Libertà e diritti civili
Interrogazioni e Interpellanze

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN AULA - Oggetto: l'arma delle perizie psichiatriche nei confronti del sig. Gian Piero Buscaglia, residente in Piemonte, ad Alessandria. [28 aprile 2004]

INDAGINE CONOSCITIVA SULLA SITUAZIONE DEI DETENUTI AFFETTI DA HIV NELLE CARCERI PIEMONTESI [10 dicembre 2001]

INDAGINE CONOSCITIVA SUI PROGETTI DI INSERIMENTO LAVORATIVO PER TOSSICODIPENDENTI IN TRATTAMENTO [7 dicembre 2001]

INTERROGAZIONE SULLA DISCRIMINAZIONE RELIGIOSA ED ECONOMICA OPERATA DALLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE NEI CONFRONTI DELL'IMPRENDITORE ALFREDO FAVA MINOR [19 ottobre 2001]

INDAGINE CONOSCITIVA SU ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE POPOLARE [17 luglio 2001]

INTERPELLANZA Nš 804 - ANNULLAMENTO DELLA TAPPA "S. ANNA DI VINADIO" DEL GIRO D'ITALIA

INTERROGAZIONE Nš 367. Oggetto: richiesta dati sul nuovo metodo adottato dal questore di Torino
per il mantenimento dell’ordine pubblico nello stadio Delle Alpi.
[15 novembre 2000]

  Torino, 28 aprile 2004
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN AULA - Oggetto: l'arma delle perizie psichiatriche nei confronti del sig. Gian Piero Buscaglia, residente in Piemonte, ad Alessandria.

I sottoscritti consiglieri regionali, premesso che:
- il signor Gian Piero Buscaglia, dal 1981 al 2002 è stato dipendente amministrativo nella Polizia di Stato italiana, prima ad Imperia, poi ad Alessandria e che dal 1997 ad oggi è stato chiamato dal suo datore di lavoro e dai giudici, per ben 12 volte, a sostenere una perizia psichiatrica;
- in tutte le visite sostenute è risultato idoneo alla propria attività lavorativa e, in un solo caso, rifiutandosi di sostenere l’ennesima visita, è stato giudicato non idoneo, sulla base di risultanze documentali;
- in alcuni casi le visite sono state ripetute per ragioni puramente burocratiche di “competenza territoriale”;
- dal novembre 1997 la notizia delle ripetute perizie si diffonde al di fuori dell’ambito lavorativo e sui giornali, e contro il “marchio psichiatrico” il Buscaglia si rivolge invano al Garante della privacy;
- dal 1998 il signor Buscaglia, per protestare contro le continue perizie, adotta metodi di protesta eclatanti ma assolutamente innocui: espone cartelli, striscioni, produce e diffonde volantini, sciopera, rifiuta di essere nuovamente visitato; in alcuni casi, a fini puramente dimostrativi e di fatto autodenunciandosi, viola alcune disposizioni regolamentari e di legge per protestare contro la “persecuzione psichiatrica”. I soli reati “di violenza” contestati a Buscaglia sono connessi alle sue presunte resistenze e lesioni arrecate nei confronti dei poliziotti intervenuti a impedire le sue solitarie manifestazioni; su queste supposte “violenze” Buscaglia è stato in alcuni casi assolto; in altri, i processi sono tuttora in corso;
- stando agli atti processuali, il 13.6.99 avrebbe opposto resistenza e arrecato lesioni a ben 6 poliziotti, tre la mattina e tre il pomeriggio, il tutto da solo, senza armi proprie ed improprie e strumenti contundenti; per queste imputazioni, viene in un caso assolto, e nell’altro condannato in primo grado a 4 mesi e mezzo malgrado i referti medici presentati (ben tre) attestino che il signor Buscaglia sia l’unico protagonista uscito “lesionato” dall’episodio; gli agenti di polizia interrogati giustificano le percosse come difesa da una supposta aggressione;
- sempre stando agli atti processuali, il 14-10-99 Buscaglia oppone resistenza a 7 poliziotti ed è nuovamente accusato di lesioni, procurate anche in questo caso senza alcuna arma o strumento contundente, tranne (sic) la ruota posteriore della bicicletta del Buscaglia, contro la quale un agente avrebbe urtato la gamba procurandosi ferite lacero-contuse; per questa imputazione, Buscaglia viene nuovamente condannato in primo grado a 4 mesi e mezzo di reclusione;
- nel gennaio 2000 il caso Buscaglia viene portato all’attenzione del Parlamento Italiano con una interrogazione del Senatore Ripamonti, alla quale seguono articoli e interviste;
- nell’aprile 2002 si arriva alla dodicesima ed ultima perizia che sancisce di nuovo “la piena capacità di intendere e volere”, la non pericolosità e la capacità di stare in giudizio;
- intanto Buscaglia viene isolato e pesantemente discriminato sul posto di lavoro; non gli vengono più affidate pratiche e non gli viene più richiesta alcun tipo di attività professionale; per protesta, Buscaglia rifiuta di restare sul posto di lavoro per non lavorare, e viene denunciato per assenteismo; il 15 settembre 2002 viene licenziato;
- le continue convocazioni per visite psichiatriche sono state di tutta evidenza uno strumento di intimidazione, utilizzato nei confronti di un dipendente “fastidioso”, che negli anni di attività lavorativa ha attuato veementi proteste contro quella che riteneva essere una grave ingiustizia nei suoi confronti;
- nel 2003 il “caso Buscaglia” approda in Consiglio regionale del Piemonte con una interrogazione presentata dal gruppo radicale che riceve una risposta totalmente insoddisfacente in quanto non entra in alcun modo nel merito del caso sollevato;
- nell’aprile 2004 il “caso Buscaglia” giunge al Parlamento Europeo grazie ad una interrogazione firmata dagli Eurodeputati Benedetto Della Vedova ed Olivier Dupuis;
interrogano l’Assessore alla Sanità per sapere:
1. se è normale che un cittadino venga convocato per ben 12 volte a sostenere una perizia psichiatrica, senza che costui abbia commesso alcun crimine, né abbia manifestato sintomi clinicamente significativi di incapacità o di disturbo psichico;
2. se non si ravvisi una grave lesione della libertà e dei diritti umani e civili del cittadino Buscaglia, colpito, senza alcun motivo, da un “marchio psichiatrico” che difficilmente potrà essere cancellato;
3. se non si ravvisi nel comportamento del datore di lavoro (Amministrazione Civile del Ministero dell’Interno) l’intento di colpire un cittadino solo per il suo comportamento eccentrico e "non ortodosso" e non perché vi fossero davvero le condizioni che facessero presupporre la necessità di perizie psichiatriche;
4. se la “psichiatrizzazione” del signor Buscaglia e la ricorrente verifica di una ipotizzata infermità mentale - per altro, sulla base dell’esito delle stesse perizie, del tutto ingiustificata - non costituisca una forma di deliberata intimidazione e condizionamento di un dipendente ed una grave violazione dei suoi diritti civili ed umani;
5. se risultino, quando e dove nel territorio piemontese altri casi analoghi di ripetuta, sistematica e accanita “peritazione” psichiatrica di un cittadino incensurato, non accusato di crimini violenti e sempre peraltro risultato, agli esiti delle perizie, perfettamente sano di mente;
6. se questo tipo di persecuzione non lasci perlomeno supporre che non sia stato semplicemente ed esclusivamente il comportamento professionale o l’antipatia soggettiva del Buscaglia ma vi siano ragioni reali ben diverse a giustificare un accanimento eclatante tanto nelle forme quanto nella sostanza;
7. quale limite, in casi di questo tipo, esista alla discrezionalità e alla palese ostilità da parte del datore di lavoro.

CARMELO PALMA
BRUNO MELLANO
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN COMMISSIONE
Oggetto: sulla situazione dei cittadini detenuti nelle carceri piemontesi affetti dal virus HIV anche alla luce del decreto del Ministero della Sanità firmato il 7 maggio 2001ed entrato in vigore il 19 ottobre 2001
I sottoscritti consiglieri regionali, premesso che:

- il 19 ottobre scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto 7 maggio 2001 del Ministero della Sanità "Definizione dei casi di AIDS conclamato o di grave deficienza immunitaria per i fini di cui alla legge 12 luglio 1999, n. 231. Modifica dell'art. 2 del decreto interministeriale 21 ottobre 1999";
- dalla lettura del provvedimento risulta che: è stato firmato dagli ex-ministri della Sanità (Umberto Veronesi) e della Giustizia (Piero Fassino) il 7 maggio 2001; è stato registrato alla Corte dei Conti solamente il 6 settembre 2001; è entrato in vigore cinque mesi dopo essere stato licenziato dal governo;
- il decreto suddetto modifica i parametri sanitari che consentono la scarcerazione dei detenuti in AIDS conclamato; il numero di linfociti TCD4+ non deve essere più pari o inferiore a 100/mmc bensì a 200/mmc.
Interrogano l'Assessore regionale alla Sanità per sapere:
- la percentuale di detenuti nelle carceri piemontesi che si sottopone volontariamente al test della sieropositività (dato complessivo e dati scorporati dei vari istituti penitenziari della Regione);
- il numero dei cittadini sieropositivi detenuti nelle carceri piemontesi (dato complessivo e dati scorporati dei vari istituti penitenziari della Regione);
- il numero dei cittadini in AIDS conclamato detenuti nelle carceri piemontesi (dato complessivo e dati scorporati dei vari istituti penitenziari della Regione);
- se vi sono cittadini detenuti in AIDS conclamato che, a seguito dell'emanazione, seppur tardiva, del decreto in oggetto, sono stati scarcerati o, comunque, rientrano nelle condizioni di legge necessarie e sufficienti pr richiedere la scarcerazione (dato complessivo e dati scorporati dei vari istituti penitenziari della Regione).
Torino, 10 dicembre 2001
Carmelo PALMA Bruno MELLANO
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INTERROGAZIONE URGENTE CON RISPOSTA ORALE IN COMMISSIONE OGGETTO: PROGETTI DI INSERIMENTO LAVORATIVO PER TOSSICODIPENDENTI IN TRATTAMENTO
Premesso che:
- la Regione Piemonte si accinge ad emanare i bandi relativi al finanziamento dei progetti di prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza mediante il Fondo Nazionale di intervento per la lotta alla droga, di cui alla Legge 18 febbraio 1999, n. 45;
- una parte dei progetti e dei finanziamenti sarà relativo ad interventi finalizzati a incrementare l'occupabilità o a favorire il collocamento lavorativo di cittadini ex tossicodipendenti o tossicodipendenti in trattamento;
- la 'collocabilità' dei soggetti coinvolti nei suddetti progetti - come di chiunque si trovi in condizioni di svantaggio sociooccupazionale in dipendenza di patologie psico-fisiche- non dipende unicamente dalle loro caratteristiche o abilità professionali ma anche dall'insieme di contributi, agevolazioni e incentivi che la normativa nazionale e regionale mette a disposizione delle aziende disponibili all'assunzione;
- la legislazione regionale non prevede alcuna agevolazione per le aziende disponibili ad assumere tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti, a meno che essi non ricadano, contestualmente, nelle fattispecie di cui agli art. 13, 14 e 15 della legge regionale 28/93;
- più in generale: il successo di questi progetti o di queste 'politiche' dipende dalla disponibilità delle aziende a concorrere a progetti di reinserimento socio-lavorativo e dal livello di iniziativa che il sistema pubblico del collocamento è in grado di dispiegare rispetto a questo particolare segmento di svantaggio socio-occupazionale;
si interroga l'assessore competente per sapere:
- se non sia opportuno ipotizzare una "campagna" di informazione/sensibilizzazione, rivolta alle aziende per sollecitare il loro interesse nei confronti di stage/borse lavoro/progetti di inserimento lavorativo di soggetti tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti;
- in che misura intenda promuovere il coinvolgimento dei centri per l'impiego nelle strategie di inserimento lavorativo di tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti, anche a partire dal bando regionale di prossima emanazione per il finanziamento dei progetti ex lege 45/99
- se non ritenga opportuno che la legislazione regionale relativa all' avviamento al lavoro di soggetti in difficoltà occupazionale estenda la previsione di incentivi economici anche alle aziende che assumano tossicodipendenti in trattamento o ex tossicodipendenti.
PALMA MELLANO
Consiglio Regionale del Piemonte Gruppo Consiliare "Radicali - Lista Emma Bonino"
10121 Torino - Via Alfieri, 19 - Tel. 011.57.57.401/402 - Fax 011.230.90.05 - Email radicalipiemonte@hotmail.com
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN COMMISSIONE
Oggetto: sulla discriminazione religiosa ed economica operata dalla Repubblica Popolare di Cina nei confronti dell’imprenditore biellese Alfredo Fava Minor.
I sottoscritti consiglieri regionali, premesso che:
- lunedì 8 ottobre 2001, il Dr. Alfredo Fava Minor (General Manager della Shangai Famas & Hocks Technical Textiles Co. Ltd., un’azienda manifatturiera con sede a Jinshan, a 60 chilometri da Shanghai, con 35 dipendenti) è stato fermato all’aeroporto cinese di Pudong e immediatamente reimbarcato ed espulso, senza alcuna spiegazione;
- tale fatto comporta per l’azienda del Dr. Fava ripercussioni economiche gravissime, poiché, al momento, risulta praticamente senza guida né controllo;
- tale fatto è, soprattutto, una pesante e inammissibile discriminazione religiosa, poiché il Dr. Fava è rappresentante in Italia del movimento spirituale Falun Gong, dichiarato illegale in Cina nel luglio 1999. Da due anni, i milioni di praticanti cinesi del movimento sono oggetto di una vera e propria persecuzione: brutali pestaggi, uccisioni, detenzioni illegali, “ricoveri” illegali in ospedali psichiatrici, internamenti illegali in campi di lavoro, aborti forzati;
- quanto accaduto al Dr. Fava è inammissibile per un Paese, la Repubblica Polare di Cina, che voglia essere parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio; l’estrema disinvoltura dimostrata dalle autorità cinesi nel violare le più elementari regole dello Stato di diritto suona come un campanello d’allarme per i numerosi imprenditori piemontesi in Cina, in particolare per quelli piccoli e medi;
- la Regione Piemonte intrattiene una fitta rete di relazioni economiche con la Repubblica Popolare di Cina;
- a seguito della riforma costituzionale, confermata dal referendum popolare del 7 ottobre scorso, il nuovo art. 117 della Costituzione sancisce che "… Sono materie di legislazione concorrente (tra Stato e Regioni, ndr) quelle relative a: rapporti internazionali … commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro … Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato …".
Interrogano il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore all’Industria e agli Affari internazionali per sapere:
- se intendano acquisire dalle autorità cinesi tutte le informazioni sulla vicenda del Dr. Fava Minor e sulla situazione attuale della sua azienda cinese;
- se intendano esprimere alle autorità cinesi un chiaro e forte giudizio critico sul loro operato, che si configura sia come intollerabile discriminazione religiosa sia come inammissibile perturbativa del mercato economico e dei commerci.
Torino, 19 ottobre 2001
Carmelo PALMA
Bruno MELLANO
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Oggetto: sulla richiesta di un'indagine conoscitiva della Regione sull'attuazione degli "istituti della partecipazione popolare" da parte delle Amministrazioni Comunali piemontesi.
I sottoscritti consiglieri regionali, premesso che:
- la Legge 8 giugno 1990, n. 142 (riforma delle autonomie locali) disciplinava, al Capo III, gli "Istituti di partecipazione" (art. 6 - Partecipazione popolare; art. 7 - Azione popolare, diritti d'accesso e di informazione dei cittadini; art. 8 - Difensore civico);
- le leggi successive (L. 81/93, L. 265/99 e, soprattutto, il D.Lgs. 267/00 "Testo unico sull'ordinamento degli enti locali", che ha inglobato il complesso della L. 142/90) hanno apportato alcune modifiche ed integrazioni marginali, senza incidere sulla struttura delle norme in oggetto, la cui finalità è di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini alla vita dell'ente locale con cui sono più direttamente in contatto;
- il caso recentemente emerso del Comune di Murazzano (referendum consultivo bloccato per mancanza del regolamento di attuazione, a nove anni dall'entrata in vigore dello Statuto comunale) è, forse, la punta dell'iceberg; in quanti Comuni piemontesi è effettivamente possibile per i cittadini utilizzare gli "Istituti di partecipazione" suddetti?
Interrogano l'Assessore alle Autonomie locali per sapere:
- se intende promuovere un'indagine conoscitiva analitica presso tutti i Comuni del Piemonte sull'attuazione (previsione nello statuto e/o nel regolamento comunali; eventuali casi concreti) dei seguenti "Istituti di partecipazione": "Partecipazione popolare" (art. 8 Testo unico); "Azione popolare e delle associazioni di protezione ambientale" (art. 9 T.U.); "Diritto di accesso e di informazione" (art. 10 T.U.); "Difensore civico" (art. 11 T.U.);
- se intende illustrare in Consiglio Regionale i risultati dell'indagine conoscitiva entro 30 giorni dal termine della stessa e, comunque, entro il 31 dicembre 2001.
Torino, 17 luglio 2001
Bruno MELLANO
Carmelo PALMA
Enrico COSTA
Pierluigi MARENGO
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  INTERPELLANZA Nš 804 - ANNULLAMENTO DELLA TAPPA "S. ANNA DI VINADIO" DEL GIRO D'ITALIA.
I sottoscritti Consiglieri regionali,
premesso che:
- la Tappa del Giro d’Italia Imperia-S.Anna di Vinadio prevista per il 7 giugno 2001 è stata annullata a causa di una protesta dei ciclisti per le perquisizioni effettuate nottetempo negli alberghi che ospitavano le squadre;
- l'annullamento della Tappa in questione ha creato un grave danno economico e di immagine per la provincia di Cuneo provocando una grande delusione non soltanto tra i tifosi ma anche tra gli organizzatori ed i volontari che da molti mesi si erano attrezzati per una minuziosa preparazione dell’evento;
- nell’organizzazione sono stati coinvolti anche numerosi Enti pubblici ed in particolare Regione Piemonte, Provincia di Cuneo e Comuni che, con finanziamenti sostanziosi, opere pubbliche e servizi realizzati in occasione dell’evento, hanno impiegato risorse notevoli;
- l’umiliazione subita dai cittadini della provincia di Cuneo è senza precedenti ed il danno provocato deve, previa individuazione dei responsabili, essere ristorato;
INTERPELLANO
La Giunta regionale al fine di conoscere se intenda:
1. effettuare una quantificazione delle spese assunte e degli investimenti posti in essere da Enti pubblici, imprese private e associazioni in Occasione della Tappa del Giro d’Italia Imperia-S.Anna di Vinadio
2. valutare l’opportunità di richiedere un risarcimento economico a favore dei soggetti danneggiati qualora siano individuate responsabilità nell’annullamento della Tappa
3. porre in essere ogni iniziativa atta a cancellare il danno morale e di immagine cagionato alla Provincia di Cuneo a causa dell’annullamento della Tappa.
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Torino, 15 novembre 2000
INTERROGAZIONE Nš 367. Oggetto: richiesta dati sul nuovo metodo adottato dal questore di Torino
per il mantenimento dell’ordine pubblico nello stadio Delle Alpi.

I sottoscritti consiglieri regionali,
premesso che:
- sabato 11 novembre 2000, alla Stadio Delle Alpi di Torino, durante il secondo tempo della partita Juventus-Lazio, sulle gradinate della curva Scirea si è verificato un brutale pestaggio: un uomo è stato percosso da un gruppo di tifosi, uno dei quali si è poi accanito sul corpo della vittima, affibbiandogli numerosi calci alla testa; durante i lunghi minuti del pestaggio, nessuno dei numerosi agenti della forza pubblica presenti è intervenuto; tutta la sequenza è stata filmata da varie emittenti televisive ed è stata poi diffusa ampiamente nei giorni successivi;
- martedì 14 novembre, è apparsa sulla cronaca locale de “La Repubblica” un’intervista al questore (li Torino, Dr. Nicola Cavaliere, di cui riportiamo ampi stralci: ..... Signor Questore, perché non avete agito immediatamente? L’intervento, che qualcuno avrà magari giudicato non repentino, è avvenuto con funzioni di “alleggerimento”, ossia per stemperare la tensione ... In circostanze simili, quando operiamo all’interno dello stadio, ci pensiamo sempre venti volte prima di mettere in atto quella che dalla folla viene interpretata come una carica. Avremmo rischiato di scatenare una rissa gigantesca per un episodio di importanza limitata: tra l’altro, da controlli effettuati subito dopo la partita negli ospedali, nessuno risulta essere stato ricoverato per percosse ... Allo stadio, durante le partite, abbiamo in azione anche personale in borghese che dà poco nell’occhio e può intervenire in maniera efficace e discreta. In casi come quello di sabato, invece, piuttosto che causare ulteriore scompiglio preferiamo indagare e risalire con calma ai responsabili delle scazzottate. Ordine pubblico vuoi dire anche questo: non sempre far scendere i reparti per le gradinate rappresenta la scelta più saggia";
- mercoledì 15 novembre, la stampa ci informa che il responsabile principale del pestaggio è stato identificato dalla polizia tramite i fumati; si tratta di un pregiudicato, a cui, pare, sarà comminata una sanzione amministrativa poiché nessuno ha sporto denuncia nei suoi confronti; la stampa dà, inoltre, grande risalto ad un comunicato del club degli ultras bianconeri “Fighters”, che giustifica il pestaggio come giusta vendetta nei confronti di un borseggiatore marocchino;
- dalla visione del filmato del pestaggio e dalla lettura dell’intervista al questore di Torino, migliaia di persone hanno dedotto che esistono allo stadio di Torino delle zone franche, dove gruppi determinati di ultras possono accanirsi, accampando le “giustificazioni” più varie, sul primo malcapitato (meglio se extracomunitario, così, se sopravvive, difficilmente sporgerà denuncia, anzi, non andrà nemmeno a farsi visitare in ospedale), con la quasi certezza che la polizia rimarrà a guardare, considerato che "l’episodio è di importanza limitata".
Interrogano il Presidente della Giunta Regionale per sapere:
- se intende acquisire dal questore di Torino informazioni e dati sul suo singolare metodo di controllo della sicurezza pubblica negli stadi, alfine di consentire alle migliaia di cittadini che ogni domenica affollano lo stadio Delle Alpi di regolarsi di conseguenza.

Carmelo PALMA Bruno MELLANO
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Gruppo Radicali - Lista Emma Bonino
Via Alfieri, 19 - 10121 Torino - Tel  011. 57.57.401/402 - Fax 011.23.09.005
e-mail: radicalipiemonte@hotmail.com - mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte