Affari istituzionali
Comunicati stampa 2005






Richiesta d'informazione sugli effetti della declaratoria di decadenza pronunciata nei confronti del consigliere Rolando Picchioni [5 maggio 2005]

CASO PICCHIONI/LA CORTE D’APPELLO DI TORINO CONFERMA LA SENTENZA DI PRIMO GRADO: PICCHIONI DICHIARATO DECADUTO DA CONSIGLIERE REGIONALE PER INCOMPATIBILITA’. MELLANO E MANFREDI (RADICALI): “UNA PICCOLA VITTORIA DELLA LEGALITA’ IN MATERIA ELETTORALE: NON E’ POCO, DI QUESTI TEMPI!” [1 aprile 2005]

ELEZIONI REGIONALI: “ILLEGALITA’? NON C’E’ SOLO IL LAZIO! IL CASO PIEMONTE, IL CASO TORINO”. DOMANI, CONFERENZA STAMPA DEI RADICALI PIEMONTESI. [31 marzo 2005]

SOTTOSEGRETARIO COTA SI DIMETTE DA CONSIGLIERE REGIONALE CON DUE MESI DI RITARDO/MANFREDI E PALMA (RADICALI): “PECCATO CHE COTA NON DEBBA PAGARE NESSUN DAZIO PER IL SUO SCARSO RISPETTO DELLA LEGGE”. [11 marzo 2005]

ELEZIONI REGIONALI/MANFREDI (RADICALI): “SOTTOSEGRETARIO COTA FAREBBE BENE A DIMETTERSI DA CONSIGLIERE REGIONALE PRIMA DI IMPARTIRE LEZIONI DI MORALITA’ A CHICCHESSIA, TANTOMENO AI RADICALI”. [2 marzo 2005]

REGIONALI/RADICALI: PALMA E MELLANO “ANCORA APERTA LA POSSIBILITA’ DI INTESA ELETTORALE CON L’UNIONE” [25 febbraio 2005]

MORTE DI MARIO CONTU/RADICALI: SINCERA COMMOZIONE E PROFONDO TURBAMENTO - ONORE AL MEMORIA DI UN POLITICO COMBATTIVO E PREPARATO. [19 febbraio 2005]

MANFREDI (RADICALI PIEMONTE): “SOTTOSEGRETARIO COTA  INCOMPATIBILE CON LA CARICA DI CONSIGLIERE REGIONALE; CONSIGLIO REGIONALE CONNIVENTE; NON C’E’ PIU’ TEMPO PER AZIONE POPOLARE”. [16 febbraio 2005]

PARCO GRAN PARADISO/INTERPELLANZA RADICALI PIEMONTE: “NOMINE PRESIDENTE E CONSIGLIO DIRETTIVO NON RISPONDENTI A NORME DI LEGGE. INTERVENGA SUBITO LA GIUNTA REGIONALE.” [2 febbraio 2005]

INTERPELLANZA RADICALE: COME PUO’ LA FONDAZIONE PER IL LIBRO UTILIZZARE UN NOME DIVERSO DA QUELLO PREVISTO DALLA STATUTO ANCORA VIGENTE? [25 gennaio 2005]

REGIONALI/PIEMONTE: RADICALI “NON ANCORA CONCLUSO ACCORDO CON GHIGO”. [24 gennaio 2005]

REGIONE PIEMONTE: PICCHIONI DICHIARATO DECADUTO DAL TRIBUNALE DI TORINO - RADICALI: “FINALMENTE RIPRISTINATA LA LEGALITA’ CONTRO UN CONSIGLIO REGIONALE COMPLICE” [14 gennaio 2005]

CASO PICCHIONI/DOMANI IL TRIBUNALE DI TORINO DISCUTERA' LE TRE AZIONI POPOLARI PER FAR SANCIRE L'INCOMPATIBILITA'. [13 gennaio 2005]

  Al Presidente del
Consiglio Regionale del Piemonte
Oreste Rossi
Torino, 5 maggio 2005
Oggetto: richiesta d'informazione sugli effetti della declaratoria di decadenza pronunciata nei confronti del consigliere Rolando Picchioni

Egregio Presidente,
in seguito alla declaratoria di decadenza pronunciata nei confronti del consigliere Rolando Picchioni dalla Corte d'Appello di Torino lo scorso 1° aprile 2005, Le rivolgiamo cortese richiesta, al fine di acquisire le seguenti informazioni:
1. se la declaratoria di decadenza abbia efficacia ex tunc, ovvero dalla data della pronuncia;
2. quali effetti la decadenza comporti rispetto agli emolumenti e alle indennità spettanti e già corrisposte all'ex consigliere regionale Rolando Picchioni.
In attesa di risposta motivata, ci permettiamo di fornirLe alcune informazioni relative all’orientamento giurisprudenziale sul punto in oggetto, così come ci è stato possibile ricostruirlo in base a una ricerca sommaria (e certo non esaustiva), su cui la invitiamo comunque a disporre un approfondimento presso i competenti uffici del Consiglio Regionale.
In particolare, sul punto dell’efficacia ex tunc, rimandiamo a Cass. civ., 04/09/1995, n.9292, Sez. I, di cui riportiamo il seguente passo: “Va ulteriormente precisato che sia la pronuncia del consiglio regionale, sia quella del giudice ordinario sono strutturate come pronunce meramente dichiarative, con le quali l'autorità amministrativa e quella giudiziaria si limitano a dare atto che il consigliere eletto non può ricoprire la carica elettiva per il sopravvenire di una causa di incompatibilità e, quindi, dal momento stesso in cui tale incompatibilità si è verificata, per non essere stata tempestivamente rimossa.
Tuttavia, poiché l'alternativa fra il ricorso all'autorità amministrativa o quello immediato all'autorità giudiziaria è rimessa alla scelta dell'elettore, qualora questi, come specie, abbia preferito promuovere lo svolgimento del procedimento amministrativo di cui all'art. 7 della legge n. 154 del 1981, la decadenza dell'eletto si verifica (sia pur con effetti retroattivi) non già per la mancata osservanza del termine di dieci giorni previsto dall'art. 6, ult. co. della legge predetta, bensì per la mancata osservanza del termine di dieci giorni previsto dall'art. 7, co. 6°, ai sensi del quale, dopo la contestazione della causa di incompatibilità, il consigliere eletto può provvedere spontaneamente alla sua rimozione nei dieci giorni successivi; se egli si limita, nel termine predetto, a formulare osservazioni per contestare la dedotta incompatibilità, il consiglio regionale, nei dieci giorni successivi, delibera definitivamente e, se ritiene sussistente la causa di incompatibilità, invita il consigliere eletto a rimuoverla o a optare per la carica che intende conservare; e, solo se l'eletto non provveda nei successivi dieci giorni, il consiglio regionale lo dichiara decaduto (ex tunc).” Sottolineiamo inoltre che la citata sentenza è in estratto riportata anche sul Quaderno di studio del Consiglio Regionale n. 15, del gennaio 2000- “Elezioni Regionali 2000, fascicolo 2, Il Procedimento elettorale”.
Certi di un pronto riscontro, in attesa di pronta risposta, Le inviamo cordiali saluti.
Carmelo Palma
Bruno Mellano
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  Torino, 1° aprile 2005
CASO PICCHIONI/LA CORTE D’APPELLO DI TORINO CONFERMA LA SENTENZA DI PRIMO GRADO: PICCHIONI DICHIARATO DECADUTO DA CONSIGLIERE REGIONALE PER INCOMPATIBILITA’. MELLANO E MANFREDI (RADICALI): “UNA PICCOLA VITTORIA DELLA LEGALITA’ IN MATERIA ELETTORALE: NON E’ POCO, DI QUESTI TEMPI!”
 
Questa mattina, la Corte d’Appello di Torino (presidente Gamba, relatore Rossi) ha confermata la sentenza del Tribunale di Torino, che, il 14 gennaio scorso, aveva dichiarato la decadenza di Rolando Picchioni dalla carica di consigliere regionale del Piemonte per incompatibilità con le cariche ricoperte negli enti “Fiera del Libro” e “World Political Forum” (ai sensi della L. 154/81, art. 3).
 
Alla lettura della sentenza erano presenti Bruno Mellano (consigliere regionale radicale, presidente giunta delle elezioni del Consiglio Regionale del Piemonte) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani), che hanno dichiarato:
 
“Vogliamo, innanzitutto, ringraziare i quattro cittadini (Margherita Bove, Carlo Donati, Mario Mezzo e Andrea Walcher) che hanno promosso l’azione popolare nei confronti di Picchioni e l’hanno sostenuta nei due gradi di giudizio; senza di loro, questa importante vittoria della legalità (ottenuta contro lo stesso Consiglio Regionale, che nel novembre scorso aveva convalidato l’elezione di Picchioni) non ci sarebbe. Una vittoria della legalità in materia elettorale quanto mai preziosa in tempi di firme false, ricorsi e inchieste della Procura; e una vittoria che costituisce un precedente pesante per il prossimo Consiglio Regionale: i radicali non ci saranno ma continueranno a vigilare dall’esterno del Palazzo per la difesa e il ripristino del diritto e della legge.
Infine, ricordiamo che tutto questo è stato possibile anche grazie al lavoro e alla capacità dell’avvocato Alberto Ventrini, che ha assistito gli “azionisti popolari” sia in Tribunale sia in Corte d’Appello.”
 
Manfredi (348/5335305)
 
Su www.grupporadicalipiemonte.it, tutta la documentazione nel link “Casi Cota e Picchioni”.
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  Torino, 31 marzo 2005
ELEZIONI REGIONALI: “ILLEGALITA’? NON C’E’ SOLO IL LAZIO! IL CASO PIEMONTE, IL CASO TORINO”. DOMANI, CONFERENZA STAMPA DEI RADICALI PIEMONTESI.
 
La conferenza stampa si terrà alle ore 12:00 di venerdì 1° aprile presso il gruppo consiliare radicale (Torino, via Alfieri n. 19).
 
In occasione della chiusura della campagna elettorale per le Elezioni Regionali, i radicali piemontesi illustreranno le loro posizioni alla luce degli sviluppi delle vicende giudiziarie relative alla regolarità delle firme per la presentazione delle liste (in particolare rispetto alla Circoscrizione di Torino e provincia).
I radicali avevano chiesto che la questione della legalità della raccolta firme fosse posta al centro del dibattito politico di queste elezioni regionali - alla luce di quanto era successo nella precedente tornata elettorale del 2000 - proponendo dei meccanismi di garanzia contro un sistema criminogeno e formalizzando le loro indicazioni in precise proposte di legge.
Subito dopo la presentazione delle liste, i radicali piemontesi avevano fatto notare, dati alla mano, come fosse praticamente impossibile che, per esempio, nella provincia di Vercelli un cittadino elettore su sette avesse firmato per una delle 18 liste presentate.
 
Alla conferenza stampa parteciperanno Igor Boni e Silvio Viale,  rispettivamente segretario e presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, ed i due consiglieri regionali uscenti, Bruno Mellano e Carmelo Palma.
 
348/5335301 (Palma)
 
Su www.grupporadicalipiemonte.it , nel link “Proposte di legge”, è disponibile il testo della PDL n. 704 (Norme per garantire la trasparenza del procedimento elettorale), presentata dai consiglieri regionali radicali il 25 gennaio 2005.
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  Torino, 11 marzo 2005
SOTTOSEGRETARIO COTA SI DIMETTE DA CONSIGLIERE REGIONALE CON DUE MESI DI RITARDO/MANFREDI E PALMA (RADICALI): “PECCATO CHE COTA NON DEBBA PAGARE NESSUN DAZIO PER IL SUO SCARSO RISPETTO DELLA LEGGE”.
 
