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| SCENARI ECONOMICI E DEMOGRAFICI DELINEATI DALL'IRES' [12 novembre 2002] |
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| Torino,
3 febbraio 2005 IMMIGRAZIONE/NO ESPULSIONE GAY/RADICALI: GIUSTO TUTELARE OMOSESSUALI DA PERSECUZIONI IN ATTO E NON SOLO COMMEMORARE QUELLE PASSATE Alla notizia della sentenza del giudice di pace di Torino, Giuliana Bologna, che ha evitato lespulsione di un senegalese omosessuale (in Senegal lomosessualità è reato, punibile con il carcere da 1 a 5 anni), Bruno Mellano (presidente gruppo consiliare radicale in Regione Piemonte) ha dichiarato: Una settimana fa, nel giorno della memoria, sono state ricordate (ancora in modo incompleto ed inadeguato) le persecuzioni attuate dai regimi fascista e nazista, 70 anni fa, nei confronti delle persone omosessuali. La sentenza di Torino ha il merito di tutelare le persone omosessuali qui ed ora, perché è oggi e non solo nel 1935 - che i gay che hanno la sfortuna di nascere e vivere in decine di Paesi del Terzo Mondo sono perseguitati, arrestati, incarcerati e anche condannati a morte. Il giudice di pace si rifà giustamente allart. 2 della Costituzione che tutela i diritti inviolabili delluomo e, quindi, il diritto alla libertà sessuale intesa come libertà di vivere senza condizionamenti e restrizioni le proprie preferenze sessuali. Le reazioni becere che la sentenza di Torino scatenerà (sento già lon. Borghezio strepitare Ora tutti gli immigrati si dichiareranno froci ) non riusciranno ad annullare il suo valore di creazione di diritto positivo, di difesa di nuove libertà per nuovi cittadini europei.. Mellano (348/5335302) Torna su |
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| Torino
8 ottobre 2003 IMMIGRAZIONE: RADICALI, BENE FINI: PRIMA RIFORMA DEL SISTEMA DI INGRESSO, POI VOTO AGLI IMMIGRATI Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato europeo radicale e Carmelo Palma, Consigliere regionale radicale del PiemonteLe proposte di Gianfranco Fini sui temi dellimmigrazione muovono le acque stagnanti di un dibattito che da anni si trascina eludendo i problemi di fondo e inventando soluzioni fittizie, utili tuttal più a consolidare i pregiudizi più diffusi. Ci auguriamo che le dichiarazioni di Fini con Bossi autore di una legge che, come sosteniamo da tempo, è inutile e dannosa quanto la precedente Turco-Napolitano- non siano solo finalizzate a sparigliare le carte della Casa delle Libertà, ma ad introdurre elementi effettivi di riforma della legislazione in tema di immigrazione. In particolare è necessario porre mano ad una riforma del sistema degli ingressi, che infranga quel tabù che ha costituito larchitrave di tutte le leggi sullimmigrazione, che destra e sinistra hanno prodotto in questi anni. È cioè necessario riconoscere e disciplinare giuridicamente quel mercato del lavoro della popolazione immigrata che non segue i canali burocratici di leggi restrittive, ma risponde ad una offerta reale da parte del sistema economico. Cosa significano infatti le ricorrenti regolarizzazioni di massa se non che esiste un mercato che la legislazione per lunghi anni sommerge e che poi è costretta- in maniera confusa e pericolosa- a fare riemergere prima che superi il livello di guardia? Per questo, ribaltando l'impostazione attuale, si devono commisurare i vincoli giuridici alle dinamiche reali del mercato del lavoro, consentendo una via "ordinaria" di regolarizzazione a quanti entrano in Italia senza lavoro e lo trovano il loco. Da questo punto di vista, sono più interessanti ed urgenti politicamente le aperture di Fini sul sistema delle quote, che quelli sul diritto di elettorato attivo per il voto amministrativo, che servirebbe a suggellare e completare una politica di integrazione, e che non può considerarsi solo un messaggio simbolico. Torna su |
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| Torino
28 novembre 2002 IMMIGRAZIONE: RADICALI 'QUANTA IPOCRISIA A SINISTRA SUI CENTRI DI DETENZIONE TEMPORANEA' Domani, in occasione della manifestazione nazionale dei movimento no-global contro il centro di detenzione temporanea di Corso Brunelleschi a Torino, si registra l'ennesima spaccatura dell'opposizione, con diverse dichiarazioni contrapposte di esponenti e parlamentari dello schieramento del centrosinistra. Sul tema, Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali del Piemonte hanno dichiarato: "I centri di detenzione temporanea sono una invenzione dei governi di centrosinistra, confermata e aggravata dal governo di centrodestra. Prima ancora di giudicare la disumanità o la possibile "umanizzazione" di questi centri, nessuno ha mai riflettuto sulla natura di questo istituto anomalo, che introduce una pena detentiva- sia pure temporanea- per un reato giuridicamente inesistente, e che introduce nel nostro ordinamento una forma di "carcerazione amministrativa" che non ha precedenti né analogie se non in alcune forme di legislazione speciale. Proprio i centri di detenzione temporanea dimostrano la sostanziale specularità dei governi di centrodestra e centrosinistra sui temi dell'immigrazione, all'insegna dell'emergenzialismo giudiziario e poliziesco. Oggi, protestare da sinistra contro una "riforma" della sinistra è quantomeno singolare." Per informazioni: Palma 348-5335301 Torna su |
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| Torino,
12 novembre 2002 REGIONE PIEMONTE/IMMIGRAZIONE: RADICALI 'APPROVATO ODG RIDICOLO, SI GUARDI AGLI SCENARI ECONOMICI E DEMOGRAFICI DELINEATI DALL'IRES' Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano: "Questo "proclama" degli uomini della Lega, a cui l'intera maggioranza si è stupidamente piegata, adempie alla funzione a cui altri mammiferi provvedono in modo più naturale: "segna il territorio" della maggioranza, impone a tutti gli alleati di riconoscere la presenza di una "specie" politica che è tanto più irrilevante quanto più pretende di essere determinante. Il testo giunto al voto ed approvato, dopo essere stato epurato degli originali richiami alla discriminazione religiosa degli islamici, e "trattato" accortamente con una prosa tardodemocristiana, auspica l'introduzione di un criterio di affinità culturale come meccanismo di selezione degli immigrati: un criterio, si badi bene, che né il Governo nazionale né quello regionale hanno alcuna intenzione di adottare o di mettere in pratica. Se si volesse parlare seriamente del rapporto fra immigrazione e situazione economica piemontese bisognerebbe invece prendere atto di una serie di fatti concreti: ad esempio, dalla relazione Ires "Scenari per il Piemonte del 2000" emerge in modo chiaro che senza interventi correttivi (incremento massiccio dei flussi migratori e ampliamento del tasso di attività della popolazione in età da lavoro), nei prossimi 10 anni la forza lavoro si ridurrà di oltre 200.000 unità (-11%) e impedirà comunque al Piemonte di sostenere dinamiche di sviluppo superiori a quelle che nel corso degli ultimi 10 anni hanno tenuto il Piemonte regolarmente al di sotto dei tassi di crescita registrati nelle altre regioni del Nord Ovest. Sarebbe sufficiente uno scenario di crescita di poco superiore al 2% (ampiamente inferiore a quello stimato o "auspicato" dal Governo nazionale per porre mano alla riforma fiscale), per rendere insufficiente l'offerta di lavoro garantita dalle attuali tendenze demografiche e sociooccupazionali. Un Consiglio Regionale serio, parlando di immigrazione, discuterebbe di questo." Per informazioni: Palma 348-5335301 Torna su |
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PORTA
PALAZZO: PALMA E MELLANO 'DA ABITANTI DI PORTA PALAZZO, "SCOMMETTIAMO"
SULLA NORMALITA' |
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| ARTICOLO
SU L'OPINIONE LA NUOVA LEGGE SULL'IMMIGRAZIONE: FICTIO IURIS O FICTION POLITICA? 10 agosto 2001 Per la modifica della legge sull'immigrazione sembra che si stia consumando uno scontro di civiltà. Ma è davvero così? Davvero la bozza Bossi-Fini coglie problemi e fornisce soluzioni originali rispetto alla legge Turco-Napolitano? Cosa ha mai fatto di rivoluzionario il Governo? Ha disquisito, per settimane, sulla natura dell'illecito di immigrazione clandestina; ha approfondito, per giorni, le procedure di rimpatrio coattivo; ha elaborato, a quel che sembra, fattispecie fantasiose (distinguendo capziosamente il 'reato di permanenza' dall'illecito amministrativo di ingresso clandestino) e si è accapigliato furiosamente al proprio interno sull'esigenza di inasprire le pene, salvo scoprire che l'ingresso dei clandestini nel circuito penale avrebbe creato un insostenibile appesantimento ed un'accresciuta inefficacia del sistema sanzionatorio, e ha quindi ripiegato su di un inasprimento altrettanto insostenibile delle procedure di esecuzione. Alla fine Berlusconi ha rinviato tutto a settembre. Ma qualche punto fermo, nonostante il rinvio, sembra esserci. A quanto pare, si è raggiunta la mediazione di confermare l'impianto sanzionatorio della Turco-Napolitano, ma, per dare l'idea di una maggiore durezza contro i clandestini, di disciplinare più restrittivamente gli unici canali di immigrazione legale al di fuori del sistema delle quote (la garanzia dello sponsor e il ricongiungimento