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4 giugno 2003 INTERROGAZIONE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE Oggetto: uso improprio dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co). per il personale tecnico e amministrativo in servizio presso le strutture regionali I sottoscritti Consiglieri Regionali, premesso che · si è a conoscenza che presso le Direzioni regionali operano circa seicento figure professionali tecniche e amministrative, in servizio in forza di contratti di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co); · le suddette figure professionali si configurano come lavoratori parasubordinati, ed il relativo contratto di lavoro è regolato dall'articolo 2222 e successivi del Codice Civile nel caso di prestazione d'opera, e dall'articolo 2229 e successivi del Codice Civile nel caso di prestazione d'opera intellettuale; · in base alla vigente normativa, il ricorso a tali forme di collaborazione, laddove non configuri una sorta di "contratto di progetto", può essere utilizzato per far fronte a carichi di lavoro non prevedibili derivanti da situazioni eccezionali e comunque per periodi di tempo limitati e con mansioni ben definite e direttamente connesse allo smaltimento dei carichi di lavoro contingenti e urgenti; anche in questo caso, fermi restando i limiti stabiliti dalla normativa nazionale per l'assunzione di personale nella pubblica amministrazione, sarebbe maggiormente appropriato il ricorso a contratti di lavoro dipendente a tempo determinato; · contrariamente a quanto previsto dalla norma, le suddette figure professionali ci risulta siano impiegate per lo svolgimento di attività che si inseriscono, a tutti gli effetti, negli ordinari compiti e funzioni istituzionali dellAmministrazione Regionale e non per attività aventi quelle caratteristiche di urgenza e imprevedibilità richieste dalla vigente normativa; · il ricorso a tale forma di collaborazione si è sempre più consolidato negli ultimi anni, fino a raggiungere lattuale significativa dimensione del 20% del personale in servizio con contratto di lavoro a tempo indeterminato;· rispetto ai lavoratori dipendenti a tempo determinato o indeterminato, i "cococo" regionali lamentano l'assenza di una serie di diritti normalmente connessi alle prestazioni di lavoro subordinato: mutua, ferie, T.F.R., permessi, accesso ai corsi di formazione, possibilità di rimanere iscritti nelle liste di collocamento ordinario (possibile invece per chi ha un contratto a tempo determinato); possibilità di usufruire a prezzo ridotto dei soggiorni estivi per i figli; · il ricorso sistematico e diffuso a questo tipo di contratto configura una modalità impropria per sopperire ad una carenza endemica di specifiche figure professionali, e, più in generale, al mancato potenziamento dell'organico in relazione alla necessità di svolgere con adeguata efficienza ed efficacia le nuove e complesse funzioni che lAmministrazione Regionale è chiamata a svolgere, in special modo per quanto attiene le materie: ambiente, difesa del suolo, parchi e agricoltura, anche in attuazione delle specifiche disposizioni di livello nazionale e comunitario; · gran parte di tali lavoratori sono stati pienamente inseriti nelle strutture di appartenenza, maturando esperienza e elevata qualificazione professionale che rischia ora di non essere adeguatamente sfruttata per l'impossibilità di prorogare oltre il terzo anno il relativo contratto di collaborazione, dovendosi, oltre tale limite temporale, trasformare il Co.Co.Co in contratto di lavoro a tempo indeterminato; · parte di tali lavoratori sono stati anche impiegati per fronteggiare le situazioni di emergenza e criticità che si sono verificate in questi ultimi anni; · un significativo numero di queste figure professionali, peraltro, ha prestato o sta prestando servizio da oltre un triennio, avendo iniziato la propria collaborazione, per un primo periodo di uno o due anni, tramite chiamata dagli Uffici del Collocamento e successivamente mediante contratto di collaborazione coordinata e continuativa; · in passato altri lavoratori precari, quali quelli assunti per fronteggiare i carichi di lavoro straordinari a seguito degli eventi alluvionali, sono stati tutti stabilmente inseriti nelle strutture regionali, in forza di specifiche