Cultura e Istruzione
Mozioni e Ordini del giorno

ODG BUONI SCUOLA [11 giugno 2003]

ODG SUL SEGNALE RAITRE NELLE PROVINCE DI NOVARA, VERCELLI E VERBANO-CUSIO-OSSOLA [10 dicembre 2001]

ORDINE DEL GIORNO N. 348 - INIZIATIVE PER INFORMARE IL SISTEMA SCOLASTICO DEL PIEMONTE SUI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLO STATO REPUBBLICANO, LAICO E DEMOCRATICO
[17 settembre 2001]

ORDINE DEL GIORNO Nš 162 - PUBBLICO E LIBERO CONFRONTO SULLA QUESTIONE DELLA ADOZIONE DEI LIBRI DI TESTO SCOLASTICI [29 novembre 2000]

ORDINE DEL GIORNO N. 95 - SOSTITUZIONE DELL'USO DI ANIMALI NEI LABORATORI DIDATTICO-DIMOSTRATIVI DELLE UNIVERSITA' ITALIANE CON METODI ALTERNATIVI DI STUDIO CHE NON IMPIEGANO ANIMALI


  Torino, 11 giugno 2003
ODG SUL DDL 252
Il Consiglio Regionale del Piemonteimpegna la Giunta regionale a rispettare i seguenti principi per l’adozione del provvedimento di cui al comma 5


-a non prevedere alcuna forma di franchigia per il godimento dei benefici di cui al comma 3 per i nuclei familiari richiedenti il cui reddito imponibile sia uguale od inferiore ai 15.494,00 euro ed a fissare per l’accesso al beneficio di cui al comma 3 un limite di reddito non superiore ai 61.970 euro. Tali limiti di reddito sono indicati con riferimento ad un nucleo familiare di tre persone. La Giunta è chiamata a prevedere ed applicare un coefficiente di determinazione del suddetto limite per i nuclei familiari con un numero di componenti superiore a tre, sulla base di criteri stabiliti in analogia con quelli previsti per la determinazione dell’Indicatore di Situazione Economica;

-a determinare il contributo assegnato in rapporto al reddito imponibile del nucleo familiare richiedente, di modo che:
-nell’ambito delle disponibilità di bilancio, i benefici di cui al comma 3 siano assegnati in base alla graduatoria dei nuclei familiari richiedenti, definita in ordine decrescente di condizione economica;
-i benefici per le famiglie inserite nella fascia di maggiore svantaggio economico sia pari al 75% delle spese effettivamente sostenute.
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ORDINE DEL GIORNO N. 400
Premesso che in alcune aree delle Province di Alessandria, Novara e Verbano Cusio Ossola e in altre aree del Piemonte non si capta il segnale di RAITre Piemonte;
rilevato che questo problema, che si trascina ormai da molti anni, penalizza in modo significativo le comunità locali;
richiamati i solleciti inoltrati dagli Enti locali e dalle Istituzioni regionali al Presidente del Consiglio di Amministrazione RAI affinchè provveda a trovare una soluzione, in tempi brevi, a questo disservizio e rilevato che ad oggi il problema non è stato ancora risolto;
ritenuto che la fruizione di tutti i servizi resi dall’Azienda pubblica radiotelevisiva nazionale, ivi compreso quello dell’informazione locale, e segnatamente, regionale, è un diritto per tutti gli abbonati Rai;
considerato che lo strumento dell’informazione locale aiuta a far meglio conoscere e comprendere l’azione di tutti i livelli di governo regionale e a far crescere la sensibilità dei cittadini per il territorio;
rilevato inoltre che, a seguito del processo di riforma istituzionale e del nuovo ruolo che la Regione verrà ad assumere, l’informazione regionale acquista sempre più una funzione nevralgica e strategica nella costruzione e crescita del rapporto cittadini-Istituzioni
il Consiglio regionale
sollecita
* il Presidente del Consiglio di Amministrazione della RAI a trovare le soluzioni che permettano, in tempi brevi, a tutto il territorio regionale e, in particolare, ai Comuni delle Province di Alessandria, Novara e Verbano Cusio Ossola di captare il segnale RAITre Piemonte;
* il Ministro delle Comunicazioni affinchè provveda a porre in essere tutti i provvedimenti necessari per il potenziamento degli impianti che servono le zone in questione e per realizzare un ulteriore impianto.

Testo del documento votato ed approvato all’unanimità, nell’adunanza consiliare antimeridiana del 10 dicembre 2001.
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  Torino, 17 settembre 2001
ORDINE DEL GIORNO N. 348
INIZIATIVE PER INFORMARE IL SISTEMA SCOLASTICO DEL PIEMONTE SUI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLO STATO REPUBBLICANO, LAICO E DEMOCRATICO

Il Consiglio Regionale del Piemonte,
- considerato che il XX Settembre con la presa di Porta Pia e Roma capitale un anniversario importante del Risorgimento Nazionale e della costituzione dello Stato pienamente laico, in cui il Piemonte ha avuto un ruolo rilevante;
- visto che la Costituzione repubblicana ha riconfermato la laicità dello Stato, così com’è in tutte le democrazie occidentali;
- tenuto conto che la natura laica del nostro Paese, anche nel processo in corso di attuazione del federalismo, deve sostanziarsi nella salvaguardia del pluralismo e nella valorizzazione del confronto culturale;
impegna la Giunta Regionale e l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale
a celebrare, anche con iniziative comuni con il Consiglio Regionale del Piemonte, assumendo tra l’altro, iniziative per concretamente informare ogni anno il sistema scolastico del Piemonte sui principi fondamentali dello Stato repubblicano, laico e democratico.


  29 novembre 2000
ORDINE DEL GIORNO Nš 162
PUBBLICO E LIBERO CONFRONTO SULLA QUESTIONE DELLA ADOZIONE DEI LIBRI DI TESTO SCOLASTICI

Il Consiglio regionale
premesso che
si è aperto nel Paese, a partire da una mozione del Consiglio regionale del Lazio, un dibattito sui libri di storia adottati nelle scuole e sull’eventuale ruolo delle istituzioni regionali in questa materia;
il problema coinvolge da un lato il tema della qualità dell’informazione e della formazione storica offerta dalle scuole italiane, dall’altro quello della libertà di insegnamento e dunque, in quest’ottica, della natura stessa delle istituzioni scolastiche
considerando che
è importante che sia posta con forza di fronte all’opinione pubblica, ai docenti e agli studenti la questione della deliberata faziosità politica che contraddistingue i diversi testi largamente diffusi nelle scuole, e delle conseguenze che ciò può avere per la formazione civile delle nuove generazioni, ossia dunque per la qualità stessa della democrazia italiana; giacché è vero che in larga misura controllare e orientare la conoscenza del passato significa dare forma alla coscienza che si ha di sé, del proprio presente e pertanto del futuro da desiderare e costruire;
fondante e primario nel campo delle relazioni culturali, e pertanto nella vita della scuola, deve essere il principio, cardine della libertà liberale, della libertà di pensiero e di insegnamento, premessa necessaria a quello di civiltà educativa;
questi principi si estrinsecano tra l’altro, nella più ampia libertà per gli insegnanti di adottare i testi che in scienza e coscienza ritengano i migliori e più adatti tra quelli che il mercato rende disponibili;
non è immaginabile altro vaglio circa la validità culturale dei testi che quello dei competenti, ossia appunto dagli insegnanti, cui spetta assumersene la responsabilità
osservando che
altro è contestare la faziosità di tanti testi, altro mettere in discussione il dato elementare che ogni ricostruzione storica è eminentemente interpretazione, e in primo luogo scelta di quel che va considerato storicamente rilevante;
ogni ipotesi di incaricare organismi di natura politica, o anche culturale, di stabilire per conto delle istituzioni quale ricostruzione storica, e dunque quale interpretazione, sia accettabile e quale no implicherebbe la proclamazione di una “verità di Stato” (o, al caso, di regione), con pretese magari di obiettività, di per sé negatrice dei principi base di una democrazia liberale, oltre che dei fondamenti stessi della conoscenza storica
rilevando che
è semmai da auspicare che anche su questo terreno la nuova realtà in costruzione dell’autonomia delle scuole porti da un lato a rafforzare la libertà-responsabilità di ciascun singolo docente, e non del collegio docente a maggioranza, di scegliere i testi e gli ausili didattici per lui più adeguati, dall’altro la possibilità per gli studenti di misurarsi con una pluralità di offerte documentario-interpretative;
va seriamente affrontata la difficoltà, che sempre più si fa evidente nelle scuole, a motivare i giovani a considerare lo studio del passato storico rilevante e significativo, prendendo coscienza di quanto il rapporto con il passato, se ne sia o meno consapevoli, è in realtà costitutivo del presente in cui si è vivi e di cui si è fatti
impegna
la Giunta regionale
a promuovere nelle forme e nei modi più efficaci un pubblico e libero confronto su questi temi, coinvolgendovi quanto più ampiamente i mondi della scuola, dell’università e della cultura, e a pubblicizzarne adeguatamente i risultati.Testo del documento votato nell’adunanza consiliare antimeridiana del 29 novembre 2000 e approvato con 27 voti favorevoli, 17 contrari, i astenuto (n. 5 Consiglieri non partecipano alla votazione).
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ORDINE DEL GIORNO N. 95
SOSTITUZIONE DELL'USO DI ANIMALI NEI LABORATORI DIDATTICO-DIMOSTRATIVI DELLE UNIVERSITA' ITALIANE CON METODI ALTERNATIVI DI STUDIO CHE NON IMPIEGANO ANIMALI
IL CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE
Visto
. il Decreto Legislativo n. 116 deI 27 gennaio 1992 “Attuazione della direttiva n. 861609/CEE in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici " che, per ciò che riguarda gli esperimenti su animali per semplice scopo didattico, li autorizza soltanto in caso di “inderogabile necessità” e qualora non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi;
. la legge n. 413 del 12 ottobre 1993 “Norme sull’obiezione di coscienza alla sperimentazIone animale” che permette ai cittadini che lo desiderano di non compiere esperimenti su animali e obbliga, fra l’altro, gli istituti universitari a fornire agli studenti altre metodologie che non facciano uso di animali
. la delibera del consiglio di facoltà della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino del giorno 23.05.2000;
. la dichiarazione della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche Naturali dell’Università degli Studi di Torino.
. le dichiarazioni della Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Torino;
. la possibilità per le Università Italiane di disporre dei fondi derivanti dalla Borsa di Studio “Alessandro Virtuani” per l’acquisto di metodi alternativi alla sperimentazione su animali.
Considerato
. che nella quasi totalità degli Istituti Universitari non si offrono metodi alternativi agli studenti e che agli studenti che si avvalgono del diritto di obiezione di coscienza viene solamente concesso di non compiere la prova con l’animale’
. che i risultati degli esperimenti didattico-dimostrativi che utilizzano animali sono già noti e che per questi esperimenti esistono valide ed anche più economiche alternative;
che continuando a proporre unicamente la “tradizionale” sperimentazione animale si privano gli studenti della possibilità di venire in contatto con le nuove metodologie informatiche e biochimiche che applicano il progresso tecnologico della ricerca scientifica.
Preso atto
. dei risultati ottenuti in alcune università estere che hanno già sostituito l’utilizzo degli animali a scopo didattico-sperimentale, dove gli studenti che hanno provato le nuove metodologie sono risultati essere, in alcuni casi, altrettanto preparati e, in tutti gli altri casi, maggiormente preparati degli studenti che avevano svolto le tradizionali sperimentazioni su animali;
. di una sempre più diffusa attenzione della società e dei giovani in particolare per il rispetto ed i diritti di ogni essere vivente, attenzione che contrasta nettamente con pratiche che causano ogni anno la sofferenza e la morte di migliaia di animali senza alcun valido motivo se non quello di dimostrare risultati già dimostrati da tempo.
Si dichiara
favorevole alla sostituzione dell’uso di animali nei laboratori didattico-dimostrativi delle Università italiane con metodi alternativi di studio che non impiegano animali.
Si impegna
a compiere tutti gli atti necessari per favorire la diffusione dei metodi alternativi negli atenei piemontesi.
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Gruppo Radicali - Lista Emma Bonino
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