RYAN ADAMS easy tiger (2007)
Dopo aver copiato tutto il copiabile (G. Dead, Neil Young, Springsteen, Smiths, Prince, Green Day, Nirvana, Oasis, U2, Bob Dylan, G. Parker, Willie Nelson, pippo, paperino e il mago Otelma) il bimbo raia, con questo Easy Tiger, torna alla base e copia... se stesso, regalandoci 13 pezzoni (per la durata di 38 minuti abbondanti) in cui ricicla gli spunti peggiori dai precedenti ottimi dischi (ad eccezione del furbo Rock' n' Roll che però conteneva un paio di leccornie mica male). Con l'eccezione dei primi 2 dischi e Jacksonville City Nights, disconi per intiero, tutti i lavori dell'irascibile Ryan si caratterizzavano per l'alternanza di ottimi brani a minutaglie utili per prendere fiato tra una flessione e l'altra. Easy Tiger invece non presenta brani epocali ma 13 canzoni rubate alle sessions di Cold Roses con liriche prese in prestito dal libro "Come scrivere un testo in 32 secondi ed entrare nel guiness dei primati" e cantate con la grinta di un muratore in mutande. E un disco di Ryan senza svolazzi e singhiozzi saltellanti vocali è come un match di Gattuso senza randello: scialbo e piatto. Non uno spunto degno di nota, niente peli in erezione, niente yodel, niente voci burbere. Soltanto l'ignavia di un singolo (Two) che non avrebbe trovato posto in Demolition e altre chincaglierie assortite buone per deliziare vostra cugina che ama i Coldplay (BRRR). Il ragazzo è a corto di idee e fiato e il fatto che abbia rispolverato Mrs Lovely - qui chiamato These Girls - brano del 1999 lo testimonia. Caro bimbo Ryan, è ora di prendersi una bella pausa. O di ricominciare con le droghe. G. ps ma al buscadero che disco hanno ascoltato? 4 stelle, gli hanno dato! Da non credere.
G.RYAN ADAMS & THE CARDINALS cardinology (2008) (recensione scritta nelle pause del lavoro quindi priva di mordente) volevo fare anche quella di release the stars di rufus ueinrass ma mi sono addormantato a metà della terza canzone. solita produzione alla melrose place (se avessi 17 anni e il cazzo in affitto mi potrebbe stare bene ma con la barba bianca mi fa sbuffare come un treno a vapore), minutaggio scarno come in easy tiger, cardinals al gran completo, abbondanza di slides e acustiche con ryan che ogni tanto ci prova con l'elettrica e al solito scrive dei testi facendo il copia e incolla da un vecchio dizionario per i bimbi con meno di 6 anni. ogni tanto c'è qualche intuizione linguistica. ormai consolidatosi su posizioni caramellose finto romantico finto rocker finto infedele fint drogato finto disintossicato, il bimbo raia, ex genio e sregolatezza (ora solo regolatezza) caccia fuori un altro album di canzoni alla "mmm...si...". ormai è un artigiano della musica, da pittore impressionista è diventato ritrattista con un occhio solo e dipinge soltanto in bianco e nero. il trittico iniziale ha un suono effettivamnete piu deciso del solito con go easy a fare l'andatura per born into a light e la volata per fix it, il singolone piu commerciale di ryan. un paio di pseudo randellate in magikk, un liquoruccio leggero leggero spacciato per uno schiantabudella ma che ha il pregio di essere divertente. nn ti ubriaca ma ti fa salire sul tavolo per dire stronzate. cobwebs è il solito ryan sussurrone con prevedibile voce sofferta e soffocata con un finale alla uno per tutti tutti per uno. let us down easy tenta la carta dell'ironia con un bel ritmo in 4/4 in fila per sei col resto di due. si lascia cantare e ha un bel botta e risposta trai cori e la voce principale con crossed out names ryan ci racconta dell'ennesimo fallimento in amore: ma nn è che ti puzzano i piedi, ryan? forse le bimbe scappano per quello. natural ghost e like yesterday si fanno ricordare per ...di cosa stavo parlando? sink ships ha il pregio di avere un bel crescendo finale nel quale ryan riesce ad essere appassionato pur cantando stronzate (deve aver guardato un paio di filmati di berlusconi). evergreen è un classico (ahahahah) e stop è un ballatone noioso in cui racconta la sua disintossicazione con voce annodata. in definitiva a parte un paio di episodi non brutti ma inutili (che forse è peggio) il disco si regge bene in piedi ma fa sembrare easy tiger un capolavoro. il buon bimbo ryan sembra in fase calante. forse ha bisogno di riposo o di farsi almeno una canna
G.
BLACK CROWES amorica (1994)
(Di stima. La voce è bella). Il pericolo per chi fa questo tipo di musica (un rock urlato e suonato con l'urgenza da fine del mondo) è la produzione che dev'essere paiorda (devi annusare il sudore che cola dalle chiappe del batterista) (Sticky Fingers è perfetto per rendere l'idea). Se il produttore è un imbecille e si fa mettere in mezzo dalla band ("Hei, qui il basso lo voglio più alto. E leva sta cazzo di chitarra" - "Hei, la chitarra resta dov'è, stronzo" - "Stronzo a chi?" E la band si scioglie per "divergenze artistiche") viene fuori George Michael con la chitarra elettrica. O Around The Sun. Incrocio le dita e premo play. Me li immagino tipo gli Extreme di Pornograffitti se non avessero ascoltato troppo i Queen. Gone: inizio percussivo alla Simpathy For The Devil. Strofa stanca come una lezione di matematica notturna. Solito testo di clichè, ritornello occasione sprecata e assolo che non c'entra niente col resto della canzone, un blues da pozzanghera. Chitarre affilate. Troppo lunga. A Conspiracy: non è che mi aspetto sempre un testo alla Thunder Road ma si potrebbe essere un po' più spiritosi, sciolinguare (tipo Decadence Dance degli Extreme), giocare con le assonanze etc. Con questi qui, prevedo inondazioni (ma siamo solo all'inizio, non dispero). Questa mi piace di più. Anche se la variazione è talmente scontata in quel punto che il chitarrista non ha neanche bisogno di fare segno al bassista. Piuttosto che scrivere un testo così dò le mie palle in pasto al cane: è meno umiliante. Ottimo il cantato alla Rod The Mod. High Head Blues: qui le cose si fanno più easy listening (e per orecchie vergini come le mie è un toccasana). Dei ritornelli fino a mo non me ne piace uno. La canzone sembra una di Jovanotti (Un Giorno Di Sole) con la sua strofa da ordinary song. Cursed Diamond: il ballatone. Senza zucchero, per fortuna. Col piano lacrimoso che nel chorus lascia posto alla batteria e alle chitarrone che la trasformano in una canzone di Jeff Beck. Fino a mo non mi piace tanto, quindi è buono. Anche se me lo aspettavo meno "scontato" nel suo essere ruvido. (Si, ma a 6' non ci arrivo). Nonfiction: strofa tranquilla, ben cantata, suonata sul dondolo del soggiorno. E passa sta canna! Per scrivere i testi hannofatto il copia e incolla dal libro "Come scrivere una canzone mentre vi fanno un pompino e state guardando Big Brother". Mamma mia.. She Gave Good Sunflower: me pare Rod Stewart. Ste metafore erano vecchie nel 1210. Avanti cristo. Cioè, sta banalità dura quasi 6 minuti? E da quale cappello è uscito ilsolo? Si sente che è un disco del 1994 col batterista che durante il solo fa il rullante e tom per 1' 20"! E cambia! P. 25 London: Aerosmith. Oh! Un ritornello simpatico. E un bel pezzo per fare "SI SI" colcapoccione arido di questo periodo strano. Ballad In Urgency: si, ballatino per pulirsi i denti con lo stuzzicadenti. Insisto sui testi: O signore! Il gretest hits dellebanalità. Se cantavano la ricetta di pane e nutella era uguale. Sempre Rod Stewart. Assolo sborone alla Guns n Roses ("Vieni da me, ti supplico per favore, liberami".. Apperò). E poi Dylan tornato dal viaggio nel futuro scrisse Blowin' In The Wind. Wiser Time: la canzone da autostrada. Si. Il ritornello lo hanno incollato male. Mah. Downtown Money Waster: So' blussman, facciamo i blussman. "I'm a rounder, like to round around" è di sicuro la frase del millennio. Precede "E' un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità". Di gran lunga. Porca Madonna. Descending: si chiude coi lacrimoni, alla Jackson Browne in Running On Empty. Un po' Knockin' On Heaven's Door. Canzone corale che incontra i miei gusti stropicciati e chiude un disco che nel 1994 aveva il suo porco senso. Nel 2006 un po' meno.
G.
VAN MORRISON astral weeks (1968) n. g. (tra 1 stella e 4 stelle) Devo recensire Astral Weeks che ha in copertina Van Morrison con il riporto. Già calvo nel 1968. Cominciamo proprio male. E poi, il titolo: settimane astrali! E solo 8 canzoni! E che minutaggi! chi si crede di essere, i Genesis? Poi, i titoli! The way young lovers do è uguale ad una canzone di Jeff Buckley, Ballerina lo diceva Elton John in Tiny dancer (del 1970) e Slim Slow Slider è un gioco di assonanze degno delpeggior rapper del mondo. Anche il suo passato è antipatico: è nato a Belfast e ha militato nei Them, risposta irlandese agli Who (chi? loro?) Noto che c'è anche una canzone da ricchioni (Madame George): Puah (come nei film di Sergio LIONI - all'americana). In più il nostro scorburbero (scorbutico + brubero - un po' come il baluastro - baluardo + pilastro - di Stefano Benni) tenta di imitare il cantato passionale di sir Adam Duritz (Counting Crowes). Tutte 'ste critiche e ancora ho il cd nella custodia. 3 - 2 - 1 Play Non ho i testi ma va bene così. Almeno mi risparmio di mettermi le mani nei capelli ogni volta che leggo una banalità. Let's go. Astral weeks: sembra Mick Jagger che canta con urgenza su un tappeto di chitarre e flauti. Non avendo il testo e non capendo un cazzo, sembra che sbraita a casaccio. Sembra buona ma avrei bisogno di un testo. Lungo lamento cadenzato. Non si ricorda dove ha messo il whiskey e si incazza col mondo mentre fuori si passa dalla mattina alla sera nel giro di un accordo. Potrei mandare avanti a caso a caso e ritornerei sempre allo stesso punto. Canzone che piace al coc B., mi gioco una vertebra. Beside you: il batterista è arrivato tardi alle registrazioni e lo fanno giocare dopo la quarta canzone. Niente, non capisco niente e questo sbraita su chitarre spartane per una canzone ricalcata sulla prima. Ospiti Mick Jagger e un suonatore di mandolino distratto. Non nego la bravura ma che palle! (Mi sa che senza testi non lo posso fare). Classica canzone dove non c’è uno strumentista che va d’accordo con l’altro. Mah… Sweet Thing: si è svegliato il batterista. Solita canzone verbosa alla Dylan, Desolation Row. Almeno c’è uno straccio di melodia. Lo studio di registrazione è piccolo e così spesso gli pestano i piedi. E lui sbraita. Non vale, mi hai prestato un disco difficile per farmi fare brutta figura. Non è un disco da primo ascolto. E’ un po’ pesante. Cyprus Avenue: cristo, 6 minuti! Inizio alla Neil Young che incontra Dylan per un caffè. Fino a qui è un disco da puzza sotto al naso, di quelli che ti fanno dire “Non ti piace ‘sto disco? Non capisci un cazzo!”. 4a canzone ma mi sembrano tutte uguali fino ad ora. Pensavo che ogni tanto intavolasse una melodia invece di alternare discorsi e gargarismi. Magari la musica sotto è pure buona ma senza testi mi sembra tutto fatto in mezz’ora. Sembra che improvvisi su una musica che non decolla mai. “Repliche che allungano barbe” diceva Tonn Ginsberg. The way young lovers do: già parte meglio rispetto alle altre. Oh, che ritornello! Ottimi gli arrangiamenti dei fiati, dissonanti ma non cacofonici. Ritmo incalzante e il bassista si sgranchisce le dita. Madame gorge: ancora Cyprus Avenue? Inutile dire che la registrazione fa schifo. Sullo stile logorroico delle prime ma questa mi piace molto di più (anche perché riesco a capire il testo). Cantata con passione e con un occhio al violinista che ogni tanto si fa prendere la mano. Molto più lineare rispetto alle prime 4 e questo, per un primo ascolto, è un toccasana. Qua il produttore gli ha detto che il pezzo doveva durare 9 minuti perché la canzone a 6 aveva già detto tutto Ballerina: io sto Van Morrison non lo capisco. Perché non può essere tutto un: chitarre strimpellate, pseudo-mandolino sulla cuffia sinistra, batteria in controtempo, parlato interrotto da urla sguaiate e passionali, accenno di crescendo, spruzzi di scat vocali, assenza sistematica di ritornello. Come fare un viaggio senza cambiare mai marcia. Se Kerouac avesse avuto sto disco in macchina si sarebbe addormentato dopo 10 minuti e la beat generation sarebbe stata solo una visione da ubriaco. Slim Slow Slider: un po’ una Wild Horses in tono minore. Carina ma (come tutto il disco) senza testi non la riesco ad apprezzare in pieno. Mi devi dare i testi. Musicalmente è un po’ noioso. (Ma alla fine accendono una macchina?) Voto: n. g.
G.
QUEEN live in glasgow 30/05/77 (bootleg scaricato illegalmente da internet) i queen prima di we are the championse i tour negli stadi.qualita' sonora buona, si possono sentire tutte le parole di freddie.penalizzato un po' brian.set list da paura. si inizia con l'intro di a day at the races e poi un'infuocata TIE YOUR MOTHER DOWN come la conosciamo(and i feel fine).freddie in formissima prende tutte le high notes mentre rog pesta come uno che ha appena acchiappato chi gli ha rubato la macchina.OGRE BATTLE.Intro un po' confuso ma ci pensa rog col suo drumming alla keith moon e il suo vocione oscurante freddie a mettere le cose a posto.ottima versione con brian che maltratta la chitarra come berlusconi la costituzione. WHITE QUEEN.splendida esecuzione del capolavoro di QUEEN II impreziosita da ottimi tocchi di piano e da un freddie che fa i gargarismi come su disco.che intermezzo.che piano.che chitarra straziante.che song.e poi hanno fatto BODY LANGUAGE...mah.... SOMEBODY TO LOVE.differente dall'orgia degli anni 80, molto fedele alla versione su adatr.freddie strabilia, rog ogni tanto va fuori nota.una delle migliori versioni ascoltate,altro che at the bowl(signori, si esagera). GOOD OLD FASHIONED LOVER BOY.ancora freddie che prende per mano la band per una luccicante esecuzione di questa canzone da gay che scatena l'entusiasmo del pubblico.freddie dimentica le parole ma nn dimentica di cantarla magnificamente.KILLER QUEEN.solita buona versione.niente da dire. THE MILLIONAIRE WALTZ.continua la festa continua la gloria.nn una versione completa.freddie fa il furbo abbassando le ottave ma e' munifico di note al piano.permette un ballo,madame?BEST FRIEND.simile alla live killers version ma con un freddie in piu' nel motore.nuno bettencourt ne sarebbe orgoglioso.DEATH ON 2 LEGS." would you like something heavy or something soft?" chiede fred.la prima che hai detto.versione completa di una killer queen con le borchie.steccone di freddie su "overgrown schoolboy" a parte, cantata e suonata magnificamente.si scherza pochissimo. LEROY BROWN. versione strumentale che conosciamo.qualche intoppo nel tempo ma nel complesso va bene. SWEET LADY. mai piaciuta tantissimo.freddie furbeggia su alcune note e nel rit sembrano andare in vacanza in 4 localita diverse.finale da infarto.un bell'infarto BRIGHTON ROCK.solite stonature nel chorus e solito palloso assolo di brian.'39.Roger qui ha lasciato ha lasciato la voce nel camerino e nn canta un po' dei cori:gnafa'.a parte questo nn inferiore alla live killers version.WHITE MAN.freddie mangia due alici salate e si trasforma in un blues man del delta del mississippi.roger ogni tanto fa un passaggio a casaccio, brian violenta la chitarra ma nn viene denunciato perche la chitarra e' masochista.e gode.freddie pasticcia con le note alte nel finale.BREATH AWAY.simile alla versione di rare live.freddie ci porta a stafford terrace e ce la sussurra nell'orecchio.brividi(ma tieni le mani a posto,fred!).PROPHET SONG.X 4 minuti freddie ci frantuma gli zebedei con i suoi sciacqui post dentista .finalmente entra la band che spazza via tutto,anche freddie che infatti sbaglia in maniera clamorosa la tonalita' dell'attacco vocale.un'occhiataccia di brian ed e' tutto a posto.BOH RHAP.freddie e' stanco e nella prima parte fatica come un velocista sull'alpe d'huez,brian sbaglia un armonico sull'assolo.una stecca qui e li(vi)(diomio,quel "MAMAAAAAAAA" e' uno strazio).seconda parte migliore della prima.ah!la tauromachia...e le groupies.KEEP YOURSEL ALIVE.Buona versione adrenalinica..roger la fa da padrone, brian e' confuso come un vigile all'ora di punta e freddie nel finale e' come Il pugile di THE HITTER di SPRINGSTEEN..cazz, si sente anche l tamburello.STONE COLD CRAZY.versione supersonica.alla fine hanno dovuto sbrogliare rog che in qualche passaggio si era fatto il nodo alle braccia.ho sentito versioni migliori.IN THE LAP OF THE GODS.freddie evita i falsetti ma ci regala lo stesso una song calda e appassionata.audience in brodo di giuggiole. NOW IM HERE.brian come l'orco di shrek sputa riff infuocati e roger testimonia l'importanza di essere onesti ma soprattutto magri.scarna ed essenziale.john fa il suo.come pessotto.LIAR.Per la serie:quando freddie aveva una voce.gli anni delle pressioni fiscali della tatcher sono ancora lontani ma i 4 giovanotti (all'epoca)sono incazzati come cassintegrati. IM A MAN vede freddie con un vocione raschiato ed efficace.ogni tanto strafa' e copre gli assoli di brian che se la leghera' al dito e scrivera' las palabras de amor.un calcione nelle pallucce a freddie per metterlo a tacere e brian si mette in viaggio sul suo caminetto magico.JAILHOUSE ROCK.buona esecuzione del superclassico rifatto da cani e porci.si permettono di riprenderla 4-5 volte manco fossero la e-street band con badlands.si chiude con god save the queen..a parte qualche errore, un bel concertino.un must per quelli che riescono a vedere freddie nn solo come "il ricchione con i baffi".da far ascoltare altezzosi a chi dice orgoglioso che gli piacciono i queen, "soprattutto radio gaga"
G.
(ndr l'espressione "il ricchione con i baffi" non è di proprietà nè invenzione dell'autore coc G.)QUEEN live in montreal 1978 "Ragazzi, qui siamo nella merda.Io nn ho voce neanche per cantare la ninna nanna al gatto ma dato che ho visto una bella casetta in stile vittoriano a Kensigton e nn ho una lira, ci tocca andare lo stesso, in tour. A prendere le note alte nn ci penso manco se mi regalate 100 schiavi in costume da bagno ma con la mia presenza scenica ce la facciamo lo stesso. Telefonate a Gerry(Stickells, il tour manager N.D.A.)". 1978.Dicembre.Freddo.Lungo.I Counting crows anni dopo ci scriveranno sopra una canzone(A long december-recovering the satellites-1996).Freddie già iniziava a scoperchiarsi la panza alla fine dello show e ...scoperchia oggi, scoperchia domani, alla fine s'e' beccato un raffreddore che si e' portato dietro per un anno intero e che lo fa sembrare sempre sul punto di scaracchiare. Ormai lo conosco, il buon Freddie:e' come Del piero, dopo due passaggi già capisci se e' in forma o se è il caso d inserire Zalayeta. Abbassa tutte le note e quando si azzarda a prendere l'ascensore fa solo danni(come il bagnante che si affaccia col piedino sulla sabbia per vedere se scotta e lo ritrae subito bestemmiando sull'asciugamano). Essi' che siamo ad inizio tour. Ad ogni modo è da lodare perchè nonostante abbia l'estensione vocale di un criceto con la sinusite, rischia, si sforza, pasticcia, conquista(poche volte, ahimè), non ha paura di fare figuracce(come in Somebody to love o Bohemian rhapsody-ma potrei citarle quasi tutte-dove fa certe stecche che neanche io dopo 10 peroni e "a half pack of lucky strike, man"-kentucky avenue di tom waits), parla Spread your wings(ma suona bene il piano), fa il suo onesto lavoro in Killer queen, maltratta Death on 2 legs, mette il pilota automatico su Love of my life, stappa lo champagne, fischia come Collina, fa fare il gatto a Roger Taylor, fa rimpiangere Wembley 86..insomma, una mezza delusione. Peccato perchè il suono e' buono, la band gira bene(a parte qualche cianfrusaglia di finale) e colora Now I'm here, ci disseta con Dreamers ball e abbaglia la follla con quasi tutti classiconi del periodo. In definitiva il concerto nn e' pessimo(anche perchè ogni tanto Freddie si toglie il folletto dalla gola e canta bene o quasi)ed i pezzi escono più che dignitosi.Brian spazzola note, Rog randella da par suo e John è invisibile(quindi nn fa errori a parte rallentare la WWRY fast). Fossi stato a Montreal quella notte mi sarei divertito e sarei tornato a casa con l'immagine di un grande gruppo. 28 anni dopo c'è qualche critica in più e qualcosa che nn quadra. Ma metto tutto nell'armadio dell'annus orribilis e ascolto Bohemian Rhapsody al live At th bowl per ricordarmi che Frddei era un grande cantante(e nn quello che in questo istante sta facendo a pezzi It's late, una delle mie canzoni preferite). P.S. Non fatelo ascoltare all'amico a cui avete rovinato la gioventù con la frase "Freddie Mercury e' il più grande cantante di tutti tempi"
G.
DAMIEN RICE 0 (2003)
più Bersani cerca di spiegare a noi pezzenti che la finanziaria è un capolavoro, mio padre e mia madre dormono sull'aumento che avranno, mio fratello ronfa qualche rima e io recluso volontario a parte il sabato (perchè sono un celebratore e cantore dell'oio meritato) mi sono ascoltato O di Damien Rice, disco del 2003. Sembra che i colleghi (si, ebbè?) giornalisti inglesi prendano più soldi non appena scrivono "the next big thing", infatti ad ogni cambio di cappello della regina annunciano il nuovo dylan, i nuovi beatles, i nuovi stones, i nuovi coldplay (!). L'irlandese Damien Rice, faccino da figlio di puttana travestito da agnello (ti tromba la ragazza ma dopo ti dice I'm sorry) non sfugge alla regola e viene votato come miglior cantante, miglior artista, miglior album di debutto, miglior taglio di capelli, miglior 740, miglior amico del cane, miglior cuoco e miglior terzino destro del 2003. I coldplay (una delle più grandi sole del millennio dopo Zavarov e Blanchard) al confronto sono delle merde. Il dischetto in questione si presenta con una bella opertina e un altrettanto notevole booklet pieno di opere dello stesso Damien. Registrato un po' alla cazzo (ma apposta, perchè il giovanotto è un paraculo) con un fruscio usato quasi come uno strumento, si snoda attraverso 10 canzoni che pagano il tributo ai soliti noti (un Nick Drake se possibile ancora più depresso, David Gray, il Ryan Adams di Heartbreaker). Chitarrina strimpellata per sgranchirsi le dita, batteria "VIVA", archi come se piovesse: questo lo schema usato dal giovanotto per far breccia nel cuore coriaceo. E in alcuni casi, lo ammetto, ha fregato anche me: alcuni pezzi sono notevoli, ti fanno venire voglia di lasciare la fidanzata solo per poterli cantare (Blower's Daughter e Cannonball su tutte). A volte però si fa prendere la mano ed esagera col melodramma, urla disperato come un cane investito da un autobus e ti verrebbe voglia di dirgli "Uagliò, r femm'n so cum r' patat': s' scav r' truov" (I Remember e Cheers Darlin sono un po' eccessive nel presentare la disperaione di uno che s'è preso un bel palo sul musone brutto). Ogni tanto tenta la novità, con Eskimo che finisce in gloria con la partecipazione di una cantante lirica che gorgheggia in finlandese sulla solita litania cantata dal nostro eroe triste (ma è una maschera. In realtà tromba tutti i giorni e il mercoledì fa pure la doppietta). In definitiva, non un capolavoro ma un buon disco, con le ingenuità e le intuizioni di un debuttante. Come opera prima non è male. Per la prossima gli consiglio una puntata dei Griffin prima e dopo le registrazioni. Dovrebbe funzionare. P.S. la voce che snocciola i testi (un rosario di luoghi comuni che al confronto Bryan Adams è Lou Reed) è talmente NORMALE da far credere che a cantare sia statochiamato il primo fesso che passava a gettare la spazzatura nei bidoni per la raccolta differenziata. Si, d'accordo, usa il falsetto,ogni tanto sbraita (soffuso, perchè è TAAANTO triste) ma Dylan che beria e sputa è più incisivo.
G.
RICHARD & LINDA THOMPSON i want to see the bright lights tonight (1974)
1/2 Sette gennaio 2007. All'insegna della sobrietà. E non è un'imposizione rispettosa. Coc, tu scrivi bene e te l'ho detto in tempi non sospetti. Hai fantasia, ironia, immaginazione. L'artista guarda un marciapiede e vede una storia. Io guardo un marciapiede e vedo.. un marciapiede. Non mi aiuta certo la qualità dozzinale dei cd che mi proponi soprattutto questo con la copertina sabbiosa ("ho scritto Tano sulla sabbia" - zia Tella) di Richard e Linda Thompson. Mi aspetto il solito folkettino acustico minimale tubato con voce orgiastica dai 2 sposini che durante le registrazioni non si sono tolti un attimo gli occhi di dosso. Mi immagino testi profumati di pesca del tipo "Amore mio, io e te cammineremo insieme lungo questa lunga strada" e hippiate varie. Siamo nel 74. L'estate dell'amore è finita da un pezzo. Qualcuno avvisi i passeggeri. (Ho dato una scorsa ai titoli. Quasi tutti di matrice religiosa: che due palle!). When I Get To The Border: una chiamata alle armi cantilenata cantata alla Pete Townshend. Sa un po' di ACR ma il finale pieno di assoli rondovenezianeschi rende giustizia. The Calvary Cross: inizio alla King Of Birds (R.E.M.). Very singable ma puzza di religione, porca Madonna. Ora mi manda una email nella quale chiede di convertirmi. Non avrai il mio scalpo. Withered And Died: con voce pacata e disperata Linda ci racconta le sue tristezze su un tappeto da ballatona che più classica non si può. Se il disco è tutto così gli schiaffo 3 stelle e premo stop. I Want To See The Bright Lights Tonight: chitarra che fraseggia, fiati ironici e Angelo Flash che suona la chitarra e suggerisce gli accordi a Gianluca Genovese. Cantato troppo "easy". Serviva una voce più saporosa. Ritornello bucolico. Giovanni Pascoli ne sarebbe stato orgoglioso. Down Where The Drunkards Roll: sempre ste cazzo di storielle di disperatità ma con la luce in fondo al tunnel. Ottimismo becero e economico. L'amore rincoglionisce. Tutte le opere migliori sono state fatte in periodi di crisi. Vuoi mettere Tougher Than The Rest con Books Of Dreams? "Scambiatevi un segno di pace". We Sing Hallelujah: sti pezzi sono avanzati a Dylan nel periodo della conversione. Non mi piacciono un cazzo, coc. Carù, scommetto che invece si masturba su questi peana religiosi. Richard, ma falla finita! Has He Got A Friend For Me: sti canti cantati con una tristezza fuori luogo. Grazie al cazzo che non ti caga nessuno: canti ste merdate.Forse un po' di ironia le avrebbe salvate. Invece ce le sbolognano come canti di verità incontestabili. The Little Beggar Girl: questa mi ricorda qualcosa di Tim Buckley. Un giro di tarantella, un incrocio di voci finalmente ben riuscito e Antonio Paglione che grida "contrè". Ma almeno sta in piedi. The End Of The Rainbow: meglio quando canta lui. Qui ti dice che la vita è una monnezza. Non c'era bisogno di Richard Thompson. Ben svegliato, Rich. Grazie dei consigli, non lo sapevo. Ma ora che lo so, prometto che farò più attenzione. The Great Valerio: ancora Tim Buckley a sprazzi (nel cantato). Questo polpettone affumicato al terzo ascolto potrebbe anche piacermi (sto stile epico-medioevale). Coc non mi piace il genere, non mi piace la seriosità, non mi piace l'odore dell'incenso. In più sono 2 mocci. 38 minuti buttati. Potevo fissarmi le unghie. Mi sarei divertito di più. Si, vabbè non capisco niente. Ma se questo è un bel disco, Tommy che è? Coc, per piacere..
G.
NEIL YOUNG zuma (1975)
1/2 E alla fine l'ho ascoltato, Zuma, dopo averlo corteggiato per 10 anni. L'ho pescato dai cd in stand-by e l'ho messo nel mio walkman di 19 euro (cuffie e pile comprese). E ho scoperto che il 1975 è stato un anno fantastico nel campo musicale: Horses, Wish You Were Here, Zuma, Born To Run (e l'elenco è più lungo). E ho scoperto che Neil Young è il mio chitarrista preferito (mai l'essenzialità fu tanto vasta), fa piangere amplificatori, spettatori, musicisti e critici (e anche il mio gatto, mentre ascoltavamo il cd, si è commosso). Don't Cry No Tears è un bel rocchettino muscoloso che si fa largo a spallate, con Neil Young curvo sulla sei corde come la vecchietta di Generale lo era sul tramonto. Suono sdrucito e grezzo, la chitarra come un lanciafiamme ti apre le budella e si fa un soffritto, la sezione ritmica passeggia tranquilla tenendosi per mano. Danger Bird aggiunge un po' di psichedelia in pentola mentre Pardon My Heart ti massaggia il cuore bislacco. Lookin' For Love è un proto-country con un testo sentimentale e amaro che gli adolescenti (e non solo. Io ne ho mandato uno stralcio alla mia bimba) si dedicheranno sulle radio private. Barstool Blues è un'altra Don't Cry No Tears con Neil l'apache che se possibile inventa una linea vocale ancora migliore, con quelle corde vocali meravigliosamente imperfette che renderebbero speciali gli ingredienti della merda. Stupid Girl è tozza e cazzuta quanto basta per farti indignare mentre provi l'espressione da duro allo specchio e Drive Back, oltre a ricordare Laciodrom dei Litifiba ti fa pensare che se finisse qui il disco lo collocheresti tra i migliori del canadese pazzo. E invece... come l'acqua che vedi entrare dalla porta arriva Cortez The Killer, un miracolo di 7 minuti lanciato come un vagone contro l'infinito. Santi numi, che capocciata ho dato contro il cielo. Se avessi un ultimo desiderio vorrei poter essere la chitarra di questa canzone. Cortez The Killer. Pacata, affilata, ondivaga, definitiva, epocale e apriteil vocabolario e scegliete tutti i sinonimi di stupefacente. Dio ha inventato il silenzio dopo aver ascoltato questa canzone. Neil Young ha baciato Dio mentre scriveva questa canzone. Erano millenni che non chiudevo gli occhi. E dopo un capolavoro del genere, Through My Sails non l'ho neanche ascoltata, non aveva senso. Through My Sails o la registrazione di un'intervista alla mucca del ranch di Neil Young è uguale, dopo Cortez. Mio Dio. Erano anni che non dormivo con un disco appoggiato ai piedi del letto.
G.