disposizioni di legge finalizzate anche a potenziare la capacità dintervento della Pubblica Amministrazione per le attività di prevenzione e riduzione del rischio idrogeologico; · la "precarizzazione" contrattuale di figure professionali- se non, in senso proprio, di "dipendenti"- stabilmente e funzionalmente inserite delle strutture regionali costituisce, prima che un problema in senso lato sindacale, un problema sistemico di organizzazione e di politica del personale, poiché, da una parte, rischia da una parte di condurre alla dissipazione di risorse umane che sono totalmente interne dal punto di vista funzionale ma sono sostanzialmente esterne dal punto di vista contrattuale, e, dall'altra parte, rischia di creare una situazione che comporterà prima o poi una, mai auspicabile e per definizione "sbagliata", sanatoria generalizzata; · d'altra parte, la mancata regolarizzazione dei lavoratori precari, che oggi operano con continuità e elevata qualificazione professionale presso le strutture regionali, comporterebbe un grave danno per la Amministrazione, in termini di riduzione della capacità operativa, in materie che richiedono tempestività dintervento e elevate capacità professionali, nonché economico, dovendo forzatamente rinunciare allapporto di figure professionali che sono state formate in anni di lavoro presso le strutture regionali. Tutto ciò premesso, si chiede cortesemente alla Giunta Regionale e all'Assessore competente di voler riferire: · sulla reale entità del personale tecnico e amministrativo attualmente in servizio nelle diverse strutture regionali (ad esclusione ovviamente delle controllate, delle partecipate, degli enti strumentali e delle agenzie regionali) in forza di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, precisandone la distribuzione in termini di professionalità richieste e di mansioni attribuite; · sulla effettiva durata di tali rapporti di collaborazione, tenendo conto degli eventuali rinnovi nonché di altri eventuali forme di collaborazione a tempo determinato, evidenziando in particolare le collaborazioni che, sotto forme contrattuali diverse, si protraggono di fatto senza soluzione di continuità da più di tre anni; · quali iniziative intendono, in concreto, assumere al fine di limitare il ricorso ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa, quale mezzo improprio per arginare la situazione attuale di carenza di personale tecnico e amministrativo qualificato. PALMA MELLANO Torna su |
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21 maggio 2003 AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE INTERROGAZIONE URGENTE Oggetto: l'arma delle perizie psichiatriche nei confronti del sig. Gian Piero Buscaglia I sottoscritti consiglieri regionali, premesso che, a quanto consta loro: - il signor Gian Piero Buscaglia, dal 1981 al 2002 è stato segretario amministrativo nella Polizia di Stato, prima ad Imperia, poi ad Alessandria; - dal 1997 ad oggi il signor Buscaglia è stato chiamato da Ps e giudici per ben 12 volte a sostenere una perizia psichiatrica, senza che lo stesso abbia avuto in questi anni alcun comportamento che facesse ritenere necessario tale provvedimento; - in genere neppure criminali che si sono macchiati di delitti terribili sono sottoposti ad un così elevato di numero di perizie; - nel 1996, in seguito ad una assenza dal lavoro di 4 giorni, il signor Buscaglia ricevette una visita fiscale e successivamente la visita medico collegiale per verificare l'idoneità al servizio: tale procedura viene solitamente riservata a chi s'assenta dal lavoro a lungo. In seguito alla visita ed alle parole scritte dal Questore, che segnalavano come il signor Buscaglia si fosse da diversi anni separato dalla moglie ed avesse denunciato un ispettore, il dott. Azzini nel marzo 1997 dispose la prima perizia psichiatrica in struttura pubblica; - nellaprile 1997 il signor Buscaglia si presentò alla visita e la superò, risultando idoneo; - questura e ASL, accorgendosi tardivamente della residenza ad Imperia del signor Buscaglia, disposero una nuova perizia psichiatrica presso la ASL di competenza, come se un cittadino possa risultare sano in una ASL e malato in unaltra; - nel luglio 1997 lASL di Imperia conferma lidoneità del signor Buscaglia ma chiede una nuova valutazione dopo otto