Droga
Comunicati stampa

TOSSICODIPENDENZE E CARCERE: RADICALI "IL "CASO VALLETTE" GRAVISSIMO SEGNALE DI ALLARME". INTERPELLANZA DEI CONSIGLIERI RADICALI PALMA E MELLANO: "PRIMO BANCO DI PROVA PER GALANTE. INTERVENGA LA REGIONE PER ASSICURARE LA CONTINUITÀ DEI SERVIZI". [29 dicembre 2003]

DROGA/RADICALI: “LA LEGGE FINANZIARIA DA’ IL VIA LIBERA ALLE COMUNITA’ TERAPEUTICHE COL BOLLINO BLU, CERTIFICATE DAL GOVERNO”. [30 dicembre 2003]

I RADICALI PIEMONTESI ORGANIZZANO VOLANTINAGGI DI FRONTE A SCUOLE SUPERIORI
ED UNIVERSITA’. [15 dicembre 2003]


REGIONE/FONDI ANTIDROGA: RADICALI “ASSESSORATO ALLA SANITA’ OSTAGGIO DI LOGICHE PARTITICHE E CLIENTELARI” [6 novembre 2003]

SANITA’/REGIONE PIEMONTE: RADICALI “LEGALIZZARE LA GESTIONE DEI FONDI ANTIDROGA”
PALMA: “E GHIGLIA NON LA BUTTI IN POLITICA” [5 novembre 2003]


DROGA/REGIONE: RADICALI “DALLA GIUNTA UNA DECISIONE ILLEGITTIMA E SQUALLIDA SUI FINANZIAMENTI ANTIDROGA. CI RISERVIAMO AZIONI LEGALI”. [4 novembre 2003]

REGIONE PIEMONTE/SANITÀ: BLOCCATI GLI OTTO PROGETTI “ANTIDROGA” ILLEGITTIMAMENTE FINANZIATI. RADICALI: “ORA, ANCHE SU QUESTO, UN VERO SISTEMA DI CONTROLLI” [29 ottobre 2003] Intervento Zacà.doc

FINANZIAMENTI ANTIDROGA REGIONALI/PALMA (RADICALI): “DENUNCIO ABUSI E VIOLAZIONI DELLA LEGGE. GHIGO SOLLEVI DALL’INCARICO IL PROF. ZACA’, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE REGIONALE SULLE DIPENDENZE ”. [17 ottobre 2003]

TOSSICODIPENDENZE/RADICALI: “NON SAPEVAMO CHE IL VICEPREMIER FINI FOSSE ANCHE MEDICO: DECIDE LUI QUANTO METADONE I MEDICI VERI POSSONO PRESCRIVERE AI TOSSICODIPENDENTI.” [24 settembre 2003]

LE TOSSICODIPENDENZE NEL NUOVO PIANO SANITARIO NAZIONALE. RADICALI:  “IL NEMICO DI SIRCHIA E’ IL METADONE!”. [14 luglio 2003]

CONFERENZA CITTADINA SULLE TOSSICODIPENDENZE/RADICALI: “L’Assessore Lepri vuole resuscitare l’Agenzia sulle td.ze dopo averla sepolta sette anni fa; il Sindaco Chiamparino non si fa vedere; l’Assessore D’Ambrosio manda il consigliere Galasso allo sbaraglio…”. [25 giugno 2003]

ORARI DI CHIUSURA DISCOTECHE E PROIBIZIONISMO ALCOOL/RADICALI: “IL GOVERNO ABBAIA MA NON MORDE!”. E INTANTO LA LEGGE- QUADRO SUI CONSUMI ALCOLICI E’ INATTUATA E GLI AUTOVELOX E GLI ETILOMETRI SONO OGGETTI RARI… [21 giugno 2003]

Al capo redattore de “La Stampa” di Cuneo (con richiesta di cortese pubblicazione) [17 aprile 2003]

DROGHE/SINDACO DI TORINO FIRMA APPELLO LEGA INTERNAZIONALE ANTIPROIBIZIONISTA “PER LA RIFORMA DELLE CONVENZIONI ONU”. [11 aprile 2003]

DROGHE/GIOVEDI' CONFERENZA STAMPA IN CONSIGLIO REGIONALE: "PER LA RIFORMA DELLE CONVENZIONI ONU SULLE DROGHE". PARTECIPA MARCO CAPPATO (europarlamentare radicale).
14 CONSIGLIERI REGIONALI HANNO SOTTOSCRITTO L'APPELLO DELLA LEGA INTERNAZIONALE ANTIPROIBIZIONISTA. [8 aprile 2003]


“IL PROIBIZIONISMO SULLE DROGHE E’ FALLITO: E’ NECESSARIA ED URGENTE UNA REVISIONE DELLE CONVENZIONALI INTERNAZIONALI SULLE DROGHE” [4 aprile 2003]

L'ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA - IL GRUPPO CONSILIARE RADICALE PIEMONTESE - IL MOVIMENTO GRUPPO CAVOUR - Dibattito Pubblico: "Il Proibizionismo sulle droghe E’ UN CRIMINE ?" [4 aprile 2003]

NARCOSALAS A TORINO/I RADICALI VIALE E PALMA CHIEDONO DI ESSERE SENTITI DALLA COMMISSIONE DI ESPERTI ISTITUITA DAL COMUNE [21 ottobre 2002]

RADICALI: "PRESIDENTE GHIGO, PRENDA PUBBLICAMENTE POSIZIONE CONTRO IL DECRETO GOVERNATIVO SUI SERVIZI TOSSICODIPENDENZE" [2 ottobre 2002]

NARCOSALAS A TORINO: PARTITA LA COMMISSIONE DI ESPERTI.LUNEDI' 16 MANIFESTAZIONE RADICALE SOTTO IL MUNICIPIO. PER APPROFONDIMENTI, SU www.coranet.org, link "NARCOSALAS SUBITO!" [13 settembre 2002]

DROGA: RADICALI 'RAGAZZO SUICIDA DI ISOLABELLA, NUOVA VITTIMA DI UNA LEGGE CRIMINOGENA' [8 settembre 2002]

NARCOSALAS A TORINO/LA NONA VITTIMA DA OVERDOSE MUORE NELLA SEDE DELLA CIRCOSCRIZIONE DI PORTA PALAZZO. SE SI FOSSE  INIETTATA LA DROGA DI STRADA IN UNA NARCOSALA, FORSE SAREBBE ANCORA VIVA… RADICALI: "ALL'URLO DI CHI CREPA RISPONDERA' IL SILENZIO DELLA POLITICA?". [29 agosto 2002]

NARCOSALAS A TORINO/RADICALI: "BENE CHIAMPARINO, SI DECIDA SUBITO". "CHIAMPARINO AUSPICA CHE LA DISCUSSIONE NON SIA UN FUOCO DI PAGLIA AGOSTANO MA PORTI A CONCLUSIONI CONCRETE; ANCHE PER QUESTO, CHIEDIAMO CHE FRA GLI ESPERTI CHIAMATI A DECIDERE VI SIANO OPERATORI DI STRADA …". [23 agosto 2002]

SINDACO DI TORINO DICE "SI" ALLE NARCOSALAS.
RADICALI: "ANCORA UNA VOLTA CHIAMPARINO DIMOSTRA CORAGGIO E SENSIBILITA'; SUBITO UNA RIUNIONE IN COMUNE DEGLI OPERATORI INTERESSATI… E A SETTEMBRE, DIBATTITO IN CONSIGLIO REGIONALE ." [21 agosto 2002]


NARCOSALAS A TORINO/RADICALI: "CHIAMPARINO ABBIA IL CORAGGIO DI RECUPERARE E ATTUARE L'ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DALL'ULIVO SEI ANNI FA, CHE LE PREVEDEVA." [20 agosto 2002]

REGIONE PIEMONTE: APPROVATA LEGGE DI INCENTIVI PER L'AVVIAMENTO AL LAVORO DI TOSSICODIPENDENTI E ALCOLDIPENDENTI [12 febbraio 2002]

LISTA BONINO E CORA SU DICHIARAZIONI MINISTRO VERONESI SU SPINELLI: «LA RAGIONEVOLEZZA DI VERONESI E' PARI SOLO ALL'IPOCRISIA DEL CENTRO-SINISTRA» [9 febbraio 2001]

LISTA BONINO E CORA: VERONESI E' FAVOREVOLE ALLE ANALISI CHIMICHE DELLE DROGHE SINTETICHE? BENE, EMANI SUBITO UNA CIRCOLARE CHE CONSENTA AGLI OPERATORI SANITARI DI FARLE... [15 gennaio 2001]

LISTA BONINO E CORA CHIEDONO AL MINISTRO VERONESI DI MODIFICARE IL NUOVO DECRETO SUI SERVIZI TOSSICODIPENDENZE (CONTRASTA CON LA LEGGE ORDINARIA) E DI PROMUOVERE UN "CHECK-UP" DEI 500 SERT ESISTENTI [9 gennaio 2001]

  Torino, 29 dicembre 2003
TOSSICODIPENDENZE E CARCERE: RADICALI "IL "CASO VALLETTE" GRAVISSIMO SEGNALE DI ALLARME". INTERPELLANZA DEI CONSIGLIERI RADICALI PALMA E MELLANO: "PRIMO BANCO DI PROVA PER GALANTE. INTERVENGA LA REGIONE PER ASSICURARE LA CONTINUITÀ DEI SERVIZI".

Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali del Piemonte:

<<Il tardivo passaggio alle AA.SS.LL delle competenze funzionali e gestionali dei servizi tossicodipendenze interni agli istituti di pena fa emergere, a partire dal caso delle Vallette, il rischio di un vero e proprio disastro, da ben pochi previsto e annunciato; fra i pochi, i radicali, che da anni denunciano la mancata attuazione del decreto legislativo 230/99 (Riordino della medicina penitenziaria) .
Il "caso Vallette"è emerso agli onori delle cronache per le proteste degli attuali operatori che, con il passaggio delle competenze all'A.S.L, rischiano, dal 1° gennaio prossimo, di non essere confermati: ma dietro questa questione, di natura sindacal-contrattuale, c‚è ben altro, cioè una logica di distruzione di un servizio, e di pratiche consolidate negli anni (che puntavano su di un patrimonio di competenze e interventi di natura psicologico-sociale) e la sua sostituzione con un modello di "Sert di territorio", in cui hanno (giustamente) la priorità interventi di natura medico-sanitaria.
Ma come si può ragionevolmente pensare di operare da un giorno all'altro una radicale "normalizzazione"dei servizi tossicodipendenze interni al carcere, con il dimezzamento delle ore dedicate ad interventi di carattere psico-sociale?
Le AA.SS.LL rischiano di commettere, rispetto alla tossicodipendenza carceraria, lo stesso errore che hanno commesso per 20 anni rispetto alla tossicodipendenza da strada: quella di "pensarla"e di trattarla secondo un modello burocraticamente ambulatoriale. Questa scelta non contrasta solo con il buon senso, ma anche con le disposizioni del D.M. 21 aprile 2000 (Progetto Obiettivo per la tutela della salute in ambito penitenziario), che impone, nel passaggio delle competenze alle AA.SS.LL, la garanzia della "necessaria continuità assistenziale". Se le AA.SS.LL - e in particolare, nel caso delle Vallette, l'A.S.L. 3 - ritengono di potere eludere il problema della continuità degli interventi e di un progetto che riconosca ed affronti la specificità della "tossicodipendenza carceraria", il risultato sarà doppiamente negativo: si interromperanno una serie di trattamenti e si minerà la stessa sicurezza del carcere.
Di fronte a tutto questo, la nota del 22 dicembre 2003 inviata dalla Direzione della Programmazione Sanitaria alle AA.SS.LL competenti si è limitata a garantire che l‚ammontare dei finanziamenti riconosciuti per l‚esercizio 2004 sarà pari alle richieste delle Aziende (e quindi sensibilmente superiore ai circa 850.000 euro impiegati nell‚esercizio 2003); ma la Regione non può limitarsi a fare il "passacarte"e il "passasoldi"alle AA.SS.LL. Deve imporre il rispetto di una serie di criteri e di obiettivi di intervento, a partire dall‚adozione di una Carta dei Servizi, prevista come obbligatoria all'art. 1 del decreto legislativo 230/99, e deve smettere di trattare le tossicodipendenze come una materia residuale, affidata di volta in volta alle convinzioni e alle convenienze personali di qualche dirigente di assessorato o di A.S.L.
Il "caso Vallette"è un buon banco di prova per tastare il polso del nuovo Assessore regionale alla Sanità, Valter Galante, a cui vanno, comunque, i nostri auguri; ne avrà bisogno!>>.
Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
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  Torino, 30 dicembre 2003
DROGA/RADICALI: “LA LEGGE FINANZIARIA DA’ IL VIA LIBERA ALLE COMUNITA’ TERAPEUTICHE COL BOLLINO BLU, CERTIFICATE DAL GOVERNO”.
 
La Legge Finanziaria 2004 (L. 350/2003) è stata pubblicata sul supplemento (n. 196/L) alla Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre; la legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2004.
All’art. 3, comma 83, punto 3 (sic) della legge è scritto:
“3. Entro il 30 aprile di ciascun anno il Dipartimento (nazionale antidroga) trasmette al Parlamento una relazione dettagliata sugli interventi effettuati … contenente altresì l’elenco delle associazioni, comunità terapeutiche e centri di accoglienza, ritenuti validamente idonei alle loro funzioni statutarie da una apposita Commissione istituita …dal Dipartimento, che collaborano a tal fine con il Dipartimento”.
 
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
 
“Se le parole hanno un senso (la sintassi, come è evidente, non lo ha), avremo così entro il prossimo aprile un elenco - stilato da una Commissione emanazione diretta del Dipartimento antidroga, quindi del governo - di comunità e associazioni “con il bollino blu”, ritenute dallo stesso governo idonee a curare i tossicodipendenti. Tutto è perfetto, almeno sulla carta: prima i pieni poteri al superprefetto antidroga Sotgiu, che dà i voti alle comunità, premiando quelle più collaborazioniste; poi la legge Fini, che fornirà alle comunità amiche migliaia di nuovi clienti con relativi finanziamenti.
La fretta del governo di preparare la frittata è testimoniata da questo piccolo dettaglio: la relazione del Dipartimento deve essere presentata in Parlamento entro il 30 aprile (prima delle elezioni europee e amministrative), non si poteva aspettare di incorporarla a quella che il Ministro del Welfare deve presentare in Parlamento entro il 30 giugno di ogni anno; e unificare le due relazioni, anticipandole ad aprile, era un’operazione troppo complicata per gli esperti di Fini e Sotgiu, interessati a ben altri “fini” che la logica e il buon senso legislativi.”
 
Manfredi (348/5335305)
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  Torino 15 dicembre 2003
I RADICALI PIEMONTESI ORGANIZZANO VOLANTINAGGI DI FRONTE A SCUOLE SUPERIORI
ED UNIVERSITA’.

TORINO: Silvio Viale e Igor Boni (presidente e segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) saranno alle 7:45 al Liceo Segre, C.so Picco 14, Iolanda Casigliani, (comitato nazionale di Radicali Italiani), alle 7.45 al Liceo D’Azeglio in Via Parini. Altri esponenti radicali e militanti saranno
davanti al Politecnico dalle 10 alle 11, e al liceo scientifico Gobetti, alle ore 13 in via M. Vittoria 39/bis.
CUNEO: Bruno Mellano, consigliere regionale radicale e Gianni Pizzini, della segreteria dell'Associazione radicale "Adelaide Aglietta" saranno alle 7.45 al Liceo classico S. Pellico di Cuneo, C.so Giolitti 13.
Alla stessa ora sono previsti volantinaggi a FOSSANO davanti al liceo Ancina, piazzale Bava 2, a NOVARA all’Università di Scienza Infermieristica, a IVREA Liceo Classico Botta , C.so Re Umberto.
Per rispondere adeguatamente alla nuova ondata proibizionista lanciata dal Vice-Presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, e dalla maggioranza di centro-destra, i Radicali lanciano una giornata antiproibizionista sulle droghe che li vedrà impegnati in numerosi volantinaggi di fronte alle scuole
uperiori ed alle Università. I militanti ed i dirigenti piemontesi saranno presenti, all’orario di entrata, per distribuire volantini e materiale informativo, per riaffermare la necessità di legalizzare le droghe, a cominciare dai derivati della cannabis che vengono attualmente consumati da milioni di cittadini solo in Italia, in particolare dalla fascia più giovane della popolazione.
Dichiarazione di Silvio Viale , Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e Bruno Mellano Consigliere regionale radicale:“Come già accaduto in passato con la legge voluta da Bettino Craxi, il solo risultato di un inasprimento della repressione e del proibizionismo sarà la condanna ad una maggiore clandestinità di tutti i consumatori delle droghe proibite, che automaticamente significa un aumento di tutti i danni di una legislazionie che già oggi è criminogena. Inoltre l’assimilazione, su tutti i piani, delle cosiddette droghe leggere alle droghe pesanti, comporterà il rischio per milioni di cittadini consumatori dei derivati della cannabis di trovarsi senza patente, e magari quindi senza lavoro, e costretti ad un percorso di recupero per eliminare una dipendenza che scientificamente non è nemmeno provata. Saremo di fronte alle scuole piemontesi per informare, e per affermare che l’unica via di uscita, come diviene sempre più evidente a molti, è una legislazione che conduca alla legalizzazione delle droghe.”
Per informazioni:
Viale  348.5335310
Mellano 348.5335302
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  Torino, 6 novembre 2003
REGIONE/FONDI ANTIDROGA: RADICALI “ASSESSORATO ALLA SANITA’ OSTAGGIO DI LOGICHE PARTITICHE E CLIENTELARI”
 
Dichiarazione di Carmelo Palma, consigliere regionale radicale del Piemonte:
 
“Nella sua risposta scritta alle mie due interpellanze sulla scorretta gestione del Fondo regionale antidroga, l’assessore D’Ambrosio parte da due assunti del tutto falsi, che falsano, evidentemente, la “giustificazione” dei fatti.
 
* Il primo assunto falso è che il Prof. Zacà, come presidente della Commissione Regionale sulle tossicodipendenze, avesse una responsabilità di carattere “tecnico-politico”, e una “funzione di indirizzo tecnico-scientifico”, subordinata dal punto di vista amministrativo alla Direzione Regionale. Ciò, sulla base del bando regionale, è palesemente falso. Infatti, il bando recita che “Il 15% del Fondo è riservato a progetti di interesse regionale da commissionare (commissionare!!!!!) a soggetti già identificati o da identificarsi, con il coordinamento della Regione stessa” e che “Le proposte d’interesse regionale (quelle finanziate con il 15% del Fondo, più i residui di altre azioni, per un totale del 30% del Fondo n.d.r) , finanziate con la quota dedicata del Fondo e con gli eventuali residui derivanti dalle percentuali delle specifiche Azioni, dovranno essere concordate (concordate!!!!) con il Presidente della Commissione Regionale … e, previa approvazione dell’Assessore, assegnate ai soggetti indicati con determinazione del Dirigente del Settore
”. Dunque, salvo che i progetti siano stati commissionati dall’Assessore Regionale o da un Dirigente Regionale (la qual cosa non risulta affatto) sono stati concordati con Zacà e commissionati da Zacà a soggetti individuati da Zacà.
* Il secondo assunto palesemente falso è che questo tipo di gestione (senza criteri predeterminati, senza bandi pubblici, senza possibilità di concorrere ai finanziamenti per soggetti altri rispetto a quelli predeterminati e individuati precedentemente all’emanazione del regolamento regionale) non confligga con la normativa nazionale e regionale in tema di contributi pubblici. L’attribuzione di vantaggi economici di qualsiasi genere a persone o enti (pubblici o privati) è subordinata alla predeterminazione e alla pubblicazione dei requisiti necessari, al fine di evitare discriminazioni e garantire la trasparenza dell’azione amministrativa. Questo principio, stabilito dalla legge 241/90, è recepito dalla legge regionale 27/94, e ovviamente contenuto anche nelle norme legislative e regolamentari relative al “fondo antidroga” di cui alla legge 45/99, oltre che confermata da una giurisprudenza costante della magistratura amministrativa: non può essere scavalcato per ragioni di opportunità politica. Chi lo fa, compie, come minimo, una irregolarità amministrativa e contabile.
Dal tenore della risposta si conferma che è del tutto inutile provare a convincere un assessore e un Assessorato ostaggi di altre logiche, e che occorre trovare un'altra strada per fermare questa “pratica” tanto intoccabile quanto indecente.”.
 
Per informazioni: 348-5335301 (Palma)

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  Torino, 5 novembre 2003
SANITA’/REGIONE PIEMONTE: RADICALI “LEGALIZZARE LA GESTIONE DEI FONDI ANTIDROGA”
PALMA: “E GHIGLIA NON LA BUTTI IN POLITICA”

“La vicenda dei fondi “antidroga” illegittimamente impiegati dall’Assessorato Regionale alla Sanità, sotto la regia del presidente della commissione regionale sulle tossicodipendenze Zacà, è purtroppo chiara. E difficilmente si riuscirà ad nasconderla “buttandola in politica”, e tentando di mutare i termini di una banale (ma non per questa meno grave) questione di irregolarità amministrative e contabili e di malcostume istituzionale.
Ghiglia mi ritiene inattendibile in quanto antiproibizionista e, nella vita professionale, collaboratore di una società che, fra le altre cose, ha anche gestito per conto di comuni e Asl progetti di reinserimento lavorativo di tossicodipendenti (la società non è quella che indica Ghiglia, ma fa lo stesso…). Non capisco perché queste dovrebbero considerarsi colpe, e soprattutto non capisco perché queste “colpe” dovrebbe rendere meno scandaloso il fatto che il presidente Zacà abbia prima personalmente disposto una ripartizione di fondi pubblici secondo una procedura illegittima, e quindi - dopo il temporaneo “blocco” del provvedimento – imposto, attraverso il suo partito (AN), alla Giunta di difenderla al di là del difendibile.
Soprattutto non capisco perché la lotta alla droga in versione hard propugnata da Ghiglia giustifichi il fatto che si siano affidati alla gestione di Zacà il 30% dei fondi antidroga a disposizione dell’Assessorato, e che lo stesso Zacà abbia destinato il 56% dei fondi da lui discrezionalmente gestiti (pari a oltre un milione di euro) all’Ospedale di cui è dirigente- il Gradenigo.
Per il resto, ammetto che vorrei che le droghe fossero legalizzate. Al momento mi accontenterei che fosse legalizzata la gestione dei fondi antidroga a disposizione dell’Assessorato alla Sanità della Regione.

Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
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  Torino, 4 novembre 2003
DROGA/REGIONE: RADICALI “DALLA GIUNTA UNA DECISIONE ILLEGITTIMA E SQUALLIDA SUI FINANZIAMENTI ANTIDROGA. CI RISERVIAMO AZIONI LEGALI”.

Dichiarazione di Carmelo Palma, consigliere regionale radicale:
<<Ieri è arrivata la decisione della Giunta regionale (D.G.R. n. 73-10888) di dar comunque il via libera, dopo un primo blocco da parte degli Uffici dell’Assessorato Regionale alla Sanità, al provvedimento di illegittimo finanziamento dei progetti antidroga di cosiddetto “interesse regionale”, in un primo momento illegittimamente, discrezionalmente e direttamente disposti dal Presidente della Commissione regionale sulle dipendenze, Prof. Stefano Zacà, dirigente di una struttura sanitaria (l’Ospedale Gradenigo di Torino) che, per puro caso ovviamente, risulta essere beneficiaria del 56% degli 1,8 milioni di euro così generosamente distribuiti.
Da questa decisione emergono due fatti, entrambi gravi.
Dal punto di vista politico è chiaro che esiste una “struttura separata e parallela”, che fa capo ad AN, che distribuisce i finanziamenti antidroga con logiche di partito a uomini di partito (il partito essendo, manco a dirlo, AN) e che è in grado di imporre le proprie disposizioni anche alla Giunta Regionale.
Dal punto di vista tecnico, i componenti della Giunta Regionale che hanno approvato la “delibera Zacà” ed i dirigenti regionali che ne hanno attestato la regolarità si sono assunti una responsabilità assai grave sotto il profilo amministrativo e contabile.
Da entrambi i punti di vista, visti gli eventi, è comunque chiaro, dopo la decisione di ieri, che su questa questione - salvo una repentina e immediata marcia indietro, che non osiamo sperare- non esiste alcuna possibilità di discutere e governare questa vicenda secondo criteri di regolarità e trasparenza.
Abbiamo cercato in questi giorni, presentando due interpellanze sulla vicenda, di consentire alla Giunta Regionale di rivedere le proprie posizioni ed i propri provvedimenti secondo legge e secondo logica; di fronte al perseverare di Ghigo e compagni, saremo costretti a rivolgerci, nei prossimi giorni, alla magistratura.”.

Palma (348/5335301)
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  Torino, 29 ottobre 2003 
REGIONE PIEMONTE/SANITÀ: BLOCCATI GLI OTTO PROGETTI “ANTIDROGA” ILLEGITTIMAMENTE FINANZIATI. RADICALI: “ORA, ANCHE SU QUESTO, UN VERO SISTEMA DI CONTROLLI”
 
La scorsa settimana, il Capogruppo dei radicali a Palazzo Lascaris, Carmelo Palma, aveva denunciato in aula l’illegittimo finanziamento da parte del Presidente della Commissione Tossicodipendenze della Regione, Prof. Stefano Zacà, di un gruppo di progetti “antidroga”, definiti “di interesse regionale”.
Questi fondi (per circa 1,8 milioni di euro), sulla base di un regolamento a dir poco curioso, erano stati infatti attribuiti al di fuori della procedura concorsuale prevista dalla normativa nazionale e regionale e senza consultare la competente commissione di valutazione. A ciò si aggiungeva il fatto che il 56% dei fondi così attribuiti fossero stati destinati all’Ospedale Gradenigo di Torino, di cui il Prof. Zacà è dirigente.
A seguito della denuncia di Palma e di due interrogazioni presentate sul punto dal gruppo radicale (in cui si evidenziava l’illegittimità giuridica della procedura, e l’inammissibilità sostanziale di almeno uno degli otto progetti finanziati - non a caso, anche questo dell’Ospedale Gradenigo), l’Assessorato alla Sanità ha sospeso l’esecutività della determinazione con cui venivano destinati i fondi.
 
Sul tema Carmelo Palma ha dichiarato:
“Il fatto che sia stata sospesa l’esecutività di una determina chiaramente illegittima è il primo, ma solo il primo punto di chiarezza in una vicenda che è, a suo modo, esemplare. Riuscire in un solo procedimento a violare una mezza dozzina di norme e disposizioni - da quelle sulla concorrenza a quelle sulla trasparenza - è possibile solo in una situazione anomala, in cui l’assenza di controlli è addirittura imposta come regola di amministrazione.
Da qui occorre partire per restituire alle competenti direzioni regionali- che occorre dire, dopo la mia denuncia, si sono prontamente attivate- un elemento di responsabilità effettiva anche in un campo, come quello “dell’antidroga”, che è stato fino a questo momento organizzato da un “settore parallelo”. È assolutamente legittimo che l’assessore si giovi dell’ausilio di consulenti, come il Prof. Zacà. E’ invece delirante che venga affidato a Zacà, o allo Zacà di turno,la gestione personale e discrezionale del 30% dei fondi antidroga a disposizione dell’assessorato.
 
Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
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  Torino, 21 ottobre 2003
FINANZIAMENTI ANTIDROGA REGIONALI/PALMA (RADICALI): “DENUNCIO ABUSI E VIOLAZIONI DELLA LEGGE.
GHIGO SOLLEVI DALL’INCARICO IL PROF. ZACA’, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE REGIONALE SULLE DIPENDENZE ”.

 
Dichiarazione del capogruppo radicale in Consiglio Regionale Carmelo Palma:
 
Un mese fa, la Direzione Programmazione Sanitaria dell’Assessorato Regionale alla Sanità ha assegnato i finanziamenti relativi a progetti “di interesse regionale” in materia di tossicodipendenze (Determinazione n. 335 del 22/09/03). La modalità di approvazione dei suddetti progetti, prevista dalla DGR 25-6388 del 25 giugno 2002, derogava alla disciplina prevista per i progetti cosiddetti territoriali, ed affidava unicamente al Presidente della Commissione sulle dipendenze- e non all’intera commissione- la valutazione dei progetti presentati. Non ne avevamo compreso la ragione, ora purtroppo l’abbiamo capita.
Tali progetti sono stati approvati dall’Assessore D’Ambrosio (nota del 21/08/03), dopo essere stati valutati positivamente dal Presidente della Commissione Regionale sulle dipendenze, Prof. Stefano Zacà. I progetti d’interesse regionale sono otto, per un ammontare di finanziamento complessivo di 1.872.811 euro. Due di tali progetti assorbono 1.062.234 euro (pari al 56% del totale): si tratta del progetto per l’ “Istituzione di un laboratorio di tossicologia forense” e del progetto “Helper” (supporto dei medici e dipendenti SSN con dipendenze patologiche); l’ente esecutore di entrambi i progetti è il Presidio Sanitario Gradenigo di Torino. Andando per ordine:
 
1)      l’istituzione di un laboratorio di tossicologia forense non rientra tra le finalità fissate dall’art. 127, comma 7, del DPR 309/90 (Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga);
2)      il Presidio Sanitario Gradenigo non rientra tra i soggetti che possono accedere ai finanziamenti antidroga, elencati al comma 3 del suddetto art. 127 (“le province, i comuni e i loro consorzi, le comunità montane, le aziende unità sanitarie locali, gli enti di cui agli articoli 115 e 116 - le comunità, ndr - le organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali  e loro consorzi”);
3)      l’entità dei finanziamenti devoluti ai due progetti è spropositata rispetto al totale;
4)      il Prof. Stefano Zacà (presidente Commissione Regionale sulle tossicodipendenze) risulta essere Dirigente della Medicina Legale presso il Presidio Ospedaliero Gradenigo di Torino.
 
Ora, salvo ulteriori e più gravi implicazioni, questa vicenda impone, anche per ragioni di decenza, almeno 2 atti immediati:
- che il Presidente Ghigo sollevi immediatamente il Prof. Zacà dall’incarico di Presidente della Commissione Regionale sulle dipendenze;
- che i finanziamenti assegnati all’Ospedale Gradenigo siano immediatamente bloccati e riconvertiti sui progetti, presentati da Asl, comunità o organizzazioni di volontariato, giudicati ammissibili dalla Commissione e non finanziati per mancanza di fondi.
 
Per l’Assessore D’Ambrosio, nei confronti del quale non abbiamo – come è noto - mai “maramaldeggiato”,  non abbiamo semplicemente parole.
 
Palma (348/5335301)
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  Torino, 24 settembre 2003
TOSSICODIPENDENZE/RADICALI: “NON SAPEVAMO CHE IL VICEPREMIER FINI FOSSE ANCHE MEDICO: DECIDE LUI QUANTO METADONE I MEDICI VERI POSSONO PRESCRIVERE AI TOSSICODIPENDENTI.”
… Ma nel 1994 il ministro della Sanità del Polo, Raffaele Costa, aveva riconosciuto la validità scientifica dei trattamenti metadonici.
 
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha così commentato la seguente dichiarazione del vice Presidente del Consiglio, Gianfranco Fini: “Quanto al metadone ai tossicodipendenti non pensiamo di negarlo ma deve essere a scalare”
(dal “Secolo d’Italia” di oggi):
 
“Non sapevo che l’on. Fini avesse anche la laurea in Medicina e quindi potesse decidere, in scienza e coscienza, lui per tutti i medici veri, quanto metadone far prescrivere ai cittadini tossicodipendenti assistiti dai Sert e dalle comunità. Ricordo, anche all’on. Fini, un po’ di cifre, prese dalla “Relazione del Governo al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2002” (ww.welfare.gov.it): i trattamenti  metadonici a lungo termine (oltre 6 mesi) effettuati nei Sert  sono passati da 43.103 (1999) a 49.347 (2002); quelli effettuati nelle comunità sono passati da 545 (1999) a 938 (2002); in carcere da 439 (1999) a 1.153 (2002). Perciò, Fini vuole  modificare d’imperio i trattamenti sanitari di oltre 50.000 cittadini italiani che, grazie al metadone a mantenimento , sono riusciti, in gran parte, a farla finita con la droga di strada, con l’AIDS, con gli spacciatori; grazie al “bastone chimico” rappresentato dal metadone a mantenimento, hanno avuto il sostegno necessario per trovare e mantenere un lavoro, per rifarsi una vita.
Ricordo, anche all’on. Fini, che è merito di un esponente del centrodestra, l’on. Raffaele Costa (fratello di Antonio Maria Costa, direttore esecutivo dell’ufficio Onu contro la droga), all’epoca ministro della Sanità nel Berlusconi I, se in Italia i trattamenti metadonici hanno avuto, finalmente, riconoscimento e valorizzazione anche in testi normativi. Il ministro Raffaele Costa firmò la Circolare 30 settembre 1994, n. 20 “Linee-guida per il trattamento della dipendenza da oppiacei con farmaci sostitutivi”
(pubblicata su G.U. del 14/10/94), ancora vigente, in cui, tra l’altro, si può leggere:
“…Sin dalle prime indicazioni di Dole e Nyswander che, nel 1966, individuarono una dose di mantenimento giornaliera compresa tra gli 80-120 mg di metadone, si è constatato come la dose venga generalmente determinata in base a criteri e opzioni di principio piuttosto che in base a dati razionali, suffragati dall’attenta valutazione clinica. Gli studi esteri ed italiani pubblicati hanno dimostrato che molti pazienti ricevono dosi sub-ottimali di metadone, inadeguate a prevenire l’uso continuativo di droghe illecite. Altri studi hanno dimostrato che dosi adeguate di metadone, determinate individualmente e sulla base di dati clinici, sono efficaci nel ridurre l’uso di droghe illecite e inducono il paziente a continuare il trattamento…”.
 
L’on. Fini ha anche dichiarato: “Mi auguro che, di fronte a dati scientifici, la polemica lasci il passo all’onestà intellettuale”
; un augurio che doveva fare, innanzitutto, a se stesso.”.
 
Manfredi (348/5335305)
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  Torino, 14 luglio 2003
LE TOSSICODIPENDENZE NEL NUOVO PIANO SANITARIO NAZIONALE. RADICALI:  “IL NEMICO DI SIRCHIA E’ IL METADONE!”.
 
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
 
“Sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 18 giugno scorso è stato pubblicato il Piano sanitario nazionale 2003-2005; le ultime tre pagine, su 40 totali, sono dedicate alle tossicodipendenze. Leggendole, veniamo a sapere che:
1) nel novembre 2001 si è insediato “il Commissario straordinario di Governo, responsabile del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga, che avrà il compito di coordinare le politiche e le competenze oggi distribuite in diversi Ministeri, così da progettare un Piano Nazionale più incisivo ed efficace”; è un vero peccato che il Commissario non abbia ben coordinato il vicepremier Fini con il ministro Maroni, cosìcchè la svolta repressiva annunciata dal primo è stata rinviata a nuovo ordine perché anche il secondo voleva dire la sua (dopo la Bossi-Fini, la Fini-Maroni?!); a non credere alle funzioni di coordinamento è lo stesso estensore del Piano sanitario, il ministro Sirchia, che poco più in là si arroga le funzioni di coordinamento riguardanti il reinserimento lavorativo dei tossicodipendenti;
2) il Piano riporta poi “dati ufficiali” da cui risulta che i consumi di eroina e cocaina sono in aumento e “il consumo di cannabinoidi coinvolge ormai, secondo le statistiche più attendibili, oltre un terzo degli adolescenti ed è un comportamento considerato” normale” da una parte consistente dell’opinione pubblica, dei mezzi di informazione  e perfino da alcuni soggetti istituzionali”; chi sono questi soggetti istituzionali? E, soprattutto, a cosa sono servite le politiche proibizioniste se hanno avuto come effetto non la riduzione ma l’aumento dei consumi delle droghe illegali?
3) Rispetto ai trattamenti effettuati nei Sert “i dati mostrano una costante crescita dei trattamenti farmacologici con metadone, trattamenti che superano ormai la metà dei casi seguiti (51,2%…). All’interno dei trattamenti metadonici aumentano inoltre i casi di “terapia di lunga durata” (30,9%…) a scapito di quelli a breve termine (8,5%…). I dati sopra riferiti evidenziano, in sostanza, come l’approccio farmacologico alla tossicodipendenza rappresenti la principale attività svolta dai SerT…”. La fobia antimetadonica rende il ministro Sirchia rozzo ed impreciso; lo invito a riprendendersi in mano la “Relazione sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2001” (pag. 25, dati del Ministero della Salute), in cui è scritto che “… su un totale di 6.766 operatori nei Sert, il 47,9% appartengono all’area “Medico sanitaria” ed il 41,5% a quella “psico-sociale”…i trattamenti psico-sociali risultano sottorappresentati in quanto la loro segnalazione avviene solo nel caso in cui i soggetti non siano sottoposti ad alcuna terapia farmacologica (infatti molti di questi utenti effettuano terapie integrate in cui sono presenti entrambe le categorie sopramenzionate)…Fatta tale premessa deriva che al momento attuale…su 168.819 trattamenti effettuati, il 64% è di tipo farmacologico contro il restante 36% di tipo psico-sociale…”;  la riduzione degli operatori dei Sert a distributori di metadone, fatta dal ministro della Salute, è, percio, non vera e lesiva della loro professionalità;
4) Sirchia si lava poi la coscienza a buon mercato, facendo scrivere nel Piano sanitario che occorre “inserire nel programma di abbattimento dell’uso e dell’abuso , oltrechè le sostanze illegali, anche la tematica della prevenzione dell’alcoolismo (soprattutto giovanile)…”; forse, invece di inserire tematiche nei programmi, un governo che si rispetti dovrebbe attuare le leggi dello Stato, nel nostro caso la legge 30 marzo 2001, n. 125 (legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati), rimasta sulla carta;
5) sempre questo proposito, sulla sanità penitenziaria, è scritto nel Piano che “…Le funzioni sanitarie svolte dall’amministrazione penitenziaria con riferimento ai soli settori della prevenzione e dell’assistenza ai detenuti tossicodipendenti sono già state trasferite al Servizio Sanitario Nazionale…”. Affinchè il ministro Sirchia si renda conto della distanza che corre fra le sue parole e la realtà, lo invito a recarsi a visitare il carcere di Salerno, dove, a distanza di tre anni e mezzo dal suddetto trasferimento delle funzioni sanitarie, i medici e gli psicologi del Sert locale non hanno ancora preso in cura nessun detenuto tossicodipendente (i radicali hanno presentato un esposto sul caso alla Procura della Repubblica).
 
Manfredi (348/5335305)
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  Torino, 25 giugno 2003
CONFERENZA CITTADINA SULLE TOSSICODIPENDENZE/RADICALI:
“L’Assessore Lepri vuole resuscitare l’Agenzia sulle td.ze dopo averla sepolta sette anni fa; il Sindaco Chiamparino non si fa vedere; l’Assessore D’Ambrosio manda il consigliere Galasso allo sbaraglio…”.

 
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha così commentato i lavori della Conferenza cittadina su “Tossicodipendenze a Torino – Rilanciare le politiche”
, tenutasi oggi all’Educatorio della Provvidenza:
 
“Nella sua Relazione introduttiva, Stefano Lepri (Assessore comunale ai servizi sociali, Margherita) scrive che “L’Agenzia cittadina sulle td.ze stenta obiettivamente a decollare, sicchè occorre domandarci in che modo farla davvero funzionare bene”.
In sede di dibattito, ho avuto modo di ricordare all’Assessore come stanno veramente le cose: l’Agenzia fu istituita dal Consiglio Comunale di Torino il 18 marzo 1996, dopo un grande lavoro di studio effettuato dalla Sottocommissione td.ze, presieduta dal radicale Carmelo Palma. Lepri, da quando è assessore (1997), ha completamente snaturato quello che doveva essere un organismo politico-amministrativo aperto a tutti i soggetti interessati, riducendolo a un mero coordinamento burocratico di uffici comunali; ora piange lacrime di coccodrillo. Gli operatori dei servizi a bassa soglia gli hanno richiesto espressamente di riportare l’Agenzia all’antico ruolo; condividi amo, ma, visti i precedenti, siamo pessimisti.
Per il resto, Lepri ha messo una pietra tombale sulla proposta di una narcosala a Torino; il Sindaco Chiamparino, che pareva più possibilista, non si è fatto vivo, lasciando il campo libero al Dr. Stefano Zacà (Presidente Commissione regionale dipendenze), la cui avversione nei confronti del metadone è tale che nella sua relazione non l’ha mai nominato, preferendo utilizzare il termine spregiativo di “farmaco oppioide”.
Dulcis in fundo, anche l’Assessore regionale alla Sanità, Antonio D’Ambrosio, ha dato forfait, inviando in sua vece l’avv. Alfredo Galasso (consigliere regionale AN), che ha replicato alle giustissime osservazioni degli operatori dei Sert sull’ingiustificato accanimento contro i trattamenti metadonici con argomentazioni da Azzeccagarbugli.
L’unica cosa azzeccata oggi era il luogo della conferenza: i 300.000 td.ti italiani da eroina (un quinto dei quali in trattamento metadonico) devono fare molto affidamento sulla Provvidenza!”.
 
