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Alla
Direzione
dell'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini
Al Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della
Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana
Al Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte
Roberto Cota
Al Vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte
Lido Riba
(per conoscenza)
Ai Presidenti
dei Gruppi Consiliari
Loro
Sedi
Torino, 24 ottobre 2002
Oggetto: sui contenuti di "Deportazione, deportazioni. Una vicenda
al plurale" (Corso di formazione e aggiornamento per il corpo docente
delle scuole di ogni ordine e grado della Regione Piemonte, aperto al
pubblico, organizzato dal Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione
dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana
e dall'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini).
Spettabile Direzione, Spettabile Comitato, Egregi Presidenti, Egregio
Vicepresidente,
abbiamo ricevuto in questi giorni la locandina-invito relativa al corso
di formazione in oggetto. A prima vista, appare un'iniziativa opportuna
ed esaustiva sulla genesi storico-culturale della "soluzione finale"
e sulla sua esecuzione, appunto, come evoca il titolo, "plurale",
rispetto ai vari "diversi" la cui stessa esistenza fisica
il regime nazista non poteva tollerare: ebrei, zingari, testimoni di
Geova. Ebbene, dobbiamo, purtroppo, constatare che il "plurale"
del corso non abbraccia tutti i "diversi": manca qualsiasi
accenno esplicito alla persecuzione e allo sterminio dei cittadini omosessuali,
manca l'evocazione di quel "triangolo rosa" che scatenò
le più aberranti violenze e sopraffazioni. E' una mancanza quanto
mai pesante e dolorosa sia perché relativa ad un'iniziativa che
i ntende recuperare alla c onoscenza e alla consapevolezza di tutti
gli stermini sottaciuti (sinti, Testimoni di Geova) sia perché
evoca rimozioni e omissioni decennali; solo parte della storiografia
più recente ha recuperato, finalmente, lo "sterminio dimenticato",
quello di cui non si deve parlare né scrivere, quello che non
merita alcun risarcimento, né morale né materiale.
Forse gli organizzatori del corso si propongono di trattare la parte
in ombra della "soluzione finale" all'interno delle varie
sessioni di studio in cui è articolato il corso. Noi siamo convinti,
invece, che essa meriti uno spazio a sé stante, proprio per farla
emergere alla luce e alla consapevolezza di chi, il docente, ha il compito
delicato e insostituibile di trasmettere il sapere acquisito ai giovani.
Vi chiediamo, pertanto, di operare, ciascuno per quanto gli compete,
al fine di far compiere, nelle due settimane che ci separano dall'inizio
del corso, un approfondimento scientifico sulle modalità della
persecuzione nazista dei cittadini omosessuali, i cui risultati potrebbero
essere illustrati durante la "Lezione inaugurale" di mercoledì
6 novembre 2002, lezione a cui parteciperem o recando sulla giacca u
n "triangolo rosa".
Confidando in un pronto riscontro, Vi inviamo distinti saluti.
Carmelo Palma
cons. regionale radicale
Bruno
Mellano
cons. regionale radicale
Giulio Manfredi
Comitato
Resistenza
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