mesi, malgrado dal punto di vista medico-legale il concetto d'idoneità non preveda rivedibilità; - dal novembre 1997 la notizia delle ripetute perizie si diffonde al di fuori dellambito lavorativo e contro il marchio psichiatrico il Buscaglia si rivolge invano al Garante della privacy; - nel marzo 1998 il signor Buscaglia, per protestare contro le perizie, fuori dallorario di ricevimento del pubblico appone in ufficio un cartello abusi in corso e per questo verrà poi condannato a 20 giorni per interruzione di pubblico servizio; - nellottobre 1998 il Buscaglia rifiuta la nuova perizia a cui è convocato ritenendola ingiustificata; - nel dicembre 1998 durante una accesa discussione con esponenti di CGIL e DS viene arbitrariamente ed ingiustificatamente trattenuto in questura; - durante il 1999 perizie e proteste si ripetono, il marchio psichiatrico si rafforza e le spese legali crescono; - nel giugno 1999 siamo alla sesta chiamata psichiatrica durante un volantinaggio un dipendente della Digos malmena il signor Buscaglia (come verificato da tre referti medici) ma giustifica le percosse con la motivazione di essere stato aggredito, come viene in seguito testimoniato da colleghi del poliziotto. Il signor Buscaglia è condannato a 4 mesi e mezzo; - nellottobre 1999 avviene una perquisizione personale, dellufficio e della casa, alla ricerca di volantini; - nel gennaio 2000 il caso Buscaglia arriva in Parlamento con una interrogazione del Senatore Ripamonti alla quale seguono articoli e interviste; - nel giugno 2000, nellanniversario dell'arresto ritenuto ingiusto, Buscaglia sciopera dicendo "il mio lavoro datelo a chi mi ha picchiato ed ai suoi amici". Per questo viene sospeso 2 mesi e sopraggiunge un'altra perizia psichiatrica; - nel dicembre 2000 Buscaglia, per combattere contro perizie che vengono previste nei suoi confronti esclusivamente perché mette in atto azioni di protesta pubblica proprio contro le continue perizie, inserisce 600 volantini nelle multe autovelox spedite in tutta italia; - nel marzo 2001 la decima visita è affidata al dott. Mongodi; Buscaglia rifiuta di sottoporsi alla perizia, ma la stessa viene ugualmente eseguita basandosi soltanto sugli atti processuali che parlano di aggressioni, proteste, etc. Il risultato è che Buscaglia, senza essere visitato, viene giudicato incapace dintendere e pericoloso socialmente; - il Gip poco dopo, per la non credibilità della perizia, ordina un' ulteriore perizia per verificare la precedente e nel frattempo i giornali sbattono il mostro in prima pagina; - nellaprile 2002 si arriva alla dodicesima ed ultima perizia che sancisce di nuovo la piena capacità di intendere e volere, la non pericolosità e la capacità di stare in giudizio; - nel maggio 2002 il signor Buscaglia riceve un preavviso di licenziamento che subito impugna; il 15 settembre 2002 però il licenziamento avviene e, ad oggi, senza che alcun sindacato si sia preoccupato di intervenire sul suo caso, il signor Buscaglia ha perso il lavoro dopo avere subito una serie di gravi ingiustizie; - le continue convocazioni per visite psichiatriche sono state di tutta evidenza uno strumento di intimidazione, utilizzato nei confronti di un dipendente fastidiosio, che negli anni di attività lavorativa ha attuato veementi proteste contro quella che riteneva essere una grave ingiustizia nei suoi confronti; - le numerose convocazioni sono state giustificate dal Ministero con i presunti ripetuti cambi di residenza del Buscaglia malgrado in realtà ciò sia avvenuto una sola volta in 20 anni; interrogano lAssessore competente per sapere: 1. se è normale che un cittadino venga convocato per ben 12 volte a sostenere una perizia psichiatrica senza che costui abbia commesso alcun crimine, né abbia manifestato sintomi clinicamente significativi di incapacità o di disturbo psichico; 2. se è corrispondente alla normale procedura che una ASL, accorgendosi che la residenza di chi ha sostenuto una perizia psichiatrica è differente da quella di competenza della stessa ASL, decreti la necessità di ripetere la perizia; 3. se non si ravvisi nel comportamento del datore di lavoro (lAmministrazione Civile del Ministero dellInterno) lintento evidente di colpire un cittadino solo per il suo comportamento eccentrico e "non ortodosso" e non certo perché vi fossero davvero le condizioni che facessero presupporre la necessità di perizie psichiatriche; 4. se questo tipo di comportamento da parte di un datore di lavoro, con l'imposizione di ripetute visite psichiatriche e la ricorrente verifica di una ipotizzata infermità mentale, non costituisca una forma di deliberata intimidazione e condizionamento di un dipendente. BRUNO MELLANO CARMELO PALMA Torna su |