Manfredi (348/5335305)
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  Torino, 21 giugno 2003
ORARI DI CHIUSURA DISCOTECHE E PROIBIZIONISMO ALCOOL/RADICALI: “IL GOVERNO ABBAIA MA NON MORDE!”. E INTANTO LA LEGGE- QUADRO SUI CONSUMI ALCOLICI E’ INATTUATA E GLI AUTOVELOX E GLI ETILOMETRI SONO OGGETTI RARI…
 
Rispetto al disegno di legge del governo che fissa l’orario di chiusura delle discoteche alle 3 di notte e istituisce dalle 3 alle 5 di notte il proibizionismo sugli alcoolici, Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha commentato:
 
“Da tredici anni, ogni governo ha denunciato fermamente le “stragi del sabato sera” ed ha promesso interventi rapidi e risolutivi; promesse non mantenute. La legge quadro in materia di alcool e di problemi alcolcorrelati (L. 30 marzo 2001, n. 125) è carta straccia: all’art. 3, comma 2, è scritto che “entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge (quindi entro il 17 giugno 2001, ndr) il Ministro dell’interno adotta i provvedimenti opportuni affinchè siano intensificati i controlli sulle strade durante le ore in cui è maggiore il rischio di incidenti legati al consumo e all’abuso di alcol, dotando gli addetti ai controlli di attrezzature idonee, secondo una distribuzione territoriale sufficiente a garantire un’attività di controllo continuativa.”. Sono passati due anni ma gli autovelox e gli etilometri sono ancora oggetti rari (in Veneto funzionano 4 etilometri, ne servirebber o 600/fonte trasmissione “Report” della RAI)…
Non parliamo poi di quel passaggio della legge che sancisce il divieto della pubblicità di bevande alcoliche e superalcoliche che “rappresenti in modo positivo l’assunzione di bevande alcoliche o superalcoliche...” (art. 13, comma 2, lettera c); chi trasmette tali pubblicità dovrebbe pagare una sanzione da 5 a 20 milioni, raddoppiata per ogni ulteriore trasgressione; se tale sanzione venisse applicata, la maggior parte delle emittenti (compresa la RAI) dovrebbero chiudere i battenti per fallimento!
Per finire, chi controlla il rispetto del divieto di vendita di alcoolici ai minori di 16 anni? In Spagna a chi sgarra chiudono il locale, in Italia aspettiamo ancora oggi l’applicazione delle multe…
La verità è questa: rispetto ad un proibizionismo su alcune droghe (eroina e cannabis) feroce e criminogeno, rispetto ad un proibizionismo sul tabacco che sta raggiungendo la ferocia di quello made in USA, chi ci governa ha sempre avuto un occhio di riguardo per le lobbies dei produttori di bevande alcoliche; ora si è accorto che la disparità di trattamento è troppo evidente e fa la voce grossa per coprire il vuoto di iniziative; tanto, tra una settimana andiamo tutti al mare e a settembre ci sarà un’altra emergenza da affrontare… naturalmente solo a parole!”.
 
Manfredi (348/5335305)
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  Torino, 17 aprile 2003
Al capo redattore
de “La Stampa” di Cuneo
 
(con richiesta di cortese pubblicazione)

 
Il vostro pezzo di sabato 12 (“Appello dei radicali: <<Basta proibire le droghe leggere>>”) a commento dell’affollato dibattito sul proibizionismo della sera prima è corretto e completo, tranne un aggettivo di troppo nel titolo. Il Partito Radicale transnazionale lotta per abolire il proibizionismo non solamente sulle droghe leggere, ma su tutte le droghe proibite, perché non dimentica, come fanno i proibizionisti (in buona o mala fede), quanto accadde negli Stati Uniti, fra il 1919 e il 1933, quando fu proibita la “droga” alcool: migliaia di persone morirono per aver bevuto “alcool di legno”, alcool contraffatto acquistato sul mercato criminale che bruciava, letteralmente, le budella di chi non poteva permettersi liquori meno adulterati; altre migliaia morirono negli scontri fra le bande di spacciatori di alcool e fra queste e la polizia; gli Al Capone prosperarono, nonostante la repressione della polizia (quella non cor rotta dai soldi mafiosi) portasse a migliaia di arresti (soprattutto di bravi padri di famiglia che volevano semplicemente bere un goccetto), a migliaia di sequestri di locali, di barili e di bottiglie. Ebbene, quanto accadde allora in America è quanto accade, da almeno trent’anni, in tutto il mondo; è ora di dire basta a un’ideologia proibizionista che ha moltiplicato solamente all’ennesima potenza i danni delle sostanze. E’ ora di cercare strade alternative, sapendo che non partiamo da zero: a trecento chilometri da Cuneo, in Svizzera, da dieci anni migliaia di cittadini svizzeri assumono il farmaco eroina (quello inventato dalla Bayer cent’anni fa, non la droga di strada) sotto controllo medico; in Olanda da quasi trent’anni milioni di cittadini europei sono andati nei coffe-shop a fumarsi uno spinello. Né in Svizzera né in Olanda la situazione dell’ordine pubblico è peggiorata, anzi... Non la faccio lunga: chi intende fare una piccola cosa per cercare di fermare una grande sciagu ra vada sul sito www.radicalparty.org e firmi l’Appello della Lega Internazionale Antiproibizionista per la revisione delle convenzioni internazionali proibizioniste. Chi intende illudersi ancora ripetendo la litania “il proibizionismo serve, non è stato attuato bene” applauda i nuovi proclami di Gianfranco Fini, che vuole replicare, dieci anni dopo, la svolta repressiva di Bettino Craxi; nell’aprile 1993 i cittadini italiani dissero “no” alla “dose minima giornaliera” di Craxi, sapranno dire nuovamente “no” alla “quantità massima tollerabile” di Fini.
 
Bruno Mellano
(consigliere regionale radicale)
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  Torino, 11 aprile 2003
DROGHE/SINDACO DI TORINO FIRMA APPELLO LEGA INTERNAZIONALE ANTIPROIBIZIONISTA “PER LA RIFORMA DELLE CONVENZIONI ONU”.
 
Nei giorni scorsi i consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano avevano scritto sia a Sergio Chiamparino (sindaco di Torino) sia a Mercedes Bresso (Presidente Provincia di Torino), chiedendo loro di sottoscrivere l’Appello lanciato dalla LIA (Lega Internazionale Antiproibizionista) e rivolto al Segretario Generale e agli Stati membri dell’ONU affinché venga avviato un processo di riforma delle Convenzioni ONU in occasione della conferenza di revisione delle politiche ONU sulle droghe, che è iniziata a Vienna e che si concluderà il 16 e 17 aprile con una seduta pubblica.
 
Oggi Sergio Chiamparino ha comunicato di aver sottoscritto l’Appello.
 
Il sindaco di Torino si aggiunge ai 6469 cittadini di 87 Stati che hanno finora firmato il documento antiproibizionista (l’elenco degli aderenti è su www.radicalparty.org, dove è anche possibile sottoscrivere); 231 di essi sono membri di Assemblee legislative (fra cui 16 consiglieri regionali piemontesi, sia di centro-destra che di centro-sinistra).
 
Palma e Mellano hanno dichiarato:
 
“Non è la prima volta che il sindaco di Torino prende pubblicamente posizione in tema di libertà civili, non nascondendosi dietro comodi silenzi e rimozioni. Il deputato Chiamparino aveva sottoscritto nel 1996 una proposta di legge per la legalizzazione dei derivati della cannabis (assieme, guarda un po’, all’attuale ministro del Welfare Roberto Maroni!). Il sindaco Chiamparino deve affrontare i costi che il regime proibizionista esistente rispetto ad alcune droghe impone alla città e ai suoi abitanti: solo a Torino e cintura 10.000 cittadini sono costretti ogni giorno a rivolgersi agli spacciatori per avere quell’eroina che, a 200 chilometri, in Svizzera, è prescritta dai medici senza problemi né sanitari né di ordine pubblico. I risultati di questa politica droghe sono sotto gli occhi di Chiamparino e di tutti: morti, atti di violenza, insicurezza diffusa, inquinamento del sistema economico da parte delle narcomafie transnaziona li.
Invitiamo i cittadini a seguire l’esempio del loro sindaco, sottoscrivendo l’Appello nelle sedi o sui siti radicali; solo una estesa e trasversale mobilitazione potrà indurre la Commissione Narcotici dell’ONU, a Vienna, a rivedere l’impostazione delle Convenzioni Internazionali sulle droghe; l’ideologia proibizionista ha fallito; servono politiche pragmatiche, a livello mondiale e locale.
Signor Sindaco, perché non riprendere e attuare la nostra proposta di una narcosala a Torino?”.
 
 
Palma (348/5335301)
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  Torino, 8 aprile 2003
DROGHE/GIOVEDI' CONFERENZA STAMPA IN CONSIGLIO REGIONALE: "PER LA RIFORMA DELLE CONVENZIONI ONU SULLE DROGHE". PARTECIPA MARCO CAPPATO (europarlamentare radicale).
14 CONSIGLIERI REGIONALI HANNO SOTTOSCRITTO L'APPELLO DELLA LEGA INTERNAZIONALE ANTIPROIBIZIONISTA.

 
La conferenza stampa si terrà giovedì 10 aprile, alle ore 16:30, presso il Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15, Sala dei Presidenti, piano terra).
 
Saranno presenti:
-         Marco Cappato (coordinatore al Parlamento Europeo della Lega Internazionale Antiproibizionista-LIA);
-         Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali);
-         molti dei consiglieri regionali che hanno sottoscritto l'Appello della LIA per la riforma delle Convenzioni ONU sulle Droghe, in vista della riunione, la prossima settimana, a Vienna della Commissione ONU sui Narcotici, per fare un bilancio della campagna lanciata nel 1998 da Pino Arlacchi "Un mondo senza droghe entro il 2008".
 
Oltre a Mellano e Palma, hanno finora firmato l'Appello antiproibizionista i consiglieri: Cristiano Bussola (Forza Italia), Angelo Burzi (Forza Italia), Luca Caramella (Forza Italia), Mario Contu (Rifondazione Comunista), Pino Chiezzi (Comunisti Italiani), Daniele Cantore (Forza Italia), Giuliana Manica (DS), Rocchino Muliere (DS), Rocco Papandrea (Rif. Comunista), Angelino Riggio (DS), Wilmer Ronzani (DS) e Marisa Suino (DS).
 
 
Marco Cappato parteciperà giovedì sera, alle ore 21:00, a Cuneo (Centro Incontri della Provincia, c.so Dante n. 41), ad un dibattito pubblico su "Il proibizionismo sulle droghe è un crimine?". Interverranno a Cuneo anche William Casoni (vice-presidente Regione Piemonte, AN), Mauro Mantelli (vice-sindaco di Cueo, DS) e Giuseppe Forlano (Gruppo Abele).
 
 
Per ulteriori informazioni: 011/5757401-402
 
L'Appello della LIA può essere sottoscritto sul banner di www.radicalparty.org
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  “IL PROIBIZIONISMO SULLE DROGHE E’ FALLITO: E’ NECESSARIA ED URGENTE UNA REVISIONE DELLE CONVENZIONALI INTERNAZIONALI SULLE DROGHE”
 
GIOVEDI’ 10 APRILE 2003, ORE 16:30
TORINO, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE
VIA ALFIERI n. 15  (Sala dei Presidenti, piano terra)
 
CONFERENZA STAMPA (aperta al pubblico)
con
MARCO CAPPATO (europarlamentare radicale)
BRUNO MELLANO (consigliere regionale radicale)
 
 
Saranno presenti anche Carmelo Palma (consigliere regionale radicale) e alcuni dei 20 consiglieri regionali firmatari dell’Appello della Lega Internazionale Antiproibizionista/LIA per la revisione delle Convenzioni internazionali sulle droghe.
Puoi sottoscrivere l’Appello sui siti radicali: radicalparty.org – radicali.it
 
 
Marco Cappato parteciperà giovedì sera, alle ore 21:00, a Cuneo (Centro Incontri della Provincia, c.so Dante n. 41) ad un dibattito pubblico su “Il proibizionismo sulle droghe è un crimine?”. Interverranno al dibattito William Casoni (vicepresidente Regione Piemonte, AN), Mauro Mantelli (vicesindaco di Cuneo, DS) e Giuseppe Forlano (Gruppo Abele).
 
Per ulteriori informazioni: 011/5757401-402
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  L'ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA
IL GRUPPO CONSILIARE RADICALE PIEMONTESE
IL MOVIMENTO GRUPPO CAVOUR
Dibattito Pubblico
"Il Proibizionismo sulle droghe  
 E’ UN CRIMINE ?"

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GIOVEDÌ 10 APRILE 2003
Sala "B"
Centro Incontri della Provincia in C.so Dante, 41 CUNEO
ore 21.00
Con
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Marco CAPPATO europarlamentare radicale 
William CASONI vicepresidente Regione Piemonte
Giuseppe FORLANO formatore università di strada / Gruppo Abele   Mauro MANTELLI
vicesindaco Cuneo
Moderatore:
Bruno MELLANO consigliere regionale radicale
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Saranno presenti :
Carmelo Palma consigliere regionale radicale Lista Emma Bonino
Federico Musso dell’Associazione Gruppo Cavour di Cuneo
Chiara Gribaudo della segreteria provinciale Sinistra Giovanile
Andrea Borsoi coordinatore provinciale giovani della Margherita
Gianluca Casale Alloa vicepresidente prov. Azione Giovani
Un esponente locale del coordinamento Giovani Padani.
Oltre 200 Parlamentari di 27 nazioni chiedono una riforma antiproibizionista delle convenzioni internazionali sulle droghe. La risoluzione dei Parlamentari è stata formalmente presentata al Parlamento Europeo e nei Parlamenti nazionali di Canada, Grecia, Nuova Zelanda e Colombia. 15 consiglieri regionali Piemontesi hanno sottoscritto l'appello della Lega Internazionale Antiproibizionista (L.I.A.).
FIRMA: L’APPELLO PER LA " RIFORMA DELLE CONVENZIONI INTERNAZIONALI " su: WWW.RADICALPARTY.ORG cliccando sul banner della L.I.A.
PER INFORMAZIONI: tel. 011.5757401/402

Bruno Mellano 348 5335302
Pizzini Gianni348.5335303
www.associazioneaglietta.it
 
10121 Torino   Via Alfieri, 19  
Tel. 011.57.57.401/402
Fax 011.230.90.05
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Torino, 21 ottobre 2002
NARCOSALAS A TORINO/I RADICALI VIALE E PALMA CHIEDONO DI ESSERE SENTITI DALLA COMMISSIONE DI ESPERTI ISTITUITA DAL COMUNE.
Quest'oggi, gli esponenti radicali Silvio Viale (presidente Ass. Radicale A. Aglietta, già consigliere comunale di Torino, per anni impegnato nei servizi tossicodipendenze) e Carmelo Palma (consigliere regionale, membro della Commissione Sanità, già consigliere comunale di Torino e presidente della Sottocommissione consiliare sulle tossicodipendenze) hanno inviato una lettera all'Assessore comunale ai Servizi Sociali, Stefano Lepri (e, per conoscenza, al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale di Torino), richiedendo un'audizione presso la Commissione di esperti istituita un mese fa per esaminare la fattibilità della creazione di una o più "narcosalas" a Torino.
Viale e Palma hanno dichiarato:
"In agosto, fummo fra i primi a sollecitare una riflessione seria e approfondita da parte dell'amministrazione comunale sulla necessità ed urgenza di istituire in città luoghi dove i cittadini tossicodipendenti potessero assumere sostanze illegali sotto controllo medico, in condizioni igienico-sanitarie imparagonabili a quelle della strada, con la prospettiva concreta di essere poi inseriti nel normale circuito dei SERT e delle comunità. In settembre, organizzammo sotto il Comune la proiezione pubblica di una video-cassetta su quanto avviene da oltre due anni nella narcosala di Madrid, grazie ai finanziamenti del Comune e del governo centrale (entrambi "popolari" di centro-destra); in tale occasione, consegnammo copia del filmato ad Assessore, Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale. Ora, riteniamo utile rifornire la Commissione di esperti delle nostre valutazioni, dei nostri dati, delle nostre indicazioni, frutto di u n'attenzione alle dinamiche criminali del mercato proibizionista su alcune droghe che dura ormai da oltre un decennio.
Vogliamo sottolineare qui solo questo elemento: la drastica riduzione delle overdosi mortali non deve far dimenticare ciò che accade ogni giorno nelle strade di Torino: migliaia di giovani, in gran parte sconosciuti ai servizi, si riforniscono al mercato nero e assumono sostanze di cui non conoscono la composizione chimica. La narcosala è un ponte che può essere lanciato nei loro confronti, senza la necessità di dover modificare la legislazione esistente; la narcosala è uno strumento di riduzione del danno perfettamente compatibile con il proibizionismo, come insegna l'esperienza spagnola.".
348/5335310 (Viale) 348/5335301 (Palma)
Su www.coranet.org, link "Narcosalas subito!" con informazioni sulle narcosalas.
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Torino, 2 ottobre 2002
RADICALI: "PRESIDENTE GHIGO, PRENDA PUBBLICAMENTE POSIZIONE CONTRO IL DECRETO GOVERNATIVO SUI SERVIZI TOSSICODIPENDENZE".
Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali) e Giulio Manfredi (Direzione Coordinamento Radicale Antiproibizionista) hanno dichiarato:
"Il 2 agosto scorso la Giunta Regionale dell'Emilia Romagna ha deliberato di ricorrere alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione in merito al Decreto Ministeriale del 14 giugno sull'organizzazione dei servizi tossicodipendenze. La Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome, nella seduta dell'11 luglio scorso, aveva formalmente chiesto al Governo di ritirare tale decreto in quanto palesemente lesivo delle competenze regionali in materia di tutela della salute (art. 117 cost., comma 3, come modificato dalla L. cost. n. 3/2001) e nettamente in contrasto con i contenuti dell'Intesa interistituzionale tra Stato, Regioni ed Enti locali, sottoscritta il 30 maggio scorso. E', inoltre, evidente la discrasia esistente fra il Decreto Sirchia ed il complesso normativo sin qui posto a disciplinare l'organizzazione dei SERT e, in particolare, lo specifico aspetto dei rapporti fra st rutture del SSN ed il pr ivato sociale (un esempio per tutti: il decreto stabilisce che il Prefetto possa inviare le persone segnalate per consumo di stupefacenti anche nelle comunità private, mentre l'art. 75 del DPR 309/90 parla solo di invio ai SERT).
Sappiamo che il Presidente Enzo Ghigo, in qualità di Presidente della Conferenza Stato-Regioni, ha difeso sovente l'autonomia regionale da indebite interferenze centralistiche; lo invitiamo a farlo anche in questo caso, sia con dichiarazioni pubbliche sia con puntuali atti amministrativi. Sulla scorta di quanto già fatto dalla Regione Emilia-Romagna, può trasmettere – nella sua veste di Presidente della Regione Piemonte e d'intesa con l'Assessore alla Sanità - una direttiva ai Direttori Generali e ai Responsabili SERT delle 22 ASL piemontesi nella quale li si invita a continuare a garantire la piena applicazione della normativa regionale attualmente in vigore e dei correlati atti organizzativi aziendali in materia di servizi per le tossicodipendenze, in attesa che il governo prenda posizione sulla richiesta avanzata dalle Regioni di ritiro del decreto e che la Consulta si esprima sul ricorso per conflitto d'attribuzione.".
Torino, 2 ottobre 2002
Per ulteriori informazioni: Giulio Manfredi (348/5335305)
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Torino, 13 settembre 2002
NARCOSALAS A TORINO: PARTITA LA COMMISSIONE DI ESPERTI.LUNEDI' 16 MANIFESTAZIONE RADICALE SOTTO IL MUNICIPIO. PER APPROFONDIMENTI, SU www.coranet.org, link "NARCOSALAS SUBITO!".
Lunedì 16 settembre 2002, dalle ore 16 alle ore 18, i militanti radicali manifesteranno sotto il Municipio di Torino (Piazza Palazzo di Città), durante i lavori del primo Consiglio Comunale convocato dopo la pausa estiva.
I radicali chiederanno l'istituzione di una o più narcosalas, luoghi in cui i cittadini tossicodipendenti: possano consumare la droga di strada (la droga "proibita") in condizioni igienico-sanitarie migliori di quelle dellastrada; possano far analizzare le sostanze che consumano; possano accedere più facilmente ai servizi socio-sanitari (a Torino almeno un tossicodipendente su due non è in contatto stabile con i Sert). Silvio Viale (Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Carmelo Palma (consigliere regionale radicale) hanno dichiarato:
"Salutiamo con soddisfazione l'inizio dei lavori della commissione di esperti, nominati dall'Assessore ai Servizi Sociali, Stefano Lepri, che avrà due mesi di tempo per esprimere un giudizio di fattibilità sulle "narcosalas". Chiediamo alle istituzioni due cose: che la commissione sia integrata con uno o più rappresentanti degli operatori di strada, la cui esperienza sul campo è preziosa e indispensabile; che la commissione possa andare a verificare il lavoro svolto in questi anni nelle "narcosalas" europee, a partire da quella di Madrid (finanziata dal Comune e dal Governo centrale, entrambi di centro-destra).
Lunedì forniremo un piccolo contributo di conoscenza, proiettando in piazza il video sull'esperienza spagnola e consegnandone copia al Sindaco Chiamparino, all'Assessore Lepri e al Presidente del Consiglio Comunale, Mauro Marino.".
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Torino, 8 settembre 2002
DROGA: RADICALI 'RAGAZZO SUICIDA DI ISOLABELLA, NUOVA VITTIMA DI UNA LEGGE CRIMINOGENA'
Marco, 26 anni, responsabile della Pro Loco di Isolabella, a pochi chilometri da Torino, si è suicidato impiccandosi dopo essere stato condannato a 4 mesi, per la detenzione di due bustine contenenti alcuni grammi di marijuana.
Dichiarazione di Carmelo Palma, capogruppo radicale al Consiglio Regionale del Piemonte, e di Silvio Viale, Presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino:
"La macabra contabilità, a cui spesso ci costringe la "rigorosa" legislazione proibizionista, deve essere nuovamente aggiornata.
All'impennata dei morti per overdose, che si sono registrati in agosto a Torino grazie agli effetti del mercato libero e criminale delle droghe proibite, va aggiunto il caso di questo ragazzo morto per vergogna e disperazione. Gli uni e gli altri non sono vittime della droga, ma di una legislazione implacabile nel condannare le vittime, e generosa nell'ingrassarne i carnefici.
Nei Tribunali del nostro paese, si contano a migliaia i casi di tanti Marco, che, a seconda delle circostanze, della fortuna, dell'intelligenza o dell'ottusità dei loro giudici e difensori, possono essere "eletti" pubblicamente criminali per il solo fatto di farsi le canne, o possono scampare più o meno casualmente alla condanna, dimostrando di non essere "mercanti di morte" per il solo fatto di acquistare, detenere e consumare da soli o in gruppo la propria "erba".
Al di là delle questioni di diritto o di principio, di cui pure bisognerebbe occuparsi e preoccuparsi per impedire che il proibizionismo corrompa e faccia letteralmente marcire dati spiccioli di buon senso e di civiltà giuridica, tutti dovrebbero riflettere sull'insostenibilità di una legislazione che infligge pene enormemente più crudeli e pericolose dei comportamenti che vorrebbe reprimere."

Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
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Torino, 29 agosto 2002
NARCOSALAS A TORINO/LA NONA VITTIMA DA OVERDOSE MUORE NELLA SEDE DELLA CIRCOSCRIZIONE DI PORTA PALAZZO. SE SI FOSSE  INIETTATA LA DROGA DI STRADA IN UNA NARCOSALA, FORSE SAREBBE ANCORA VIVA… RADICALI: "ALL'URLO DI CHI CREPA RISPONDERA' IL SILENZIO DELLA POLITICA?".
Gli esponenti radicali Carmelo Palma, Giulio Manfredi e Silvio Viale hanno dichiarato: "Walter Marengo è morto ieri nei bagni della sede della settima circoscrizione di Torino; è la nona vittima di overdose da "droga di strada" in quaranta giorni. Apprendiamo dalla cronaca de La Repubblica che nei giorni scorsi si era confidato con gli operatori dell'unità di strada, denunciando che la "roba" che si trova in giro ad agosto "è una schifezza, ci mettono dentro di tutto… E la cosa peggiore è che quelli come me sono così mal messi da farsi anche di quella".
Vogliamo sottolineare due cose incontestabili: la prima è che Walter Marengo non è stato ucciso dall'"eroina", ma da quella sostanza che il mercato nero e criminale gli ha venduto in una strada di Torino; la seconda è che se Walter Marengo si fosse iniettato la "droga di strada" non nei bagni di una circoscrizione ma in una "narcosala" forse sarebbe ancora vivo, perché avrebbe ricevuto subito tutta l'assistenza sanitaria adeguata per superare l'overdose e dopo tutta l'assistenza psico-sociale adeguata per farla finita con siringhe e spacciatori.
Il presidente della settima circoscrizione, Luciano Barberis (eletto dal centro-destra), alla notizia dell'ennesima morte, rilancia la sua proposta di una "narcosala" a Torino, chiede alla politica di agire, al sindaco di insistere, al Parlamento di muoversi; il Coordinamento degli operatori dei servizi a bassa soglia del Piemonte diffonde un appello in cui mette a disposizione delle istituzioni sia l'esperienza maturata in questi anni sulle strade di Torino sia l'esperienza acquisita in questi anni sulle strade d'Europa, andando a visitare le "injecting rooms" in Spagna, Svizzera, Germania, Olanda.
Non basta: chiediamo che nelle prossime ore, nei prossimi giorni, tutte le forze politiche prendano posizione, a livello locale e nazionale, approfittando dell'arrivo a Torino, nei prossimi giorni, di molti leaders per partecipare alle feste di partito di settembre: si apra un dibattito serio e approfondito e si arrivi a soluzioni concrete."

Per ulteriori informazioni: Palma (348/5335301) – Manfredi (348/5335305) – Viale (348/5335310).

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  Torino, 23 agosto 2002
NARCOSALAS A TORINO/RADICALI: "BENE CHIAMPARINO, SI DECIDA SUBITO".
 "CHIAMPARINO AUSPICA CHE LA DISCUSSIONE NON SIA UN FUOCO DI PAGLIA AGOSTANO MA PORTI A CONCLUSIONI CONCRETE; ANCHE PER QUESTO, CHIEDIAMO CHE FRA GLI ESPERTI CHIAMATI A DECIDERE VI SIANO OPERATORI DI STRADA…".

  
Silvio Viale (Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Carmelo Palma (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Coordinamento Radicale Antiproibizionista) hanno dichiarato:
"Nell'intervista rilasciata a Repubblica, il sindaco di Torino ha detto cose tanto significative quanto impegnative: l'assunzione di responsabilità in prima persona "per cercare di salvare tutti insieme delle vite umane"; la consapevolezza del bagaglio di esperienze di riduzione del danno, grazie al lavoro comune di servizi pubblici e privati, accumulatosi a Torino in questo decennio; la volontà di non ridurre tutto a "una discussione di agosto" ma di arrivare a "conclusioni concrete".
Siamo d'accordo con lui, e riterremmo poco dignitoso per la Città se il balletto di favorevoli e contrari si riducesse semplicemente a fornire "materiale giornalistico" per le pagine agostane, e non per giungere, comunque, ad una decisione. E proprio per questo, chiediamo che l'Amministrazione comunale definisca una agenda di tempi e di atti precisi, impegnandosi a rispettarla.
Proprio perché condividiamo pienamente le parole di Chiamparino, ci permettiamo di suggerire a lui e all'Assessore Lepri di includere fra gli esperti che dovranno fornire un autorevole parere di fattibilità della narcosala torinese anche rappresentanti di quegli operatori di strada, di quei servizi a bassa soglia che, in questi anni, hanno, appunto, abbassato le porte dei servizi sanitari a livello della strada; sono andati a cercare i tossicodipendenti nelle piazze e nei luoghi di spaccio; hanno, infine, acquisito un prezioso e indispensabile "know how"
. Riteniamo che la commissione di esperti non possa prescindere dal contributo di chi ha fatto concretamente, ogni giorno, riduzione del danno."
N.B. Sul sito www.radioradicale.it (chiave di ricerca "narcosalas") è disponibile il video prodotto dalla Città di Madrid sulla Narcosala di Las Barranquillas.
 
Per ulteriori informazioni: Viale (348/5335310) – Palma (348/5335301) – Manfredi (348/5335305).
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Torino, 21 agosto 2002
SINDACO DI TORINO DICE "SI" ALLE NARCOSALAS.
RADICALI: "ANCORA UNA VOLTA CHIAMPARINO DIMOSTRA CORAGGIO E SENSIBILITA'; SUBITO UNA RIUNIONE IN COMUNE DEGLI OPERATORI INTERESSATI… E A SETTEMBRE, DIBATTITO IN CONSIGLIO REGIONALE ."

Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali) hanno dichiarato: "Sergio Chiamparino è il primo sindaco di una grande città italiana a pronunciarsi pubblicamente a favore di una sperimentazione nel proprio Comune delle "narcosalas", locali dove i cittadini tossicodipendenti possano iniettarsi droga di strada sotto controllo medico. Occorre ora che alle dichiarazioni impegnative seguano fatti conseguenti: l'amministrazione comunale, d'intesa con le ASL, convochi ai primi di settembre una riunione di tutti gli operatori del servizio pubblico e delle comunità private interessati a partecipare alla sperimentazione, sulla scorta dell'esperienza, largamente positiva, delle unità di strada. Da parte nostra, ci attiveremo perché a settembre il Consiglio Regionale del Piemonte compia un "check-up" degli interventi in atto sul territorio (carceri comprese) per la prevenzione e cura delle tossicodipendenze.
Rispetto alle obiezioni sollevate relative a presunte violazioni della legge, che vieta di adibire locali pubblici, circoli privati, immobili e veicoli all'uso e consumo di sostanze stupefacenti, è del tutto evidente che tale norma intende colpire spacciatori e loro fiancheggiatori ed esula completamente dalle finalità delle "narcosalas", finalità terapeutiche di osservazione e controllo sanitari dei cittadini tossicodipendenti per ridurre i danni derivanti dal consumo della droga proibita (si fa per dire); in Spagna, Olanda, Germania esistono leggi simili a quella italiana, ma le "narcosalas" sono operative da anni...".
 
Per ulteriori informazioni: Silvio Viale (348/5335310).
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Torino, 20 agosto 2002
NARCOSALAS A TORINO/RADICALI: "CHIAMPARINO ABBIA IL CORAGGIO DI RECUPERARE E ATTUARE L'ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DALL'ULIVO SEI ANNI FA, CHE LE PREVEDEVA."

Silvio Viale (Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Direzione Coordinamento Radicale Antiproibizionista) hanno dichiarato:  
"L'appello di politici, medici, operatori torinesi volto all'istituzione in città di "narcosalas" dove i cittadini tossicodipendenti possano iniettarsi la droga di strada sotto assistenza medica deve essere prontamente recepito dall'amministrazione comunale. Il sindaco Chiamparino deve recuperare e finalmente attuare l'ordine del giorno "Palma-Viale", approvato dal Consiglio Comunale di Torino il 10 settembre 1996 e mai concretizzato dalle amministrazioni di centro-sinistra che si sono succedute da allora.
In questo documento, in premessa, si parla dell' "estrema e pericolosa instabilità del mercato clandestino delle droghe illegali, che sempre ed ovunque rappresenta il primo, più grave e rilevante fattore di rischio per i consumatori di eroina" e si citano, fra gli esempi di riduzione del danno, "le "Fixerstube" tedesche, centri a bassa soglia in cui alla possibilità per i tossicodipendenti da oppiacei di consumare "liberamente" droga, senza rischiare l'intervento delle forze di polizia, si affianca l'offerta di servizi sociali e sanitari da parte delle istituzioni pubbliche… i risultati di queste politiche hanno complessivamente concorso a ripristinare migliori condizioni di sicurezza nelle città ed un migliore livello di assistenza dei cittadini tossicodipendenti ed a orientare i consumi di droghe, e più in generale gli stili di vita dei consumatori, verso forme socialmente più sostenibili o, comunque, meno diromp enti…".
L'odg impegna l'amministrazione comunale a "lavorare al più presto (anche, laddove i vincoli della legislazione lo imponessero, a titolo di semplice prefigurazione) ad un progetto sulla Città e le droghe che consenta a Torino di proporsi – con il concorso delle competenze, dei saperi e delle esperienze che la Città offre – come laboratorio dell'innovazione e della riforma anche sui temi delle politiche sulle droghe".
 