familiare) e di condizionare non solo l'ingresso, ma la stessa permanenza degli immigrati durante il periodo coperto dal permesso di soggiorno, all'esercizio effettivo di un'attività lavorativa. Il licenziamento o le dimissioni comporterebbero ipso facto l'espulsione. Il rischio è dunque che la bozza Bossi-Fini non dica nulla di più o di meglio della legge Turco-Napolitano in materia di immigrazione clandestina, ma renda ancor più farraginosi e irrealistici i vincoli a cui è sottoposta l'immigrazione legale. Per l'essenziale, la nuova disciplina dovrebbe conservare le caratteristiche della vecchia legge e la medesima fiducia nella possibilità di porre rimedio non tanto alla condizione di clandestinità, quanto ai problemi criminali che la clandestinità comporta, impedendo ogni possibilità di regolarizzazione per gli immigrati clandestini. La fictio iuris che dall'alto della sua cattedra Sartori invoca ("chi entra 'senza diritto' per il diritto non c'è" e dunque il clandestino non esiste, fino a che non è rimpatriato e cessa quindi di essere clandestino) è tutt'altro che un'idea originale, e costituisce già la base logica della disciplina dell'immigrazione nel nostro paese. La completa 'neutralizzazione' dell'immigrato irregolare come soggetto giuridico costituisce di già il caposaldo della legge Turco-Napolitano. La 'non giuridicità' dei clandestini, lungi dal consentirne l'automatica espulsione dal consesso sociale, innesca però una cascata di comportamenti illegali e criminali, non solo da parte dei clandestini ma di chiunque (datori di lavoro, locatori, ecc.ecc..) intrattenga con essi relazioni sociali ed economiche al di fuori di ogni vincolo giuridico, sfruttando a proprio vantaggio il difetto di tutela cui gli immigrati irregolari sono sottoposti. L'assenza di canali di passaggio dalla irregolarità alla regolarizzazione comprime irreversibilmente nel circuito criminale la vita concreta di centinaia di migliaia di persone e allarga ulteriormente il perimetro sociale dell'illegalità. Ad aggravare il giudizio, bisogna inoltre considerare che tutto ciò si inserisce, come si è detto, in un quadro già sostanzialmente compromesso dalla disciplina delle immigrazioni regolari, che sono (e rimarranno, anche nel nuovo regime) sottoposte ad un insieme di condizioni così stupidamente vessatorie e ostruzionistiche (quote di ingresso sottostimate e di pressoché esclusivo appannaggio dei paesi frontalieri; ingresso a 'contratto di lavoro firmato' ) da rendere di fatto impossibile l'immigrazione legale anche in presenza di un mercato occupazionale che obbliga sempre più spesso le imprese italiane a ricorrere alla manodopera extracomunitaria. La logica di Sartori avrebbe un qualche senso (lasciando da parte le considerazioni 'di giustizia', che obbligherebbero a riflessioni di maggiore respiro) se il sistema repressivo fosse realisticamente in grado di impedire gli ingressi clandestini e di rimpatriare gli irregolari. Ma così, con ogni evidenza, non è e non sarà. In caso contrario, non occorre essere degli ingenui e compiaciuti buonisti per comprendere che l'ottuso ed esibito 'cattivismo', di cui una parte della maggioranza si ostina a dar prova, rischia di essere controproducente e di rendere ancor più esplosiva la realtà dell'immigrazione clandestina. I clandestini, o si espellono o si assorbono e integrano nella realtà socio-economica. La realtà dell'immigrazione extracomunitaria- composta in Italia per buona parte da ex clandestini regolarizzati attraverso sanatoria- dimostra con dovizia di esempi e di riscontri che l'accesso alla titolarità di diritti giuridici innesca di per se stesso un circuito virtuoso di integrazione, disincentivando il ricorso ai comportamenti illegali. Basti pensare che alla fine degli anni 90 l'incidenza degli immigrati regolari sul tasso di criminalità era inferiore alla loro incidenza demografica (circa il 2%). Abbandonare i clandestini nel limbo dell'irregolarità- rendendo ancora più irrealistiche le procedure di identificazione- non può essere una politica di governo, ma solo una dimostrazione propagandistica di cattiva coscienza a buon mercato. Come si vede, non è così lungo il passo fra la fictio iuris e la fiction politica ad uso di un pubblico distratto. Carmelo Palma Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali del Piemonte) Torna su |
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REGIONE
PIEMONTE: SU EXTRACOMUNITARI PROPOSTE INDECENTI E SOLUZIONI AL RIBASSO
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Gruppo
Radicali - Lista Emma Bonino
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