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| MARKETING TERRITORIALE E INTERNAZIONALIZZAZIONE - IL FUTURO DELL'AUTO A TORINO: NON SOLO FIAT [26 febbraio 2004] DELL'UNITA' SPINALE DEL CTO?" IL COMUNE CHIEDE APPROFONDIMENTI, LA REGIONE RIMANDA LA QUESTIONE ALL'AUTORITA' DI VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI, L'AZIENDA SANITARIA PROCEDE COME SE NIENTE FOSSE: MA NON C'ERA UNA "CABINA DI REGIA"? [10 aprile 2003] CONFERENZA STAMPA RADICALE LUNEDI' A TORINO CON BENEDETTO DELLA VEDOVA. [25 ottobre 2002] |
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23 novembre 2004 BREVETTI SOFTWARE /RADICALI. DEPOSITATO IN CONSIGLIO REGIONALE PIEMONTE ORDINE DEL GIORNO SU NEUTRALITA TECNOLOGICA. A pochi giorni dalla celebrazione della IV Giornata Nazionale di Linux e del Software Libero, prevista per il prossimo 27 novembre, i consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano hanno depositato presso il Consiglio regionale del Piemonte un ordine del giorno contro la brevettazione del software nelle amministrazioni locali e per la neutralità tecnologica. Dichiarazione di Palma e Mellano (consiglieri regionali radicali, Piemonte): Noi radicali, da anni impegnati nella promozione di un Internet libero ed accessibile a tutti, ci opponiamo alle tendenze monopolistiche che stanno emergendo a livello europeo riguardo dell'open source. Per assicurare uno sviluppo della società dell'Informazione rispettoso delle regole della libera concorrenza e del mercato, è necessario che il concetto della neutralità tecnologica rappresenti il principio fondamentale su cui basare le leggi nazionali ed internazionali. E per questo motivo che, alla vigilia della IV Giornata Nazionale di Linux e del Software Libero, abbiamo voluto impegnare lAssemblea di cui siamo membri ad assumere iniziative ed impegni che assicurino lo sviluppo e l'uso di standards aperti, interoperabili e non discriminatori. La brevettazione del software é in realtà brevettazione delle idee, che limita la libertà e la creatività dei programmatori di software e crea i presupposti per il rafforzamento di monopoli nell'intero campo dell'informatica, a danno degli sviluppatori indipendenti e delle PMI europee. Testo del dispositivo dellordine del Giorno: Il Consiglio regionale del Piemonte, ( ) invita la Giunta della Regione Piemonte, il Parlamento ed il Governo italiano a studiare possibilità alternative di tutela dei diritti d'autore e delle proprietà intellettuali che consentano la condivisione delle innovazioni pur mantenendo ferma la remunerabilità delle invenzioni; invita il Parlamento ed il Governo italiano ad intensificare l'impegno alla libera circolazione delle idee ed a sostenere, in ogni sede comunitaria, la posizione adottata in materia di brevettabilità dei software dal Parlamento europeo; invita la Commissione Europea, il Consiglio dei Ministri Europei a ritenere prioritario il mantenimento ad accogliere le deliberazioni del Parlamento europeo in materia di brevettabilità dei software; Dà mandato al presidente del Consiglio regionale di trasmettere il presente ordine del giorno al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, al Presidente della Commissione europea ed al Presidente del Parlamento europeo. Mellano (3485335302) Palma (3485335301) Torna su |
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Torino, 28 febbraio 2004 FIAT: RADICALI, "SEGNALI POSITIVI, ORA ALTRE CASE AUTOMOBILISTICHE A TORINO" convegno lunedì a torino organizzato dai gruppi regionali di forza italia e radicali: "marketing territoriale e internazionalizzazione: il futuro dellauto a torino: non solo fiat" Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato europeo radicale, e Carmelo Palma, consigliere regionale del Piemonte della Lista Bonino: "I dati relativi al 2003 presentati ieri dal Presidente della Fiat Umberto Agnelli non consentono certo di dare per superata la grave crisi - industriale e finanziaria - del gruppo torinese, ma rappresentano un segnale sulle possibilità di rispettare gli obiettivi del piano di risanamento dell'Amministratore Delegato Morchio. Proprio di fronte a questi primi segnali positivi appaiono del tutto fuori luogo le pressioni politiche e sindacali sulla Fiat perché riveda il proprio piano industriale ed in particolare mantenga a Mirafiori una produzione più consistente del previsto. Riteniamo inutile e dannoso che le forze politiche e le istituzioni cerchino di interferire con le scelte del management in questa fase delicata. Piuttosto, forze politiche, sindacati e , soprattutto, Comune di Torino e Regione Piemonte si impegnino per far sì che altre case automobilistiche europee, americane o asiatiche scelgano Torino come sede dei propri investimenti produttivi esteri. Senza timori reverenziali nei confronti della Fiat e mettendo sul piatto la forza di un distretto ricco di infrastrutture, know how, mano dopera, designer, fornitori, sarebbe possibile dirottare sul Piemonte una parte di quel consistente flusso di investimenti internazionali nel settore automobilistico che fino ad oggi si è indirizzato unicamente in Gran Bretagna, in Spagna ed in altri paesi europei." Questa è la proposta dei radicali piemontesi, che ne discuteranno lunedì 3 marzo in un convegno dal titolo "Marketing territoriale e internazionalizzazione: Il futuro dell'auto a Torino: non solo Fiat", organizzato dai Gruppi al Consiglio regionale del Piemonte della Lista Bonino e di Forza Italia. Interverranno, oltre ai radicali Della Vedova e Palma: il Prof. Enrico Colombatto, il Capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale Valerio Cattaneo e il Consigliere di FI Angelo Burzi. Parteciperà inoltre l'Assessore regionale all'industria Gilberto Picchetto. Torna su |
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26 febbraio 2004 INCONTRO PUBBLICO MARKETING TERRITORIALE E INTERNAZIONALIZZAZIONE - IL FUTURO DELL'AUTO A TORINO: NON SOLO FIAT LUNEDÌ 1° MARZO 2004, ORE 17:00, "SALA VIGLIONE" DEL CONSIGLIO REGIONALE, VIA ALFIERI 15, TORINO Intervengono: Angelo BURZI (Consigliere regionale di Forza Italia, membro Commissione Industria) Valerio CATTANEO (Presidente Gruppo Consiliare Forza Italia) Enrico COLOMBATTO (Prof. Ordinario di Politica Economica dellUniversità di Torino) Benedetto DELLA VEDOVA (Deputato europeo Radicali-Lista Bonino) Carmelo PALMA (Presidente Gruppo Consiliare Radicali-Lista Bonino). Il rilancio della Fiat sembra produrre i primi positivi effetti, a partire dal mercato interno. I programmi della Fiat prevedono tuttavia un ridimensionamento della produzione negli stabilimenti torinesi di Mirafiori, dal quale, secondo alcune previsioni, a fine decennio non usciranno più di 500/600 vetture al giorno. Non è prevedibile, e neppure auspicabile, che la Fiat modifichi i propri piani di delocalizzazione produttiva sulla base di un "patto politico"economicamente sconveniente o poco sostenibile. Il distretto dellauto piemontese conserva in grande misura intatta una capacità produttiva (aree industriali attrezzate, logistica, rete di imprese per la fornitura di componentistica, know how, design, risorse professionali a tutti i livelli) ampiamente sovradimensionata rispetto alla attuale e declinante produzione automobilistica. A partire da questo e mettendo in campo tutte le specifiche opportunità accessibili alla Regione Piemonte, alla Provincia e al Comune di Torino, nel rispetto dei vincoli comunitari, è possibile e doveroso svolgere una incisiva azione di marketing territoriale nello specifico settore dellauto. Non sono poche' né irrilevanti, le case automobilistiche straniere che, per le produzioni destinate al mercato europeo, potrebbero essere interessate ad investire nel distretto torinese. Occorre cercarle, trovarle e soprattutto immaginare gli strumenti per rendere loro appetibile una scelta di questo tipo. Sul piano generale, è necessario uscire dallequivoco per cui la difesa dellindustria nazionale coincide necessariamente con il sostegno a operatori ed investitori italiani. Sull'auto, e a partire dal Piemonte, si può immaginare un'inversione di rotta? Per informazioni : Gruppo consiliare radicale (011/5757401) - Gruppo consiliare FI Torna su |
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25 giugno 2003 REGIONE PIEMONTE/LEGGE PRO TAXISTI: RADICALI ENNESIMA MARCHETTA DEL PARTITO UNICO DELLA SPESA Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali del Piemonte Il partito unico della spesa ha colpito ancora. E oltremodo istruttivo constatare come, anche in momenti di accesissimo scontro politico, si rilevi una convergenza bipartisan sui provvedimenti di sussidio diretto di settori dotati di robusta rappresentanza corporativa e di significativa influenza elettorale. Cosa fatto oggi la Regione? Con il voto unanime di tutti i gruppi consiliari (da An ai comunisti, passando per FI, DS e Margherita) e la sola opposizione del gruppo radicale, la Regione ha esteso di altri 3 anni (fino al 2007) i contributi straordinari corrisposti ai taxisti e alle ditte di autonoleggio con autista per la sostituzione del parco macchine, incrementando lentità dei contributi concessi (il contributo massimo è fissato in 4200 euro per autovettura, maggiorabile di altri 2000 euro per autoveicoli con alimentazione a metano o bifuel). Queste provvidenze costano ogni anno circa 2 milioni di euro, sempre che nella prossima legge finanziaria non si ritenga, in chiave- sintende- rigorosamente bipartisan, di integrare ulteriormente le dotazioni previste dalla legge questoggi approvata. Per aggirare i presumibili rilievi di illegittimità, la giustificazione di questo clamoroso esempio di sostegno pubblico allattività dimpresa è giustificato da nobili motivazioni ambientali (riduzione dellinquinamento atmosferico). Di quanto, dello 0,00000001%? Non è dato saperlo. Rimane il dato sconfortante della sistematica abitudine della politica di intervenire con attività di sostegno economico diretto proprio nei settori che soffrono, al contrario, di un macroscopico deficit di concorrenza e di mercato. Per informazioni Palma 348.533.53.01, Mellano 348.533.53.02 Torna su |
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19 maggio 2003 MOBBING/RADICALI: IL CASO BUSCAGLIA 10 ANNI DI INGIUSTIZIE, CONFERENZA STAMPA AD ALESSANDRIA Presentata sul caso Buscaglia una interrogazione urgente in consiglio regionale dai consiglieri Palma e Mellano Ad Alessandria, mercoledì 21 maggio, alle ore 15:00, presso il bar Langolo (corso Crimea 51 angolo via S. Francesco dAssisi), si terrà una conferenza stampa dove saranno illustrate le iniziative radicali riguardanti il caso di Giampiero Buscaglia (ex impiegato dellamministrazione civile del Ministero dellInterno), per quasi dieci anni sottoposto a continue visite psichiatriche imposte dal datore di lavoro per verificarne la salute psichica e la compatibilità con le mansioni professionali. Parteciperanno alla conferenza stampa, oltre a Giampiero Buscaglia: · Carmelo PALMA (Presidente Gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte), che illustrerà i contenuti dellinterrogazione urgente presentata in Consiglio regionale; · Igor BONI (Segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta), che esporrà le ragioni politiche, che fanno del caso Buscaglia un piccolo caso civile; · Paolo MAISTO, avvocato, legale di Giampiero Buscaglia, che ripercorrerà lintera vicenda psichiatrico-giudiziaria del signor Buscaglia. Igor Boni (348/5335309) Torna su |
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10 aprile 2003 REGIONE PIEMONTE: RADICALI: "GLI APPALTI OLIMPICI SONO TUTTI COME QUELLI DELL'UNITA' SPINALE DEL CTO?" IL COMUNE CHIEDE APPROFONDIMENTI, LA REGIONE RIMANDA LA QUESTIONE ALL'AUTORITA' DI VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI, L'AZIENDA SANITARIA PROCEDE COME SE NIENTE FOSSE: MA NON C'ERA UNA "CABINA DI REGIA"? Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali del Piemonte: "Mentre i dipendenti dell'Azienda Ospedaliera CTO-CRF-Maria Adelaide hanno iniziato con lo sciopero di quest'oggi la propria massiccia mobilitazione sindacale, bisogna prendere atto che la procedura di aggiudicazione dei lavori per la costruzione dell'Unità Spinale Unipolare (opera connessa all'evento olimpico) è diventato un "oggetto politico misterioso"; non si capisce più chi (a parte l'azienda Sanitaria) ne difenda la regolarità, ma si capisce perfettamente che praticamente nessuno vuole assumersi la responsabilità di fermarla. In riferimento a questo contratto, in Regione i gruppi di opposizione hanno avanzato numerosi rilievi: sulla violazione della c.d legge Merloni in materia di appalti di lavori, sull'utilizzo abusivo dell'istituto della concessione di costruzione e gestione, sull'attivazione illegittima dell'istituto del comando funzionale per centinaia di dipendenti e sul carattere suicida del "piano finanziario" sotteso all'operazione (in cui nella sostanza l'azienda si "indebita" con il futuro concessionario pur avendo a disposizione i quattrini per costruire direttamente la struttura). Su alcuni di questi punti anche alcuni capigruppo di maggioranza hanno consigliato alla Giunta di richiedere il parere della Autorità sui lavori pubblici e la Giunta ha, come si dice, "sbolognato a Roma" l'intera partita; le interrogazioni presentate da più di un mese sono rimaste senza risposta; intanto il Comune, che su questa operazione ha sottoscritto una convenzione con Regione e Azienda, nella giornata di ieri ha mandato alla Regione, a firma del Sindaco Chiamparino e dell'Assessore Lepri, una lettera con una ulteriore richiesta di "approfondimenti" su alcune scelte, in particolare sulla decisione di realizzare la "concessione di opere e servizi legando il project financing a un global service della durata di 33 anni"; siamo in una situazione kafkiana in cui chiunque chiede a qualcun altro qualcosa e nessuno risponde nulla; e intanto l'Azienda sanitaria procede come se niente fosse. Non sappiamo se la cosiddetta "cabina di regia" serva solo a sancire una pax olimpica o anche a rimettere ordine sugli appalti relativi alle opere connesse. In quest'ultimo caso sarebbe bene che iniziasse a farlo anche in riferimento al "piccolo" appalto del CTO. Per informazioni: 348-5335301 Torna su |
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24 dicembre 2002 CRISI FIAT: RADICALI "CHIAMPARINO SBAGLIA SU CASSINTEGRATI FIAT" Palma: no al "lavoro assistenziale" negli enti locali. Dichiarazione di Carmelo Palma, consigliere regionale radicale del Piemonte "Nella conferenza stampa di fine anno il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino ha rilanciato un'ipotesi avanzata nelle scorse settimane da Mario Deaglio, che proponeva l'assorbimento dei cassintegrati Fiat nei servizi dell'amministrazione pubblica (enti locali, sanità), in modo da garantire loro forme di integrazione del reddito. La proposta è sbagliata per tre evidentissime ragioni. In primo luogo, perché introduce un ulteriore grado di protezione nei confronti di soggetti tutelati dall'attuale sistema degli ammortizzatori sociali, che, come è noto, privilegia solo alcune categorie di lavoratori e non prevede alcuna forma di accesso generalizzato e paritario a prestazioni di protezione sociale. In secondo luogo, perché introduce un meccanismo di discriminazione "positiva" nei confronti di alcuni cassintegrati a svantaggio di tutti gli altri, che non potrebbero usufruire di altre opportunità "legittime" di integrazione salariale. In terzo luogo, perché risponde all'emergenza occupazionale con il pannicello caldo del "lavoro assistenziale", senza mettere in campo politiche pubbliche coraggiose di riqualificazione e ricollocazione che incentivino, anche finanziariamente, la mobilità geografica e professionale. Istituire per decisione amministrativa una serie di posti di lavoro finti e sussidiati avrebbe il solo effetto di accrescere le iniquità del già odiosamente iniquo welfare all'italiana. Comprendiamo che la questione degli esuberi Fiat sia un tema politicamente sensibile. Ma proprio per questo dovrebbe rappresentare, tanto dal punto di vista economico quanto da quello sociale, il banco di prova di scelte innovative e non l'ennesima occasione per replicare le stesse politiche che hanno fatto precipitare la Fiat ed i suoi lavoratori nella situazione di oggi. Per informazioni: Palma 348-5335301 Torna su |
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10 dicembre 2002 CRISI FIAT / REGIONE PIEMONTE: PER I RADICALI, "DISCUSSIONE IMBARAZZATA, PROPOSTE IMBARAZZANTI". DICHIARAZIONE DI BRUNO MELLANO E CARMELO PALMA La discussione sulla crisi Fiat tenutasi quest'oggi in Consiglio Regionale si è svolta nel comprensibile imbarazzo, per le vicissitudini e le divisioni degli azionisti, e nella incomprensibile tendenza dei gruppi politici a parlar d'altro rispetto ai doveri ed alle competenze istituzionali che la Regione Piemonte è chiamata ad esercitare. Il gran parlare delle divisioni della compagine societaria, degli esiti delle trattative tra le parti sociali e degli ammortizzatori sociali utilizzati per attenuare lo choc occupazionale, ha tenuto luogo di un più pertinente confronto circa le scelte relative alle politiche di formazione e collocamento con cui la Regione dovrà affrontare, per competenza diretta, la questione degli esuberi. Nel "Progetto Piemonte" le proposte relative alle politiche attive del lavoro sono retoriche e inconsistenti.. Le azioni di riqualificazione e ricollocazione professionale sono affidate ad un esercito in disarmo di circa quattrocento ex dipendenti ministeriali, con esperienze impiegatizie, che dovrebbero nell'emergenza reinventarsi competenze di collocatori e selezionatori professionali. Per potenziare un servizio che esiste solo sulla carta e sui cartelloni pubblicitari con cui i Centri di collocamento pubblico tentano di "rifarsi l'immagine", nel bilancio preventivo della Regione non è previsto un solo euro i più di stanziamento, che sarebbe peraltro reperibile semplicemente attraverso la riduzione di alcune discutibili misure di sostegno all'attività economica di categorie influenti e politicamente "super-rappresentate". Bruno Mellano Carmelo Palma Torna su |
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6 dicembre 2002 TERMINA DOMANI LA CAMPAGNA D'INFORMAZIONE SULLE DISDETTE SINDACALI PROMOSSA DA RADICALI ITALIANI E IL GIORNALE. I militanti radicali di Torino terranno il loro ultimo banchetto d'informazione sulle modalità di disdetta della tessera sindacale domani, sabato 7 dicembre, dalle ore 16 alle ore 18, in Piazza San Carlo (portici fronte Banca San Paolo). Saranno presenti Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali), che hanno dichiarato: "I radicali non sono contro il sindacato, sono contro questi sindacati: i sindacati che non hanno tenuto conto del voto referendario del 1995, contro il meccanismo della trattenuta automatica in busta paga della tessera sindacale; i sindacati che intascano ogni anno quasi 3.500 miliardi (metà dei quali di finanziamento pubblico a patronati e CAF) senza che nessun organo d'informazione (tranne il Giornale) tenti di capire dove vanno a finire davvero quei soldi; i sindacati che raccolgono milioni di firme in difesa dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e che poi non lo applicano ai loro dipendenti (art. 4 della legge 108/90). In un mese e mezzo, a Torino, abbiamo informato migliaia di cittadini sulle modalità di disdetta della tessera sindacale; decine di persone hanno ritirato ai nostri tavoli i modul i di disdetta, che conti nueranno ad essere disponibili sul sito www.radicali.it. Invitiamo i sindacati a linkare tali moduli sui loro siti; sarebbe una prova tangibile di trasparenza e correttezza nei confronti dei loro iscritti." Per ulteriori informazioni: 348/5335301 (Palma) www.radicali.it Torna su |
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22 novembre 2002 REGIONE PIEMONTE/CRISI FIAT: RADICALI "NON CONTATE SULL'EFFICIENZA DEL COLLOCAMENTO PUBBLICO". NECESSARIA UNA LIBERALIZZAZIONE DEI SERVIZI PER L'IMPIEGO Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali del Piemonte. Mentre la Città di Torino vive l'ennesima giornata di mobilitazione sindacale attorno alla crisi Fiat, emerge con sempre maggiore chiarezza un "buco" clamoroso nel cosiddetto "Progetto Piemonte", cioè nella piattaforma di richieste e di impegni che regioni, enti locali e parti sociali hanno sottoscritto per influire sulle decisioni della prossima legge finanziaria nazionale rispetto alle conseguenze della crisi Fiat nell'area piemontese. Nel "Progetto Piemonte", accanto alla scontata richiesta di allargamento della possibilità di utilizzo della Cassa Integrazione Ordinaria a vantaggio delle piccole e medie imprese dell'indotto Fiat e al condivisibile impegno per favorire forme di accesso al credito meno onerose per le aziende dell'indotto investite da progetti di ristrutturazione/riconversione, continua a mancare una proposta effettivamente attivabile sul fronte delle politiche attive del lavoro e dei servizi del collocamento per quelle migliaia di addetti che, qualunque sia l'esito della crisi, dovranno nei prossimi mesi cercare nuovi sbocchi professionali. Malgrado l'operazione pubblicitaria con cui, proprio in questi giorni, i centri per l'impiego pubblici stanno cercando di promuovere la propria immagine, tutti i dati rivelano un livello intollerabile di sottoproduzione da parte di servizi estremamente "sensibili" alle congiunture occupazionali. Per porvi rimedio, da oltre un mese abbiamo presentato una proposta di legge, che attraverso la privatizzazione e liberalizzazione dei centri di collocamento, tenta di mettere a disposizione dei lavoratori servizi efficienti, dotati di reali competenze tecnico professionali. Non si tratta, come è ovvio, di abolire l'offerta pubblica di servizi di collocamento (che rimarrebbe gratuito e accessibile, e rimarrebbe economicamente a carico della regione e degli enti locali), bensì di garantirne l'erogazione e la fornitura da parte di strutture adeguate non solo astrattamente al proprio scopo. Sarebbe il caso che la Regione, nell'ambito del "Progetto Piemonte", decidesse di affrontare anche questo problema, non continuando a presupporre l'esistenza di servizi che, al momento, di fatto non esistono. Per informazioni: Palma 348-5335301 Il testo della pdl è disponibile su www.grupporadicalipiemonte.it Torna su |
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28 ottobre 2002 DISOCCUPAZIONE: RADICALI "LIBERALIZZARE E PRIVATIZZARE IL COLLOCAMENTO PUBBLICO". Durante una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale, l'eurodeputato radicale Benedetto Della Vedova e il capogruppo radicale al Consiglio Regionale piemontese Carmelo Palma hanno presentato una proposta di legge di riforma delle funzioni regionali e locali in materia di servizi per il collocamento e l'impiego. Dichiarazione di Benedetto della Vedova e Carmelo Palma: "Il fallimento della legge di riforma del collocamento pubblico è sotto gli occhi di tutti. Come hanno notato numerosi analisti, questo "nuovo modello" di collocamento è morto prima di nascere, proprio perché si basa sul principio anacronistico e statalistico di affrontare non con il mercato ma contro il mercato i problemi della ricerca, selezione e allocazione della forza lavoro, e di affidarne la gestione ad uffici amministrativi pubblici e non ad aziende dotate di adeguate competenze tecnico-professionali. La nostra proposta di legge, nei limiti costituzionali posti su questa materia alla legislazione regionale, cerca di correggere questa impostazione con una serie di misure liberalizzatrici e privatizzatrici. Un nuovo assetto è possibile solo ridimensionando in termini di ruolo- e in prospettiva - di personale i centri per l'impiego, restringendo la loro attività alle solo funzioni burocratiche (gestione di pratiche, liste e graduatorie imposte dalla normativa) e affidando a società private, scelte attraverso gara pubblica, tutte le attività finalizzate alla promozione ed alla crescita occupazionale. Di fronte alla crisi di Fiat auto e del suo indotto, che avrà inevitabili ricadute in termini occupazionali, la riforma del collocamento dovrebbe costituire il primo punto d'impegno per la Regione Piemonte. Compiono un grave errore quanti (in Piemonte come in Sicilia) chiedono di affrontare la crisi Fiat enfatizzando un ruolo improprio di "sindacalismo territoriale", o potenziando gli strumenti accessori di politica industriale a cui possono mettere mano regioni ed enti locali. Le reali possibilità e le stesse competenze di queste istituzioni dovrebbero consigliare loro di adottare provvedimenti finalizzati a limitare l'impatto socio-occupazionali dei tagli di personale con strumenti innovativi e non assistenzialistici: e di questi strumenti volti a favorire la ricollocazione, oggi nella sostanza inesistenti, la Regione deve al più presto dotarsi." Per informazioni: 348-5335301 (Palma) Il testo della proposta di legge sulla riforma del collocamento è reperibile sul sito www.grupporadicalipiemonte.it Torna su |
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25 ottobre 2002 LE RIFORME STRUTTURALI CHE IL GOVERNO NON FA: PENSIONI E COLLOCAMENTO. CONFERENZA STAMPA RADICALE LUNEDI' A TORINO CON BENEDETTO DELLA VEDOVA. La conferenza stampa si terrà lunedì 28 ottobre, alle ore 11:30, presso la "Sala dei Presidenti" del Consiglio Regionale del Piemonte (via Alfieri n. 15, piano terra). Interverranno: - Benedetto Della Vedova (economista, europarlamentare radicale, presidente di Radicali Italiani), che illustrerà l' "Appello al Governo per la riforma della previdenza", promosso da Radicali Italiani e sottoscritto da decine di docenti universitari ed economisti; - Carmelo Palma (presidente Gruppo Consiliare radicale alla Regione Piemonte), che illustrerà la Proposta di Legge presentata dai radicali in Consiglio Regionale per la riforma del collocamento. Al termine della conferenza stampa, Iolanda Casigliani (membro Comitato Nazionale Radicali Italiani) illustrerà la campagna d'informazione sulle modalità di disdetta della tessera sindacale, campagna promossa da Radicali Italiani e da "Il Giornale". Per ulteriori informazioni: 348/5335301 (Palma) Torna su |
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17 ottobre 2002 18 OTTOBRE/SINDACATO: LANCIO A TORINO DELLA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE SULLE ISCRIZIONI SINDACALI PROMOSSA DA RADICALI ITALIANI E DA IL GIORNALE Venerdì 18 ottobre, alle ore 16, a Torino, in P.zza Castello angolo via Roma, incontro con i cittadini e gli organi di informazione Domani, a Torino, alle ore 16, in P.zza Castello angolo via Roma, si terrà la presentazione della campagna promossa da Radicali Italiani e dal quotidiano Il Giornale, al fine di informare i cittadini sul meccanismo automatico di rinnovo dell'iscrizione al sindacato e sulle modalità ed i termini (molto favorevoli al sindacato, molto sfavorevoli per gli iscritti) con cui è possibile disdettare l'iscrizione. Nel presentare l'iniziativa, i consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano hanno dichiarato: " La vittoria del referendum del 1995 contro la legge che imponeva l'obbligo giuridico per i datori di lavoro di agire come "esattori" del sindacato è stata sostanzialmente aggirata dagli accordi contrattuali. Ora, malgrado gli sforzi dell'Unità e di alcuni commentatori, ci vuole molta fantasia per qualificare come "antisindacale" una campagna che si sforza di pubblicizzare il contenuto e le conseguenze di norme contrattuali che gli stessi sindacati hanno voluto e sottoscritto. Non intendiamo fare una campagna "antiproselitistica". Ci accontentiamo semplicemente di far sapere al numero maggiore possibile di cittadini e di lavoratori- siano essi iscritti o meno al sindacato- che le norme in questione contengono effetti quantomeno paradossali. Ad esempio, potrebbe succedere che, per chi decidesse di disdettare domattina la propria iscrizione, essa continuerebbe a valere- e le quote associative continuerebbero ad essere trattenute- per tutto il 2003. Decidano poi i cittadini se e come questo tipo di finanziamento e di organizzazione sindacale sia o meno adatta alla tutela dei propri interessi." Per informazioni: 348-5335301 (Palma) Torna su |
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14 ottobre 2002 FIAT: RADICALI "NON UN SOLDO PUBBLICO PER L'INTERESSE DELL'AZIONISTA" Dichiarazione di Carmelo Palma (consigliere regionale radicale del Piemonte) e Benedetto della Vedova (europarlamentare radicale): "Da quanto è emerso dall'incontro di ieri ad Arcore, l'unica cosa chiarissima è che l'azionista di controllo del gruppo Fiat chiede l'intervento del Governo per salvaguardare il patrimonio del gruppo e per garantire condizioni favorevoli di vendita a GM. Che tutto questo venga pateticamente dissimulato dietro la "promessa" di salvare i posti di lavoro rende la vicenda ancora più grave. L'unica ristrutturazione con una qualche possibilità di successo, anche dal punto di vista occupazionale, è quella finanziata da capitale di rischio. L'intervento dello Stato nel capitale dell'azienda automobilistica rappresenterebbe al contrario un anacronistico tentativo di "irizzazione" di Fiat Auto e non garantirebbe un solo posto di lavoro, né un futuro per l'industria automobilistica in Italia. Rispetto agli esuberi, sia lo Stato sia le Regioni - ivi comprese le fondazioni che afferiscono agli enti locali -, anziché immaginarsi protagonisti di operazioni finanziarie e societarie e opporre veti alla chiusura di qualche stabilimento, devono porre mano, con strumenti innovativi e non assistenzialistici, a interventi volti a favorire la ricollocazione e la mobilità professionale: devono occuparsi, insomma, di prospettare vere opportunità ai disoccupati, senza garantire loro la conservazione di finti posti di lavoro. L'interesse pubblico sarebbe garantito da un piano di rilancio industriale realistico; il fatto che l'azionista di controllo "venda bene" a GM non costituisce una condizione ma semmai un ostacolo per il perseguimento di questo obiettivo." Palma (348/5335301) Torna su |
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21 marzo 2002 REGIONE PIEMONTE: PALMA NEL DIBATTITO SULL'OMICIDIO BIAGI: "NO AL TERRORISMO E ALL'ANTITERRORISMO DELLO STATUS QUO" Quest'oggi il Consiglio Regionale del Piemonte si è riunito in seduta straordinaria a seguito dell'omicidio del professor Marco Biagi. A seguire, l'intervento del capogruppo radicale Carmelo Palma Pensiamo che il modo migliore per rendere omaggio non solo alla memoria, ma anche all'opera del professor Biagi sia quello di continuare, ciascuno con le proprie idee, ad animare il confronto politico su quei temi su cui Marco Biagi si era più tenacemente applicato. Fra le tante sventure del nostro paese, vi è anche quella di avere un terrorismo "rivoluzionario" al servizio dello status quo. Questo terrorismo è una sventura per due diverse ragioni. La prima, ovviamente, è il pericolo a cui questo terrorismo espone tutti i riformatori, tutti coloro che vogliono mettere mano agli aspetti più iniqui dello sgangherato welfare italiano. La seconda ragione, più indiretta, ma altrettanto grave, è il pericolo che, a causa del rischio terroristico, si sospenda (che qualcuno chieda di sospendere e che altri accetti di sospendere) lo scontro politico attorno ai temi della riforma sociale e economica per "ragioni di sicurezza". Il terrorismo è contro la democrazia, e bisogna rispondervi con la democrazia, ma questo significa anche evitare la retorica dell'emergenza, e garantire il diritto di procedere su di una strada che non può essere sbarrata dagli attentati, dagli omicidi e dalla paura. Al terrorismo bisogna rispondere con fermezza, ma la fermezza è anche il rifiuto di annullare le profonde differenze che si profilano attorno ad alcuni temi e, innanzitutto, alla riforma dell'art.18. Per informazioni: 3485335301 (Palma) Torna su |
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Torino,
12 febbraio 2002 |
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| LAVORO
MINORILE: RADICALI, "DAL PERÙ UN SEGNALE PER NON PROIBIRE,
MA REGOLAMENTARE" INCONTRO DEL CONSIGLIO REGIONALE CON UNA DELEGAZIONE
DI BAMBINI LAVORATORI PERUVIANI: LAVORO MINORILE E DIRITTI FONDAMENTALI
DEI BAMBINI Domani, mercoledì 3 ottobre, alle ore 12:30, presso la Sala Viglione di Palazzo Lascaris, il Consiglio Regionale del Piemonte riceve ufficialmente una delegazione del "MANTHOC" (Movimento dei Bambini e Adolescenti lavoratori peruviano). L'incontro è stato promosso dal "MLAL" (Movimento Laici America Latina), l'organizzazione non governativa che nei mesi scorsi ha curato una missione ufficiale del Consiglio in Perù e che in queste settimane ha avuto l'incarico di gestire gli aiuti del Comitato Regionale di Solidarietà per un programma di prima ricostruzione dopo il tragico terremoto che ha colpito il Paese il 23 giugno 2000. Il "Manthoc" è un'associazione di matrice cattolica giunta al 25° anno di vita, con oltre 5.000 iscritti (in larghissima parte gli stessi bambini e adolescenti lavoratori) e affronta il problema del lavoro minorile e dei diritti fondamentali dei bambini partendo dall'esperienza della realtà peruviana dove il fenomeno coinvolge circa 2.500.000 di bambini e le rispettive famiglie. Al riguardo i consiglieri regionali radicali, Carmelo Palma e Bruno Mellano, hanno dichiarato: "Sappiamo che il "Manthoc" non condanna il lavoro minorile tout court, ma rivendica condizioni dignitose, un salario equo e una regolamentazione adeguata, lottando nel contempo per la salvaguardia degli altri diritti fondamentali del bambino, quali quelli all'istruzione e al gioco. È per questo che abbiamo sostenuto e sollecitato l'incontro che porta in Consiglio le voci, le esperienze e le sensibilità di coloro i quali vivono sulla propria pelle la necessità di lavorare per vivere. Il confronto con il "protagonismo minorile" del "Manthoc" può aiutare tutti ad afferrare la sostanza del problema, superando gli steccati ideologici di certa sinistra moralistica, che ha dimenticato come la realtà del lavoro minorile sia stata anche la nostra fino a non molti decenni fa, e superando l'indifferenza di certa destra miope, che non riesce a vedere al di là del 'business is business'". Torino, 02.10.2001 Torna su |
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2 maggio 2001 MANIFESTAZIONE DELLA LISTA EMMA BONINO IN DIFESA DEL PROGETTO DI ABORTO FARMACOLOGICO DELL'AZIENDA OSPEDALIERA SANT'ANNA DI TORINO OGGI, MERCOLEDÌ 2 MAGGIO, ALLE ORE 14:30 DAVANTI ALLA SEDE DELLA GIUNTA REGIONALE IN PIAZZA CASTELLO 165, A TORINO Saranno presenti, fra gli altri, SERGIO D'ELIA, segretario di Nessuno Tocchi Caino, capolista nella circoscrizione Piemonte 1; DANIELE CAPEZZONE, della direzione dei Radicali, capolista nella circoscrizione Piemonte 2; IOLANDA CASIGLIANI, capolista nella circoscrizione Piemonte 2; SILVIO VIALE, candidato a Sindaco di Torino e promotore del progetto di aborto farmacologico del Sant'Anna; CARMELO PALMA e BRUNO MELLANO, consiglieri regionali radicali del Piemonte. Gli esponenti della Lista Bonino hanno dichiarato: "Il 3 maggio la Giunta della Regione Piemonte dovrebbe prendere in esame il progetto di aborto farmacologico avviato dall'Azienda Ospedaliera Sant'Anna di Torino. Per decenni, le donne italiane sono state condannate alla violenza e alla vergogna dell'aborto clandestino di massa; oggi, sono condannate all'aborto chirurgico (l'intervento in anestesia generale più praticato nelle strutture sanitarie italiane), sebbene esistano alternative farmacologiche (la più diffusa delle quali è la famosa e 'criminalizzata' RU 486) meno dannose e invasive e ampiamente utilizzate negli altri Paesi europei. La legge 194 non impedisce affatto il ricorso all'aborto farmacologico: non lo diciamo noi, lo ha riconosciuto la stessa Giunta regionale piemontese in una risposta fornita 5 mesi fa a una interrogazione dei consiglieri regionali radicali. Eppure, a scatenare le reazioni di gruppi influenti della maggioranza regionale è bastato che l'Azienda Ospedaliera Sant'Anna di Torino desse avvio al progetto presentato da Silvio Viale (ginecologo e candidato a Sindaco di Torino della Lista Bonino) per garantire effettivamente la possibilità di ricorrere all'aborto farmacologico in alternativa a quello chirurgico; immediatamente, tutto è tornato in discussione. La Giunta regionale ha due alternative: quella di opporsi e di tentare di boicottare illegittimamente il progetto del Sant'Anna, oppure di tenere fede ai propri impegni. Se la Giunta, sulla base di considerazioni di 'opportunità politica' proibisse un trattamento che, per unanime ammissione della comunità scientifica, è meno rischioso e dannoso - oltre che più economico - di un intervento chirurgico, si assumerebbe una responsabilità gravissima." Per informazioni: Carmelo Palma, 348.533.53.01 Torna su |
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20 febbraio 2001 MONDOJUVE: RADICALI "NO A VETI POLITICI, SI DECIDA IN BASE ALLA LEGGE" Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali del Piemonte: "Dalla vicenda di Mondojuve emerge che per la stragrande maggioranza del ceto politico torinese e piemontese l'unico libero commercio 'autorizzabile' è quello che non tocca l'interesse di clientele politiche consolidate, organizzate e influenti. Non conosciamo il progetto, nelle sue caratteristiche tecniche, e quindi non sappiamo valutare la sua conformità con la legislazione urbanistica e commerciale. Ci riserviamo di farlo nelle prossime ore. Ciò di cui possiamo essere fin d'ora sicuri è che non è possibile né legittimo bloccarlo - o addirittura, come molti richiedono, 'annullarlo' attraverso una modifica ad hoc della legge regionale sul commercio - per rispondere alle esigenze politico- elettorali del centrodestra e del centrosinistra. Sarebbe gravissimo che in tema di autorizzazioni la Regione si affidasse a una valutazione discrezionale e arbitraria di 'compatibilità politica' piuttosto che di conformità giuridica. E sarebbe ancora più grave che per la mobilitazione delle lobby dei commercianti si decidesse di tornare a una impostazione vincolistica della legislazione commerciale - che quasi tutti gli oppositori del progetto di Mondojuve - in FI, in AN, nei DS - non più tardi di qualche mese fa, sulla vicenda dell'Outlet di Santhià, dichiararono di volere definitivamente superare." Torna su |
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