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7 aprile 2004 INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA OGGETTO: CONVENZIONE CONSIP PER SERVIZIO DI PULIZIA IN UFFICI E LABORATORI ARPA I sottoscritti consiglieri regionali, premesso che - l'Arpa ha deliberato di procedere ad ordinare per il periodo 1 aprile 2003 - 31 marzo 2007 la fornitura del servizio di pulizia e lavaggio vetreria alla società Siram S.p.a., come mandataria di un R.T.I, nell'ambito della convenzione stipulata da Consip S.p.a, secondo quanto consentito dall'art. 24 della legge Finanziaria 2003, n.289/2002; - nel corso degli ultimi anni tale servizio era stato affidato ad una serie di imprese in seguito a gara pubblica, e, al termine del contratto (dicembre 2001), a queste ripetutamente prorogato; - in base all'art. 24 della citata Legge finanziaria gli enti pubblici istituzionali non hanno l'obbligo di aderire alle convenzioni Consip, bensì quello di utilizzare i prezzi delle suddette convenzioni come base d'asta al ribasso; - il ricorso generalizzato alle convenzioni Consip da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici istituzionali configura problematiche particolarmente significative- e già ripetutamente emerse- circa il ruolo interventista dello Stato rispetto alle dinamiche del mercato e alla conseguente alterazione dei processi concorrenziali (il mercato di fornitori della PA è, infatti, circoscritto a pochi grossi operatori); d'altra parte, la centralizzazione delle procedure di acquisto o di aggiudicazione in capo ad una sola struttura statale (Consip), contrasta con la logica, che istituzionalmente sempre più va affermandosi, di decentramento e di autonomia degli enti locali; - l'Autorità Antitrust ha posto seri dubbi (Italia Oggi del 18 febbraio 2003) sull'obbligatorietà degli acquisti presso la Consip, perché questa comporterebbe distorsioni monopolistiche del mercato e favorirebbe politiche di cartello nella fornitura di beni e servizi per la P.A.; premesso altresì che, rispetto al caso in oggetto: - per moltissimi lotti, nel contratto per la fornitura di servizi di pulizia stipulato dall' Arpa sulla base dell'Ordinativo principale di fornitura sottoscritto in data 14/3/2003, l'offerta economica di Siram S.p.a. è superiore al costo dei contratti stipulati con le ditte appaltatrici che hanno gestito il servizio sino al 31-3-2003, sulla base, peraltro, di un capitolato con standard di servizio quanti-qualitativamete più elevati; - complessivamente, considerando tutti i lotti, ad esclusione di quelli di Ivrea, Biella e Vercelli, per i quali gli interroganti non sono stati in grado di contattare le ditte appaltatrici che hanno svolto il servizio sino al 31-3-2003, il costo totale annuo del contratto con Siram risulta essere di 443921,53 euro, mentre quello delle ditte appaltatrici risulta essere di 440933,32 (cfr tabella allegata); - il prezzo unitario delle singole prestazioni nonché quello dello standard di servizio c.d "basso" riconosciuto ai precedenti fornitori è stato inferiore a quello concordato con Siram; - la drastica riduzione delle prestazioni richieste e dello standard di servizio con l'adesione alla Convenzione Consip non ha comportato una corrispondente riduzione della spesa prevista; interrogano l'assessore competente per sapere, con riferimento ai soli servizi di pulizia (esclusa disinfestazione e lavaggio vetrerie): ß per quale ragione l'Arpa abbia deciso di procedere secondo le modalità esposte in premessa; ß se, dato lo schema allegato, il costo annuo totale della convenzione Consip per i servizi di pulizia degli immobili Arpa sia da intendersi comprensivo anche delle prestazioni aggiuntive, indicate a debitamente "prezzate" secondo una previsione di richiesta nel "Piano dettagliato degli interventi" allegato alla deliberazione del direttore generale dell'Arpa; ß se il costo dei precedenti contratti di appalto, rilevato dagli interroganti contattando direttamente le imprese fornitrici e indicati nella tabella allegata, sia esatto, o in caso contrario, come e in quali casi differisca dal vero; ß quale fosse il costo annuo complessivo dei servizi di pulizia forniti dalle società appaltatrici fino al 31-3-2003; ß se il ricorso alla convenzione Consip non sia da considerarsi allo stato giustificato solo per quei lotti in cui l'offerta Consip sia inferiore a quella delle ditte precedentemente appaltatrici e non estendibile, in questa logica, in maniera generalizzata a tutti i lotti previsti nell'ordinativo di fornitura, visto che, malgrado un capitolato molto più oneroso per il contraente, il costo del servizio assicurato da alcuni dei "vecchi" fornitori è allo stato dei fatti inferiore a quello concordato oggi con Siram (cfr tabella allegata); ß se, vista la riduzione quanti-qualitativa del livello di prestazioni di pulizia, con il passaggio allo standard "basso" per gli uffici e "medio" per i laboratori, non avrebbero potuto realizzarsi ben superiori economie mediante il ricorso alla gara pubblica aperta anche agli attuali fornitori, che in moltissimi casi già oggi, sulla base di un capitolato di prestazioni quanti-qualititativamente superiore a quello dell'offerta Consip, hanno assicurato al committente un servizio più vantaggioso anche dal punto di vista economico; ß se non sia vero che la conseguenza dell'adesione dell'Arpa alla Convenzione Consip siano a questo momento: - una riduzione delle prestazioni; - una riduzione generalizzata delle ore di lavoro per i dipendenti delle imprese appaltatrici fino al 31-3-2003; - una assoluta incertezza sui costi complessivi della convenzione; ß se la riduzione dello standard di servizio non comporti l'inevitabile ricorso ad un numero di prestazioni aggiuntive diverse e superiori a quelle preventivate, con un corrispondente aggravio dei costi; ß quali provvedimenti intenda adottare qualora, entro il primo semestre (aprile-settembre 2003), il costo della dell'attuale convenzione risultasse superiore a quello preventivato; ß se non concordi sull'opportunità di valutare più approfonditamente il ricorso alle convenzioni Consip da parte della Regione e degli enti istituzionali da essa dipendenti. PALMA MELLANO allegato 1: CONVENZIONE CONSIP DITTE APPALTATRICI SINO AL 31-3-2003 Immobile Offerta a canone mensile Offerta a canone annuale Offerta da capitolato mensile Offerta da capitolato annuale Sede Dip.le Grugliasco 5.243,27 62.919,34 5.140,42 61.685,04 Sede Venaria (To) 111,7 1.340,48 87,72 1.052,64 Sede Settimo (To) 145,99 1.751,95 154,8 1.857,60 Via S. Domenico 22/B Torino 3.605,57 43.266,65 3.482,65 41.791,80 Via S. Agostino Torino 300,54 3.606,56 401,19 4.814,28 Sede Pinerolo (To) 173,67 2.084,12 180,6 2.167,20 Sede Di La Loggia (To) 1.122,81 13.473,74 1.031,81 12.381,72 Sede Di Nichelino (To) 252,23 3.026,80 328,95 3.947,40 Via Della Rocca, 49 Torino 1.830,38 21.964,62 1.809,87 21.718,44 C.So Vittorio, 2 Torino 513,61 6.163,36 601,35 7.216,20 C.So Vittorio, 18 Torino 273,27 3.279,31 305,28 3.663,36 C.So Principe Oddone, 19 Torino 2.414,17 28.970,15 3.101,04 37.212,48 Cartografico Grugliasco, Torino 206,81 2.841,79 240,15 2.881,80 Centro Regionale Amianto, Grugliasco 566,46 6.797,54 594,95 7.139,40 Via S Caterina, 30 Alessandria 850,66 10.207,96 5.342,00 64.104,00 Via Spalto Marengo, 35 Alessandria 902,66 10.832,02 Via Spalto Marengo, 38 Alessandria 1.131,94 13.583,34 Via Don Gasparolo, 1 Alessandria 788,51 9.462,12 Via Don Gasparolo, 1 Alessandria 663,2 7.958,42 Via Verona ,5 Alessandria 141,28 1.695,41 C.So Indipendenza Casale Monferrato (Al) 170,91 2.051,03 Via Giara , 2 Novi Ligure (Al) 114,36 1.372,47 Via Buffa, 12 Ovada (Al) 94,86 1.138,39 Via M. DAzeglio, 4 Cuneo 2.511,55 30.138,60 2.906,00 34.872,00 Via M. DAzeglio, 8 Cuneo 195,04 2.340,54 Via Vittorio Veneto, 14 Bra (Cn) 140,38 1.684,61 Via Della Repubblica, 9 Fossano (Cn) 140,07 1.680,92 Via Beccarla, 16 Mondovi (Cn) 95,91 1.151,00 P.zza Alfieri, 33 Asti 2.296,58 27.559,07 1.579,29 18.951,48 Via Cattedrale, 8 Asti 340,38 4.084,57 446,87 5.362,44 P.zza Cavour, Nizza Monferrato (At) 280,74 3.368,88 407,01 4.484,12 Via IV Novembre, Crusinallo Omegna (No) 3.250,49 39.005,93 2.768,36 33.220,32 Via Roma, 7/e Novara 5.816,96 69.803,52 5.867,47 70.409,60 Via Padre Picco Gozzano (No) 95,49 1145,88 Viale S. Carlo, 4 Verbania (VCO) 86,69 1.040,34 Piazzale Stazione, Villadossola (VCO) 94,17 1.130,10 TOTALE 36.963,31 443.921,53 36.777,78 440.933,32 Torna su |
