Libertà e diritti civili
Mozioni e Ordini del giorno


Mozione - Oggetto: Ruolo della Regione Piemonte nella difesa dei diritti umani in Vietnam: in particolare, nella difesa dei diritti della minoranza cristiana dei Montagnard (Degar). [19 maggio 2004]

ODG: Ruolo della Regione Piemonte nella difesa dei diritti umani in Tibet: la Provincia del Sichuan e la condanna a morte del monaco Tenzin Delek Rimpoche. [7 aprile 2004]

ODG SUI GIONALISTI IMPRIGIONATI IN LAOS [2 luglio 2003]

ODG SULLA CANNABIS TERAPEUTICA [8 maggio 2002]

ODG CONSIGLIO REGIONALE SU DISORDINI E VIOLENZE DURANTE IL G8 DI GENOVA [27 luglio 2001]

ORDINE DEL GIORNO N. 158 - AGGRESSIONE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA, RAFFAELE FITTO. [28 novembre 2000]

ORDINE DEL GIORNO N. 20 - WORLD GAY PRIDE 2000

  Torino, 19 maggio 2004
Oggetto: Ruolo della Regione Piemonte nella difesa dei diritti umani in Vietnam: in particolare, nella difesa dei diritti della minoranza cristiana dei Montagnard (Degar).

Il Consiglio Regionale del Piemonte,
ricordato che il 10 aprile 2004, alla vigilia di Pasqua, decine di migliaia di Montagnard (Degar) hanno dato vita a manifestazioni di preghiera pacifiche nelle province degli Altipiani Centrali del Vietnam (Dak Lak, Gia Lai e Dak Nong) per chiedere al Governo il rispetto della libertà religiosa e dei loro diritti di popolo indigeno, compresa la restituzione delle terre arbitrariamente confiscate dal 1975;
sottolineata la gravità del fatto che le autorità vietnamite abbiano represso in modo violento le succitate manifestazioni, provocando centinaia di morti e feriti, e che in particolare il 10 aprile scorso centinaia di Montagnard siano stati uccisi - con azioni congiunte di esercito, forze di polizia e civili vietnamiti armati dalle autorità - sulla strada che porta alla città di Buon Ma Thuot;
preso atto del fatto che il Governo vietnamita, pur continuando a negare tali massacri, ha impedito ogni tipo di accesso alla regione, per due settimane, agli stranieri, inclusi giornalisti e diplomatici, organizzando solo successivamente visite guidate e controllate dallo Stato e mantenendo il divieto d’accesso diretto e completo;
richiamata la condanna espressa dal Comitato ONU sui Diritti Umani, nella sua 75ma sessione del luglio 2002, per la politica repressiva del Governo vietnamita contro il popolo Montagnard;
salutata la dichiarazione resa al PE da parte del Commissario Europeo per le Relazioni Estere, l’On. Chris Patten, che il 30 gennaio 2004 ha sottolineato come “l’Unione abbia costantemente invitato il Governo vietnamita a facilitare l’accesso nella regione alle missioni dell’Unione, come pure al Commissario per i Rifugiati dell’ONU (UNHCR) e altre istituzioni e rappresentanti dell’ONU, per ottenere una verifica piena e diretta della situazione sul terreno” (…) mentre “l’accesso rimane comunque controllato”;
recepito il monito internazionale dell’ Human Rights Watch del 22 aprile 2004, che ha chiesto alla comunità internazionale di agire immediatamente ed insistere affinché il Vietnam autorizzi l’accesso di osservatori indipendenti sugli Altopiani Centrali per effettuare un’indagine completa ed obiettiva, avendo ricevuto rapporti allarmanti che parlano di decine e decine di protestanti rimasti feriti durante le manifestazioni, alcuni dei quali picchiati a morte;impegna la Giunta
ad inviare al Parlamento e al Governo italiano la richiesta urgente di sostenere una presenza sia dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani sia dell’Alto Commissario Onu sui Rifugiati negli Altipiani Centrali del Vietnam e nelle confinanti province cambogiane di Rattanakiri e Mondulkiri;
a chiedere al Parlamento e al Governo italiano di impegnarsi per richiedere immediatamente ai Governi vietnamita e cambogiano un pieno, diretto e libero accesso alla regione, nel rispetto dei loro obblighi internazionali, per verificare i rapporti sui casi di violenza e gli omicidi avvenuti negli ultimi tre anni;
a chiedere al Parlamento e al Governo italiano di attivarsi in favore delle richieste della popolazione Montagnard, formulate ai sensi del diritto internazionale vigente;impegna altresì la Giunta
a sottoporre alla Commissione europea l’esigenza di dare seguito alle pressioni diplomatiche avviate nei confronti del Governo vietnamita, sospendendo gli Accordi di Cooperazione UE/Vietnam, secondo quanto stabilito dall’articolo 2 degli Accordi stessi, nel caso in cui non venga accordato alle Agenzie ONU, agli inviati speciali dell’ONU, alle altre organizzazioni internazionali, anche non-governative, nonché alla stampa l’accesso libero, pieno e diretto agli Altopiani Centrali del Vietnam;
a far pervenire al Governo degli Stati Uniti la richiesta di valutare l’opportunità di sospendere i propri accordi di cooperazione economica bilaterali con il Vietnam finchè dovessero perdurare le violazioni religiose rilevate dalla Commissione Helsinki e dalla Commissione sulla Libertà Religiosa degli Stati Uniti, e la libertà d’accesso alla regione non sia effettivamente garantita;
a chiedere al Governo italiano di operare di concerto con gli altri Governi di paesi democratici al fine di riconsiderare i termini della negoziazione dell’ingresso del Vietnam nel WTO (previsto per il 2005), vincolando tale ingresso al rispetto effettivo dei diritti umani e religiosi, non solo della minoranza cristiana dei Montagnard;
a sostenere, nelle forme consentite dalla normativa regionale, con un contributo di 5.000,00 euro, l’attività della Montagnard Foundation – il cui fondatore e presidente, Kok Ksor, è stato ospite il 5 giugno 2003 in Consiglio Regionale – sovvenzionando la realizzazione di una rete di trasmissione radiofonica ed il finanziamento di borse di studio, corsi di formazione e attività di informazione per le centinaia di rifugiati indigeni Montagnard che si trovano adesso negli Stati Uniti e che rappresentano la speranza più concreta per un futuro di libertà, democrazia ed emancipazione per uno dei più antichi popoli indigeni del Sud Est Asiatico;impegna il Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte
a trasmettere la presente mozione al Ministero degli Affari Esteri del Governo Italiano, ai Presidente dei due rami del Parlamento, al Presidente della Commissione Europea, all’Ambasciata della Repubblica del Vietnam in Italia, all’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e alla Montagnard Foundation.

Carmelo Palma (primo firmatario)
Marco Botta
Bruno Mellano
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  Torino, 7 aprile 2004
Ordine del giorno: Ruolo della Regione Piemonte nella difesa dei diritti umani in Tibet: la Provincia del Sichuan e la condanna a morte del monaco Tenzin Delek Rimpoche.
Il Consiglio Regionale del Piemonte,
Considerato:
- l'ordine del giorno n° 112/2000 approvato all'unanimità da questo consiglio in data 5 dicembre 2000, che impegna la Regione Piemonte a sostenere la lotta nonviolenta e democratica del popolo tibetano per la salvaguardia del patrimonio culturale, storico e ambientale del Tibet;
- la dichiarazione degli enti locali italiani, riuniti presso la sede del Consiglio Regionale del Piemonte per iniziativa della Regione Piemonte e dell'ANCI in data 9 marzo 2002, che ha dato vita all'Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet;
- la risoluzione sul Tibet approvata dalla Camera dei Deputati il 9 ottobre 2002, con la quale, fra l'altro, si impegna il Governo italiano ad "invitare il Governo cinese a riconoscere e rispettare pienamente i fondamentali diritti politici, sociali e culturali delle minoranze religiose, etniche e di altro genere nonché le loro specificità culturali compresa la libertà di culto".
Preso atto che:
- lo scorso 26 gennaio 2003 sono state confermate le condanne a morte comminate dalla magistratura della Provincia cinese del Sichuan nei confronti di due religiosi tibetani, Tenzin Delek Rimpoche e Lobsang Dhondup, accusati di "detenzione di armi ed esplosivi" e di promuovere "attività politica separatista finalizzata all'indipendenza del Tibet dalla Cina";
- la condanna a morte di Lobsang Dhondup, un monaco tibetano di 28 anni, è stata eseguita immediatamente dopo la lettura della sentenza che respingeva la richiesta di appello e nonostante le proteste della comunità internazionale;
- la stessa Corte d'Appello ha sospeso per due anni l'esecuzione della sentenza per il secondo religioso, Tenzin Delek Rimpoche, un Lama di 52 anni, molto conosciuto e di grande prestigio fra i tibetani.
Valutato che:
- l'Unione Europea, il 5 febbraio 2004, ha espresso formale protesta per l'esecuzione della sentenza di Lobsang Dhondup ed ha formulato riserve nei confronti della Repubblica Popolare Cinese per le modalità di conduzione del processo, con riferimento alla scarsa trasparenza del procedimento, alle palesi violazioni del diritto alla difesa, al disinteresse per gli appelli internazionali alla clemenza;
- il Governo USA ha espresso analoga protesta nei confronti della Repubblica Popolare Cinese ed ha preannunciato una risoluzione di condanna della Cina in sede di Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite;
- la Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati ha votato all'unanimità, nella seduta del 11 marzo 2004, la risoluzione 7-00386 che impegna il Governo Italiano a fare pressioni politiche e diplomatiche affinché l'esecuzione della pena di morte nei confronti del religioso Tenzin Delek Rimpoche non sia eseguita e che al monaco sia garantito un processo equo alla presenza di osservatori internazionali; Visto che:
- il Consiglio Regionale è, da anni, impegnato a sostenere le campagne di Amnesty International contro la pena di morte e contro la tortura;
- la Regione Piemonte è, da anni, impegnata a sostenere le campagne di Nessuno Tocchi Caino contro la pena di morte e per la moratoria delle esecuzioni capitali;
- l'ultimo rapporto annuale di "Nessuno Tocchi Caino" denuncia l'effettuazione di "almeno 3.138" condanne a morte in Cina nell'anno 2002 e che, secondo varie fonti, compresa Amnesty International, questa sarebbe una stima sottodimensionata rispetto alla realtà.
Tenuto conto che:
- la Regione Piemonte ha, dal 1990, rapporti di collaborazione con la Repubblica Popolare di Cina ed in particolare con la Provincia del Sichuan, con la quale è addirittura gemellata;
- la Provincia del Sichuan è una delle province cinesi nate dall'invasione, occupazione e smembramento del Tibet e comprende gran parte dei territori delle antiche province tibetane di Admo e Kham.
Impegna il Presidente della Regione Piemonte:
1. ad invitare formalmente il Governo della Repubblica Popolare Cinese e le autorità provinciali del Sichuan a non procedere all'esecuzione della pena di morte nei confronti del religioso Tenzin Delek Rimpoche;
2. a richiedere per il monaco tibetano un processo equo alla presenza di osservatori internazionali;
3. a tenere in considerazione gli esiti della vicenda processuale e personale del venerato monaco Tenzin Delek Rimpoche nei prossimi rapporti istituzionali ed economici della Regione Piemonte con la Provincia del Sichuan.
Impegna il Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte:
1. a trasmettere il presente ordine del giorno al Ministero degli Affari Esteri del Governo Italiano, all'Ambasciata della Repubblica Popolare di Cina in Italia ed al Governo Tibetano in Esilio.

Mellano (1° Firmatario)
Leo Botta Marco
Marcenaro Cattaneo
Papandrea Costa Rosanna
Chiezzi
Manica
Pozzo
Marengo
Galasso
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  Torino, 1 luglio 2003
ORDINE DEL GIORNO n. 783
Il Consiglio regionale, premesso che:
- i giornalisti europei Thierry Falise (Belgio) e Vincent Reynaud (Francia) e il loro traduttore Naw Karl Mua (cittadino USA di origine laotiana), arrestati il 4 giugno in Laos mentre effettuavano un reportage, sono stati condannati ieri a 15 anni di prigione “per resistenza all’esercizio del potere”;

- due dei quattro laotiani arrestati per la stessa vicenda sono stati a loro volta condannati rispettivamente a 15 e a 20 anni di prigione,
richiamata:
- la mobilitazione civile che vide accomunati, venti mesi fa, lo stesso Consiglio regionale, decine di sindaci piemontesi, migliaia di cittadini – in sinergia con l’ambasciata italiana in Thailandia e con il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver - nel richiedere la liberazione immediata del consigliere regionale Bruno Mellano e di altri quattro militanti radicali (Olivier Dupuis, Silvja Manzi, Massimo Lensi e Nikolaj Kramov), arrestati il 26 ottobre 2001 in Laos per aver manifestato per la “Democrazia, Libertà e Riconciliazione del Laos”, condannati l’8 novembre 2001 a due anni di detenzione dopo un processo-farsa ed espulsi immediatamente dal Paese solo grazie alla mobilitazione suddetta e alla presenza e al lavoro dell’on. Boniver e dei diplomatici italiani,
impegna
il Presidente della Giunta regionale
ad attivarsi presso il Presidente del Consiglio dei Ministri, da oggi Presidente di turno dell’Unione Europea, affinchè il Governo italiano intervenga immediatamente:
- per la liberazione delle persone ingiustamente condannate;
- per il rispetto e la difesa dei diritti umani;
- per l’affermazione in quel Paese dei principi di libertà e di democrazia.L’Europa, che ha responsabilità importanti per il peso della sua politica di aiuti, può svolgere per questi obiettivi un ruolo essenziale.

Testo del documento votato e approvato nell’adunanza consiliare pomeridiana del 1 luglio 2003.
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PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio regionale del Piemonte
premesso che
- nel nostro ordinamento è già previsto l'utilizzo di diverse droghe per uso medico, tra cui merita particolare menzione quello della morfina;
- l'Italia, con l'approvazione della legge 8 febbraio 2001, n. 12 "Norme per agevolare l'impiego dei farmaci analgesici oppiacei nella terapia del dolore" ha finalmente ampliato la possibilità di prescrizione e di utilizzo delle sostanze psicoattive nella terapia antalgica;
- in Canada, Gran Bretagna, Germania, Israele, Olanda, Stati Uniti e Australia sono state condotte ricerche sull'utilizzo medico dei derivati della canapa indiana;
- nel 1999 l'International Narcotic Board delle Nazioni Unite ha incoraggiato le ricerche sull'uso terapeutico della cannabis;
- il governo canadese nel 1999 ha adottato un piano quinquennale per la produzione di canapa indiana per uso medico;
- nel 1999 il ministro tedesco della sanità si è espresso a favore dell'utilizzo terapeutico dei derivati della canapa indiana;
- il governo israeliano nel 1999 ha adottato le linee guida per l'uso medico della canapa indiana e dei suoi derivati;
- in Gran Bretagna nell'autunno del '98 la Commissione "Scienza e Tecnologia" della Camera dei Lords, basandosi sulle conclusioni di numerosi studi scientifici, si è schierata a favore della introduzione per scopi terapeutici della canapa indiana e dei suoi derivati;
- il 5 novembre del 1998 gli elettori americani di Alaska, Arizona, Colorado, Nevada, Oregon e Washington, consultati con un referendum su questo tema, hanno approvato l'uso terapeutico della marijuana per i malati di tumore e di AIDS;
- la commissione federale statunitense dell'Istituto di medicina della National Academy of Sciences di Washington nel 1999 ha chiesto l'introduzione in campo medico del principio attivo della canapa indiana (THC);
- nel 1999 un comitato della British Medical Association si è espresso a favore dell'utilizzo terapeutico dei derivati della canapa indiana;
ritenuto che
- la scelta di approvare l'utilizzo terapeutico della canapa indiana non rientra nel confronto tra l'approccio probizionista e quello antiproibizionista sulle droghe;
considerato che
- gli effetti collaterali più comuni e fastidiosi dei chemioterapici nella terapia neoplastica risultano essere il profondo senso di nausea e il vomito;
- i farmaci utilizzati nella cura dell'AIDS presentano frequentemente tra gli effetti collaterali un forte senso di nausea, che determina un aumentato rischio di inedia per i malati;
- la canapa indiana e i suoi derivati presentano un'importante effetto antiemetico;
- l'American Cancer Society ha finanziato negli ultimi mesi ricerche per determinare se un cerotto al THC (il principio attivo dei cannabinoidi) possa essere usato come metodo alternativo e piu' efficace, per offrire i benefici effetti dei cannabinoidi ai pazienti che soffrono di nausea, vomito e altri effetti collaterali provocati dalla chemioterapia;
- riviste scientifiche internazionali riferiscono che il 44% dei medici avrebbe consigliato ai propri pazienti di utilizzare i derivati della canapa indiana e pertanto, per procurarseli illegalmente, ai malati sarebbero state, e sono, inflitte inutilmente ulteriori pene e ansie;
- gli effetti collaterali della canapa indiana e dei suoi derivati risultano essere poco rilevanti nel periodo immediatamente successivo all'assunzione e scarsamente dimostrati nel lungo periodo, nonostante siano stati cercati da numerosi studi condotti dalle autorità federali statunitensi;
- non è stata rilevata tolleranza farmacologia –ovvero per ottenere effetti analoghi nel tempo non è necessario incrementare la dose del farmaco-, né presenza di sintomi d'astinenza, se non in casi aneddotici;
- la commissione composta da dieci accademici esperti in sostanze psicoattive, incaricata dal Ministero della Sanità francese e presieduta da Bernard Pierre Roques, nel 1999 ha riconosciuto che la canapa indiana è meno dannosa per la salute umana di tabacco e alcool;
considerato inoltre che
- diverse e autorevoli riviste scientifiche internazionali riportano studi sull'efficacia della canapa indiana e dei suoi derivati nel ridurre la pressione intraoculare nella terapia del glaucoma e che sono in atto diverse sperimentazioni scientifiche per valutare l'efficacia terapeutica per i cannabinodi nella terapia della sclerosi multipla;
- sono in corso diverse ricerche per stabilire l'efficacia e la possibile utilizzazione dei cannabinoidi nella terapia dell'asma bronchiale;
- l'alta densita' di recettori cannabinoidi CB1 all'interno dei gangli basali suggerisce un potenziale ruolo degli endocannabinoidi nel controllo del movimento volontario e nei disturbi del movimento correlati con i gangli basali, quali il morbo di Parkinson e che l'aumento dei livelli dei cannabinoidi nel globus pallidus si associa con una riduzione dei movimenti in un modello sperimentale di Parkinson realizzato su cavie;
- studi clinici riportati da autorevoli riviste scientifiche riferiscono dei benefici dall'uso dei derivati della canapa indiana per pazienti affetti dalla sindrome di Gilles de la Tourette;
- ricerche, condotte su modelli sperimentali con animali, hanno dimostrato che i cannabinoidi hanno efficacia terapeutica su cellule tumorali cerebrali;
- durante il XIII Congresso della Societa' Italiana per lo Studio dell' Arteriosclerosi , tenutosi dal 3 al 5 dicembre '99 all'Università degli Studi di Milano, è emersa l'ipotesi di un possibile utilizzo di derivati della canapa indiana per contribuire alla prevenzione dell'arterosclerosi;
considerato infine che
- riviste scientifiche internazionali riferiscono casi clinici di epilessia ed emicrania che hanno beneficiato dell'utilizzo dei derivati della canapa indiana, che secondo studi sperimentali potrebbero inoltre rappresentare un'utile alternativa agli oppiacei nel trattamento dei dolori cronici;
- Paul M. Hyman, portavoce della American Cancer Society di New York, nel corso del 2000 ha dichiarato: "Battersi contro questo uso medico della marijuana vuol dire combattere la stessa ricerca scientifica";
CHIEDE
al Governo e al Parlamento di regolamentare l'uso medico della canapa indiana e dei suoi derivati;
IMPEGNA
il Presidente del Consiglio regionale e il Presidente della Regione a comunicare il contenuto della presente mozione al Governo e al Parlamento nazionale.
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  28 novembre 2000
ORDINE DEL GIORNO Nš 158
AGGRESSIONE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA, RAFFAELE FITTO.

Il Consiglio Regionale
esprimePreoccupazione e protesta per l' aggressione della quale stato vittima nella giornata di ieri il Presidente della Regione Puglia
Il Consiglio Regionale
mentre esprime al Presidente della Regione Puglia la propria solidarietà
chiede
che vengano accertate e perseguite le responsabilità per un atto così grave contro le istituzioni.
Testo del documento votato nell’adunanza consiliare antimeridiana del 28 novembre 2000 ed approvato all' unanimità dei 40 Consiglieri presenti.
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ORDINE DEL GIORNO
OGGETTO: DISORDINI E VIOLENZE DURANTE IL G8 DI GENOVA

Il Consiglio regionale del Piemonte,
ricordando che in uno Stato di diritto - devono essere garantiti i diritti e la sicurezza di quanti partecipano in forma pacifica alle manifestazioni politiche e deve essere, con eguale forza, riconosciuto l'obbligo di reprimere i comportamenti violenti e lesivi della libertà e dei beni dei cittadini; - le operazioni di polizia devono svolgersi nel più assoluto rispetto delle leggi, dei diritti e delle libertà costituzionali
denunciando che malgrado le intenzioni e gli atteggiamenti pacifici della gran parte dei partecipanti alle manifestazioni 'anti G8' di Genova, il clima di scontro, di tensione e di intolleranza alimentato, fin da parecchie settimane prima del vertice, da parte dei responsabili del GSF (Genova Social Forum) ha contributo a determinare condizioni politiche- e persino organizzative- ben più favorevoli ad 'azioni' e 'reazioni' violente che all'esercizio del diritto di manifestazione;
denunciando altresì che la decisione di convocare la riunione del G8 nel pieno centro della Città di Genova e di confermare la scelta anche dopo che erano emersi in modo del tutto evidente gli enormi problemi organizzativi e di ordine pubblico che ne sarebbero inevitabilmente conseguiti, ha reso irrimediabilmente ingestibile una situazione resa incandescente dal clima di scontro politico;
rilevando come agli obiettivi sconsiderati dei responsabili del GSF- da quello di impedire il vertice, a quello di forzare nel corso delle manifestazione la cosidetta 'zona rossa'- abbia corrisposto un atteggiamento altrettanto inammissibile da parte dei massimi responsabili delle strategie di sicurezza, che hanno dapprima riconosciuto al GSF il ruolo di interlocutore politico-organizzativo e hanno in seguito reagito ai disordini in maniera indiscriminata e illegittima, con violenze gratuite ed arresti 'di massa'.
esprime
dolore e sgomento per la morte del giovane Carlo Giuliani, ricordando peraltro come questa sia avvenuta nel corso di un violentissimo attacco di manifestanti a una camionetta di carabinieri;
riconoscenza ai tanti rappresentanti delle forze dell'ordine che, in condizioni così pesanti, hanno adempiuto con correttezza ai compiti loro affidati;
solidarietà agli abitanti e all'Amministrazione della Città di Genova che sono stati condannati a convivere per giorni con gli episodi di guerriglia urbana
l'auspicio che le indagini consentano di accertare e di sanzionare le responsabilità di chiunque (fra gli organizzatori e i partecipanti alle manifestazioni e fra i responsabili delle forze di polizia o degli apparati dello stato) abbia istigato o compiuto reati durante i giorni del vertice G8 di Genova.
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ORDINE DEL GIORNO N. 20
WORLD GAY PRIDE 2000
Il Consiglio regionale
posto che:
o fin dal dicembre 1996 il movimento lesbico-omosessuale ha indetto la manifestazione per la Giornata Mondiale dell’Orgoglio omosessuale e lesbico a Roma;
o la concomitanza con le celebrazioni del Giubileo cattolico inizialmente interpretata come provocazione discorsiva, è utile oggi per mantenere aperta la dialettica tra concezioni culturali differenti e per sottolineare le posizioni sessuofobe e discriminatorie di certa parte del mondo religioso e politico;
o motivazioni pretestuose si stanno moltiplicando per snaturare le caratteristiche della manifestazione, mettendo in questione valori fondanti la vita democratica del nostro Paese quali la laicità e la pluralità dello Stato, il rispetto della Costituzione, i diritti civili delle minoranze
riconosce
il diritto delle organizzazioni omosessuali e transessuali e di tutti i cittadini e tutte le cittadine a manifestare, diritto previsto e garantito dalla democrazia, dalla Costituzione e dalle regole della convivenza civile.

Testo del documento, emendato, votato per appello nominale nell’adunanza conslliare pomeridiana del 4 luglio 2000 ed approvato con 11 seguente esito:
presenti n. 42 Consiglieri, votanti ‘i. 40 Consiglieri, hanno risposto sì n. 21 Consiglieri, hanno risposto no n. 8 Consiglieri, si sono astenuti n. 11 Consiglieri (non hanno partecipato alla votazione n. 2 Consiglieri).
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