Libertà e diritti civili
Comunicati stampa 2005

RADICALI/REFERENDUM: SABATO A TORINO TAVOLO NON-STOP DI INFORMAZIONE REFERENDARIA - PALMA E BONI: “È UNO SCONTRO SLEALE: I VOTI DEI SOSTENITORI DEL SÌ E DELL’ASTENSIONE NON CONTANO ALLO STESSO MODO E NON SONO UGUALMENTE SEGRETI” [13 maggio 205]

ULTIMO COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO CONSILIARE "RADICALI-LISTA BONINO"
“IL TIBET: UNA PRIORITA’ POLITICA PER IL PIEMONTE!” [13 maggio 2005]


REGIONE PIEMONTE/TIBET: CONFERENZA STAMPA  VENERDI’ IN CONSIGLIO REGIONALE
RADICALI: “CONTINUERÀ L’IMPEGNO DEL PIEMONTE PER LA CAUSA TIBETANA?” [11 maggio 2005]

"UN 25 APRILE ANCHE PER LA CECENIA"/I RADICALI SARANNO PRESENTI ALLA MANIFESTAZIONE PER IL 25 APRILE A TORINO. [21 aprile 2005]

AMNISTIA NELLE CARCERI/APPELLO DEI CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI USCENTI AI PARLAMENTARI PIEMONTESI: “AGGIUNGETE LA VOSTRA FIRMA ALLA PROPOSTA DI LEGGE ‘ANDREOTTI, COLOMBO, COSSIGA’ ” [8 aprile 2005]

“PER LA LIBERTA’ RELIGIOSA E DI CULTO OVUNQUE… ANCHE A BRA”:
VENERDI’ 1° APRILE, MANIFESTAZIONE RADICALE DAVANTI AL MUNICIPIO DI BRA (Cn) – Piazza Caduti Libertà, 14 – dalle 17:00 alle 20:00. [30 marzo 2005]


REFERENDUM- MANIFESTAZIONE RADICALE  A TORINO DURANTE L’INCONTRO GHIGO-PISANU: “SI VOTI IL 29 MAGGIO” - AL TERMINE, PISANU INCONTRA I MANIFESTANTI E GARANTISCE L’IMPEGNO DEL GOVERNO A TENERE PRESENTI LE RAGIONI DEL COMITATO PROMOTORE [23 marzo 2005]

“NO ALLA CHIUSURA DELLA ‘FINESTRA SATELLITARE APERTA’ DI NTD-TV DA PARTE DI EUTELSAT PER LE PRESSIONI DEL GOVERNO CINESE …E FRANCESE”. RESOCONTO SIT- IN E CONFERENZA STAMPA . [18 marzo 2005]

CINA/ VENERDI’ A TORINO MANIFESTAZIONE DEI FALUN GONG PER LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE IN CINA. ADESIONE RADICALE. [16 marzo 2005]

AL DIRETTORE DE LA STAMPA - Dr. Marcello Sorgi - Con cortese richiesta di pubblicazione [15 marzo 2005]

LETTERA APERTA: UNA BANDIERA DELLA CECENIA ALLA FINESTRA [14 marzo 2005]

CECENIA/MORTE MASKHADOV/DA DOMANI BANDIERA CECENA E BANDIERA UE ESPOSTE A FINESTRE GRUPPO CONSILIARE RADICALE A TORINO. [9 marzo 2005]

8 MARZO/REFERENDUM/COMITATO PROMOTORE INCONTRA PREFETTO DI TORINO: “FISSAZIONE VOTO A GIUGNO SAREBBE SCORRETTO GIURIDICAMENTE PRIMA CHE POLITICAMENTE SCONVENIENTE”. [8 marzo 2005]

8 MARZO/TORINO/DOMANI POMERIGGIO MANIFESTAZIONE DAVANTI ALLA PREFETTURA DEL COMITATO PROMOTORE REFERENDUM PROCREAZIONE ASSISTITA: “IL GOVERNO INDICA I REFERENDUM PER DOMENICA 29 MAGGIO”. [7 marzo 2005]

VENTENNALE PERESTROJKA A TORINO/SIT-IN RADICALE CONTRO IL GENOCIDIO IN CECENIA.
Manfredi: “Grazie a Elena Bonner Sacharova  e al nostro compagno Oumar Khanbiev”. [6 marzo 2005]


CECENIA/DOMENICA 6 MARZO MANIFESTAZIONE RADICALE A TORINO IN CONCOMITANZA COMMEMORAZIONE VENTENNALE PERESTROJKA. BONI E MELLANO: “CHIEDEREMO A GORBACIOV DI DENUNCIARE LA DERIVA AUTORITARIA DELLA RUSSIA, COME HA FATTO RECENTEMENTE VACLAV HAVEL”. [2 marzo 2005]

“TIBET, LE LIBERTA’ NEGATE: LA TESTIMONIANZA DI NGAWANG SANGDROL” [15 febbraio 2005]

“Tibet, le libertà negate: la testimonianza di Ngawang Sangdrol”
MARTEDI’ 15 FEBBRAIO CONSIGLIO REGIONALE PIEMONTE OSPITA MONACA TIBETANA DETENUTA PER DODICI ANNI NELLE CARCERI CINESI PER REATI DI OPINIONE … E DI “RELIGIONE" [11 febbraio 2005]


SINTESI PRESENTAZIONE “LE RAGIONI DI UN SILENZIO – LA PERSECUZIONE DEGLI OMOSESSUALI DURANTE IL NAZISMO E IL FASCISMO” (a cura del Circolo Pink di Verona, edizioni Ombre corte) - (Torino, Aula del Consiglio Regionale del Piemonte, 26 gennaio 2005) [26 gennaio 2005]

“INDOCINA LIBERA: Libertà politica e libertà religiosa nell’Asia comunista” - SABATO 29 GENNAIO, ORE 9:30, CONVEGNO CON ESPONENTI MINORANZE PERSEGUITATE. INTERVENGONO DUPUIS, PALMA, GHIGO.

GIORNO DELLA MEMORIA/RADICALI: “BRAVO DEAGLIO PER INIZIATIVA EDITORIALE VOLTA A  CONOSCENZA STERMINIO OMOSESSUALI”. [25 gennaio 2005]

“INDOCINA LIBERA: Libertà politica e libertà religiosa nell’Asia comunista” - Sabato 29 gennaio 2005, ore 9:30 - Sala Viglione - Palazzo Lascaris - Consiglio Regionale del Piemonte -Via Alfieri, 15 - Torino

Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana
“LE RAGIONI DI UN SILENZIO” - La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo
A cura del Circolo Pink di Verona - mercoledì 26 gennaio 2005 [24 gennaio 2005]


“EUTANASIA: SI o NO?”/DOMANI SERA DIBATTITO A FOSSANO (Cn).
Confronto fra il vescovo di Alba, Sebastiano Dho, e il consigliere regionale radicale Bruno Mellano. [20 gennaio 2005]


Presentazione de: "IL LIBRO NERO DELLA CINA" (Autori Vari - Guerini & associati). [18 gennaio 2004]

REFERENDUM FECONDAZIONE ASSISTITA/MELLANO E FERRENTINO (RADICALI PIEMONTE): “ANCORA UNA VOLTA VIOLATA LA COSTITUZIONE … ORA OCCORRE DIFENDERE I QUESITI SUPERSTITI DA LEGGI TRUFFA …”. [13 gennaio 2005]

  Torino, 13 maggio 2005
RADICALI/REFERENDUM: SABATO A TORINO TAVOLO NON-STOP DI INFORMAZIONE REFERENDARIA
PALMA E BONI: “È UNO SCONTRO SLEALE: I VOTI DEI SOSTENITORI DEL SÌ E DELL’ASTENSIONE NON CONTANO ALLO STESSO MODO E NON SONO UGUALMENTE SEGRETI”

 
L’Associazione radicale Adelaide Aglietta ha organizzato per sabato 14 maggio un tavolo non stop di informazione referendaria a Torino, in Via Garibaldi angolo via Bellezza, dalle ore 10 alle ore 20. Al tavolo saranno presenti il Segretario dell’Associazione, Igor Boni e la Tesoriera, Rosanna De Giovanni.
 
Nell’annunciare l’iniziativa, Igor Boni e il consigliere regionale radicale uscente Carmelo Palma hanno dichiarato:
 
“In quest’ultimo mese di campagna referendaria, occorre impedire che il “successo dell’astensione” sia assicurato da quella “strategia del silenzio” che i più feroci sostenitori della legge 40 hanno tentato di imporre.
Come era prevedibile, i primi e parziali spiragli di informazione hanno aperto contraddizioni laceranti nel sistema politico, a destra come a sinistra. Di conseguenza, i referendum, con i lori temi, contenuti e  significato politico, hanno iniziato a interrogare e interessare i cittadini.
Ma i cittadini devono anche avere chiaro che quello che si sta giocando non è uno scontro leale: i voti dei sostenitori del sì e dell’astensione non contano allo stesso modo e non sono ugualmente segreti.
In primo luogo, infatti, mentre chi richiede l’abrogazione della legge deve portare al voto, perché il referendum non sia vanificato, almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto, i sostenitori dell’astensione si devono limitare a convincere una frazione molto più limitata di elettorato, che si sommerebbe a quei milioni di elettori (che costituiscono di fatto il più grande “partito” italiano) che comunque non votano mai . Di fatto un “voto sì” vale la metà di una “astensione dal voto”. E mentre per le elezioni politiche e amministrative il non voto non conta nulla e non incide sulle decisioni degli elettori votanti, nei referendum conta moltissimo ai fini della stessa validità della consultazione.
In secondo luogo, il non voto è direttamente controllabile: quanti saranno i dipendenti e i “clienti” delle burocrazie politiche e ecclesiali astensioniste a potere disobbedire liberamente e senza timori agli ordini dei propri padroni o dei propri “padrini” ?”
 
Per informazioni: 348/5335301 (Palma)
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  Torino, 13 maggio 2005
ULTIMO COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO CONSILIARE "RADICALI-LISTA BONINO"
“IL TIBET: UNA PRIORITA’ POLITICA PER IL PIEMONTE!”

 
Si è svolta questa mattina,  nella Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte a Palazzo Lascaris, l’ultima conferenza stampa del Gruppo consiliare regionale “Radicali – Lista Emma Bonino” . Bruno Mellano e Carmelo Palma, con tutto lo staff del gruppo consiliare radicale, hanno voluto salutare e ringraziare i colleghi consiglieri e i dipendenti del Consiglio Regionale, invitandoli all’ultima iniziativa politica della legislatura, che si chiude con l’insediamento del nuovo Consiglio, eletto il 3 ed il 4 aprile scorso e convocato in prima seduta lunedì 16 maggio.
I radicali hanno voluto convocare in Consiglio Regionale i tanti amici del Tibet e i rappresentanti delle numerose associazioni politiche, culturali, sindacali, religiose che in questi anni hanno collaborato con il gruppo radicale e poi con il Consiglio Regionale, dando vita e corpo all’Associazione dei Comuni, Province e Regioni per il Tibet che, ad oggi, registra l’adesione di 115 comuni, 8 province e 3 regioni.
Sono intervenuti: Giampiero Leo, consigliere regionale di Forza Italia (che ha portato l’adesione dell’intero Gruppo Consiliare neo ricostituito di Forza Italia) e Rocchino Muliere, neo capo gruppo dei Democratici di Sinistra, Claudio Tecchio della CISL-ISCOS/ campagna di solidarietà per il popolo tibetano, Gianni Mello e Franca Chert, dell’Associazione Italia-Tibet, Alfredo Fava Minor in rappresentanza del Falun Gong - Italia, Anna Toso, dell’Associazione culturale SANGAM, Luciano Michelozzi, del Lions Piemonte e Angelo Montali, del Movimento Cristiano Lavoratori.
Messaggi di saluto e di apprezzamento sono giunti dal Presidente uscente del Consiglio Regionale, on. Oreste Rossi, dal Coordinatore regionale della Margherita e coordinatore dell’intergruppo parlamentare per il Tibet, on. Gianni Vernetti, dall’on. Osvaldo Napoli (FI), dalla consigliera regionale uscente dei DS Marisa Suino.
 
Bruno Mellano, coordinatore della “Associazione Comuni Province e regioni per il Tibet”, ha dichiarato:
“Attendiamo lunedì l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio Regionale per questa ottava legislatura che si va ad aprire con la speranza, la fiducia e l’auspicio che il grande ed importante lavoro fatto possa essere continuato e potenziato. La Regione Piemonte ha, in parte, saputo rendere feconde le indubbie contraddizioni in cui oggi si dibatte la politica estera occidentale. Il Consiglio Regionale ha approvato in 9 anni ben 5 ordini del giorno di impegno politico sul Tibet e per il Tibet, con la consapevolezza che parlare di una minoranza culturale e regionale perseguitata in Cina, vuol dire porre sul tavolo delle relazioni internazionali la questione dei diritti civili dei perseguitati, ma anche degli stessi sudditi cinesi.
Con Leo e con Muliere, chiederò immediatamente un incontro al nuovo Presidente del Consiglio per illustrare il patrimonio di iniziativa e di analisi elaborato in questa legislatura grazie, in particolare, all’attività dell’Associazione. La bandiera tibetana che campeggia nell’atrio principale di Palazzo Lascaris deve essere un continuo monito alle nostre istituzioni democratiche affinchè notizie come quella di ieri - che ci informa di una duplice condanna a 11 anni di carcere duro per due monaci tibetani della provincia cinese del Gantze, colpevoli di possedere una bandiera vietata  del Tibet- non siano accolte dal silenzio e dall’omertà. Come radicali, benchè fuori dal Consiglio Regionale, continueremo a chiedere una politica estera italiana e piemontese, ormai fatta anche dalle singole regioni con accordi economici, di solidarietà, di relazioni commerciali, che sappia essere all’altezza delle speranze e delle attese dei cittadini piemontesi”.
 
MELLANO 348.5335302
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  Torino, 11 maggio 2005
REGIONE PIEMONTE/TIBET: CONFERENZA STAMPA  VENERDI’ IN CONSIGLIO REGIONALE
RADICALI: “CONTINUERÀ L’IMPEGNO DEL PIEMONTE PER LA CAUSA TIBETANA?”

 
Venerdì 13 maggio, alle ore 11, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale, i consiglieri regionali radicali uscenti Carmelo Palma e Bruno Mellano hanno convocato una conferenza stampa sul tema: “Continuerà l’impegno del Piemonte per la causa tibetana?”.
Hanno annunciato la propria partecipazione:
 
Bruno Mellano e Carmelo Palma – consiglieri regionali radicali uscenti
Oreste Rossi – Presidente Consiglio Regionale del Piemonte (Lega Nord)
Giampiero Leo – consigliere regionale – già Assessore alla Cultura (Forza Italia)
Rocco Muliere – consigliere regionale (DS)
Claudio Tecchio – Cisl-Iscos / Campagna di Solidarietà con il popolo tibetano
Franca Chert e Gianni Mello – Associazione Italia – Tibet
Anna Toso – Associazione SANGAM Associazione culturale
Alfredo Fava Minor - Falun Dafa Italia
Rosanna Degiovanni – Associazione radicale Adelaide Aglietta
 
Dichiarazione di Bruno Mellano e Carmelo Palma
 
“La Regione Piemonte, grazie ad un ordine del giorno votato all’unanimità  il 5 dicembre del 2000 e al conseguente impegno del Consiglio, è divenuta- se così si può dire- la prima e più importante “agenzia istituzionale” di promozione della causa tibetana del nostro paese.
Grazie a questo impegno si è costituita nel marzo 2002 l’ “Associazione comuni, province e regioni per il Tibet”, che oggi raccoglie 115 comuni, 8 province e 3 regioni italiane e a cui si devono molteplici iniziative all’interno e all’esterno della nostra Regione.
Dal punto di vista politico, l’impegno del Piemonte è stato “notato” dalle autorità cinesi, che non hanno mancato di sollevare, come è loro uso, “inviti al silenzio” ed è stato riconosciuto con gratitudine dalle autorità tibetane in esilio e dallo stesso Dalai Lama.
Sarebbe un peccato che le iniziative pro Tibet, con il cambiare della legislatura, si interrompessero. Il nostro auspicio che l’attività della Regione e dell’Associazione continui e si potenzi costituirà il nostro (e non solo nostro) impegno, dall’esterno delle istituzioni.”
 
Per informazioni: 348/5335302 (Mellano)
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  Torino, 21 aprile 2005
"UN 25 APRILE ANCHE PER LA CECENIA"/I RADICALI SARANNO PRESENTI ALLA MANIFESTAZIONE PER IL 25 APRILE A TORINO.
 
Carmelo Palma (consigliere regionale radicale uscente), e Igor Boni (segretario dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta), nell’annunciare la partecipazione radicale alla fiaccolata per il 25 aprile, prevista per domani sera a Torino, hanno dichiarato:
 
"Anche quest’anno, come è già avvenuto in passato, parteciperemo alla manifestazione per il 25 aprile, non solo per ricordare la liberazione italiana, ma soprattutto per denunciare che la speranza per una liberazione della Cecenia e dei ceceni ha di fatto cessato di rappresentare, non diciamo un obiettivo, ma almeno un “problema” nell’agenda della politica internazionale.
Questa strage di diritto e di vite che si va compiendo ai confini dell’Europa e a vergogna dell’Europa vede come soli protagonisti e antagonisti i professionisti della sopraffazione e della violenza terrorista, siano essi di osservanza “islamica” o “moscovita”.
Non vi è di fatto nessuno, nelle cancellerie e negli establishment della comunità internazionale, che stia lavorando alla costruzione di una soluzione “politica”, come quella a lungo coltivata dal presidente Maskhadov, non casualmente eliminato dai Russi. Ed è evidente che una soluzione pacifica e più ancora un «Piano di pace» come quello proposto da Maskhadov, tornerà credibile per i ceceni, dopo la morte di Maskhadov, solo quando a sostenerlo, a promuoverlo e a difenderlo sarà una parte significativa di quel “mondo libero” che, voltando le spalle alla Cecenia, volta le spalle alle tragedie e ai fantasmi della propria storia (il genocidio, la violenza “scientifica”, la guerra e l’aggressione come strumento di governo…) che nelle macerie di quello sventurato paese si rispecchiano in modo così preciso, somigliante e insopportabile.”
 
Per informazioni: 348/5335301 (Palma)
 
Sul sito www.radicalparty.org è disponibile il testo del “Piano di Pace” per la Cecenia e si può sottoscrivere l’appello internazionale in suo sostegno
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  Torino, 8 aprile 2005
AMNISTIA NELLE CARCERI/APPELLO DEI CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI USCENTI AI PARLAMENTARI PIEMONTESI: “AGGIUNGETE LA VOSTRA FIRMA ALLA PROPOSTA DI LEGGE ‘ANDREOTTI, COLOMBO, COSSIGA’ ”
 
MARCO PANNELLA IN SCIOPERO DELLA SETE DA 150 ORE (alle ore 12:00 di venerdì 8 aprile 2005)
 
Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali uscenti), al termine del loro primo giro di visite nelle carceri piemontesi, hanno dichiarato:
 
“E’ stato detto che Papa Giovanni Paolo II sia stato il pontefice più applaudito e meno ascoltato; tale affermazione trova puntuale riscontro rispetto alla questione dell’amnistia. Il 14 novembre 2002, il Papa fece visita al Parlamento italiano – per la prima volta nella storia  - e, nel corso del suo intervento, pronunciò queste testuali parole: “…merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne l’impegno di personale recupero in vista di un positivo reinserimento nella società …” : applausi scroscianti dei 950 parlamentari presenti e dei membri del governo.
Da allora, la situazione nelle carceri non è cambiata, anzi si è ulteriormente aggravata, e quegli applausi non si sono trasformati in legge positiva.
Solo in questi giorni, grazie all’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, il presidente della Commissione Giustizia della Camera, on. Gaetano Pecorella, si è impegnato a tirare fuori dai cassetti tutti i disegni di legge presentati nel frattempo; in Senato, sia Forza Italia sia il centro-sinistra hanno presentato disegni di legge su amnistia e indulto e, su input radicale, anche tre senatori a vita - Giulio Andreotti, Emilio Colombo e Francesco Cossiga – hanno presentato una proposta di legge.
Ci rivolgiamo ai parlamentari piemontesi, affinché proprio in queste ore decidano di sottoscrivere la PDL dei senatori a vita; sarebbe un bel modo per onorare quelle parole del Papa e quegli applausi del Parlamento … e per intraprendere l’ultimo anno di legislatura!”.
 
Mellano (348/5335302)
 
 
N.B. L’evoluzione dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella su:  www.radicali.it - www.radioradicale.it
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  Torino, 30 marzo 2005
“PER LA LIBERTA’ RELIGIOSA E DI CULTO OVUNQUE… ANCHE A BRA”:
VENERDI’ 1° APRILE, MANIFESTAZIONE RADICALE DAVANTI AL MUNICIPIO DI BRA (Cn) – Piazza Caduti Libertà, 14 – dalle 17:00 alle 20:00.

 
La manifestazione è stata indetta dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e si terrà in concomitanza con quella della Lega Nord (a cui parteciperanno il ministro Calderoli, il sottosegretario Cota e l’eurodeputato Borghezio), convocata contro la ventilata apertura di un luogo di culto islamico a Bra, in via Cuneo.
Al sit-in radicale parteciperanno anche Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali), che hanno dichiarato:
 
“L’art. 19 della Costituzione Italiana – che il ministro Calderoli e il sottosegretario Cota hanno giurato di rispettare ed attuare - sancisce che “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. “Tutti”, dunque, non solo i cittadini italiani o “padani”, sono liberi riunirsi per pregare e per compiere i loro riti, nel rispetto della legge. Manifesteremo a Bra per ribadire questa grande libertà, a cui i popoli europei sono arrivati dopo secoli di guerre cosiddette “religiose” e che è ancora negata a miliardi di uomini e donne, in tutto il mondo. Chi, come i radicali, si batte per affermare la libertà religiosa nei Paesi Arabi, in Laos, in Cina, ovunque, non può accettare che essa sia messa in discussione in Italia.
Siamo perfettamente d’accordo con quanto dichiarato dal vicesindaco Comoglio alla stampa locale: il rispetto della legge italiana vale per tutti, extracomunitari e italiani; l’Associazione islamica che gestisce i locali di via Cuneo dovrà fornire la documentazione richiesta per poter ampliare i locali e adibirli a luogo di culto. Non siamo, invece, d’accordo con chi sfrutta questa vicenda puramente amministrativa per rinfocolare, ancora una volta, l’odio razziale e religioso, sperando di ricavarne un pugno di voti.”
 
Mellano (348/5335302)
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  Torino, 23 marzo 2005
REFERENDUM- MANIFESTAZIONE RADICALE  A TORINO DURANTE L’INCONTRO GHIGO-PISANU: “SI VOTI IL 29 MAGGIO” - AL TERMINE, PISANU INCONTRA I MANIFESTANTI E GARANTISCE L’IMPEGNO DEL GOVERNO A TENERE PRESENTI LE RAGIONI DEL COMITATO PROMOTORE
 
Questa mattina, a Torino, sotto il palazzo della Giunta Regionale, mentre era in corso una conferenza stampa sui problemi della sicurezza con il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu e il Presidente del Piemonte Enzo Ghigo, si è tenuta una manifestazione, convocata dai Radicali, per richiedere al Governo di convocare i quattro referendum sulla legge 40/2004 per domenica 29 maggio.
Al termine della conferenza stampa, Ghigo e Pisanu sono scesi ad incontrare i manifestanti.
 
I consiglieri regionali radicali piemontesi Carmelo Palma e Bruno Mellano hanno ribadito al Ministro la necessità di convocare il referendum in una data che assicuri a ciascun elettore la massima possibilità di esercitare il diritto di voto. I consiglieri radicali hanno quindi aggiunto che  il Governo, in questa materia, esercita una funzione costituzionale puramente “servente” rispetto al diritto dei cittadini e che una scelta (quale è quella che molti, all’interno e all’esterno del Governo, auspicano o esigono) dettata dalla volontà di vanificare o in qualche modo di orientare il risultato del voto sarebbe comunque contraria ai doveri dell’esecutivo. Palma e Mellano hanno infine ricordato al Ministro Pisanu come le ragioni del Comitato Promotore coincidano con quelle opposte dall’allora “deputato Pisanu”, nel 1997, per contrastare la scelta del Governo Prodi di convocare i referendum nella data del 15 giugno.
Pisanu ha risposto che nessuna decisione è stata ancora presa in merito da parte del Governo, e ha ribadito di essere perfettamente consapevole che il Consiglio dei Ministri ha tempo fino al 9 di aprile per convocare i referendum il 29 maggio.
Nel congedare i manifestanti, Pisanu ha garantito che nella decisione del Governo saranno tenute in debito conto le ragioni avanzate dal Comitato promotore e dai Radicali.

Per informazioni: 348/5335301 (Palma)
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  Torino, 18/03/05
“NO ALLA CHIUSURA DELLA ‘FINESTRA SATELLITARE APERTA’ DI NTD-TV DA PARTE DI EUTELSAT PER LE PRESSIONI DEL GOVERNO CINESE …E FRANCESE”. RESOCONTO SIT- IN E CONFERENZA STAMPA .
 
Questa mattina, alle ore 11:00, una ventina di attivisti dei diritti umani ha tenuto un sit-in a Torino, davanti alla sede di Skylogic (società controllata da Eutelsat, uno dei più importanti network di satelliti a livello mondiale, con sede legale a Parigi); Skylogic ha da poco raggiunto un importante accordo con ChinaSAT e si suppone che, in questo modo, il governo cinese sia riuscito ad ottenere la loro collaborazione per bloccare le trasmissioni della televisione in lingua cinese NTD-TV (con sede a New York), che utilizza il satellite di Eutelsat.
 
Alle ore 11:30, si è svolta una conferenza stampa nel vicino Hotel Concord.
 
Ha preso la parola Alfredo Fava Minor (uno dei rappresentanti dei Falun Gong in Italia):
“Il 1° maggio 2004, NTD-TV ha iniziato a trasmettere in Cina; il contratto di concessione con Eutelsat (che ha sede legale a Parigi) scadrà fra due giorni, il 20 marzo; Eutelsat ha comunicato che non intende rinnovarlo, violando in tal modo l’art. 3 della convenzione Inter-governativa (è stata aperta una causa legale presso il foro di Parigi). NTD-TV trasmette in lingua cinese ed è del tutto indipendente; certo, ha dedicato spazio alla feroce repressione alla quale, a partire dal 1999, il regime di Pechino ha sottoposto il movimento Falun gong, che contava all’epoca dai 70 agli 80 milioni di praticanti. L’allora segretario comunista Jang Zemin fornì le tre parole d’ordine su cui tale repressione doveva basarsi: diffamare; rovinare economicamente; distruggere fisicamente. Sono state finora accertate 1.400 uccisioni di Falun Gong ma è solo la punta dell’iceberg.
L’altra grave “colpa” di NTD-TV è di aver fornito un “forum” aperto a tutte le comunità cinesi d’oltremare e di aver trasmesso lezioni di storia (quella vera, non quella che i cinesi imparano sui libri di testo ortodossi) e di diritto (… compresi i “diritti umani”, termine che non ha ancora oggi un corrispettivo nella lingua cinese). Anche grazie a queste trasmissioni, il numero di coloro che hanno restituito la tessera del partito comunista cinese ha raggiunto una cifra impressionante: 350.000.
Di fronte a tutto questo, i governi europei sono ciechi; i difensori dei diritti umani riscuotono l’appoggio dei parlamenti nazionali e del Parlamento Europeo (56 eurodeputati hanno scritto al vertice di Eutelsat chiedendo di “mantenere il nostro impegno collettivo verso i valori e gli accordi europei, così che questa ‘finestra satellitare aperta’ possa continuare a crescere ed allargarsi”
) ma poi prevale sempre la “realpolitik”: la Francia di Chirac antepone gli affari con Pechino alla difesa dei quei diritti dell’uomo che sbandiera sempre ai quattro venti.
 
Per Claudio Tecchio (CISL-Iscos) la vicenda “NTD – Eutelsat” è la prova generale di un’offensiva che coinvolgerà molti media europei; i cinesi useranno tutte le armi di ricatto possibili, compresa quella relativa ai diritti televisivi sulle Olimpiadi di Pechino del 2008.
Oscurare NTD-TV significa oscurare la possibilità per i cinesi di accedere ad una libera informazione: in Cina non esiste alcuna libertà di stampa; l’unico strumento in grado di superare la disinformazione e la censura potrebbe essere Internet ma il regime ha già preso le sue contromisure: sono stati chiusi migliaia di “Internet Cafè”, che non potevano essere controllati; abili hackers sono al lavoro ogni giorno per sabotare sia i siti interni sia quelli esterni che danno noia (per esempio, www.dossiertibet.it).
E’ proprio vero che la libertà tecnologica porterà con sé la libertà d’informazione? Tecchio cita il caso del magnate delle telecomunicazioni Rupert Murdoch: non appena ha concluso lucrosi contratti con i cinesi ha attaccato il Dalai Lama!
 
Ha poi preso la parola Laura Cima (deputata dei Verdi), che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione al governo sulla vicenda ed ha ricordato come anche Monica Frassoni
(co-presidente del Gruppo Verde al Parlamento Europeo) abbia preso una netta posizione contro l’oscuramento di NTV-TV.
 
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha portato il saluto e il sostegno dei consiglieri regionali radicali Palma e Mellano (a Roma per l’apertura del Comitato Nazionale) ed ha sottolineato l’importanza della presenza, ancora una volta, del servizio pubblico di Radio Radicale, che permetterà ad alcune decine di migliaia di cittadini di essere informati su una vicenda di cui gli altri 50 milioni sono stati, sono e saranno totalmente allo scuro: “Siamo costretti ad operare in mezzo  a due gravi patologie: in Occidente, il sistema d’informazione fornisce un’informazione non corretta e non completa, quando la fornisce. Un esempio eclatante si è verificato ieri sera, quando milioni di italiani sono stati informati dai telegiornali che, improvvisamente, il Dalai Lama aveva abbandonato la causa indipendentista e si era rassegnato a un Tibet autonomo all’interno della Cina; di fronte a questa “verità” propinata senza alcuna verifica, che cosa vale la verità autentica che abbiamo cercato di comunicare in questi anni, quella che è da oltre vent’anni che il Dalai Lama propugna l’autonomia tibetana all’interno dei confini della Repubblica Popolare Cinese?
In Cina (ma il discorso vale, purtroppo, per tanti altri Paesi), le persone non hanno possibilità di accedere nemmeno alla nostra scadente informazione. Ecco perché la lotta di NTV-TV è la lotta di noi tutti, senza distinzioni di partito, gruppo, nazionalità, lingua.”.
 
Al termine della conferenza stampa, Alfredo Fava Minor si è recato presso la sede di Skylogic per consegnare una lettera ai dirigenti della società, che si sono rifiutati sia di ricevere l’attivista dei diritti umani sia, addirittura, di prendere la lettera.
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  Torino, 16 marzo 2005
CINA/ VENERDI’ A TORINO MANIFESTAZIONE DEI FALUN GONG PER LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE IN CINA. ADESIONE RADICALE.
 
 Si terrà venerdì 18 marzo a Torino (Piazza Lagrange 2, ore 11) un sit-in per chiedere la revoca della decisione presa dalle società EUTELSAT e SKYLOGIC di sospendere le trasmissioni in Estremo Oriente della NTD-TV, unico canale non governativo che raggiunge via satellite, con programmi gratuiti in lingua cinese, i cinesi espatriati in tutto il mondo e aree densamente popolate della Cina continentale.
 
Alle ore 11,30 presso l’Hotel Concord (Torino, Via Lagrange 47) si terrà una conferenza stampa per illustrare le ragioni di questa manifestazione.
 
La NTD-TV è una televisione satellitare in lingua cinese che ha cominciato ad operare negli Stati Uniti all’inizio del 2002. Nel luglio 2003, grazie ad un accordo con la società europea EUTELSAT, la NTD-TV ha potuto ampliare la propria area di trasmissione, raggiungendo anche l’Europa, l’Australia e gran parte della Cina continentale.
 
Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali:
 
“La repressione dei diritti umani e civili in Cina non passa più soltanto attraverso i campi di prigionia, le camere di tortura e i plotoni di esecuzione a cui sono condotti ogni anno migliaia i membri della minoranza religiosa dei Falun Gong.
 
Le tecniche di repressione del regime di Pechino diventano sempre più sofisticate e sensibili alle nuove tecnologie. E’ per questa ragione che il governo cinese ha sottoposto l’EUTELSAT - il cui statuto societario intra-governativo stabilisce di garantire un servizio universale, un accesso egualitario e il rispetto del pluralismo dell’informazione - a enormi pressioni politiche e commerciali al fine di oscurare le trasmissioni di NTD-TV.
 
Venerdì i radicali parteciperanno al sit-in di Torino per ricordare ai vertici di EUTELSAT che il rispetto delle Convenzioni dell’Unione europea e delle Nazioni Unite relative alla libertà di stampa, di espressione e di opinione non può essere comprato”.
 
Palma  3485335301
Mellano 3485335302
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  Torino 15 marzo 2005
AL DIRETTORE DE LA STAMPA - Dr. Marcello Sorgi - Con cortese richiesta di pubblicazione
 
Gentile Direttore,
 
lo scorso 20 settembre a Roma c’era solo uno sparuto drappello di radicali a denunciare davanti all’ambasciata cinese la morte in prigionia di mons. Giovanni Gao Kexian (vescovo "non patriottico" di Yantai – provincia di Shandong), arrestato- ma di fatto rapito - alla metà degli anni ‘90, dopo avere esercitato per anni clandestinamente la propria attività pastorale. La notizia- in Italia semi-clandestina- era stata diffusa da Asia News, l’agenzia diretta da padre Bernardo Cervellera, che in questi anni è stato uno dei più lucidi e preoccupati osservatori delle “liberalizzazioni senza libertà” del regime di Pechino.
Il 14 marzo il suo giornale ha pubblicato una recensione di Leonardo Zega all’ultimo libro del cardinale Roger Etchegaray sulla Cina. Fidandoci del resoconto di Zega, dobbiamo concludere che dal libro di mons. Etchegaray emergerebbe un’immagine tranquillizzante della Cina, in cui vi sono certo “tensioni e forme di repressione dura
” ma dove il dialogo fra Roma e Pechino inizia a sortire i primi positivi risultati (in particolare in materia di ordinazioni episcopali).
Ora non c’è dubbio che la questione dei rapporti fra la Chiesa di Roma e il regime di Pechino sia - come usa dire - complessa e che il Vaticano abbia il diritto e da un certo punto il dovere di “negoziare” con un regime, la cui evoluzione, in tema di libertà religiosa, è stata contrassegnata dall’abbandono dell’ ateismo militante e dal passaggio ad una forma di subordinazione “patriottica” delle organizzazioni di culto. Non sappiamo invece se il modo migliore per negoziare con Pechino e per difendere i cattolici cinesi sia quella di sdoganare internazionalmente i loro persecutori e la loro “politica religiosa”.
La questione politica centrale - e clamorosamente elusa da parte di settori significativi del potere vaticano - ci sembra essere un’altra: c’è davvero da rallegrarsi per un sistema che consente una certa libertà di culto, ma che non riconosce alcun diritto umano- e quindi soggettivo, individuale, indisponibile- alla libertà religiosa, cioè alla possibilità di professare e testimoniare pubblicamente il proprio credo, senza bisogno di “autorizzazioni” di sorta? E’ davvero un passo avanti quello di un sistema che sostituisce all’ateismo di stato una “Chiesa di Stato” (magari costruita insieme e non contro la Chiesa di Roma) comunque subordinata al potere politico di Pechino?
Non ci sembrano domande da poco, né suscettibili di risposte tranquillizzanti o tranquillizzate.

Bruno Mellano
Carmelo Palma
(consiglieri regionali radicali del Piemonte)
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  Torino, 14 marzo 2005
LETTERA APERTA: UNA BANDIERA DELLA CECENIA ALLA FINESTRA
 
Al Direttore Responsabile (con richiesta di cortese pubblicazione)
 
Caro Direttore,
 
            “Ucciso Maskhadov, Mosca accelera la soluzione cecena” titolava un quotidiano, mercoledì 9 marzo; titolo azzeccato … mancava solo l’aggettivo “finale”! Facendo fuori l’unico leader ceceno autorevole disponibile a sedersi al tavolo delle trattative con Mosca – Maskhadov l’aveva ribadito un mese fa, imponendo ai suoi una tregua unilaterale – Putin ha compiuto un grande passo in avanti rispetto al suo obiettivo: la “soluzione finale” del problema ceceno; non bastano 45.000 bambini ceceni sterminati, 200.000 profughi su una popolazione di 1 milione di abitanti, Grozny rasa al suolo, rapimenti a scopo di estorsione da parte delle truppe d’occupazione russe, campi di “filtraggio”(feroce eufemismo per indicare campi “di concentramento”). Quello che non era riuscito né agli zar né a Stalin è alla portata dell’ex agente del KGB Vladimir Putin; e noi testimoni borghesi occidentali ce ne stiamo alla finestra, riuscendo facilmente a occuparci di altro.
Ma è proprio quando la disperazione prende alla gola e ci lascia inerti e sconfortati che anche un piccolo gesto può servire a ridare speranza, a ridare forza, per sé e per tutti; per questo, come ultima iniziativa prima di abbandonare, fra un mese, la sede del gruppo consiliare radicale (Torino, via Alfieri n. 19), abbiamo tappezzato le finestre di bandiere della Cecenia e dell’Unione Europea. La bandiera cecena alla finestra di tante case: un piccolo segno che Putin non ha vinto, che qualcuno in Europa non dimentica e non si volta dall’altra parte; la bandiera cecena può essere richiesta allo 011/230.90.06 (Associazione radicale Adelaide Aglietta) mentre sul sito www.radicalparty.org è disponibile il “Piano di Pace” proposto tre anni fa dal legittimo governo ceceno, che richiede l’intervento dell’ONU in Cecenia, per ricostruire il Paese e per arrivare a libere elezioni in cui i ceceni possano finalmente scegliere se rimanere a far parte della Russia o costituire uno Stato autonomo. Certo, considerato l’attuale stato delle cose, il Piano di Pace appare una chimera; è, però, l’unica alternativa politica all’escalation finale della violenza: dieci, cento, mille Beslan possono giovare a Putin o ai fondamentalisti islamici, non certo ai cittadini ceceni, russi, europei.
 
Distinti saluti.
                                   
Bruno Mellano
Carmelo Palma
(consiglieri regionali radicali)
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  Torino, 9 marzo 2005 
CECENIA/MORTE MASKHADOV/DA DOMANI BANDIERA CECENA E BANDIERA UE ESPOSTE A FINESTRE GRUPPO CONSILIARE RADICALE A TORINO.

Mellano e Boni: “Cittadini, richiedeteci le bandiere e fate altrettanto nelle vostre case!”
 
Da domani, alla sede del Gruppo consiliare radicale presso la Regione Piemonte (Torino, via Alfieri n. 19), sara’ esposta in modo permanente la bandiera della Cecenia e la bandiera dell’Unione Europea.
 
Bruno Mellano (presidente gruppo consiliare radicale) e Igor Boni (segretario associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
 
“Chi quest’oggi ha presentato l’uccisione di Aslan Maskhadov come una legittima, se non doverosa, reazione al terrorismo islamista non fa un buon servizio alla verità, ma ne farà uno ottimo a quanti, a partire dal Cremlino, lavorano scientificamente da anni perché non si dia alcuna alternativa ad una “guerra terrorista”.
Come in questi anni non ha mai mancato di ripetere il nostro compagno radicale Umar Khanbiev (presidente onorario Associazione Aglietta) - recentemente e inutilmente nominato da Maskhadov “emissario per la pace” - è molto difficile che una “guerra terrorista” possa essere vinta da qualcuno. Ma è certo che se qualcuno riuscisse a spuntarla e ad imporre, incontrastato, il proprio “ordine”- come qualche commentatore oggi auspica che Putin faccia in Cecenia - ci troveremmo dinanzi ad una “pace terrorista”, in cui la violenza efferata, la sistematica e programmatica violazione dei diritti umani diverrebbero regola di governo.
La comunità internazionale - che è disposta a riconoscere un credito “democratico” a qualunque leader islamista o autoritario disposto ad attenuare, magari solo propagandisticamente, il proprio furore teocratico o dispotico - scaricando 
Maskhadov aveva abbandonato da anni l’unico leader di quell’area che (con tutte le ambiguità e contraddizioni che il contesto in cui era costretto ad operare inevitabilmente comportava) aveva dichiarato, ribadito e persino pericolosamente ostentato orientamenti laici, democratici e filo-occidentali.
Non occorre essere un analista sofisticato per comprendere come Maskhadov rappresentasse il migliore - e soprattutto il più credibile e autorevole, anche se isolato e indebolito – argine alla completa degenerazione terrorista della lotta di resistenza cecena.
Ora occorre disperatamente confidare nella capacità della classe dirigente cecena vicina a Maskhadov di resistere sulle posizioni che il Presidente aveva, fino alla fine, dettato. Ma se le cancellerie occidentali  e quelle europee in particolare continueranno nell’atteggiamento vile e suicida che hanno tenuto in questo decennio e non offriranno una sponda credibile a questa resistenza democratica, esigere che quel che resta della Cecenia e dei ceceni assista inerme al genocidio della propria storia e del proprio popolo significherà rendersi direttamente complici del loro massacro ed indicare loro, altrettanto direttamente, una strategia di pura violenza terrorista.
 
L’iniziativa di esporre alla finestra della propria casa le bandiere della Cecenia e dell’Unione Europea vuole essere, ancora una volta, un investimento di speranza rispetto ad istituzioni che hanno in questi anni abbandonato i ceceni alla disperazione e alla violenza; ci auguriamo che siano molti i cittadini che seguiranno il nostro esempio e che sottoscriveranno l’Appello a sostegno del “Piano di pace” presentato tre anni fa dal governo ceceno di Aslan Maskhadov.”.

Mellano (348/5335302)
Boni (348/5335309)
 
N. B. La bandiera della Cecenia e dell’Unione Europea possono essere richieste al gruppo consiliare radicale: 011/230.90.02-3-4.
 
Sul sito www.radicalparty.org è disponibile la versione integrale del Piano di Pace “Maskhadov” e l’Appello a sostegno del suddetto documento.
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  Torino, 8 marzo 2005
8 MARZO/REFERENDUM/COMITATO PROMOTORE INCONTRA PREFETTO DI TORINO: “FISSAZIONE VOTO A GIUGNO SAREBBE SCORRETTO GIURIDICAMENTE PRIMA CHE POLITICAMENTE SCONVENIENTE”.
 
Sotto la Prefettura, decine di cittadini hanno manifestato con cartelli sandwich riportanti la scritta: “Il Governo indíca i referendum per domenica 29 maggio”.
 
Incontrando il Prefetto di Torino, Dr. Goffredo Sottile, il Comitato Promotore Torinese dei quattro  referendum in materia di procreazione assistita ha esposto le ragioni per le quali il Governo dovrebbe provvedere in tempi rapidissimi alla fissazione della data del voto in un periodo “non balneare”. La delegazione del Comitato Promotore era composta da: Carmelo Palma, consigliere regionale radicale; Vanna Lorenzoni, segretario generale della camera del lavoro di Torino, CGIL; Carla Quaglino, casa delle donne di Torino; Rosanna Abbà, direzione DS di Torino; Carlo Giacometto, consigliere provinciale di Forza Italia; Maria Grazia Arnaldo, direzione DS Piemonte.
 
Al termine dell’incontro, i rappresentanti del Comitato Promotore hanno dichiarato:
 
“Al Prefetto di Torino abbiamo espresso le nostre allarmate considerazioni in merito al ruolo e ai doveri del Governo per la fissazione della data dei referendum. Ritenere che il Governo sia libero di poter scegliere arbitrariamente la data d’indizione dei referendum è, innanzitutto, scorretto dal punto di vista giuridico, prima che sconveniente dal punto di vista politico-istituzionale. Il Governo, infatti, in questa materia non gode di un ruolo politicamente proattivo, bensì di un ruolo giuridicamente servente rispetto al diritto dei cittadini.
 
Il Governo non è dunque libero di scegliere nell’arbitrio assoluto una qualsiasi data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno sulla base di considerazioni di convenienza politica. Il Governo deve al contrario - nei due mesi entro i quali, per previsione di legge, il referendum deve tenersi - scegliere la data più adeguata per consentire il confronto referendario e l’espressione del voto popolare; una strategia volta deliberatamente a vanificare o in qualche modo ad orientare il risultato del voto sarebbe dunque, anche giuridicamente, censurabile. La legge, al contrario, ha previsto questa finestra temporale di due mesi per consentire di tener conto dei diversi fattori che potrebbero incidere sul pieno godimento, da parte dei cittadini, del diritto di voto, e non per attribuire al Governo un potere di “interdizione”, che laddove esercitato sarebbe improprio ed abusivo.
 
È pertanto evidente l’irragionevolezza, giuridicamente censurabile, di una eventuale fissazione dei referendum in “data balneare”, quando una parte della popolazione si trova già, inevitabilmente, in vacanza: questo vale sia per domenica 5 giugno (quarto e ultimo giorno del “ponte” del 2 giugno), sia per domenica 12 giugno (a scuole già chiuse e con milioni di cittadini già “obbligatoriamente” al mare per il meccanismo delle ferie scaglionate).
 
Manfredi (348/5335305)
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  Torino, 7 marzo 2005
8 MARZO/TORINO/DOMANI POMERIGGIO MANIFESTAZIONE DAVANTI ALLA PREFETTURA DEL COMITATO PROMOTORE REFERENDUM PROCREAZIONE ASSISTITA: “IL GOVERNO INDICA I REFERENDUM PER DOMENICA 29 MAGGIO”.
 
Una delegazione sarà ricevuta dal Prefetto di Torino.
 
La manifestazione si terrà dalle ore 16:00 alle ore 19:00 davanti alla Prefettura di Torino (Piazza Castello, 201).
Alle ore 16, il Prefetto, Dr. Goffredo Sottile, riceverà una delegazione del Comitato Promotore Referendum di Torino.
 
La delegazione chiederà al Prefetto di farsi latore presso il governo centrale di una precisa richiesta dei comitati promotori referendum (che rivestono, a tutti gli effetti, fino al voto, la figura di “poteri dello Stato”): i cittadini italiani devono poter esercitare il loro diritto di voto sui quattro referendum parzialmente abrogativi della legge 40/04 sulla procreazione assistita in una data che consenta il dispiegarsi di una corretta e completa campagna d’informazione sul tema e che eviti qualsiasi favoreggiamento dell’astensionismo, posizione del tutto legittima ma che non deve essere in alcun modo incentivata dalle istituzioni. Concretamente: il fissare la data dei referendum domenica 5 giugno (al termine di un “ponte” lungo 4 giorni) o domenica 12 giugno (con le scuole ormai chiuse e con milioni di cittadini già in vacanza grazie al meccanismo delle ferie scaglionate) sarebbe un indebito incitamento all’astensione.
Considerando anche le tornate di elezioni amministrative che interesseranno a maggio alcune regioni, la data di domenica 29 maggio è quella che garantisce sia due mesi pieni di campagna d’informazione (dopo il voto per le elezioni regionali del 3 e 4 aprile) sia l’espletamento del voto senza alcun suo condizionamento.
 
Domani, sui loro cartelli sandwich, i militanti referendari riporteranno le seguenti, impegnative, dichiarazioni: “Sarà una data nella prima parte del periodo consentito per non creare disagi ai cittadini” (Silvio Berlusconi, gennaio 2005); “Sarò un ministro di garanzia” (il ministro degli Interni Beppe Pisanu, incontro con i comitati promotori referendum); “La data del referendum dovrà essere scelta in modo da non scoraggiare il voto”  (on. Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, oggi a Radio Radicale).
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  Torino, 6 marzo 2005
VENTENNALE PERESTROJKA A TORINO/SIT-IN RADICALE CONTRO IL GENOCIDIO IN CECENIA.
Manfredi: “Grazie a Elena Bonner Sacharova  e al nostro compagno Oumar Khanbiev”.

 
Una quarantina di militanti radicali ha dato vita questa mattina, a Torino, ad un sit-in davanti alla sede della Scuola d’Applicazione dell’Esercito, dove era in corso l’ultima giornata del convegno internazionale sul ventennale della perestrojka. I radicali indossavano cartelli sandwich e sventolavano bandiere della Cecenia e del Partito Radicale transnazionale; hanno distribuito ai giornalisti e ai passanti copie della versione inglese del Piano di Pace proposto dal legittimo governo ceceno di Maskhadov, che richiede l’intervento dell’ONU in Cecenia.
Erano presenti, fra gli altri, Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali) e Igor Boni e Silvio Viale
(segretario e presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta).
Al termine della manifestazione, Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
 
“Ringraziamo, innanzitutto, Elena Bonner Sacharova per aver ancora una volta espresso, nel corso del convegno di Torino, dure e chiare parole di condanna sui crimini che i soldati di Putin stanno compiendo da cinque anni in Cecenia; non basta: Elena Bonner ha citato direttamente la nostra manifestazione, appoggiandola completamente.
Non possiamo non ricordare, inoltre, il nostro compagno Oumar Khanbiev, ministro della Sanità del governo ceceno (membro del Comitato Generale del Partito Radicale transnazionale e presidente onorario dell’Associazione Aglietta); cercheremo di non lasciarlo solo nella sua lotta, che dura ormai da dieci anni, per il diritto alla vita del popolo ceceno e per la vita del diritto, il diritto di far giudicare e condannare dalla giustizia internazionale i crimini commessi dai russi in Cecenia; le prime recenti sentenze in tal senso del Tribunale per i diritti umani di Strasburgo aprono la strada per migliaia di altri ricorsi, per migliaia di altre possibilità di portare finalmente all’attenzione di un’Europa indifferente quando non connivente il genocidio in atto a poche ore d’aereo da Torino.”.
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  Torino, 2 marzo 2005
CECENIA/DOMENICA 6 MARZO MANIFESTAZIONE RADICALE A TORINO IN CONCOMITANZA COMMEMORAZIONE VENTENNALE PERESTROJKA.
BONI E MELLANO: “CHIEDEREMO A GORBACIOV DI DENUNCIARE LA DERIVA AUTORITARIA DELLA RUSSIA, COME HA FATTO RECENTEMENTE VACLAV HAVEL”.