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Torino,
16 ottobre 2002 |
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Torino,
26 agosto 2002 |
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| INTERROGAZIONE
Nº 1722 - OGGETTO: Organizzazione delle funzioni regionali in materia
di mercato del lavoro. 3 luglio 2002 I sottoscritti consiglieri regionali, in riferimento allattuazione della L.R. 14 dicembre 1998, n. 41; interrogano lAssessore allIndustria, Lavoro e Formazione Professionale per sapere: - quanti Centri per limpiego e quante sedi sono stati istituite; - quante unità di personale assunto in ruolo (dipendenti della Provincia) ed in convenzione presta servizio complessivamente in ciascuna provincia nei Centri per limpiego. Carmelo Palma Bruno Mellano Torna su |
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Torino,
13 maggio 2002 |
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| INTERROGAZIONE
URGENTE CON RISPOSTA ORALE IN COMMISSIONE OGGETTO: PROGETTI DI INSERIMENTO
LAVORATIVO PER TOSSICODIPENDENTI IN TRATTAMENTO Premesso che: - la Regione Piemonte si accinge ad emanare i bandi relativi al finanziamento dei progetti di prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza mediante il Fondo Nazionale di intervento per la lotta alla droga, di cui alla Legge 18 febbraio 1999, n. 45; - una parte dei progetti e dei finanziamenti sarà relativo ad interventi finalizzati a incrementare l'occupabilità o a favorire il collocamento lavorativo di cittadini ex tossicodipendenti o tossicodipendenti in trattamento; - la 'collocabilità' dei soggetti coinvolti nei suddetti progetti - come di chiunque si trovi in condizioni di svantaggio sociooccupazionale in dipendenza di patologie psico-fisiche- non dipende unicamente dalle loro caratteristiche o abilità professionali ma anche dall'insieme di contributi, agevolazioni e incentivi che la normativa nazionale e regionale mette a disposizione delle aziende disponibili all'assunzione; - la legislazione regionale non prevede alcuna agevolazione per le aziende disponibili ad assumere tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti, a meno che essi non ricadano, contestualmente, nelle fattispecie di cui agli art. 13, 14 e 15 della legge regionale 28/93; - più in generale: il successo di questi progetti o di queste 'politiche' dipende dalla disponibilità delle aziende a concorrere a progetti di reinserimento socio-lavorativo e dal livello di iniziativa che il sistema pubblico del collocamento è in grado di dispiegare rispetto a questo particolare segmento di svantaggio socio-occupazionale; si interroga l'assessore competente per sapere: - se non sia opportuno ipotizzare una "campagna" di informazione/sensibilizzazione, rivolta alle aziende per sollecitare il loro interesse nei confronti di stage/borse lavoro/progetti di inserimento lavorativo di soggetti tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti; - in che misura intenda promuovere il coinvolgimento dei centri per l'impiego nelle strategie di inserimento lavorativo di tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti, anche a partire dal bando regionale di prossima emanazione per il finanziamento dei progetti ex lege 45/99 - se non ritenga opportuno che la legislazione regionale relativa all' avviamento al lavoro di soggetti in difficoltà occupazionale estenda la previsione di incentivi economici anche alle aziende che assumano tossicodipendenti in trattamento o ex tossicodipendenti. PALMA MELLANO Torna su |
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| INTERROGAZIONE
URGENTE A RISPOSTA IN COMMISSIONE OGGETTO: CONCORSO PUBBLICO DELL'ENTE PARCO REGIONALE VAL TRONCEA Il sottoscritto consigliere regionale, premesso che: * In esecuzione della deliberazione di Giunta Esecutiva n.67 del 18/10/2001 è stato bandito un concorso per titoli ed esami per un posto a tempo pieno e indeterminato di "guardiaparco", categoria economica C1, dall'Ente Parco Naturale della Val Troncea; * all'articolo 2 del suddetto bando sono specificati i requisiti generali di ammissione al concorso; * all'articolo 6 del suddetto bando sono specificati gli allegati obbligatori da presentare: originale della ricevuta di versamento della tassa di concorso e autocertificazione relativa al titolo di studio; * nell'allegato A (fac simile della domanda da compilare su carta libera) ogni candidato dichiara, sotto la sua responsabilità, di possedere tutti i requisiti generali richiesti per l'ammissione al concorso (tra questi il possesso del titolo di studio necessario - lettera d) e che tutti i documenti allegati in copia non autenticata sono conformi agli originali (lettera p dell'allegato A); * la presentazione di fotocopie coincide quindi di fatto con la presentazione degli originali; * numerosi candidati sono stati esclusi dal concorso non perché non in possesso dei requisiti generali di ammissione ma esclusivamente per piccoli errori nella compilazione della domanda, come la consegna tra gli allegati della fotocopia della ricevuta e non dell'originale e l'invio di un certificato di laurea in fotocopia invece dell'autocertificazione prevista; * il concorso deve essere svolto ed il posto in palio assegnato, entro e non oltre il 31 dicembre 2001, per ovviare alla carenza di personale del Parco Val Troncea e per evitare il blocco delle assunzioni previsto nella finanziaria per l'anno 2002; interroga l'Assessore competente al fine di: * conoscere quale sia la necessità di presentare una ricevuta od un documento in originale quando si dichiara che tutti i documenti allegati in copia sono conformi agli originali (art. 2 del D.P.R. del 20 ottobre 1998 n. 403); * sollecitare un intervento nei confronti della Giunta esecutiva dell'ente parco e della commissione esaminatrice al fine di consentire ai candidati esclusi non per motivi sostanziali, quali il non possedere i requisiti generali, ma per motivi riconducibili ad errori formali nella presentazione della domanda, di partecipare al concorso nelle date previste, previa l'immediata consegna nella forma corretta della documentazione richiesta. Torino, 7 dicembre 2001 CARMELO PALMA Torna su |
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| Torino,
28 novembre 2000 INTERPELLANZA URGENTE Nº 404 - Oggetto: diritto al lavoro per i disabili. I sottoscritti Consiglieri regionali, considerata: - la validità e lutilità della L. 68/99 che pone al centro la questione del collocamento mirato, fatto questo che permette ad un grosso numero di disabili con difficoltà effettiva allinserimento al lavoro e attraverso adeguati supporti la loro effettiva integrazione nel mondo del lavoro; - che tale inserimento può avvenire solo attraverso lazione dei Comitati Tecnici, organismi che permettono di realizzare il collocamento mirato come previsto dallarticolo 2 della L. 68/99; - quanto previsto allart. 6 della L. 68/99 sul diritto al lavoro per i disabili e a quanto disposto con D.P.R. n. 333 del 10 ottobre 2000 pubblicato sulla G.U. il 18/11/2000; interpellanoil Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti per conoscere: - la ragione del ritardo del Regolamento Esecutivo della Legge sul Fondo dellinserimento disabili; - i criteri che si intendano seguire per la nomina del Comitato Tecnico del Fondo. Torna su |
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| Interrogazione
Nº 332. Oggetto: nomine da parte della Regione i sottoscritti consiglieri regionali, con riferimento ai bilanci consuntivi degli ultimi 5 anni delle società controllate e partecipate dalla Regione Piemonte:interrogano lAssessore Laratore per sapere > quanti amministratori per nomina regionale delle società controllate e partecipate: o in liquidazione o che, durante il loro mandato, abbiano registrato perdite desercizio e/o siano state ulteriormente ricapitalizzate a causa di perdite di esercizio per scongiurarne o ridurne lindebitamento abbiano assunto in seguito, per nomina o designazione regionale, incarichi gestionali e di controllo in qualunque ente, organismo o società controllata o partecipata; ÿ chi siano i suddetti amministratori. MELLANO PALMA Torino, 31 ottobre 2000 Torna su |
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Gruppo
Radicali - Lista Emma Bonino
Via Alfieri, 19 - 10121 Torino - Tel 011. 57.57.401/402 - Fax 011.23.09.005 e-mail: radicalipiemonte@hotmail.com - mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |