SUL CAMBIO DI COMUNITA’… MA LA CAUSA PRINCIPALE RESTA ANCORA APERTA.
 
Nella seduta del 17 dicembre scorso, la 2^ sezione del TAR del Piemonte ha respinto la richiesta di sospensiva del Decreto del Presidente della Giunta Regionale del Piemonte (DPGR 14/08/03, n. 99) che ha sancito l’inserimento del Comune di Murazzano (Cn) nella Comunità Montana Alta Langa.
La richiesta di sospensiva era stata avanzata da Giorgio Masante e Paolo Bracco (consiglieri comunali di Murazzano), assistiti dall’avvocato Alberto Ventrini; tale richiesta faceva parte del ricorso complessivo contro il decreto suddetto, sul quale il TAR deve ancora pronunciarsi.
 
Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
 
“La richiesta di sospensiva era l’unico modo per cercare di bloccare subito un provvedimento che, secondo noi, è in contrasto con l’art. 34 della legge regionale n. 19 del 2003, che sancisce che nei comuni in cui la delibera comunale di cambio di comunità montana “sia sottoposta a referendum … la Giunta regionale è autorizzata ad adottare gli atti conseguenti alla richiesta dell’amministrazione comunale solamente dopo la tenuta della consultazione referendaria”.
Visti i tempi della giustizia amministrativa, il ricorso vero e proprio, che rimane comunque in piedi, rischia di essere deciso fra anni, quando l’interesse dei ricorrenti sarà ormai affievolito.
Ormai, il vero verdetto sulla questione è demandato ai cittadini di Murazzano, che, fra cinque mesi, alle elezioni comunali, dovranno valutare se ridare fiducia a un sindaco e a una maggioranza consiliare che hanno considerato le firme autenticate di 120 murazzanesi  (che richiesero, esattamente tre anni fa, un referendum consultivo sul cambio di comunità montana deciso dall’amministrazione comunale) pura e semplice carta straccia. Come radicali, non parteciperemo alle elezioni comunali, ma sicuramente, in quell’occasione, cercheremo d’informare tutti i murazzanesi sull’alto concetto che il loro sindaco attuale ha della partecipazione popolare e della democrazia diretta.
Un’ultima precisazione: la stampa locale ha scritto che il comitato promotore del referendum è presieduto dal “radicale Giorgio Masante”; non ci risulta che Masante sia radicale e non ha sicuramente in tasca la tessera radicale. Certo, ci rendiamo conto che è difficile pensare - in un contesto in cui la partitocrazia ha occupato qualsiasi posto e poltrona nelle regioni, nelle città e nei paesi più sperduti - che una forza politica abbia in questi tre anni bussato a tutte le porte (prefetto, difensore civico regionale, consiglio regionale, presidente Ghigo e assessori Vaglio e Laratore, TAR) “solamente” per difendere il buon diritto dei cittadini murazzanesi a veder indetto il referendum e non già per avere qualche tornaconto, per difendere e proteggere gli “amici” … ma è andata proprio così, siamo stati l’eccezione che conferma la regola!”.
 
Torino, 14 gennaio 2004
 
Mellano (348/5335302) – Manfredi (348/5335305)
Tutta la documentazione sul caso “Referendum Murazzano” è disponibile su: www.grupporadicalipiemonte.it/indicetematico/referendum.html
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Terni, 13 ottobre 2003
INIZIATIVA DEI RADICALI DI TERNI PER IL RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ STATUTARIA DEL COMUNE

I Radicali ternani hanno inviato una nota al Segretario Generale del Comune di Terni, al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, al Presidente della Commissione consiliare per la revisione dello Statuto ed ai Capi dei gruppi presso il Consiglio comunale perché rimuovano rapidamente una situazione di oggettiva violazione della legalità statutaria. A tutt’oggi, infatti, parti essenziali dello Statuto comunale, poste a garanzia dei diritti civili e politici dei cittadini, nel loro rapporto con l’amministrazione comunale (difensore civico, partecipazione popolare), sono lettera morta.
In particolare i Radicali richiamano l’attenzione sugli istituti di partecipazione e sull’impossibilità di attivare concretamente l’iniziativa popolare nelle forme previste dallo Statuto, a causa dell’inerzia nell’approvazione del nuovo regolamento sugli istituti di partecipazione.

CIRCOLO RADICALE ERNESTO ROSSI
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Torino, 9 ottobre 2003
REFERENDUM MURAZZANO/NON E’ FINITA … OGGI I PROMOTORI HANNO PRESENTATO RICORSO AL TAR CONTRO IL DECRETO REGIONALE CHE HA SANCITO IL CAMBIO DI COMUNITA’, CALPESTANDO LA LEGGE E LE FIRME DEI CITTADINI.

 
Questa mattina, Giorgio Masante e Paolo Bracco (consiglieri comunali di Murazzano, promotori del referendum consultivo sul cambio di comunità montana) hanno presentato, tramite l’avvocato radicale Alberto Ventrini,
formale ricorso al TAR per chiedere l’annullamento del Decreto del Presidente della Giunta Regionale (n. 99 del 14/08/03) che ha sancito il passaggio di Murazzano dalla Comunità Montana di Ceva alla Comunità Montana Alta Langa.
Il decreto impugnato viola palesemente l’art. 34 comma 6 del “Testo unico delle leggi sulla montagna” (legge reg. 2/07/99, n. 16) che recita: “Nel caso in cui alla data di entrata in vigore della presente legge la deliberazione di un’amministrazione comunale relativa al passaggio ad altra comunità montana sia sottoposta a referendum … la Giunta regionale …è autorizzata ad adottare gli atti conseguenti alla richiesta dell’amministrazione comunale solamente dopo la tenuta della consultazione referendaria”.
 
Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
 
“Abbiamo dato ancora una volta una mano a chi, con pochi mezzi e tanta buona volontà, si batte a Murazzano per far tenere un referendum chiesto, nel lontano gennaio 2001, da 120 cittadini. Dopo l’approvazione della legge sulla Montagna (con l’emendamento citato, presentato dai consiglieri radicali), il sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, ha inviato in Regione due lettere in cui dichiara che a Murazzano non è in corso alcuna procedura referendaria. Non ci stupisce la pervicacia con cui il sindaco continua ad ostacolare in ogni modo la possibilità per i poveri suoi amministrati di dire la loro; per fortuna, le elezioni comunali sono vicine! Ci stupisce il fatto che il Presidente Ghigo e gli Assessori regionali alla Montagna (Vaglio) e alle Autonomie locali (Laratore) abbiano preso per Vangelo le parole del sindaco, quando avevano in mano copia delle 120 firme dei murazzanesi, debitamente autenticate e debitame nte timbrate dal Comune all’atto del loro deposito (erano state inviate loro dal comitato promotore nel gennaio 2001 e dai consiglieri radicali il 7/04/03 e il 23/07/03).
Per difendere concretamente l’istituto del referendum, con gli amici di Murazzano ci siamo rivolti in questi anni al Prefetto di Cuneo, al Difensore civico regionale, a consiglieri ed assessori regionali, al Presidente della Regione; ci auguriamo che il TAR sospenda il decreto impugnato e ristabilisca finalmente il diritto; ci sarà un giudice a Torino?”
 
N.B. Tutta la documentazione sul “caso Murazzano” è disponibile su: www.grupporadicalipiemonte.it/indicetematico/referendum.html
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All’Assessore regionale
alle Autonomie locali
Giovanni Carlo Laratore
 
Sua sede
 
 
Torino, 23/07/03
 
 
Caro Assessore,
 
            facendo seguito al breve colloquio avuto con te ieri, in aula consiliare, sull’annosa questione del referendum consultivo di Murazzano, ti invio, allegata alla presente, la lettera che inoltrammo, già nell’aprile scorso, al Presidente Ghigo e al tuo collega Vaglio, con tutta la ricca documentazione attestante l’esistenza palese di un “Comitato promotore referendum”, che attende da oltre due anni e mezzo che il Sindaco indica il referendum regolarmente richiesto.
 
            Per ulteriori approfondimenti, ti lascio i riferimenti dei rappresentanti del suddetto Comitato promotore:
 
-         sig. Riccardo Bracco (presidente comitato) – frazione Rea n. 86/a – 12060 Murazzano (Cn);
-         sig. Giorgio Masante (consigliere comunale) – via Roma n. 168 – 12060 Murazzano (Cn) – tel. ……….
 
 
Rimanendo a disposizione per qualsiasi chiarimento, ti invio distinti saluti.
 
 Carmelo Palma
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Torino, 16 luglio 2003
REFERENDUM MURAZZANO/PASSA L’EMENDAMENTO RADICALE: IL CAMBIO DI COMUNITA’ MONTANA AVVERRA’ SOLO DOPO LA TENUTA DEL REFERENDUM. RADICALI E COMITATO PROMOTORE: “UNA VITTORIA DEI CITTADINI, IL SINDACO INDICA SUBITO IL REFERENDUM”.
Ieri sera, il Consiglio Regionale del Piemonte, in sede di approvazione della legge sulla montagna che rifedinisce i confini delle comunità montane, ha votato ed approvato a larghissima maggioranza (31 voti a favore, 1 contrario, 3 astenuti e 3 non partecipanti) il seguente emendamento, proposto dai consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano: “Nel caso in cui, alla data di entrata in vigore della presente legge, la deliberazione di un’amministrazione comunale relativa al passaggio ad altra comunità montana sia sottoposta a referendum … la Giunta regionale …è autorizzata ad adottare gli atti conseguenti alla richiesta dell’amministrazione comunale solamente dopo la tenuta della consultazione referendaria…”.
Bruno Mellano, Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Giorgio Masante (Comitato promotore referendum) hanno dichiarato: “Ringraziamo i consiglieri regionali per aver approvato una proposta ragionevole e saggia, che tutela finalmente il diritto dei cittadini murazzanesi a veder indetto il referendum consultivo sul cambio di comunità montana (non vincolante per l’Amministrazione comunale), da loro richiesto ben 30 mesi fa e che il sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, ha continuato a boicottare, adducendo la mancanza di un “regolamento sui referendum” che sarebbe stato suo dovere predisporre fin dall’atto della sua elezione, nel giugno del 1999. Abbiamo preparato noi una bozza di regolamento e l’abbiamo depositata in Comune; ci siamo appellati al Difensore civico regionale, che è riuscito, dopo varie lettere, a costringere il Consiglio Comunale di Murazzano ad approvare il regolamento (ed è stato, per questi suoi interventi a difesa della legalità, accusato dal Sindaco di “fare gli interessi del partito radicale”); abbiamo inviato al Presidente della Regione Piemonte copia di ben nove documenti da cui risulta in modo inequivocabile che è in atto a Murazzano una procedura referendaria, ai sensi delle leggi vigenti; nonostante tutto questo, la via al referendum era ancora sbarrata e solo il voto di ieri sera permette di sperare nel buon fine di una vicenda che dimostra quanta fatica costa, nell’Italia del 2003, assicurare il più semplice dei diritti.
Il 27 luglio il Sindaco di Murazzano riaprirà la Torre, simbolo del paese, sbarrata ai cittadini da trent’anni; lo invitiamo, in quella occasione, ad annunciare l’indizione del referendum, riaprendo gli strumenti della democrazia diretta, sbarrati ai murazzanesi da ben undici anni, dall’approvazione dello Statuto Comunale.”.
Mellano (348/5335302)
Manfredi (348/5335305)
Masante (339/7982063)
N.B. Tutta la documentazione sul “caso Murazzano” è disponibile su www.grupporadicalipiemonte.it (indice tematico: “Referendum comunali”)
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Al Vice Presidente
del Consiglio Regionale del Piemonte
Pier Francesco Toselli

Al Presidente del Gruppo
di Forza Italia in Consiglio Regionale
Valerio Cattaneo

p.c. Al Coordinatore regionale
di Forza Italia
On. Guido Crosetto

Torino, 11 luglio 2003

Oggetto: considerazioni sul caso “Referendum consultivo a Murazzano”.
Cari amici,
vorremmo ragionare con Voi in modo pacato sul tema in oggetto, per evitare che nella seduta di Consiglio di martedì prossimo si riproducano gli equivoci che hanno contraddistinto la seduta passata. Vorremmo, per intanto, ribadire i seguenti punti:
1) ci occupiamo da tre anni del “caso Murazzano” perché il Comitato promotore del referendum (organizzato da consiglieri comunali che sicuramente non fanno riferimento al nostro partito) ci chiese una mano per affermare il suo buon diritto a veder indetto un referendum su cui aveva raccolto le firme previste, a norma di legge e dello Statuto allora vigente; il nostro aiuto al Comitato promotore è del tutto disinteressato e, per così dire, "giuridico-istituzionale"; qualsiasi illazione su presunte mire elettorali del nostro collaboratore e militante radicale Giulio Manfredi sono destituite di ogni fondamento (prova ne sia che Manfredi, nativo di Murazzano, ha spostato recentemente la propria residenza da Murazzano a Torino);
2) la nostra iniziativa è, pertanto, in difesa degli istituti di partecipazione popolare previsti dalla legge; non abbiamo mai preso posizione sul merito del referendum per il semplice fatto che non riteniamo di doverci esprimere se non per cercare di permettere ai diretti interessati, i cittadini residenti a Murazzano, di esprimersi;
3) non riusciamo a comprendere l’opposizione del sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, alla tenuta di una consultazione popolare puramente consultiva, non vincolante l’Amministrazione Comunale; siamo convinti che se il sindaco avesse indetto regolarmente il referendum nella primavera del 2001 - anziché procedere all'approvazione di un regolamento di attuazione e di una modifica statutaria finalizzata a vanificare ex post (e quindi retroattivamente) la validità della raccolta firme - avrebbe avuto buone probabilità di far prevalere la propria posizione, si sarebbe risparmiato tre anni di pubblicità non proprio positiva, avrebbe impedito il crearsi di contrapposizioni sterili e nocive per l’intera comunità locale;
4) per superare l’oggettiva impasse, abbiamo proposto un emendamento (allegato) che, a parer nostro, sbocca la situazione, tutelando le posizioni di tutte le parti: la legge in discussione recepisce il ritorno di Murazzano nella Comunità Alta Langa, secondo le decisioni dell'amministrazione comunale; la Giunta Regionale, prima di adottare il decreto di riordino, avrà tutti gli elementi per valutare se nel Comune di Murazzano è in atto (come sostiene il comitato promotore) o meno (come sostiene il Sindaco Manfredi) un procedimento referendario; le parti in causa potranno adire il TAR regionale se si riterranno lese dalla decisione della Giunta Regionale. Quanto questa proposta sia misurata e di mediazione è confermato dal fatto che è stata accettata dalla Giunta Regionale, che ha già annunciato in aula il voto favorevole al nostro emendamento.
In conclusione, riteniamo di aver agito, anche in quest’occasione, con lealtà, trasparenza e spirito di collaborazione, doti che ci avete riconosciuto in tante altre occasioni (non ultima, la durissima battaglia condotta insieme e vinta insieme sui buoni scuola). Vorremmo che lealtà, trasparenza e spirito di collaborazione improntassero anche i nostri futuri rapporti, a partire dalle prossime riunioni del Consiglio Regionale.
In attesa di un Vostro cortese cenno di riscontro, Vi inviamo cordiali saluti.
Carmelo Palma
Bruno Mellano
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Al Presidente della Regione Piemonte
Enzo Ghigo

All’Assessore regionale alla Montagna
Roberto Vaglio

Torino, 14 aprile 2003

Oggetto: trasmissione documentazione inerente procedura Referendum consultivo in atto nel Comune di Murazzano (Cn).

Caro Presidente, caro Assessore,
ci permettiamo di inviarvi in allegato la ricca documentazione in oggetto, da cui si evince in modo inequivoco l’avvenuta costituzione, a Murazzano, di un Comitato promotore del referendum consultivo (pertanto non vincolante l’Amministrazione Comunale) sul cambio di Comunità Montana e l’esistenza tuttora attuale della richiesta referendaria, purtroppo non soddisfatta a due anni e mezzo dal suo inoltro. In ordine cronologico, la documentazione suddetta è composta da:
1) 2 gennaio 2001: lettera al Sindaco di Murazzano (protocollata) in cui i consiglieri comunali Giorgio Masante e Paolo Bracco comunicano l’inizio della raccolta firme autenticate per il “Referendum Consultivo Comunale”;
2) 20 gennaio 2001: lettera dei due consiglieri comunali suddetti (a Presidente Regione e Assessore alla Montagna; per conoscenza a Presidente Comunità Montana e a Sindaco di Murazzano), protocollata, con allegati 14 fogli contenenti n. 120 firme autenticate di cittadini murazzanesi (oltre il 15% degli aventi diritto, ai sensi dell’57, comma 3, dello Statuto Comunale allora vigente, allegato); è significativo rilevare come ciascun foglio rechi il quesito referendario con il preciso riferimento sia all’art. 8 della L. 267/2000 (Testo Unico sugli Enti Locali, “Partecipazione popolare”, previsione di referendum comunali negli statuti comunali) sia al suddetto art. 57 dello Statuto Comunale;
3) 27 gennaio 2001: lettera del sindaco di Murazzano ai due consiglieri comunali suddetti, in cui l’avv. Giorgio Manfredi si adonta di essere stato investito “per conoscenza” e non già “per competenza” della richiesta referendaria (basterebbe già questa lettera a dimostrare la consistenza formale e giuridica del comitato promotore);
4) 30 gennaio 2001: lettera del sindaco di Murazzano (a Presidente Regione e Assessore alla Montagna; per conoscenza a Presidente Comunità Montana Valli Mongia Cevetta e Langa Cebana) all’oggetto “Richiesta di referendum consultivo presentata da due Consiglieri Comunali di Murazzano …”; è utile rilevare come il sindaco affermi che “è giunta notizia al sottoscritto di una raccolta di firme delle quali non vi è traccia in Comune” (strano, poiché ciascun foglio contenente le firme autenticate riporta il timbro del Comune con data 20 gennaio 2001); è utile anche rilevare come il sindaco, oltre a prodursi in una disamina giuridica del tutto ultronea, alla fine affermi che il referendum non si può fare per la mancanza del regolamento di attuazione (previsto dal suddetto art. 57 dello Statuto) senza nulla dire sulla necessità che il Consiglio Comunale adotti tale regolamento … a dieci anni dall’entrata in vigore dello Statuto Comunale;
5) 11 aprile 2001: verbale di deliberazione del Consiglio Comunale di Murazzano in cui è dibattuta e respinta la richiesta da parte di 4 consiglieri comunali di indizione del referendum consultivo in oggetto; è utile rilevare come dal verbale risulti espressamente che il Consiglio Comunale è stato convocato ai sensi dell’art. 39, comma 2, del D.Lgs. 267/2000 citato (Testo Unico sugli Enti Locali); pertanto, l’esito della votazione nulla incide sulla procedura referendaria, promossa, invece, ai sensi dell’art. 8 del suddetto Testo Unico (si richiama a fortiori il testo dell’art. 57, comma 3, dello Statuto Comunale: “3. L’iniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio comunale o da un numero di elettori pari al 15% dell’intero corpo elettorale.”);
6) 1° giugno 2001: verbale di deliberazione del Consiglio Comunale di Murazzano in cui è nuovamente dibattuta e respinta la richiesta da parte di 4 consiglieri comunali di indizione del referendum consultivo in oggetto; valgono le stesse considerazioni enunciate nel punto precedente;
7) 1° luglio 2002: processo verbale della III Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte, relativo a consultazioni di vari soggetti fra cui i rappresentati del “Comitato spontaneo di Murazzano” per il referendum consultivo e il sindaco di Murazzano, il quale ribadisce che “lo statuto del Comune di Murazzano non ha alcun regolamento che possa disciplinare l’indizione di un referendum”; in tale occasione il sig. Riccardo Bracco (Presidente del Comitato Spontaneo Pro Langa Cebana) deposita una memoria scritta in cui si richiede nuovamente l’indizione del referendum;
8) 8 ottobre 2002: il sig. Riccardo Bracco, presidente del Comitato Spontaneo Pro Langa Cebana, presenta alla segreteria del Comune di Murazzano una “Proposta di regolamento sul referendum consultivo”;
9) 2 aprile 2003: lettera del Difensore Civico Regionale, Dr. Bruno Brunetti, in cui lo stesso dichiara il “non luogo a provvedere” rispetto all’iter referendario, una volta ottenuta dall’Amministrazione Comunale di Murazzano l’emanazione del regolamento sul referendum; qui importa sottolineare il passaggio della lettera in cui il Difensore Civico Regionale fa espresso riferimento alla “proposta referendaria presentata in data 20.01.01 dal Comitato Murazzano leader (sulla quale) non risulta essere stata assunta alcuna determinazione da parte della Commissione tecnica…”.
Sperando che i dati forniti siano esaustivi, e rimanendo disponibili per qualsiasi chiarimento o approfondimento, inviamo distinti saluti. Carmelo PALMA
Bruno MELLANO
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Al Presidente
Regione Piemonte
Enzo Ghigo
 
Al Presidente
Consiglio Regionale del Piemonte
Roberto Cota
 
Ai Presidenti Gruppi
Consiglio Regionale del Piemonte
 
 
Torino, 17 marzo 2003
 
Oggetto: trasmissione copia lettera del sindaco di Murazzano (Cn) al difensore civico regionale.
 
            Egregi Presidenti,
 
            trasmettiamo, allegata alla presente, la missiva inviata il 24 febbraio scorso dal sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, al difensore civico regionale, dr. Bruno Brunetti; Vi sottolineiamo il passaggio finale ("…Le chiediamo di comunicarci di quale soggetto Ella è portatore di interesse e cioè se di un Comitato di cittadini di Murazzano  ovvero di Consiglieri comunali ovvero del Partito Radicale.").
 
            La grave mancanza di rispetto nei confronti delle funzioni svolte dal difensore civico (ai sensi della L.R. 50/81) è solo l'ultimo atto di una vicenda che si trascina dal gennaio 2001, quando fu deposita a Murazzano, in segreteria comunale, una richiesta di referendum consultivo (sottoscritta da 120 murazzanesi) sul cambio di comunità montana, ai sensi dell'art. 8 del D.Lgs. 267/2000 (Testo Unico sugli enti locali) e dell'art. 57 dello Statuto comunale (come correttamente riportato su ciascuno dei moduli di raccolta firme depositati in Comune). Il sindaco fece presente allora che il referendum non si poteva fare per la mancanza del "regolamento sul referendum", previsto dallo Statuto Comunale approvato nel 1992 (!). Per agevolare il lavoro di predisposizione del regolamento suddetto, il gruppo consiliare radicale predispose un testo-base che fece depositare presso la segreteria comunale di Murazzano dai promotori del referendum. Persistendo la non volontà dell'Amministrazione Comunale di predisporre tale documento, nell'ottobre 2002 presentammo un esposto al difensore civico regionale, chiedendogli di intervenire, ai sensi dell'art. 136 D.Lgs. 267/2000, per far adottare finalmente dal Consiglio Comunale di Murazzano il regolamento suddetto, "atto obbligatorio per legge". A seguito del pronto interessamento del difensore civico, a fine novembre, il Consiglio Comunale approvò sia tale regolamento sia un nuovo Statuto Comunale (… che ha, tra l'altro, raddoppiato il numero delle firme necessarie per indire referendum). Dopo di allora, nonostante ripetuti solleciti del difensore civico, l'Amministrazione Comunale di Murazzano non ha dato corso agli adempimenti previsti dal regolamento di attuazione del referendum (nomina di una Commissione Tecnica per la verifica delle firme presentate, passaggio al Consiglio Comu nale per il controllo di legittimità, indizione del referendum). Il Sindaco di Murazzano continua a far riferimento, nelle sue repliche al difensore civico, alle deliberazioni assunte da due Consigli Comunali convocati nell'aprile e nel giugno 2001 in base all'art. 39, comma 2, del D.Lgs. 267/2000, debitamente richiamato nei verbali consiliari ("Il presidente del consiglio comunale …è tenuto a riunire il consiglio … quando lo richiedano un quinto dei consiglieri"). E' del tutto evidente la separazione fra i procedimenti previsti rispettivamente dagli artt. 8 e 39 del Testo Unico sugli Enti Locali: l'art. 8 (partecipazione popolare) prevede che gli Statuti Comunali "possano prevedere referendum su richiesta di un adeguato numero di cittadini" (nel caso in oggetto, i 120 cittadini murazzanesi); l'art. 39 prevede che un certo numero di consiglieri comunali possa far convocare il consiglio comunale. Nel caso in oggetto, i consiglieri comunali di minoranza, che avevano raccolto le firme sul referendum consultivo, d i fronte all'opposizione del Sindaco decisero di investire della questione il Consiglio Comunale; il fatto che la loro richiesta di indire un referendum sia stata respinta, del tutto legittimamente, in due occasioni dal Consiglio non inficia assolutamente il meccanismo referendario innescato con il deposito in Comune delle firme dei cittadini nel gennaio 2001; prova ne sia che l'art. 57, comma 3, dello Statuto Comunale di Murazzano del 1992 prevede espressamente che "l'iniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio Comunale o da un numero di elettori pari al 15% dell'intero corpo elettorale" (l'art. 47, comma 3, del nuovo Statuto Comunale ha ripreso pari pari tale formulazione, salvo aver portato la percentuale di firme al 30% "per evitare iniziative affrettate e prive di adeguato sostegno popolare",
come, a scanso di equivoci, è scritto nel verbale consiliare del 29/11/02).
 
            Come potete constatare, si tratta di una vicenda complessa ma chiara per chi vuole fare chiarezza e ottenere il rispetto della legge; è del tutto evidente, invece, che il sindaco di Murazzano ha assunto fin dal primo momento, due anni fa, un atteggiamento di chiusura radicale alla proposta refendaria, davanti al quale noi non possiamo che ribadire la richiesta al difensore civico regionale di nominare un commissario ad acta che compia tutti gli adempimenti previsti dalla legge, dallo Statuto Comunale e dal regolamento di attuazione del referendum, ai sensi dell'art. 136 D.Lgs. 267/2000. Ribadiamo, altresì, quello che speriamo molti di Voi reputino già per assodato, sulla scorta della nostra attività consiliare; ci siamo sempre mossi non "nell'interesse del Partito Radicale" ma nell'interesse del risp etto della legge e del d iritto; se questo è vero per noi, tanto più è vero per quanto concerne l'operato del difensore civico regionale.
 
            Confidando in un cortese cenno di riscontro, inviamo distinti saluti.
 
Bruno Mellano
Carmelo Palma
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Torino, 17 marzo 2003
REFERENDUM MURAZZANO OVVERO QUANDO L'ARROGANZA NON HA LIMITI: IL SINDACO DI MURAZZANO HA CHIESTO AL DIFENSORE CIVICO REGIONALE SE FA GLI INTERESSI DEL PARTITO RADICALE!
I RADICALI, CHE HANNO INCONTRATO IL PREFETTO DI CUNEO, TRASMETTERANNO LA LETTERA DEL SINDACO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE E A TUTTI I CAPIGRUPPO.

 
In calce all'ennesima lettera con la quale elude con sofismi da Azzeccagarbugli la richiesta del difensore civico regionale (avv. Bruno Brunetti) di espletare le procedure per l'effettuazione del referendum comunale, il sindaco di Murazzano (avv. Giorgio Manfredi) così si rivolge al difensore civico: "…Le chiediamo di comunicarci di quale soggetto Ella è portatore di interesse e cioè se di un Comitato di cittadini di Murazzano ovvero di Consiglieri comunali ovvero del Partito Radicale".
 
Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali) hanno dichiarato:
 
"Comprendiamo come uno come il sindaco di Murazzano che continua a negare da oltre due anni il diritto sacrosanto dei cittadini che amministra di esprimersi su un referendum consultivo (pertanto non vincolante per l'amministrazione) non possa credere che esista in Piemonte, dal 1981, un signore (il difensore civico regionale) nominato, con decreto del Presidente della Regione su designazione del Consiglio Regionale del Piemonte, "per tutelare il cittadino nell'ottenere dall'Amministrazione regionale (e dalle Amministrazioni pubbliche) quanto gli spetta di diritto" (art. 2 L.R. 50/81).
La nostra comprensione finisce qui; invieremo copia della lettera del Sindaco di Murazzano al Presidente della Regione Piemonte, al Presidente del Consiglio Regionale, a tutti i capigruppo.
Al difensore civico regionale chiederemo di dare attuazione all'art. 136 del Testo Unico sugli Enti locali, nominando un commissario ad acta
nel Comune di Murazzano che provveda a tutti gli adempimenti relativi all'indizione del referendum consultivo. All'arroganza dimostrata in tutta la vicenda dal sindaco di Murazzano si può e si deve rispondere solamente con i mezzi estremi previsti dalla legge a tutela di tutti i cittadini.
Infine, esprimiamo apprezzamento al Prefetto di Cuneo per aver voluto approfondire con noi la questione di merito; il Prefetto, considerati i suoi limitati poteri in materia, si è rimesso alle decisioni del difensore civico; siamo anche noi convinti, come Lui, che l'avv. Brunetti saprà decidere nell'interesse di tutta la collettività."
 
Mellano (348/5335301)   
 
La documentazione sulla vicenda del referendum di Murazzano (e in generale sul problema dei referendum comunali) è disponibile su www.grupporadicalipiemonte.it in "Referendum comunali".
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Torino, 19 febbraio 2003
REFERENDUM MURAZZANO: IL SINDACO CONTINUA A FARE L'AZZECCAGARBUGLI? I RADICALI CHIEDONO D'INCONTRARE SIA IL DIFENSORE CIVICO REGIONALE SIA IL PREFETTO DI CUNEO... E BLOCCHERANNO LA LEGGE DI RIORDINO DELLE COMUNITA' MONTANE FINCHE' IL REFERENDUM NON AVRA' LUOGO.
 
Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno chiesto oggi al Prefetto di Cuneo, Dr. Mario Spanu, un incontro urgente sulla seguente questione di legalità: la mancata indizione del referendum comunale consultivo (sul cambio di comunità montana), richiesto nel gennaio 2001 da 120 cittadini elettori di Murazzano (oltre il 15% degli aventi diritto, a norma dello Statuto allora vigente).
Analoga richiesta d'incontro è stata inoltrata nei giorni scorsi al Difensore Civico della Regione Piemonte, avv. Bruno Brunetti.
 
Mellano e Manfredi hanno dichiarato:
 
"Due anni fa il Sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, affermò che il referendum non si poteva fare perché mancava il regolamento di attuazione (previsto dallo Statuto comunale approvato nel 1992 e mai adottato); passato un anno e mezzo e verificata la non volontà da parte dell'Amministrazione comunale di approvare tale regolamento, siamo ricorsi al Difensore Civico regionale, grazie ai cui solleciti il Consiglio Comunale di Murazzano ha finalmente approvato un nuovo Statuto e il regolamento per i referendum (particolare rivelatore: il sindaco si è cautelato da nuove richieste referendarie raddoppiando il numero delle firme necessarie: almeno il 30% degli aventi diritto!). Il Difensore Civico ha nuovamente sollecitato l'Amministrazione a far ripartire l'iter della richiesta referendaria, a norma di statuto e di regolamento (la richiesta deve essere esaminata da una Commissione Tecnica entro 30 giorni dal deposito del quesito, scadenza ampiamente scaduta!); il sindaco ha risposto che il referendum è già stato respinto dal Consiglio Comunale nella primavera del 2001 (dimostrando una capacità di applicare le regole da lui stesso redatte più consona ad Azzeccagarbugli che ad un avvocato affermato quale egli è).
Abbiamo allora deciso di chiedere un incontro sia al difensore civico regionale sia al prefetto di Cuneo: al primo esprimeremo tutto il nostro apprezzamento per il lavoro svolto finora e gli chiederemo di continuare a richiedere il rispetto della legalità; al secondo chiederemo di intervenire, per quanto di sua competenza, al fine di sbloccare la situazione, memori di quanto il prefetto fece quando lo interessammo dei casi "Vincenzo Tomatis" e " Giampiero Pepino" (il primo, consigliere regionale,  ricopriva anche la carica di sindaco di Villanova Mondovì mentre il secondo, Presidente del Parco Alpi Marittime, ricopriva anche la carica di sindaco di Entracque, incompatibilità patenti ai sensi di legge)
 
D'altra parte, annunciamo fin d'ora che bloccheremo in tutti i modi l'iter di approvazione della legge regionale di riordino delle comunità montante finchè i cittadini di Murazzano non potranno esprimersi sull'oggetto del referendum; abbiamo in passato utilizzato lo strumento dell'ostruzionismo non in maniera selvaggia (come altri gruppi consiliari hanno fatto) ma solo quando erano in gioco lesioni evidenti di diritti costituzionali; ci pare che il "caso Murazzano" sia uno di questi."
 
 
Mellano (348/5335302) – Manfredi (348/5335305)
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Torino, 9 gennaio 2003
Alla c.a attenzione del
Dr. Bruno Brunetti
Difensore Civico
della Regione Piemonte

 
Sua Sede
Oggetto: mancata indizione referendum consultivo nel Comun di Murazzano (Cn).
 
Egregio Dr. Brunetti,
 
            grazie al Suo interessamento conseguente al nostro ricorso del 10 ottobre 2002 (Vs. prot. n. 277/4/02), il Comune di Murazzano si è dotato finalmente di un "Regolamento di attuazione del referendum", con dieci anni di ritardo rispetto a quanto previsto dal vecchio Statuto. Contemporaneamente all'approvazione del suddetto Regolamento, il Consiglio Comunale di Murazzano ha approvato il nuovo Statuto Comunale, che prevede che ogni proposta referendaria sia d'ora in poi corredata da un numero di firme pari al 30% degli elettori del Comune (in precedenza la percentuale era del 15%).
 
            Dopo l'approvazione dei suddetti documenti, non risulta agli scriventi che gli organi a ciò preposti dallo Statuto comunale e dal suddetto regolamento abbiano esaminato la richiesta di referendum consultivo presentata il 20/01/01, così da consentire ai cittadini di Murazzano di poter fruire degli istituti della democrazia diretta, garantiti loro dalla legge (art. 8 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali).
 
            Facendo seguito all'integrazione al nostro ricorso presentata a codesto Ufficio il 9 gennaio scorso, Le chiediamo un incontro urgente al fine di valutare le opportune e urgenti iniziative atte a sbloccare la situazione esistente nel Comune di Murazzano, sulla scorta anche delle seguenti considerazioni:
- in primavera, in una domenica fra il 15 aprile e il 15 giugno, saranno indetti alcuni referendum nazionali; sarebbe quantomai opportuno che il Comune di Murazzano decidesse di abbinare a tali referendum nazionali il referendum consultivo locale: si concentrerebbe l'attenzione degli elettori su un'unica scadenza e si avrebbe una significativa riduzione delle spese inerenti le operazioni elettorali;
- il prossimo anno si terranno a Murazzano le elezioni comunali; è necessario che il referendum consultivo si svolga non a ridosso di tale appuntamento per evitare indebite interferenze.
 
            Rimanendo in attesa di un Suo cortese cenno di riscontro, Le inviamo distinti saluti.
 
 
 Bruno Mellano
Consigliere regionale radicale

Giulio Manfredi
Comitato Nazionale Radicali Italiani
             
10121 Torino   Via Alfieri, 19  
Tel. 011.57.57.401/402   Fax 011.230.90.05
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Torino, 9 gennaio 2003
Alla cortese attenzione del
Dr. Bruno Brunetti
Difensore Civico
della Regione Piemonte
Sua Sede


Oggetto: integrazione del ricorso avente ad oggetto "Mancata indizione referendum consultivo nel Comune di Murazzano", presentato a codesto Ufficio in data 10/10/02 (Vs. prot. n. 277/4/02).

  Egregio Dottore,
             i sottoscritti Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (membro Comitato Nazionale Radicali Italiani), presentatori del ricorso in oggetto, fanno presente quanto segue:
 - a seguito del ricorso in oggetto e del pronto riscontro del Difensore Civico della Regione Piemonte, il Consiglio Comunale di Murazzano (Cn) ha approvato, con dieci anni di ritardo, il "Regolamento Comunale per l'attuazione di referendum consultivi" (Deliberazione n. 28 del 29/11/02); nella stessa seduta il Consiglio Comunale di Murazzano ha approvato il nuovo Statuto Comunale (Deliberazione n. 29 del 29/11/02);
 - l'art. 47, comma 3, del nuovo Statuto Comunale così recita: "3. L'iniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio Comunale o dal 30% dell'intero corpo elettorale.". Il precedente Statuto Comunale prevedeva che "L'iniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio comunale o da un numero di elettori pari al 15% dell'intero corpo elettorale" (art. 57, comma 3). Il raddoppio del numero di firme autenticate necessarie all'indizione del referendum (solamente consultivo, visto che il Consiglio Comunale non ha previsto, pur avendone la possibilità, referendum abrogativi o propositivi) è stato attuato "al fine di conferire a tale iniziativa una maggiore partecipazione da parte della popolazione evitando così iniziative affrettate e prive di adeguato sostegno popolare" (dalla premessa della Deliberazione n. 29 citata);
 - fatta salva la potestà del Consiglio Comunale di fissare i parametri ritenuti più opportuni, gli scriventi non possono non convenire con quanto scritto nel "Commento al Testo Unico sull'ordinamento degli Enti locali" (Vittorio Italia, Giuffrè editore, Volume I, pag. 152): "… E' da sottolineare che più elevato è il numero (o la percentuale richiesta) dei cittadini richiedenti, meno efficace è questo strumento e minore è la volontà dell'ente locale a rendere effettiva la partecipazione dei cittadini …"; tutti gli esempi riportati successivamente nella pubblicazione citata sono inferiori ai parametri fissati dal Comune di Murazzano;
 - la nuova percentuale di firme richiesta vale, naturalmente, solo per le consultazioni future e non vale per quella già attivata da un gruppo spontaneo di cittadini murazzanesi, denominatosi "Comitato Murazzano Leader", che due anni fa, il 20 gennaio 2001, presentarono presso la segreteria del Comune di Murazzano le firme autenticate di 120 elettori del paese in calce ad una richiesta di referendum consultivo sul cambio di Comunità Montana, ai sensi dell'art. 57, comma 3, dello Statuto Comunale allora vigente; tale richiesta referendaria è rimasta finora insoddisfatta per la perdurante mancanza del "Regolamento comunale di attuazione del referendum", previsto dal precedente Statuto Comunale entrato vigore nel 1992.
             In base a quanto esposto, ribadiamo la richiesta già rivoltaLe nel ricorso in oggetto, invitandoLa ad intervenire presso l'Amministrazione Comunale di Murazzano affinchè gli organi a ciò preposti dallo Statuto comunale e dal suddetto regolamento esaminino la richiesta di referendum consultivo presentata il 20/01/01 e pronuncino un giudizio di ammissibilità o di inammissibilità della richiesta stessa, così da consentire ai cittadini di Murazzano, dopo dieci anni, di poter utilizzare gli istituti della democrazia diretta, garantiti loro dalla legge.
             Ribadiamo, altresì, la richiesta, formulata con lettera del 29/10/02, di poter acquisire copia della corrispondenza che intercorrerà tra l'Ufficio del Difensore Civico Regionale e il Comune di Murazzano, inerente il ricorso in oggetto.
             Certi di un pronto riscontro, inviamo distinti saluti.

Bruno MELLANO
(Consigliere regionale radicale)                                         

Giulio MANFREDI
(Comitato Nazionale Radicali Italiani)
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Torino, 3 dicembre 2002
REFERENDUM A MURAZZANO: VENERDI' SCORSO IL CONSIGLIO COMUNALE HA APPROVATO IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEL REFERENDUM… COPIANDO QUELLO PREPARATO DAI RADICALI E PRESENTATO DAL COMITATO PROMOTORE! IL "CASO MURAZZANO" FA SCUOLA ANCHE IN SICILIA…
  
Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
 "Venerdì 29 novembre il Consiglio Comunale di Murazzano ha approvato il regolamento di attuazione del referendum, mancante da dieci anni, ricopiando praticamente il documento da noi predisposto e presentato in Comune dal Comitato Promotore del referendum consultivo sul cambio di Comunità Montana. L'intervento del Difensore Civico Regionale, da noi richiesto un mese fa, è stato determinante per sbloccare la situazione; ora è possibile arrivare al voto referendario entro la primavera del 2003.
La soddisfazione per il risultato acquisito (non per noi ma per tutti i cittadini) non può esimerci dal rilevare che il Sindaco di Murazzano ha voluto cautelarsi da futuri "disturbatori della quiete pubblica", introducendo una modifica allo Statuto che alza il quorum delle firme necessarie all'indizione del referendum al 30% degli aventi diritto (prima era il 15%); per darvi un'idea, sarebbe come se per indire un referendum abrogativo nazionale servissero 13 milioni di firme (ne occorrono 500.000) e per indire un referendum abrogativo regionale servisse 1 milione di firme (ne occorrono 80.000, un'enormità comunque).
Del resto, tutto il mondo è paese; siamo stati contattati da cittadini di Menfi (Agrigento) che hanno promosso anch'essi un referendum consultivo, boicottato dal sindaco; nella loro lotta per affermare la democrazia diretta nel loro comune si sono giovati dei nostri documenti riguardanti Murazzano, prendendoli dal sito del gruppo consiliare radicale (www.grupporadicalipiemonte.it).
Comitati promotori di tutta Italia, unitevi!"

Per ulteriori informazioni: 348/5335302 (Mellano) – 348/5335305 (Manfredi)
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Alla c.a attenzione del
Dr. Bruno Brunetti
Difensore Civico
della Regione Piemonte
Sua SedeTorino, 10 ottobre 2002
Oggetto: mancata indizione di referendum consultivo nel Comune di Murazzano (Cn).

Egregio Dottore,
i sottoscritti Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (membro Comitato Nazionale Radicali Italiani), residente in Murazzano (Cn), via Roma n. 63, fanno presente quanto segue:
1) Lo Statuto del Comune di Murazzano è stato pubblicato sul B.U.R.P. del 3 aprile 1992 (3° Supplemento straordinario al n. 14). Ne riportiamo i seguenti stralci:
a) art. 56 (Istanze, petizioni e proposte), commi 4 e 5: "4. L'autenticazione delle firme avviene a norma delle disposizioni del regolamento sui referendum di cui al successivo art. 57. 5. Sono escluse dall'esercizio del diritto d'iniziativa le seguenti materie: a) tributi e bilancio; b) espropriazione per pubblica utilità; c) designazioni e nomine.";
b) art. 57 (Referendum consultivi): "1. Per consentire l'effettiva partecipazione dei cittadini all'attività amministrativa è prevista l'indizione e l'attuazione di referendum consultivi tra la popolazione comunale in materie di esclusiva competenza locale.
2. Sono esclusi dal referendum i casi indicati nell'articolo precedente, ultimo comma e, per 5 anni, le materie già oggetto di precedenti referendum con esito negativo.
3. L'iniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio comunale o da un numero di elettori pari al 15% dell'intero corpo elettorale.
4. Presso il Consiglio comunale agirà una apposita commissione, disciplinata dal regolamento, cui viene affidato il giudizio tecnico di ammissibilità dei referendum proposti dai cittadini, procedendo: - alla verifica della regolarità della presentazione e delle firme; - all'ammissibilità per materia considerate le limitazioni del precedente 2° comma e al riscontro della comprensibilità del quesito referendario.
5. Ultimata la verifica entro 30 giorni dalla presentazione del quesito referendario, la commissione ne presenta una relazione al Consiglio comunale.
6. Il Consiglio, ove nulla osti, indirà il referendum, rimettendo gli atti alla Giunta comunale per la fissazione della data.
7. Nel caso in cui il Consiglio comunale, per motivi di legittimità, si pronunci per il rigetto della proposta referendaria o per il parziale accoglimento, dovrà assumere apposita deliberazione con la maggioranza assoluta dei propri componenti.
8. Le modalità operative per la consultazione referendaria formeranno oggetto di apposito disciplinare che, approvato dal Consiglio comunale, verrà successivamente depositato presso la segreteria a disposizione dei cittadini interessati.
9. Il referendum non sarà valido se non vi avrà partecipato oltre il 50% degli aventi diritto.
10. I referendum possono essere revocati e sospesi, previo parere dell'apposita commissione e con motivata deliberazione del Consiglio comunale assunta a maggioranza assoluta dei componenti, quando l'oggetto del loro quesito non abbia più ragion d'essere o sussistono degli impedimenti temporanei.
11. I referendum consultivi non possono aver luogo in coincidenza con altre operazioni di voto.".
c) art. 66 (Norme transitorie e finali): "1. Il presente Statuto entra in vigore dopo aver ottemperato agli adempimenti di legge. Da tale momento cessa l'applicazione delle norme transitorie. 2. Il Consiglio approva entro 1 anno i regolamenti previsti dallo Statuto. Fino all'adozione dei suddetti regolamenti, restano in vigore le norme adottate dal Comune secondo la precedente legislazione che risultano compatibili con la legge e lo Statuto.".
2) Nel Supplemento ordinario N. 162/L alla G.U. – serie generale – n. 227 del 28 settembre 2000 è stato pubblicato il testo del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante: <<Testo unico delle leggi sull'ordinamento dgli enti locali>>. Ne riportiamo i seguenti stralci:
a) Art. 7 (Regolamenti): "1. Nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dallo statuto, il comune e la provincia adottano regolamenti nelle materie di propria competenza ed in particolare per l'organizzazione e il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l'esercizio delle funzioni.";
b) Art. 8 (Partecipazione popolare), commi 3 e 4: "3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini. 4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.";
c) Art. 136 (Poteri sostitutivi per omissione o ritardo di atti obbligatori), comma 1: "1. Qualora gli enti locali, sebbene invitati a provvedere entro congruo termine, ritardino o omettano di compiere atti obbligatori per legge, si provvede a mezzo di commissario ad acta nominato dal difensore civico regionale… Il commissario ad acta provvede entro sessanta giorni dal conferimento dell'incarico."3) In data 20 gennaio 2001, un gruppo spontaneo di cittadini di Murazzano (Cn), denominatosi "Comitato Murazzano Leader" presentava presso la segreteria del Comune di Murazzano le firme autenticate di 120 elettori del paese in calce alla seguente richiesta di referendum consultivo: <<I sottoscritti Cittadini elettori del Comune di Murazzano chiedono, ai sensi dell'articolo 8 della Legge 267/2000 e 57 dello Statuto Comunale, che venga indetto ed attuato il Referendum Consultivo Comunale avente ad oggetto il seguente quesito: "Ritiene Lei opportuno che il Comune di Murazzano sia trasferito dalla Comunità Montana Valli Mongia Cevetta e Langa Cebana con sede a Ceva alla Comunità Montana Alta Langa con sede a Bossolasco?">>.
4) In data 30 gennaio 2001, il sindaco di Murazzano, avv. Giorgio Manfredi, inviava una lettera al Presidente della Regione Piemonte, all'Assessore Regionale alla Montagna, al Presidente della Comunità Montana Valli Mongia Cevetta e Langa Cebana e ai promotori del referendum consultivo, lettera nella quale, in base ad una serie di deduzioni ed osservazioni, dichiarava "improcedibile ed inammissibile" tale referendum, anche per la mancanza di un regolamento comunale in materia.
5) In data 11 aprile 2001, il Consiglio Comunale di Murazzano respingeva a maggioranza la proposta di deliberazione presentata da alcuni consiglieri comunali (ai sensi dell'art. 39, comma 2, del D.Lgs. 267/00), concernente l'ammissibilità del quesito referendario presentato. In data 1° giugno 2001, il Consiglio Comunale dii Murazzano respingeva a maggioranza la proposta presentata da alcuni consiglieri (ai sensi dell'art. 39, comma 2, del D.Lgs. 267/00) avente il seguente oggetto: "Revoca della delibera n. 25 del 3/08/2000 e indizione referendum popolare su tale argomento".

Tutto ciò premesso e considerato, i sottoscritti intendono esporLe le seguenti considerazioni:
1) nel Comune di Murazzano, la previsione statutaria di un "regolamento sui referendum" è lettera morta da oltre dieci anni; la responsabilità di tale inattuazione statutaria ricade interamente sull'attuale amministrazione comunale, in carica dal giugno del 1999 e, quindi, chiamata ad attuare gli istituti della partecipazione popolare come previsti dallo Statuto comunale del 1992 e come tutelati in modo inequivocabile dal Testo Unico sugli enti locali (T.U.) emanato nel settembre 2000: art. 7 T.U. ("…il comune e la provincia adottano regolamenti … in particolare per l'organizzazione e il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione …"); art. 8 T.U. ("…devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame …");
2) la richiesta di referendum consultivo presentata il 20 gennaio 2001 al Comune di Murazzano ha tutte le credenziali per essere presa in considerazione, ai sensi dell'art. 57 dello Statuto comunale di Murazzano e dell'art. 8 T.U., a cui, peraltro, essa si richiama: adeguato numero di firme; autentica di consiglieri comunali; quesito non manifestamente infondato;
3) le osservazioni avanzate dal sindaco di Murazzano nella sua lettera del 30 gennaio 2001 sono del tutto irrilevanti per la semplice ragione che lo Statuto comunale (art. 57, comma 4-5-6-7-8-10) prevede che il giudizio di ammissibilità della richiesta referendaria è prerogativa, in prima battuta, di una "apposita commissione, disciplinata dal regolamento" e, in una seconda fase, del Consiglio comunale; l'art. 57 dello Statuto non cita una sola volta la figura del "Sindaco";
4) altrettanto irrilevanti ai fini della questione di legalità che intendiamo porre alla Sua attenzione sono le deliberazioni adottate dal Consiglio Comunale di Murazzano i giorni 4 aprile e 1° giugno dell'anno 2001. Come si evince chiaramente dai verbali delle suddette adunanze, di fronte al rifiuto opposto dal Sindaco di Murazzano di procedere alla consultazione referendaria, i consiglieri comunali che avevano promosso tale consultazione utilizzarono le prerogative loro attribuite dalla legge per far convocare il Consiglio Comunale, per perorare la causa referendaria e per permettere un ampio dibattito sulla questione. Il fatto che tale ampio dibattito non avvenne e che per due volte il Consiglio Comunale si espresse contro la richiesta referendaria è una dimostrazione ulteriore della necessità di addivenire al rispetto della norma statutaria. Ricordiamo che in Consiglio Comunale il Sindaco gode di una maggioranza schiacciante; ricordiamo anche che, proprio tenendo conto dei rapporti di forza interni al Consiglio, lo Statuto comunale di Murazzano (art. 57, commi 6 e 7) attribuisce certo al Consiglio Comunale la decisione di indire o meno il referendum, ma tale prerogativa non è assoluta e incondizionata: la decisione sarà assunta solo dopo che "una apposita commissione, disciplinata dal regolamento" (art. 57, comma 4) avrà già espresso il "giudizio tecnico di ammissibilità"; la proposta referendaria potrà essere rigettata o solo parzialmente accolta "per motivi di legittimità", non di merito, non di parte. Se così non fosse, Sindaco e Consiglio Comunale potrebbero impedire tutte le iniziative referendarie a loro sgradite; purtroppo, è quanto avvenuto finora a Murazzano.
5) nel gennaio 2001, il Sindaco di Murazzano dichiara che manca il regolamento sui referendum; nei successivi diciotto mesi, a quanto ci risulta, il Sindaco non ha fatto nulla per sanare il vulnus statutario da lui stesso ammesso. Preso atto di questo, il Gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte ha fornito all'amministrazione comunale di Murazzano un importante contributo: una "Proposta di regolamento sul referendum consultivo", che è stato depositata dai promotori del referendum presso la segreteria comunale di Murazzano (e che è a disposizione di tutte le amministrazioni comunali e dei cittadini sul sito www.grupporadicalipiemonte.it, "indice tematico", "referendum comunali").
6) In data 3 ottobre 2002, il Settore Commissioni Legislative del Consiglio Regionale del Piemonte ha prodotto, su richiesta congiunta delle Commissioni Consiliari III - Agricoltura e della VIII – Affari Istituzionali, un "Approfondimento sulla disciplina dei referendum degli enti locali", da cui si evince che i regolamenti "per l'organizzazione e il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione" (art. 7 del T.U. 267/2000) sono atti necessitati e obbligatori, la cui omessa predisposizione consente l'applicazione dell'art. 136 del T.U. citato (potere sostitutivo per omissione o ritardo di atti obbligatori esercitato da commissario ad acta nominato dal difensore civico regionale).
7) In data 7 ottobre 2002 le Commissioni Consiliari III ed VIII, in sede congiunta, hanno deciso di stralciare, dalla discussione della nuova legge sulla montagna, la parte inerente la richiesta di cambiamento di Comunità Montana formulata dal Comune di Murazzano, in attesa che l'amministrazione comunale prenda in considerazione nelle debite forme la richiesta di referendum consultivo sull'argomento.
In base a quanto esposto, e richiamando il succitato art. 136 del D.Lgs. 267/00 e, altresì, la legge regionale 9 dicembre 1981, n. 50 (Istituzione dell'ufficio del Difensore Civico), Le chiediamo di intervenire presso l'Amministrazione Comunale di Murazzano affinchè: sia finalmente predisposto il "regolamento sui referendum"; gli organi a ciò preposti dalla Statuto comunale e dal suddetto regolamento esaminino la richiesta di referendum consultivo presentata il 20/01/01 e pronuncino un giudizio di ammissibilità o di inammissibilità della richiesta stessa.Certi di un pronto riscontro e disponibili a qualsiasi approfondimento e chiarimento, inviamo distinti saluti.


Bruno MELLANO
(consigliere regionale radicale)
Giulio MANFREDI
(cittadino di Murazzano)

P.S. Alleghiamo copia: Statuto Comune di Murazzano; comunicato stampa del 22/01/01 del Comitato "Murazzano Leader"; lettera del Sindaco di Murazzano del 30/01/01; verbali di deliberazione del Consiglio Comunale di Murazzano dell'11 aprile 2001 e del 1° giugno 2001; "Proposta di regolamento sul referendum consultivo" predisposta dal Gruppo Consiliare radicale alla Regione Piemonte; "Approfondimento sulla disciplina dei referendum degli enti locali" del Settore Commissioni Legislative del Consiglio Regionale del Piemonte.
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