Con lettera del 9 marzo, Roberto Cota (sottosegretario di Stato alle Attività Produttive, segretario regionale Lega Nord in Piemonte) si è dimesso da consigliere regionale.
Dopo la nomina a sottosegretario (con decreto pubblicato in Gazzetta il 4 gennaio scorso), Cota avrebbe dovuto dimettersi entro il 14 gennaio per manifesta incompatibilità (art. 4 e 6, L. 154/81):
“Le cariche di …Ministro e sottosegretario di Stato …sono incompatibili con la carica di consigliere regionale …La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità”.
Il 18 gennaio scorso, Cota si era dimesso solamente da presidente del consiglio regionale; se si fosse dimesso allora anche da consigliere, il Consiglio avrebbe avuto il tempo di effettuare la sua surrogazione prima dello scioglimento.
 
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Carmelo Palma (consigliere regionale radicale) hanno dichiarato:
 
“Le denunce radicali sullo scarso rispetto della legge da parte di chi, come avvocato, come membro del governo, come ex-presidente del consiglio regionale, dovrebbe invece rispettare in modo rigoroso le leggi dello Stato che rappresenta hanno, infine, prodotto il loro effetto: Cota si è dimesso, non certo per un ripensamento tardivo, ma – riteniamo - solo per non prestare il fianco agli avversari in campagna elettorale.
E’ un vero peccato che uno dei campioni della campagna leghista “Dazi contro l’invasione cinese!” non debba pagare nessun dazio per la sua disinvolta interpretazione della legge e del diritto!”
 
Manfredi (348/5335305)                        Palma (348/5335301)
 
N.B. Sul sito www.grupporadicalipiemonte.it è disponibile il dossier “Casi Cota e Picchioni”.
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  Torino, 2 marzo 2005
ELEZIONI REGIONALI/MANFREDI (RADICALI): “SOTTOSEGRETARIO COTA FAREBBE BENE A DIMETTERSI DA CONSIGLIERE REGIONALE PRIMA DI IMPARTIRE LEZIONI DI MORALITA’ A CHICCHESSIA, TANTOMENO AI RADICALI”.
 
Avendo appreso che il leghista Roberto Cota (segretario piemontese della Lega Nord, sottosegretario Attività Produttive) ha dichiarato che il radicale Capezzone “pur di avere una poltrona, sarebbe convolato a giuste nozze con Bertinotti” (ANSA delle 16:13), Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
 
“Cota predica bene e razzola male; dopo la nomina a sottosegretario (il 4 gennaio scorso), avrebbe dovuto dimettersi - entro il 14 gennaio - da consigliere regionale, per manifesta incompatibilità (art. 4 e 6, L. 154/81); il 16 febbraio, alla data di scioglimento del Consiglio regionale, non lo aveva ancora fatto. I leghisti in trasferta nella capitale adottano subito i peggiori costumi di “Roma ladrona”; e si permettono pure di impartire lezioni di moralità a chi, come i radicali, ha ancora una volta anteposto i principi alle poltrone!”.
 
Manfredi (348/5335305)
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  Torino, 25 febbraio 2005
REGIONALI/RADICALI: PALMA E MELLANO “ANCORA APERTA LA POSSIBILITA’ DI INTESA ELETTORALE CON L’UNIONE”
 
Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali del Piemonte:
 
“Come ha quest’oggi annunciato Marco Pannella, entro martedì i radicali presenteranno ai vertici nazionali dell’Unione le liste Radicali-Luca Coscioni per le 14 regioni, chiedendo formalmente ai candidati governatori di centrosinistra il collegamento necessario alla loro presentazione.
Si tratterà di liste composte da esponenti del mondo della cultura e della scienza, non necessariamente radicali, che reputino però essenziale difendere la battaglia di civiltà e di laicità che il nome di Luca Coscioni e l’iniziativa referendaria rappresentano per il centrosinistra e per l’intero paese.
Malgrado gli auspici di alcuni, la pratica dell’intesa elettorale con i Radicali è tutt’altro che chiusa e archiviata. A dimostrarlo basterebbero gli esiti del Consiglio nazionale dei Ds (con l’approvazione di un odg “referendario”), l’impegno del segretario Piero Fassino a riproporre la questione ai vertici dell’Unione, l’importante presa di posizione dell’on. Buemi (SDI) e la mobilitazione di base che soprattutto in Piemonte sta crescendo contro il diktat della Margherita.”
 
Per informazioni: 348/5335301 (Palma)
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  Torino, 19 febbraio 2005
MORTE DI MARIO CONTU/RADICALI: SINCERA COMMOZIONE E PROFONDO TURBAMENTO - ONORE AL MEMORIA DI UN POLITICO COMBATTIVO E PREPARATO.
 
Appresa l’improvvisa e tragica notizia della prematura morte del collega Mario Contu, consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Bruno Mellano e Carmelo Palma hanno dichiarato:
 
“Vogliamo esprimere, anche pubblicamente, la nostra sincera commozione e il nostro profondo turbamento per una notizia davvero tragica ed inattesa.
Molti, moltissimi gli elementi di distanza e di differenza fra noi radicali e Mario Contu, ma ci sembra opportuno, anzi doveroso ricordarlo testimoniando della sua combattività, della sua dedizione e, soprattutto, della sua preparazione amministrativa e della sua indubbia capacità politica. 
Vogliamo, oggi, ricordare il suo costante impegno sulle carceri e a favore delle persone detenute. Nelle nostre assidue visite agli istituti penitenziari piemontesi, i direttori, gli agenti e gli stessi detenuti ci parlavano spesso delle visite compiute da Mario Contu, praticamente l’unico altro consigliere che ha usato, in questa settima legislatura, le prerogative conferite anche ai consiglieri regionali dall’ordinamento penitenziario italiano di compiere visite ispettive alle strutture detentive. Un impegno comune, su cui ci siamo più volte confrontati, che lo ha portato, solo la scorsa settimana, a fare anche sua, sottoscrivendola, la nostra ultima proposta di legge: “Istituzione dell’Ufficio del Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”.
Ciao, Contu!”
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  Torino, 16 febbraio 2005
MANFREDI (RADICALI PIEMONTE): “SOTTOSEGRETARIO COTA  INCOMPATIBILE CON LA CARICA DI CONSIGLIERE REGIONALE; CONSIGLIO REGIONALE CONNIVENTE; NON C’E’ PIU’ TEMPO PER AZIONE POPOLARE”.
 
Il 4 gennaio 2005, la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto del Presidente della Repubblica contenente la nomina dell’avvocato Roberto Cota (segretario regionale Lega Nord) a sottosegretario di Stato alle Attività produttive.
L’art. 4, comma 1, della legge 23 aprile 1981, n. 154 così recita: “Le cariche di …Ministro e sottosegretario di Stato …sono incompatibili con la carica di consigliere regionale.”.
L’art. 6, comma 4, della suddetta legge recita: “La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità”.
Il 18 gennaio 2005 il Consiglio regionale del Piemonte ha preso atto delle dimissioni di Roberto Cota dalla carica di Presidente del Consiglio; Cota ha comunicato di rinunciare alle indennità a lui spettanti come consigliere regionale; Cota riveste ancora oggi la carica di consigliere regionale.
Bruno Mellano (presidente gruppo consiliare radicale e presidente Giunta delle Elezioni) ha convocato nelle ultime due settimane per ben cinque volte la Giunta affinché essa proponesse al Consiglio di contestare a Roberto Cota l’incompatibilità suddetta; tutte le riunioni di Giunta sono andate deserte.
Carmelo Palma (consigliere regionale radicale) ha denunciato oggi, durante l’ultima seduta del consiglio regionale, “l’esibita indifferenza e il sostanziale disprezzo della legge e della legalità da parte dell’Assemblea”..
 
Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
 
“Cinque anni fa, nel 2000, in apertura di legislatura, solo i radicali denunciarono la patente incompatibilità dei consiglieri Albano (Forza Italia) e Tomatis (Popolari), promuovendo due azioni popolari che portarono alle dimissioni dei due dalla carica di sindaco rispettivamente di Gavi (Al) e Villanova Mondovì (Cn) e sventarono il tentativo di fabbricare su due piedi una leggina per sanare a posteriori le suddette incompatibilità. L’anno scorso, solo i radicali hanno denunciato l’incompatibilità del consigliere Picchioni (Margherita); il Consiglio regionale ratificò comunque la sua elezione; il 14 gennaio scorso, grazie a un’ulteriore azione popolare, riuscimmo a far dichiarare dal Tribunale di Torino la decadenza di Picchioni. .
Dulcis in fundo, lo stesso ex Presidente del Consiglio Regionale (che, d’altronde, all’epoca si era espresso duramente contro chi aveva utilizzato gli strumenti di legge per ristabilire il rispetto delle norme), non sente l’esigenza di dimettersi da una carica che, patentemente, non può più ricoprire. E nessuno in Consiglio, tantomeno l’opposizione di centrosinistra, sente l’esigenza di dire una parola, di esprimere un voto contro tutto questo.
Purtroppo, non ci sono più i tempi per promuovere un’ultima azione popolare nei confronti di Roberto Cota; oggi il Consiglio regionale termina le proprie attività e non potrebbe più essere convocato per sostituire il consigliere illegittimo, semprechè il Tribunale riuscisse a emettere la sentenza entro maggio.
Non ci resta che denunciare pubblicamente questa situazione, auspicando che il futuro Consiglio affronti diversamente, seriamente, le questioni della legalità in materia elettorale.”.
 
Manfredi (348/5335305)
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  Torino, 2 febbraio 2005
PARCO GRAN PARADISO/INTERPELLANZA RADICALI PIEMONTE: “NOMINE PRESIDENTE E CONSIGLIO DIRETTIVO NON RISPONDENTI A NORME DI LEGGE. INTERVENGA SUBITO LA GIUNTA REGIONALE.”
 
Oggi Bruno Mellano e Carmelo Palma (consiglieri regionali radicali in Piemonte) hanno presentato un’interpellanza urgente in Consiglio regionale per denunciare l’illegittimità delle nomine del Presidente e del Consiglio Direttivo del Parco nazionale del Gran Paradiso; nomine effettuate dal Ministro dell’Ambiente Matteoli nel dicembre scorso.
A norma di legge (D.M. 436/97, art. 2, commi 2 e 3), il Presidente del Parco deve far parte del Consiglio Direttivo; il Presidente nominato, prof. Giovanni Picco, non ne fa parte. Inoltre, il Consiglio Direttivo deve essere composto da 13 membri; quello nominato dal ministro Matteoli è formato solamente da 12 persone; manca il rappresentante del Ministro per le politiche agricole Alemanno.
 
Mellano e Palma interpellano il Presidente Ghigo e l’Assessore all’Ambiente Cavallera per sapere: “se non ritengano di aver avallato finora una patente violazione di legge, relativa al corretto funzionamento istituzionale del più grande Parco italiano, dopo che lo stesso è privo degli organi statutari dall’agosto 2003; se intendano attivarsi al più presto nei confronti di tutte le Istituzioni coinvolte (Ministro dell’Ambiente, Ministro dell’Agricoltura, Regione autonoma della Valle D’Aosta) per il ripristino della legalità”.
 
Mellano ha dichiarato:
 
“Voglio dare atto al Gruppo consiliare Arcobaleno della Valle D’Aosta di avere per primo sollevato il problema dell’irregolarità delle nomine; mi pare preziosa questa collaborazione transpartitica e transregionale in un’iniziativa che coniuga la difesa della legalità con la difesa del territorio.”.
 
Mellano (348/5335302)
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  Torino, 25 gennaio 2005
INTERPELLANZA RADICALE: COME PUO’ LA FONDAZIONE PER IL LIBRO UTILIZZARE UN NOME DIVERSO DA QUELLO PREVISTO DALLA STATUTO ANCORA VIGENTE?
 
 
Oggi il consigliere regionale radicale Carmelo Palma ha presentato la seguente interpellanza:
 
INTERPELLANZA URGENTE
Oggetto: sulla discordanza della denominazione “Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura” rispetto alla denominazione prevista dallo Statuto dell’ente.
 
 
Il sottoscritto consigliere regionale, premesso che:
 
-         la “Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura” è regolata da uno Statuto approvato il 5 settembre 1996;
-         l’art. 1 del suddetto Statuto così recita: “ARTICOLO 1 – DENOMINAZIONE. Esiste una fondazione denominata “FONDAZIONE PER IL SALONE DEL LIBRO E PER IL SALONE DELLA MUSICA”
.
-         il nuovo Statuto della “Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura” è stato approvato dal Consiglio Regionale del Piemonte (DCR 21 maggio 2002, n. 238-16144) ma non è stato ancora recepito dagli altri enti Fondatori (Comune di Torino e Provincia di Torino); pertanto, non è operativo;
-         l’inoperatività del suddetto nuovo Statuto è stata ribadita dagli avvocati dell’on. Picchioni (segretario della suddetta Fondazione) nella causa davanti al Tribunale di Torino, avanzata dall’interpellante e da altri cittadini, che ha portato, lo scorso 14 gennaio, alla dichiarazione di decadenza dell’on. Picchioni da consigliere regionale per incompatibilità, ai sensi della L. 154/81;
-         tutti gli atti ufficiali a disposizione dell’interpellante, la carta intestata, il sito web della Fondazione recano la seguente denominazione, prevista dal nuovo Statuto non ancora in vigore: “Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura”.
 
 
Interpella il Presidente della Giunta Regionale per sapere:
 
-         se la discordanza evidenziata in premessa fra la denominazione attualmente utilizzata dalla Fondazione suddetta e la denominazione prevista dallo Statuto della stessa ancora attualmente in vigore sia del tutto priva di ricadute giuridiche e legali, per esempio rispetto all’imputazione certa e indiscutibile di obbligazioni e attività derivanti dalla stipulazione di contratti.
 
Carmelo Palma (348/5335301)
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  Torino, 24 gennaio 2005
REGIONALI/PIEMONTE: RADICALI “NON ANCORA CONCLUSO ACCORDO CON GHIGO”.
 
Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali del Piemonte:
 
“Una serie di lanci di agenzia, nel dare notizia della conferenza stampa di presentazione della campagna elettorale di Enzo Ghigo, ha inserito i Radicali fra le forze della coalizione che sostengono la sua candidatura.
Negli scorsi giorni, abbiamo pubblicamente sostenuto che sarebbe stata auspicabile un’intesa elettorale con Ghigo sulla base di un "contratto di governo" su cui si è raggiunto l'accordo con il candidato alla Presidenza della Casa delle Libertà.
Ma, come è stato precisato fin dal primo minuto, la nostra proposta si situa all’interno (e non all’esterno) dell’iniziativa che i Radicali, da 15 giorni, stanno conducendo sul piano nazionale per rendere possibile un accordo politico per le Regionali del 2005 e le Politiche del 2006; iniziativa ieri rilanciata, in modo inequivoco, da Marco Pannella.
Da questo “progetto di alleanza”- che ripetiamo, è di carattere politico e di rilievo nazionale -  e dalle risposte che esso sarà in grado di suscitare e di ottenere nei prossimi giorni continua a dipendere anche la possibilità di un sostegno elettorale dei Radicali alla candidatura di Enzo Ghigo.
Sarebbe tanto sbagliato quanto imprudente per chiunque stia, in queste ore, con noi e come noi lavorando per rendere possibile questo accordo, darlo già, anticipatamente, per acquisito.”
 
Per informazioni: 348/5335302 (Mellano)
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  Torino, 14 gennaio 2005
REGIONE PIEMONTE: PICCHIONI DICHIARATO DECADUTO DAL TRIBUNALE DI TORINO - RADICALI: “FINALMENTE RIPRISTINATA LA LEGALITA’ CONTRO UN CONSIGLIO REGIONALE COMPLICE”
 
Oggi pomeriggio la Prima Sezione Civile del Tribunale di Torino ha pronunciato la decadenza di Rolando Picchioni dalla carica di consigliere regionale a seguito incompatibilità derivante dagli incarichi da questi ricoperti nell’Associazione World Political Forum (membro del Consiglio di amministrazione e direttore esecutivo) e  nella Fondazione Fiera per il Libro, la Musica e la Cultura (segretario generale). Il tribunale ha deciso in seguito alla presentazione di tre ricorsi, il primo dei quali era stato depositato il 14 ottobre 2004 dal consigliere regionale radicale Carmelo Palma e da Giulio Manfredi, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.
 
Sul punto Palma e Manfredi hanno dichiarato:
“Quando il Consiglio Regionale rifiuta di esercitare secondo la legge la propria “giurisdizione” e convalida l’elezione di consiglieri manifestamente incompatibili, come Picchioni è stato fin dal primo istante (per la precisione, secondo legge, si sarebbe dovuto dimettere nei primi giorni di luglio 2004!), ricorrere al giudice ordinario, come la legge prevede, non è una semplice facoltà del cittadino elettore, ma un dovere civile e in certo modo politico, necessario per sanare un “ferita” della legalità, resa non meno, ma assai più grave dal fatto di essere realizzata con il concorso determinante di una assemblea elettiva.
Negli scorsi mesi, siamo stati accusati di avere orchestrato una campagna di “persecuzione” personale e politica. Dopo la convalida di Picchioni nel novembre scorso da parte del Consiglio, dicemmo, senza esagerare, che ci si trovava dinanzi ad una delle pagine più nere della legislatura. I fatti ci hanno dato ragione. Se poi ora- e questo è un giudizio tutto politico- Picchioni, come speriamo che non avvenga, anziché prendere atto della sentenza, decidesse di ricorrere per rimanere “ancorato” allo scranno per le ultime settimane di legislatura, l’intera vicenda diventerebbe farsesca e patetica.
 
Auspichiamo che questo caso serva anche a comprendere per quale ragione i Radicali, in vista delle prossime elezioni regionali, hanno richiesto di condizionare qualunque accordo ad un progetto di legalizzazione della vita istituzionale, a partire dalla materia elettorale.”
 
Per informazioni: 348/5335301 (Palma)
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  Torino, 13/01/05
CASO PICCHIONI/DOMANI IL TRIBUNALE DI TORINO DISCUTERA' LE TRE AZIONI POPOLARI PER FAR SANCIRE L'INCOMPATIBILITA'.
 
Domani, venerdì 14 gennaio, alle ore 12:15, la Sezione Prima Civile del Tribunale di Torino (Presidente Premoselli, Giudici Alvau e Ferrero) discuterà le tre azioni popolari promosse  per far sancire la decadenza del Consigliere regionale Rolando Picchioni, per incompatibilità ai sensi dell’art. 3 della legge 154/81.
 
La prima azione popolare è stata promossa da Carmelo Palma (consigliere regionale radicale) e da Giulio Manfredi
(Comitato Nazionale Radicali Italiani), che saranno presenti domani in tribunale; gli altri due ricorsi sono stati promossi da due distinti gruppi di cittadini.
 
Tutti i ricorrenti sono assistiti dall’avvocato Alberto Ventrini del foro di Torino.
 
Palma (348/5335301)
 
Tutta la documentazione sul “caso Picchioni” su www.grupporadicalipiemonte.it
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Gruppo Radicali - Lista Emma Bonino
Via Alfieri, 19 - 10121 Torino - Tel  011. 57.57.401/402 - Fax 011.23.09.005
e-mail: radicalipiemonte@hotmail.com - mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte