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| PALMA: LA NOTTE PORTA CONSIGLIO, ANCHE AL PRESIDENTE COTA". [26 marzo 2003] PIU' 6% NELLE PREVISIONI DI SPESA DI PALAZZO LASCARIS (ESCLUSI EVENTUALI AUMENTI DELLE INDENNITA') [27 novembre 2002] DI POTERE" PALMA: NECESSARIA UNA GARANZIA DELLE PREROGATIVE LEGISLATIVE DEL CONSIGLIO [20 novembre 2002] INVECE, 14 GRUPPI CONSILIARI DELLA REGIONE PIEMONTE NON SONO IN RETE, A DUE ANNI DALLA LORO COSTITUZIONE! [4 giugno 2002] |
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16 ottobre 2003 STATUTI REGIONALI E LEGGE ELETTORALE: RADICALI HANNO PRESENTATO UNA PROPOSTA DI RIFORMA AMERICANA. Questoggi, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15), i consiglieri regionali radicali Palma e Mellano, insieme a Benedetto della Vedova (europarlamentare e presidente di Radicali Italiani), hanno tenuto una conferenza stampa di presentazione della proposta di legge:Disciplina dell'elezione del Consiglio Regionale, del Presidente e del Vicepresidente della Regione, della composizione della Giunta e delle relative cause di ineleggibilità e incompatibilità. Si allega una breve scheda tecnica di illustrazione della proposta di legge. Il testo integrale della proposta sarà disponibile su: www.grupporadicalipiemonte.it Per informazioni: 348-5335301 (Palma) SISTEMA ELETTORALE DEL PRESIDENTE E DEL VICEPRESIDENTE Ciò a cui questa proposta di legge non può "porre rimedio" è l'aspetto più manifestamente contraddittorio dell'assetto istituzionale conseguente alla l.cost. 1/99, cioè l'impossibilità per le Regioni di procedere, a Costituzione vigente, ad una riforma elettorale e statutaria che configuri un sistema presidenziale contrassegnato dall'elezione a suffragio universale diretto tanto del Presidente quanto del Consiglio, e da un equilibrio di reciproca autonomia politico-istituzionale fra la sfera del legislativo e quella dell'esecutivo. La legge costituzionale 1/99 tutto consente alle Regioni, fuorchè il superamento del principio dell' aut simul stabunt, aut simul cadent laddove sia scelto (o esplicitamente confermato) dai consigli "costituenti" il principio dell'elezione diretta del Presidente. Questo vincolo ha creato una situazione di stallo e di perenne conflittualità interistituzionale. I Presidenti delle Giunte (attraverso la Conferenza dei Presidenti) tendono comprensibilmente a riaffermare il proprio potere, attraverso il consolidamento del sistema "sbilanciato" introdotto dalla legge costituzionale 1/99. I Consigli regionali, da parte loro, quando si propongono di riequilibrare e bilanciare i poteri del legislativo e dell'esecutivo, procedono sic et simpliciter all'abolizione dell'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale. Si tratta, in realtà, di posizioni speculari, che determinano forme rovesciate ma sostanzialmente identiche di subalternità istituzionale. La presente proposta di legge è finalizzata a rendere costituzionalmente "compatibile" e politicamente praticabile un regime di governo che riconosca maggiore forza tanto alla sfera dell'esecutivo quanto a quella del legislativo. Ed è proprio il modello statunitense ad offrire una credibile via d'uscita, dal punto di vista tecnico-politico, allo stallo originato dalla "blindatura" costituzionale operata dal nuovo art. 126. Infatti il modello statunitense è politicamente caratterizzato da un sistema di investitura diretta del Presidente, ma è istituzionalmente configurato come un sistema di elezione indiretta (con il passaggio attraverso il voto degli ormai famosi Grandi elettori). La proposta di legge dunque prevede che lelezione del Presidente e del Vicepresidente a) si configuri tecnicamente come elezione indiretta da parte di un Collegio di grandi elettori, eletto a sua volta sulla base di liste regionali identificate unicamente dai nomi dei candidati alla Presidenza e Vicepresidenza proposti; b) sia politicamente una elezione diretta da parte del popolo, mediata istituzionalmente da un organo che esaurisce la propria funzione nella ratifica pressoché simbolica del responso delle urne. SISTEMA ELETTORALE DEL CONSIGLIO REGIONALE L'obiettivo prioritario è rappresentato dalla costruzione di un sistema in cui al principio della divisione dei poteri sul piano regionale corrispondano dispositivi istituzionali in grado di assicurare tanto ai Presidenti quanto ai Consigli una condizione di sostanziale e reciproca autonomia. Nella presente proposta di legge il sistema di elezione del Consiglio Regionale è quindi disciplinato nelle seguenti forme: a) si istituisce una radicale separazione fra il sistema di elezione del Presidente, eletto come si è anticipato - a suffragio indiretto e del Consiglio, eletto a suffragio diretto e maggioritario con voto uninominale a turno unico per i 2/3 dei componenti, con il superamento del meccanismo del premio di maggioranza e del cosiddetto listino regionale; b) si adotta per il Consiglio un meccanismo di elezione di 1/3 dei componenti con il recupero dei "migliori perdenti" di collegio, su base non proporzionale e non partitica; c) si stabilisce una disciplina della presentazione delle candidature non attraverso liste di partito, o gruppi di candidati di coalizione, ma attraverso candidature "singole" di collegio, per ricondurre unicamente a "dinamiche maggioritarie" (tanto per la parte di elezione diretta quanto per la parte di elezione indiretta, attraverso il recupero dei migliori perdenti) il meccanismo di composizione dell'intero Consiglio; d) si àncora il sistema di assegnazione dei seggi ad una meccanismo di ripartizione circoscrizionale su base provinciale, che consenta di garantire (a differenza di quanto avviene oggi con il c. d. Tatarellum e in futuro inevitabilmente avverrebbe con qualunque sistema di recupero di seggi sulla base di un'unica circoscrizione regionale) un'equa rappresentanza territoriale all'interno del Consiglio. L'unico correttivo adottato rispetto ad un sistema rigidamente maggioritario (cfr. precedente punto b) è motivato dall'esigenza di precostituire uno spazio istituzionale "di opposizione" e di impedire la costituzione di Consigli "monocolore". Infatti, questa eventualità, statisticamente impossibile sul piano nazionale, sarebbe tutt'altro che remota sul piano regionale, e, oltre a limitare in maniera consistente il principio di rappresentanza, finirebbe per corrompere i meccanismi di controllo parlamentare e le relazioni istituzionali fra esecutivo e legislativo. A ciò si aggiunge il fatto che questo sistema di recupero di candidati perdenti consente di ottemperare alla previsione di un necessario spazio di minoranza, contenuta nel cosiddetto d.d.l La Loggia- di attuazione del primo comma dell' art. 122 della Costituzione e approvato il 28 gennaio u.s., dal Senato- senza ricorrere a dispositivi proporzionalistici. DISCIPLINA DELLE INELEGGIBILITA E INCOMPATIBILITA La disciplina dei casi di ineleggibilità e incompatibilità prevista dalla proposta di legge innova e semplifica sostanzialmente quella stabilita dalla legge 154/81, che è ispirata all'obiettivo generale di disciplinare restrittivamente il diritto di elettorato passivo a vantaggio degli interessi del sistema politico. Infatti, la legge 154/81: a) da una parte, amplifica ed estende in modo abnorme le cause di ineleggibilità motivate dall'esercizio di funzioni e compiti di carattere burocratico-amministrativo o dalla semplice esistenza in capo agli elettori di rapporti di carattere economico con l'amministrazione regionale o con organismi da essa dipendenti (peraltro, è quasi inutile ricordare quanto una disciplina così platealmente casuistica abbia dato luogo ad interpretazioni divergenti, quando non addirittura contraddittorie, anche sul piano giurisprudenziale); b) dall'altra, restringe al di là del ragionevole e del verosimile (ed in modo platealmente contrastante con il principio della separazione dei poteri) le cause di ineleggibilità a carico dei "vertici" del sistema istituzionale. Per fare degli esempi quantomai eloquenti, basti pensare al fatto che oggi, in base alla legge 154/81, può candidarsi alla carica di consigliere o Presidente di Regione il Ministro degli Interni, ma risultano ineleggibili, salvo preventive dimissioni o collocamento in aspettativa, un usciere di un ufficio regionale o un dirigente di una piccola istituzione museale dipendente dalla Regione .. La proposta di legge è, dunque, finalizzata ad eliminare le cause di ineleggibilità "burocratiche" (ricomprendendole per la gran parte nella disciplina dell'incompatibilità) e ad ampliare invece - nel quadro dei vincoli costituzionali- quelle di carattere più propriamente istituzionale, che sono al contrario aggravate e rese effettive con una sostanziale anticipazione dei termini previsti per la cessazione dalle funzioni incompatibili ai fini della candidatura. Torna su |
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14 ottobre 2003 STATUTI REGIONALI E LEGGE ELETTORALE: I CONSIGLIERI RADICALI PALMA E MELLANO PRESENTANO UNA PROPOSTA DI RIFORMA. Giovedì 16 ottobre, alle ore 12:30, presso la Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15), si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge: Disciplina dell'elezione del Consiglio Regionale, del Presidente e del Vicepresidente della Regione, della composizione della Giunta e delle relative cause di ineleggibilità e incompatibilità, presentata dai consiglieri regionali radicali Palma e Mellano. Interverranno: Benedetto della Vedova (europarlamentare e presidente di Radicali Italiani); Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali). Nellannunciare la conferenza stampa Palma ha dichiarato: Il dibattito sui nuovi statuti regionali è contrassegnato da un evidente paradosso. Tanto le forze politiche eredi della stagione referendaria, quanto quelle che ai referendum Segni-Pannella si opposero esplicitamente, stanno convergentemente lavorando per perfezionare la controriforma del sistema politico-elettorale. Se sul piano nazionale si vedono i primi annunci di questa tendenza, sul piano regionale non esiste partito e coalizione che non abbia scelto di confermare o aggravare larchitettura proporzionalistica della Legge Tatarella (con cui si rinnovarono i Consigli costituenti nel 2000) e di rafforzare quella che nei fatti rimane (si scelga o meno lelezione diretta del Presidente della Giunta) una forma di governo neo-parlamentare. Noi riteniamo al contrario che negli Statuti e nelle leggi elettorali regionali sia necessario introdurre e valorizzare i due elementi che maggiormente qualificarono, nella prima metà degli anni 90, limpegno riformatore sui temi istituzionali: in primo luogo, lindividuazione del principio maggioritario come criterio di riforma del sistema politico e, in secondo luogo, la scelta dellelezione diretta del capo dellesecutivo come principio di legittimazione dellazione di governo. Pure nei limiti di un quadro costituzionale farraginoso e contraddittorio (anche a seguito di scelte suicide, dolosamente o colposamente operate dal Parlamento con la riforma costituzionale del 1999), la nostra proposta di legge, che presenteremo alla stampa giovedì prossimo, tenta di tenere ferma limpostazione presidenzialista e maggioritaria, come sola bussola che possa guidare le Regioni italiane fuori dalle secche di un regionalismo incompiuto.. Palma (348/5335301) Torna su |
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30 luglio 2003 SCANDALO BIALLUVIONATI/REGIONE PIEMONTE: RADICALI "SUBITO COMMISSIONE D'INCHIESTA DEL CONSIGLIO REGIONALE SUI RISARCIMENTI PER L'ALLUVIONE "Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali: <<Lo scandalo politico e giudiziario sui risarcimenti ai bialluvionati del 1994 e del 2000 ha assunto, dopo l'arresto dell'Assessore Brigandì, un profilo grave anche dal punto di vista istituzionale. Lasciando del tutto impregiudicati gli esiti dell'inchiesta giudiziaria- su cui riteniamo doveroso non pronunciarci- è invece necessario approfondire le implicazioni di una "partita" (quella dei risarcimenti dell'alluvione) che, anche e soprattutto sotto il profilo politico-amministrativo, denota caratteri di assoluta inefficienza, che è stata gestita dalla Giunta e dall'amministrazione regionale con colpevole leggerezza e che è stata, con altrettanta leggerezza, sottovalutata dall'intero Consiglio Regionale. Il caso Odasso divenne giustamente l'occasione per approfondire, con una apposita commissione d'inchiesta consiliare, i punti oscuri dell'organizzazione e della gestione della sanità pubblica. Oggi, il caso Tocci fa emergere non solo l'occasione ma la necessità di una inchiesta amministrativa sulla gestione del risarcimento sulle alluvioni, che, come è ormai noto a tutti, anche al di là del caso Autovallere, è, a dir poco, un cumulo di contraddizioni. Speriamo che il primo a sentire questa esigenza sia il Presidente Ghigo, che oggi pomeriggio riferirà in aula. Auspichiamo che anche l'opposizione di centrosinistra, come sul caso Odasso, voglia fare la sua parte. Ora, come allora, non si tratta ovviamente di interferire con le inchieste o di sovrapporsi al lavoro della magistratura. Si tratta di non delegare al potere giudiziario anche il compito di spiegare che cosa non funziona o "disfunziona" nella macchina regionale.>> Per informazioni: 348-5335301 (Palma) Torna su |
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26 marzo 2003 CASO CONTU/CONVOCATA LA PROSSIMA SETTIMANA LA COMMISSIONE REGOLAMENTO. PALMA: LA NOTTE PORTA CONSIGLIO, ANCHE AL PRESIDENTE COTA". La Commissione Regolamento del Consiglio Regionale del Piemonte sarà convocata nei primi giorni della prossima settimana al fine di esaminare la situazione del consigliere regionale di Rifondazione Comunista Mario Contu, sospeso ieri dallincarico di capogruppo con atto amministrativo dellUfficio di Presidenza, sulla base di una interpretazione-innovazione regolamentare semplicemente comunicata al Consiglio regionale. Il capogruppo radicale Carmelo Palma aveva reagito a tale abuso mettendo a disposizione del consigliere Contu la sua firma per qualsiasi documento egli intendesse presentare, a prescindere dal suo contenuto. Oggi Palma ha commentato: La notte, a quanto pare, porta consiglio; è triste, comunque, dover constatare che solo il fermo atteggiamento tenuto dai consiglieri radicali a difesa delle prerogative istituzionali del collega Contu (da cui quasi tutto ci divide) ha costretto il Presidente Cota e lintero Ufficio di Presidenza (ivi compresi i membri di opposizione) a scegliere di rientrare nellalveo istituzionale, dopo lo straripamento di competenze a cui abbiamo assistito nella giornata di ieri. Gli altri gruppi consiliari sono rimasti sinora tutti zitti e coperti, esplicitamente sostenendo o indirettamente avallando la decisione abusiva dellUfficio di Presidenza; il fatto che Mario Contu sia (e si comporti da) sistematico boicottatore istituzionale - spesso in ottima compagnia di gruppi di opposizione che ieri hanno assistito silenti al suo defenestramento - non può legittimare una analoga e contraria lesione delle prerogative istituzionali del Consiglio da parte di quanti ritengano che Contu vada fatto fuori, a qualunque costo. Ritengo importante che oggi questa vicenda rientri nellalveo istituzionale che le è proprio, e prendo atto della tardiva ma significativa marcia indietro del Presidente Cota.. Palma (348/5335301) Torna su |
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25 marzo 2003 CASO CONTU/LETTERA DEL RADICALE PALMA AGLI ALTRI CAPIGRUPPO. Ai Presidenti dei Gruppi Consiliari Consiglio Regionale del Piemonte, Dopo il termine della seduta antimeridiana, ho comunicato al consigliere Contu la disponibilità a sottoscrivere qualunque atto consiliare che intenda presentare totalmente, a prescindere dal suo contenuto- e la cui ammissibilità comporti la firma di un capogruppo. Il fatto che al Consiglio Regionale, alla Commissione Regolamento, ai capigruppo e a ciascun singolo consigliere sia stata sequestrata non solo la possibilità di decidere ma anche semplicemente di intervenire su di una interpretazione del Regolamento inconsistente nel merito e sguaiata nelle forme, deve essere immediatamente riparato. Penso che non si dia un solo caso nella storia parlamentare dell'adozione di una determinazione amministrativa ad personas, priva di qualunque requisito di generalità, che modifica le attribuzioni e le prerogative di alcuni consiglieri e innova interpretativamente il Regolamento sui principi di costituzione dei gruppi consiliari; ancor più grave è che tale determinazione sia stata assunta da un organo totalmente privo di competenze al riguardo e senza neppure darne notizia all'assemblea, informata successivamente e a fatto compiuto. Non è un segreto che non ho alcun motivo di consonanza o considerazione politica per il 99% delle iniziative del consigliere Contu, ma confermo che fino a che la sua destituzione da capogruppo non rientrerà nei binari istituzionali, e troverà la possibilità di discussione in Commissione Regolamento, il consigliere Contu disporrà in ogni occasione e comunque della mia firma. Carmelo Palma Presidente Gruppo Consiliare Torna su |
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10 gennaio 2003 REFERENDUM MURAZZANO/RADICALI A DIFENSORE CIVICO REGIONALE: "FATTO IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEL REFERENDUM, SI FACCIA IL REFERENDUM!". Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (membro Comitato Nazionale Radicali Italiani), presentatori nell'ottobre scorso del ricorso sul caso "Referendum vietato ai cittadini di Murazzano", hanno oggi nuovamente scritto al difensore civico regionale, Dr. Bruno Brunetti, la seguente lettera: "Egregio Dottore, - a seguito del ricorso in oggetto e del pronto riscontro del Difensore Civico della Regione Piemonte, il Consiglio Comunale di Murazzano (Cn) ha approvato, con dieci anni di ritardo, il "Regolamento Comunale per l'attuazione di referendum consultivi" (Deliberazione n. 28 del 29/11/02); nella stessa seduta il Consiglio Comunale di Murazzano ha approvato il nuovo Statuto Comunale (Deliberazione n. 29 del 29/11/02); - l'art. 47, comma 3, del nuovo Statuto Comunale così recita: "3. L'iniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio Comunale o dal 30% dell'intero corpo elettorale.". Il precedente Statuto Comunale prevedeva che "L'iniziativa del referendum può essere presa dal Consiglio comunale o da un numero di elettori pari al 15% dell'intero corpo elettorale" (art. 57, comma 3). Il raddoppio del numero di firme autenticate necessarie all'indizione del referendum (solamente consultivo, visto che il Consiglio Comunale non ha previsto, pur avendone la possibilità, referendum abrogativi o propositivi) è stato attuato "al fine di conferire a tale iniziativa una maggiore partecipazione da parte della popolazione evitando così iniziative affrettate e prive di adeguato sostegno popolare" (dalla premessa della Deliberazione n. 29 citata); - fatta salva la potestà del Consiglio Comunale di fissare i parametri ritenuti più opportuni, gli scriventi non possono non convenire con quanto scritto nel "Commento al Testo Unico sull'ordinamento degli Enti locali" (Vittorio Italia, Giuffrè editore, Volume I, pag. 152): " E' da sottolineare che più elevato è il numero (o la percentuale richiesta) dei cittadini richiedenti, meno efficace è questo strumento e minore è la volontà dell'ente locale a rendere effettiva la partecipazione dei cittadini "; tutti gli esempi riportati successivamente nella pubblicazione citata sono inferiori ai parametri fissati dal Comune di Murazzano; - la nuova percentuale di firme richiesta vale, naturalmente, solo per le consultazioni future e non vale per quella già attivata da un gruppo spontaneo di cittadini murazzanesi, denominatosi "Comitato Murazzano Leader", che due anni fa, il 20 gennaio 2001, presentarono presso la segreteria del Comune di Murazzano le firme autenticate di 120 elettori del paese in calce ad una richiesta di referendum consultivo sul cambio di Comunità Montana, ai sensi dell'art. 57, comma 3, dello Statuto Comunale allora vigente; tale richiesta referendaria è rimasta finora insoddisfatta per la perdurante mancanza del "Regolamento comunale di attuazione del referendum", previsto dal precedente Statuto Comunale entrato vigore nel 1992. In base a quanto esposto, ribadiamo la richiesta già rivoltaLe nel ricorso in oggetto, invitandoLa ad intervenire presso l'Amministrazione Comunale di Murazzano affinchè gli organi a ciò preposti dallo Statuto comunale e dal suddetto regolamento esaminino la richiesta di referendum consultivo presentata il 20/01/01 e pronuncino un giudizio di ammissibilità o di inammissibilità della richiesta stessa, così da consentire ai cittadini di Murazzano, dopo dieci anni, di poter utilizzare gli istituti della democrazia diretta, garantiti loro dalla legge ". Per ulteriori informazioni: Mellano (348/5335302) Manfredi (348/5335305) Documentazione sul "caso Murazzano" può essere reperita sul sito www.grupporadicalipiemonte.it alla voce "Referendum comunali". Torna su |
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30 dicembre 2002 REGIONE PIEMONTE: RADICALI 'SULLE NOMINE E' ORA DI CAMBIARE' Palma e Mellano: "Siamo i soli a non avere "nominato" nessuno in due anni e mezzo. Non lo diciamo per orgoglio, ma come indicazione di metodo" Oggi, lunedì 30 dicembre 2002 alle ore 12,30, si è svolta l'ultima seduta dell'anno del Consiglio Regionale del Piemonte con un unico punto all'ordine del giorno: nomine. Il Consiglio Regionale ha acquisito in sette legislature il potere di nomina e di designazione in seno ad enti ed istituzioni fra i più vari: ben 122, al 10 dicembre, ma continuano incessantemente a crescere. Il Consiglio Regionale odierno si è limitato a prendere atto che la votazione effettuata, a cui hanno partecipato solo 19 consiglieri, non è stata valida e questo permetterà al Presidente Roberto Cota di procedere alla designazione per decreto presidenziale dei rappresentanti che gli saranno indicati, informalmente, dai partiti di centro-destra e di centro-sinistra. Gli enti interessati dalle nomine odierne, urgenti e da tempo vacanti, erano: - 5 esperti per la sezione decentrata della Commissione regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali ˆ sede di Verbania; - 5 esperti per la sezione decentrata della Commissione regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali - sede di Vercelli; - 1 membro effettivo ed 1 supplente per il consorzio di irrigazione e bonifica "Ovest Sesia Baraggia"; - 1 membro per il collegio convitto municipale Treviso di Casale; - 1 revisore per il collegio convitto municipale Treviso di Casale. I consiglieri regionali radicali Palma e Mellano hanno dichiarato: "La seduta odierna del Consiglio ha dimostrato l'assoluta urgenza di rimettere mano ai meccanismi di nomina regionale. In questi due anni a mezzo noi radicali abbiamo sempre rinunciato a spartire la torta degli incarichi di sottogoverno. Ce ne sarebbero spettate, per legge, 1/10 di quelle riservate all'opposizione: nel complesso, qualche decina, alcune delle quali anche "pesanti". La ragione per cui sin dall'inizio abbiamo rifiutato di entrare nel gioco delle lottizzazioni, che in genere sono considerate tanto più giuste, quanto più equamente "lottizzate", è che una regione che sottopone alla compravendita politica le nomine "tecniche" è mille volte peggiore di una regione in cui viga uno spoil system spietato. In prospettiva, la riforma di questo sistema è molto semplice da definire dal punto di vista istituzionale, ma è praticamente impossibile da realizzare d al punto di vista politi co. In primo luogo, occorre semplicemente eliminare una parte di organismi di indirizzo e vigilanza tecnico-politica, che esistono unicamente per attribuire incarichi a coloro che li ricoprono, e le cui funzioni possono essere eserciate responsabilmente all'interno delle direzioni regionali. In secondo luogo è necessario rinunciare al potere di nomina regionale in una serie di organismi di rilevanza locale. In terzo luogo bisogna disciplinare secondo modalità tecnico-concorsuali il sistema di selezione dei rappresentanti regionali in enti di gestione, aziende e consorzi in cui esista un impiego più o meno consistente di capitale regionale. Comprendiamo che in particolare su questo ultimo punto l'intero sistema politico piemontese ritenga che un ragioniere di Rifondazione comunista od un contabile dell'Udc siano la migliore forma di "garanzia democratica" per i contribuenti piemontesi. Ma noi- e pensiamo anche i piemontesi- siamo del parere opposto. Per informazioni: 348-5335302 (Mellano) Torna su |
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19 dicembre 2002 REGIONE PIEMONTE/INDENNITA' CONSIGLIERI- RADICALI: "DEMAGOGIE E RETORICHE A CONFRONTO" Palma e Mellano: stop agli aumenti per ragioni di bilancio, occorre porre un freno alle ambizioni "siciliane" Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali del Piemonte: "Il dibattito sulla proposta di legge relativa alle modalità di adeguamento delle indennità dei consiglieri regionali diventa sempre più una fiera di retorica e demagogia, che unisce molti dei contrari e la totalità dei favorevoli al provvedimento "incriminato". Molti dei contrari, a partire dai partiti della sinistra "antagonista", continuano ad insistere sulla inopportunità simbolica degli aumenti in ragione della crisi Fiat e della situazione di incertezza politica ed economica della Regione, ben sapendo della totale irrilevanza che anche la rinuncia all'aumento avrebbe su di una vicenda di dimensioni nazionali e internazionali di questa portata . Dall'altra parte, la totalità dei favorevoli all'aumento invocano le accresciute responsabilità e competenze legislative dei consigli regionali e ragionano come se i politici e gli amministratori pubblici fossero l'unica categoria per i quali il salario continui a costituire una "variabile indipendente" dagli equilibri generali del bilancio. Al contrario, ad imporre lo stop agli aumenti dovrebbero essere proprio ed esclusivamente ragioni di bilancio. Mentre infatti il bilancio regionale complessivo tende faticosamente e insufficientemente a ridurre le spese correnti e ad adeguarsi al "patto di stabilità nazionale", il bilancio del Consiglio Regionale continua ad avere tassi di crescita "siciliani" ed ad accrescere le forme, le modalità e gli importi della spesa interna (+ 6% fra il 2002 ed il 2003, senza contare l'eventuale aumento delle indennità dei consiglieri). Noi, nel nostro piccolo, siamo stati i soli ad esprimere un voto contrario al bilancio del Consiglio, approvato due settimane fa con il voto favorevole o l'assenza silenziosa e condiscendente della totalità dei gruppi politici che oggi gridano allo scandalo sulla questione delle indennità. E continuiamo a ritenere che, senza fissare un limite alla crescita della spesa interna dell'Assemblea regionale, il Consiglio Regionale abbia assai poca credibilità e forza per imporre tagli e risparmi più sostanziosi al bilancio del Presidente Ghigo.". Palma (348/5335301) Mellano (348/5335302) Torna su |
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9 dicembre 2002 REGIONE PIEMONTE/PRIVATIZZAZIONI: MARTEDI' CONFERENZA STAMPA A PALAZZO LASCARIS RADICALI E FORZA ITALIA: "AVANTI CON LE DISMISSIONI, LIMITARE LE PARTECIPAZIONI REGIONALI NELLE AZIENDE ECONOMICHE" La scorsa settimana il Consiglio Regionale del Piemonte, nell'ambito della legge che disciplinava la dismissione delle partecipazioni minoritarie della Regione in aziende o enti economici, ha approvato un emendamento proposto dai gruppi di Forza Italia (Cattaneo, Costa, Burzi) e Radicali (Palma, Mellano) che assegna alla Giunta un ampio mandato per la vendita delle partecipazioni regionali, impegnandola a riferire annualmente al Consiglio sull'andamento del piano delle dismissioni . Nel testo definitivo della legge, risultano vendibili tutte le partecipazioni inferiori al 20% del capitale dell'azienda partecipata, e quelle di entità superiore che non concorrano alla formazione del capitale che detiene il controllo della società partecipata. Sul tema delle dismissioni, sull'applicazione della legge approvata e sulle ipotesi di riassetto del sistema delle partecipazioni regionali, è stata convocata una conferenza stampa Martedì 10 dicembre 2002 Sala dei Presidenti del Consiglio Regionale Via Alfieri 15 alle ore 10,45 Interverranno: Valerio CATTANEO (capogruppo di Forza Italia) Carmelo PALMA (capogruppo Radicali-Lista Bonino) Angelo BURZI, Enrico COSTA (consiglieri regionali Forza Italia) Bruno MELLANO (consigliere regionale Radicali-Lista Bonino) Torna su |
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3 dicembre 2002 REGIONE PIEMONTE: RADICALI "SU RIELEZIONE COTA OPPOSIZIONE DI CENTROSINISTRA ALLO SBANDO" Palma e Mellano: "come direbbe Flaiano, si trova sempre qualcuno che corre in soccorso del vincitore" Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali: "In tutta la legislatura- con una sola eccezione- non vi è stata occasione nella quale il centrosinistra sia giunto compatto al voto per uno dei vertici del Consiglio e delle Commissioni. Ma questa volta si è obiettivamente superato. Dei 17 consiglieri dell'Ulivo più Rifondazione presenti a Palazzo Lascaris, 5 non hanno ritirato la scheda per l'elezione del presidente, 9 hanno scelto di votare scheda bianca, e almeno 3 (ammettendo ma non concedendo che a Cota siano andati tutti i voti dei consiglieri di maggioranza) hanno votato il Presidente uscente nel segreto dell'urna. Alla nostra richiesta, più volte avanzata nelle scorse settimane, di contrapporre una candidatura credibile di opposizione a quella di Cota, il centrosinistra ha opposto un corale e netto rifiuto. Ora comprendiamo che almeno per alcuni di loro- che vanno rintracciati fra le fila di quanti strepitano settimanalmente sull'inadeguatezza istituzionale del presidente Cota- questo rifiuto aveva motivazioni inconfessabili. Per le cariche di vicepresidente e questore, noi (che non abbiamo neppure ritirato la scheda per l'elezione del Presidente del Consiglio) abbiamo disciplinatamente votato per i candidati concordati con il resto dell'opposizione (cosa che non hanno fatto né i Comunisti Italiani, né i Verdi, né Rifondazione Comunista), ben sapendo che nelle loro fila vi era qualcuno che per dirla con Flaiano- non aveva mancato di correre in soccorso del vincitore. Abbiamo ritenuto, sperando di non doverci prestissimo pentire anche di questo, che mantenere fede ad un impegno preso fosse la cosa più giusta e riconoscibile nella oscena compravendita di voti a cui abbiamo, senza alcuna soddisfazione, assistito. Non vi è comunque alcun dubbio che la giornata di oggi segna la totale dissoluzione non solo dell'unità ma anche della credibilità dell'opposizione di centrosinistra a Palazzo Lascaris. Rispetto al presidente rieletto (al cui linciaggio istituzionale, a differenza dei suoi elettori "segreti", non abbiamo mai partecipato), possiamo solo ribadire che, dopo la giornata di oggi, merita più rispetto e considerazione di molti dei suoi presunti oppositori." 348/5335301 (Palma) Torna su |
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27 novembre 2002 CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE/ RADICALI: APPROVATO IL BILANCIO PREVENTIVO DI UN CONSIGLIO REGIONALE "DALLE MANI BUCATE" PIU' 6% NELLE PREVISIONI DI SPESA DI PALAZZO LASCARIS (ESCLUSI EVENTUALI AUMENTI DELLE INDENNITA') Oggi il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato a larga maggioranza il proprio bilanco preventivo. Un bilancio di 51.628.000,00 euro che vede un aumento netto di 3.024.968,00 euro, con una variazione percentuale di oltre il 6% rispetto all'assestamento di bilancio del luglio 2002. Voto favorevole di centro-destra e centro-sinistra, astensione motivata del gruppo radicale. Alcuni consiglieri DS e di Rifondazione Comunista, pur presenti in aula, non hanno partecipato al voto. Mugugni sordi nelle fila di Forza Italia: un ordine del giorno a firma dei capigruppo di maggioranza, che chiedeva di bloccare l'aumento dei fondi delle principali consulte o comitati, è stato ritirato all'ultimo minuto. Mellano e Palma, consiglieri regionali radicali, hanno dichiarato: «Il Consiglio Regionale appena pochi giorni fa ha deciso di mantenere anche per il 2003 l'addizionale Irpef per poter recuperare circa 350 miliardi di vecchie lire, un prelievo fiscale resosi necessario, a giudizio della maggioranza, per poter finanziare progetti di investimento. Ora il Consiglio ha deciso che 6 miliardi, tra quelli recuperati dalle tasche dei piemontesi, debbano andare ad aumentare le spese del Consiglio, per coprire in parte spese necessarie, obbligate da leggi e impegni già assunti, ma in parte per spese discrezionali. Tutte le poste del bilancio sono in aumento, anche per coprire spese non obbligatorie, come quelle per la Consulta Giovani, la Consulta Elette, il Comitato Resistenza, la Consulta Femminile, la Consulta Europea, l' Osservatorio sull'Usura, cresciute complessivamente del 16% per una spesa complessiva di quasi 2 miliardi. Al di là del giudizio su alcuni di questi enti, sulla loro attività, ruolo, si tratta indubbiamente di un bell'esempio di coerenza: la Regione chiede un ulteriore prelievo straordinario dalle tasche dei cittadini per dirottarne un rivolo consistente nelle tasche bucate del Consiglio, dove anche quelli che teorizzano per la Giunta la necessità del risparmio, realizzano per il Consiglio un sensibile aumento di spesa. Insomma, a Palazzo Lascaris regna il partito unico della spesa pubblica: rigorosamente bipartisan.» Bruno Mellano 348.5335302 Carmelo Palma 348.5335301 Torna su |
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20 novembre 2002 REGIONE PIEMONTE: RADICALI "L'ALLENZA DI POTERE POLO-LEGA NAUFRAGA PER RAGIONI DI POTERE" PALMA: NECESSARIA UNA GARANZIA DELLE PREROGATIVE LEGISLATIVE DEL CONSIGLIO. Dichiarazione di Carmelo Palma, consigliere regionale radicale del Piemonte. Lo spettacolo recitato quest'oggi nella Commissione Sanità del Consiglio Regionale del Piemonte chiarisce la natura dell'alleanza Polo-Lega ed i suoi inevitabili effetti. La Giunta, supportata dai partiti dell'ex Polo, ha presentato una proposta di legge sulla disciplina e sull'accreditamento dei laboratori di analisi privati. La Lega ha accusato il resto della maggioranza di malaffare e di non meglio specificate cointeressenze con lobbisti pregiudicati, esigendo da essa il voto su di un emendamento iper-giustizialista, che chiede nella sostanza la sospensione delle regole previste dal diritto civile e amministrativo, per arginare l'infiltrazione criminale nell'amministrazione regionale. La maggioranza ha giustamente rifiutato il diktat e la Lega ha immediatamente provveduto a bloccare il provvedimento con qualche centinaio di emendamenti ostruzionistici. Questa storia ha due morali, entrambe di grande rilievo politico. La prima è che l'alleanza di potere fra Polo e Lega sta naufragando per ragioni di potere (il rimpasto di Giunta e il rinnovo della presidenza del Consiglio Regionale e delle commissioni consiliari). Quando gli alleati iniziano a rinfacciarsi accuse (vere o false che siano) di malaffare si può star certi che si è giunti al culmine della "malapolitica". La seconda morale è che solo un Consiglio irresponsabile può accettare per oltre metà legislatura di convivere passivamente (o di acconciarsi burocraticamente a sopravvivere) con un regolamento semplicemente indecente che viola le regole fondamentali di organizzazione e funzionamento di qualunque assemblea parlamentare e che consente l'esame e, eventualmente, l'approvazione di quei soli provvedimenti che siano concordati più o meno unanimemente da tutti i gruppi consiliari. Ancor più significativo è che ad organizzare il boicottaggio ormai sistematico dell'assemblea legislativa sia la Lega, che, giacché un suo rappresentante occupa la poltrona di Presidente del Consiglio, dovrebbe impegnarsi più degli altri gruppi a garantirne il funzionamento. Per informazioni: Palma 348-5335301 Torna su |
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19 novembre 2002 REGIONALE PIEMONTE/ADDIZIONALE IRPEF: RADICALI "SIAMO ALLA POLITICA DELL' ARRAFFA-ARRAFFA". BOCCIATO ODG RADICALE PER LA RIDUZIONE DELLE SPESE CORRENTI DI CIRCA 27 MILIONI DI EURO. Dichiarazione di Carmelo Palma, consigliere regionale radicale del Piemonte. Sarà pur vero che per una Regione è assai difficile formulare una proposta di bilancio realistica in assenza di indicazioni chiare da parte della legge finanziaria nazionale sui più significativi trasferimenti finanziari e sui livelli di imposizione consentiti al sistema delle autonomie. Ma, pure in un quadro così critico, la Regione Piemonte ha obiettivamente esagerato con "l'emergenzialismo" finanziario e con la conseguente politica dell' "arraffa arraffa" fiscale. Prendere atto delle difficoltà non significa però approfittarne al punto da congegnare una norma stralcio di finanziaria regionale, che si limita a reintrodurre la massima addizionale Irpef consentita (che in soldoni significa 180 milioni di euro di reddito privato trasformati in spesa pubblica corrente), senza neanche definire il quadro di bilancio in cui questa manovra fiscale si inserisce, e senza supportare la manovra con elementi realistici di previsione sull'esercizio finanziario 2003 e di preconsuntivo sull'esercizio 2002. L'aver limitato al solo 2003, grazie all'impegno e alla proposta congiunta di tutte le opposizioni, l'approvazione di un'addizionale che la giunta avrebbe preteso "permanente", limita ovviamente gli effetti, ma di certo non modifica la natura di questa manovra fiscale. In questo modo la Regione Piemonte, dopo avere sostanzialmente esaurito la capacità di indebitamento con i mutui stipulati (malgrado il "divieto" costituzionale) a copertura dei deficit sanitari 2000 e 2001, giunge anche ad esaurire la capacità di imposizione fiscale con il solo obiettivo di disporre di una "cassa" sufficientemente fornita. Ormai, da queste parti, si teorizza la possibilità di concepire una politica delle entrate a prescindere dalla politica di bilancio e non si presta alcuna attenzione all'effetto disastroso che sul sistema economico piemontese deriva da un saldo complessivo di circa 400 milioni di euro di aggravi fiscali e tariffari realizzati nel corso degli ultimi 2 anni. La cosa più significativa è che, come succede a tutti gli emergenzialismi, anche quello finanziario inaugurato dalla Giunta Ghigo serve a nascondere le reali emergenze, in particolare quella di una spesa corrente "libera"- cioè non connessa ad interventi obbligatori- che continua ad aumentare per alimentare i mille rivoli dei finanziamenti politico-clientelari. L'emergenzialimso di Ghigo avrebbe una diversa credibilità, se la sua Giunta si impegnasse a realizzare una riduzione sostanziosa della spesa libera corrente (quella non connessa a interventi obbligatori). Ma la maggioranza ha opportunamente scelto di bocciare l'ODG proposto dal gruppo radicale che richiedeva di definire in sede di bilancio annuale e pluriennale una riduzione della spesa libera corrente di un terzo (quindi di circa 27 milioni di euro) rispetto ai livelli previsti nell'esercizio 2002. E questa bocciatura spiega tutto. Torna su |
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30 ottobre 2002 REFERENDUM CONSULTIVO MURAZZANO/RADICALI: "VITTORIA!". Bruno Mellano (consigliere regionale radicale) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani e cittadino di Murazzano) hanno dichiarato: "Il 10 ottobre scorso avevamo chiesto al difensore civico regionale di intervenire (ai sensi dell'art. 136 del T.U. Enti locali) presso l'amministrazione comunale di Murazzano (Cn) per far attuare, con dieci anni di ritardo, lo statuto comunale nella parte riguardante gli strumenti dell'iniziativa popolare, in particolare il referendum consultivo. Il 22 ottobre abbiamo ricevuto una comunicazione dell'Assessore regionale per la Montagna, Roberto Vaglio, in cui è scritto testualmente che "il comune di Murazzano rimarrà nella comunità montana Valli Mongia, Cevetta e Langa Cebana fino allo svolgimento del referendum consultivo popolare", referendum chiesto nel gennaio 2001 da 120 murazzanesi e rimasto finora lettera morta. Oggi, su nostro sollecito, il difensore civico regionale ci ha trasmesso copia della sua lettera inviata al Sindaco di Murazzano il 14 ottobre e della risp osta ricevuta, in cui l'avv. Giorgio Manfredi scrive testualmente che "questo Comune ha in corso l'aggiornamento del vigente statuto comunale e la contestuale approvazione del regolamento per lo svolgimento di referendum consultivo. La decisione verrà rimessa al Consiglio Comunale entro la prima decade del mese di novembre p.v. ". Fin dal primo momento ci siamo mossi per la difesa del buon diritto dei cittadini murazzanesi a potersi esprimere nel referendum consultivo sul cambio di Comunità Montana deciso dall'amministrazione comunale, senza avere alcun secondo fine o alcun interesse particolare da tutelare. La nostra vittoria costituisce un prezioso precedente per quei cittadini che vorranno inverare nel proprio Comune gli strumenti di democrazia diretta (petizioni, proposte, referendum); nel sito del gruppo consiliare radicale (www.grupporadicalipiemonte.it/indicetematico/referendum) essi potranno trovare tutta la documentazione sul "caso Murazzano", compresa la "Proposta di regolamento per referendum comunali" da noi predisposta e che il Comitato promotore referendum di Murazzano ha presentato in Comune per coadiuvare il Consiglio Comunale nell 'elaborazione di tale re golamento.". Per ulteriori informazioni: Mellano (348/5335302) Manfredi (348/5335305) Torna su |
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10 ottobre 2002 REFERENDUM MURAZZANO I RADICALI CHIEDONO AL DIFENSORE CIVICO REGIONALE DI NOMINARE UN COMMISSARIO AD ACTA PER L'ATTUAZIONE DELLO STATUTO COMUNALE, A GARANZIA DEI DIRITTI DEL COMITATO PROMOTORE REFERENDUM E DI TUTTI I CITTADINI. Questa mattina, Giulio Manfredi (membro Comitato Nazionale Radicali Italiani), cittadino di Murazzano (Cn), ha consegnato al difensore civico della Regione Piemonte, Dr. Bruno Brunetti, un esposto (allegato), sottoscritto da Manfredi e dal consigliere regionale radicale Bruno Mellano, in cui si ripercorre la vicenda della richiesta di referendum consultivo presentata nel gennaio 2001 al Comune di Murazzano e non ancora presa in esame dagli organi previsti dallo Statuto Comunale ("entrato in vigore" nel 1992) perché il Comune non ha ancora predisposto il "regolamento sui referendum", previsto dallo stesso statuto. Manfredi e Mellano hanno dichiarato: "A volte il tempo è galantuomo; pensavamo di essere soli nella difesa del diritto sia del comitato promotore di Murazzano di veder esaminata la propria richiesta refendaria sia di tutti i cittadini di Murazzano di veder attuato finalmente, dopo dieci anni, la parte dello Statuto Comunale riguardante gli strumenti della partecipazione popolare alle decisioni dell'amministrazione. Invece: nella seduta del 7 ottobre scorso, le Commissioni Consiliari III e VIII, riunite in sede congiunta, hanno deciso di stralciare dalla discussione della nuova legge sulla montagna anche la parte inerente la richiesta di cambiamento di Comunità Montana formulata dal Comune di Murazzano, in attesa che l'amministrazione comunale prenda in considerazione nelle debite forme la richiesta di referendum consultivo sull'argomento; il Settore Commissioni Legislative del Consiglio Regionale ha predisposto un'importante nota di approfondimento sulla materia, da cui risulta che, ai sensi dell'art. 7 del D. Lgs. 267/2000, i regolamenti comunali sono atti necessitati e obbligatori, la cui mancata predisposizione rende applicabile quanto previsto dall'art. 136 del decreto citato (il difensore civico regionale esercita un potere sostitutivo nei confronti dell'amministrazione inadempiente, nominando un commissario ad acta per l'attuazione di quanto dovuto); il comitato promotore di Murazzano ha depositato in segreteria comunale il testo della "Proposta di regolamento sul referendum consultivo" preparata dal gruppo consiliare radicale per fornire all'amministrazione comunale una base di discussione (per gli altri Comuni e cittadini interessati la nostra proposta di regolamento è disponibile sul sito http://www.grupporadicalipiemonte.it/indicetematico/referendum.html). Ci pare di avere fatto tutto quello che potevamo fare per la vita del diritto, anche in un piccolo comune delle Langhe; attendiamo fiduciosi le decisioni del difensore civico." Per ulteriori informazioni: Giulio Manfredi (348/5335305) Bruno Mellano (348/5335302). Torna su |
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2 ottobre 2002 RADICALI: "PRESIDENTE GHIGO, PRENDA PUBBLICAMENTE POSIZIONE CONTRO IL DECRETO GOVERNATIVO SUI SERVIZI TOSSICODIPENDENZE". Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali) e Giulio Manfredi (Direzione Coordinamento Radicale Antiproibizionista) hanno dichiarato: "Il 2 agosto scorso la Giunta Regionale dell'Emilia Romagna ha deliberato di ricorrere alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione in merito al Decreto Ministeriale del 14 giugno sull'organizzazione dei servizi tossicodipendenze. La Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome, nella seduta dell'11 luglio scorso, aveva formalmente chiesto al Governo di ritirare tale decreto in quanto palesemente lesivo delle competenze regionali in materia di tutela della salute (art. 117 cost., comma 3, come modificato dalla L. cost. n. 3/2001) e nettamente in contrasto con i contenuti dell'Intesa interistituzionale tra Stato, Regioni ed Enti locali, sottoscritta il 30 maggio scorso. E', inoltre, evidente la discrasia esistente fra il Decreto Sirchia ed il complesso normativo sin qui posto a disciplinare l'organizzazione dei SERT e, in particolare, lo specifico aspetto dei rapporti fra st rutture del SSN ed il pr ivato sociale (un esempio per tutti: il decreto stabilisce che il Prefetto possa inviare le persone segnalate per consumo di stupefacenti anche nelle comunità private, mentre l'art. 75 del DPR 309/90 parla solo di invio ai SERT). Sappiamo che il Presidente Enzo Ghigo, in qualità di Presidente della Conferenza Stato-Regioni, ha difeso sovente l'autonomia regionale da indebite interferenze centralistiche; lo invitiamo a farlo anche in questo caso, sia con dichiarazioni pubbliche sia con puntuali atti amministrativi. Sulla scorta di quanto già fatto dalla Regione Emilia-Romagna, può trasmettere nella sua veste di Presidente della Regione Piemonte e d'intesa con l'Assessore alla Sanità - una direttiva ai Direttori Generali e ai Responsabili SERT delle 22 ASL piemontesi nella quale li si invita a continuare a garantire la piena applicazione della normativa regionale attualmente in vigore e dei correlati atti organizzativi aziendali in materia di servizi per le tossicodipendenze, in attesa che il governo prenda posizione sulla richiesta avanzata dalle Regioni di ritiro del decreto e che la Consulta si esprima sul ricorso per conflitto d'attribuzione.". Torino, 2 ottobre 2002 Per ulteriori informazioni: Giulio Manfredi (348/5335305) Torna su |
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26 luglio 2002 ORDINE DEL GIORNO RADICALE: "GLI STIPENDI DEI CONSIGLIERI REGIONALI E I FINANZIAMENTI AI GRUPPI CONSILIARI RIMANGANO IMMUTATI FINO A FINE LEGISLATURA". Ieri, durante la seduta del Consiglio Regionale, i consiglieri radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano hanno richiesto e ottenuto che, in coda alla discussione e approvazione della Legge Finanziaria 2002 (fissata per lunedì 29), si discuta il seguente ordine del giorno radicale: "Il Consiglio regionale del Piemonte, approvando la legge finanziaria 2002 della Regione Piemonte, si impegna a mantenere inalterati per la rimanente parte della legislatura gli emolumenti dei consiglieri e le dotazioni finanziarie assegnate ai gruppi consiliari per le spese di personale e di funzionamento.". Palma e Mellano hanno dichiarato: "Di fronte alla cascata di aumenti e di provvidenze che la "politica" continua a riservarsi e ad assegnarsi, riteniamo che sarebbe serio e non demagogico o moralistico che il Consiglio Regionale del Piemonte si impegnasse a mantenere invariati gli stipendi dei consiglieri e i finanziamenti ai gruppi fino al termine naturale della legislatura, nel 2005, anche in considerazione del fatto che tali provvidenze sono state ampiamente adeguate e riparametrate con provvedimenti adottati all'inizio della legislatura stessa.". 348/5335301 (Palma) 348/5335302 (Mellano) Torna su |
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10 luglio 2002 PLENUM CAMERA/TORINO: DELEGAZIONE RADICALE RICEVUTA DAL PRESIDENTE GHIGO: "AUSPICO UNA RAPIDA SOLUZIONE NEL RISPETTO DELLA LEGALITA" Questa mattina si è svolto a Torino, in Piazza Castello, un sit-in radicale per informare i cittadini sul "Satyagraha per la legalità costituzionale" che vede coinvolti 6.000 cittadini (per la metà detenuti). Durante la manifestazione, una delegazione (composta dai consiglieri regionali Carmelo Palma e Bruno Mellano e da Davide Argento) è stata ricevuta dal Presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo. Il Presidente Ghigo ha auspicato una rapida soluzione del problema dei 12 seggi ancora vacanti alla Camera, a un anno dalle elezioni del 13 maggio 2001; una soluzione che riaffermi tempestivamente il principio di legalità nel supremo organo legislativo. Durante il sit-in, alcuni dei 34 consiglieri regionali che avevano sottoscritto, una settimana fa, la lettera-appello al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, sono intervenuti per portare il proprio sostegno alla mobilitazione radicale. In particolare: il vice-presidente della Regione Piemonte, William Casoni; i consiglieri Emilio Bolla, Cristiano Bussola, Daniele Cantore, Pierluigi Marengo e Deodato Scanderebech. L'appello al Presidente Ciampi è disponibile su www.associazioneaglietta.it Per ulteriori informazioni: 011.230.90.06 www.radicali.it Torna su |
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Torino,
27 giugno 2002 |
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6 giugno 2002 |
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6 giugno 2002 REGIONI: "MODELLO AMERICANO PER USCIRE DALLE SECCHE DI UN REGIONALISMO INCOMPIUTO" Dichiarazione di Carmelo Palma e Lorenzo Strik Lievers, capigruppo radicali nei Consigli regionali del Piemonte e della Lombardia: "A che punto stanno i nuovi statuti regionali? Ad un punto morto. L'assemblea nazionale degli eletti delle regioni, che si sta tenendo in queste ore a Roma, consente di trarre un primo bilancio della "guerra" in corso fra i Consigli e le Giunte regionali. I Presidenti delle Giunte intendono unicamente riaffermare il proprio potere, attraverso il consolidamento del sistema "sbilanciato" introdotto dalla legge costituzionale 1/99. I Consigli regionali, da parte loro, quando si propongono di riequilibrare e bilanciare i poteri del legislativo e dell'esecutivo, procedono sic et simpliciter all'abolizione dell'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale (le "riforme" calabresi e friulane costituiscono annuncio e dimostrazione di questa pericolosa tendenza). Si tratta, in realtà, di posizioni speculari che determinano forme rovesciate ma sostanzialmente identiche di subalternità istituzionale (dei Consigli alle Giunte o viceversa). Al momento nessuna regione e nessuna forza politica, a parte i radicali, sembrano proporre riforme che non mirino a limitare un potere a vantaggio di un altro, ma a rafforzarli e potenziarli congiuntamente. Nondimeno, il modello americano, che stabilisce una completa autonomia funzionale, istituzionale e politica dei Parlamenti e dei Governi, costituisce tuttora, anche in termini di opportunità, l'unica soluzione per uscire dalle secche di un regionalismo incompiuto. In caso contrario il confronto o, come usa dire, la "concertazione" fra Giunte e Consigli continuerà ad avere le forme patetiche della vertenza sindacal-istituzionale." Torna su |
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4 giugno 2002 L'ITALIA VA SUBITO IN RETE! INVECE, 14 GRUPPI CONSILIARI DELLA REGIONE PIEMONTE NON SONO IN RETE, A DUE ANNI DALLA LORO COSTITUZIONE! Carmelo Palma e Bruno Mellano (consiglieri regionali radicali) hanno dichiarato: "Invitiamo i cittadini a visitare il sito del Consiglio Regionale (www.consiglioregionale.piemonte.it); cliccando sul link "Gruppi Consiliari", possono accedere ai siti dei Gruppi; come potranno constatare, a due anni dalla loro costituzione, dei 18 Gruppi presenti in Consiglio solo 4 hanno predisposto un sito per informare i cittadini sulle loro attività: Comunisti Italiani; Lega Nord Piemont-Padania (al momento inutilizzabile); Radicali-Lista Emma Bonino; Riformisti per l'Ulivo. L'assenza di un sito risulta sorprendente soprattutto rispetto ai Gruppi più consistenti: Forza Italia (22 consiglieri), Democratici di Sinistra (8 consiglieri) e Alleanza Nazionale (7 consiglieri). Colleghi, come è possibile? Il governo Berlusconi ha persino istituito un Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie che ha speso la bellezza di 2.582.284 euro solo per organizzare la "Conferenza internazionale di Palermo sull'e-governmenrt per lo sviluppo" e voi non siete in grado di investire un millesimo di quella somma per creare un sito d'informazione accessibile da casa per tutti i cittadini? I radicali- il solo partito italiano ad eleggere una parte dei propri organi dirigenti direttamente on line (la prossima scadenza elettorale è prevista per le prossime settimane), senza neppure un vincolo di iscrizione al partito per i candidati all'elezione- da decenni ribadiscono il legame inscindibile fra democrazia e tecnologia, per assicurare la piena pubblicità ed accessibilità della vita delle istituzioni e quindi per garantire il diritto dei cittadini di conoscere per deliberare. A partire dal "vuoto" di siti dei gruppi consiliari regionali, non vogliamo dunque fare le pulci agli altri gruppi politici, ma invitarli ad una riflessione attenta ed urgente su questa esigenza.". Palma (348/5335301) Mellano (348/5335302) Torna su |
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13 maggio 2002 MURAZZANO E IL CAMBIO DI COMUNITA' MONTANA: I RADICALI CHIEDONO E OTTENGONO L'AUDIZIONE IN REGIONE DEL COMITATO PROMOTORE REFERENDUM COMUNALE. Questa mattina, durante la seduta congiunta delle Commissioni consiliari III e VIII, il consigliere regionale radicale Bruno Mellano ha richiesto ed ottenuto che, nell'ambito dell'iter di approvazione delle modifiche al Testo unico delle leggi sulla montagna (nel quale rientra la nuova composizione delle Comunità Montane), vi sia l'audizione del Comitato promotore del referendum comunale sul cambio di Comunità Montana deciso dall'amministrazione di Murazzano (Cn). L'audizione si terrà lunedì 1° luglio 2002, presso il Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15). Bruno Mellano ha dichiarato: "Lo scorso autunno ci siamo posti al servizio del Comitato promotore, predisponendo un testo-base di "regolamento sul referendum" (visto che il Comune di Murazzano ne era privo); inseriremo tale documento nel sito del gruppo consiliare radicale (http://www.grupporadicalipiemonte.it/referendum.htm) affinché altre amministrazioni comunali possano giovarsene. In fase di elaborazione delle modifiche alla composizione delle Comunità Montane piemontesi, mi è sembrato opportuno che le competenti Commissioni del Consiglio Regionale sentissero anche gli esponenti del Comitato promotore per valorizzare in qualche modo la loro esperienza, che rappresenta, al di là della questione di merito, un'importante espressione di democrazia diretta, tutelata e garantita dal Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.". Per ulteriori informazioni: Bruno Mellano (348/5335302). Torna su |
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9 maggio 2002 CONSIGLIO REGIONALE/REGOLAMENTO: RADICALI "UNA PROPOSTA PER USCIRE DALL'ENPASSE" Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali: "Anche oggi, in Consiglio Regionale, ennesima ed inutile bagarre. Abbiamo già denunciato come sulle modifiche del regolamento del Consiglio Regionale si stia consumando uno scontro di potere, in cui a contrapporsi sono due "torti" (di chi- la maggioranza- vorrebbe commissariare il Consiglio e di chi- centrosinistra e Rifondazione- vorrebbe conservare un potere illimitato di interdizione), ma non due reali "alternative" di riforma. E' evidente a chiunque, che non è né efficiente né adeguato ad un sistema maggioritario, un regolamento che esalta il potere di interdizione delle minoranze e quello di mediazione delle maggioranze, senza minimamente salvaguardarne il potere di iniziativa. E sarebbe il caso che tutti, da destra come da sinistra, ammettessero due verità fattuali: che il regolamento va modificato, e che va modificato in tempi certi, per non sprecare l'intera legislatura- che dovrebbe peraltro essere "costituente", ed adeguare lo Statuto alle riforme costituzionali (Leggi cost. 1/99 e 3/2001) recentemente approvate dal Parlamento e dai cittadini. Per uscire dall'empasse e per saggiare l'effettiva disponibilità del centrodestra e del centrosinistra avanziamo dunque la seguente proposta: lavorare nei prossimi 6 mesi, prima in Commissione e poi in Aula, ad una modifica parziale ma consistente del Regolamento consiliare sulle parti che non comportino una contestuale modifica dello Statuto, utilizzando come base e schema di lavoro il Regolamento del Senato della Repubblica (già oggi più simile, e, in molte parti, più adattabile a quello consiliare). In questo modo si potrebbe giungere, senza nessuna fretta, ma senza ulteriori dilazioni, ad una riforma efficiente in grado di garantire tutti, da utilizzare per la seconda metà della legislatura." Per informazioni: Palma 348-5335301 Torna su |
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7 maggio 2002 REGIONE PIEMONTE: RADICALI "SUL REGOLAMENTO, A CONFRONTO DUE TORTI, MA NESSUNA RAGIONE" Dichiarazione di Carmelo Palma e Bruno Mellano, consiglieri regionali radicali: "Sulle modifiche del regolamento del consiglio regionale si sta consumando un piccolo e meschino scontro di potere, fra chi il centrodestra- propone una razionalizzazione efficientistica e "violantiana" (del Violante Presidente della Camera del 1996), che serve a commissariare il Consiglio ma non ad accrescerne i diritti, la sovranità e l'efficienza, e chi- il centrosinistra e Rifondazione- difende un regolamento consociativo ed inefficiente per non vedere ridotto il proprio potere di "veto". L'attuale regolamento, come è noto anche ai non esperti, è l'ultimo ed il migliore esemplare dei regolamenti pci-dc: esalta il potere di interdizione delle minoranze e quello di mediazione delle maggioranze, senza minimamente salvaguardarne il potere di iniziativa. E' costruito non già per governare e per legiferare, ma per comporre i rispettivi interessi e per spartire consociativamente il potere. E' costruito su misura per un sistema, cui la riforma costituzionale avrebbe dovuto almeno in parte porre rimedio, in cui tutti cogestiscono tutto, ma nessuno governa niente. Nella bagarre in corso, si confrontano due torti, ma nessuna ragione. Se la maggioranza vuole riformare il regolamento, non può solo congegnare rimedi antiostruzionistici sui tempi di intervento e sulle modalità di emendamento dei provvedimenti, ma deve anche accrescere il potere dei singoli consiglieri- oggi sacrificato a quello dei gruppi- e riequilibrare il rapporto fra l'iniziativa legislativa della Giunta e quella del Consiglio. Allo stesso modo, se la minoranza di centrosinistra vuole accrescere la propria capacità di proposta, non deve ridursi a difendere come "baluardo della democrazia" gli aspetti del regolamento che più fanno vergogna alle istituzioni e alle ambizioni "parlamentari" del Consiglio. Per informazioni: Palma 348-5335301 Torna su |
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Torino,
18 aprile 2002 |
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16 aprile 2002 PLENUM CONSULTA: PALMA E MELLANO (RADICALI) ANNUNCIANO ADESIONE AL SATYAGRAHA E APPELLO AI DETENUTI Nella giornata di domani, mercoledì 17 aprile, i consiglieri regionali del gruppo "Radicali - Lista Emma Bonino", Bruno Mellano e Carmelo Palma, aderiranno al satyagraha organizzato dai radicali per chiedere al Parlamento il ripristino della legalità costituzionale, gravemente violata dalle ripetute inadempienze nell'elezione di due giudici della Corte Costituzionale e nella proclamazione di dodici deputati. Lo sciopero della fame dei due consiglieri si va ad aggiungere alle iniziative nonviolente di oltre 1100 cittadini che da 5 giorni sono in sciopero della fame ed affiancherà l'azione di Marco Pannella,che dal pomeriggio di lunedì 15 aprile, ha intrapreso un drammatico sciopero della sete. Per raccogliere adesioni al satyagraha, a cui hanno già aderito anche 61 detenuti del carcere milanese di San Vittore, i consiglieri regionali radicali, nell'ambito di una visita ispettiva nella struttura carceraria torinese delle "Vallette", saranno domani in tarda mattinata a parlare con i detenuti piemontesi. Palma e Mellano hanno dichiarato: "Pannella è in sciopero della sete (ripetiamo: sciopero della sete!!!) da ormai più di 24 ore. Nei giorni scorsi oltre 20 consiglieri regionali piemontesi avevano sottoscritto un appello pressante a Ciampi, perché intervenisse con un messaggio alle camere per ribadire l'allarme sul sequestro di diritto e legalità che il Parlamento continuava da oltre un anno a consumare nell'indifferenza generale. Questo appello corrispondeva ad una denuncia che veniva ribadita autorevolmente e da più parti, a cominciare dal Presidente della Consulta Ruperto. Oggi, a distanza di qualche settimana, mentre i partiti continuano il loro balletto tragico attorno al cadavere della legalità costituzionale italiana, noi radicali ci rechiamo presso le carceri, auspicando l'adesione al satyagraha da parte dei detenuti e confidando sul fatto che, come è già avvenuto, i detenuti continuino a dimostrarsi più sensibili ed attenti dei "rappresentanti del popolo" ai problemi di diritto e legalità. Torna su |
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Torino,
26 marzo 2002 |
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Torino,
5 marzo 2002 |
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Torino,
18 febbraio 2002 |
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Torino,
29 maggio 2001 |
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Cuneo,
11 maggio 2001 |
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Torino,
30 marzo 2001 |
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Torino,
14 marzo 2001 |
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Torino,
1 marzo 2001 |
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Gruppo
Radicali - Lista Emma Bonino
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