Affari istituzionali
Comunicati stampa

STATUTI REGIONALI E LEGGE ELETTORALE:  RADICALI HANNO PRESENTATO UNA PROPOSTA DI  “RIFORMA AMERICANA”. [16 ottobre 2003]

STATUTI REGIONALI E LEGGE ELETTORALE: I CONSIGLIERI RADICALI PALMA E MELLANO PRESENTANO UNA PROPOSTA DI  RIFORMA. [14 ottobre 2003]

SCANDALO BIALLUVIONATI/REGIONE PIEMONTE: RADICALI "SUBITO COMMISSIONE D'INCHIESTA DEL CONSIGLIO REGIONALE SUI RISARCIMENTI PER L'ALLUVIONE [30 luglio 2003]

CASO CONTU/CONVOCATA LA PROSSIMA SETTIMANA LA COMMISSIONE REGOLAMENTO.
PALMA: “LA NOTTE PORTA CONSIGLIO, ANCHE AL PRESIDENTE COTA". [26 marzo 2003]


CASO CONTU/LETTERA DEL RADICALE PALMA AGLI ALTRI CAPIGRUPPO. [25 marzo 2003]

REFERENDUM MURAZZANO/RADICALI A DIFENSORE CIVICO REGIONALE: "FATTO IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEL REFERENDUM, SI FACCIA IL REFERENDUM!". [10 gennaio 2003]

REGIONE PIEMONTE: RADICALI 'SULLE NOMINE E' ORA DI CAMBIARE' [30 dicembre 2002]

REGIONE PIEMONTE/INDENNITA' CONSIGLIERI- RADICALI: "DEMAGOGIE E RETORICHE A CONFRONTO" [19 dicembre 2002]

REGIONE PIEMONTE/PRIVATIZZAZIONI: MARTEDI' CONFERENZA STAMPA A PALAZZO LASCARIS - RADICALI E FORZA ITALIA: "AVANTI CON LE DISMISSIONI, LIMITARE LE PARTECIPAZIONI REGIONALI NELLE AZIENDE ECONOMICHE" [9 dicembre 2002]

REGIONE PIEMONTE: RADICALI "SU RIELEZIONE COTA OPPOSIZIONE DI CENTROSINISTRA ALLO SBANDO" [3 dicembre 2002]

CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE/ RADICALI: APPROVATO IL BILANCIO PREVENTIVO DI UN CONSIGLIO REGIONALE "DALLE MANI BUCATE"
PIU' 6% NELLE PREVISIONI DI SPESA DI PALAZZO LASCARIS (ESCLUSI EVENTUALI AUMENTI DELLE INDENNITA') [27 novembre 2002]


REGIONE PIEMONTE: RADICALI "L'ALLENZA DI POTERE POLO-LEGA NAUFRAGA PER RAGIONI
DI POTERE" PALMA: NECESSARIA UNA GARANZIA DELLE PREROGATIVE LEGISLATIVE DEL CONSIGLIO [20 novembre 2002]


REGIONALE PIEMONTE/ADDIZIONALE IRPEF: RADICALI "SIAMO ALLA POLITICA DELL' ARRAFFA-ARRAFFA". BOCCIATO ODG RADICALE PER LA RIDUZIONE DELLE SPESE CORRENTI DI CIRCA 27 MILIONI DI EURO. [19 novembre 2002]

REFERENDUM CONSULTIVO MURAZZANO/RADICALI: "VITTORIA!" [30 ottobre 2002]

REFERENDUM MURAZZANO. I RADICALI CHIEDONO AL DIFENSORE CIVICO REGIONALE DI NOMINARE UN COMMISSARIO AD ACTA PER L'ATTUAZIONE DELLO STATUTO COMUNALE, A GARANZIA DEI DIRITTI DEL COMITATO PROMOTORE REFERENDUM E DI TUTTI I CITTADINI. [10 ottobre 2002]

RADICALI: "PRESIDENTE GHIGO, PRENDA PUBBLICAMENTE POSIZIONE CONTRO IL DECRETO GOVERNATIVO SUI SERVIZI TOSSICODIPENDENZE" [2 ottobre 2002]

ORDINE DEL GIORNO RADICALE: "GLI STIPENDI DEI CONSIGLIERI REGIONALI E I FINANZIAMENTI AI GRUPPI CONSILIARI RIMANGANO IMMUTATI FINO A FINE LEGISLATURA" [26 luglio 2002]

PLENUM CAMERA/TORINO: DELEGAZIONE RADICALE RICEVUTA DAL PRESIDENTE GHIGO: "AUSPICO UNA RAPIDA SOLUZIONE NEL RISPETTO DELLA LEGALITA" [10 luglio 2002]

SEGGI VACANTI: SABATO, ANCHE A TORINO, LA "MARATONA ORATORIA PER LA LEGALITA' COSTITUZIONALE" [27 giugno 2002]

PLENUM CAMERA: LETTERA APERTA A CIAMPI E INIZIATIVA PUBBLICA DEI CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI [6 giugno 2002]

REGIONI: "MODELLO AMERICANO PER USCIRE DALLE SECCHE DI UN REGIONALISMO INCOMPIUTO" [6 giugno 2002]

L'ITALIA VA SUBITO IN RETE!
INVECE, 14 GRUPPI CONSILIARI DELLA REGIONE PIEMONTE NON SONO IN RETE, A DUE ANNI DALLA LORO COSTITUZIONE! [4 giugno 2002]


MURAZZANO E IL CAMBIO DI COMUNITA' MONTANA: I RADICALI CHIEDONO E OTTENGONO L'AUDIZIONE IN REGIONE DEL COMITATO PROMOTORE REFERENDUM COMUNALE [13 maggio 2002]

CONSIGLIO REGIONALE/REGOLAMENTO: RADICALI "UNA PROPOSTA PER USCIRE DALL'ENPASSE" [9 maggio 2002]

REGIONE PIEMONTE: RADICALI "SUL REGOLAMENTO, A CONFRONTO DUE TORTI, MA NESSUNA RAGIONE" [7 maggio 2002]

PLENUM CONSULTA: PALMA E MELLANO (RADICALI) 'APPELLO AI CITTADINI PER MOBILITAZIONE STRAORDINARIA' [18 aprile 2002]

PLENUM CONSULTA: PALMA E MELLANO (RADICALI) ANNUNCIANO ADESIONE AL SATYAGRAHA E APPELLO AI DETENUTI [16 aprile 2002]

PLENUM CAMERA E CORTE COSTITUZIONALE: 18 CONSIGLIERI REGIONALI DEL PIEMONTE 'CONDIVIDIAMO LE RAGIONI DI PANNELLA' [26 marzo 2002]

REGIONE: RADICALI "BENE BURZI, MAGGIORANZA LIBANIZZATA" [5 marzo 2002]

REGIONE PIEMONTE: RADICALI «SULLE INCOMPATIBILITÀ, APPROVATA LEGGE "PRIVATA"» [18 febbraio 2002]

RIMPASTO IN REGIONE: RADICALI "SCELTE SENSATE E PLATEALI OMISSIONI" [29 maggio 2001]

COMMISSARIATO IL COMUNE DI ENTRACQUE [11 maggio 2001]

MELLANO SCRIVE AL PREFETTO DI CUNEO: RIPRISTINARE LA LEGALITÀ NELL'ENTE PARCO ALPI MARITTIME [30 marzo 2001]

SILVIO VIALE HA PRESENTATO UFFICIALMENTE LA SUA CANDIDATURA A SINDACO DI TORINO [14 marzo 2001]

CARPANINI: RADICALI «UN LUTTO PER LA CITTÀ E PER LA POLITICA TORINESE» [1 marzo 2001]

  Torino, 16 ottobre 2003
STATUTI REGIONALI E LEGGE ELETTORALE:  RADICALI HANNO PRESENTATO UNA PROPOSTA DI  “RIFORMA AMERICANA”.
Quest’oggi, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15), i consiglieri regionali radicali Palma e Mellano, insieme a Benedetto della Vedova (europarlamentare e presidente di Radicali Italiani), hanno tenuto una conferenza stampa di presentazione della proposta di legge:“Disciplina dell'elezione del Consiglio Regionale, del Presidente e del Vicepresidente della Regione, della composizione della Giunta  e delle relative cause di ineleggibilità e incompatibilità”. Si allega una breve scheda tecnica di illustrazione della proposta di legge.
Il testo integrale della proposta sarà disponibile su: www.grupporadicalipiemonte.it
 
Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
 
SISTEMA ELETTORALE DEL PRESIDENTE E DEL VICEPRESIDENTE
Ciò a cui questa proposta di legge non può "porre rimedio" è l'aspetto più manifestamente contraddittorio dell'assetto istituzionale conseguente alla l.cost. 1/99, cioè l'impossibilità per le Regioni di procedere, a Costituzione vigente, ad una riforma elettorale e statutaria che configuri un sistema presidenziale contrassegnato dall'elezione a suffragio universale diretto tanto del Presidente quanto del Consiglio, e da un equilibrio di reciproca autonomia politico-istituzionale fra la sfera del legislativo e quella dell'esecutivo. La legge costituzionale 1/99 tutto consente alle Regioni, fuorchè il superamento del principio dell' aut simul stabunt, aut simul cadent laddove sia scelto (o esplicitamente confermato) dai consigli "costituenti" il principio dell'elezione diretta del Presidente.
Questo vincolo ha creato una situazione di stallo e di perenne conflittualità interistituzionale.  I Presidenti delle Giunte (attraverso la Conferenza dei Presidenti) tendono comprensibilmente a riaffermare il proprio potere, attraverso il consolidamento del sistema "sbilanciato" introdotto dalla legge costituzionale 1/99. I Consigli regionali, da parte loro, quando si propongono di riequilibrare e bilanciare i poteri del legislativo e dell'esecutivo, procedono sic et simpliciter all'abolizione dell'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale. Si tratta, in realtà, di posizioni speculari, che determinano forme rovesciate ma sostanzialmente identiche di subalternità istituzionale.
La presente proposta di legge è finalizzata a rendere costituzionalmente "compatibile" e politicamente praticabile un regime di governo che riconosca maggiore forza tanto alla sfera dell'esecutivo quanto a quella del legislativo. Ed è proprio il modello statunitense ad offrire una credibile via d'uscita, dal punto di vista tecnico-politico, allo stallo originato dalla "blindatura" costituzionale operata dal nuovo art. 126. Infatti il modello statunitense è politicamente caratterizzato da un sistema di investitura diretta del Presidente, ma è istituzionalmente configurato come un sistema di elezione indiretta (con il passaggio attraverso il voto degli ormai famosi Grandi elettori).
La proposta di legge dunque prevede che l’elezione del Presidente e del Vicepresidente
a)     si configuri “tecnicamente” come elezione indiretta da parte di un Collegio di grandi elettori, eletto a sua volta sulla base di liste regionali identificate unicamente dai nomi dei candidati alla Presidenza e Vicepresidenza proposti;
b)     sia politicamente una elezione diretta da parte del popolo, mediata istituzionalmente da un organo che esaurisce la propria funzione nella ratifica pressoché simbolica del responso delle urne.
 
SISTEMA ELETTORALE DEL CONSIGLIO REGIONALE
L'obiettivo prioritario è rappresentato dalla costruzione di un sistema in cui al principio della divisione dei poteri sul piano regionale corrispondano dispositivi istituzionali in grado di assicurare tanto ai Presidenti quanto ai Consigli una condizione di sostanziale e reciproca autonomia. Nella presente proposta di legge il sistema di elezione del Consiglio Regionale è quindi disciplinato nelle seguenti forme:
a) si istituisce una radicale separazione fra il sistema di elezione del Presidente, eletto – come si è anticipato - a suffragio indiretto e del Consiglio, eletto a suffragio diretto e maggioritario con voto uninominale a turno unico per i 2/3 dei componenti, con il superamento del meccanismo del premio di maggioranza e del cosiddetto listino regionale;
b) si adotta per il Consiglio un meccanismo di elezione di 1/3 dei componenti con il recupero dei "migliori perdenti" di collegio, su base non proporzionale e non partitica;
c) si stabilisce una disciplina della presentazione delle candidature non attraverso liste di partito, o gruppi di candidati di coalizione, ma attraverso candidature "singole" di collegio, per  ricondurre unicamente a "dinamiche maggioritarie" (tanto per la parte di elezione diretta quanto per la parte di elezione indiretta, attraverso il recupero dei migliori perdenti) il meccanismo di composizione dell'intero Consiglio;
d) si àncora il sistema di assegnazione dei seggi ad una meccanismo di ripartizione circoscrizionale su base provinciale, che consenta di garantire (a differenza di quanto avviene oggi con il c. d. Tatarellum e in futuro inevitabilmente avverrebbe con qualunque sistema di recupero di seggi sulla base di un'unica circoscrizione regionale) un'equa rappresentanza territoriale all'interno del Consiglio.
L'unico correttivo adottato rispetto ad un sistema rigidamente maggioritario (cfr. precedente punto b) è motivato dall'esigenza di precostituire uno spazio istituzionale "di opposizione" e di impedire la costituzione di Consigli "monocolore". Infatti, questa eventualità, statisticamente impossibile sul piano nazionale, sarebbe tutt'altro che remota sul piano regionale, e, oltre a limitare in maniera consistente il principio di rappresentanza, finirebbe per corrompere i meccanismi di controllo parlamentare e le relazioni istituzionali fra esecutivo e legislativo.
A ciò si aggiunge il fatto che questo sistema di recupero di candidati perdenti consente di ottemperare alla previsione di un necessario “spazio di minoranza”, contenuta nel cosiddetto d.d.l La Loggia-  di attuazione del primo comma dell' art. 122 della Costituzione e approvato il 28 gennaio u.s., dal Senato- senza ricorrere a dispositivi proporzionalistici.
 
DISCIPLINA DELLE INELEGGIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’
La disciplina dei casi di ineleggibilità e incompatibilità prevista dalla proposta di legge innova e semplifica sostanzialmente quella stabilita dalla legge 154/81, che è ispirata all'obiettivo generale di disciplinare restrittivamente il diritto di elettorato passivo a vantaggio degli interessi del sistema politico. Infatti, la legge 154/81:
a) da una parte, amplifica ed estende in modo abnorme le cause di ineleggibilità motivate dall'esercizio di funzioni e compiti di carattere burocratico-amministrativo o dalla semplice esistenza in capo agli elettori di rapporti di carattere economico con l'amministrazione regionale o con organismi da essa dipendenti (peraltro, è quasi inutile ricordare quanto una disciplina così platealmente casuistica abbia dato luogo ad interpretazioni divergenti, quando non addirittura contraddittorie, anche sul piano giurisprudenziale);
b)  dall'altra, restringe al di là del ragionevole e del verosimile (ed in modo platealmente contrastante con il principio della separazione dei poteri) le cause di ineleggibilità a carico dei "vertici" del sistema istituzionale.
Per fare degli esempi quantomai eloquenti, basti pensare al fatto che oggi, in base alla legge 154/81, può candidarsi alla carica di consigliere o Presidente di Regione il Ministro degli Interni, ma risultano ineleggibili, salvo preventive dimissioni o collocamento in aspettativa, un usciere di un ufficio regionale o un dirigente di una piccola istituzione museale dipendente dalla Regione…..
La proposta di legge è, dunque, finalizzata ad eliminare le cause di ineleggibilità "burocratiche" (ricomprendendole per la gran parte nella disciplina dell'incompatibilità) e ad ampliare invece - nel quadro dei vincoli costituzionali- quelle di carattere più propriamente istituzionale, che sono al contrario aggravate e rese effettive con una sostanziale anticipazione dei termini previsti per la cessazione dalle funzioni incompatibili ai fini della candidatura.
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  Torino, 14 ottobre 2003
STATUTI REGIONALI E LEGGE ELETTORALE: I CONSIGLIERI RADICALI PALMA E MELLANO PRESENTANO UNA PROPOSTA DI  RIFORMA.
 
Giovedì 16 ottobre, alle ore 12:30,
presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte
(Torino, via Alfieri n. 15),
si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge:
“Disciplina dell'elezione del Consiglio Regionale, del Presidente e del Vicepresidente della Regione, della composizione della Giunta  e delle relative cause di ineleggibilità e incompatibilità”,
presentata dai consiglieri regionali radicali Palma e Mellano.
 
 Interverranno:
 
Benedetto della Vedova (europarlamentare e presidente di Radicali Italiani);
 
Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali).
 
 
Nell’annunciare la conferenza stampa Palma ha dichiarato:
 
“Il dibattito sui nuovi statuti regionali è contrassegnato da un evidente paradosso. Tanto le forze politiche eredi della stagione referendaria, quanto quelle che ai referendum Segni-Pannella si opposero esplicitamente, stanno convergentemente lavorando per perfezionare la controriforma del sistema politico-elettorale. Se sul piano nazionale si vedono i primi annunci di questa tendenza, sul piano regionale non esiste partito e coalizione che non abbia scelto di confermare o aggravare l’architettura proporzionalistica della “Legge Tatarella” (con cui si rinnovarono i Consigli “costituenti” nel 2000) e di rafforzare quella che nei fatti rimane (si scelga o meno l’elezione diretta del Presidente della Giunta) una forma di governo neo-parlamentare.
Noi riteniamo al contrario che negli Statuti e nelle leggi elettorali regionali sia necessario introdurre e valorizzare i due elementi che maggiormente qualificarono, nella prima metà degli anni ‘90, l’impegno riformatore sui temi istituzionali: in primo luogo, l’individuazione del principio maggioritario come criterio di riforma del sistema politico e, in secondo luogo, la scelta dell’elezione diretta del capo dell’esecutivo come principio di legittimazione dell’azione di governo.
Pure nei limiti di un quadro costituzionale farraginoso e contraddittorio (anche a seguito di scelte “suicide”, dolosamente o colposamente operate dal Parlamento con la riforma costituzionale del 1999), la nostra proposta di legge, che presenteremo alla stampa giovedì prossimo, tenta di tenere ferma l’impostazione presidenzialista e maggioritaria, come sola bussola che possa guidare le Regioni italiane fuori dalle secche di un regionalismo incompiuto.”.
 
Palma (348/5335301)
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  Torino, 30 luglio 2003
SCANDALO BIALLUVIONATI/REGIONE PIEMONTE: RADICALI "SUBITO COMMISSIONE D'INCHIESTA DEL CONSIGLIO REGIONALE SUI RISARCIMENTI PER L'ALLUVIONE
"Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali:
<<Lo scandalo politico e giudiziario sui risarcimenti ai bialluvionati del 1994 e del 2000 ha assunto, dopo l'arresto dell'Assessore Brigandì, un profilo grave anche dal punto di vista istituzionale.
Lasciando del tutto impregiudicati gli esiti dell'inchiesta giudiziaria- su cui riteniamo doveroso non pronunciarci- è invece necessario approfondire le implicazioni di una "partita" (quella dei risarcimenti dell'alluvione) che, anche e soprattutto sotto il profilo politico-amministrativo, denota caratteri di assoluta inefficienza, che è stata gestita dalla Giunta e dall'amministrazione regionale con colpevole leggerezza e che è stata, con altrettanta leggerezza, sottovalutata dall'intero Consiglio Regionale.
Il caso Odasso divenne giustamente l'occasione per approfondire, con una apposita commissione d'inchiesta consiliare, i punti oscuri dell'organizzazione e della gestione della sanità pubblica.
Oggi, il caso Tocci fa emergere non solo l'occasione ma la necessità di una inchiesta amministrativa sulla gestione del risarcimento sulle alluvioni, che, come è ormai noto a tutti, anche al di là del caso Autovallere, è, a dir poco, un cumulo di contraddizioni.
Speriamo che il primo a sentire questa esigenza sia il Presidente Ghigo, che oggi pomeriggio riferirà in aula. Auspichiamo che anche l'opposizione di centrosinistra, come sul caso Odasso, voglia fare la sua parte.
Ora, come allora, non si tratta ovviamente di interferire con le inchieste o di sovrapporsi al lavoro della magistratura. Si tratta di non delegare al potere giudiziario anche il compito di spiegare che cosa non funziona o "disfunziona" nella macchina regionale.>>
Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
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  Torino, 26 marzo 2003
CASO CONTU/CONVOCATA LA PROSSIMA SETTIMANA LA COMMISSIONE REGOLAMENTO.
PALMA: “LA NOTTE PORTA CONSIGLIO, ANCHE AL PRESIDENTE COTA".

 
La Commissione Regolamento del Consiglio Regionale del Piemonte sarà convocata nei primi giorni della prossima settimana al fine di esaminare la situazione del consigliere regionale di Rifondazione Comunista Mario Contu, “sospeso” ieri dall’incarico di capogruppo con atto amministrativo dell’Ufficio di Presidenza, sulla base di una interpretazione-innovazione regolamentare semplicemente comunicata al Consiglio regionale. Il capogruppo radicale Carmelo Palma aveva reagito a tale abuso mettendo a disposizione del consigliere Contu la sua firma per qualsiasi documento egli intendesse presentare, a prescindere dal suo contenuto.
Oggi Palma ha commentato:
 
“La notte, a quanto pare, porta consiglio; è triste, comunque, dover constatare che solo il fermo atteggiamento tenuto dai consiglieri radicali a difesa delle prerogative istituzionali del collega Contu (da cui quasi tutto ci divide) ha costretto il Presidente Cota e l’intero Ufficio di Presidenza (ivi compresi i membri di opposizione) a scegliere di rientrare nell’alveo istituzionale, dopo lo straripamento di competenze a cui abbiamo assistito nella giornata di ieri. Gli altri gruppi consiliari sono rimasti sinora tutti zitti e coperti, esplicitamente sostenendo o indirettamente avallando la decisione abusiva dell’Ufficio di Presidenza; il fatto che Mario Contu sia (e si comporti da) sistematico “boicottatore” istituzionale - spesso in ottima compagnia di gruppi di opposizione che ieri hanno assistito silenti al suo defenestramento - non può legittimare una analoga e contraria lesione delle prerogative istituzionali del Consiglio da parte di quanti ritengano che Contu vada fatto fuori, a qualunque costo.
Ritengo importante che oggi questa vicenda rientri nell’alveo istituzionale che le è proprio, e prendo atto della tardiva ma significativa marcia indietro del Presidente Cota.”.
 
Palma (348/5335301)
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  Torino, 25 marzo 2003
CASO CONTU/LETTERA DEL RADICALE PALMA AGLI ALTRI CAPIGRUPPO.
Ai Presidenti
dei Gruppi Consiliari
Consiglio Regionale del Piemonte,
 
 
Dopo il termine della seduta antimeridiana, ho comunicato al consigliere Contu la disponibilità a sottoscrivere qualunque atto consiliare che intenda presentare – totalmente, a prescindere dal suo contenuto- e la cui ammissibilità comporti la firma di un capogruppo.
 
Il fatto che al Consiglio Regionale, alla Commissione Regolamento, ai capigruppo e a ciascun singolo consigliere sia stata sequestrata non solo la possibilità di decidere ma anche semplicemente di intervenire su di una interpretazione del Regolamento inconsistente nel merito e sguaiata nelle forme, deve essere immediatamente riparato.
 
Penso che non si dia un solo caso nella storia parlamentare dell'adozione di una determinazione amministrativa ad personas, priva di qualunque requisito di generalità, che modifica le attribuzioni e le prerogative di alcuni consiglieri e innova interpretativamente il Regolamento sui principi di costituzione dei gruppi consiliari; ancor più grave è che tale determinazione sia stata assunta da un organo totalmente privo di competenze al riguardo e senza neppure darne notizia all'assemblea, informata successivamente e a fatto compiuto.
 
Non è un segreto che non ho alcun motivo di consonanza o considerazione politica per il 99% delle iniziative del consigliere Contu, ma confermo che fino a che la sua destituzione da capogruppo non rientrerà nei binari istituzionali, e troverà la possibilità di discussione in Commissione Regolamento, il consigliere Contu disporrà in ogni occasione e comunque della mia firma.

Carmelo Palma
Presidente Gruppo Consiliare
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  Torino, 10 gennaio 2003
REFERENDUM MURAZZANO/RADICALI A DIFENSORE CIVICO REGIONALE: "FATTO IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEL REFERENDUM, SI FACCIA IL REFERENDUM!".
 
Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (membro Comitato Nazionale Radicali Italiani), presentatori nell'ottobre scorso del ricorso sul caso "Referendum vietato ai cittadini di Murazzano", hanno oggi nuovamente scritto al difensore civico regionale, Dr. Bruno Brunetti, la seguente lettera:
 "Egregio Dottore,
- a seguito del ricorso in oggetto e del pronto riscontro del Difensore Civico della Regione Piemonte, il Consiglio Comunale di Murazzano (Cn) ha approvato, con dieci anni di ritardo, il "Regolamento Comunale per l'attuazione di referendum consultivi" (Deliberazione n. 28 del 29/11/02); nella stessa seduta il Consiglio Comunale di Murazzano ha approvato il nuovo Statuto Comunale (Deliberazione n. 29 del 29/11/02);
- l'art. 47, comma 3, del nuovo Statuto Comunale così recita: "3. L'iniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio Comunale o dal 30% dell'intero corpo elettorale.". Il precedente Statuto Comunale prevedeva che "L'iniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio comunale o da un numero di elettori pari al 15% dell'intero corpo elettorale" (art. 57, comma 3). Il raddoppio del numero di firme autenticate necessarie all'indizione del referendum (solamente consultivo, visto che il Consiglio Comunale non ha previsto, pur avendone la possibilità, referendum abrogativi o propositivi) è stato attuato "al fine di conferire a tale iniziativa una maggiore partecipazione da parte della popolazione evitando così iniziative affrettate e prive di adeguato sostegno popolare" (dalla premessa della Deliberazione n. 29 citata);
- fatta salva la potestà del Consiglio Comunale di fissare i parametri ritenuti più opportuni, gli scriventi non possono non convenire con quanto scritto nel "Commento al Testo Unico sull'ordinamento degli Enti locali" (Vittorio Italia, Giuffrè editore, Volume I, pag. 152): "… E' da sottolineare che più elevato è il numero (o la percentuale richiesta) dei cittadini richiedenti, meno efficace è questo strumento e minore è la volontà dell'ente locale a rendere effettiva la partecipazione dei cittadini …"; tutti gli esempi riportati successivamente nella pubblicazione citata sono inferiori ai parametri fissati dal Comune di Murazzano;
- la nuova percentuale di firme richiesta vale, naturalmente, solo per le consultazioni future e non vale per quella già attivata da un gruppo spontaneo di cittadini murazzanesi, denominatosi "Comitato Murazzano Leader", che due anni fa, il 20 gennaio 2001, presentarono presso la segreteria del Comune di Murazzano le firme autenticate di 120 elettori del paese in calce ad una richiesta di referendum consultivo sul cambio di Comunità Montana, ai sensi dell'art. 57, comma 3, dello Statuto Comunale allora vigente; tale richiesta referendaria è rimasta finora insoddisfatta per la perdurante mancanza del "Regolamento comunale di attuazione del referendum", previsto dal precedente Statuto Comunale entrato vigore nel 1992.
            In base a quanto esposto, ribadiamo la richiesta già rivoltaLe nel ricorso in oggetto, invitandoLa ad intervenire presso l'Amministrazione Comunale di Murazzano affinchè gli organi a ciò preposti dallo Statuto comunale e dal suddetto regolamento esaminino la richiesta di referendum consultivo presentata il 20/01/01 e pronuncino un giudizio di ammissibilità o di inammissibilità della richiesta stessa, così da consentire ai cittadini di Murazzano, dopo dieci anni, di poter utilizzare gli istituti della democrazia diretta, garantiti loro dalla legge …".

Per ulteriori informazioni: Mellano (348/5335302) – Manfredi (348/5335305)
Documentazione sul "caso Murazzano" può essere reperita sul sito www.grupporadicalipiemonte.it alla voce "Referendum comunali".
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  Torino, 30 dicembre 2002
REGIONE PIEMONTE: RADICALI 'SULLE NOMINE E' ORA DI CAMBIARE'
Palma e Mellano: "Siamo i soli a non avere "nominato" nessuno in due anni e mezzo. Non lo diciamo per orgoglio, ma come indicazione di metodo"
Oggi, lunedì 30 dicembre 2002 alle ore 12,30, si è svolta l'ultima seduta dell'anno del Consiglio Regionale del Piemonte con un unico punto all'ordine del giorno: nomine. Il Consiglio Regionale ha acquisito in sette legislature il potere di nomina e di designazione in seno ad enti ed istituzioni fra i più vari: ben 122, al 10 dicembre, ma continuano incessantemente a crescere. Il Consiglio Regionale odierno si è limitato a prendere atto che la votazione effettuata, a cui hanno partecipato solo 19 consiglieri, non è stata valida e questo permetterà al Presidente Roberto Cota di procedere alla designazione per decreto presidenziale dei rappresentanti che gli saranno indicati, informalmente, dai partiti di centro-destra e di centro-sinistra. Gli enti interessati dalle nomine odierne, urgenti e da tempo vacanti, erano:
- 5 esperti per la sezione decentrata della Commissione regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali ˆ sede di Verbania;
- 5 esperti per la sezione decentrata della Commissione regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali - sede di Vercelli;
- 1 membro effettivo ed 1 supplente per il consorzio di irrigazione e bonifica "Ovest Sesia Baraggia";
- 1 membro per il collegio convitto municipale Treviso di Casale;
- 1 revisore per il collegio convitto municipale Treviso di Casale.
I consiglieri regionali radicali Palma e Mellano hanno dichiarato:
"La seduta odierna del Consiglio ha dimostrato l'assoluta urgenza di rimettere mano ai meccanismi di nomina regionale. In questi due anni a mezzo noi radicali abbiamo sempre rinunciato a spartire la torta degli incarichi di sottogoverno. Ce ne sarebbero spettate, per legge, 1/10 di quelle riservate all'opposizione: nel complesso, qualche decina, alcune delle quali anche "pesanti". La ragione per cui sin dall'inizio abbiamo rifiutato di entrare nel gioco delle lottizzazioni, che in genere sono considerate tanto più giuste, quanto più equamente "lottizzate", è che una regione che sottopone alla compravendita politica le nomine "tecniche" è mille volte peggiore di una regione in cui viga uno spoil system spietato. In prospettiva, la riforma di questo sistema è molto semplice da definire dal punto di vista istituzionale, ma è praticamente impossibile da realizzare d al punto di vista politi co.
In primo luogo, occorre semplicemente eliminare una parte di organismi di indirizzo e vigilanza tecnico-politica, che esistono unicamente per attribuire incarichi a coloro che li ricoprono, e le cui funzioni possono essere eserciate responsabilmente all'interno delle direzioni regionali.
In secondo luogo è necessario rinunciare al potere di nomina regionale in una serie di organismi di rilevanza locale.
In terzo luogo bisogna disciplinare secondo modalità tecnico-concorsuali il sistema di selezione dei rappresentanti regionali in enti di gestione, aziende e consorzi in cui esista un impiego più o meno consistente di capitale regionale. Comprendiamo che in particolare su questo ultimo punto l'intero sistema politico piemontese ritenga che un ragioniere di Rifondazione comunista od un contabile dell'Udc siano la migliore forma di "garanzia democratica" per i contribuenti piemontesi. Ma noi- e pensiamo anche i piemontesi- siamo del parere opposto.

Per informazioni: 348-5335302 (Mellano)
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  Torino, 19 dicembre 2002
REGIONE PIEMONTE/INDENNITA' CONSIGLIERI- RADICALI: "DEMAGOGIE E RETORICHE A CONFRONTO"
Palma e Mellano: stop agli aumenti per  ragioni di bilancio, occorre porre un freno alle ambizioni "siciliane"
Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali del Piemonte:
 "Il dibattito sulla proposta di legge relativa alle modalità di adeguamento delle indennità dei consiglieri regionali diventa sempre più una fiera di retorica e demagogia, che unisce molti dei contrari e la totalità dei favorevoli al provvedimento "incriminato".
Molti dei contrari, a partire dai partiti della sinistra "antagonista", continuano ad insistere sulla inopportunità simbolica degli aumenti in ragione della crisi Fiat e della situazione di incertezza politica ed economica della Regione, ben sapendo della totale irrilevanza che anche la rinuncia all'aumento avrebbe su di una vicenda di dimensioni nazionali e internazionali  di questa portata .
Dall'altra parte, la totalità dei favorevoli all'aumento invocano le accresciute responsabilità e competenze legislative dei consigli regionali e ragionano come se i politici e gli amministratori pubblici fossero l'unica categoria per i quali il salario continui a costituire una "variabile indipendente" dagli equilibri generali del bilancio.
Al contrario, ad imporre lo stop agli aumenti dovrebbero essere proprio ed esclusivamente ragioni di bilancio. Mentre infatti il bilancio regionale complessivo tende faticosamente e insufficientemente a ridurre le spese correnti e ad adeguarsi al "patto di stabilità nazionale", il bilancio del Consiglio Regionale continua ad avere tassi di crescita "siciliani" ed ad accrescere le forme, le modalità e gli importi della spesa interna (+ 6% fra il 2002 ed il 2003, senza contare l'eventuale aumento delle indennità dei consiglieri).
Noi, nel nostro piccolo, siamo stati i soli ad esprimere un voto contrario al bilancio del Consiglio, approvato due settimane fa con il voto favorevole o l'assenza silenziosa e condiscendente della totalità dei gruppi politici che oggi gridano allo scandalo sulla questione delle indennità. E continuiamo a ritenere che, senza fissare un limite alla crescita della spesa interna dell'Assemblea regionale, il Consiglio Regionale abbia assai poca credibilità e forza per imporre tagli e risparmi più sostanziosi al bilancio del Presidente Ghigo.".

Palma (348/5335301) – Mellano (348/5335302)
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  Torino 9 dicembre 2002
REGIONE PIEMONTE/PRIVATIZZAZIONI: MARTEDI' CONFERENZA STAMPA A PALAZZO LASCARIS
RADICALI E FORZA ITALIA: "AVANTI CON LE DISMISSIONI, LIMITARE LE PARTECIPAZIONI REGIONALI NELLE AZIENDE ECONOMICHE"

La scorsa settimana il Consiglio Regionale del Piemonte, nell'ambito della legge che disciplinava la dismissione delle partecipazioni minoritarie della Regione in aziende o enti economici, ha approvato un emendamento proposto dai gruppi di Forza Italia (Cattaneo, Costa, Burzi) e Radicali (Palma, Mellano) che assegna alla Giunta un ampio mandato per la vendita delle partecipazioni regionali, impegnandola a riferire annualmente al Consiglio sull'andamento del piano delle dismissioni . Nel testo definitivo della legge, risultano vendibili tutte le partecipazioni inferiori al 20% del capitale dell'azienda partecipata, e quelle di entità superiore che non concorrano alla formazione del capitale che detiene il controllo della società partecipata.
Sul tema delle dismissioni, sull'applicazione della legge approvata e sulle ipotesi di riassetto del sistema delle partecipazioni regionali, è stata convocata una conferenza stampa
Martedì 10 dicembre 2002
Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale
Via Alfieri 15
alle ore 10,45
Interverranno:
Valerio CATTANEO (capogruppo di Forza Italia)
Carmelo PALMA (capogruppo Radicali-Lista Bonino)
Angelo BURZI, Enrico COSTA (consiglieri regionali Forza Italia)
Bruno MELLANO (consigliere regionale Radicali-Lista Bonino)
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  Torino, 3 dicembre 2002
REGIONE PIEMONTE: RADICALI "SU RIELEZIONE COTA OPPOSIZIONE DI CENTROSINISTRA ALLO SBANDO"
Palma e Mellano: "come direbbe Flaiano, si trova sempre qualcuno che corre in soccorso del vincitore"
Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali:
"In tutta la legislatura- con una sola eccezione- non vi è stata occasione nella quale il centrosinistra sia giunto compatto al voto per uno dei vertici del Consiglio e delle Commissioni. Ma questa volta si è obiettivamente superato. Dei 17 consiglieri dell'Ulivo più Rifondazione presenti a Palazzo Lascaris, 5 non hanno ritirato la scheda per l'elezione del presidente, 9 hanno scelto di votare scheda bianca, e almeno 3 (ammettendo ma non concedendo che a Cota siano andati tutti i voti dei consiglieri di maggioranza) hanno votato il Presidente uscente nel segreto dell'urna.
Alla nostra richiesta, più volte avanzata nelle scorse settimane, di contrapporre una candidatura credibile di opposizione a quella di Cota, il centrosinistra ha opposto un corale e netto rifiuto. Ora comprendiamo che almeno per alcuni di loro- che vanno rintracciati fra le fila di quanti strepitano settimanalmente sull'inadeguatezza istituzionale del presidente Cota-  questo rifiuto aveva motivazioni inconfessabili.
Per le cariche di vicepresidente e questore, noi (che non abbiamo neppure ritirato la scheda per l'elezione del Presidente del Consiglio) abbiamo disciplinatamente votato per i candidati concordati con il resto dell'opposizione (cosa che non hanno fatto né i Comunisti Italiani, né i Verdi, né Rifondazione Comunista), ben sapendo che nelle loro fila vi era qualcuno che – per dirla con Flaiano- non aveva mancato di correre in soccorso del vincitore. Abbiamo ritenuto, sperando di non doverci prestissimo pentire anche di questo, che mantenere fede ad un impegno preso fosse la cosa più giusta e riconoscibile nella oscena compravendita di voti a cui abbiamo, senza alcuna soddisfazione, assistito.
Non vi è comunque alcun dubbio che la giornata di oggi segna la totale dissoluzione non solo dell'unità ma anche della credibilità dell'opposizione di centrosinistra a Palazzo Lascaris.
Rispetto al presidente rieletto (al cui linciaggio istituzionale, a differenza dei suoi elettori "segreti", non abbiamo mai partecipato), possiamo solo ribadire che, dopo la giornata di oggi, merita più rispetto e considerazione di molti dei suoi presunti oppositori."

348/5335301 (Palma)
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  Torino, 27 novembre 2002
CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE/ RADICALI: APPROVATO IL BILANCIO PREVENTIVO DI UN CONSIGLIO REGIONALE "DALLE MANI BUCATE"
PIU' 6% NELLE PREVISIONI DI SPESA DI PALAZZO LASCARIS (ESCLUSI EVENTUALI AUMENTI DELLE INDENNITA')

 Oggi il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato a larga maggioranza il proprio bilanco preventivo. Un bilancio di  51.628.000,00 euro che vede un aumento netto di 3.024.968,00 euro, con una variazione percentuale di oltre il 6% rispetto all'assestamento di bilancio del luglio 2002. Voto favorevole di centro-destra e centro-sinistra, astensione motivata del gruppo radicale. Alcuni consiglieri DS e di Rifondazione Comunista, pur presenti in aula, non hanno partecipato al voto. Mugugni sordi nelle fila di Forza Italia: un ordine del giorno a firma dei capigruppo di maggioranza, che chiedeva di bloccare l'aumento dei fondi delle principali consulte o comitati, è stato ritirato all'ultimo minuto.
 
Mellano e Palma, consiglieri regionali radicali, hanno dichiarato:
«Il Consiglio Regionale appena pochi giorni fa ha deciso di mantenere anche per il 2003 l'addizionale Irpef per poter recuperare circa 350 miliardi di vecchie lire, un prelievo fiscale resosi necessario, a giudizio della maggioranza, per poter finanziare progetti di investimento.
Ora il Consiglio ha deciso che 6 miliardi, tra quelli recuperati dalle tasche dei piemontesi, debbano andare ad aumentare le spese del Consiglio, per coprire in parte spese necessarie, obbligate da leggi e impegni già assunti, ma in parte per spese discrezionali.
Tutte le poste del bilancio sono in aumento, anche per coprire spese non obbligatorie, come quelle per la Consulta Giovani, la Consulta Elette, il Comitato Resistenza, la Consulta Femminile, la Consulta Europea, l' Osservatorio sull'Usura, cresciute complessivamente del 16% per una spesa complessiva di quasi 2 miliardi.
Al di là del giudizio su alcuni di questi enti, sulla loro attività, ruolo, si tratta indubbiamente di un bell'esempio di coerenza: la Regione chiede un ulteriore prelievo straordinario dalle tasche dei cittadini per dirottarne un rivolo consistente nelle tasche bucate del Consiglio, dove anche quelli che teorizzano per la Giunta la necessità del risparmio, realizzano per il Consiglio un sensibile aumento di spesa.
Insomma, a Palazzo Lascaris regna il partito unico della spesa pubblica: rigorosamente bipartisan.»
 
Bruno Mellano 348.5335302
Carmelo Palma 348.5335301
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  Torino, 20 novembre 2002
REGIONE PIEMONTE: RADICALI "L'ALLENZA DI POTERE POLO-LEGA NAUFRAGA PER RAGIONI
DI POTERE"
PALMA: NECESSARIA UNA GARANZIA DELLE PREROGATIVE LEGISLATIVE DEL CONSIGLIO.

Dichiarazione di Carmelo Palma, consigliere regionale radicale del Piemonte.

Lo spettacolo recitato quest'oggi nella Commissione Sanità del Consiglio Regionale del Piemonte chiarisce la natura dell'alleanza Polo-Lega ed i suoi inevitabili effetti. La Giunta, supportata dai partiti dell'ex Polo, ha presentato una proposta di legge sulla disciplina e sull'accreditamento dei laboratori di analisi privati. La Lega ha accusato il resto della maggioranza di malaffare e di non meglio specificate cointeressenze con lobbisti pregiudicati, esigendo da essa il voto su di un emendamento iper-giustizialista, che chiede nella sostanza la sospensione delle regole previste dal diritto civile e amministrativo, per arginare l'infiltrazione criminale nell'amministrazione regionale. La maggioranza ha giustamente rifiutato il diktat e la Lega ha immediatamente provveduto a bloccare il provvedimento con qualche centinaio di emendamenti ostruzionistici.
Questa storia ha due morali, entrambe di grande rilievo politico.
La prima è che l'alleanza di potere fra Polo e Lega sta naufragando per ragioni di potere (il rimpasto di Giunta e il rinnovo della presidenza del Consiglio Regionale e delle commissioni consiliari). Quando gli alleati iniziano a rinfacciarsi accuse (vere o false che siano) di malaffare si può star certi che si è giunti al culmine della "malapolitica".
La seconda morale è che solo un Consiglio irresponsabile può accettare per oltre metà legislatura di convivere passivamente (o di acconciarsi burocraticamente a sopravvivere) con un regolamento semplicemente indecente che viola le regole fondamentali di organizzazione e funzionamento di qualunque assemblea parlamentare e che consente l'esame e, eventualmente, l'approvazione di quei soli provvedimenti che siano concordati più o meno unanimemente da tutti i gruppi consiliari.
Ancor più significativo è che ad organizzare il boicottaggio ormai sistematico dell'assemblea legislativa sia la Lega, che, giacché un suo rappresentante occupa la poltrona di Presidente del Consiglio, dovrebbe impegnarsi più degli altri gruppi a garantirne il funzionamento.

Per informazioni: Palma 348-5335301
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  Torino, 19 novembre 2002
REGIONALE PIEMONTE/ADDIZIONALE IRPEF: RADICALI "SIAMO ALLA POLITICA DELL' ARRAFFA-ARRAFFA". BOCCIATO ODG RADICALE PER LA RIDUZIONE DELLE SPESE CORRENTI DI CIRCA 27 MILIONI DI EURO.
Dichiarazione di Carmelo Palma, consigliere regionale radicale del Piemonte.
Sarà pur vero che per una Regione è assai difficile formulare una proposta di bilancio realistica in assenza di indicazioni chiare da parte della legge finanziaria nazionale sui più significativi trasferimenti finanziari e sui livelli di imposizione consentiti al sistema delle autonomie. Ma, pure in un quadro così critico, la Regione Piemonte ha obiettivamente esagerato con "l'emergenzialismo" finanziario e con la conseguente politica dell' "arraffa arraffa" fiscale.
Prendere atto delle difficoltà non significa però approfittarne al punto da congegnare una norma stralcio di finanziaria regionale, che si limita a reintrodurre la massima addizionale Irpef consentita (che in soldoni significa 180 milioni di euro di reddito privato trasformati in spesa pubblica corrente), senza neanche definire il quadro di bilancio in cui questa manovra fiscale si inserisce, e senza supportare la manovra con elementi realistici di previsione sull'esercizio finanziario 2003 e di preconsuntivo sull'esercizio 2002.
L'aver limitato al solo 2003, grazie all'impegno e alla proposta congiunta di tutte le opposizioni, l'approvazione di un'addizionale che la giunta avrebbe preteso "permanente", limita ovviamente gli effetti, ma di certo non modifica la natura di questa manovra fiscale.
In questo modo la Regione Piemonte, dopo avere sostanzialmente esaurito la capacità di indebitamento con i mutui stipulati (malgrado il "divieto" costituzionale) a copertura dei deficit sanitari 2000 e 2001, giunge anche ad esaurire la capacità di imposizione fiscale con il solo obiettivo di disporre di una "cassa" sufficientemente fornita. Ormai, da queste parti, si teorizza la possibilità di concepire una politica delle entrate a prescindere dalla politica di bilancio e non si presta alcuna attenzione all'effetto disastroso che sul sistema economico piemontese deriva da un saldo complessivo di circa 400 milioni di euro di aggravi fiscali e tariffari realizzati nel corso degli ultimi 2 anni. La cosa più significativa è che, come succede a tutti gli emergenzialismi, anche quello finanziario inaugurato dalla Giunta Ghigo serve a nascondere le reali emergenze, in particolare quella di una spesa corrente "libera"- cioè non connessa ad interventi obbligatori- che continua ad aumentare per alimentare i mille rivoli dei finanziamenti politico-clientelari.
L'emergenzialimso di Ghigo avrebbe una diversa credibilità, se la sua Giunta si impegnasse a realizzare una riduzione sostanziosa della spesa libera corrente (quella non connessa a interventi obbligatori).
Ma la maggioranza ha opportunamente scelto di bocciare l'ODG proposto dal gruppo radicale che richiedeva di definire in sede di bilancio annuale e pluriennale una riduzione della spesa libera corrente di un terzo (quindi di circa 27 milioni di euro) rispetto ai livelli previsti nell'esercizio 2002. E questa bocciatura spiega tutto.
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  Torino, 30 ottobre 2002
REFERENDUM CONSULTIVO MURAZZANO/RADICALI: "VITTORIA!".
 Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani e cittadino di Murazzano) hanno dichiarato:
 "Il 10 ottobre scorso avevamo chiesto al difensore civico regionale di intervenire (ai sensi dell'art. 136 del T.U. Enti locali)  presso l'amministrazione comunale di Murazzano (Cn) per far attuare, con dieci anni di ritardo, lo statuto comunale nella parte riguardante gli strumenti dell'iniziativa popolare, in particolare il referendum consultivo. Il 22 ottobre abbiamo ricevuto una comunicazione dell'Assessore regionale per la Montagna, Roberto Vaglio, in cui è scritto testualmente che "il comune di Murazzano rimarrà nella comunità montana Valli Mongia, Cevetta e Langa Cebana fino allo svolgimento del referendum consultivo popolare", referendum chiesto nel gennaio 2001 da 120 murazzanesi e rimasto finora lettera morta. Oggi, su nostro sollecito, il difensore civico regionale ci ha trasmesso copia della sua lettera inviata al Sindaco di Murazzano il 14 ottobre e della risp osta ricevuta, in cui l'avv. Giorgio Manfredi scrive testualmente che "questo Comune ha in corso l'aggiornamento del vigente statuto comunale … e la contestuale approvazione del regolamento per lo svolgimento di referendum consultivo. La decisione …verrà rimessa al Consiglio Comunale entro la prima decade del mese di novembre p.v. …".
Fin dal primo momento ci siamo mossi per la difesa del buon diritto dei cittadini murazzanesi a potersi esprimere nel referendum consultivo sul cambio di Comunità Montana deciso dall'amministrazione comunale, senza avere alcun secondo fine o alcun interesse particolare da tutelare. La nostra vittoria costituisce un prezioso precedente per quei cittadini che vorranno inverare nel proprio Comune gli strumenti di democrazia diretta (petizioni, proposte, referendum); nel sito del gruppo consiliare radicale (www.grupporadicalipiemonte.it/indicetematico/referendum) essi potranno trovare tutta la documentazione sul "caso Murazzano", compresa la "Proposta di regolamento per referendum comunali" da noi predisposta e che il Comitato promotore referendum di Murazzano ha presentato in Comune per coadiuvare il Consiglio Comunale nell 'elaborazione di tale re golamento.".

Per ulteriori informazioni: Mellano (348/5335302) – Manfredi (348/5335305)
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Torino, 10 ottobre 2002
REFERENDUM MURAZZANO
I RADICALI CHIEDONO AL DIFENSORE CIVICO REGIONALE DI NOMINARE UN COMMISSARIO AD ACTA PER L'ATTUAZIONE DELLO STATUTO COMUNALE, A GARANZIA DEI DIRITTI DEL COMITATO PROMOTORE REFERENDUM E DI TUTTI I CITTADINI.

Questa mattina, Giulio Manfredi (membro Comitato Nazionale Radicali Italiani), cittadino di Murazzano (Cn), ha consegnato al difensore civico della Regione Piemonte, Dr. Bruno Brunetti, un esposto (allegato), sottoscritto da Manfredi e dal consigliere regionale radicale Bruno Mellano, in cui si ripercorre la vicenda della richiesta di referendum consultivo presentata nel gennaio 2001 al Comune di Murazzano e non ancora presa in esame dagli organi previsti dallo Statuto Comunale ("entrato in vigore" nel 1992) perché il Comune non ha ancora predisposto il "regolamento sui referendum",  previsto dallo stesso statuto.
 Manfredi e Mellano hanno dichiarato:
 "A volte il tempo è galantuomo; pensavamo di essere soli nella difesa del diritto sia del comitato promotore di Murazzano di veder esaminata la propria richiesta refendaria sia di tutti i cittadini di Murazzano di veder attuato finalmente, dopo dieci anni, la parte dello Statuto Comunale riguardante gli strumenti della partecipazione popolare alle decisioni dell'amministrazione. Invece: nella seduta del 7 ottobre scorso, le Commissioni Consiliari III e VIII, riunite in sede congiunta, hanno deciso di stralciare dalla discussione della nuova legge sulla montagna anche la parte inerente la richiesta di cambiamento di Comunità Montana formulata dal Comune di Murazzano, in attesa che l'amministrazione comunale prenda in considerazione nelle debite forme la richiesta di referendum consultivo sull'argomento; il Settore Commissioni Legislative del Consiglio Regionale ha predisposto un'importante nota di approfondimento sulla materia, da cui risulta che, ai sensi dell'art. 7 del D. Lgs. 267/2000, i regolamenti comunali sono atti necessitati e obbligatori, la cui mancata predisposizione rende applicabile quanto previsto dall'art. 136 del decreto citato (il difensore civico regionale esercita un potere sostitutivo nei confronti dell'amministrazione inadempiente, nominando un commissario ad acta per l'attuazione di quanto dovuto); il comitato promotore di Murazzano ha depositato in segreteria comunale il testo della "Proposta di regolamento sul referendum consultivo" preparata dal gruppo consiliare radicale per fornire all'amministrazione comunale una base di discussione (per gli altri Comuni e  cittadini interessati la nostra proposta di regolamento è disponibile sul sito http://www.grupporadicalipiemonte.it/indicetematico/referendum.html).
 Ci pare di avere fatto tutto quello che potevamo fare per la vita del diritto, anche in un piccolo comune delle Langhe; attendiamo fiduciosi le decisioni del difensore civico."
Per ulteriori informazioni: Giulio Manfredi (348/5335305) – Bruno Mellano (348/5335302).
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Torino, 2 ottobre 2002
RADICALI: "PRESIDENTE GHIGO, PRENDA PUBBLICAMENTE POSIZIONE CONTRO IL DECRETO GOVERNATIVO SUI SERVIZI TOSSICODIPENDENZE".
Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali) e Giulio Manfredi (Direzione Coordinamento Radicale Antiproibizionista) hanno dichiarato:
"Il 2 agosto scorso la Giunta Regionale dell'Emilia Romagna ha deliberato di ricorrere alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione in merito al Decreto Ministeriale del 14 giugno sull'organizzazione dei servizi tossicodipendenze. La Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome, nella seduta dell'11 luglio scorso, aveva formalmente chiesto al Governo di ritirare tale decreto in quanto palesemente lesivo delle competenze regionali in materia di tutela della salute (art. 117 cost., comma 3, come modificato dalla L. cost. n. 3/2001) e nettamente in contrasto con i contenuti dell'Intesa interistituzionale tra Stato, Regioni ed Enti locali, sottoscritta il 30 maggio scorso. E', inoltre, evidente la discrasia esistente fra il Decreto Sirchia ed il complesso normativo sin qui posto a disciplinare l'organizzazione dei SERT e, in particolare, lo specifico aspetto dei rapporti fra st rutture del SSN ed il pr ivato sociale (un esempio per tutti: il decreto stabilisce che il Prefetto possa inviare le persone segnalate per consumo di stupefacenti anche nelle comunità private, mentre l'art. 75 del DPR 309/90 parla solo di invio ai SERT).
Sappiamo che il Presidente Enzo Ghigo, in qualità di Presidente della Conferenza Stato-Regioni, ha difeso sovente l'autonomia regionale da indebite interferenze centralistiche; lo invitiamo a farlo anche in questo caso, sia con dichiarazioni pubbliche sia con puntuali atti amministrativi. Sulla scorta di quanto già fatto dalla Regione Emilia-Romagna, può trasmettere – nella sua veste di Presidente della Regione Piemonte e d'intesa con l'Assessore alla Sanità - una direttiva ai Direttori Generali e ai Responsabili SERT delle 22 ASL piemontesi nella quale li si invita a continuare a garantire la piena applicazione della normativa regionale attualmente in vigore e dei correlati atti organizzativi aziendali in materia di servizi per le tossicodipendenze, in attesa che il governo prenda posizione sulla richiesta avanzata dalle Regioni di ritiro del decreto e che la Consulta si esprima sul ricorso per conflitto d'attribuzione.".
Torino, 2 ottobre 2002
Per ulteriori informazioni: Giulio Manfredi (348/5335305)
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Torino, 26 luglio 2002
ORDINE DEL GIORNO RADICALE: "GLI STIPENDI DEI CONSIGLIERI REGIONALI E I FINANZIAMENTI AI GRUPPI CONSILIARI RIMANGANO IMMUTATI FINO A FINE LEGISLATURA".
Ieri, durante la seduta del Consiglio Regionale, i consiglieri radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano hanno richiesto e ottenuto che, in coda alla discussione e approvazione della Legge Finanziaria 2002 (fissata per lunedì 29), si discuta il seguente ordine del giorno radicale:
"Il Consiglio regionale del Piemonte, approvando la legge finanziaria 2002 della Regione Piemonte, si impegna a mantenere inalterati per la rimanente parte della legislatura gli emolumenti dei consiglieri e le dotazioni finanziarie assegnate ai gruppi consiliari per le spese di personale e di funzionamento.".
Palma e Mellano hanno dichiarato:
"Di fronte alla cascata di aumenti e di provvidenze che la "politica" continua a riservarsi e ad assegnarsi, riteniamo che sarebbe serio e non demagogico o moralistico che il Consiglio Regionale del Piemonte si impegnasse a mantenere invariati gli stipendi dei consiglieri e i finanziamenti ai gruppi fino al termine naturale della legislatura, nel 2005, anche in considerazione del fatto che tali provvidenze sono state ampiamente adeguate e riparametrate con provvedimenti adottati all'inizio della legislatura stessa.".
348/5335301 (Palma) 348/5335302 (Mellano)
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Torino, 10 luglio 2002
PLENUM CAMERA/TORINO: DELEGAZIONE RADICALE RICEVUTA DAL PRESIDENTE GHIGO: "AUSPICO UNA RAPIDA SOLUZIONE NEL RISPETTO DELLA LEGALITA"
 Questa mattina si è svolto a Torino, in Piazza Castello, un sit-in radicale per informare i cittadini sul "Satyagraha per la legalità costituzionale" che vede coinvolti 6.000 cittadini (per la metà detenuti).
Durante la manifestazione, una delegazione (composta dai consiglieri regionali Carmelo Palma e Bruno Mellano e da Davide Argento) è stata ricevuta dal Presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo.
Il Presidente Ghigo ha auspicato una rapida soluzione del problema dei 12 seggi ancora vacanti alla Camera, a un anno dalle elezioni del 13 maggio 2001; una soluzione che riaffermi tempestivamente il principio di legalità  nel supremo organo legislativo.
Durante il sit-in, alcuni dei 34 consiglieri regionali che avevano sottoscritto, una settimana fa, la lettera-appello al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, sono intervenuti per portare il proprio sostegno alla mobilitazione radicale. In particolare: il vice-presidente della Regione Piemonte, William Casoni; i consiglieri Emilio Bolla, Cristiano Bussola, Daniele Cantore, Pierluigi Marengo e Deodato Scanderebech.
 
L'appello al Presidente Ciampi è disponibile su www.associazioneaglietta.it
Per ulteriori informazioni: 011.230.90.06 – www.radicali.it

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Torino, 27 giugno 2002
SEGGI VACANTI: SABATO, ANCHE A TORINO, LA "MARATONA ORATORIA PER LA LEGALITA' COSTITUZIONALE".
invitati tutti i deputati piemontesi. raccolta firme dei cittadini sull'appello al presidente ciampi (su www.associazioneaglietta.it).
Sabato 29 giugno si terrà a Torino una "maratona oratoria" -analoga a quella che procede ininterrottamente da alcuni giorni di fronte alla Camera dei Deputati- per informare l'opinione pubblica sul Satyagraha radicale per il ripristino del plenum della Camera dei Deputati: da oltre un anno mancano 13 deputati!
La "maratona oratoria" si terrà in:
via Garibaldi angolo via della Misericordia, a Torino
dalle ore 9:00 alle ore 21:00.
I militanti radicali si alterneranno su una tribunetta per spiegare ai cittadini le finalità e le modalità della mobilitazione che ha visto finora impegnati 5520 cittadini; Marco Pannella, intanto, è oggi giunto al 76° giorno di Satyagraha (prevalentemente sciopero della fame, 7 giorni di sciopero della sete e 2 brevi fasi di iponutrizione).
Sono stati invitati a partecipare alla "maratona oratoria" tutti i deputati piemontesi.
Interverranno sabato Carmelo Palma, Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali), Silvio Viale e Igor Boni (presidente e segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta), che hanno dichiarato:
"Ci auguriamo che numerosi deputati intervengano per affermare pubblicamente il proprio impegno per una rapida soluzione della questione; invitiamo i cittadini a fare pressioni sul deputato del proprio collegio ed a sottoscrivere un appello al presidente della Repubblica affinchè invii un messaggio scritto alle Camere. Martedì 2 luglio Marco Pannella sarà ricevuto dal Presidente Ciampi; se in questi giorni arriveranno al Quirinale migliaia di fax o e-mail, la lotta nonviolenta per la legalità costituzionale ne sarà nutrita e rafforzata.".
I cittadini potranno firmare l'appello al Presidente Ciampi sabato, durante la "maratona oratoria" oppure lo possono scaricare dal nuovo sito Internet dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta:
www.associazioneaglietta.it
Per chi vuole inviare messaggi personalizzati, il fax del Quirinale è: 06/46993125/46992268; l'e-mail è: presidenza.repubblica@quirinale.it
Per informazioni: 011/2309006
www.radicali.it

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Roma, 6 giugno 2002
PLENUM CAMERA: LETTERA APERTA A CIAMPI E INIZIATIVA PUBBLICA DEI CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI.
Oggi, nel corso dell'Assemblea Nazionale degli eletti dei Consigli Regionali, che si tiene a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica, i consiglieri regionali radicali del Piemonte e della Lombardia (Carmelo Palma, Bruno Mellano, Lorenzo Strik Lievers, Giorgio Myallonier, Jasha Reibman) manifesteranno silenziosamente con coccarde colorate, appellandosi al Presidente della Repubblica perché invii al più presto un messaggio scritto alla Camera dei Deputati per richiamarla all'obbligo di adempiere al dettato costituzionale e quindi di decidere sulla questione dei 13 seggi non ancora attribuiti, ad oltre un anno dalle elezioni politiche.
Sulla questione del plenum della Camera dei Deputati, prosegue il Satyagraha radicale, a cui hanno sinora aderito 5.317 cittadini (fra cui circa 3000 detenuti); Marco Pannella è intanto giunto ormai al 55° giorno di sciopero della fame.
In una lettera aperta al Presidente Ciampi, diffusa quest'oggi, i consiglieri radicali scrivono fra l'altro: "Come spesso è avvenuto nella storia di questo paese, la Carta Costituzionale è ridotta ad essere una 'costituzione di carta'.  Da oltre un anno, infatti, i deputati sono 617 e tanti rimarranno  finché i partiti non decideranno se e come spartirsi i 13 posti vacanti". Riferendosi all'intervento telefonico di Ciampi durante la trasmissione "Buona Domenica", che ospitava Marco Pannella e Roberto Giochetti in sciopero della sete sulla questione del plenum della Corte Costituzionale, i consiglieri radicali aggiungono "In quel frangente, Lei dichiarò pubblicamente di "aver ben presente" lo strumento che la Costituzione (art. 87, seco ndo comma) Le mette a di sposizione per richiamare le Camere ad adempiere ai propri compiti: il messaggio scritto. Noi Le chiediamo, signor Presidente, di dar corso a questo strumento per richiamare la Camera dei Deputati alla responsabilità di adempiere ad un obbligo dettato dalla stessa Costituzione: decidere- non ci importa in che modo, e con quale soluzione- sulla questione dei 13 seggi fantasma".
Per informazioni: 348-5335301 (Palma) / 348-5335305
  
Segue il testo completo della lettera
 "Signor Presidente,
            Ella oggi interviene all'Assemblea Nazionale degli eletti dei Consigli Regionali, a cui anche noi siamo presenti come eletti radicali del Piemonte e della Lombardia. Mentre altri "festeggeranno" l'avanzamento del processo di riforma costituzionale- carico, per altro, di elementi di confusione e contraddizione- non possiamo e non potremo mancare di notare quanto ogni giorno, nell'indifferenza delle istituzioni, le regole scritte della Carta Costituzionale continuino ad essere violate e tradite.
            L'art. 56, secondo comma, della Costituzione così recita: "Il numero dei deputati è di seicentotrenta"; è quanto si insegna nelle scuole della Repubblica. Ma, anche in questo caso, come spesso è avvenuto nella storia di questo paese, la Carta Costituzionale è ridotta ad essere una "costituzione di carta".  Da oltre un anno, infatti, i deputati sono 617 e tanti rimarranno  finché i partiti non decideranno se e come spartirsi i 13 posti vacanti.
            I radicali, con Marco Pannella e tanti altri cittadini, hanno deciso di proseguire sulla questione del plenum della Camera il Satyagraha intrapreso sullo scandalo della mancata elezione di due giudici costituzionali. Sette settimane fa, il Suo intervento, signor Presidente, è stato decisivo non tanto e non solo per permettere a Marco Pannella e a Roberto Giachetti di tornare a bere ma, innanzitutto, per rimediare ad uno scandalo che si trascinava nel silenzio da oltre 18 mesi. In quel frangente, Lei dichiarò pubblicamente di "aver ben presente" lo strumento che la Costituzione (art. 87, secondo comma) Le mette a disposizione per richiamare le Camere ad adempiere ai propri compiti: il messaggio scritto.
            Noi Le chiediamo, signor Presidente, di dar corso a questo strumento per richiamare la Camera dei Deputati alla responsabilità di adempiere ad un obbligo dettato dalla stessa Costituzione: decidere- non ci importa in che modo, e con quale soluzione- sulla questione dei "13 seggi fantasma".
            In questo momento, Marco Pannella è giunto al 55° giorno di sciopero della fame per il ripristino della legalità costituzionale; oltre 5.000 cittadini (fra cui 3.000 detenuti) hanno finora aderito al Satyagraha; altre migliaia di cittadini hanno inviato a Lei, via fax o e-mail, una lettera-appello. Le chiediamo di fare tesoro di queste richieste, e di corrispondere loro con una urgenza che la situazione ormai esige, innanzitutto- pensiamo- dal Presidente della Repubblica, garante supremo della regola costituzionale.
            RinnovandoLe stima e fiducia e rimettendoci alle Sue decisioni, La salutiamo cordialmente."
 
Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali in Piemonte)
Giorgio Myallonier, Yasha Reibman e Lorenzo Strik Lievers (consiglieri regionali radicali in Lombardia)
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Roma, 6 giugno 2002
REGIONI: "MODELLO AMERICANO PER USCIRE DALLE SECCHE DI UN REGIONALISMO INCOMPIUTO"
Dichiarazione di Carmelo Palma e Lorenzo Strik Lievers, capigruppo radicali nei Consigli regionali del Piemonte e della Lombardia:
"A che punto stanno i nuovi statuti regionali? Ad un punto morto. L'assemblea nazionale degli eletti delle regioni, che si sta tenendo in queste ore a Roma, consente di trarre un primo bilancio della "guerra" in corso fra i Consigli e le Giunte regionali.
I Presidenti delle Giunte intendono unicamente riaffermare il proprio potere, attraverso il consolidamento del sistema "sbilanciato" introdotto dalla legge costituzionale 1/99. I Consigli regionali, da parte loro, quando si propongono di riequilibrare e bilanciare i poteri del legislativo e dell'esecutivo, procedono sic et simpliciter all'abolizione dell'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale (le "riforme" calabresi e friulane costituiscono annuncio e dimostrazione di questa pericolosa tendenza). Si tratta, in realtà, di posizioni speculari che determinano forme rovesciate ma sostanzialmente identiche di subalternità istituzionale (dei Consigli alle Giunte o viceversa). Al momento nessuna regione e nessuna forza politica, a parte i radicali, sembrano proporre riforme che non mirino a limitare un potere a vantaggio di un altro, ma a rafforzarli e potenziarli congiuntamente. Nondimeno, il modello americano, che stabilisce una completa autonomia funzionale, istituzionale e politica dei Parlamenti e dei Governi, costituisce tuttora, anche in termini di opportunità, l'unica soluzione per uscire dalle secche di un regionalismo incompiuto. In caso contrario il confronto o, come usa dire, la "concertazione" fra Giunte e Consigli continuerà ad avere le forme patetiche della vertenza sindacal-istituzionale."
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Torino, 4 giugno 2002
L'ITALIA VA SUBITO IN RETE!
INVECE, 14 GRUPPI CONSILIARI DELLA REGIONE PIEMONTE NON SONO IN RETE, A DUE ANNI DALLA LORO COSTITUZIONE!

Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali) hanno dichiarato:
 "Invitiamo i cittadini a visitare il sito del Consiglio Regionale (www.consiglioregionale.piemonte.it); cliccando sul link "Gruppi Consiliari", possono accedere ai siti dei Gruppi; come potranno constatare, a due anni dalla loro costituzione, dei 18 Gruppi presenti in Consiglio solo 4 hanno predisposto un sito per informare i cittadini sulle loro attività: Comunisti Italiani; Lega Nord Piemont-Padania (al momento inutilizzabile); Radicali-Lista Emma Bonino; Riformisti per l'Ulivo.
L'assenza di un sito risulta sorprendente soprattutto rispetto ai Gruppi più consistenti: Forza Italia (22 consiglieri), Democratici di Sinistra (8 consiglieri) e Alleanza Nazionale (7 consiglieri).
Colleghi, come è possibile? Il governo Berlusconi ha persino istituito un Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie che ha speso la bellezza di 2.582.284 euro solo per organizzare la "Conferenza internazionale di Palermo sull'e-governmenrt per lo sviluppo" e voi non siete in grado di investire un millesimo di quella somma per creare un sito d'informazione accessibile da casa per tutti i cittadini?
I radicali- il solo partito italiano ad eleggere una parte dei propri organi dirigenti direttamente on line (la prossima scadenza elettorale è prevista per le prossime settimane), senza neppure un vincolo di iscrizione al partito per i candidati all'elezione- da decenni ribadiscono il legame inscindibile fra democrazia e tecnologia, per assicurare la piena pubblicità ed accessibilità della vita delle istituzioni e quindi per garantire il diritto dei cittadini di conoscere per deliberare.
A partire dal "vuoto" di siti dei gruppi consiliari regionali, non vogliamo dunque fare le pulci agli altri gruppi politici, ma invitarli ad una riflessione attenta ed urgente su questa esigenza.".
Palma (348/5335301) – Mellano (348/5335302)
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Torino, 13 maggio 2002
MURAZZANO E IL CAMBIO DI COMUNITA' MONTANA: I RADICALI CHIEDONO E OTTENGONO L'AUDIZIONE IN REGIONE DEL COMITATO PROMOTORE REFERENDUM COMUNALE.
Questa mattina, durante la seduta congiunta delle Commissioni consiliari III e VIII, il consigliere regionale radicale Bruno Mellano ha richiesto ed ottenuto che, nell'ambito dell'iter di approvazione delle modifiche al Testo unico delle leggi sulla montagna (nel quale rientra la nuova composizione delle Comunità Montane), vi sia l'audizione del Comitato promotore del referendum comunale sul cambio di Comunità Montana deciso dall'amministrazione di Murazzano (Cn).
L'audizione si terrà lunedì 1° luglio 2002, presso il Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15).
Bruno Mellano ha dichiarato:
"Lo scorso autunno ci siamo posti al servizio del Comitato promotore, predisponendo un testo-base di "regolamento sul referendum" (visto che il Comune di Murazzano ne era privo); inseriremo tale documento nel sito del gruppo consiliare radicale (http://www.grupporadicalipiemonte.it/referendum.htm) affinché altre amministrazioni comunali possano giovarsene. In fase di elaborazione delle modifiche alla composizione delle Comunità Montane piemontesi, mi è sembrato opportuno che le competenti Commissioni del Consiglio Regionale sentissero anche gli esponenti del Comitato promotore per valorizzare in qualche modo la loro esperienza, che rappresenta, al di là della questione di merito, un'importante espressione di democrazia diretta, tutelata e garantita dal Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.".
Per ulteriori informazioni: Bruno Mellano (348/5335302).
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Torino, 9 maggio 2002
CONSIGLIO REGIONALE/REGOLAMENTO: RADICALI "UNA PROPOSTA PER USCIRE DALL'ENPASSE"
Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali:
"Anche oggi, in Consiglio Regionale, ennesima ed inutile bagarre.
Abbiamo già denunciato come sulle modifiche del regolamento del Consiglio Regionale si stia consumando uno scontro di potere, in cui a contrapporsi sono due "torti" (di chi- la maggioranza- vorrebbe commissariare il Consiglio e di chi- centrosinistra e Rifondazione- vorrebbe conservare un potere illimitato di interdizione), ma non due reali "alternative" di riforma.
E' evidente a chiunque, che non è né efficiente né adeguato ad un sistema maggioritario, un regolamento che esalta il potere di interdizione delle minoranze e quello di mediazione delle maggioranze, senza minimamente salvaguardarne il potere di iniziativa. E sarebbe il caso che tutti, da destra come da sinistra, ammettessero due verità fattuali: che il regolamento va modificato, e che va modificato in tempi certi, per non sprecare l'intera legislatura- che dovrebbe peraltro essere "costituente", ed adeguare lo Statuto alle riforme costituzionali (Leggi cost. 1/99 e 3/2001) recentemente approvate dal Parlamento e dai cittadini.
Per uscire dall'empasse e per saggiare l'effettiva disponibilità del centrodestra e del centrosinistra avanziamo dunque la seguente proposta: lavorare nei prossimi 6 mesi, prima in Commissione e poi in Aula, ad una modifica parziale ma consistente del Regolamento consiliare sulle parti che non comportino una contestuale modifica dello Statuto, utilizzando come base e schema di lavoro il Regolamento del Senato della Repubblica (già oggi più simile, e, in molte parti, più adattabile a quello consiliare). In questo modo si potrebbe giungere, senza nessuna fretta, ma senza ulteriori dilazioni, ad una riforma efficiente in grado di garantire tutti, da utilizzare per la seconda metà della legislatura."
Per informazioni: Palma 348-5335301
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Torino, 7 maggio 2002
REGIONE PIEMONTE: RADICALI "SUL REGOLAMENTO, A CONFRONTO DUE TORTI, MA NESSUNA RAGIONE"
Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali:
"Sulle modifiche del regolamento del consiglio regionale si sta consumando un piccolo e meschino scontro di potere, fra chi – il centrodestra- propone una razionalizzazione efficientistica e "violantiana" (del Violante Presidente della Camera del 1996), che serve a commissariare il Consiglio ma non ad accrescerne i diritti, la sovranità e l'efficienza, e chi- il centrosinistra e Rifondazione- difende un regolamento consociativo ed inefficiente per non vedere ridotto il proprio potere di "veto".
L'attuale regolamento, come è noto anche ai non esperti, è l'ultimo ed il migliore esemplare dei regolamenti pci-dc: esalta il potere di interdizione delle minoranze e quello di mediazione delle maggioranze, senza minimamente salvaguardarne il potere di iniziativa. E' costruito non già per governare e per legiferare, ma per comporre i rispettivi interessi e per spartire consociativamente il potere. E' costruito su misura per un sistema, cui la riforma costituzionale avrebbe dovuto almeno in parte porre rimedio, in cui tutti cogestiscono tutto, ma nessuno governa niente.
Nella bagarre in corso, si confrontano due torti, ma nessuna ragione. Se la maggioranza vuole riformare il regolamento, non può solo congegnare rimedi antiostruzionistici sui tempi di intervento e sulle modalità di emendamento dei provvedimenti, ma deve anche accrescere il potere dei singoli consiglieri- oggi sacrificato a quello dei gruppi- e riequilibrare il rapporto fra l'iniziativa legislativa della Giunta e quella del Consiglio. Allo stesso modo, se la minoranza di centrosinistra vuole accrescere la propria capacità di proposta, non deve ridursi a difendere come "baluardo della democrazia" gli aspetti del regolamento che più fanno vergogna alle istituzioni e alle ambizioni "parlamentari" del Consiglio.
Per informazioni: Palma 348-5335301
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Torino, 18 aprile 2002
PLENUM CONSULTA: PALMA E MELLANO (RADICALI) 'APPELLO AI CITTADINI PER MOBILITAZIONE STRAORDINARIA'
Marco Pannella è in sciopero totale della fame e della sete dalle 17,30 di lunedì 15 aprile per denunciare la reiterata inadempienza delle Camere a provvedere all'elezione di due giudici costituzionali. Oltre 1600 cittadini italiani, fra cui anche un centinaio piemontesi, compresi i consiglieri regionali radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano, stanno accompagnando l'iniziativa di Pannella con uno sciopero della fame.
A partire da questo pomeriggio, in P.zza Castello all'angolo con via Roma, a Torino, si terrà un tavolo di raccolta firme (ore 10-13, 16-19) su un appello urgente al Presidente della Repubblica, perché intervenga immediatamente con lo strumento del messaggio alle Camere, ingiungendo loro di adempiere tempestivamente ad un obbligo dettato dalla Costituzione.
L'iniziativa di Pannella ha meritato negli scorsi giorni numerosi ed autorevoli riconoscimenti, a partire da quello del presidente della Corte Costituzionale Ruperto che, a fronte dell'ostruzionismo del Parlamento che dura da ben 16 mesi, ha denunciato ripetutamente il blocco dell'attività della massima magistratura costituzionale.
Palma e Mellano hanno dichiarato:
"Come molti hanno già sottolineato, non esiste nessuno stato al mondo che lasci vacanti per un anno e mezzo due seggi del suo più alto e importante tribunale. E a questo scandalo, se ne aggiunge un altro: non esiste verosimilmente nessuno stato in cui questo record di illegalità sarebbe considerato "normale" ed in qualche modo corrispondente alla "fisiologia" della lotta politica.
L'iniziativa di Pannella, a cui chiediamo a tutti i cittadini di associarsi e partecipare, serve per l'appunto a ripristinare il primato della legalità sugli interessi delle fazioni e dei partiti che costantemente sequestrano e violano il diritto che dovrebbero servire."
Per informazioni: 348-5335301 (Palma) 348-5335302 (Mellano), www.radicali.it
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Torino, 16 aprile 2002
PLENUM CONSULTA: PALMA E MELLANO (RADICALI) ANNUNCIANO ADESIONE AL SATYAGRAHA E APPELLO AI DETENUTI
Nella giornata di domani, mercoledì 17 aprile, i consiglieri regionali del gruppo "Radicali - Lista Emma Bonino", Bruno Mellano e Carmelo Palma, aderiranno al satyagraha organizzato dai radicali per chiedere al Parlamento il ripristino della legalità costituzionale, gravemente violata dalle ripetute inadempienze nell'elezione di due giudici della Corte Costituzionale e nella proclamazione di dodici deputati.
Lo sciopero della fame dei due consiglieri si va ad aggiungere alle iniziative nonviolente di oltre 1100 cittadini che da 5 giorni sono in sciopero della fame ed affiancherà l'azione di Marco Pannella,che dal pomeriggio di lunedì 15 aprile, ha intrapreso un drammatico sciopero della sete. Per raccogliere adesioni al satyagraha, a cui hanno già aderito anche 61 detenuti del carcere milanese di San Vittore, i consiglieri regionali radicali, nell'ambito di una visita ispettiva nella struttura carceraria torinese delle "Vallette", saranno domani in tarda mattinata a parlare con i detenuti piemontesi.
Palma e Mellano hanno dichiarato:
"Pannella è in sciopero della sete (ripetiamo: sciopero della sete!!!) da ormai più di 24 ore.
Nei giorni scorsi oltre 20 consiglieri regionali piemontesi avevano sottoscritto un appello pressante a Ciampi, perché intervenisse con un messaggio alle camere per ribadire l'allarme sul sequestro di diritto e legalità che il Parlamento continuava da oltre un anno a consumare nell'indifferenza generale. Questo appello corrispondeva ad una denuncia che veniva ribadita autorevolmente e da più parti, a cominciare dal Presidente della Consulta Ruperto.
Oggi, a distanza di qualche settimana, mentre i partiti continuano il loro balletto tragico attorno al cadavere della legalità costituzionale italiana, noi radicali ci rechiamo presso le carceri, auspicando l'adesione al satyagraha da parte dei detenuti e confidando sul fatto che, come è già avvenuto, i detenuti continuino a dimostrarsi più sensibili ed attenti dei "rappresentanti del popolo" ai problemi di diritto e legalità.
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Torino, 26 marzo 2002
PLENUM CAMERA E CORTE COSTITUZIONALE: 18 CONSIGLIERI REGIONALI DEL PIEMONTE 'CONDIVIDIAMO LE RAGIONI DI PANNELLA'.
Appello a Ciampi per il ripristino immediato della legalita' costituzionale
Oggi pomeriggio, diciotto consiglieri regionali di vari gruppi hanno sottoscritto un appello pubblico al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in merito alla denuncia di Marco Pannella sulla "situazione di patente illegalità ed emergenza istituzionale" derivata dalla mancanza del 'plenum' della Corte Costituzione e della Camera dei Deputati.
Si tratta dei primi firmatari di un appello (segue il testo) che, partendo dall'annuncio di sciopero della fame e delle sete di Pannella, chiede al Presidente Ciampi di inviare, secondo quanto la Costituzione gli consente, un messaggio urgente alle Camere per sollecitare formalmente la risoluzione urgente del problema
IL TESTO DELL'APPELLO:
Egregio Signor Presidente, la mancanza del plenum di due organi della massima rilevanza istituzionale- la Camera dei Deputati e la Corte Costituzionale- si protrae ormai da molti mesi, senza che il Parlamento abbia ancora adempiuto agli obblighi, cui costituzionalmente sarebbe tenuto a provvedere.
Condividendo, a questo proposito, le ragioni che hanno spinto l'on. Marco Pannella a denunciare la situazione di patente illegalità ed emergenza istituzionale in cui la Camera e la Consulta versano da mesi- e ad annunciare uno sciopero totale della fame e della sete a partire dal prossimo giovedì 28 marzo- e confidando che si ponga rimedio ad una situazione non più tollerabile, rivolgiamo a Lei il nostro appello perché proceda, secondo quanto la Costituzione Le consente, ad inviare un messaggio urgente alle Camere per richiamarle all'esercizio delle loro responsabilità.
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Torino, 5 marzo 2002
REGIONE: RADICALI "BENE BURZI, MAGGIORANZA LIBANIZZATA"
Dichiarazione di Carmelo Palma, capogruppo dei Radicali al consiglio regionale del Piemonte:
«Le dimissioni di Burzi, dal punto di vista politico, non sono certo un segnale rassicurante o positivo. Una parte dell' opposizione considera queste dimissioni un "proprio" successo. Noi no, e non solo perché Burzi è stato uno dei pochi assessori di cui abbiamo potuto condividere almeno poche- ma chiare- indicazioni strategiche (sulla dismissione del patrimonio; sulla gestione attiva del debito; sulla riorganizzazione e semplificazione della "giungla" delle partecipate).
Se dal punto di vista "soggettivo" Burzi ha scelto giustamente di sciogliere un equivoco, che lo portava ad essere politicamente responsabile di scelte di bilancio che ha avversato o non condiviso politicamente, dal punto di vista "oggettivo" le sue dimissioni costituiscono la cartina di tornasole del processo di libanizzazione della maggioranza e di una situazione che può trovare i propri equilibri solo nel "non fare" e nel "rinviare" tutte le scelte di fondo (politica fiscale; programmazione sanitaria; gestione del patrimonio). E di tutto questo, non c'è propriamente da gioire.»
Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
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Torino, 18 febbraio 2002
REGIONE PIEMONTE: RADICALI 'SULLE INCOMPATIBILITA', APPROVATA LEGGE "PRIVATA"'
"BERLUSCONI PRESIDENTE DEL PIEMONTE O GHIGO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: QUALI I PIANI DELLA CASA DELLE LIBERTA'?"

Dichiarazione di Carmelo Palma, consigliere regionale radicale:
"La nuova legge regionale sulle cause di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di consigliere regionale, approvata quest'oggi in Commissione Affari istituzionali ed attesa all'esame dell'Aula, ha le caratteristiche e la funzione della legge "privata". Dinanzi ad un tema di grande rilievo istituzionale, e ad un potestà legislativa attribuita, per la prima volta, su questa materia alle Regioni dalla legge cost. 1/99, la maggioranza è giunta con un provvedimento "copia" della vecchia legge 154/81, e con una serie di correzioni interessate, volte a "compatibilizzare" con la carica di consigliere quelle di: sindaco dei comuni inferiori ai 20.000 abitanti (a fronte della incompatibilità stabilita dal nuovo testo unico sull'ordinamento degli enti locali, Decreto Legislativo 267/2000), parlamentare europeo (a fronte di una incompatibilità stabilita addirittura dall'art. 122 della Costituzione) e, addirittura, ministro e sottosegretario.
L'unica correzione che la maggioranza, dopo 2 ore di dibattito, ha accettato è stata quella relativa ai parlamentari europei (la cui incompatibilità è riformabile peraltro solo attraverso la modifica della Costituzione), ma ha "resistito" su sindaci, ministri e sottosegretari.
Dunque, qualora il Consiglio approvasse la proposta licenziata dalla commissione, si arriverebbe all'assurdo di una disciplina "suicida", in base alla quale i sindaci eletti consiglieri, o i consiglieri eletti sindaci, verrebbero da una parte convalidati dalla Giunta delle elezioni del Consiglio regionale, e dall'altra fatti decadere dal Prefetto. A ciò si aggiungerebbe- ed è un caso che penso non abbia precedenti, non dico nella legislazione o nella dottrina, ma neppure nella fantasia allucinatoria di qualche costituzionalista- la possibilità per il presidente del Consiglio, i ministri e i sottosegretari di ricoprire tutti gli incarichi di Consiglio e di Giunta. Quello che ancora non comprendiamo- perché la motivazione di questa rivoluzione non può che essere "alta e nobile"- è se questa disciplina miri ad aprire la strada di P.zza Castello a Berlusconi, o quella di Palazzo Chigi a Ghigo."
Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
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Torino, 29 maggio 2001
RIMPASTO IN REGIONE: RADICALI "SCELTE SENSATE, E PLATEALI OMISSIONI".
Carmelo Palma, Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali) e Igor Boni (segretario dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
"Il siluramento dell'Assessore regionale all'Agricoltura, Deodato Scanderebech, da parte del Presidente della Regione, Enzo Ghigo, è la plateale dimostrazione che 'chi di preferenze ferisce, di trombature perisce'. A fare le Giunte con il 'Cencelli' della geografia del potere interno si fanno sempre pessime scelte: a questo punto, non ci interessa tanto sapere con quale scusa 'ufficiale' Scanderebech sia stato silurato. A noi basta il fatto che è stato un assessore all'Agricoltura nullo, meno dannoso nel non fare che nel fare.Ci interesserebbe però sapere - e che Ghigo dicesse - perché era stato nominato Assessore. Ma questo, pare proprio non volerlo dire.
Per il resto, la nuova ripartizione delle deleghe sembra anche introdurre elementi positivi. Finalmente, le 'partecipate' sono andate a chi logicamente spettano, cioè all'Assessore al bilancio e patrimonio, dopo avere peregrinato per dodici mesi di assessore e assessore, ed essere rimasta pratica negletta: e la delega al commercio è stata accorpata a quella alle attività produttive, dopo essere rimaste a lungo una sottodelega del turismo. A ciò si aggiunge il fatto che, dal nostro punto di vista, gli assessori Pichetto e Burzi sono, nella compagine della Giunta, quelli che meglio ci sembrano potere assicurare spunti innovativi, nel senso delle privatizzazioni e dismissioni per le partecipate, e di ulteriori liberalizzazioni per il commercio. Ma anche loro, ovviamente, aspettiamo alla prova dei fatti.".
Per approfondimenti: Carmelo Palma (0348/5335301) – Bruno Mellano (0348/5335302)
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Cuneo, 11 maggio 2001
IL PREFETTO DI CUNEO HA COMUNICATO IL COMMISSARIAMENTO DEL COMUNE DI ENTRACQUE.
DOMENICA I CANDIDATI DELLA LISTA BONINO VOTERANNO A ENTRACQUE.

Nel corso dell’incontro svoltosi questa mattina il prefetto di Cuneo, dott. Mario Spanu, ha comunicato agli esponenti della Lista Bonino di avere nominato commissario presso il Comune di Entracque il dott. Naccarato, funzionario della Prefettura, che proprio oggi ha iniziato a svolgere le sue funzioni.
Il prefetto si è avvalso di quanto previsto dal Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali (D.Lgs. 267/2000, art 141 comma 7): in attesa che il decreto di scioglimento del Consiglio Comunale sia pubblicato sulla G. U., "il Prefetto, per motivi di grave e urgente necessità, può sospendere il consiglio comunale e nominare un commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente".
Bruno Mellano, consigliere regionale radicale e candidato della Lista Bonino nel collegio di Fossano-Mondovì, ha dichiarato:
"Non appena le dimissioni del Sindaco di Entracque sono diventate irrevocabili, il Prefetto ha nominato un commissario provvisorio; non era obbligato a farlo. Mi pare quindi che con tale atto abbia voluto censurare il comportamento del Sindaco di Entracque, le cui tardive dimissioni hanno comportato il sostanziale svuotamento dell’istituto del comune.
Per rimarcare il nostro apprezzamento per l’iniziativa del Prefetto saremo domenica ad Entracque, insieme al nostro candidato al senato Gianni Pizzini, che voterà nel seggio di Entracque.
Rispetto alla situazione esistente nel Parco Alpi Marittime, continueremo a chiedere alla Regione il commissariamento per gravi violazioni di legge".
Per informazioni: Bruno Mellano 0348/5335302
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Torino, 30 marzo 2001
IL CONSIGLIERE REGIONALE RADICALE MELLANO SCRIVE AL PREFETTO DI CUNEO:
«INTERVENGA CON LA DOVUTA URGENZA PER IL RIPRISTINO DELLA LEGALITA’ NELL’ENTE PARCO ALPI MARITTIME»

Oggi Bruno Mellano, consigliere regionale della Lista Bonino, ha trasmesso al Prefetto di Cuneo, Dr. Mario Spanu, copia dell’interrogazione presentata martedì scorso in Consiglio Regionale sulla manifesta incompatibilità del sindaco di Entracque, Gian Pietro Pepino, con la carica di Presidente del Parco delle Alpi Marittime (violazione dell’art. 13, comma 4, della legge regionale 12/90 e dell’art. 30, commi 4 e 5, dello Statuto dell’Ente Parco).
Bruno Mellano ha dichiarato:
«Ho chiesto al Prefetto di Cuneo d’intervenire con la dovuta urgenza, per quanto di sua competenza, per il ripristino della legalità. La patente violazione della legge ha comportato e comporta gravi conseguenze giuridiche: gli atti compiuti dall’attuale Presidente del Parco a partire dal suo insediamento, il 29 gennaio scorso, sono validi oppure nulli o annullabili? Gli eventuali emolumenti percepiti dal Presidente del Parco configurano estremi di rilevanza penale?
Sono certo che l’esperienza maturata in lunghi anni di servizio permetterà al Prefetto Spanu di porre in essere le azioni più opportune, in sinergia con quanto la Giunta Regionale è tenuta a compiere ai sensi di legge: “La Giunta Regionale provvede allo scioglimento degli Organi degli Enti di gestione per gravi violazioni di legge …” (art. 20, comma 2, L.R. 12/90)»
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Torino, 14 marzo 2001
SILVIO VIALE HA PRESENTATO UFFICIALMENTE LA SUA CANDIDATURA A SINDACO DI TORINO: «LA MIA E’ UNA CANDIDATURA APERTA A QUEL MONDO LAICO E LIBERALE CHE NON SI RICONOSCE IN QUESTA DESTRA E IN QUESTA SINISTRA».
La conferenza stampa, tenutasi nel Municipio di Torino, è stata introdotta dal consigliere regionale radicale Carmelo Palma, che ha illustrato le ragioni della candidatura di Silvio Viale da parte della Lista Bonino: « Abbiamo avuto Viale al nostro fianco, da dieci anni a questa parte, in tutte le iniziative sui diritti civili, sulle libertà economiche, contro i proibizionismi sulla droga e sulla scienza; un solo esempio: Viale è stato il primo ginecologo italiano ad investire ufficialmente la propria struttura sanitaria del problema di garantire concretamente la possibilità per le donne di accedere all’aborto farmacologico. Nella Torino di Adelaide Aglietta, radicale e verde allo stesso tempo, offrire un sostegno convinto al verde e radicale Silvio Viale è dare forza e voce a quell’elettorato laico e liberale che Torino ha sempre avuto e che merita di scegliere ben altro che un centro-destra ed un centro-sinistra vittime dei ricatti clericali e conservatori.».
Silvio Viale ha ringraziato Marco Pannella ed Emma Bonino del sostegno ricevuto ed ha precisato che: « La mia è una candidatura aperta a tutti i contributi possibili: quelli, innanzitutto, del mondo verde; sono da 15 anni nei Verdi, sono da otto anni capogruppo verde in Consiglio Comunale e, nello stesso tempo, sono da anni iscritto al Partito Radicale transanzionale; ho tutte le carte in regola per ricevere il sostegno di quello che rimane il mio partito. I due schieramenti che si fronteggiano sono mediocri e inadeguati: il Polo non ha trovato di meglio che candidare il vercellese Rosso dopo aver candidato il cuneese Costa; a sinistra, Chiamparino non ha l’autorevolezza necessaria per far ricrescere l’Ulivo. Rappresento l’unica alternativa credibile per chi, liberale e libertario, vuole una Torino viva e vitale, non succube di Milano o del suo passato.».
Rispondendo a chi gli rinfacciava di utilizzare una sala del Municipio per un’iniziativa di partito, Viale ha difeso il buon diritto di tutti i candidati a sindaco di venire ad esporre i propri programmi nel luogo dove intendono essere eletti e si è dichiarato disponibile a fare da prestanome per permettere agli altri candidati (nessuno dei quali è consigliere comunale) di utilizzare le sale del Comune.
Per ulteriori informazioni: Silvio Viale (0335/8222238), Carmelo Palma (0348/5335301)
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Torino, 1 marzo 2001
CARPANINI: RADICALI ‘UN LUTTO PER LA CITTA’ E PER LA POLITICA TORINESE’
Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali:
‘Fra i tanti che hanno conosciuto Domenico Carpanini, pensiamo che nessuno possa mettere in dubbio il rigore, la serietà e la sollecitudine con cui, da consigliere comunale, da capogruppo, da presidente del Consiglio e da vicesindaco ha adempiuto al proprio ruolo. La professionalità di Carpanini, la sua competenza ‘enciclopedica’, e la sua torinesità esibita e orgogliosa, hanno contribuito a definire non solo i contorni del ‘personaggio’, ma anche e soprattutto il prestigio di un politico atipico e di rango. Da queste caratteristiche, è conseguita naturalmente la sua identificazione con il Comune, e con una ‘cultura dell’amministrazione’ ormai riconosciuta anche in ambienti lontani da quelli del suo partito e del suo schieramento. Non è rituale e scontato dire che la sua morte è un grave lutto per la città e per la politica torinese. Nei prossimi anni, sarebbe stato, da Sindaco o da capo dell’opposizione, una presenza ‘di riferimento ’ autorevole e significativa per i suoi alleati come per i suoi avversari politici ’.
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Gruppo Radicali - Lista Emma Bonino
Via Alfieri, 19 - 10121 Torino - Tel  011. 57.57.401/402 - Fax 011.23.09.005
e-mail: radicalipiemonte@hotmail.com - mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-piemonte