Sei anni dopo, la situazione è ancora quella descritta nel documento; nel frattempo, anche nella cattolica e conservatrice Spagna di Aznar, sono state aperte le "narcosalas", a riprova del fatto che l'esigenza di intraprendere iniziative nuove attraversa e supera gli schieramenti politici, come testimoniano le coraggiose dichiarazioni del presidente della Circoscrizione 7 (Porta Palazzo), Luciano Barberis, eletto dal centro-destra. Il sindaco Chiamparino, l'assessore Lepri hanno a disposizione tutta l'esperienza accumulata in questi anni sia dai servizi pubblici sia dalle comunità private; si tratta di investire tale bagaglio di conoscenze in strade nuove che superino l'attuale, intollerabile, pregiudizio proibizionista.".
  
Per informazioni: Viale (348/5335310) – Manfredi (348/5335305)
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Torino, 12 febbraio 2002
REGIONE PIEMONTE: APPROVATA LEGGE DI INCENTIVI PER L'AVVIAMENTO AL LAVORO DI TOSSICODIPENDENTI E ALCOLDIPENDENTI.
Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato quest'oggi all'unanimità una proposta di legge dei consiglieri regionali radicali Palma e Mellano, che modifica la legge regionale 28/93, ed estende a tossicodipendenti e alcoldipendenti i benefici e le agevolazioni previste dalla normativa regionale per altre categorie svantaggiate dal punto di vista socio-occupazionale.
Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano:
"La L.R. 28/93 è una legge "datata", di cui occorrerebbe profondamente riesaminare la natura ibrida ed i meccanismi di funzionamento (in parte di incentivo alle assunzioni, in parte di promozione della 'piccola' imprenditoria). Purtuttavia, sino alla sua modifica, costituisce il quadro di riferimento delle scelte regionali in materia di "politiche attive del lavoro". In questo senso, era, sino ad oggi, logicamente incoerente che dall'applicazione dei benefici previsti fossero esclusi tossicodipendenti (e alcoldipedenti) ed ex tossicodipendenti (ed ex alcoldipendenti), che non rientrassero, contestualmente, in altre fattispecie indicate dalla legge (disabilità o trascorsi di detenzione carceraria).
La modifica della legge Regionale 28/93, è sicuramente tempestiva, in quanto la Regione Piemonte si accinge ad emanare i bandi relativi al finanziamento dei progetti di prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza mediante il Fondo Nazionale di intervento per la lotta alla droga (di cui alla Legge 18 febbraio 1999, n. 45) ed una parte dei progetti e dei finanziamenti sarà relativo ad interventi finalizzati a incrementare l'occupabilità o a favorire il collocamento lavorativo di cittadini ex tossicodipendenti o tossicodipendenti in trattamento.
Poiché la riforma approvata riguarda l'intera popolazione tossicodipendente- e non solo i cosiddetti "ex"- l'aspetto più significativo di questa modifica "tecnica" è la fuoriuscita della normativa regionale dalla logica "premiale"- tipica delle leggi in materia di droga e tossicodipendenze- secondo cui i diritti, garantiti ad alcuni soggetti "svantaggiati", sono riconosciuti ai tossicodipendenti solo se questi diventano "buoni", e non quando, come avviene nella stragrande maggioranza dei casi, sono impegnati a ricostruire, in percorsi di trattamento lunghi e contradditori, condizioni migliori di vita socio-relazionale. Da questo punto di vista, occorre considerare l'inserimento lavorativo e la formazione al lavoro come strumenti di promozione e di riabilitazione sociale dei tossicodipendenti, e non solo come un "premio" da corrispondere alla fine del cosiddetto percorso trattamentale."
Per informazioni: 348-5335301 (Palma) 348-5335302 (Mellano)
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Torino, 9 febbraio 2001
LISTA BONINO E CORA SU DICHIARAZIONI MINISTRO VERONESI SU SPINELLI: «LA RAGIONEVOLEZZA DI VERONESI E' PARI SOLO ALL'IPOCRISIA DEL CENTRO-SINISTRA»
Carmelo Palma (consigliere regionale della Lista Bonino) e Giulio Manfredi (esponente del Coordinamento Radicale Antiproibizionista) hanno dichiarato:
«Ancora una volta il ministro della Sanità Veronesi non si è sottratto al compito di fare informazione e non terrorismo sulle droghe: nell'intervistaa "Panorama", premettendo «di essere contrario alle droghe in maniera totale», punta l'indice sul consumo smodato di psicofarmaci (di cui nessuno parla, tantomeno i proibizionisti alla Gasparri), inserisce i rischi della cannabis nel loro giusto contesto e pone, invece, l'accento sui rischi sanitari di quella che è chiamata "ecstasy" ma è in realtà il risultato di «62 diverse mescolanze». A tale proposito, ricordiamo che un mese fa abbiamo interpellato i ministri Veronesi, Turco e Fassino per chiedere loro di emanare una circolare che "legalizzi" le analisi chimiche delle droghe sintetiche; finora, la risposta è stata il silenzio.
D'altronde, cos'altro aspettarsi da una maggioranza di centro-sinistra che ora e nel prossimo futuro inseguirà il centro-destra nel proporre "ordine e sicurezza" (quale ordine, quale sicurezza?) e che nel passato ha compiuto una sola scelta politica significativa in materia: far nominare Pino Arlacchi "zar antidroga dell'ONU" solamente per permettere la discesa in campo di Antonio Di Pietro nel Mugello».
Per informazioni: Carmelo Palma (0348/5335301) – Giulio Manfredi (0348/5335305).
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Roma, 15 gennaio 2001
LISTA BONINO E CORA: VERONESI E' FAVOREVOLE ALLE ANALISI CHIMICHE DELLE DROGHE SINTETICHE? BENE, EMANI SUBITO UNA CIRCOLARE CHE CONSENTA AGLI OPERATORI SANITARI DI FARLE...
Carmelo Palma (consigliere regionale della Lista Bonino e membro della Consulta degli esperti sulle tossicodipendenze) e Giulio Manfredi (membro della Direzione Politica del CORA) hanno dichiarato:
« E' la prima volta che un ministro della Sanità pone all'attenzione dell'opinione pubblica il problema dei controlli sanitari sulle migliaia di pasticche che circolano nei locali notturni; in Olanda, dal 1993, gli operatori sanitari effettuano analisi chimiche gratuite davanti a discoteche e "raves" per permettere ai ragazzi di sapere cosa ingeriscono; ciò ha permesso di tenere le sostanze più pericolose fuori dal mercato e di entrare in contatto con il mondo sommerso dei consumatori. Il ministro della Sanità deve passare dalle parole ai fatti, utilizzando il tempo prezioso che resta prima della fine della legislatura per emanare (di concerto con i ministri della Solidarietà Sociale e della Giustizia) una circolare che consenta agli operatori dei Ser.T. di compiere le analisi chimiche delle sostanze senza essere accusati di agevolare lo spaccio; scriveremo ai ministri Veronesi, Turco e Fassino per chiedere loro di attivarsi in tal senso».
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Torino, 9 gennaio 2001
LISTA BONINO E CORA CHIEDONO AL MINISTRO VERONESI DI MODIFICARE IL NUOVO DECRETO SUI SERVIZI TOSSICODIPENDENZE (CONTRASTA CON LA LEGGE ORDINARIA) E DI PROMUOVERE UN "CHECK-UP" DEI 500 SERT ESISTENTI.
Oggi, Carmelo Palma (consigliere regionale della Lista Bonino in Piemonte e membro della Consulta Nazionale di esperti sulle tossicodipendenze) e Giulio Manfredi (membro della Direzione Politica del CORA) hanno inviato una lettera al Ministro della Sanità, Umberto Veronesi, sottoponendo alla sua attenzione un profilo di illegittimità della bozza del decreto di revisione del DM 444/90, relativo all'organico e alle caratteristiche organizzative dei servizi per le tossicodipendenze (Ser.T.).
L'art. 118 del D.P.R. 309/90 prescrive che « il servizio deve svolgere un'attività nell'arco completo delle ventiquattro ore »; di conseguenza, il Decreto attuativo 444/90 (ancora in vigore) prevede che « Le UU.SS.LL. - tramite i SERT - assicurano l'espletamento delle attività assistenziali ai tossicodipendenti, nell'arco delle ventiquattro ore e per tutti i giorni della settimana»; sono, poi, previsti orari di apertura diversi a seconda dell'utenza (nelle grandi città, 24 ore su 24; nelle altre zone, «per non meno di dodici ore nei giorni feriali e di sei ore nei giorni festivi»). Nel novembre 1997, il governo centrale (su ricorso del CORA) fece modificare dal Consiglio Regionale del Piemonte il Piano Sanitario Regionale poich‚, prevedendo Ser.T. aperti 10 ore nei feriali e 4 nei festivi, «non dispone in conformità alla normativa nazionale vigente che richiede un'apertura continuativa nelle 24 ore sia per i giorni feriali che festivi» (Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Affari Regionali - atto 002480 del 14/11/97).
Nella bozza di decreto di revisione della materia è scritto testualmente:
«I Ser.T. assicurano il servizio per almeno cinque giorni la settimana e otto ore giornaliere, garantendo l'accesso al pubblico per non meno di cinque ore »; il contrasto del decreto con la legge ordinaria è evidente.
Nella loro lettera, gli esponenti antiproibizionisti chiedono al Ministro Veronesi non solo di adeguare il provvedimento alle disposizioni di legge suddette, ma anche di effettuare un vero e proprio "check-up", un'inchiesta ministeriale approfondita e complessiva, sui circa 500 Ser.T esistenti, che fornisca, finalmente, la mappa delle inadempienze di Regioni e Aziende Sanitarie Locali; Palma e Manfredi invitano, infine, il Ministro ad utilizzare lo strumento del "commissario ad acta" (previsto dalla legge sulle tossicodipendenze) per superare tali inadempienze.
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Gruppo Radicali - Lista Emma Bonino
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