Carceri
Iniziative e Proposte

LETTERA AI DETENUTI [20 marzo 2003]

"IL SENATO DEVE DISCUTERE E VOTARE L'INDULTINO! BASTA CON I GIOCHI DI PALAZZO FATTI SULLA PELLE DEI DETENUTI!" DA DOMANI PARTE UN DIGIUNO A STAFFETTA DEI RADICALI PIEMONTESI. [19 febbraio 2003]


LETTERA AL SINDACO DI ASTI, VITTORIO VOGLINO, SUL CARCERE DI QUARTO D'ASTI [3 settembre 2002]

LETTERA ALL'UFFICIO DI PRESIDENZA SU DISCIPLINA E LIMITI DEI POTERI ISPETTIVI DEI CONSIGLIERI REGIONALI NEGLI ISTITUTI DI DETENZIONE [28 dicembre 2001]


  Torino 20 marzo 2003
Caro…,
scriviamo a te ed agli altri detenuti con cui in questi mesi abbiamo intrattenuto una fitta corrispondenza, nella speranza che le nostre parole e la nostra gratitudine possano essere trasmesse anche ad altri vostri compagni di detenzione, e possano rendere il senso di una attenzione che continuiamo a riservare a quanti sono reclusi in carcere e che si sono dimostrati in questi anni capaci di gesti straordinari di generosità umana e civile.
Questa che stiamo attraversando è una fase difficile ed impegnativa: la decisione del Senato di rimandare il testo dell'indultino all' esame della Commissione Giustizia, e di calendarizzarne il voto in aula dopo il 6 aprile, costituisce una gravissima battuta d'arresto della nostra battaglia.
Difficile, perché la delusione è cocente: l'indecoroso comportamento di certe istituzioni è andato ben oltre le nostre più fosche aspettative. Impegnativa, perché certamente non cesseremo di fare il possibile perché il disegno di affossare questo provvedimento, ma soprattutto di evitare di decidere, rimandando il voto all'infinito, sia sventato.
Da molti mesi ormai, condividiamo con voi cittadini detenuti momenti " alti " di affermazione del diritto e della legge: dalle proposte di legge di iniziativa popolare che in massa avete firmato, alla partecipazione alla battaglia nonviolenta di Marco Pannella per l'elezione dei membri mancanti della Corte Costituzionale e della Camera dei Deputati, alla lotta per il ripristino di condizioni di vita umane all'interno degli istituti penitenziari italiani, per tutti coloro che ci vivono.
Ora è indispensabile raccogliere le forze, seguire l'iter del provvedimento in Commissione Giustizia e prepararsi a ripartire, per i primi giorni di aprile, con una mobilitazione forte ed il più possibile diffusa, sapendo che ciascuno di voi, pur con i limiti di comunicazione e di iniziativa imposti dalla propria particolarissima condizione, saprà fare la propria parte con una consapevolezza, una misura ed un decoro, che le istituzioni non sanno riservarvi e spesso non sanno riservare neppure a se stesse.
Dal canto nostro vi terremo informati su tutto quanto accadrà e sulle nostre iniziative.
Ne approfittiamo per segnalarvi comunque una buona notizia: il 21 febbraio scorso, il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato un nostro emendamento alla legge finanziaria 2003 che stanzia 600.000 euro, affinché vengano stipulate convenzioni fra comuni /consorzi /Asl e l'amministrazione penitenziaria, finalizzate all'assunzione di educatori nelle carceri piemontesi; questo stanziamento consentirà quasi di raddoppiare il numero degli educatori presenti attualmente e quindi accrescerà di molto la possibilità di stilare rapporti trattamentali pertinenti e personalizzati, che costituiscono la condizione essenziale per accedere ai benefici di legge. E' una cosa piccola, ma forse, per molti di voi, importantissima.
A questa lettera alleghiamo una piccola pubblicazione sulle nostre attività dell'anno appena trascorso.
Un caro saluto dai Consiglieri Regionali Radicali.

Carmelo Palma
Bruno Mellano
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  Torino, 19 febbraio 2003
"IL SENATO DEVE DISCUTERE E VOTARE L'INDULTINO! BASTA CON I GIOCHI DI PALAZZO FATTI SULLA PELLE DEI DETENUTI!" DA DOMANI PARTE UN DIGIUNO A STAFFETTA DEI RADICALI PIEMONTESI.
 
Dal 4 febbraio Daniele Capezzone (segretario di Radicali Italiani), Rita Bernardini (presidente RI) e Sergio D'Elia (segretario Nessuno tocchi Caino) sono in sciopero della fame per chiedere che il provvedimento sull'indultino, passato alla Camera, sia discusso e votato anche dal Senato; nulla di più, nulla di meno. Marco Pannella
si è aggiunto da quattro giorni all'iniziativa nonviolenta.
 
I radicali piemontesi hanno deciso di appoggiare tale azione, lanciando un digiuno a staffetta che, a partire da domani, vedrà ogni giorno impegnato un militante diverso. Precisamente:
 
20 febbraio/Carmelo Palma, consigliere regionale radicale
21 febbraio/Bruno Mellano, consigliere regionale radicale
22 febbraio/Igor Boni, agronomo, segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta
23 febbraio/Silvio Viale, ginecologo, presidente A. Rad. A. Aglietta
24 febbraio/Alberta Ardizzone, insegnante
25 febbraio/Giulia Trozzola, commerciante
26 febbraio/Mariano Ferrentino, dirigente
27 febbraio/Davide Argento, studente, segreteria A. Rad. A. Aglietta
28 febbraio/Giulio Manfredi, impiegato, Comitato Nazionale Radicali Italiani
1° marzo/Gian Piero Buscaglia, disoccupato
2   marzo/Pasquale Cuomo, artigiano
3   marzo/Stefano Gionco, impiegato
 
 
Palma e Mellano hanno dichiarato:
 
"La nostra è una piccola iniziativa per opporsi a una grande ingiustizia che si sta compiendo sulla pelle di migliaia di detenuti, in attesa che il Parlamento si esprima, finalmente, in modo definitivo su una legge che riguarda le loro vite, i loro giorni e le loro notti (e le condizioni di vita anche degli agenti di polizia penitenziaria e dell'altro personale impegnato nelle carceri). La mobilitazione delle forze politiche e dell'opinione pubblica su altri temi non può essere utilizzata come alibi per accantonare l'approvazione di una legge di civiltà.".
 
N.B. Per aderire al digiuno si può telefonare allo 011/2309006 o inserire direttamente i propri dati sul sito www.radicali.it (dove è disponibile ampia documentazione sull'iniziativa radicale).
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Alla cortese attenzione del
Signor Sindaco del
Comune di Asti
VITTORIO VOGLINO
Piazza S. Secondo, 1
14100 – ASTI

Torino, 03.09.02

Egregio Signor Sindaco,
in questi due anni dall'inizio del nostro mandato di consiglieri regionali abbiamo effettuato oltre 50 visite nelle carceri piemontesi, utilizzando appieno l'opportunità, prevista dall'ordinamento penitenziario, di effettuare visite ispettive alle strutture detentive poste sul territorio regionale.
Per ben 4 volte siamo stati al carcere di Quarto d'Asti: possiamo tranquillamente ed obiettivamente dichiarare che quella dell'Istituto presente nella Sua Città  risulta essere, dal punto di vista strutturale ed ambientale, la situazione più allarmante e problematica dell'intero circuito penitenziario Piemonte - Val d'Aosta.
Nonostante gli impegni pubblici più volte ribaditi ai vari livelli di responsabilità, dobbiamo purtroppo constatare il nulla di fatto, innanzitutto in riferimento alla questione idrica, che, come abbiamo più volte denunciato, sta portando una struttura "nuova" ad un precoce ed inesorabile degrado e sta condizionando in modo tragico la vita dei detenuti ed il lavoro degli operatori.
Le chiediamo, quindi, un incontro urgente per poter capire, in un confronto diretto e franco, le intenzioni della Amministrazione Comunale e poter verificare insieme le azioni che si possono e debbono mettere in campo al fine di sbloccare una situazione che noi riteniamo oltre modo incresciosa ed ormai non più tollerabile.
In attesa di un cortese cenno di risposta, Le porgiamo i nostri distinti saluti.

Bruno Mellano
Carmelo Palma


 
10121 Torino   Via Alfieri, 19  
Tel. 011.57.57.401/402   Fax 011.230.90.05
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AL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO REGIONALE
AI COMPONENTI
DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA

Oggetto: disciplina e limiti dei poteri ispettivi dei consiglieri regionali negli istituti di detenzione, ai sensi della legge 26 luglio 1975, n.354
Torino, 28 dicembre 2001
Caro presidente, cari colleghi
per l'ennesima volta le cronache giornalistiche di quest'oggi ripropongono le gesta di consiglieri regionali che, aggirando il divieto imposto dal regolamento penitenziario, si improvvisano "contoterzisti dell'informazione" e provvedono ad intervistare direttamente o indirettamente detenuti "eccellenti" con un uso distorto e abusivo delle prerogative parlamentari. Il caso limite è rappresentato da La Stampa, che quest'oggi pubblica- a firma di un proprio redattore- una vera e propria intervista del collega Moriconi al dottor Odasso: un'intervista in piena regola: che spazia dagli aspetti umani a quelli politici; che raccoglie ed amplifica messaggi politici, giudizi personali, rivendicazioni professionali...
E' possibile che né il collega Moriconi né gli altri (pochi) colleghi che in questi mesi si sono prestati a questo gioco di scoop e 'autoscoop' siano al corrente della disciplina e dei limiti del proprio potere ispettivo, ma non è ammissibile che ormai si sia instaurata una vera e propria prassi che riserva ai consiglieri il ruolo di consapevoli o inconsapevoli "messaggeri" giornalistici. Non è neppure rilevante se questo ruolo, che alcuni consiglieri si sono progressivamente ritagliati, dipenda, come è possibile, da impulsi di sollecitudine umana o, come è probabile, da finalità pubblicitarie; istituzionalmente (e giuridicamente) rileva piuttosto il fatto che un potere ispettivo che è unicamente relativo alla verifica e eventualmente alla denuncia delle condizioni di detenzione e dello stato delle carceri sia ormai sistematicamente utilizzato per altri fini.
A questo punto, riteniamo che l'Ufficio di Presidenza debba chiarire in modo esplicito ai consiglieri quali siano la disciplina e i limiti del loro potere ispettivo, e debba dotarsi degli strumenti per censurare e sanzionare formalmente l'uso abusivo di questa delicatissima prerogativa.
Per questa ragione chiediamo che questo punto sia iscritto d'urgenza all'ordine del giorno del prossimo Ufficio di presidenza e che le determinazioni che l'Ufficio deciderà di adottare siano comunicate formalmente all'Aula nella prossima seduta del Consiglio.
Certi di un pronto riscontro, porgiamo distinti saluti.
CARMELO PALMA
BRUNO MELLANO
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Gruppo Radicali - Lista Emma Bonino
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