 
L’Associazione “The World Political Forum”, fondata da Mikhail Gorbaciov, terrà a Torino, dal 4 al 6 marzo, un convegno internazionale nel ventennale della perestrojka: nel marzo 1985, Gorbaciov diventava segretario generale del PCUS e iniziava quella stagione di riforme che avrebbe condotto, solamente sei anni dopo, alla dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Al convegno di Torino parteciperanno, tra gli altri: Mikhail Gorbaciov, Helmut Kohl, Lech Walesa, Elena Bonner, Giulio Andreotti, Giulio Tremonti, Rocco Buttiglione, Gustavo Selva.
 
Domenica 6 marzo, i lavori saranno dedicati al seguente tema: “La sicurezza, la pace, il disarmo e il nuovo ordine mondiale”; dalle ore 11 alle ore 13, i militanti dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta terranno una manifestazione di fronte alla sede del convegno (Torino, Scuola d’Applicazione dell’Esercito, via Arsenale n. 22):
“Fermiamo il genocidio in Cecenia!”
 
Igor Boni (segretario Ass. Aglietta) e Bruno Mellano (presidente gruppo consiliare radicale) hanno dichiarato:
 
“Vent’anni fa Gorbaciov ebbe il coraggio sia di denunciare la crisi irreversibile del regime sovietico sia di governare la sua lenta eutanasia, evitando in gran parte che essa si tramutasse in un immenso bagno di sangue. Domenica chiederemo a Gorbaciov - e agli altri partecipanti al convegno – di avere lo stesso coraggio e la stessa determinazione nel denunciare con forza – come ha fatto recentemente l’ex presidente ceco Vaclav Havel - la natura autoritaria e illiberale del regime del nuovo zar Vladimir Putin, impegnato, da sei anni ormai, nell’ultima guerra coloniale d’Europa, quella cecena: 45.000 bambini ceceni sterminati, la capitale Grozny rasa al suolo, 200.000 profughi (un quinto della popolazione totale); nonostante tutto questo, le truppe d’occupazione russe controllano solamente un terzo del territorio.
Di fronte al genocidio in corso, qualcosa finalmente si muove: per la prima volta, la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha condannato la Russia a risarcire alcuni cittadini ceceni; per la prima volta, l’Associazione delle madri dei soldati russi ha incontrato a Londra esponenti del legittimo governo ceceno, che ha lanciato un “Piano di Pace” che prevede l’intervento dell’ONU.
Occorre, qui ed ora, dare forza e voce a coloro che, all’interno della Russia, si battono per fermare una guerra atroce e senza sbocchi, che, in nome della lotta al terrorismo, terrorizza solamente la popolazione civile, fornendo sempre più proseliti ai fondamentalisti”.
 
N.B. Sul sito www.radicalparty.org è possibile sottoscrivere l’Appello a sostegno del Piano di Pace in Cecenia.
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  Torino, 15 febbraio 2005
 “TIBET, LE LIBERTA’ NEGATE: LA TESTIMONIANZA DI NGAWANG SANGDROL”

La monaca tibetana è da ieri (fino al 5 marzo) in Italia, ospite di Amnesty International e di Italia-Tibet, le organizzazioni che più si sono battute per la sua liberazione.
Questa mattina Oreste Rossi (presidente Consiglio Regionale del Piemonte) ha ricevuto a Palazzo Lascaris Ngawang Sangdrol, accompagnata da Bruno Mellano (consigliere regionale radicale, coordinatore Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet), Paolo Pobbiati (Coordinamento Estremo Oriente Amnesty International Italia), Gianni Mello (Associazione Italia-Tibet) e Simone Ovart (Presidente UNIFEM Italia).
E’ poi seguito un affollato incontro pubblico in Sala Viglione, nel corso del quale Ngawang Sangdrol ha reso la seguente testimonianza:
 
“I diritti umani in Tibet semplicemente non esistono (in cinese non esiste neppure la parola “diritti umani”, ndr). I monaci, per poter vivere nei monasteri, devono superare esami non religiosi ma di indottrinamento politico; i cinesi dichiarano di garantire la libertà religiosa, ma imprigionano i leaders spirituali (cita il caso del Panchen Lama, imprigionato quando aveva sei anni e sostituito da un Panchen Lama figlio di funzionari comunisti, ndr). Per attirare turisti, le autorità di Pechino permettono ai tibetani di ricostruire i monasteri distrutti al tempo della “Rivoluzione Culturale”, ma non investono un solo yuan in tale ricostruzione.
Sono diventata monaca a dodici anni (N. S. è nata nel 1977, ndr); non sono una militante politica. Nel 1990, manifestai pacificamente con altre dodici monache per l’indipendenza del Tibet; fui arrestata e picchiata selvaggiamente; mi legarono le mani dietro la schiena con una corda, che fu fatta passare poi attorno al mio collo; utilizzarono tubi di plastica, catene, bastoni elettrici, che mi infilarono anche in bocca; una guardia mi costrinse a ballare con lui mentre mi molestava sessualmente. I cinesi facevano i turni nel picchiarci.
In carcere era vietata qualsiasi espressione religiosa; allora noi fabbricammo il rosario (108 palline) buddista per recitare il mantra con la mollica del poco pane che ci davano; ci scoprirono e ci obbligarono a mangiare quelle ormai luride palline. Al mattino, ci davano due piccoli pezzi di pane e tè nero; più tardi,  verdura avariata e non lavata. Niente acqua; fuori dalla cella i cinesi aprivano un rubinetto e ci facevano vedere l’acqua che sgorgava, senza darcene un bicchiere.
Nel 1993, registrai con altre compagne di cella canzoni tibetane su un’audiocassetta; scoperta, fui condannata ad altri otto anni di carcere.
Nel 1996, vennero a visitarci degli ufficiali cinesi; io e la mia compagna di cella rifiutammo di alzarci per riceverli: “Se non possiamo onorare il nostro amato Dalai Lama, non onoreremo questi ufficiali che non abbiamo mai visto”; fui condannata a sei mesi di isolamento; fui picchiata e torturata ogni giorno, nonostante fosse stata introdotta una legge che vietava i maltrattamenti. Per sei mesi fui rinchiusa da sola in una specie di pozzo, infestato da topi ed insetti; freddo e buio; non avevo abbastanza vestiti per coprirmi; mi davano solo un pezzo di pane la mattina. In teoria, come prigioniere politiche, avremmo avuto diritto a un giusto processo e a poter sporgere denunce e reclami; in realtà, non abbiamo alcun diritto, dobbiamo solo obbedire ciecamente.
 
Il 1° maggio 1998, esposero la bandiera cinese sul pennone del carcere; sia i prigionieri politici sia i delinquenti comuni (spesso spinti a compiere reati per sfuggire alla miseria in cui vivono i tibetani) si rivoltarono, ritenendo intollerabile tale simbolico atto di dominio. La polizia sparò; fui picchiata in testa; una monaca anziana fece scudo con il suo corpo e mi salvò da ulteriori percosse; fu picchiata selvaggiamente. Poi ci fecero ripulire tutto il nostro sangue e fecero riprese sulle finestre con i vetri rotti, accusandoci di essere stati noi a provocare i danni; fummo costrette a pagare di tasca nostra le riparazioni.
Ci rinchiusero in dodici persone per ogni cella, con un contenitore per le urine; non potevamo uscire per svuotarlo; il tanfo era così tremendo che gli stessi carcerieri non si avvicinavano alla porta della cella.
Quando arrivavano visitatori stranieri, ci facevano pulire tutto, ci davano vestiti nuovi, ci fornivano (a nostre spese!) di asciugamani e sapone.
Fummo costrette a svuotare con le mani le latrine, per trovare feci secche da utilizzare come concime nei campi; se le feci disponibili erano liquide e non secche, ci picchiavano.
Dovemmo lavorare in specie di serre, molto calde, dove venivano utilizzati intensivamente insetticidi, senza alcune misura di precauzione nei nostri confronti; non avevamo acqua da bere.
Poi ci fecero filare la lana; dovevamo filarne un determinato quantitativo al giorno, costi quel che costi. Poi dovemmo per forza imparare a lavorare a maglia; i ferri del mestiere dovevamo pagarceli noi … come anche il sapone per lavare la lana; per pagare quel sapone non erano nemmeno sufficienti i 6 yuan al mese che ci davano di stipendio!
A chi si feriva con i ferri non venivano dati cerotti per medicarsi.
Ogni detenuto politico può ricevere la visita di un solo familiare (prima erano due ma i cinesi hanno ritenuto che fossero troppi) durante tutta la sua detenzione; il familiare è scelto dai cinesi.
 
Termino ringraziando tutte le associazioni ed i cittadini che si sono battuti per la mia liberazione; senza la loro mobilitazione, senza le firme raccolte per me, non sarei qui oggi; le campagne internazionali servono anche a rendere migliori le condizioni di detenzione di coloro a cui sono rivolte; da un giorno all’altro, la mia situazione carceraria migliorò; mi chiedevo: che cosa è successo? Ora so quello che è successo, grazie a voi…”.
 
Mellano (348/5335302)
 
N.B. Radio Radicale ha effettuato la registrazione audio/video della testimonianza di Ngawang Sangdrol.
 
Sul sito www.italiatibet.org tutti gli appuntamenti del soggiorno italiano di Ngawang Sangdrol
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  Torino, 11 febbraio 2005
“Tibet, le libertà negate: la testimonianza di Ngawang Sangdrol”
MARTEDI’ 15 FEBBRAIO CONSIGLIO REGIONALE PIEMONTE OSPITA MONACA TIBETANA DETENUTA PER DODICI ANNI NELLE CARCERI CINESI PER REATI DI OPINIONE … E DI “RELIGIONE”
 

Martedì 15 febbraio, alle ore 10.30, si terrà a Torino, nella sede del Consiglio Regionale del Piemonte (via Alfieri n. 15, Sala Viglione, primo piano), un incontro pubblico dal titolo “TIBET, LE LIBERTÀ NEGATE: LA TESTIMONIANZA DI NGAWANG SANGDROL”
.
L’incontro, organizzato congiuntamente dall’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet, Amnesty International, Associazione Italia- Tibet, UNIFEM, sarà l’occasione per poter ascoltare, per la prima volta in Italia, la drammatica testimonianza di Ngawang Sangdrol, monaca tibetana detenuta per 12 anni nelle carceri cinesi per il solo fatto di non aver voluto rinunciare al suo credo religioso.
 
Interverranno:
 
Ngawang Sangdrol, monaca tibetana detenuta per anni nelle carceri cinesi
Paolo Pobbiati, Coordinamento Estremo Oriente Amnesty International Italia
Simone Ovart, Presidente UNIFEM Italia
Gianni Mello, Associazione Italia– Tibet
 
Introdurrà e modererà:
                            
Bruno Mellano, consigliere regionale radicale, coordinatore Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet.
 
Porterà i saluti dell’istituzione Oreste Rossi (presidente Consiglio Regionale).
 
 
Dichiarazione di Bruno Mellano:
 
“Abbiamo deciso di chiudere questi cinque anni di intenso impegno del Consiglio regionale del Piemonte sulla questione Tibet con una sorta di celebrazione. Riuniremo quanti ci hanno stimolato, sostenuto ed aiutato a tenere viva l’attenzione sulle durissime condizioni in cui il popolo tibetano è costretto a vivere, o meglio a sopravvivere, sotto la repressione del regime cinese, per ascoltare, per la prima volta in Italia, la terribile testimonianza di Ngawang Sangdrol.
Si tratterà di un’occasione più unica che rara per rendere omaggio ad una grande donna che non ha rinunciato alla sua cultura, alla sua religione ed alla sua identità, anche a costo di pesanti conseguenze personali; naturalmente, sarà l’occasione per ribadire che il nostro impegno a favore del Tibet non si fermerà con la cessazione di questa legislatura consigliare; l’Associazione dei Comuni, Province e Regioni, creata grazie all’impulso radicale nel 2001, fa parte ormai a pieno titolo del Consiglio Regionale ed è un’eredità preziosa che trasmettiamo a chi ci sostituirà sui banchi di Palazzo Lascaris.”.
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  Torino, 26 gennaio 2005
SINTESI PRESENTAZIONE “LE RAGIONI DI UN SILENZIO – LA PERSECUZIONE DEGLI OMOSESSUALI DURANTE IL NAZISMO E IL FASCISMO” (a cura del Circolo Pink di Verona, edizioni Ombre corte) - (Torino, Aula del Consiglio Regionale del Piemonte, 26 gennaio 2005)
 
Ha introdotto la presentazione del libro Lido Riba (vicepresidente Consiglio regionale del Piemonte): “Quest’appuntamento è utile per rimuovere il blackout esistente su alcune categorie di deportati”.
Carmelo Palma (consigliere regionale radicale) ha voluto evidenziare “la lungimiranza politica di chi ha organizzato quest’incontro nei giorni in cui le pagine dei giornali sono piene di articoli sul dovere della memoria; ebbene, qui si tratta di non tanto di ricordare ma di ricostruire una memoria che non c’è”.
Enzo Cucco (direttore Fondazione Sandro Penna): “Riguarda tutti non solo quanto accadde nei campi di sterminio ma anche il silenzio attuale su una parte di quello sterminio. Un dato comune a tutti i totalitarismi, passati e presenti, è stata ed è la ferocia nei confronti degli omosessuali; anche da questo punto di vista, il nazismo non è stato un incidente nella storia. La negazione del diritto all’esistenza di una minoranza pone le basi per la negazione del diritto alla vita di tutti e di ciascuno. Occorre ricordare, far sapere, informare.”.
 
Gianfranco Goretti (coautore del libro) ha trattato il tema della persecuzione fascista dei cosiddetti “pederasti”, che coinvolse le autorità di ben 50 province italiane. Goretti è riuscito a ricostruire le storie di circa 800 persone perseguitate, dovendo fare i conti con la disposizione di legge che proibisce l’acquisizione dei dati personali per 70 anni.
In Italia non è mai esistita una specifica “legge antiomosessuale”; forse, la prima legge che pone divieti ai cittadini omosessuali è la L. 40/04 sulla fecondazione assistita! Durante la redazione del Codice Rocco fu proposto l’inserimento di un articolo ad hoc (il 528) ma l’idea fu respinta dalla Commissione giuridica con quest’argomentazione testuale: “In Italia il vizio abominevole è sempre stato raro, bastano a reprimerlo le comuni disposizioni di polizia”.
Con l’avvento delle leggi razziali (1938), la repressione si acuisce; significativa a tal proposito l’azione del questore Molina di Catania; sono arrestate una cinquantina di persone, per lo più ragazzi ventenni di estrazione popolare. Molti di loro devono sottoporsi ad un’avvilente visita medica; viene esaminato il loro  ano per “provare il vizio abominevole”.
Purtroppo, molti protagonisti della persecuzione, dopo la guerra, si sono rifugiati nel silenzio, anche perché il pregiudizio antiomossessuale non è morto con il regime fascista.
Ci sono voluti degli storici omosessuali per iniziare a dipanare il filo della memoria sepolta.
 
Giulio Russo (coautore del libro) si è soffermato sulla persecuzione nazista, che non nasce senza radici: nel 1871, sotto il governo di Bismarck, il codice penale tedesco punisce al paragrafo 175 il legame omosessuale di due maschi adulti consenzienti. Nel 1929, con la Repubblica di Weimar, i socialdemocratici propongono l’abolizione di tale norma, ma poi attaccano il leader nazista delle SA, Eric Rohm, rinfacciandogli le sue notorie pratiche omosessuali. Nell’estate del 1934, con la “notte dei lunghi coltelli”, Hitler raggiunge due obiettivi: elimina il sempre più inpresentabile Rohm a vantaggio delle SS di Himmler. Il paragrafo 175 è inasprito: è sufficiente conoscere un omosessuale o rivolgere complimenti ad un uomo per incorrere nel reato. Le donne lesbiche sono meno perseguitate perché meno individuabili e perché la donna, sotto Hitler, non ha potere; inoltre, ogni donna è comunque in grado di procreare e questo basta … Gli omosessuali sono per loro natura non procreativi, quindi inutili, quindi da eliminare; tendono poi a fare gruppo, a non integrarsi in un regime che vuole i suoi sudditi tutti uguali. Sotto il nazismo furono arrestati circa 100.000 omosessuali; 50.000 furono processati; 20.000 finirono nei campi di concentramento, dove ne morì circa la metà. A differenza degli ebrei, non furono allestiti per loro veri e propri campi di sterminio; la persecuzione raggiunse comunque livelli aberranti: molti furono castrati; altri furono sottoposti ad esperimenti medici; altri ancora furono sottoposti a fatiche massacranti; altri ancora furono messi alla prova: fu loro imposto di congiungersi con prostitute per dimostrare di essere guariti.
Dopo il danno anche la beffa: alla liberazione, nel 1945, molti omosessuali passarono semplicemente dai campi di concentramento alle prigioni “normali”; il paragrafo 175 rimase in vigore in Germania Ovest fino al 1969. Solo nel 2001 il governo tedesco ha presentato le sue scuse ufficiali alla comunità omosessuale.
Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) ha ricordato l’iniziativa dell’Assessore regionale alla Cultura, Giampiero Leo, che ha fatto distribuire in tutte le scuole superiori del Piemonte il video “Nessuno uguale”, che tratta dell’educazione dei giovani alla comprensione delle differenze sessuali
Enzo Cucco ha terminato i lavori ringraziando il Comitato Resistenza della Regione Piemonte, che ha organizzato la presentazione, auspicando che essa sia solo l’inizio di una costante promozione, da parte delle istituzioni regionali, della ricerca storica sui “triangoli rosa”.                                                   
 
Palma (348/5335301)
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  Torino, 26 gennaio 2005
“INDOCINA LIBERA: Libertà politica e libertà religiosa nell’Asia comunista”
SABATO 29 GENNAIO, ORE 9:30, CONVEGNO CON ESPONENTI MINORANZE PERSEGUITATE. INTERVENGONO DUPUIS, PALMA, GHIGO.

 
Sabato 29 gennaio 2005 si terrà a Torino, nella sede del Consiglio Regionale del Piemonte (via Alfieri n. 15, Sala Viglione, secondo piano),
il convegno “INDOCINA LIBERA: Libertà politica e libertà religiosa nell’Asia comunista”. L’inizio dei lavori è previsto alle ore 9:30; il termine alle ore 13:00 (circa).
 
Interverranno:
 
Olivier Dupuis, deputato europeo radicale dal 1996 al 2004
Vo Van Ai, Presidente di Que Me, portavoce della Chiesa Buddista Unificata del Vietnam
Thong Hoeung Ong, autore del libro “Ho creduto ai Khmer Rossi” (ed. Guerini)
Penelope Faulkner,  vicepresidente di “Action pour la dèmocratie au Vietnam”
Vanida Thephsouvanh, presidente del “Mouvement Lao pour les Droits de l’Homme” (MLSH)
 
Il dibattito sarà presieduto da Carmelo Palma, Consigliere regionale gruppo “Radicali- Lista Emma Bonino”.
 
 
Nel corso della mattinata prenderà la parola Enzo GHIGO, Presidente della Regione Piemonte.
 
Dichiarazione di Carmelo Palma:
 
“Mentre l’attenzione internazionale si è focalizzata sull’immensa tragedia naturale che poche settimane fa si è abbattuta sulle coste dell’Asia, poco o nulla si dice dell’altra strage di cui è vittima gran parte di quel continente: strage quotidiana di democrazia e di legalità; strage quotidiana di uomini e donne che - per la sola colpa di credere nello Stato di diritto o in una fede “sbagliata” - sono perseguitati, incarcerati, torturati ed uccisi.
 Nel corso del convegno cercheremo di riflettere sulle modalità e sui mezzi per una lotta nonviolenta che porti ad elaborare strategie e progetti volti a riaffermare diritto e democrazia in Asia.”

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  Torino, 25 gennaio 2005
GIORNO DELLA MEMORIA/RADICALI: “BRAVO DEAGLIO PER INIZIATIVA EDITORIALE VOLTA A  CONOSCENZA STERMINIO OMOSESSUALI”.
Domani a Torino presentazione de “Le ragioni di un silenzio” (Consiglio Regionale, h. 16:30)
 
Assieme al numero del settimanale “Diario” in edicola può essere acquistato in dvd “Paragraph 175”, film di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (Orso d’oro come miglior documentario al Festival di Berlino nel 2000): rigorosa ricostruzione storica in cui omosessuali sopravvissuti ai lager nazisti raccontano la loro storia.
 
Bruno Mellano (presidente gruppo consiliare radicale in Piemonte) ha dichiarato:
 
“Voglio esprimere il mio ringraziamento ad Enrico Deaglio che, con la sua iniziativa editoriale, consente a migliaia di persone di poter essere informate in modo adeguato sulle persecuzioni attuate dai regimi nazista e fascista nei confronti di donne e uomini omosessuali, persecuzioni poi sfociate nello sterminio scientifico di circa 10.000 persone. 60 anni dopo  la liberazione di Auschwitz, la storia dei “triangoli rosa” è ancora sommersa e sconosciuta; non se ne parla nelle scuole, non se ne discute sui giornali e in TV, nemmeno in questi giorni; è, quindi, altamente significativa sia la proposta di “Diario” sia il dibattito che il Comitato Resistenza della Regione Piemonte ha organizzato per domani pomeriggio nell’Aula del Consiglio regionale.”.
 
In Consiglio regionale (Torino, Palazzo Lascaris, via Alfieri n. 15), domani alle 16:30, sarà presentato il volume “Le ragioni di un silenzio – La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo” (a cura del Circolo Pink di Verona, Edizioni Ombre corte).
 
Interverranno:
Enzo Cucco (direttore Fondazione Sandro Penna di Torino)
Gianfranco Goretti (storico, autore del libro)
Giulio Russo (curatore del libro)
 
Oreste Rossi  (presidente Consiglio Regionale del Piemonte) porterà i saluti dell’istituzione.
Lido Riba (vicepresidente Consiglio Regionale) presiederà i lavori.
 
Mellano (348/5335302)
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Torino 24 gennaio 2005
“INDOCINA LIBERA: Libertà politica e libertà religiosa nell’Asia comunista” - Sabato 29 gennaio 2005, ore 9:30 - Sala Viglione - Palazzo Lascaris - Consiglio Regionale del Piemonte -Via Alfieri, 15 - Torino

Introduce:
Olivier DUPUIS, deputato europeo dal 1996 al 2004
Interverranno:
VO Van Ai, Presidente di Que Me, portavoce della Chiesa Buddista Unificata del Vietnam
Thong Hoeung ONG, autore del libro “Ho creduto ai Khmer Rossi” (ed. Guerini)
Penelope FAULKNER, vicepresidente di “Action pour la dèmocratie au Vietnam”
Vanida THEPHSOUVANH, presidente del “Mouvement Lao pour les Droits de l’Homme” (MLSH)
Kok KSOR , presidente della “Montagnards Fondation”
Modera e coordina:
Carmelo PALMA, Consigliere regionale gruppo “Radicali Lista Emma Bonino”
Conclusioni di:
Marco PANNELLA, Leader radicale, Deputato europeo “Lista Emma Bonino”

Per informazioni: Gruppo “Radicali Lista Emma Bonino” Via Alfieri, 19 - Torino tel. 011.5757401
www.grupporadicalipiemonte.it
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  Torino 24 gennaio 2005
Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana
“LE RAGIONI DI UN SILENZIO” - La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo
A cura del Circolo Pink di Verona - mercoledì 26 gennaio 2005


Palazzo Lascaris - Aula Consiliare,
Via Alfieri, 15 – Torino
Il fatto che la ricerca storica possa fornire finora soltanto una stima approssimativa del numero degli uomini internati con il “triangolo rosa”, ci parla dell’estremo isolamento in cui i sopravvissuti omosessuali sono stati costretti a vivere, sentendosi raramente parte di un collettivo. Il silenzio loro imposto dalle società del dopo guerra li ha atomizzati. La loro persecuzione divenne destino individuale. Deliberatamente esclusi dalla cultura della memoria, trattati come criminali e pervertiti, agli omosessuali che lasciarono i campi nel 1945 non è stata riconosciuta la dignità di “sopravvissuti”. Essi hanno unicamente sopravvissuto. La ricerca storica e la cultura della memoria hanno taciuto per decenni la violenta repressione che i regimi nazista e fascista operarono, con modalità e intensità diverse, nei confronti degli omosessuali, contribuendo al silenzio sulle vittime e i sopravvissuti.
Intervengono
Enzo CUCCO
Direttore Fondazione Sandro Penna Torino
Gianfranco GORETTI
Storico coautore del libro
Giulio RUSSO
Curatore del libro
Saluto di apertura
Oreste ROSSI
Presidente del Consiglio regionale del Piemonte
Presiede
Lido RIBA
Vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte
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  Torino, 20 gennaio 2005
“EUTANASIA: SI o NO?”/DOMANI SERA DIBATTITO A FOSSANO (Cn).
Confronto fra il vescovo di Alba, Sebastiano Dho, e il consigliere regionale radicale Bruno Mellano.

 
 
Il dibattito si terrà venerdì 21 gennaio, alle ore 21, nella Sala Polivalente del Castello degli Acaja di Fossano; è organizzato dalla Consulta delle aggregazioni laicali della Diocesi di Fossano.
 
Oltre al vescovo Dho e al consigliere Mellano, interverrà anche Mario Palmaro (docente universitario, giornalista).
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  Torino 18 gennaio 2004
Presentazione de: "IL LIBRO NERO DELLA CINA" (Autori Vari - Guerini & associati)

Giovedì 20 gennaio 2005 – ore 21 - Circolo parrocchiale frazione San Michele
(di fianco all’uscita autostradale Alessandria Ovest) - ALESSANDRIA
 
La Cina di Mao è stata, per lunghi anni, una perniciosa illusione dell’Occidente. La Cina di oggi- quella di Deng Xiaoping, di Jiang Zemin, e ora di Hu Jintao- è certo diversa da quella di Mao. Ma è davvero migliore?  Il regime di Pechino sta superando, con mille ombre, il comunismo economico, ma rimane ancorato ad un feroce totalitarismo politico: non rispetta i diritti umani e civili, viola la libertà religiosa, reprime nel sangue ogni protesta che minacci il potere del partito unico, che rimane, non solo nel nome, “comunista”. La Cina è un partner commerciale di vitale importanza per le economie dei paesi liberi, ma rappresenta al tempo stesso una pericolosa minaccia politica.La democratizzazione della Cina sarebbe una liberazione per i cinesi e un grandissimo “affare” per il mondo intero. Ma come arrivarci?
 
introduzione
CRISTIANO BUSSOLA
Consigliere regionale del Piemonte, Vicepresidente Gruppo Forza Italia

intervento
BENEDETTO DELLA VEDOVA
Economista – membro Direzione nazionale Radicali italiani
  
conclusioni
BRUNO MELLANO
Consigliere regionale del Piemonte, Presidente del Gruppo “Radicali Lista Bonino”
Coordinatore Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet
 
L’incontro è organizzato con: GRAAL – Gruppo radicale alessandrino
Si ringrazia Don Ivo Piccinini per la collaborazione
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Torino, 13 gennaio 2005
REFERENDUM FECONDAZIONE ASSISTITA/MELLANO E FERRENTINO (RADICALI PIEMONTE): “ANCORA UNA VOLTA VIOLATA LA COSTITUZIONE … ORA OCCORRE DIFENDERE I QUESITI SUPERSTITI DA LEGGI TRUFFA …”.
 
Alla notizia che la Corte Costituzionale ha bocciato il referendum totalmente abrogativo della legge sulla fecondazione assistita (ammettendo, nel contempo, i quattro referendum parziali), Bruno Mellano (presidente gruppo consiliare radicale in Piemonte) e Mariano Ferrentino (Comitato Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
 
“Dopodomani molti magistrati porteranno con sé, all’apertura degli anni giudiziari, una copia della Costituzione; ebbene, l’art. 75 di quella Costituzione non prevede fra le cause che impediscono la tenuta del referendum l’eterogeneità degli argomenti contenuti nella legge in oggetto. Solo a partire dal 1978, una giurisprudenza della Consulta del tutto avulsa dal dettato costituzionale ha creato le basi giuridiche per cancellare decine di referendum (e milioni di firme autenticate dei cittadini italiani); quella di oggi è solo l’ultima cancellazione della serie.
Ora si tratta di difendere i quattro quesiti superstiti (che, se passassero tutti, porterebbero comunque ad un’abrogazione di fatto della legge) dalle leggi truffa che, subito dopo la decisione della Consulta, s’invocano a gran voce, sia da destra sia da sinistra.
Il primo appuntamento per coloro che intendono difendere l’istituto referendario e vincere i quattro referendum è già fissato: terzo Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, 21-22-23  gennaio, Milano, Hotel Leonardo da Vinci.”.
 
Mellano (348/5335302)
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Gruppo Radicali - Lista Emma Bonino
Via Alfieri, 19 - 10121 Torino - Tel  011. 57.57.401/402 - Fax 011.23.09.005
e-mail: radicalipiemonte@hotmail.com - mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte