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| Specie Cacciabili.doc "NEL SOLO PIEMONTE, LA COLTIVAZIONE DEL RISO IN ASCIUTTA POTREBBE FARE RISPARMIARE OGNI ANNO 3 MILIARDI DI METRI CUBI DACQUA ". [10 ottobre 2003] ASCOLTATI I CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI MELLANO E PALMA [26 settembre 2003] ASCOLTATI I CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI MELLANO E PALMA [26 settembre 2003] CONFERENZA STAMPA RADICALE DOMANI IN CONSIGLIO REGIONALE. [28 agosto 2003] Conferenza stampa sul referendum negato e sulla nuova legge truffa. [28 novembre 2002] |
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30 dicembre 2003 CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DEI RADICALI SULLA SALVAGUARDIA E IL RISPARMIO DELLE RISORSE IDRICHE Mellano e Viale: "Per evitare le solite emergenze occorre innanzi tutto che la Giunta Ghigo approvi i provvedimenti che da anni, per legge, avrebbe dovuto emanare". Palma e Boni: "Subito un incontro con l'Assessore Cavallera su tre richieste precise". Questoggi, presso la Sala dei presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte, si è tenuta una conferenza stampa dei radicali per ripercorrere le attività e le iniziative incardinate nel 2003 (dichiarato dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite"Anno Internazionale dell'Acqua"). Alla conferenza stampa hanno preso parte: i consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma; il presidente ed il segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, Silvio Viale e Igor Boni. Mellano e Viale hanno dichiarato: "L'attività del gruppo radicale, in consiglio regionale e in giro per le province piemontesi, è stata dall'inizio della legislatura incentrata sul tema della salvaguardia delle risorse idriche e sul risparmio della principale risorsa naturale: l'acqua. Su questo abbiamo presentato numerose interrogazioni ed abbiamo depositato una decina di esposti in altrettante Procure per denunciare - come risulta in modo inequivocabile dai dati dell'Arpa, e come emerge dalla stessa recente indagine disposta dalla procura di Torino nel Chierese - che, malgrado il divieto disposto da oltre 10 anni, continuano ad essere utilizzate sostanze pericolose come Atrazina e Bentazone. Sul risparmio idrico, abbiamo in più occasioni denunciato come l'agricoltura consumi da sola oltre 6 miliardi di metri cubi d'acqua, mentre potrebbero esserne risparmiati da 2 a 3 milardi se solo fossero attuati provvedimenti di razionale utilizzo irriguo, che dovrebbero essere previsti dal Manuale di Buona Pratica Irrigua, previsto dalla legge regionale 61 del 2000. Per evitare le solite emergenze occorre, innanzi tutto, che la Giunta Ghigo approvi i provvedimenti che da anni, per legge, avrebbe dovuto emanare". Palma e Boni hanno precisato la natura delle richieste all'Assessore Regionale all'Agricoltura e all'Ambiente: "Chiediamo un incontro urgente all'Assessore Cavallera, per sottoporgli tre azioni precise, che non dovrebbero neppure essere intese come "nostre"richieste, ma come veri e propri obblighi rispetto a cui la Regione è tutt'ora inadempiente: 1. Immediata applicazione della disciplina adottata - ampiamente inadeguata ma comunque più severa della precedente - in materia di protezione delle falde da nitrati e fitosanitari; 2. Immediata adozione, del "Manuale di buona pratica irrigua"e "riconversione"delle spese di investimento regionali, in modo da privilegiare o "premiare"programmi finalizzati alla modernizzazione delle pratiche irrigue ed al risparmio delle risorse idriche; 3. Immediata organizzazione, attraverso l'Arpa, accanto alle campagne di rilevazioni nei pozzi, di una attività di vigilanza e di verifica nelle aziende agricole e in campo aperto sullutilizzo di prodotti vietati o sottoposti a disciplina restrittiva". Per informazioni: 348/5335302 (Mellano); 348/5335309 (Boni) Torna su |
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| Torino,
29 dicembre 2003 CONFERENZA STAMPA - "ACQUA: INQUINAMENTO E DISPONIBILITA', BILANCIO DI UN ANNO DI INIZIATIVE RADICALI" Mellano e Palma: "Chiediamo un incontro urgente con l'Assessore Cavallera" Martedi' 30 dicembre, alle ore 11:30, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte (via Alfieri, 15 - Torino), i consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma e il segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, Igor Boni, terranno una conferenza stampa per fare il punto sulle iniziative relative all'inquinamento ed alla disponibilità della principale risorsa naturale: l'acqua. Dichiarazione di Mellano, Palma e Boni: "A chiusura del 2003 - dichiarato dall'Assemblea Generale dell'ONU "Anno Internazionale dell'Acqua" - faremo un bilancio delle attività che abbiamo svolto, ripercorrendo le interrogazioni, gli esposti, le denunce e le iniziative fatte e preannunciando le iniziative future, a partire dalla richiesta urgente di un incontro con l'Assessore all'Ambiente e all'Agricoltura, Ugo Cavallera, per chiedere nuovamente che il Governo regionale adotti i provvedimenti previsti dalla legge in tema di risparmio e salvaguardia delle risorse idriche". Per informazioni: 348/5335302 (Mellano); 348/5335309 (Boni). Torna su |
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| Torino,
24 dicembre 2003 CACCIA/RADICALI INTERVENGONO AL SIT-IN DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE E ANIMALISTE: "UN FRONTE ANTICACCIA UNITO PER BLOCCARE UNA LEGGE FATTA SU MISURA PER I CACCIATORI". Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) sono intervenuti questo pomeriggio al sit-in organizzato a Torino, in Piazza San Carlo, dal cartello delle Associazioni ambientaliste e animaliste per sensibilizzare i cittadini sulla proposta di riforma della legge regionale sulla caccia, approvata in Commissione e in discussione in Consiglio Regionale alla ripresa dei lavori. Una riforma, voluta sia dal Polo sia dai DS, che consente un ampliamento della pratica venatoria in Piemonte: aumentano le specie cacciabili; le giornate di caccia passano da 3 a 5; viene introdotta la caccia con l'arco e la caccia alla volpe - e in aula le lobbies dei cacciatori tenteranno di rimpinguare ancora di più il loro carniere! Mellano e Viale hanno dichiarato: "L'anno che sta per finire ci ha portato questa controriforma sulla caccia che i cittadini piemontesi sicuramente non vogliono, anzi: secondo un recente sondaggio, oltre il 90% di loro è contro la caccia e ne chiede una drastica limitazione. Ci ha portato anche la sciagurata decisione del Presidente della Regione, avallata dal TAR, di cassare definitivamente la proposta di referendum regionale sulla caccia, sottoscritta da 65.000 cittadini nel 1987 (ma il Comitato promotore ha fatto ricorso al Consiglio di Stato). Ma il 2003 è stato anche l'anno in cui, finalmente, le tante anime e voci anticaccia hanno fatto fronte comune, hanno manifestato assieme fuori e dentro il Palazzo, hanno cercato di comunicare allesterno in modo unitario le loro ragioni e le loro richieste. Come potevamo, abbiamo contribuito a questa preziosa sinergia, indispensabile per contrastare avversari determinati e potenti; cercheremo, anche nel prossimo anno, di dare il nostro apporto, senza alcuna smania da primi della classe, ma senza dismettere il nostro approccio laico ai temi e alle lotte ambientaliste". Mellano (348/5335302) Viale (348/5335310) Torna su |
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17 dicembre 2003 CONFERENZA STAMPA SULLA CACCIA: IL TESTO UNIFICATO IN CONSIGLIO REGIONALE MENTRE IL TAR BOCCIA IL RICORSO DEL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM REGIONALE. MELLANO: "APPELLO ALL'OPINIONE PUBBLICA" DOMANI, GIOVEDI 18 DICEMBRE 2003, ALLE ORE 16,30 PRESSO IL CAFFÈ ROMA DI FOSSANO. Argomenti: · Il testo unificato (Salerno+Vaglio+Cavallera), licenziato a maggioranza in commissione 3°, avrà come relatori in aula i consiglieri Valvo (AN) e Muliere (DS) e come controrelatori Mellano (Radicali) e Moriconi (Verdi); · la mobilitazione delle associazioni ambientaliste; · la prossima discussione in Consiglio Regionale; · la recente sentenza del TAR contro il referendum regionale; · il ricorso al Consiglio di Stato; · il ruolo dell'opinione pubblica; · appello dei radicali alla società civile. Parteciperanno : · Bruno Mellano ˆ consigliere regionale dei Radicali-Lista Emma Bonino (controrelatore) · Gianni Pizzini - esponente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta · Rosanna Degiovanni- esponente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta Per ulteriori informazioni: MELLANO 348.5335302 Torna su |
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5 dicembre 2003 PIEMONTE FANALINO DI CODA TRA LE REGIONI ALPINE NELLA INDIVIDUAZIONE DEI SITI A RISCHIO DI VALANGHE. I Radicali presentano uninterrogazione urgente allAssessore alla Protezione Civile.Il Piemonte è lunica regione dellarco alpino ad avere realizzato la "Carta di Localizzazione Probabile delle valanghe (scala 1:25.000) esclusivamente per quanto riguarda una piccola superficie di territorio montano: una parte della sola provincia di Torino e qualche comune del Cuneese. Completamente senza documentazione risultano le montagne del Verbano, quelle del Vercellese e del Biellese, parte del Torinese, gran parte del Cuneese e lAppennino alessandrino. Tutto questo malgrado da decenni sia disponibile una metodologia, predisposta dall'Istituto Geografico Nazionale francese, che consente di realizzare questo documento di fondamentale importanza nella valutazione del rischio valanghe e nella pianificazione e realizzazione di infrastrutture di qualsiasi tipo: strade, abitazioni, impianti di risalita, funivie. Lo stesso documento è stato ormai predisposto dalle altre regioni alpine italiane rispetto a quasi tutto il territorio interessato ed anche da alcune regioni dellAppennino settentrionale. I consiglieri regionali radicali, Bruno Mellano e Carmelo Palma, hanno presentato su questo tema uninterrogazione urgente allAssessore alla Protezione Civile, Caterina Ferrero, per chiedere conto di questo ritardo e per sollecitare la Regione a provvedere al più presto al completamento della documentazione. Dichiarazione di Bruno Mellano e Carmelo Palma: Dopo ogni intensa precipitazione nevosa si inizia a parlare del rischio valanghe, spesso anche in conseguenza di gravi lutti che colpiscono la nostra regione proprio a causa di questi eventi naturali. In realtà, la notizia non è che dopo abbondanti nevicate arrivino le valanghe, ma che la Regione Piemonte, che da sola copre circa un quarto dellintero arco alpino italiano, non si sia dotata degli strumenti più elementari per prevedere, e quindi prevenire, possibili danni a persone e cose. Noi abbiamo presentato uninterrogazione urgente per sapere se corrisponda al vero che la "Carta di Localizzazione Probabile delle valanghe" non è disponibile rispetto alla stragrande maggioranza del territorio regionale alpino e per sapere se non si ritenga ormai improrogabile il completamente di questo documento nel più breve tempo possibile. Francamente siamo stanchi delle solite lacrime di coccodrillo dopo ogni evento calamitoso: è necessario produrre ed usare tutti gli strumenti scientifici disponibili per prevenire e ridurre i danni.. Palma (348/5335301) Torna su |
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11 novembre 2003 CACCIA/MELLANO (RADICALI): "REFERENDUM NEGATO, PROPOSTA DI LEGGE PEGGIORATIVA - MA LA MAGGIORANZA DEI PIEMONTESI E' CONTRO LA CACCIA; SI TRATTA DI FAR SENTIRE LE LORO RAGIONI". Alla conferenza stampa tenutasi questa mattina in Consiglio Regionale hanno partecipato: Fabio Balocco(Pro Natura), Roberto Piana(LAC), lavv. Gallenca (Comitato promotore referendum), i consiglieri regionali Bruno Mellano (radicali), Rocco Papandreae Mario Contu(Rifondazione Comunista), Enrico Moriconi(Verdi), Marisa Suino(DS), Giancarlo Tapparo(Riformatori), Giovanni Caracciolo(SDI). Gli esponenti ambientalisti hanno stigmatizzato la decisione del TAR del Piemonte di ritenere inammissibile il ricorso del Comitato promotore del referendum regionale contro la caccia (sottoscritto nel lontano 1987 da oltre 60.000 cittadini); il ricorso intendeva far annullare il decreto del Presidentedella Giunta Regionale (n. 89 del 21/10/02) con cui si è cassata l'intera procedura referendaria con la scusa dellapprovazione, nel frattempo, di una "legge-truffa", che non ha sicuramente soddisfatto le aspettative dei promotori della consultazione. Il Comitato Promotore ricorrerà al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR. Bruno Mellanoha dichiarato: "La vicenda del referendum piemontese può costituire unulteriore pagina del "caso Italia"; 16 anni di impegno degli ambientalisti non sono bastati a garantire ai cittadini un loro diritto, costituzionalmente garantito (si fa per dire). Sarò facile profeta; la decisione del TAR scatenerà gli appetiti della piccola (in Piemonte il numero dei cacciatori si è dimezzato) ma agguerrita e potente lobby venatoria, che cercherà di peggiorare il testo di riforma della legge sulla caccia, licenziato recentemente dalla commissione. Occorre, qui ed ora, che tutte le forze anticaccia lavorino in sinergia per farsi sentire, fuori e dentro il Palazzo, nella consapevolezza di rappresentare le ragioni della maggioranza schiacciante dei cittadini piemontesi; i radicali hanno lavorato in questi mesi e lavoreranno nei prossimi per questo obiettivo". Mellano (348/5335302) Torna su |
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10 novembre 2003 MARTEDI 11.11.03 ALLE 10,15 - CONFERENZA STAMPA SULLA CACCIA: IL TESTO UNIFICATO IN AULA MENTRE IL TAR BOCCIA IL RICORSO DEL COMITATO PROMOTORE REFERENDUM REGIONALE. "LA BATTAGLIA CONTINUA!" Domani, martedì 11 novembre 2003, alle ore 10:15, nella Sala dei Presidenti di Palazzo Lascaris (via Alfieri n. 15, pian terreno), si terrà una conferenza stampa sulla caccia. Argomenti: · Il testo unificato (Salerno+Vaglio+Cavallera), licenziato a maggioranza in commissione 3° lunedì scorso, che ha come relatori in aula i consiglieri Valvo (AN) e Muliere (DS) e come controrelatori Mellano (Radicali) e Moriconi (Verdi); · La mobilitazione delle associazioni ambientaliste; · la prossima battaglia in Consiglio Regionale; · la recentissima sentenza del TAR contro il referendum regionale; · il possibile ricorso al Consiglio di Stato; · l'intervento del Difensore Civico Regionale. Parteciperanno i consiglieri regionali: · Bruno Mellano - Radicali Lista Emma Bonino (controrelatore) · Enrico Moriconi Verdi (controrelatore) · Rocco Papandrea - Rifondazione Comunista · Marisa Suino - Democratici di Sinistra · Pino Chiezzi - Comunisti Italiani Interverranno inoltre, a nome del Comitato Promotore del Referendum Regionale sulla Caccia richiesto nel 1987 da oltre 60.000 cittadini piemontesi: · Roberto Piana - LAC - Lega Anti Caccia · Piero Belletti Pro Natura Per ulteriori informazioni: MELLANO 348.5335302 Torna su |
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5 novembre 2003 CACCIA IN PIEMONTE/SINTESI CONFERENZA STAMPA RADICALE Questa mattina, presso il Consiglio Regionale del Piemonte, si è tenuta la conferenza stampa radicale su Lo stato delle cose dopo lapprovazione in commissione delle modifiche alla legge regionale sulla caccia. Silvio Viale (presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta) ha ricordato limpegno storico dei radicali sui temi dellambiente; nel 1987, in Piemonte, radicali, verdi e ambientalisti raccolsero le firme su un referendum regionale sulla caccia che, sedici anni dopo, attende ancora di essere svolto. Viale ha poi invitato il fronte ambientalista a manifestare in modo unitario di fronte al Consiglio Regionale quando la nuova proposta di legge arriverà in aula: Rivolgo un appello alle forze di centrosinistra affinché votino contro, sulla base anche di un documento, approvato dallUlivo a livello nazionale, che invita le sue varie componenti ad opporsi a modifiche delle legislazioni nazionale e regionale sulla caccia. Davide Argento (giunta di segreteria Associazione Aglietta), estensore assieme ad Igor Boni (segretario dell'Associazione Aglietta) degli emendamenti radicali, ha sottolineato come radicali e verdi siano riusciti a limitare ai minimi termini laumento delle specie cacciabili (da 29 a 31: con l'aggiunta della Gallinella d'aqua e della Ghiandaia), a fronte della volontà iniziale della maggioranza di portare il numero delle specie cacciabili a 48! Purtroppo, è stato introdotta lanacronistica caccia con larco, anche se Cavallera ha già dichiarato la sua disponibilità a rivedere la decisione in Aula. Aumentate anche le giornate di caccia: i cacciatori potranno scegliere due fra cinque giorni settimanali, ma la scarsità dei controlli permetterà a molti di cacciare tutti e cinque i giorni. Vi è stata anche lestensione delle mute di cani da 4 a 6 elementi. Aumentati i carnieri giornalieri e annuali. Introdotta la facoltà di sparo nelle zone di addestramento cani. Estesa la caccia al fagiano dal 31 dicembre al 31 gennaio. Tolto il vincolo numerico sul prelievo della volpe: "avremmo in Piemonte la caccia alla volpe che l'Inghilterra vuole eliminare?". Bruno Mellano (consigliere radicale in Commissione Agricoltura, Caccia e Pesca) ha premesso che i significativi risultati ottenuti in commissione sono frutto della sinergia del lavoro di radicali, verdi, comunisti italiani e Rifondazione Comunista. Al voto finale, gli unici contrari sono stati radicali e verdi; il Polo e i DS hanno votato a favore; gli altri gruppi consiliari erano assenti. Mellano ha dato atto allAssessore e al consigliere Cesare Valvo (relatore di maggioranza, AN) di non essersi sottratti, in commissione, ad un confronto politico serrato e durato oltre 12 mesi, nonostante le forti pressioni provenienti dal centro-destra e dai DS per portare il provvedimento in aula il più in fretta possibile; il risultato di tale confronto è stato lapprontamento di un testo unificato, a fronte delle sei di proposte di legge iniziali. In Consiglio giungerà un'unica relazione di maggioranza a doppia firma Valvo e il diessino Rocchino Muliebre, mentre, su proposta radicale, ci saranno due controrelazioni: di Mellano e del verde Enrico Moriconi. Durante le sedute in commissione, Mellano ha riscontrato la mancanza di analisi e dati scientifici che dovrebbero supportare le decisioni politiche; i radicali hanno sostenuto la richiesta di inserire una clausola valutativa a supporto a chiusura della norma, ottenendo al momento solo l'accoglimento del metodo ma non del contenuto della proposta. Mellano ha anche stigmatizzato la seguente frase pronunciata pubblicamente da Cavallera e che riecheggia le posizioni della Federcaccia: La fauna selvatica è un capitale di cui occorre percepire gli interessi, lasciandone immutata la consistenza", anche alla luce delle finalità di una legge. Mellano ha infine concluso lintervento affermando che, in ossequio alla disponibilità al confronto con tutti, peculiare dei radicali, in vista del dibattito d'aula vorrà incontrare oltre alle associazioni ambientaliste, compresa la Legambiente, anche le associazioni venatorie e dei coltivatori, ma ha auspicato che il TAR dia, già la prossima settimana, il via libera al referendum regionale sulla caccia: Come cè stato un giudice allAquila rispetto al problema del crocefisso, ci sarà anche un giudice a Torino sulla caccia?. Giorgio Crema (esponente della LAC, presente alla conferenza stampa assieme ad altri ambientalisti) ha espresso il suo pessimismo rispetto alla vicenda referendaria, nella quale sono intervenuti gli azzeccagarbugli a difesa dei cacciatori e della Regione, ma contro i diritti dei cittadini; si è arrivati a sostenere che il referendum era superato perché la legge non parla più di caccia ma di prelievo venatorio". Mellano (348/5335302) Torna su |
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| Torino,
4/11/03 CACCIA/DOMANI MATTINA CONFERENZA STAMPA RADICALE: LO STATO DELLE COSE DOPO LAPPROVAZIONE IN COMMISSIONE DELLE MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE. La conferenza stampa si terrà domani, mercoledì 5 novembre, alle ore 11:30, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15, pian terreno). Interverranno: Bruno Mellano (consigliere regionale radicale, membro della Commissione Agricoltura, Caccia e Pesca); Silvio Viale (presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta) Davide Argento (giunta di segreteria Associazione radicale) Mellano (348/5335302) Torna su |
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| Torino,
14 ottobre 2003 MAGLIANO ALPI: NUOVO PROGETTO DI CENTRALE? Domani, MERCOLEDI 15 OTTOBRE a Magliano Alpi, alle ore 21,15 si riunisce presso la sede della pro-loco, il comitato dei cittadini "NO ALLA CENTRALE" contrari al progetto di mega - centrale previsto a Magliano Alpi. E' stato invitato e sarà presente il consigliere regionale radicale Bruno MELLANO, che in una conferenza stampa, del 02 ottobre 2003, a Trinità, denunciò un nuovo interessamento da parte del gruppo aziendale Atel-Italia a presentare un progetto per la costruzione di una centrale di nuova generazione. Dichiarazione di Bruno Mellano : La mobilitazione di Sindaci e cittadini in primo luogo e la ferma opposizione della Regione Piemonte ha, nel marzo scorso, portato alla richiesta di sospensione dell'iter aurorizzativo per il progetto della mega-centrale da 1.250 mw prevista a Magliano Alpi. Un nuovo progetto prevederebbe la realizzazione di una centrale di nuova generazione da 500 mw, e potrebbe essere presentato proprio in questi giorni mentre a Torino si sta discutendo il nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale, che prevede altre due centrali oltre alle tre già autorizzate. La mia paura è che, dietro allo spauracchio creato dal black-out di domenica 28 settembre, ritorni come unica soluzione la creazione di centrali tradizionali che, soprattutto per il Piemonte, sono una soluzione errata e antieconomica, che non favori sce lo sviluppo delle fonti energetiche alternative. Bruno MELLANO (per informazioni cell.348.5335302) Torna su |
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| Novara,
10.10.2003 SICCITA E RISORSA ACQUA / A NOVARA I RADICALI RISPONDONO ALLE ACCUSE DI PRESIDENTE PROVINCIA E ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA. "NEL SOLO PIEMONTE, LA COLTIVAZIONE DEL RISO IN ASCIUTTA POTREBBE FARE RISPARMIARE OGNI ANNO 3 MILIARDI DI METRI CUBI DACQUA ". Oggi pomeriggio a Novara, presso lo storico "Caffe Bertani", si è tenuta una conferenza stampa dei radicali in risposta alle accuse del Presidente della Provincia, Maurizio Pagani, e di alcuni esponenti delle maggiori associazioni di categoria degli agricoltori e del consorzio irriguo "Est Sesia". Tra le accuse mosse alla proposta radicale, quelle della impossibilità della coltivazione del riso in asciutta per la riduzione delle produzioni, dellaumento di consumo dacqua utilizzando il sistema a scorrimento invece che a sommersione, del rischio di fare patire la sete alla popolazione se non vi fosse la sommersione del riso, della non necessità del risparmio dovuta al fatto che tutta lacqua utilizzata nella sommersione del riso ritorna poi (tutta) nelle falde, per essere successivamente riutilizzata. Durante la conferenza stampa i consiglieri regionali Bruno Mellano e Carmelo Palma e il segretario dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, Igor Boni, hanno fornito ulteriori dati sul consumo attuale d'acqua per la coltura del riso e sulle possibilità alternative di coltura, attuando metodi irrigui che consentano un risparmio idrico sostanziale. Ecco, in sintesi, i dati presentati, le cui fonti sono: le più importanti riviste del settore; pubblicazioni dellARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte); pubblicazioni dellAssessorato allAgricoltura della Regione Piemonte, dellEnte Risi, dellIstituto Sperimentale per la Cerealicoltura, dellIRES, della FAO; articoli scritti sia da alcuni agricoltori sia da numerosi professori di istituti tecnici agrari e universitari: · Secondo la FAO, il consumo di acqua nelle tecniche di irrigazione per sommersione e scorrimento è pari al 50% in conseguenza dellevaporazione, dellassimilazione delle piante e per levapotraspirazione. Usi civili ed industriali consumano poco più del 5% delle acque che utilizzano (FAO, 2002 - Acqua in agricoltura. Ogni goccia dacqua conta). · In Piemonte, a fronte di 400 milioni di metri cubi consumati per usi civili, 6 miliardi di metri cubi sono consumati per irrigazione; 4 miliardi solo per la coltura del riso (ARPA, 2002 "Rapporto sullo stato dellambiente"). · Attualmente, per la coltura del riso nella Provincia di Novara sono consumati mediamente 46.000 metri cubi ad ettaro, allanno; complessivamente, ogni anno, nei circa 30.000 ettari coltivati a riso nel novarese sono consumati quasi 1,5 miliardi di metri cubi di acqua (Quaderni di ricerca dellIRES; Irrigazione in Italia di Giuseppe Medici; Ente Nazionale Risi). · La coltivazione del riso in asciutta (termine improprio poiché significa che il riso si irriga a scorrimento e non a sommersione) consentirebbe un risparmio di circa 35.000 mc ad ettaro, certo a fronte di un aggravio dei costi di mano dopera. Per la Provincia di Novara significherebbe un risparmio di circa 1 miliardo di metri cubi dacqua, per il Piemonte di circa 3 miliardi di metri cubi (Disponibilità e utilizzazione delle risorse idriche in Provincia di Vercelli"- 1982; Prof. Allavena dell'Università di Agraria di Grugliasco (TO); Lirrigazione in Piemonte Assessorato Agricoltura e foreste). · La semplice tecnica di seminare in asciutto per poi sommergere successivamente i campi (30-40 giorni dopo) consente un cospicuo risparmio idrico (Prof. Salvatore Russo dellIstituto sperimentale per la cerealicoltura 1982); inoltre vi è anche un sensibile risparmio di semente per unità di superficie, valutato nel 15-30% (Prof. Finassi 1976). · La semina in asciutto riduce la competizione delle infestanti acquatiche, elimina i problemi di fitotossicità causati dalla fermentazione della biomassa sovesciata e permette laccelerazione della mineralizzazione dellazoto ("Il risicoltore" luglio 2003). · Sperimentazioni nel vercellese con coltivazione di riso senza sommersione, su terreni analoghi a quelli presenti in provincia di Novara, hanno portato alcune varietà a produzioni di 65 73 quintali/ettaro, decisamente superiori alla media delle produzioni con sommersione: da 58 a 60 quintali/ettaro (Ricerca e sperimentazione in Piemonte dellAssessorato Agricoltura, con presentazione dellAssessore Emilio Lombardi 1990). · Quattro anni di sperimentazioni in Provincia di Vercelli con coltivazioni di 15 varietà di riso in asciutta hanno avuto i seguenti risultati: enorme risparmio idrico, economizzazione dei costi per l'uso delle macchine, riduzione dei vincoli temporali legati alla disponibilità dell'acqua, ottime produzioni delle varietà precoci, produzioni insoddisfacenti delle varietà tardive ("Performance of rice cultivars in experimental trials with dry method of cultivation" - Istituto sperimentale per la cerealicoltura 1998). · Coltivazioni del riso in asciutta in meridione hanno portato a consumi idrici di 6.000 mc/ha e produzioni tra 53 e 64 quintali/ettaro ("Informatore agrario" n°16 del 1997). · Alcune varietà come il Gladio (la varietà in assoluto più coltivata in Piemonte), il Carnaroli e lArborio possono essere coltivate con irrigazione a scorrimento; il riso, inoltre, si presta benissimo alla semina con seminatrici da frumento in asciutto per poi essere bagnato per scorrimento. Questa pratica è adottata dalle grandi aziende come la Scotti nella zona di Pavia (Prof. Giovanni Rosso, agricoltore, da 20 anni insegnante dellIstituto Tecnico Agrario di Vercelli). · 5 milioni di ettari in Cina sono coltivati a riso con lausilio di teli pacciamanti: una macchina stende il telo (completamente degradabile), ne fissa i bordi, pratica un foro e depone 5 semi per foro. La semina avviene a secco. Il telo nero consente un accumulo di calore, riduce leffetto delle infestanti e consente un minore utilizzo di fertilizzanti. Con questa tecnica si risparmia oltre il 50% di acqua (Alessandro Bozzini, agronomo genetista di Roma, su "Informatore agrario" n° 1 del 2003 supplemento sul riso). Dichiarazione di Mellano, Palma e Boni: Questi sono solo una parte dei dati che abbiamo raccolto riguardo al consumo dacqua nella coltivazione del riso ed alla possibilità di coltivare il riso con tecniche alternative alle attuali. Noi, lo ribadiamo nuovamente, esigiamo dalla Regione Piemonte la pubblicazione e la distribuzione capillare del Manuale di Buona Pratica Irrigua , che ormai da tre anni dovrebbe essere stato redatto e diffuso. E il primo strumento per consentire agli agricoltori di conoscere quali sono le tecniche più innovative e meno dispendiose in termini di utilizzo dellacqua. Crediamo che compito della politica sia di governare i fenomeni, leggendo i dati e prefigurando soluzioni possibili. Ciò che non accettiamo e non accetteremo mai è di fingere che il problema della giusta distribuzione della principale delle nostre risorse, lacqua, non esista. Tutti i politici, a tutti i livelli, i tecnici ed i responsabili delle associazioni di categoria dovrebbero confrontarsi con questa realtà e non nasconderla a se stessi ed ai cittadini, quasi fosse possibile esorcizzarla. Il governo dellacqua è, e sarà sempre di più, un tema centrale e fondamentale; con questo tutti dovremo confrontarci, su questo chiediamo un dibattito franco che possa condurre a soluzioni e che non si limiti ad invettive sterili ed inutili. Carmelo Palma 348.5335301 - Bruno Mellano 348.5335302 Torna su |
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9 ottobre 2003 SICCITA E RISORSA ACQUA/DOMANI CONFERENZA STAMPA DEI RADICALI A NOVARA PER REPLICARE ALLA LEVATA DI SCUDI DEI POLITICI E DELLE ASSOCIAZIONI NOVARESI. La conferenza stampa si terrà domani, venerdì 10 ottobre, alle ore 17:30, a Novara, presso il Caffè Bertani, in corso Cavour. Interverranno: - Carmelo Palma (presidente gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte); - Bruno Mellano (consigliere regionale radicale, membro della III Commissione Agricoltura e della V Commissione Ambiente); - Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta, agronomo). Sarà presente lesponente radicale novarese Laura Occhetta. Gli esponenti radicali hanno presentato così la loro conferenza stampa: Il Presidente della Provincia di Novara, Maurizio Pagani, nel bollare come sciocchezze le nostre proposte, ha ricordato che nella Repubblica di Venezia chi parlava di acqua a vanvera veniva punito a frustate. Gli organi di stampa e i cittadini di Novara che vorranno essere presenti domani pomeriggio al Caffè Bertani potranno decidere a chi (noi o Pagani) far assaggiare la frusta naturalmente in modo nonviolento!. Mellano (348/5335302) Torna su |
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02-10-2003 CONFERENZA STAMPA RADICALE Venerdi 3/10 a Novara: "SICCITA': LE INADEMPIENZE DELLA REGIONE E LE PROPOSTE RADICALI ". Venerdi 3/10, alle ore 11:45, presso il Caffè Bertani in Corso Cavour, i radicali terranno una conferenza stampa nella quale denunceranno le inadempienze del Governo regionale rispetto alle politiche di risparmio idrico ed esporranno i dati ufficiali sugli enormi quantitativi dacqua che, ogni anno, in Piemonte, sono destinati allagricoltura, quantitativi imparagonabili con quelli rivolti alluso civile. I radicali presenteranno alcune proposte "di buon senso" e commenteranno le proposte avanzate da altri gruppi politici e volte a promuovere esclusivamente la politica degli invasi alpini. La conferenza stampa sarà tenuta da Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta). In prima mattinata, Mellano e Boni effettueranno una visita ispettiva nella casa circondariale di Novara, assieme allesponente radicale novarese Laura Occhetta. Per informazioni: Bruno Mellano 348.5335302 Igor Boni 348.5335309 Torna su |
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01-10-2003 CONFERENZA STAMPA RADICALE Venerdi 3/10 a Novara: "SICCITA': LE INADEMPIENZE DELLA REGIONE E LE PROPOSTE RADICALI ". Venerdi 3/10, alle ore 11,45 presso il Caffè Bertani in Corso Cavour, i radicali terranno una conferenza stampa nella quale denunceranno le inadempienze del Governo regionale rispetto alle politiche di risparmio idrico ed esporranno i dati ufficiali sugli enormi quantitativi dacqua che, ogni anno, in Piemonte, sono destinati allagricoltura, quantitativi imparagonabili con quelli rivolti alluso civile. I radicali presenteranno alcune proposte "di buon senso" e commenteranno le proposte avanzate, proprio a Cuneo, da altri gruppi politici e volte a promuovere esclusivamente la politica degli invasi alpini. La conferenza stampa sarà tenuta da Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta -Torino). Per informazioni: Bruno Mellano 348.5335302 Igor Boni 348.5335309 Torna su |
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1° ottobre 2003 Giovedì 2 ottobre 2003 - alle ore 11.00, presso la Biblioteca Civica del Comune di Trinità, in piazza Umberto I°, si terrà la conferenza stampa dal titolo: "LINGANNO DELLE NUOVE CENTRALI" Dopo il blackout di domenica: una informazione sulla ipotizzata centrale di Magliano Alpi, una riflessione sui costi dell'approvigionamento energetico italiano, una comunicazione circa il piano energetico regionale, un quadro schematico degli iter autorizzativi per centrali in Piemonte, un pro-memoria per i contributi regionali per gli impianti solari. Parteciperanno: Bruno Mellano, consigliere regionale del "Gruppo Radicali Lista Emma Bonino e Gianni Pizzini, membro dellAssociazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino. Interverrà anche Ernesta Zucco, Sindaco del Comune di Trinità, capofila dei Sindaci recentemente mobilitatisi contro il progetto di mega-centrale termoelettrica a Magliano Alpi. Per informazioni, contattare Bruno Mellano, 348.5335302 Torna su |
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27 settembre 2003 Egregio Direttore, credo che siano utili ed opportune alcune brevi precisazioni in seguito alla lettera apparsa su molti giornali cuneesi a firma di Lido Riba, Vice-Presidente diessino del Consiglio regionale, in merito alla necessità ed urgenza di costruire nuovi invasi diraccolta dell'acqua. Intanto prendo atto che, finalmente, anche Riba mette in primo piano la necessità di affrontare la questione delle risorse idriche dal punto di vista dei sistemi di utilizzazione e del risparmio. Ciò non può che fare piacere a chi, dal 2000, dall'inizio della legislatura, ha fatto di questo argomento uno dei temi principali su cui lavorare. Nel novembre 2000 il gruppo radicale in Regione Piemonte è infatti riuscito ad inserire un emendamento alla legge regionale sulle acque che impegnava la Giunta a produrre un "Manuale di buona pratica irrigua", che consentisse un inizio di inversione di rotta nelle metodologie di irrigazione, ormai antiquate e troppo dispendiose. Un ordine del giorno, collegato alla legge, disponeva che l'ssessorato dovesse redigere tale manuale entro trenta giorni: sono passati quasi tre anni e di quel documento non c'è traccia, anche grazie, è doveroso dirlo, alla totale indifferenza delle opposizioni di sinistra. Riba tenta di rispondere, impropriamente e inadeguatamente, a quanto abbiamo denunciato in varie conferenze stampa tenute in giro per il Piemonte: lo spreco enorme di acqua che avviene oggi in agricoltura. Da dati dell'ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) si deduce che, nella sola provincia di Cuneo, per 50 milioni di metri cubi di acqua adibiti ad usi civili, ve ne sono quasi 1 miliardo utilizzati in agricoltura (20 volte tanto!). Noi radicali diciamo che è necessario da subito, dato che le conoscenze tecnologiche sono ampiamente acquisite, modificare i sistemi di irrigazione: "a goccia" in tutte le colture dove ciò è possibile, "a pivot" sul mais, cioè metodi che consentono un risparmio idrico fino al 50%. Nella lettera di Riba, però, vi sono anche affermazioni evidentemente errate: si dice che con l'irrigazione viene consumata esclusivamente l'acqua che le piante utilizzano e che il limite di metodi alternativi (quello a goccia non viene neanche considerato) sarebbe il costo energetico elevato. Lasciamo la risposta alla FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) e soprattutto agli agricoltori cuneesi che da anni, per necessità o per lungimiranza, hanno messo in funzione metodi alternativi di irrigazione. La FAO in recenti pubblicazioni valuta nel 50% lo spreco d'acqua nei sistemi di irrigazione a scorrimento (quello usato ampiamente nel cuneese) soprattutto a causa dellÅfevaporazione; gli agricoltori cuneesi che già quest'anno avevano metodi innovativi di irrigazione (a goccia nei frutteti, a pivot sul mais), hanno avuto produzioni maggiori anche del 50% rispetto alla media, con consumi idrici quasi dimezzati ed un consumo energetico irrisorio. I campi di mais verdi quest'estate erano quasi solo quelli irrigati con sistemi innovativi. Riguardo, poi, al paventato rischio di desertificazione in mancanza di irrigazione, rispondo che oltre la metà dei frutticoltori saluzzesi della Coldiretti già irrigano con sistemi a goccia, risparmiando enormi quantitativi di diserbanti proprio in conseguenza della minor crescita delle infestanti che, a differenza delle piante da frutto, non vengono irrigate. Questo è il futuro che consentirebbe di risparmiare fino a 500 milioni di metri cubi di acqua nella sola Provincia Granda, immensamente di più rispetto ai soli 50 milioni che dovrebbero essere contenuti nei nuovi invasi che, solo per la progettazione, costeranno alla comunità piemontese 30 milioni di euro (con gli stessi soldi la Regione potrebbe pagare lÅfinstallazione di quasi tutti i nuovi impianti di irrigazione necessari nella pianura cuneese!). La sfida che lanciamo al Vice-Presidente Riba ed all'Assessore Cavallera è di smetterla con la filastrocca degli invasi, che sentiamo ormai da troppi anni senza averne visto i risultati: ricordiamo che in una provincia come la nostra nell'estate 2003 non sono stati utilizzati i 13,5 milioni di metri cubi di acqua della diga di Entracque, che dal 1962 era previsto fossero a disposizione anche dell'agricoltura. La nostra è una posizione tanto poco ideologica che diciamo: gli invasi costrueteli pure, se ne siete capaci, se servono, dove servono, con l'impatto ambientale minore possibile ma, sia chiaro che questo provvedimento è solo un cerotto e deve essere affiancato da politiche drastiche di risparmio idrico in agricoltura, perché queste sono l'unica vera cura per salvare la nostra agricoltura malata di siccità. Bruno Mellano Consigliere regionale radicale Torna su |
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settembre 2003 FITOFARMACI: LA PROCURA DI SALUZZO INDAGA SULLATRAZINA NELLE FALDE ASCOLTATI I CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI MELLANO E PALMA La Procura di Saluzzo ha aperto un fascicolo di indagine in conseguenza dellesposto presentato nei mesi scorsi dai consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma, relativamente alla presenza nelle falde piemontesi di fitofarmaci proibiti ormai da oltre un decennio: in particolare latrazina. Ieri mattina - giovedì 25 settembre i due consiglieri regionali radicali sono stati convocati ed ascoltati, presso la Procura di Saluzzo; nelloccasione hanno fornito ulteriori dati dellARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) di Cuneo che segnalano la presenza di atrazina anche nei pozzi di captazione di acqua potabile di alcuni comuni. La primavera scorsa sono stati presentati 8 esposti ad altrettante procure piemontesi per denunciare la probabile violazione da parte di alcuni agricoltori delle leggi che vietano lutilizzo di sostanze fortemente nocive per la salute. Di particolare gravità, dai dati dellARPA, risultavano essere le situazioni del Cuneese e di parte del Torinese in conseguenza dellinquinamento di atrazina (proibita in Piemonte dal 1990) e del Vercellese e Novarese in conseguenza dellinquinamento di bentazone (proibito su quei territori dal 1989). Dichiarazione dei consiglieri regionali Bruno Mellano e Carmelo Palma Vogliamo pubblicamente dare atto alla Procura di Saluzzo di avere iniziato un percorso di indagine che, ne siamo convinti, è di fondamentale importanza per portare alla luce il fatto che ancora oggi - e non solo occasionalmente - vengono utilizzate sostanze proibite e pericolose in agricoltura. Durante lincontro avuto in Procura abbiamo ribadito ciò che nellesposto di aprile avevamo sottolineato, ma abbiamo anche fornito alcuni importanti dati scientifici. Pubblicazioni dei maggiori esperti del settore, in Italia, affermano che in condizioni normali diserbanti come latrazina possono restare allinterno del terreno per non oltre 18 mesi. Noi crediamo che dopo 13 anni di divieto (oltre 150 mesi) vi sono ancora numerosi pozzi inquinati perché alcuni agricoltori hanno continuato e continuano ad usare questa sostanza. Abbiamo anche consegnato un documento dellARPA di Cuneo che mostra come latrazina sia presente in alcuni pozzi di captazione dellacqua potabile, anche se, per ora, grazie alla depurazione tramite carboni attivi, non vi sono rischi per la salute. Speriamo che nei prossimi giorni dalle altre Procure del Cuneese, del Torinese, di Vercelli e di Novara, giungano notizie di nuove inchieste. Vogliamo sottolineare che la nostra azione proseguirà, con testardaggine e senza volontà allarmistiche, soprattutto in nome di quella parte cospicua di agricoltori che rispettano i divieti e le norme, agricoltori che sono evidentemente danneggiati da chi quelle norme infrange, mettendo a grave rischio la salute dei cittadini. 26 settembre 2003 Per informazioni 348/5335302 (Mellano) Gli esposti sono disponibili sul sito www.grupporadicalipiemonte.it Torna su |
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settembre 2003 FITOFARMACI:LA PROCURA DI SALUZZO INDAGA SULLATRAZINA NELLE FALDE ASCOLTATI I CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI MELLANO E PALMA La Procura di Saluzzo ha aperto un fascicolo di indagine in conseguenza dellesposto presentato nei mesi scorsi dai consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma, relativamente alla presenza nelle falde piemontesi di fitofarmaci proibiti ormai da oltre un decennio: in particolare latrazina. Ieri mattina - giovedì 25 settembre i due consiglieri regionali radicali sono stati convocati ed ascoltati, presso la Procura di Saluzzo; nelloccasione hanno fornito ulteriori dati dellARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) di Cuneo che segnalano la presenza di atrazina anche nei pozzi di captazione di acqua potabile di alcuni comuni. La primavera scorsa sono stati presentati 8 esposti ad altrettante procure piemontesi per denunciare la probabile violazione da parte di alcuni agricoltori delle leggi che vietano lutilizzo di sostanze fortemente nocive per la salute. Di particolare gravità, dai dati dellARPA, risultavano essere le situazioni del Cuneese e di parte del Torinese in conseguenza dellinquinamento di atrazina (proibita in Piemonte dal 1990) e del Vercellese e Novarese in conseguenza dellinquinamento di bentazone (proibito su quei territori dal 1989). Dichiarazione dei consiglieri regionali Bruno Mellano e Carmelo Palma Vogliamo pubblicamente dare atto alla Procura di Saluzzo di avere iniziato un percorso di indagine che, ne siamo convinti, è di fondamentale importanza per portare alla luce il fatto che ancora oggi - e non solo occasionalmente - vengono utilizzate sostanze proibite e pericolose in agricoltura. Durante lincontro avuto in Procura abbiamo ribadito ciò che nellesposto di aprile avevamo sottolineato, ma abbiamo anche fornito alcuni importanti dati scientifici. Pubblicazioni dei maggiori esperti del settore, in Italia, affermano che in condizioni normali diserbanti come latrazina possono restare allinterno del terreno per non oltre 18 mesi. Noi crediamo che dopo 13 anni di divieto (oltre 150 mesi) vi sono ancora numerosi pozzi inquinati perché alcuni agricoltori hanno continuato e continuano ad usare questa sostanza. Abbiamo anche consegnato un documento dellARPA di Cuneo che mostra come latrazina sia presente in alcuni pozzi di captazione dellacqua potabile, anche se, per ora, grazie alla depurazione tramite carboni attivi, non vi sono rischi per la salute. Speriamo che nei prossimi giorni dalle altre Procure del Cuneese, del Torinese, di Vercelli e di Novara, giungano notizie di nuove inchieste. Vogliamo sottolineare che la nostra azione proseguirà, con testardaggine e senza volontà allarmistiche, soprattutto in nome di quella parte cospicua di agricoltori che rispettano i divieti e le norme, agricoltori che sono evidentemente danneggiati da chi quelle norme infrange, mettendo a grave rischio la salute dei cittadini. Per informazioni 348/5335302 (Mellano) Gli esposti sono disponibili sul sito www.grupporadicalipiemonte.it Torna su |
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15 settembre 2003 Egregio Direttore, In merito alla risposta del Consorzio irriguo Ovest Sesia - Baraggia alle critiche ed alle proposte dei radicali sulla questione del risparmio idrico, pubblicata su 'La Stampa' del 14 settembre scorso, occorre precisare quanto segue: I dati che abbiamo fornito nella nostra conferenza stampa sugli utilizzi d'acqua per consumi civili e per lirrigazione definiti privi di fondamento dal Consorzio Irriguo Ovest Sesia Baraggia sono stati tratti dal Rapporto sullo stato dellambiente in Piemonte - 2002 dellARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente), l'organismo tecnico-scientifico di supporto delle competenze regionali in materia ambientale. In quel rapporto (a pagina 80) si può vedere come oltre 6 miliardi di metri cubi d'acqua siano utilizzati per lirrigazione dall'agricoltura piemontese e come l80% di questi (circa 5 miliardi di metri cubi) siano utilizzati nel solo Piemonte settentrionale. Rispetto al consumo dellacqua ribadiamo quanto abbiamo già affermato nelle conferenze stampa che abbiamo tenuto a Torino, Cuneo, Fossano (CN) e Vercelli: Il report "Acqua per le colture, ogni goccia dacqua conta, realizzato e pubblicato nel 2002 dalla FAO (Food and Agricolture Organization of the United Nations), afferma che lirrigazione a scorrimento e quella a sommersione consumano oltre il 50% dellacqua utilizzata in conseguenza dellevaporazione, dellevapotraspirazione e dallinclusione dellacqua nelle colture, mentre solo il 5-10% dellacqua impiegata negli usi civili ed industriali viene sprecata, cioè cessa di essere disponibile per altri usi ambientali. Del tutto priva di fondamento- e anche un po' ridicola- è dunque l'af fermazione del Consorzio, che sostiene che lacqua possa essere utilizzata dalle centrali idroelettriche, e poi nelle abitazioni, per poi passare ad essere impiegata, per gli usi irrigui, nelle piante da frutto, e quindi per il mais, e infine per la sommersione delle camere di risaia, e che, alla fine di questo ciclo, tutta l'acqua così impiegata, senza che se ne sia sprecata una goccia, sia effettivamente disponibile per le successive colture o per rimpinguare le falde. Secondo questa curiosa teoria, se cioè l'uso non comportasse consumo e quindi perdita d'acqua, se non in piccolissima misura, non solo il vercellese sarebbe da millenni sommerso dalle acque, ma non esisterebbero più neppure continenti emersi. Rispetto alla coltura in asciutta del riso, da noi proposta come una prospettiva utile su cui lavorare, si denuncia il rischio di un danno allecosistema; noi ribadiamo che presto o tardi tutti, a monte ed a valle, dovranno fare i conti con l'impatto ecologico ed ambientale dellattuale risicoltura e crediamo che iniziare una politica di conversione di una parte delle risaie in risaie coltivate in asciutta sarebbe un provvedimento assennato e lungimirante. Anche perché vi sono dei precisi obblighi di legge (decreto legislativo 152/99, legge regionale 61/2000) che garantiscono il deflusso minimo vitale obbligatorio per ciascun fiume e torrente e quindi non si può neanche immaginare di drenare ogni goccia d'acqua presente per irrigare le nostre colture. Si afferma infine che il risparmio idrico non andrebbe a vantaggio di nessuno; strana affermazione da fare dopo unestate che ha prosciugato le riserve idriche di tutta la nazione e che ha causato danni enormi proprio allagricoltura che avrebbe avuto, almeno nella nostra regione, un sufficiente apporto idrico se solo fosse utilizzata la ragionevolezza di non sprecare la risorsa più preziosa che abbiamo: lacqua. Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali) Per informazioni 348-5335302 (Mellano) Torna su |
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09.09.2003 CONFERENZA STAMPA RADICALE DOMANI A VERCELLI: "SICCITA': LE INADEMPIENZE DELLA REGIONE E LE PROPOSTE RADICALI " Mercoledì 10 settembre, alle ore 12,00 presso il Caffè Gioberti, via Gioberti 48, Vercelli, i radicali terranno una conferenza stampa nella quale denunceranno le inadempienze del Governo regionale rispetto alle politiche di risparmio idrico ed esporranno i dati ufficiali sugli enormi quantitativi dacqua che, ogni anno, in Piemonte, sono destinati allagricoltura, quantitativi imparagonabili con quelli rivolti alluso civile. I radicali presenteranno alcune proposte "di buon senso" e commenteranno le proposte, avanzate da altri gruppi politici, volte a promuovere esclusivamente la politica degli invasi alpini. La conferenza stampa sarà tenuta da Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta-Torino). Per informazioni:Bruno Mellano 348.5335302 Torna su |
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08.09.2003 CONFERENZA STAMPA RADICALE DOMANI A FOSSANO: "SICCITA': LE INADEMPIENZE DELLA REGIONE E LE PROPOSTE RADICALI " Martedì 9 settembre, alle ore 18,00 presso il Caffè Roma, via Roma 97 a Fossano (c/o municipio), i radicali terranno una conferenza stampa nella quale denunceranno le inadempienze del Governo regionale rispetto alle politiche di risparmio idrico ed esporranno i dati ufficiali sugli enormi quantitativi dacqua che, ogni anno, in Piemonte, sono destinati allagricoltura, quantitativi imparagonabili con quelli rivolti alluso civile.I radicali presenteranno alcune proposte "di buon senso" e commenteranno le proposte avanzate, proprio a Cuneo, da altri gruppi politici e volte a promuovere esclusivamente la politica degli invasi alpini. La conferenza stampa sarà tenuta da Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta-Torino). Per informazioni: Bruno Mellano 348.5335302 Torna su |
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2 settembre 2003 SICCITA': CONFERENZA STAMPA RADICALE DOMANI A CUNEO. " LE INADEMPIENZE DELLA REGIONE E LE PROPOSTE RADICALI " Domani, mercoledì 3 settembre, alle ore 10:30, presso il Caffè Bruno, via Roma 28 a Cuneo (c/o municipio), i radicali terranno una conferenza stampa nella quale denunceranno le inadempienze del Governo regionale rispetto alle politiche di risparmio idrico ed esporranno i dati ufficiali sugli enormi quantitativi dacqua che, ogni anno, in Piemonte, sono destinati allagricoltura, quantitativi imparagonabili con quelli rivolti alluso civile. I radicali presenteranno alcune proposte "di buon senso" e commenteranno le proposte avanzate, proprio a Cuneo, da altri gruppi politici e volte a promuovere esclusivamente la politica degli invasi alpini. La conferenza stampa sarà tenuta da Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta). Bruno Mellano 348.5335302 Torna su |
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29 agosto 2003 DANNI DA SICCITA IN PIEMONTE: I RADICALI DENUNCIANO LE GRAVI RESPONSABILITA DEL GOVERNO REGIONALE. Questa mattina, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale, il consigliere regionale radicale Bruno Mellano e il segretario dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, Igor Boni, hanno tenuto una conferenza stampa per denunciare lassenza di qualsiasi politica di risparmio idrico in agricoltura e la grave inadempienza della Giunta regionale, che è ormai in ritardo di tre anni nella realizzazione del Manuale di Buona Pratica Irrigua, che potrebbe consentire, se applicato, un risparmio di enormi quantitativi dacqua. Ad oggi, in Piemonte, dai dati forniti dallARPA (Agenzia Regionale per lAmbiente) nel Rapporto sullo stato dellambiente del 2002, a confronto di poco più di 400 milioni di metri cubi di acqua consumati ogni anno per usi civili ve ne sono oltre 6 miliardi consumati per lirrigazione delle colture agrarie (più o meno il quantitativo dacqua contenuto nellintero Lago Maggiore). In più la totalità di questi 6 miliardi viene utilizzata in un periodo ristretto (tarda primavera estate), mentre lacqua per usi civili è utilizzata durante lintero anno. Il Piemonte con i sui quasi 400.000 ettari irrigati è, insieme alla Lombardia, la regione che consuma il maggior quantitativo dacqua per lagricoltura in Italia, in funzione della coltura intensiva del riso e della diffusione della coltura del mais. La FAO, nel 2002, allinterno della pubblicazione Acqua per le colture, ogni goccia dacqua conta, rileva come oltre il 50% dellacqua utilizzata per lagricoltura viene consumata dallevaporazione, dallinclusione nel raccolto e dalla traspirazione delle piante, mentre le acque per uso civile ed industriale sono consumate solo, rispettivamente, per il 10% ed il 5%; la restante parte ritorna ai fiumi ed agli acquiferi in forma di refluo. Nella stessa pubblicazione si evidenzia come lirrigazione per gocciolamento - utilizzata in Israele già da quarantanni - consenta un risparmio idrico valutabile tra il 30 ed il 60% rispetto alla classica irrigazione per sommersione, che è di gran lunga la più diffusa in Piemonte. Dichiarazione di Bruno Mellano ed Igor Boni: Malgrado levidenza dei dati mostri inequivocabilmente che, in Piemonte, è lagricoltura la principale responsabile del consumo di acqua e malgrado questanno di eccezionale siccità, il Governo regionale continua a fare finta di nulla ed a non attuare una seria politica di risparmio idrico in agricoltura. Da tre anni aspettiamo che sia prodotto il Manuale di Buona Pratica Irrigua, come era previsto dalla legge regionale 61 del 2000. Da anni denunciamo con interrogazioni e comunicati stampa linerzia della regione e sollecitiamo provvedimenti che consentano una diminuzione dei consumi. A costo di divenire noiosi lo ripetiamo: è necessario da subito invertire la rotta sui sistemi di irrigazione; non è più sostenibile, ne llagricoltura attuale, utilizzare il sistema a sommersione che spreca quantitativi enormi di acqua ed è necessario passare al più presto, e su tutte le colture dove ciò è possibile, allirrigazione a goccia; è necessario ridimensionare lestensione di colture quali il riso ed il mais che sono i principali responsabili del consumo idrico a favore di colture meno impattanti come grano, orzo e barbabietole; è ora di fare pagare il reale volume dacqua consumato agli agricoltori, in modo da dare un impulso verso il risparmio idrico e lutilizzo di tecniche irrigue di minor impatto. Inseguire esclusivamente la costruzioni di nuovi bacini ha il solo risultato di prosciugare i fiumi e di garantire acqua ad una parte degli agricoltori a discapito degli altri. Invitiamo lAssessore Cavallera a dare attuazione alle misure da noi indicate alla ripresa autunnale dei lavori; nel 2004 vi saranno le elezioni provinciali ed europee, seguite lanno dopo dalle regionali; lAssessore sa meglio di noi che i periodi elettorali sono quelli meno indicati per prendere provvedimenti apparentemente impopolari; caro Assessore, ora o mai più!. Mellano (348/5335302) Boni (348/5335309 Torna su |
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28 agosto 2003 SICCITA IN PIEMONTE: LE GRAVI RESPONSABILITA DELLA GIUNTA GHIGO. CONFERENZA STAMPA RADICALE DOMANI IN CONSIGLIO REGIONALE. Domani, venerdì 29 agosto, alle ore 11:00, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15, piano terra), i radicali terranno una conferenza stampa nella quale denunceranno le inadempienze del Governo regionale rispetto alle politiche di risparmio idrico ed esporranno i dati sugli enormi quantitativi dacqua che, ogni anno, in Piemonte, sono destinati allagricoltura, quantitativi imparagonabili con quelli rivolti alluso civile. La conferenza stampa sarà tenuta da Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta). Mellano (348/5335302) Boni (348/5335309) Torna su |
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3 agosto 2003 OGM/RADICALI PIEMONTE: LA CHIESA IMPARTISCE UNA LEZIONE DI LAICITA AL MONDO POLITICO. Carmelo Palma (presidente gruppo consiliare radicale in Regione Piemonte) ha così commentato lapertura del Vaticano alle biotecnologie applicate allagricoltura: Chi come noi polemizza da sempre con la Chiesa Cattolica per le sue posizione ideologiche e antiscientifiche su varie questioni (dagli anticoncezionali alle cellule staminali) non può che essere lieto per una presa di posizione pragmatica, attenta alla realtà e ai bisogni di chi non ha voce e non corriva con i proclami fondamentalisti di chi alza steccati a difesa del Dio Natura quando non del proprio tornaconto personale ed elettorale. Pochi giorni fa fummo i soli in Consiglio Regionale a difendere tale approccio laico e a cercare di rafforzare le posizioni di chi, anche nel mondo agricolo, non accetta i diktat della Coldiretti e di Slow Food (vedi la nostra conferenza stampa fatta assieme alla CIA/Confederazione Italiana Agricoltori). Ora, i professionisti dellambientalismo di centro, di destra e di sinistra - cosa faranno: accuseranno anche il Papa di essere al soldo delle multinazionali americane?. Peraltro, il sostegno agli OGM in agricoltura introduce una positiva e salutare contraddizione allinterno del feticismo biologista con cui la Chiesa affronta normalmente la cosiddetta difesa della vita e anche questa è una buona notizia.. Palma (348/5335301) Torna su |
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30 luglio 2003 SCANDALO BIALLUVIONATI/REGIONE PIEMONTE: RADICALI "SUBITO COMMISSIONE D'INCHIESTA DEL CONSIGLIO REGIONALE SUI RISARCIMENTI PER L'ALLUVIONE "Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali: <<Lo scandalo politico e giudiziario sui risarcimenti ai bialluvionati del 1994 e del 2000 ha assunto, dopo l'arresto dell'Assessore Brigandì, un profilo grave anche dal punto di vista istituzionale. Lasciando del tutto impregiudicati gli esiti dell'inchiesta giudiziaria- su cui riteniamo doveroso non pronunciarci- è invece necessario approfondire le implicazioni di una "partita" (quella dei risarcimenti dell'alluvione) che, anche e soprattutto sotto il profilo politico-amministrativo, denota caratteri di assoluta inefficienza, che è stata gestita dalla Giunta e dall'amministrazione regionale con colpevole leggerezza e che è stata, con altrettanta leggerezza, sottovalutata dall'intero Consiglio Regionale. Il caso Odasso divenne giustamente l'occasione per approfondire, con una apposita commissione d'inchiesta consiliare, i punti oscuri dell'organizzazione e della gestione della sanità pubblica. Oggi, il caso Tocci fa emergere non solo l'occasione ma la necessità di una inchiesta amministrativa sulla gestione del risarcimento sulle alluvioni, che, come è ormai noto a tutti, anche al di là del caso Autovallere, è, a dir poco, un cumulo di contraddizioni. Speriamo che il primo a sentire questa esigenza sia il Presidente Ghigo, che oggi pomeriggio riferirà in aula. Auspichiamo che anche l'opposizione di centrosinistra, come sul caso Odasso, voglia fare la sua parte. Ora, come allora, non si tratta ovviamente di interferire con le inchieste o di sovrapporsi al lavoro della magistratura. Si tratta di non delegare al potere giudiziario anche il compito di spiegare che cosa non funziona o "disfunziona" nella macchina regionale.>> Per informazioni: 348-5335301 (Palma) Torna su |
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21 luglio 2003 OGM: RADICALI "DECIDANO I PRODUTTORI E I CONSUMATORI, NON I GOVERNATORI" della vedova, palma e mellano: "ghigo allievo di bove' e alfiere del conformismo ambientalista; i quattro falsi della campagna anti ogm e le solite tentazioni protezionistiche" Dichiarazione di Benedetto Della Vedova (europarlamentare radicale) e di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali: "Ciò che l'intero sistema politico piemontese propone in materia di ogm in agricoltura poggia su quattro assunti totalmente falsi, ma propagandisticamente molto efficaci per gli alfieri della "via piemontese" all'ogm free. E' innanzitutto falso equiparare l'agricoltura "convenzionale" (non ogm) all'agricoltura biologica, che rimane in Piemonte un fenomeno di nicchia, importante dal punto di vista turistico e commerciale, ma non rappresentativo del complesso dell'agricoltura piemontese. Il ricorso costante e gravemente inquinante, dal punto di vista ambientale, a prodotti chimici è dimostrato dalle condizioni delle falde superficiali e di una parte di quelle profonde, gravemente contaminate da pesticidi chimici leciti e addirittura proibiti (come abbiamo già avuto modo di denunciare, anche con puntuali esposti in Procura). E' in secondo luogo falso ritenere che l'agricoltura "convenzionale" riguardi solo o in maggioranza prodotti tipici. Il mais piemontese, secondo Ghigo minacciato dal mais ogm, non ha nulla di tipico o di specificamente locale. E' in terzo luogo falso che esistano ragioni di salute pubblica scientificamente dimostrate per proteggere il Piemonte, i suoi uomini e i suoi animali, da colture, mangimi o alimenti ogm. Un conto è adottare una ragionevole prudenza; tutt'altro discorso è lanciarsi in una campagna mediatica "bio-terroristica" fatta di pregiudizi, conservatorismi, e oscurantismi scientifici. In quarto luogo è falso - clamorosamente falso - che l'intero Piemonte possa divenire una zona franca, totalmente esentata dall'applicazione della direttiva europea sugli ogm, che è già di per sé enormemente restrittiva nelle parti in cui consente la coesistenza di colture ogm e ogm-free, nonchè in quelle relative all'informazione dei consumatori. Se la maschera è ambientalista, la "ciccia" di questa politica è però bassamente speculativa. Lo scenario che si configura vedrà le organizzazioni agricole (è qui utile rimarcare la coraggiosa presa di posizione controcorrente della CIA), da una parte, ottenere sussidi economici nazionali (a maggior ragione dopo la modifica della PAC) per le produzioni locali non ogm, e, dall'altra, richiedere barriere commerciali ai prodotti ogm stranieri: insomma una riedizione della politica autarchica in campo agricolo e alimentare, contro lo "strapotere delle multinazionali". Neppure Bove o il più rigoroso reazionario no-global avrebbe saputo dire qualcosa di peggio di quello che, da Ghigo in giù, tutti hanno sentito il dovere di affermare in questi giorni in Piemonte. Noi rimaniamo dell'idea che sugli ogm è bene che decidano, secondo criteri di mercato, i produttori e i consumatori e non, secondo criteri di potere, i governatori e i loro interessati consiglieri.". Per informazioni: 348-5335301 (Palma) Torna su |
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18 luglio 2003 OGM: LUNEDI' A TORINO CONFERENZA STAMPA DI CIA E RADICALI "OGM: NESSUNA GUERRA ALL'EUROPA!" Lunedì 21 luglio 2003, ore 12.00 Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte Via Alfieri n.15, Torino Intervengono: Benedetto Della Vedova, deputato europeo radicale Attilio Borroni, Presidente regionale CIA (Confederazione italiana agricoltori) Carmelo Palma, capogruppo radicale alla Regione Piemonte La Regione Piemonte, con il consenso di tutti i gruppi politici, e con la sola esclusione dei radicali, sembra sul punto di adottare una solenne dichiarazione di "guerra all'Europa" e di annunciare la non applicazione della direttiva comunitaria in materia di ogm. Anziché contrastare le paure irrazionali della popolazione, la Regione ha scelto di fare sugli ogm una pura campagna di immagine. Nella conferenza stampa, gli organizzatori tenteranno di riportare ad alcuni dati di realtà e di verità una questione che è certo delicata, ma che il Piemonte non può pensare di affrontare in modo propagandistico e irrazionale, secondo il criterio di una "tolleranza zero" anacronistica e irrealizzabile. Per informazioni: 348-5335301 (Palma) Torna su |
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14 luglio 2003 OGM/REGIONE PIEMONTE: RADICALI "GHIGO, UN OCCASIONE MANCATA OCCORRE GARANTIRE LA LIBERTA SIA DEI PRODUTTORI SIA DEI CONSUMATORI." IL PIEMONTE INTENDE ADERIRE AL BOICOTTAGGIO DEGLI OGM ANNUNCIATO DA ALEMANNO? Dichiarazione di Carmelo Palma, capogruppo radicale alla Regione Piemonte, e Silvio Viale, Presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta: L'ordinanza della regione Piemonte sul mais biotech è semplicemente l'adempimento obbligato di una normativa "morente", già superata, a partire dalla prossima stagione, da una direttiva europea che consentirà ai produttori, secondo principi di assoluta trasparenza, di scegliere le coltivazioni - siano esse ogm od ogm free- e obbligherà i trasformatori ad assicurare la completa tracciabilità dei prodotti. In questo modo sarà garantita la libertà sia dei produttori sia dei consumatori, che non hanno bisogno di paladini più o meno interessati ma di regole e informazioni chiare. Invece, grazie alla retorica di Ghigo e alla "resistenza" annunciata ieri dal Ministro Alemanno sul Corriere della sera, il rogo del mais piemontese ha assunto un significato di fanatismo fondamentalista, di inizio della crociata anti-ogm in Italia. Alemanno intende restringere, con una logica programmatoria e autoritativa, il ricorso agli ogm da parte dei singoli produttori, consentendone l'utilizzo solo nelle "aree omogenee" in cui venisse approvato dalla maggioranza degli operatori coinvolti. Tutto questo significa che il governo italiano intende offrire una sponda giuridico-amministrativa ai "niet" della Coldiretti (fortunatamente contrastata, su questo punto, dall'altra storica confederazione agricola, la CIA), e organizzare il boicottaggio istituzionale della direttiva europea in materia di ogm. Anche il Piemonte, a partire dal suo Presidente e dal suo Assessore, intende collaborare a questa politica, che maschera dietro i "nuovi" alibi ambientali le "vecchie" tentazioni protezionistiche? La singolare convergenza dei formidabili interessi anti-mercato della Coldiretti e delle ideologiche opposizioni del fronte ambientalista puzzano, per l'appunto, di bruciato. Non è il caso che il Presidente Ghigo, che ha già perso una occasione, inizi a diradare il fumo, prima che si muoia tutti soffocati dall'ipocrisia?. Per informazioni: 348-5335301 (Palma) 348-5335310 (Viale) Torna su |
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12 luglio 2003 OGM/REGIONE PIEMONTE: RADICALI DIETRO LA CROCIATA ANTI-OGM ATTEGGIAMENTI CRIPTO-PROTEZIONISTICI Dichiarazione di Carmelo Palma, capogruppo radicale alla Regione Piemonte e Benedetto Della Vedova, eurodeputato radicale e Presidente di Radicali Italiani <<Senza volere nulla eccepire sulla decisione della Regione Piemonte (che, ad oggi, si può considerare addirittura obbligata sotto il profilo giuridico- amministrativo) sul caso specifico assurto in questi giorni agli onori delle cronache, occorre rilevare e denunciare che dietro la propaganda anti-ogm in agricoltura emerge un atteggiamento tanto oscurantista sotto il profilo scientifico, quanto cripto-protezionistico sotto il profilo commerciale. Una cosa è far valere lattuale normativa in materia di autorizzazioni sulluso degli ogm, altra e ben diversa cosa è lanciare una crociata che associa una paura per le innovazioni scientifiche ad una strategia anti-mercato per la tutela dei prodotti tipici, descrivendo per il futuro dellagricoltura piemontese e italiana uno scenario irrealistico e totalmente ogm free, e ponendo le premesse per una politica commerciale difensiva, non giustificata solo dagli interessi bassi degli agricoltori locali, ma anche dalle esigenze alte della tutela ambientale. Non vorremmo che il protezionismo agricolo che molto faticosamente e timidamente si tenta di far uscire dalla porta della Pac (politica agricola comune), venisse fatto surrettiziamente rientrare dalla finestra della politica ambientale. E soprattutto non vorremmo che molti ambientalisti dimenticassero che gli ogm in agricoltura possono avere un effetto ecologicamente benefico, ad esempio riducendo di molto il ricorso a pesticidi, che oggi rappresentano un fattore assolutamente certo e devastante di inquinamento delle acque. Stiano quindi attenti il Presidente Ghigo e lassessore Cavallera a non usare su questi temi parole e ragioni sovrapponibili a quelle di Pecoraro o di Bertinotti.>> Torna su |
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24 giugno 2003 MURAZZANO/RADICALI: IL SINDACO NON ABBATTE SOLAMENTE IL REFERENDUM, ABBATTE ANCHE GLI ALBERI!. PRESENTATA OGGI IN COMUNE UNISTANZA FIRMATA DA 70 MURAZZANESI: SIGNOR SINDACO, PERCHE LHA FATTO?. Questa mattina è stata presentata presso il Comune di Murazzano unistanza (prevista dallart. 42 dello Statuto Comunale) sottoscritta da una settantina di cittadini, che richiedono al Sindaco, avv. Giorgio Manfredi, di fornire adeguate spiegazioni sul taglio (effettuato dai tecnici della Provincia su esplicita e pressante richiesta del Comune) di 24 olmi, piantati circa trentanni fa, che costeggiavano il tratto di strada statale allentrata del paese. Il primo firmatario dellistanza è il consigliere comunale Giorgio Masante. I radicali cuneesi Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Bruno Mellano (consigliere regionale ) hanno dichiarato: Il Sindaco di Murazzano non si è accontentato di abbattere gli strumenti della democrazia diretta che sono formalmente a disposizione dei suoi sfortunati cittadini: da oltre due anni non convoca un referendum consultivo richiesto da ben 120 murazzanesi e, per ripicca contro chi, come il consigliere Masante, si batte per il rispetto delle regole, ha inserito nel nuovo Statuto Comunale una norma che raddoppia il numero di firme necessarie per indire futuri referendum. Ora il Sindaco ha fatto abbattere anche gli alberi, pare perché intralciavano la circolazione degli automezzi; nei trentanni di vita dei poveri olmi, non ci risulta alcun grave incidente provocato dai medesimi; inoltre, il tratto di strada interessato è sottoposto al limite di velocità dei 50 km/orari e la stazione locale dei carabinieri è situata proprio lì: un autovelox non era meglio dellaccetta? Settanta murazzanesi hanno deciso di non limitarsi a mugugnare contro un Sindaco che si comporta da padrone del paese; su nostra sollecitazione, hanno apposto nome e cognome su unistanza, a cui lAmministrazione è tenuta a rispondere entro 30 giorni. Sabato 12 luglio, alle ore 17:00, presso il Municipio di Murazzano faremo il punto della situazione con i murazzanesi sia sul referendum sia sugli olmi. . Manfredi (348/5335305) Mellano (348/5335302) Torna su |
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18 giugno 2003 FITOFARMACI: REGIONE PIEMONTE APPROVA PRIMO PIANO DI PROTEZIONE ACQUE - RADICALI: "PROVVEDIMENTO INADEGUATO E TARDIVO, MA ALMENO RICONOSCE IL PROBLEMA" Il Consiglio regionale ha approvato ieri sera la delibera di "prima individuazione" delle aree vulnerabili ai prodotti fitosanitari. La delibera - che adempie, con oltre 3 anni di ritardo, agli obblighi fissati dal d.lgs. 152/99 - adotta una prima disciplina restrittiva dell'utilizzo di diserbanti, fungicidi e insetticidi, nonostante l'opposizione della gran parte delle organizzazioni agricole. Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali: "Questa delibera ha un solo pregio: quella di riconoscere, seppur tardivamente ed in modo inadeguato, un problema che la politica agricola continua a rimuovere, malgrado le direttive comunitarie recepite dal nostro paese, malgrado un obbligo giuridico di intervento che le leggi nazionali pongono in capo alle regioni, malgrado una situazione di inquinamento diffuso, incontrollato e a volte neppure "mappato" delle falde acquifere. I difetti della delibera sono invece innumerevoli e tutti dipendenti dalla scelta (non tecnica, ma puramente politica) di individuare non - come la legge imporrebbe - le zone vulnerabili (cioè potenzialmente soggette per le caratteristiche geologiche e per la natura del suolo e delle falde) all'inquinamento fitosanitario, ma - come le organizzazioni agricole hanno imposto - solo quelle già vulnerate, con la conseguente limitazione degli interventi non già alla prevenzione dei rischi di inquinamento, ma solo alla riduzione dell'inquinamento esistente. Nelle scorse settimane abbiamo denunciato, sulla base dei dati dell'Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (ARPA), che l'inquinamento da fitofarmaci, e massimamente da atrazina e bentazone (proibiti in Piemonte dal 1990), è il segno incontestabile della sistematica violazione delle normative ambientali da parte di troppi produttori agricoli. Oggi il rischio è che anche questa modestissima delibera, senza un'azione di vigilanza e monitoraggio, venga considerata carta straccia e continui ad essere nella sostanza disapplicata. All'Assessorato all'Agricoltura e Ambiente spetta ora la responsabilità di fare in modo che le cose decise vengano attuate.". Il "Dossier fitofarmaci" e gli esposti presentati in varie procure piemontesi dai consiglieri regionali radicali sono disponibili su www.grupporadicalipiemonte.it Per informazioni: 348-5335302 (Mellano) Torna su |
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16 giugno 2003 SICCITA- RADICALI: " NON SERVE OVVIARE ALLA CARENZA DI PIOGGIA CON LA PIOGGIA DI CONTRIBUTI " - PALMA E MELLANO: "DI 30 MESI IN RITARDO IL CODICE DI "BUONA PRATICA IRRIGUA" Le scarse precipitazioni primaverili di questanno ed il caldo eccessivo rispetto alla stagione, stanno riducendo gravemente le riserve idriche della nostra regione. Prontamente le associazioni di categoria degli agricoltori si stanno mettendo sul piede di guerra per denunciare il "rischio siccità" e iniziano a stimare i danni allagricoltura che dovrebbero essere sanati con i soldi pubblici. Dichiarazione di Bruno Mellano e Carmelo Palma, consiglieri regionali radicali: "Sono ormai tre anni che chiediamo pubblicamente al Governo regionale di iniziare una seria pianificazione agraria che dovrebbe avere tra i punti principali la razionalizzazione delluso delle risorse idriche in agricoltura. La legge regionale 61 del 2000 prevedeva, grazie ad un nostro emendamento, che entro trenta giorni la Giunta approntasse un "Manuale di buona pratica irrigua" da distribuire e diffondere tra gli agricoltori. Da allora sono passati non trenta giorni ma trenta mesi ed ancora questo strumento non esiste. Dai dati nazionali della Protezione civile, circa il 60-70% dellacqua, che potrebbe essere utilizzata come potabile, finisce nellirrigazione delle colture. La Regione Piemonte, con la diffusa coltura del riso in sommersione e del mais, che necessita di numerose irrigazioni allanno, è tra le regioni italiane che consumano il maggior qua ntitativo dacqua per lagricoltura. Noi denunciamo lattuale politica regionale che, invece di razionalizzare luso dellacqua, incentivando lirrigazione a goccia ed a pioggia, continua a consentire che si utilizzino metodi antiquati, costosi e inefficienti (lirrigazione a scorrimento e a sommersione), che hanno il solo risultato di sprecare quantitativi incalcolabili dacqua. Noi denunciamo la scelta di costruire nuovi bacini idrici nelle valli per aumentare la quantità dacqua disponibile per lirrigazione, perché avranno il solo risultato di prosciugare completamente i corsi dacqua alluscita delle valli, non mantenendo il "deflusso minimo vitale" come stabilito dal Decreto legislativo 152/99 e causando danni importanti allequilibrio ecologico della zona. Noi denunciamo la mancata incentivazione di colture meno impattanti come grano e orzo, a favore del riso e del mais che necessitano di apporti irrigui non compatibili con le disponibilità attuali. Le associazioni di categoria, infine, farebbero bene a smetterla di sfruttare parassitariamente ogni evento climatico per chiedere contributi e cominciare ad essere un supporto tecnico agli agricoltori, cessando di svolgere semplicemente il compito di esecutori burocratici di pratiche. E quanto mai necessario, da subito, avere la lungimiranza di preparare strumenti di base per una radicale riforma dellagricoltura regionale, e smetterla di ovviare alla carenza di pioggia con la pioggia di contributi". Per informazioni: 348-5335301 (Palma) Torna su |
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3 giugno 2003 FITOFARMACI/REGIONE PIEMONTE: DOMANI CONFERENZA STAMPA DEI RADICALI A TORINO i radicali depositano il 4° esposto sull'inquinamento delle falde da prodotti fitosanitari: dopo cuneo, vercelli e novara, e' la volta della provincia di torino. "ATRAZINA IN AUMENTO NELLE ACQUE DELLA REGIONE": Mercoledì 4 giugno 2003, alle ore 12:00 Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale, Via Alfieri 15, Torino Saranno presenti: Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali Silvio Viale, Presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta Negli scorsi mesi, i radicali piemontesi avevano denunciato come, sulla base delle stesse rilevazioni dell'Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), emergesse un significativo inquinamento delle falde acquifere nella Regione Piemonte, nella gran parte dei casi con prodotti non solo pericolosi, ma proibiti da oltre dieci anni (Atrazina e Bentazone). Approfondendo l'analisi su base provinciale, sono emersi dati particolarmente allarmanti rispetto alle province di Cuneo, Vercelli, Novara e Torino; partendo da tali dati, i Radicali hanno predisposto e presentato esposti alle nove procure della Repubblica competenti. Domani, sarà depositato l'esposto nelle procure della provincia torinese: Torino, Pinerolo, Ivrea. Nel corso della conferenza stampa sarà, inoltre, illustrata una ennesima interrogazione all'Assessore Regionale all'Ambiente e Agricoltura, Ugo Cavallera, relativa non solo alla presenza, ma anche all'aumento della concentrazione media di Atrazina nelle falde piemontesi. Mellano (348/5335302) Il Dossier fitofarmaci e gli esposti sono disponibili su: www.grupporadicalipiemonte.it Torna su |
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27 maggio 2003 LA REGIONE BOCCIA IL COMPRENSORIO ALPINO VALLE STURA E (parzialmente) LA PROVINCIA DI CUNEO. MELLANO: "CAVALLERA MI DA' RAGIONE, MA " Durante la seduta odierna del Consiglio Regionale, l'Assessore all'Ambiente ed all'Agricoltura Ugo Cavallera ha risposto all'interrogazioni sul comprensorio alpino di caccia CN4 Valle Stura. In particolare Cavallera, nel rispondere all'interrogazione 2144 di Bruno Mellano, depositata il 7 aprile ed avente per titolo "Caccia Gestione e commissariamento del comprensorio alpino CN4 Valle Stura" (allegata), ha, tra le altre cose, affermato: * che l'acquisto di un computer per donarlo alla scuola materna di Vinadio non rientra nei compiti e nelle finalità di un comprensorio alpino di caccia ex lege 70/96; * che il provvedimento del CACN4 deve essere annullato; * che "Direzione regionale competente attiverà la vigilanza sugli atti del Comitato di Gestione ai fini delle procedure di recupero della spesa" (1.550 euro); * che la Regione ha espresso il proprio parere favorevole al commissariamento attuato dalla Provincia di Cuneo, ma che quest'ultima ha "automonamente individuato la figura del commissario nell'ex presidente" dimissionario; * che "il commissario debba essere persona "super partes", con il compito di garantire il funzionamento dell'ambito o comprensorio di caccia, nel pieno rispetto delle norme e disposizioni vigenti". A questo riguardo Bruno Mellano ha dichiarato: "L'Assessore Cavallera ha messo alcuni punti fermi in una vicenda intricata ed opaca che riguarda la vita, quanto mai travagliata, del Comprensorio Alpino della Valle Stura. Bene! Ma non basta! Non è opportuno ricondurre ad una "specifica territorialità che può, in taluni casi, sfociare in un'eccessiva conflittualità" le situazioni che, come quella della Valle Stura, devono essere lette come campanelli di allarme per una valutazione complessiva della caccia piemontese. Comitati di gestione scaduti e tutti commissariati. Associazioni ambientaliste che annunciano di non nominare i propri rappresentanti. Agricoltori sempre più insoddisfatti. Cacciatori preoccupati. Una legge regionale, la 70/96, con pochi controlli e molte inapplicazioni. Temo proprio che la gestione di questo comprensorio sia paradigmatica della realtà piemontese piuttosto che l'eccezione che conferma la reg ola. Come è possibile che un presidente di comitato di gestione di un comprensorio di caccia possa ritenersi del tutto 'libero' di decidere acquisti palesemente al di fuori della più fantasiosa interpretazione degli obiettivi e compiti dell'ente? Come è possibile che, in barba alla rappresentanza settoriale e territoriale, un tecnico faunistico (per altro allergico al pelo animale!!!) diventi il vero 'dominus' della situazione e che, come Sansone, abbia la forza di far cadere con sé l'intero tempio e tutti i filistei? Come è possibile che una provincia non sappia trovare altro commissario se non il presidente dimissionario/dimissionato al centro del scontro 'democratico' sulla modalità di gestione dell'ente? A questo l'assessore Cavallera non ha voluto rispondere. Peccato! Sono domande che rimangono aperte per il confronto che da alcuni mesi abbiamo in Commissione Consiliare III°- Agricoltura per la riforma della legge regionale sulla cacc ia". Per ulteriori informazioni: Bruno Mellano (348/5335302) Torna su |
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23 maggio 2003 REGIONE PIEMONTE FITOFARMACI: RADICALI "UNA BRUTTA DELIBERA DA APPROVARE SUBITO". INSODDISFACENTE E TARDIVA LA "PRIMA INDIVIDUAZIONE" DELLE AREE A RISCHIO: MEGLIO DI NIENTE. Con tre anni di ritardo rispetto al termine che la legge nazionale imponeva a tutte le Regioni per l'individuazione delle aree soggette a rischio inquinamento da prodotti fitosanitari (usati nelle coltivazioni intensive di mais, riso, soia, girasole), oggi la "Commissione V Ambiente" del Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato, a maggioranza, la proposta di deliberazione presentata dall'Assessore all'Ambiente ed all'Agricoltura Ugo Cavallera, relativa alla "prima individuazione delle aree vulnerabili da prodotti fitosanitari" (atrazina, simazina, bentazone, ecc). Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano: << Meglio una deliberazione inadeguata e, per certi versi, sbagliata, che un ulteriore rinvio e ritardo nell'adozione di un provvedimento atteso da quasi tre anni. Meglio un adempimento tardivo e insoddisfacente della totale inadempienza. Per questo abbiamo insistito con la Commissione perché procedesse al voto immediato della delibera proposta dalla Giunta e al passaggio tempestivo del provvedimento all'aula, per la definitiva approvazione da parte del Consiglio Regionale. Il vizio maggiore del provvedimento, nel merito, è la sua "non conformità" alle previsioni del decreto legislativo 152 del 11 maggio 1999. Non si tratta infatti dell'individuazione delle aree "vulnerabili", come la legge impone, ma dell'individuazione delle aree già "vulnerate", cioè contaminate da sostanze fitosanitarie: non si tratta di una differenza da poco, visto che la legge impone di prevedere nei piani d'azione regionali un uso restrittivo di alcune sostanze non solo nelle zone già "contaminate", ma anche in quelle che per la tipologia del suolo, la profondità e la conformazione delle falde acquifera e la natura geologica del territorio, sono potenzialmente "contaminabili" e quindi suscettibili di una preventiva protezione. Noi radicali abbiamo denunciato un grave "allarme fitofarmaci" con un dossier presentato il 5 marzo sulla situazione allarmante delineata dai dati ufficiali del monitoraggio dell'Arpa (e che si limitano a registrare sulla base delle rilevazioni semestrali il grado di attuale inquinamento delle falde acquifere) e ci siamo fatti carico di presentare puntuali esposti alle Procure della Repubblica di Alba, Cuneo, Mondovì, Novara, Saluzzo, Vercelli e prossimamente Torino; nelle falde acquifere piemontesi continuano a ritrovarsi in quantità massiccia fitofarmaci come atrazina e bentazone formalmente proibiti da oltre 10 anni, e- cosa assolutamente eloquente- con percentuali medie di presenza in crescita costante. Questa delibera, che esigiamo il Consiglio approvi al più presto, può comunque essere il primo segno di una inversione di tendenza, e una prima prova di attenzione e vigilanza su di un problema che oggi sta con ogni evidenza sfuggendo ad ogni controllo" Dossier e esposti si possono trovare su: www.grupporadicalipiemonte.it Per informazioni: MELLANO 348-5335302 Torna su |
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13 maggio 2003 INQUINAMENTO DA FITOFARMACI: DOMANI MATTINA, I RADICALI PRESENTANO ESPOSTO ALLA PROCURA DI NOVARA. SEGUIRA CONFERENZA STAMPA (al banchetto radicale di Corso Cavour angolo Delle Ore, h. 11:30). Domani, mercoledì 14 maggio, Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) si recheranno in mattinata alla Procura della Repubblica di Novara, dove presenteranno un esposto ad hoc relativo alla Provincia di Novara, con dati desunti dal Dossier fitofarmaci predisposto dal Gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte. Analoghi esposti sono stati già presentati in tutte le Procure cuneesi e alla Procura di Vercelli. Dopo la presentazione dellesposto, i due esponenti radicali terranno una conferenza stampa, alle ore 11:30, al banchetto radicale di Corso Cavour angolo Delle Ore. Saranno presenti gli esponenti radicali novaresi Laura Occhetta e Cesare Corselli. Mellano e Manfredi hanno dichiarato: Riservandoci di approfondire i dati in conferenza stampa, intendiamo anticipare e sottolineare che la Provincia di Novara detiene, rispetto allintera regione, il record dinquinamento da Atrazina, Bentazone e Propanil, con livelli di concentrazione, rilevati dai tecnici della Regione in tre comuni novaresi, superiori 17 volte (Atrazina), 43 volte (Bentazone) e 53 volte (Propanil) la soglia di rischio (0,1 mcg/litro).. Ricordiamo che il Dossier fitofarmaci e gli esposti presentati finora sono disponibili sul sito www.grupporadicalipiemonte.it. Mellano (348/5335302) Manfredi (348/5335305) Torna su |
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7 maggio 2003 INQUINAMENTO DELLE ACQUE DA FITOFARMACI: FACCIAMO CHIAREZZA! Il 5 marzo scorso, in una conferenza stampa tenutasi nella sede del Consiglio Regionale del Piemonte, i consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma e il presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, Silvio Viale, hanno presentato un dossier che raccoglie i dati sull inquinamento da fitofarmaci delle acque di falda della nostra regione ed elenca le numerose inadempienze della Giunta regionale. I dati, che sono stati forniti dalla Direzione Pianificazione Risorse Idriche della Regione Piemonte, non hanno avuto per ora alcuna diffusione pubblica, malgrado evidenzino un grave stato di inquinamento delle falde, dovuto anche a sostanze da tempo proibite in Piemonte. Dai dati si evince che la quasi totalità del territorio di pianura ricadente nelle provincie di Cuneo, Torino, Asti, Biella, Vercelli e Novara risulta contaminato e quindi vulnerato dai prodotti fitosanitari. Le sostanze maggiormente impattanti che sono state riscontrate nelle falde della nostra regione sono 6 diserbanti: lAlaclor, lAtrazina (vietata su tutto il territorio regionale), il Metolaclor (in fase di esclusione dallimpiego), la Terbutilazina, il Cinosulfuron e il Bentazone (vietato su numerosi comuni). Questi dati derivano da 831 punti di campionamento (pozzi) da cui, con prelievi semestrali durante gli anni 2000 e 2001, sono stati tratti 2524 campioni dacqua, poi analizzati. Rispetto alla falda superficiale si può rilevare come ben 146 pozzi su 476 (30%) risultano contaminati. Rispetto alla falda profonda (quella usata per il consumo umano) 12 pozzi su 208 mostrano residui di prodotti fitosanitari. Dei 61 principi attivi che sono stati ricercati nelle acque di falda sono 20 quelli che sono stati rinvenuti almeno una volta. Sono 18 i principi attivi che sono stati rinvenuti almeno una volta con valori superiore al limite di riferimento (1mcg/L) e 6 quelli con più di 10 superamenti di 1mcg/L. Sono 3 i principi attivi con più di 40 superamenti di 1 mcg/L; tra questi due sostanze attualmente proibite perché cancerog ene: lAtrazina ed il Bentazone. Rispetto allAtrazina, proibita dal 1990 in Piemonte e dal 1996 su tutto il territorio nazionale, la situazione attuale piemontese mostra una contaminazione diffusa presente nella prima falda soprattutto in una parte importante della pianura torinese anche se altri siti contaminati da questa sostanza sono ampiamente presenti nel vercellese, nel novarese e nel cuneese. Rispetto al Bentazone, proibito da 1989 nei comuni dove è tipica la risicoltura, è da osservare come tutti i 61 campioni che sono risultati avere Bentazone provengono proprio dai comuni nei quali il prodotto è proibito: non uno infatti dei 21 comuni nei quali questo principio attivo è stato ritrovato è escluso attualmente dal divieto di utilizzo. Sulla base dei dati riportati nel dossier fitofarmaci, i consiglieri regionali radicali hanno presento esposti alle Procure della Repubblica di Cuneo, Alba, Mondovì, Saluzzo (il 3 aprile) e di Vercelli (il 17 aprile), con la richiesta di svolgere indagini per accertare la violazione o meno di norme penalmente rilevanti e, in caso di violazione, i responsabili. Analoghi esposti saranno presentati in altre Procure. Al di là della via giudiziaria, doverosa ma insufficiente, vorremmo che la nostra iniziativa servisse ad aprire un dibattito serio e approfondito con tutti gli addetti ai lavori, in particolare con le organizzazioni dei coltivatori, che porti ad un reale miglioramento della situazione; senza allarmismi, ma anche senza omissioni, rimozioni e scaricabarile. N.B. Il dossier fitofarmaci e gli esposti alle Procure sono a disposizione dei cittadini sul sito www.grupporadicalipiemonte.it o possono essere richiesti allo 011/57.57.401. Torna su |
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15 aprile 2003 CACCIA/GESTIONE E COMMISSARIAMENTO DEL COMPRENSORIO ALPINO CN 4 VALLE STURA. INTERROGAZIONE URGENTE DEI CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI. I consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma hanno presentato uninterrogazione urgente a risposta orale in merito allavvenuto commissariamento (per la seconda volta in meno di due anni) del Comprensorio Alpino Cuneo 4 Valle Stura. Mellano ha riassunto così il contenuto dellinterrogazione radicale: La Provincia di Cuneo ha provveduto a sciogliere il comitato di gestione del suddetto Comprensorio senza prima procedere alla sostituzione dei componenti dimissionari, esercitando, eventualmente, il potere di surroga degli enti inadempienti, come previsto dalla D.G.R. n. 10-26362 del 28/12/98. Non basta: la Provincia ha nominato commissario il signor Franco Armando, nonostante questi si sia dimesso da Presidente del Comprensorio alpino per essere finito in minoranza allinterno del comitato di gestione su importanti scelte amministrative. Dulcis in fundo: a fine dicembre 2002 il Comprensorio alpino CN4 ha provveduto allacquisto ed alla consegna di un computer per la scuola materna di Vinadio, per una spesa di circa 1.550 euro. Direbbe il magistrato più famoso dItalia: Che cazzecca?.. Bruno Mellano (348/5335302) Torna su |
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15 aprile 2003 DOSSIER FITOFARMACI/I RADICALI PRESENTERANNO GIOVEDI UN ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI VERCELLI. SEGUIRA CONFERENZA STAMPA CON IL CONSIGLIERE REGIONALE BRUNO MELLANO. Giovedì 17 aprile, gli esponenti radicali Bruno Mellano (consigliere regionale), Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicale Italiani) e Gianni Pizzini si recheranno presso la segreteria della Procura della Repubblica di Vercelli (Piazza Amedeo IX, 2) per depositarvi un esposto contenente i dati relativi alla Provincia di Vercelli presi dal Dossier fitofarmaci presentato il 5 marzo scorso in Consiglio Regionale. Un esposto analogo è già stato presentato in tutte le Procure cuneesi. Dopo aver presentato lesposto, Bruno Mellano incontrerà la stampa al Bar dItalia (via Galileo Ferrarsi, 1), alle ore 11:30. Sarà presente Andrea De Angelis, esponente radicale vercellese. Mellano ha dichiarato: Un mese e mezzo fa, avevamo presentato dati preoccupanti sullinquinamento da fitofarmaci delle falde acquifere piemontesi, dati tratti, peraltro, da documenti ufficiali della Regione; avevamo chiesto allAssessore regionale allAmbiente, Ugo Cavallera, di assumere tutte le opportune iniziative a tutela della salute pubblica. Cavallera ci rispose che la Regione Piemonte era allavanguardia nelladozione dei provvedimenti in materia. Poiché, nonostante le rassicuranti affermazioni di Cavallera, la situazione è rimasta immutata, presenteremo esposti in tutte le Procure interessate, chiedendo loro di svolgere indagini per accertare la violazione o meno di norme penalmente rilevanti da parte degli operatori agricoli e gli eventuali responsabili. Al di là della via giudiziaria, doverosa ma insufficiente, vorremmo che la nostra iniziativa servisse ad aprire un dibattito serio e approfondito con tutti gli addetti ai lavori, in particolare con le organizzazioni dei coltivatori, che porti ad un reale miglioramento della situazione; senza allarmismi, ma anche senza omissioni, rimozioni e scaricabarile.. Bruno Mellano (348/5335301) IL DOSSIER FITOFARMACI E DISPONIBILE SU: www.grupporadicalipiemonte.it Torna su |
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31 marzo 2003 DOSSIER FITOFARMACI/I RADICALI PRESENTERANNO GIOVEDI UN ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CUNEO. ESPOSTI ANALOGHI SARANNO INVIATI ALLE ALTRE PROCURE CUNEESI. SEGUIRA CONFERENZA STAMPA CON BRUNO MELLANO. Giovedì 3 aprile, gli esponenti radicali cuneesi Bruno Mellano (consigliere regionale), Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicale Italiani), Gianni Pizzini e Rosanna Degiovanni si recheranno presso la segreteria della Procura della Repubblica di Cuneo (Piazza Galimberti, 5/7) per depositarvi un esposto contenente i dati relativi alla Provincia di Cuneo presi dal Dossier fitofarmaci presentato il 5 marzo scorso in Consiglio Regionale. Copia dellesposto sarà inoltrata anche alle altre Procure cuneesi: Alba, Mondovì e Saluzzo. Dopo aver presentato lesposto, Bruno Mellano incontrerà la stampa al banchetto radicale, sotto i portici del Tribunale di Cuneo (Piazza Galimberti, ore 11:00). Mellano ha dichiarato: Un mese fa, avevamo presentato dati preoccupanti sullinquinamento da fitofarmaci delle falde acquifere piemontesi, dati tratti, peraltro, da documenti ufficiali della Regione; avevamo chiesto allAssessore regionale allAmbiente, Ugo Cavallera, di assumere tutte le opportune iniziative a tutela della salute pubblica; Cavallera ci rispose che la Regione Piemonte era allavanguardia nelladozione dei provvedimenti in materia. Poiché, nonostante le rassicuranti affermazioni di Cavallera, la situazione è rimasta immutata, presenteremo esposti in tutte le Procure interessate, a partire da quelle cuneesi, chiedendo loro di svolgere indagini per accertare la violazione o meno di norme penalmente rilevanti da parte degli operatori agricoli e gli eventuali responsabili. Al di là della via giudiziaria, doverosa ma insufficiente, vorremmo che la nostra iniziativa servisse ad aprire un dibattito serio e approfondito con tutti gli addetti ai lavori, in particolare con le organizzazioni dei coltivatori, che porti ad un reale miglioramento della situazione; senza allarmismi, ma anche senza omissioni, rimozioni e scaricabarile.. Bruno Mellano (348/5335301) Torna su |
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25 marzo 2003 APPROVATO ALL'UNANIMITA' ODG "MELLANO" SULLE "AREE INTERSTIZIALI" PER IL BEINALE DI MAGLIANO ALPI. Questa mattina, il Consiglio regionale del Piemonte, in apertura di seduta, ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno n. 734 "Necessità di revisione e aggiornamento del piano territoriale (P.R.T.) relativamente alle "aree interstiziali". L'ordine del giorno, predisposto e presentato dal consigliere regionale radicale di Trinità, Bruno Mellano, e sottoscritto anche dai consiglieri Tomatis, Dutto, Riba, Costa e Toselli, raccoglie e traduce in impegni le richieste formulate dai sindaci di Trinità, Benevagienna, Carrù, Rocca de Baldi, Magliano Alpi e Sant'Albano Stura. Il problema, emerso in maniera evidente con il progetto di costruzione della megacentrale termoelettrica da 1150 mwe, era stato sollevato in varie occasioni dai suddetti sindaci alle Commissioni Consiliari II° (Pianificazione Territoriale) e V° (Ambiente) del Consiglio. Il Consiglio Regionale del Piemonte, con l'approvazione dell'ordine del giorno "Mellano", ha impegnato la Giunta Regionale: * a provvedere alla revisione e all'aggiornamento del Piano Territoriale Regionale relativamente alle "aree interstiziali", definendo i limiti sulle modalità del loro utilizzo in una strategia territoriale complessiva di ambito provinciale e, dove necessario, sovraprovinciale; · di provvedere, in questo quadro, alla revisione del Piano Territoriale Regionale relativamente allaltipiano del Beinale; * ad attivarsi presso le Province piemontesi tuttora inadempienti perché adottino quanto prima i rispettivi piani territoriali provinciali. Mellano ha dichiarato: "Questo è il primo impegno, nero su bianco, che la Regione Piemonte assume in riferimento all'area del Beinale: la richiesta di interruzione dell'iter procedurale per la megacentrale ha fatto decadere l'urgenza di esprimere un parere sullo specifico progetto ATEL, ma la questione sollevata dai sindaci in riferimento all'area doveva avere una risposta chiara. Sarà la Giunta a dover elaborare una proposta di revisione del Piano Territoriale Regionale riconsiderando il destino di aree troppo frettolosamente definite nel 1997 "interstiziali" e quindi "vocate" ad accogliere gli impianti "a scarso gradimento delle popolazioni locali". In particolare la revisione dovrà tenere conto che l'area del Beinale ha già "pagato" un alto prezzo ambientale e sociale per l'installazione di "impianti ad interesse collettivo". Infine il Consiglio Regionale ha formalmente chiesto alla Giunta di attivarsi presso le Province piemontesi inadempienti affinché , al più presto, adottino il Piano Territoriale Provinciale: solo Alessandria è in regola, la Provincia di Torino attende l'approvazione finale del Consiglio regionale, ma le altre, compresa Cuneo, non hanno ancora adottato il proprio Piano. Il governo del territorio è questione troppo complessa ed importante per essere lasciata a decisioni dettate dall'emotività o dalla pressione dell'opinione pubblica: d'altro canto il controllo del cittadino elettore è fondamentale per rappresentare gli interessi diffusi del territorio contrapposti ad altri interessi in gioco". Mellano 348.5335302 Torna su |
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6 marzo 2003 Fitofarmaci ed inquinamento delle falde acquifere piemontesi/Radicali: "Se per Cavallera va tutto bene, gli esposti alle Procure li faremo noi!" In merito alla precisazione divulgata ieri pomeriggio dall'Assessore all'Ambiente ed all'Agricoltura della Regione Piemonte, Ugo Cavallera, in replica alle dichiarazioni (e alla documentazione) degli esponenti radicali su "fitofarmaci e inquinamento falde acquifere", i consiglieri radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma hanno oggi dichiarato: "La fotografia sulla qualità delle acque piemontesi è talmente allarmante che lo stesso gruppo di lavoro, istituito dagli assessorati di Cavallera, ha prodotto una relazione finale che sancisce come vulnerata da prodotti fitosanitari praticamente la totalità del territorio di pianura nelle province di Cuneo, Torino, Asti, Biella, Vercelli e Novara. Come abbiamo sottolineato ieri ripetutamente in conferenza stampa e nel dossier prodotto, noi accusiamo la Regione Piemonte di essere "completamente inadempiente" su tutta la materia : è infatti scaduto da quasi tre anni il termine previsto dal decreto legislativo 152/99 per l'individuazione delle zone vulnerabili ai fitofarmaci e per la preparazione di piani d'azione atti a limitare l'impatto di tali sostanze. Solo grazie a numerose interrogazioni del gruppo radicale, agli emendamenti che è stato possibile inserire nella legge regionale 61/2000 e ad un ordine del giorno del gennaio 2002, gli Assessorati allAmbiente ed allAgricoltura, nel 2000, hanno creato il gruppo di lavoro, che, certamente, è giunto ad una prima definizione delle aree vulnerabili sulla base dei dati rilevati negli anni 2000 e 2001 relativi ad 831 punti (pozzi) sparsi sul territorio regionale, ma tale individuazione è per ora esistente solo sulla carta perché non ha ancora visto il via libera dal Consiglio regionale. E sono da prevedere tempi lunghi, anzi lunghissimi, poiché le associazioni di categoria degli agricoltori si stanno mobilitando e la Giunta ha già annunciato di voler procedere a modifiche della PDCR 360, che è, appunto, una mera proposta di deliberazione per il Consiglio Regionale e non una legge in vigore . Infine, per essere espliciti, se l'Assessore Ugo Cavallera ritiene davvero che gli elevati dati relativi ad Bentazone e Atrazina (vietati in Piemonte rispettivamente dal 1989 e dal 1990) non siano "imputabili a scarichi puntuali, ma a fenomeni che si manifestano dopo lunghi periodi di utilizzazione", se per l'Assessore "i livelli di compromissione sono da ritenere allineati ad un generico inquinamento diffuso che non raggiunge in nessuna parte del territorio livelli di particolare preoccupazione ", saremo noi radicali a consegnare i dati ufficiali della Regione alla Magistratura, alle diverse Procure interessate; noi riteniamo scientificamente poco credibile affermare, come fa l'Assessore Cavallera, che "i valori riscontrati di poco superiori ai limiti di legge non sono imputabili a scarichi puntuali, ma a fenomeni che si manifestano dopo lunghi periodi di utilizzazione del territorio in attività agricole e/o z ootecniche ". Palma (348/5335301) Mellano (348/5335302) Torna su |
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5 marzo 2003 ATRAZINA ED ALTRE SOSTANZE INQUINANTI NELLE FALDE PIEMONTESI. I RADICALI DEPOSITANO DUE INTERROGAZIONI IN REGIONE E PRESENTANO IL "DOSSIER FITOFARMACI". Questa mattina, in una conferenza stampa tenutasi nella sede del Consiglio Regionale del Piemonte, i consiglieri regionali Bruno Mellano e Carmelo Palma e il presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, Silvio Viale, hanno presentato un dossier che raccoglie i dati di inquinamento da fitofarmaci delle acque di falda della nostra regione ed elenca le numerose inadempienze della Giunta regionale. I dati, che sono stati forniti nei mesi scorsi dalla Direzione Pianificazione Risorse Idriche della Regione Piemonte, non hanno avuto per ora alcuna diffusione pubblica malgrado evidenzino un grave stato di inquinamento delle falde, dovuto anche a sostanze da tempo proibite in Piemonte. Dai dati si evince che la quasi totalità del territorio di pianura ricadente nelle provincie di Cuneo, Torino, Asti, Biella, Vercelli e Novara risulta contaminato e quindi vulnerato dai prodotti fitosanitari. Le sostanze maggiormente impattanti che sono state riscontrate nelle falde della nostra regione sono 6 diserbanti: l'Alaclor, l'Atrazina (vietata su tutto il territorio regionale), il Metolaclor (in fase di esclusione dallimpiego), la Terbutilazina, il Cinosulfuron e il Bentazone (vietato su numerosi comuni). Questi dati derivano da 831 punti di campionamento (pozzi) da cui, con prelievi semestrali durante gli anni 2000 e 2001, sono stati tratti 2524 campioni dacqua, poi analizzati. Rispetto alla falda superficiale si può rilevare come ben 146 pozzi su 476 (30%) risultano contaminati. Rispetto alla falda profonda (quella usata per il consumo umano) 12 pozzi su 208 mostrano residui di prodotti fitosanitari. Dei 61 principi attivi che sono stati ricercati nelle acque di falda sono 20 quelli che sono stati rinvenuti almeno una volta. Sono 18 i principi attivi che sono stati rinvenuti almeno una volta con valori superiore al limite di riferimento (1mcg/L) e 6 quelli con più di 10 superamenti di 1mcg/L. Sono 3 i principi attivi con più di 40 superamenti di 1 mcg/L; tra questi due sostanze attualmente proibite perché cancerogene: lAtrazina ed il Bentazone. Rispetto allAtrazina, proibita dal 1990 in Piemonte e dal 1996 su tutto il territorio nazionale, la situazione attuale piemontese mostra una contaminazione diffusa presente nella prima falda soprattutto in una parte importante della pianura torinese anche se altri siti contaminati da questa sostanza sono ampiamente presenti nel vercellese, nel novarese e nel cuneese. Rispetto al Bentazone, proibito da 1989 sui comuni dove è tipica la risicoltura, è da osservare come tutti i 61 campioni che sono risultati avere Bentazone provengono proprio dai comuni nei quali il prodotto è proibito: non uno infatti dei 21 comuni nei quali questo principio attivo è stato ritrovato è escluso attualmente dal divieto di utilizzo. Dichiarazione di Bruno Mellano, Carmelo Palma e Silvio Viale: "In questo caso si può davvero dire che i dati parlano da soli. Vorremmo, invece, sentire cosa hanno da dire l'Assessore allAmbiente e questa Giunta che, malgrado siano a conoscenza di tutto questo, non solo non hanno rispettato i tempi previsti dalla legge per approvare provvedimenti atti a limitare l'uso e l'impatto di queste sostanze ma nemmeno si mobilitano se tra questi prodotti vi sono Atrazina e Bentazone, dei quali ben si conoscono i rischi per la salute pubblica. Abbiamo presentato due ulteriori interrogazioni sperando di sollecitare questo Governo a prendere quelle responsabilità che fino ad ora ha accuratamente evitato per non scontentare le associazioni di categoria degli agricoltori". Palma (348/5335301) Mellano (348/5335302) DOSSIER FITOFARMACI.doc Torna su |
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4 marzo 2003 AMBIENTE/DOMANI CONFERENZA STAMPA SU "EMERGENZA ATRAZINA" IN PIEMONTE. RISCHI AMBIENTALI E VIOLAZIONI DI LEGGE: I RADICALI PRESENTANO IL DOSSIER FITOFARMACI. Mercoledì 5 marzo, alle ore 12.00, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte (Via Alfieri, 15 Torino), si terrà una conferenza stampa di presentazione del Dossier fitofarmaci, che raccoglie i dati più gravi sullinquinamento delle acque di falda nella Regione. Alla conferenza stampa prenderanno parte i consiglieri regionali radicali Bruno Mellano e Carmelo Palma ed il Presidente dellAssociazione radicale Adelaide Aglietta, Silvio Viale. Palma (348/5335301) Viale (348/5335310) Torna su |
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26 febbraio 2003 AMBIENTE: RADICALI CONTRO CENTRALE TERMOELETTRICA DI MAGLIANO ALPI. MELLANO PRIMO FIRMATARIO DELL'ODG PRESENTATO QUEST'OGGI IN REGIONE PIEMONTE. Questa mattina è stato presentato in Consiglio Regionale un ordine del giorno da Bruno Mellano (Radicali), Enrico Costa e Pierfrancesco Toselli (FI) e Giacomo Rossi (Federalisti liberali-AN) contro il progetto di costruzione della centrale termoelettrica a Magliano Alpi (CN). Nell'ordine del giorno, fra l'altro, si legge: "Larea sulla quale i proponenti richiedono lautorizzazione a realizzare la centrale, laltopiano del Beinale, sita in una zona del Comune di Magliano Alpi confinante con il territorio di Trinità, è già interessata dalla realizzazione di un centro di smaltimento e selezione di rifiuti, oltre che dal tracciato della superstrada Cuneo-Asti in corso di realizzazione. Limpatto della progettata centrale oltre che delle opere complementari e connesse, dal punto di vista sociale, risulterebbe dirompente in quanto andrebbe a stravolgere linclinazione della zona a carattere prettamente agricolo: gli am ministratori locali, sup portati dal sostegno unanime dei cittadini, si sono già mobilitati opponendosi nelle opportune sedi alla realizzazione dellopera, con argomentazioni tecniche, ambientali e di politica del territorio." Per questa ragione i proponenti impegnano la Giunta "ad attivarsi tempestivamente per lespressione del parere negativo della Regione nella procedura di VIA e a non addivenire ad alcun atto di intesa con il Ministero delle Attività produttive qualora il Governo decidesse del tutto incomprensibilmente e in contrasto con il disposto dellart. 3 del decreto legge n. 25 del 18 febbraio 2003 di inserire il progetto della centrale elettrica in oggetto nellelenco delle priorità". Sul tema il consigliere regionale radicale Bruno Mellano ha dichiarato: "Io non so quale concorso di interessi inconfessati, di convenienze dichiarate o di passività colpevoli da parte della Provincia di Cuneo e della Regione Piemonte abbiano consentito anche semplicemente di ipotizzare che, nel giro di pochi anni, l'altopiano del Beinale divenisse contemporaneamente il ricettacolo di tutte le peggiori porcherie politico-ambientali del cuneese; dalla bretella dell'Asti-Cuneo, alla discarica del Consorzio Monregalese, per arrivare alla centrale termoelettrica di cui oggi si ipotizza la costruzione. L'unica cosa certa è che queste opere, nel loro complesso, non costituiscono lo strumento per il potenziamento e la valorizzazione di un area baricentrica della provincia, ma la creazione di una vera e proprio "zona off limits", che avrebbe effetti pesantissimi non solo sulla salute dei residenti della zona, ma anche sugli equilibri socioeconomici della provincia. Spero che la Regione, c ui pure spetta qualche c ompetenza per controbilanciare i "superpoteri" ministeriali, dica subito e definitivamente una parola chiara contro questa follia." Per informazioni: 348-5335302 (Mellano) Torna su |
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19 dicembre 2002 "BASTA CON QUESTA CACCIA" UNA DELEGAZIONE DEI MANIFESTANTI RICEVUTA DALLA PRESIDENTE COMMISSIONE CACCIA E PESCA. PRIMA VITTORIA: ACCANTONATO RADDOPPIO SPECIE CACCIABILI. Questa mattina, nel corso della manifestazione unitaria di radicali e ambientalisti, una delegazione è stata ricevuta in Consiglio Regionale da Nicoletta Albano (Presidente Commissione Agricoltura, Caccia e Pesca) e da Francesco Toselli (Vice-Presidente Consiglio). La delegazione era composta da: Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Roberto Piana (LAC/Lega AbolizioneCaccia), Marina Bertani (VASA/Animalisti), GiorgioCrema (ENPA/EnteNazionaleProtezioneAnimali), Antonio Colonna (LIPU/LegaItalianaProtezioneUccelli). Dall'incontro sono emersi i seguenti risultati: - la Presidente Albano ha comunicato che, in sede di discussione delle proposte di legge sulla caccia (leggi pro-cacciatori), sarà accantonato l'aumento del numero di specie cacciabili (da 29 a 48!); - gli ambientalisti presenteranno la prossima settimana un ricorso al TAR affinchè sia nominato un commissario ad acta che indica il referendum regionale sulla caccia, richiesto nel 1987 da oltre 60.000 cittadini; - il consigliere regionale radicale Bruno Mellano presenterà a sua volta un esposto al Difensore Civico regionale sulle patenti irregolarità verificatesi nell'iter burocratico che ha permesso, alla fine, al Presidente Ghigo di "sopprimere" il referendum. Per ulteriori informazioni: Silvio Viale (348/5335310) Bruno Mellano (348/5335302) Torna su |
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28 novembre 2002 LUNEDI' IN REGIONE BATTAGLIA SULLA CACCIA Conferenza stampa sul referendum negato e sulla nuova legge truffa. Sondaggio tra i piemontesi: l'80-90% per i diritti dei non cacciatori. Sessanta emendamenti di "merito"; Bruno Mellano "non è ostruzionismo". Davide Argento "verranno dall'Inghilterra per cacciare la volpe". "Il primo obiettivo è quello di sensibilizzare i Consiglieri Regionali, perché si sta preparando la peggior legge regionale italiana in materia di caccia". Così Silvio Viale, presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta ha introdotto la conferenza stampa che questa mattina si è tenuta a Palazzo Lascaris. "Il punto oggi non è tanto caccia sì, o caccia no. ma l'esistenza di misure minime di garanzia a tutela delle specie in estinzione e dei diritti dei cittadini non cacciatori; è un gioco sporco dei consiglieri filo-caccia, che confidano nell'indifferenza generale del centrodestra e del centrosinistra". Bruno Mellano, consigliere regionale dei radicali, ha raccontato l'incredibile vicenda del referendum regionale del 1987, che la Corte di Cassazione (sentenza 1873/99) ha ritenuto non superato dalla legge regionale, ma che il Presidente Ghigo ha nuovamente affossato a seguito del parere di una Commissione Consultiva condotta in modo scandaloso. A proposito è stato annunciato il ricorso al Difensore Civico Regionale. Mellano ha detto: "Questo referendum fa paura a tutti. Ma la cosa più vergognosa è che, mentre si considerano le richieste del referendum accolte dalla legge, si vuole fare una nuova legge in senso opposto ai quesiti referendari; per questo abbiamo preparato sessanta emendamenti di merito e ci prepariamo alla battaglia". Davide Argento, della segreteria dei radicali piemontesi, ha esemplificato alcuni aspetti della legge, che renderebbe cacciabili alcune specie che lo stesso censimento della Regione Piemonte considera pressoché estinte. Viene permesso ai cacciatori di attraversare i centri abitati con le armi cariche, noncuranti della sicurezza collettiva. Paradossalmente si facilita la caccia alla volpe con i cani, e anche alla lepre, mentre in Gran Bretagna è stata vietata. Ovviamente non si parla di vietare la caccia alla domenica, affinché tutti possano fare gite in sicurezza, come richiesto dal referendum, ma si allargano i giorni di caccia. Alla conferenza stampa erano presenti anche Piero Belletti di Pronatura e Roberto Piana della LAC, con numerosi altri membri del Coordinamento anticaccia piemontese. Roberto Piana (LAC)ha ribadito che proseguirà la battaglia legale del Comitato per il referendum, poiché la Regione Piemonte in 15 anni non ha affatto accolto le richieste della proposta di referendum ed è giusto che si pronuncino i cittadini. Piero Belletti (Pronatura) ha illustrato i risultati di un recente sondaggio (allegato), condotto da un istituto indipendente, dal quale risulta come l'80-90% dei piemontesi siano a favore di una più restrittiva limitazione della caccia, e si è chiesto come possa essere, viceversa, che l'80% dei Consiglieri regionali sia così permissivista. Concludendo la conferenza stampa, Silvio Viale ha lanciato un appello a tutte le componenti ambientaliste per una mobilitazione comune, transpartitica, che abbia come obiettivo il miglioramento della legislazione regionale in senso protezionistico, non il contrario e soprattutto lo svolgimento del referendum. Il primo appuntamento sarà lunedì 9 dicembre (ore 10:00), quando si manifesterà davanti alla Regione indossando dei cartelli bianchi per esprimere in modo inequivocabile che "siamo senza parole". Torino, 29 novembre 2002 Per informazioni Bruno Mellano (348.5335302) e Silvio Viale (348.5335310). ALLEGATO SPECIE CACCIABILI LEGGE REGIONALE 1979 n.60 con successive modifiche (precedente alla richiesta di referendum): Beccaccino, lepre comune, lepre bianca, camoscio, pernice bianca, fagiano di monte, coturnice, pernice rossa, quaglia, starna, coniglio selvatico, fagiano, colino della Virginia, beccaccia, allodola, tortora, cesena, tordo, bottaccio, tordo sassello, corvo, cornacchia nera, pavoncella, germano reale, folaga, gallinella d'acqua, passero, passera mattugia, passera oltremontana, storno, alzavola, marzaiola, colombaccio, donnola, volpe, cornacchia grigia, gazza. Cinghiale, cervo, capriolo, daino, muflone (per queste specie sono previsti dei limiti) (43 specie) QUESITO REFERENDARIO 1987, promosso da ambientalisti e radicali: Cinghiale, Lepre, Fagiano, Colino della virginia (successivamente eliminata dalle specie cacciabili), Minilepre (introdotta successivamente al quesito referendario). (4 specie)) LEGGE REGIONALE 1996 n.70 (successiva alla richiesta di referendum): Lepre comune, coniglio, minilepre, fagiano, quaglia, tortora, beccaccia, beccaccino, pernice rossa, starna, cesena, tordo bottaccio, tordo sassello, germano reale, colombaccio, cornacchia nera, cornacchia grigia, gazza, volpe, pernice bianca, fagiano di monte, coturnice, lepre bianca, camoscio, capriolo, cervo, daino, cinghiale, muflone. (29 specie) NORMATIVA NAZIONALE LEGGE 1992 n.157 (proposta dell'assessore Cavallera): Quaglia, tortora, merlo, allodola, starna, pernice rossa, pernice sarda, lepre comune, lepre sarda, coniglio selvatico, minilepre, cesena, tordo bottaccio, tordo sassello, fagiano, germano reale, folaga, gallinella d'acqua, alzavola, canapiglia, porciglione, fischione, codone, marzaiola, mestolone, moriglione, moretta, beccaccino, colombaccio, frullino, combattente, beccaccia, cornacchia nera, pavoncello, cornacchia grigia, ghiandaia, gazza, volpe, pernice bianca, fagiano di monte, coturnice, camoscio alpino, capriolo, cervo, daino, muflone, lepre bianca, cinghiale . (48 specie) EMENDAMENTI RADICALI : (modifiche minimali in assenza del referendum promosso dagli ambientalisti e dai radicali nel 1987) Quaglia, tortora, starna, pernice rossa, pernice sarda, lepre comune, coniglio selvatico, minilepre, tordo bottaccio, tordo sassello, fagiano, germano reale, colombaccio, cornacchia nera e grigia, gazza, volpe, pernice bianca, fagiano di monte, coturnice, camoscio alpino, capriolo, cervo, daino, muflone, lepre bianca e cinghiale. (26 specie) Torna su |
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28 novembre 2002 Conferenza Stampa su: CACCIA Referendum scippato e proposte di legge indecenti: il punto della situazione e le iniziative future. Venerdì 29 novembre 2002 presso Sala dei Presidenti Consiglio Regionale del Piemonte Palazzo Lascaris, via Alfieri, 15 Ore 11 Interverranno: Bruno Mellano, consigliere regionale, membro della III Commissione Consiliare Agricoltura; Davide Argento, membro della Giunta di Segreteria dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta; Silvio Viale, Presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta. Interverranno inoltre: Piero Belletti, Pro Natura, Comitato Promotore Referendum; Roberto Piana, LAC, Comitato Promotore Referendum. Sono state invitate tutte le associazioni ambientaliste protagoniste della lunga e costosa iniziativa per la difesa del diritto all'effettuazione del referendum regionale anticaccia. Per informazioni: Bruno Mellano, 348.5335302 Torna su |
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13 novembre 2002 Regione Piemonte / Istituto per il Marketing agroalimentare piemontese. Radicali: cui prodest? Il Consiglio Regionale ha oggi deciso la creazione dell'Istituto per il Marketing dei prodotti agroalimentari del Piemonte. Nonostante i tentativi di emendamento del testo ad opera dei consiglieri Mellano (radicali), Muliere (DS) e Caracciolo (SDI), il disegno di legge è stato approvato a maggioranza senza alcuna modifica. L'assessore Cavallera ha difeso l'impostazione del provvedimento e la maggioranza di centro-destra, compatta, ha votato a "scatola chiusa". Mellano ha dichiarato: "Da oggi abbiamo un nuovo organismo partecipato dalla Regione, prestissimo un nuovo commissario di nomina regionale, presto nuovi potenti organi "democratici" da lottizzare; proprio per questo le nostre perplessità sulla capacità dello strumento scelto per rispondere ai problemi seri posti dalle sfide del mercato rimangono tutte intatte. Anzi, il dibattito d'aula con l'assessore Cavallera ha alimentato nuovi dubbi. E' palese l'incongruenza fra un Istituto "leggero" ed i compiti che sarà chiamato, per legge, a svolgere: ricerche di mercato, consulenze tecniche alle imprese, campagne di promozione e di pubblicità. Si tratta di attività specialistiche che abbisognano di competenze professionali e scientifiche adeguate. Per svolgere queste funzioni l'Istituto avrà solo due strade: attrezzare una struttura grande e complessa, costruendo un nuovo colosso burocratico che si autoalimenta ed autopromuove, oppure appaltare a ditte del terziario avanzato i la vori per i quali, oggi, si decide di creare il nuovo organismo. In entrambi i casi, le critiche che abbiamo portato al provvedimento appaiono fondate: nel primo caso ci domandiamo se serve davvero una nuova burocrazia parassitaria del settore agroalimentare; nel secondo caso ci domandiamo se non era sufficiente una direzione dell'Assessorato per coordinare tutti i soggetti interessati e per decidere assieme le linee di attività da affidare a società specializzate. A queste domande non abbiamo avuto risposte soddisfacenti, quindi rimane legittimo il classico quesito: cui prodest?" Bruno Mellano 348.5335302 Torna su |
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5 novembre 2002 AMIANTO/BALANGERO: RADICALI "VOLANO TROPPI STRACCI, E' IL MOMENTO DI FARE CHIAREZZA". Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali del Piemonte: "Nelle scorse settimane, grazie alla nostra iniziativa, la Commissione Ambiente del Consiglio Regionale del Piemonte ha iniziato un interessante giro di audizioni sulla situazione della società RSA, che avrebbe - in teoria - la responsabilità dei lavori di messa in sicurezza e bonifica dell'area dell'ex amiantifera di Balangero. Nelle audizioni tutti, dai sindaci di Coiro e Balangero (nella doppia veste di azionisti e consiglieri di amministrazione di RSA) fino ai rappresentanti dell'Ipla e FinPiemonte e all'Assessore regionale all'Ambiente Cavallera, hanno escluso che una delle ragioni degli irragionevoli ritardi nelle opere assegnate a RSA fosse dovuta a divisioni "politiche" in seno alla compagine azionaria e al C.d.A di RSA. Per la seconda volta nel giro di pochi mesi, queste formali rassicurazioni sono state smentite dagli stessi interessati, che hanno ripreso a "spararsi" a mezzo stampa. La vicenda, proprio perché ha chiaramente superato il limite del ridicolo, è divenuta molto seria e molto grave. Visto che volano troppi stracci, è il momento di fare chiarezza, tanto sul passato quanto sul futuro. Sul passato, chiarendo per quale incomprensibile ragione in tutti questi anni i comuni di Coiro e Balangero non abbiano provveduto ad acquisire l'effettiva disponibilità del sito, per mezzo dell'acquisto o del sequestro dell'area (motivabilissimo, per ragioni di salute pubblica). Sul futuro, chiarendo se davvero RSA (costruita senza alcuna razionalità tecnica, neppure dal punto di vista societario) sia ancora uno strumento adeguato per provvedere alla bonifica dell'ex amiantifera, o se non sia il caso di iniziare a risolvere il problema di Balangero, iniziando a risolvere alla radice almeno quello di RSA.". Torna su |
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4 novembre 2002 Referendum Caccia/Mellano (Radicali): "Decisioni regionali ad orologeria contro il diritto dei cittadini elettori piemontesi; una brutta pagina per le istituzioni democratiche! Ha vinto Azzecca-garbugli!". Si è svolta oggi, alle ore 13, la seduta congiunta delle Commissioni Consiliari III (Agricoltura) e VIII (Affari Istituzionali), convocata su richiesta e sollecitazione di Bruno Mellano e di altri consiglieri regionali, per un'informativa sul referendum abrogativo regionale sulla caccia. Il presidente del Consiglio Regionale Roberto Cota ha compiuto una ricostruzione dell'iter del referendum anticaccia, iniziato il 30 settembre 1987 e culminato, il 30 settembre 1998, nella sentenza 1873/99 della Corte di Cassazione che dichiarò l'illegittimità del decreto del Presidente del Giunta Regionale che aveva sancito l'arresto delle operazioni relative al referendum per sopraggiunta approvazione di una nuova legge regionale in materia (L.R. n. 22/1988). Il Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte di giovedì 31 ottobre informa che il Presidente Ghigo ha già emesso un nuovo decreto, il d.p.g.r. 89 del 21 ottobre, in cui si dichiara "la non procedibilità delle operazioni relative al referendum abrogativo della L.R. n.60/79 modificata dalla L.R. n. 38/85, entrambe interamente sostituite dalla L.R. n.70/96", a seguito del parere formulato dalla Commissione Consultiva Regionale per il Referendum e formalizzato il 15 ottobre 2002. Mellano ha dichiarato: "L'articolo 5 della legge regionale 1990 stabilisce il termine perentorio di 30 giorni perché la Commissione Consultiva Regionale sul Referendum esprima il suo parere sull'ammissibilità del quesito e sulle "eventuali questioni tecnico-giuridiche che concernono l'interpretazione e l'applicazione al caso concreto delle norme": di fronte ad un quesito posto il 7 febbraio 2001 dal Presidente della Giunta Regionale, la decisione della Commissione Consultiva è datata 23 luglio 2002 e le motivazioni sono state depositate il 15 ottobre 2002. Al di là del merito della decisione assunta da Ghigo, una brutta pagina è stata scritta nella storia democratica del Piemonte: una procedura ad orologeria ha voluto chiaramente "disinnescare la bomba" del referendum. Con una tempistica perfetta, fatta di azioni sincronizzate e convergenti, si è voluto ancora una volta evitare la partecipazione dei cittadini: quella partecipazione che, anche in questo caso, avrebbe sicuramente aiutato a dipanare un tema ancora molto sentito e su cui anche in Consiglio Regionale si tornerà a discutere sin dalla prossima settimana. Prendo atto che il Consiglio Regionale ha 'potuto' essere informato solo oggi, "a babbo morto", dell'iter procedurale seguito alla richiesta di referendum, informativa richiesta il giorno 9 luglio 2002. Prendo atto che, neanche oggi, vi è stata la distribuzione, richiesta da 8 consiglieri regionali, della documentazione relativa all'iter e depositata in Consiglio Regionale. Prendo atto che, fuori dal controllo democratico, qualche cosa è successo fra il 12 giugno 2001, quando la Commissione ha emesso un primo parere che considerava parzialmente ammissibile il referendum, e il 23 luglio 2002 quando la Commissione si è espressa per una soluzione totalmente negativa. Prendo atto che 4.500.000 di piemontesi, 60.114 elettori sottoscrittori della richiesta referendaria, 60 consiglieri regionali sono da oggi un po meno liberi di partecipare alla vita democratica delle istituzioni piemontesi." Bruno Mellano 348.5335302 Torna su |
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2 ottobre 2002 AMIANTO: RADICALI "IMMEDIATO SOPRALLUOGO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE A BALANGERO" Da oltre 12 anni non è stato attuato il ripristino della ex-cava di amianto di Balangero. I radicali chiedono limmediato sopralluogo della commissione ambiente della regione. Dichiarazione di Bruno Mellano e Carmelo Palma. Rispetto alla ex-cava di amianto di Balangero si è consumata e si sta consumando una delle vicende più inquietanti degli ultimi anni nella nostra regione. Dopo 12 anni e decine di miliardi di vecchie lire investiti, i lavori di ripristino ambientale dellarea sono a poco più di un inizio e da più parti si denunciano i rischi che potrebbero verificarsi dalla mancata sistemazione di montagne di residui potenzialmente cancerogeni. Da queste montagne (300 metri di altezza) ad ogni precipitazione scendono piccole frane che coprono la vegetazione circostante, allargando la fascia interessata dai materiali di scarto della cava. Fin dal 1995 è stata costituita una società (la RSA srl) che ha il compito di effettuare i lavori di ripristino ambientale e che comprende più soci: Provincia di Torino, Comuni di Balangero e Corio (TO), Comunità Montana Valli di Lanzo, Finpiemonte e Ipla. Dopo avere presentato nellagosto scorso una interrogazione allassessore allambiente Ugo Cavallera che non ha ancora avuto risposta, i consiglieri regionali radicali hanno chiesto che venga da subito convocato un sopralluogo ufficiale della commissione ambiente nellarea della ex-cava e limmediata audizione dei consiglieri della RSA srl, nominati da Finpiemonte ed IPLA (società partecipate della Regione Piemonte). Dichiarazione di Bruno Mellano e Carmelo Palma: Da più di un mese chiediamo conto di 12 anni di ritardi dei quali sono certamente complici la Provincia di Torino e la Regione Piemonte che direttamente od indirettamente fanno parte della società incaricata dei lavori di ripristino, la RSA srl. Fino ad ora non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Per questo ci pare inevitabile che, per riuscire a comprendere quali siano le cause di questi inaccettabili ritardi si vada, con una visita istituzionale, a verificare direttamente la reale situazione dellarea. Inoltre i rappresentanti delle due società partecipate della Regione (Finpiemonte ed IPLA) nel consiglio di amministrazione della RSA srl, devono, con urgenza, rendere conto tramite una relazione alla commissione ambiente di quanto è accaduto e sta accadendo e del loro operato (o non operato) di questi anni. Per informazioni 348/5335302 348/5335301 Torna su |
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28 agosto 2002 EMERGENZA AMIANTO/RADICALI: "SU BALANGERO UNA TORBIDA STORIA DI RITARDI E INEFFICIENZE". Nelle scorse settimane, da notizie di stampa, si è appreso che dopo oltre 12 anni dalla chiusura della Cava di amianto di Balangero (la più grande d'Europa, fra quelle a cielo aperto) e 30 miliardi di vecchie lire stanziati per le opere di ripristino e bonifica, i lavori sono ancora ad una fase iniziale e necessiteranno ancora di anni, e di altri milioni di euro, per giungere ad una conclusione. Recentemente si è dimesso il Presidente della RSA s.r.l. (Società per il risanamento e lo sviluppo ambientale dell'ex miniera di amianto di Balangero e Corio, costituita dalla Provincia di Torino, dai Comuni di Coiro e Balangero, dalla Comunità Montana valli di Lanzo, da Ipla e da FinPiemonte per realizzare l'opera di bonifica), denunciando che le divisioni politiche tra i soci hanno impedito ai lavori di proseguire con la dovuta rapidità; inoltre, da quanto risulta da notizie stampa, anche i sindaci dei due comuni interessati (Balangero e Corio) denunciano "logiche di spartizione politica seguite in altri enti partecipanti alla società". Su questo argomento, i consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano hanno presentato oggi una interrogazione urgente all'Assessore all'Ambiente Ugo Cavallera, non solo per ragioni e competenze "istituzionali", ma anche in considerazione del fatto che la RSA è società partecipata da ben due "controllate" regionali, Ipla e FinPiemonte. Dichiarazione
di Carmelo Palma e Bruno Mellano: Per ulteriori
informazioni: Palma (348/5335301) |
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15 luglio 2002 RISCHIO SICCITA' - I RADICALI CHIEDONO PER IL PIEMONTE URGENTI PROVVEDIMENTI DI PIANIFICAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE, DENUNCIANO L'INERZIA DELLA GIUNTA REGIONALE E RESPINGONO LA LOGICA DELL'EMERGENZA E' dall'inizio della legislatura che il gruppo radicale in consiglio regionale, con interventi, interrogazioni, mozioni ed ordini del giorno, chiede alla Giunta di attuare provvedimenti che mirino alla salvaguardia ed al risparmio delle risorse idriche regionali. E' ormai evidente che l'acqua sarà, più del petrolio, risorsa difficile da reperire nei prossimi decenni, tenendo conto che i nostri consumi pro-capite sono passati da 30 a 300 litri al giorno e che il comparto agricolo è quello che maggiormente incide sul totale dell'utilizzo. Da 20 mesi la Regione è inadempiente rispetto ad un ordine del giorno presentato dai radicali e votato ad ampia maggioranza dal Consiglio regionale (novembre 2000) che impegnava la Giunta regionale a predisporre un "manuale di buona pratica irrigua". La nostra, tra le regioni italiane, è quella che utilizza maggiormente la pratica dell'irrigazione in agricoltura, con enormi sprechi d'acqua dovuti all'uso di tecniche antiquate e troppo dispendiose. E'anche a causa dell'assoluta non razionalità dell'utilizzo dell'acqua di irrigazione che tutti gli anni i principali corsi dacqua sono praticamente prosciugati alluscita delle valli, con danni significativi all'equilibrio ecologico di quelle zone. A questo proposito Bruno Mellano, consigliere regionale radicale, ha dichiarato: "Sia la siccità che sta colpendo il sud ed il centro Italia, sia le scarse precipitazioni che hanno caratterizzato il clima nella nostra regione lo scorso autunno-inverno, dovrebbero fare riflettere la Giunta regionale sull'urgenza di attuare provvedimenti di pianificazione delle risorse idriche che consentano di attenuare le carenze d'acqua che sicuramente ci colpiranno. Al contrario pare che, da buona tradizione italiana, ci si muova solo nella logica dell'emergenza, distribuendo contributi a pioggia quando capita la calamità naturale, senza nemmeno occuparsi di rispettare gli obblighi che, su questi temi, vengono dalle legislazioni europee, nazionali e regionali. Da quasi due anni sollecitiamo la giunta a produrre un manuale di buona pratica irrigua che consentirebbe di risparmiare, se attuato, migliaia di metri cubi di acqua che ora vengono regolarmente sperperati in utilizzi irrazionali. La risposta alle nostre sollecitazioni è stata quella di rimandare il varo del provvedimento, forse, alla fine del 2002. Attendiamo la prossima emergenza e le prossime, scontate lacrime di coccodrillo!" Bruno Mellano: 348.5335302 Torna su |
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29 gennaio 2002 NITRATI E FITOFARMACI: RADICALI 'REGIONE PIEMONTE IN RITARDO E INADEMPIENTE' Quest'oggi il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato una delibera di sostanziale rinvio del provvedimento di individuazione delle zone vulnerabili ai nitrati (e dei conseguenti "programmi d'azione"). Insieme alla delibera è stato approvato anche un ordine del giorno di indirizzo presentato dai consiglieri regionali radicali, che impegna la Giunta a definire entro 180 giorni un provvedimento di individuazione delle zone vulnerabili ai fitofarmaci. Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali: "L8 novembre scorso la Corte Europea ha condannato lItalia per violazione degli obblighi previsti dalla "Direttiva Nitrati" 91/676/CEE. La Regione Piemonte è risultata tra le 13 regioni italiane in parte o totalmente inadempienti. Per altro verso, il decreto legislativo 152/99 ha imposto alla regioni l'obbligo di procedere entro il termine perentorio di un anno all'individuazione delle zone vulnerabili ai fitofarmaci. Sui nitrati la Regione Piemonte ha fatto poco- e con metodi rudimentali- e oggi si è presa un altro anno di tempo per completare i lavori. Sui fitofarmaci non ha fatto nulla e non è disponibile al momento neppure uno studio preparatorio. E dovrebbe avere fatto tutto da almeno un anno. Come abbiamo già sottolineato per altre materie, le leggi e le direttive comunitarie sembrano "sbarcare" in Piemonte con 2-3 anni di ritardo. La discutibile interpretazione del federalismo che la Giunta regionale sembra adottare consiste nel rivendicare non già la libertà di azione e di iniziativa, ma la possibilità di non fare neppure quanto sarebbe tenuta a fare. La Giunta regionale non sfugge alla regola comune, che riduce la politica ambientale ad una affannosa rincorsa degli scandali e delle emergenze. Prima che lo scandalo e l'emergenza scoppino, producendo psicosi spesso ingiustificate, la politica ambientale può però continuare a compiacere con sapienti ritardi gli interessi di operatori economici (in questo caso, di alcuni settori del mondo agricolo) che non vogliono modernizzare le tecniche di produzione e di smaltimento, rinviando il più possibile il momento della resa dei conti. E in tutto questo noi vediamo, prima che un calcolo meschino, un grave difetto di cultura di governo." Per informazioni: 348-5335301 (Palma) Torna su |
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Torino,
13 dicembre 2001 |
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7 dicembre 2001 AMBIENTE: RADICALI: ' CORTE EUROPEA CONFERMA INADEMPIENZA DEL PIEMONTE SU PROTEZIONE ACQUE ' PRESENTATA MOZIONE DEL GRUPPO RADICALE IN CONSIGLIO REGIONALE L'8 novembre scorso la Corte Europea ha condannato l'Italia in quanto è venuta meno agli obblighi previsti dalla "Direttiva Nitrati" 91/676/CEE che imponeva agli stati membri l'individuazione di zone vulnerabili all'inquinamento o già inquinate e la predisposizione di programmi d'azione che potessero mitigare i rischi e gli effetti dell'inquinamento delle acque. La Regione Piemonte è risultata tra le 13 regioni italiane in parte o totalmente inadempienti. I consiglieri regionali radicali hanno presentato su questo una mozione che impegna la Giunta Regionale ad ottemperare ai propri obblighi di legge, definendo le zone vulnerabili all'inquinamento dovuto all'utilizzo di nitrati in agricoltura e predisponendo "programmi d'azione" da attuare nelle zone individuate al fine di limitare i rischi di inquinamento delle acque. A questo proposito i consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano hanno dichiarato: "Abbiamo cercato in tutti i modi di scongiurare ciò che poi inevitabilmente è accaduto. Su questo argomento, per sollecitare la Giunta ad ottemperare ai propri obblighi, abbiamo presentato tre interrogazioni: il 4 settembre 2000, il 28 dicembre 2000 ed il 23 giugno 2001. In quelle occasioni abbiamo denunciato l'urgenza di giungere alla definizione delle "Zone vulnerabili" dai nitrati di origine agricola per evitare procedure come quelle messe in atto dalla Corte Europea e per consentire una regolamentazione seria nell'utilizzo dei nitrati e degli effluenti di allevamento in agricoltura che sono tra le principali cause di inquinamento delle falde acquifere nella nostra regione. Inoltre abbiamo cercato di indirizzare la Giunta affinché utilizzasse, nella individuazione di queste aree, la metodologia prevista dalla normativa europea e nazionale e non metodi "fai da te" assolutamente inaccettabili ed inscientifici come previsto in una prima proposta dell'Assessore Cavallera e dell'allora Assessore Scanderebech. Oggi, dopo la sentenza della Corte Europea, siamo di fronte alla necessità di ottemperare a quegli obblighi con la massima urgenza e precisione. Per questo, abbiamo presentato una mozione che impegna la Giunta a preparare, entro trenta giorni, una nuova proposta da presentare al Consiglio Regionale in merito all'individuazione delle zone vulnerabili dai nitrati di origine agricola ed alla redazione di "programmi d'azione" da attuare per limitare i rischi di inquinamento delle acque". Consiglio Regionale del Piemonte Gruppo Consiliare "Radicali - Lista Emma Bonino" 10121 Torino - Via Alfieri, 19 - Tel. 011.57.57.401/402 - Fax 011.230.90.05 - Email radicalipiemonte@hotmail.com Torna su |
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Torino,
30 marzo 2001 |
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Gruppo
Radicali - Lista Emma Bonino
Via Alfieri, 19 - 10121 Torino - Tel 011. 57.57.401/402 - Fax 011.23.09.005 e-mail: radicalipiemonte@hotmail.com - mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte |