RYAN
ADAMS Easy Tiger (2007)
Dopo aver copiato tutto
il copiabile (G. Dead, Neil Young, Springsteen, Smiths, Prince, Green
Day, Nirvana, Oasis, U2, Bob Dylan, G. Parker, Willie Nelson, pippo,
paperino e il mago Otelma) il bimbo raia, con questo Easy Tiger,
torna alla base e copia... se stesso, regalandoci 13 pezzoni (per la
durata di 38 minuti abbondanti) in cui ricicla gli spunti peggiori
dai precedenti ottimi dischi (ad eccezione del furbo Rock' n' Roll
che però conteneva un paio di leccornie mica male). Con
l'eccezione dei primi 2 dischi e Jacksonville City Nights, disconi per
intiero, tutti i lavori dell'irascibile Ryan si caratterizzavano per
l'alternanza di ottimi brani a minutaglie utili per prendere fiato tra
una flessione e l'altra. Easy Tiger invece non presenta brani epocali
ma 13 canzoni rubate alle sessions di Cold Roses con liriche prese in
prestito dal libro "Come scrivere un testo in 32 secondi ed entrare nel
guiness dei primati" e cantate con la grinta di un muratore in mutande.
E un disco di Ryan senza svolazzi e singhiozzi saltellanti vocali è
come un match di Gattuso senza randello: scialbo e piatto. Non uno
spunto degno di nota, niente peli in erezione, niente yodel, niente
voci burbere. Soltanto l'ignavia di un singolo (Two) che non avrebbe
trovato posto in Demolition e altre chincaglierie assortite buone per
deliziare vostra cugina che ama i Coldplay (BRRR). Il ragazzo è a corto
di idee e fiato e il fatto che abbia rispolverato Mrs Lovely - qui
chiamato These Girls - brano del 1999 lo testimonia. Caro bimbo Ryan, è
ora di prendersi una bella pausa. O di ricominciare con le droghe.
G.
ps ma al buscadero che disco hanno ascoltato? 4 stelle, gli hanno dato! Da non credere.
BLACK
CROWES Amorica (1994)(Di
stima. La voce è bella). Il pericolo per chi fa questo tipo di
musica (un rock urlato e suonato con l'urgenza da fine del mondo) è
la produzione che dev'essere paiorda (devi annusare il sudore che
cola dalle chiappe del batterista) (Sticky Fingers è perfetto
per rendere l'idea). Se il produttore è un imbecille e si fa
mettere in mezzo dalla band ("Hei, qui il basso lo voglio più
alto. E leva sta cazzo di chitarra" - "Hei, la chitarra
resta dov'è, stronzo" - "Stronzo a chi?" E la
band si scioglie per "divergenze artistiche") viene fuori
George Michael con la chitarra elettrica. O Around The Sun. Incrocio
le dita e premo play. Me li immagino tipo gli Extreme di
Pornograffitti se non avessero ascoltato troppo i Queen. Gone: inizio
percussivo alla Simpathy For The Devil. Strofa stanca come una
lezione di matematica notturna. Solito testo di clichè,
ritornello occasione sprecata e assolo che non c'entra niente col
resto della canzone, un blues da pozzanghera. Chitarre affilate.
Troppo lunga. A Conspiracy: non è che mi aspetto sempre un
testo alla Thunder Road ma si potrebbe essere un po' più
spiritosi, sciolinguare (tipo Decadence Dance degli Extreme), giocare
con le assonanze etc. Con questi qui, prevedo inondazioni (ma siamo
solo all'inizio, non dispero). Questa mi piace di più. Anche
se la variazione è talmente scontata in quel punto che il
chitarrista non ha neanche bisogno di fare segno al bassista.
Piuttosto che scrivere un testo così dò le mie palle in
pasto al cane: è meno umiliante. Ottimo il cantato alla Rod
The Mod. High Head Blues: qui le cose si fanno più easy
listening (e per orecchie vergini come le mie è un toccasana).
Dei ritornelli fino a mo non me ne piace uno. La canzone sembra una
di Jovanotti (Un Giorno Di Sole) con la sua strofa da ordinary song.
Cursed Diamond: il ballatone. Senza zucchero, per fortuna. Col piano
lacrimoso che nel chorus lascia posto alla batteria e alle chitarrone
che la trasformano in una canzone di Jeff Beck. Fino a mo non mi
piace tanto, quindi è buono. Anche se me lo aspettavo meno
"scontato" nel suo essere ruvido. (Si, ma a 6' non ci
arrivo). Nonfiction: strofa tranquilla, ben cantata, suonata sul
dondolo del soggiorno. E passa sta canna! Per scrivere i testi
hannofatto il copia e incolla dal libro "Come scrivere una
canzone mentre vi fanno un pompino e state guardando Big Brother".
Mamma mia.. She Gave Good Sunflower: me pare Rod Stewart. Ste
metafore erano vecchie nel 1210. Avanti cristo. Cioè, sta
banalità dura quasi 6 minuti? E da quale cappello è
uscito ilsolo? Si sente che è un disco del 1994 col batterista
che durante il solo fa il rullante e tom per 1' 20"! E cambia!
P. 25 London: Aerosmith. Oh! Un ritornello simpatico. E un bel pezzo
per fare "SI SI" colcapoccione arido di questo periodo
strano. Ballad In Urgency: si, ballatino per pulirsi i denti con lo
stuzzicadenti. Insisto sui testi: O signore! Il gretest hits
dellebanalità. Se cantavano la ricetta di pane e nutella era
uguale. Sempre Rod Stewart. Assolo sborone alla Guns n Roses ("Vieni
da me, ti supplico per favore, liberami".. Apperò). E poi
Dylan tornato dal viaggio nel futuro scrisse Blowin' In The Wind.
Wiser Time: la canzone da autostrada. Si. Il ritornello lo hanno
incollato male. Mah. Downtown Money Waster: So' blussman, facciamo i
blussman. "I'm a rounder, like to round around" è di
sicuro la frase del millennio. Precede "E' un piccolo passo per
l'uomo, un grande passo per l'umanità". Di gran lunga.
Porca Madonna. Descending: si chiude coi lacrimoni, alla Jackson
Browne in Running On Empty. Un po' Knockin' On Heaven's Door. Canzone
corale che incontra i miei gusti stropicciati e chiude un disco che
nel 1994 aveva il suo porco senso. Nel 2006 un po' meno.
G.
VAN
MORRISON Astral Weeks (1968)n.
g. (tra 1 stella e 4 stelle)Devo
recensire Astral Weeks che ha in copertina Van Morrison con il
riporto. Già calvo nel 1968. Cominciamo proprio male. E poi,
il titolo: settimane astrali! E solo 8 canzoni! E che minutaggi! chi
si crede di essere, i Genesis? Poi, i titoli! The way young lovers do
è uguale ad una canzone di Jeff Buckley, Ballerina lo diceva
Elton John in Tiny dancer (del 1970) e Slim Slow Slider è un
gioco di assonanze degno delpeggior rapper del mondo. Anche il suo
passato è antipatico: è nato a Belfast e ha militato
nei Them, risposta irlandese agli Who (chi? loro?) Noto che c'è
anche una canzone da ricchioni (Madame George): Puah (come nei film
di Sergio LIONI - all'americana). In più il nostro scorburbero
(scorbutico + brubero - un po' come il baluastro - baluardo +
pilastro - di Stefano Benni) tenta di imitare il cantato passionale
di sir Adam Duritz (Counting Crowes). Tutte 'ste critiche e ancora ho
il cd nella custodia. 3 - 2 - 1 Play Non ho i testi ma va bene così.
Almeno mi risparmio di mettermi le mani nei capelli ogni volta che
leggo una banalità. Let's go. Astral weeks: sembra Mick Jagger
che canta con urgenza su un tappeto di chitarre e flauti. Non avendo
il testo e non capendo un cazzo, sembra che sbraita a casaccio.
Sembra buona ma avrei bisogno di un testo. Lungo lamento cadenzato.
Non si ricorda dove ha messo il whiskey e si incazza col mondo mentre
fuori si passa dalla mattina alla sera nel giro di un accordo. Potrei
mandare avanti a caso a caso e ritornerei sempre allo stesso punto.
Canzone che piace al coc B., mi gioco una vertebra. Beside you: il
batterista è arrivato tardi alle registrazioni e lo fanno
giocare dopo la quarta canzone. Niente, non capisco niente e questo
sbraita su chitarre spartane per una canzone ricalcata sulla prima.
Ospiti Mick Jagger e un suonatore di mandolino distratto. Non nego la
bravura ma che palle! (Mi sa che senza testi non lo posso fare).
Classica canzone dove non c’è uno strumentista che va
d’accordo con l’altro. Mah… Sweet Thing: si è
svegliato il batterista. Solita canzone verbosa alla Dylan,
Desolation Row. Almeno c’è uno straccio di melodia. Lo
studio di registrazione è piccolo e così spesso gli
pestano i piedi. E lui sbraita. Non vale, mi hai prestato un disco
difficile per farmi fare brutta figura. Non è un disco da
primo ascolto. E’ un po’ pesante. Cyprus Avenue: cristo,
6 minuti! Inizio alla Neil Young che incontra Dylan per un caffè.
Fino a qui è un disco da puzza sotto al naso, di quelli che ti
fanno dire “Non ti piace ‘sto disco? Non capisci un
cazzo!”. 4a canzone ma mi sembrano tutte uguali fino ad ora.
Pensavo che ogni tanto intavolasse una melodia invece di alternare
discorsi e gargarismi. Magari la musica sotto è pure buona ma
senza testi mi sembra tutto fatto in mezz’ora. Sembra che
improvvisi su una musica che non decolla mai. “Repliche che
allungano barbe” diceva Tonn Ginsberg. The way young lovers do:
già parte meglio rispetto alle altre. Oh, che ritornello!
Ottimi gli arrangiamenti dei fiati, dissonanti ma non cacofonici.
Ritmo incalzante e il bassista si sgranchisce le dita. Madame gorge:
ancora Cyprus Avenue? Inutile dire che la registrazione fa schifo.
Sullo stile logorroico delle prime ma questa mi piace molto di più
(anche perché riesco a capire il testo). Cantata con passione
e con un occhio al violinista che ogni tanto si fa prendere la mano.
Molto più lineare rispetto alle prime 4 e questo, per un primo
ascolto, è un toccasana. Qua il produttore gli ha detto che il
pezzo doveva durare 9 minuti perché la canzone a 6 aveva già
detto tutto Ballerina: io sto Van Morrison non lo capisco. Perché
non può essere tutto un: chitarre strimpellate,
pseudo-mandolino sulla cuffia sinistra, batteria in controtempo,
parlato interrotto da urla sguaiate e passionali, accenno di
crescendo, spruzzi di scat vocali, assenza sistematica di ritornello.
Come fare un viaggio senza cambiare mai marcia. Se Kerouac avesse
avuto sto disco in macchina si sarebbe addormentato dopo 10 minuti e
la beat generation sarebbe stata solo una visione da ubriaco. Slim
Slow Slider: un po’ una Wild Horses in tono minore. Carina ma
(come tutto il disco) senza testi non la riesco ad apprezzare in
pieno. Mi devi dare i testi. Musicalmente è un po’
noioso. (Ma alla fine accendono una macchina?) Voto: n. g.
G.
QUEEN
Live In Glasgow 30/05/77
(bootleg scaricato
illegalmente da internet) i queen prima di we are the championse i
tour negli stadi.qualita' sonora buona, si possono sentire tutte le
parole di freddie.penalizzato un po' brian.set list da paura.
si
inizia con l'intro di a day at the races e poi un'infuocata TIE YOUR
MOTHER DOWN come la conosciamo(and i feel fine).freddie in formissima
prende tutte le high notes mentre rog pesta come uno che ha appena
acchiappato chi gli ha rubato la macchina.OGRE BATTLE.Intro un po'
confuso ma ci pensa rog col suo drumming alla keith moon e il suo
vocione oscurante freddie a mettere le cose a posto.ottima versione
con brian che maltratta la chitarra come berlusconi la costituzione.
WHITE QUEEN.splendida esecuzione del capolavoro di QUEEN II
impreziosita da ottimi tocchi di piano e da un freddie che fa i
gargarismi come su disco.che intermezzo.che piano.che chitarra
straziante.che song.e poi hanno fatto BODY LANGUAGE...mah....
SOMEBODY TO LOVE.differente dall'orgia degli anni 80, molto
fedele alla versione su adatr.freddie strabilia, rog ogni tanto va
fuori nota.una delle migliori versioni ascoltate,altro che at the
bowl(signori, si esagera).
GOOD OLD FASHIONED LOVER BOY.ancora
freddie che prende per mano la band per una luccicante esecuzione di
questa canzone da gay che scatena l'entusiasmo del pubblico.freddie
dimentica le parole ma nn dimentica di cantarla magnificamente.KILLER
QUEEN.solita buona versione.niente da dire.
THE MILLIONAIRE
WALTZ.continua la festa continua la gloria.nn una versione
completa.freddie fa il furbo abbassando le ottave ma e' munifico di
note al piano.permette un ballo,madame?BEST FRIEND.simile alla live
killers version ma con un freddie in piu' nel motore.nuno bettencourt
ne sarebbe orgoglioso.DEATH ON 2 LEGS." would you like something
heavy or something soft?" chiede fred.la prima che hai
detto.versione completa di una killer queen con le borchie.steccone
di freddie su "overgrown schoolboy" a parte, cantata e
suonata magnificamente.si scherza pochissimo.
LEROY BROWN.
versione strumentale che conosciamo.qualche intoppo nel tempo ma nel
complesso va bene.
SWEET LADY. mai piaciuta tantissimo.freddie
furbeggia su alcune note e nel rit sembrano andare in vacanza in 4
localita diverse.finale da infarto.un bell'infarto
BRIGHTON
ROCK.solite stonature nel chorus e solito palloso assolo di
brian.'39.Roger qui ha lasciato ha lasciato la voce nel camerino e nn
canta un po' dei cori:gnafa'.a parte questo nn inferiore alla live
killers version.WHITE MAN.freddie mangia due alici salate e si
trasforma in un blues man del delta del mississippi.roger ogni tanto
fa un passaggio a casaccio, brian violenta la chitarra ma nn viene
denunciato perche la chitarra e' masochista.e gode.freddie pasticcia
con le note alte nel finale.BREATH AWAY.simile alla versione di rare
live.freddie ci porta a stafford terrace e ce la sussurra
nell'orecchio.brividi(ma tieni le mani a posto,fred!).PROPHET SONG.X
4 minuti freddie ci frantuma gli zebedei con i suoi sciacqui post
dentista .finalmente entra la band che spazza via tutto,anche freddie
che infatti sbaglia in maniera clamorosa la tonalita' dell'attacco
vocale.un'occhiataccia di brian ed e' tutto a posto.BOH RHAP.freddie
e' stanco e nella prima parte fatica come un velocista sull'alpe
d'huez,brian sbaglia un armonico sull'assolo.una stecca qui e
li(vi)(diomio,quel "MAMAAAAAAAA" e' uno strazio).seconda
parte migliore della prima.ah!la tauromachia...e le groupies.KEEP
YOURSEL ALIVE.Buona versione adrenalinica..roger la fa da padrone,
brian e' confuso come un vigile all'ora di punta e freddie nel finale
e' come Il pugile di THE HITTER di SPRINGSTEEN..cazz, si sente anche
l tamburello.STONE COLD CRAZY.versione supersonica.alla fine hanno
dovuto sbrogliare rog che in qualche passaggio si era fatto il nodo
alle braccia.ho sentito versioni migliori.IN THE LAP OF THE
GODS.freddie evita i falsetti ma ci regala lo stesso una song calda e
appassionata.audience in brodo di giuggiole.
NOW IM HERE.brian
come l'orco di shrek sputa riff infuocati e roger testimonia
l'importanza di essere onesti ma soprattutto magri.scarna ed
essenziale.john fa il suo.come pessotto.LIAR.Per la serie:quando
freddie aveva una voce.gli anni delle pressioni fiscali della tatcher
sono ancora lontani ma i 4 giovanotti (all'epoca)sono incazzati come
cassintegrati.
IM A MAN vede freddie con un vocione raschiato ed
efficace.ogni tanto strafa' e copre gli assoli di brian che se la
leghera' al dito e scrivera' las palabras de amor.un calcione nelle
pallucce a freddie per metterlo a tacere e brian si mette in viaggio
sul suo caminetto magico.JAILHOUSE ROCK.buona esecuzione del
superclassico rifatto da cani e porci.si permettono di riprenderla
4-5 volte manco fossero la e-street band con badlands.si chiude con
god save the queen..a parte qualche errore, un bel concertino.un must
per quelli che riescono a vedere freddie nn solo come "il
ricchione con i baffi".da far ascoltare altezzosi a chi dice
orgoglioso che gli piacciono i queen, "soprattutto radio gaga"
G.(ndr l'espressione "il
ricchione con i baffi" non è di proprietà nè
invenzione dell'autore coc G.)
QUEEN
Live In Montreal 1978"Ragazzi,
qui siamo nella merda.Io nn ho voce neanche per cantare la ninna
nanna al gatto ma dato che ho visto una bella casetta in stile
vittoriano a Kensigton e nn ho una lira, ci tocca andare lo stesso,
in tour. A prendere le note alte nn ci penso manco se mi regalate 100
schiavi in costume da bagno ma con la mia presenza scenica ce la
facciamo lo stesso. Telefonate a Gerry(Stickells, il tour manager
N.D.A.)".
1978.Dicembre.Freddo.Lungo.I Counting crows anni
dopo ci scriveranno sopra una canzone(A long december-recovering the
satellites-1996).Freddie già iniziava a scoperchiarsi la panza
alla fine dello show e ...scoperchia oggi, scoperchia domani, alla
fine s'e' beccato un raffreddore che si e' portato dietro per un anno
intero e che lo fa sembrare sempre sul punto di scaracchiare. Ormai
lo conosco, il buon Freddie:e' come Del piero, dopo due passaggi già
capisci se e' in forma o se è il caso d inserire Zalayeta.
Abbassa tutte le note e quando si azzarda a prendere l'ascensore fa
solo danni(come il bagnante che si affaccia col piedino sulla sabbia
per vedere se scotta e lo ritrae subito bestemmiando
sull'asciugamano).
Essi' che siamo ad inizio tour. Ad ogni modo è
da lodare perchè nonostante abbia l'estensione vocale di un
criceto con la sinusite, rischia, si sforza, pasticcia,
conquista(poche volte, ahimè), non ha paura di fare
figuracce(come in Somebody to love o Bohemian rhapsody-ma potrei
citarle quasi tutte-dove fa certe stecche che neanche io dopo 10
peroni e "a half pack of lucky strike, man"-kentucky avenue
di tom waits), parla Spread your wings(ma suona bene il piano), fa il
suo onesto lavoro in Killer queen, maltratta Death on 2 legs, mette
il pilota automatico su Love of my life, stappa lo champagne, fischia
come Collina, fa fare il gatto a Roger Taylor, fa rimpiangere Wembley
86..insomma, una mezza delusione.
Peccato perchè il suono
e' buono, la band gira bene(a parte qualche cianfrusaglia di finale)
e colora Now I'm here, ci disseta con Dreamers ball e abbaglia la
follla con quasi tutti classiconi del periodo.
In definitiva il
concerto nn e' pessimo(anche perchè ogni tanto Freddie si
toglie il folletto dalla gola e canta bene o quasi)ed i pezzi escono
più che dignitosi.Brian spazzola note, Rog randella da par suo
e John è invisibile(quindi nn fa errori a parte rallentare la
WWRY fast). Fossi stato a Montreal quella notte mi sarei divertito e
sarei tornato a casa con l'immagine di un grande gruppo. 28 anni dopo
c'è qualche critica in più e qualcosa che nn quadra. Ma
metto tutto nell'armadio dell'annus orribilis e ascolto Bohemian
Rhapsody al live At th bowl per ricordarmi che Frddei era un grande
cantante(e nn quello che in questo istante sta facendo a pezzi It's
late, una delle mie canzoni preferite).
P.S. Non fatelo ascoltare
all'amico a cui avete rovinato la gioventù con la frase
"Freddie Mercury e' il più grande cantante di tutti
tempi"
G.
DAMIEN
RICE O (2003)piùBersani cerca di spiegare a noi
pezzenti che la finanziaria è un capolavoro, mio padre e mia
madre dormono sull'aumento che avranno, mio fratello ronfa qualche
rima e io recluso volontario a parte il sabato (perchè sono un
celebratore e cantore dell'oio meritato) mi sono ascoltato O di
Damien Rice, disco del 2003. Sembra che i colleghi (si, ebbè?)
giornalisti inglesi prendano più soldi non appena scrivono
"the next big thing", infatti ad ogni cambio di cappello
della regina annunciano il nuovo dylan, i nuovi beatles, i nuovi
stones, i nuovi coldplay (!). L'irlandese Damien Rice, faccino da
figlio di puttana travestito da agnello (ti tromba la ragazza ma dopo
ti dice I'm sorry) non sfugge alla regola e viene votato come miglior
cantante, miglior artista, miglior album di debutto, miglior taglio
di capelli, miglior 740, miglior amico del cane, miglior cuoco e
miglior terzino destro del 2003. I coldplay (una delle più
grandi sole del millennio dopo Zavarov e Blanchard) al confronto sono
delle merde. Il dischetto in questione si presenta con una bella
opertina e un altrettanto notevole booklet pieno di opere dello
stesso Damien. Registrato un po' alla cazzo (ma apposta, perchè
il giovanotto è un paraculo) con un fruscio usato quasi come
uno strumento, si snoda attraverso 10 canzoni che pagano il tributo
ai soliti noti (un Nick Drake se possibile ancora più
depresso, David Gray, il Ryan Adams di Heartbreaker). Chitarrina
strimpellata per sgranchirsi le dita, batteria "VIVA",
archi come se piovesse: questo lo schema usato dal giovanotto per far
breccia nel cuore coriaceo. E in alcuni casi, lo ammetto, ha fregato
anche me: alcuni pezzi sono notevoli, ti fanno venire voglia di
lasciare la fidanzata solo per poterli cantare (Blower's Daughter e
Cannonball su tutte). A volte però si fa prendere la mano ed
esagera col melodramma, urla disperato come un cane investito da un
autobus e ti verrebbe voglia di dirgli "Uagliò, r femm'n
so cum r' patat': s' scav r' truov" (I Remember e Cheers Darlin
sono un po' eccessive nel presentare la disperaione di uno che s'è
preso un bel palo sul musone brutto). Ogni tanto tenta la novità,
con Eskimo che finisce in gloria con la partecipazione di una
cantante lirica che gorgheggia in finlandese sulla solita litania
cantata dal nostro eroe triste (ma è una maschera. In realtà
tromba tutti i giorni e il mercoledì fa pure la doppietta). In
definitiva, non un capolavoro ma un buon disco, con le ingenuità
e le intuizioni di un debuttante. Come opera prima non è male.
Per la prossima gli consiglio una puntata dei Griffin prima e dopo le
registrazioni. Dovrebbe funzionare. P.S. la voce che snocciola i
testi (un rosario di luoghi comuni che al confronto Bryan Adams è
Lou Reed) è talmente NORMALE da far credere che a cantare sia
statochiamato il primo fesso che passava a gettare la spazzatura nei
bidoni per la raccolta differenziata. Si, d'accordo, usa il
falsetto,ogni tanto sbraita (soffuso, perchè è TAAANTO
triste) ma Dylan che beria e sputa è più incisivo.
G.
RICHARD
& LINDA THOMPSON I Want To See The Bright Lights Tonight (1974)1/2Sette gennaio 2007. All'insegna della
sobrietà. E non è un'imposizione rispettosa. Coc,
tu scrivi bene e te l'ho detto in tempi non sospetti. Hai fantasia,
ironia, immaginazione. L'artista guarda un marciapiede e vede una
storia. Io guardo un marciapiede e vedo.. un marciapiede. Non mi aiuta
certo la qualità dozzinale dei cd che mi proponi soprattutto
questo con la copertina sabbiosa ("ho scritto Tano sulla sabbia" - zia
Tella) di Richard e Linda Thompson. Mi aspetto il solito folkettino
acustico minimale tubato con voce orgiastica dai 2 sposini che durante
le registrazioni non si sono tolti un attimo gli occhi di dosso. Mi
immagino testi profumati di pesca del tipo "Amore mio, io e te
cammineremo insieme lungo questa lunga strada" e hippiate varie. Siamo
nel 74. L'estate dell'amore è finita da un pezzo. Qualcuno
avvisi i passeggeri. (Ho dato una scorsa ai titoli. Quasi tutti di
matrice religiosa: che due palle!). When I Get To The Border: una
chiamata alle armi cantilenata cantata alla Pete Townshend. Sa un po'
di ACR ma il finale pieno di assoli rondovenezianeschi rende giustizia.
The Calvary Cross: inizio alla King Of Birds (R.E.M.). Very singable ma
puzza di religione, porca Madonna. Ora mi manda una email nella quale
chiede di convertirmi. Non avrai il mio scalpo. Withered And Died: con
voce pacata e disperata Linda ci racconta le sue tristezze su un
tappeto da ballatona che più classica non si può.
Se il disco è tutto così gli schiaffo 3 stelle e
premo stop. I Want To See The Bright Lights Tonight: chitarra che
fraseggia, fiati ironici e Angelo Flash che suona la chitarra e
suggerisce gli accordi a Gianluca Genovese. Cantato troppo "easy".
Serviva una voce più saporosa. Ritornello bucolico. Giovanni
Pascoli ne sarebbe stato orgoglioso. Down Where The Drunkards Roll:
sempre ste cazzo di storielle di disperatità ma con la luce
in fondo al tunnel. Ottimismo becero e economico. L'amore
rincoglionisce. Tutte le opere migliori sono state fatte in periodi di
crisi. Vuoi mettere Tougher Than The Rest con Books Of Dreams?
"Scambiatevi un segno di pace". We Sing Hallelujah: sti pezzi sono
avanzati a Dylan nel periodo della conversione. Non mi piacciono un
cazzo, coc. Carù, scommetto che invece si masturba su questi
peana religiosi. Richard, ma falla finita! Has He Got A Friend For Me:
sti canti cantati con una tristezza fuori luogo. Grazie al cazzo che
non ti caga nessuno: canti ste merdate.Forse un po' di ironia le
avrebbe salvate. Invece ce le sbolognano come canti di
verità incontestabili. The Little Beggar Girl: questa mi
ricorda qualcosa di Tim Buckley. Un giro di tarantella, un incrocio di
voci finalmente ben riuscito e Antonio Paglione che grida
"contrè". Ma almeno sta in piedi. The End Of The Rainbow:
meglio quando canta lui. Qui ti dice che la vita è una
monnezza. Non c'era bisogno di Richard Thompson. Ben svegliato, Rich.
Grazie dei consigli, non lo sapevo. Ma ora che lo so, prometto che
farò più attenzione. The Great Valerio: ancora
Tim Buckley a sprazzi (nel cantato). Questo polpettone affumicato al
terzo ascolto potrebbe anche piacermi (sto stile epico-medioevale). Coc
non mi piace il genere, non mi piace la seriosità, non mi
piace l'odore dell'incenso. In più sono 2 mocci. 38 minuti
buttati. Potevo fissarmi le unghie. Mi sarei divertito di
più. Si, vabbè non capisco niente. Ma se questo
è un bel disco, Tommy che è? Coc, per piacere.. G.
NEIL YOUNG Zuma (1975)1/2
E alla fine l'ho ascoltato, Zuma, dopo averlo
corteggiato per 10 anni. L'ho pescato dai cd in stand-by e l'ho messo
nel mio walkman di 19 euro (cuffie e pile comprese). E ho scoperto che
il 1975 è stato un anno fantastico nel campo musicale: Horses, Wish You
Were Here, Zuma, Born To Run (e l'elenco è più lungo). E ho scoperto
che Neil Young è il mio chitarrista preferito (mai l'essenzialità fu
tanto vasta), fa piangere amplificatori, spettatori, musicisti e
critici (e anche il mio gatto, mentre ascoltavamo il cd, si è
commosso). Don't Cry No Tears è un bel rocchettino muscoloso che si fa
largo a spallate, con Neil Young curvo sulla sei corde come la
vecchietta di Generale lo era sul tramonto. Suono sdrucito e grezzo, la
chitarra come un lanciafiamme ti apre le budella e si fa un soffritto,
la sezione ritmica passeggia tranquilla tenendosi per mano. Danger Bird
aggiunge un po' di psichedelia in pentola mentre Pardon My Heart ti
massaggia il cuore bislacco. Lookin' For Love è un proto-country con un
testo sentimentale e amaro che gli adolescenti (e non solo. Io ne ho
mandato uno stralcio alla mia bimba) si dedicheranno sulle radio
private. Barstool Blues è un'altra Don't Cry No
Tears con Neil l'apache che se possibile inventa una linea vocale
ancora migliore, con quelle corde vocali meravigliosamente imperfette
che renderebbero speciali gli ingredienti della merda. Stupid Girl è
tozza e cazzuta quanto basta per farti indignare mentre provi
l'espressione da duro allo specchio e Drive Back, oltre a ricordare
Laciodrom dei Litifiba ti fa pensare che se finisse qui il disco lo
collocheresti tra i migliori del canadese pazzo. E invece... come
l'acqua che vedi entrare dalla porta arriva Cortez The Killer, un
miracolo di 7 minuti lanciato come un vagone contro l'infinito. Santi
numi, che capocciata ho dato contro il cielo. Se avessi un ultimo
desiderio vorrei poter essere la chitarra di questa canzone. Cortez The
Killer. Pacata, affilata, ondivaga, definitiva, epocale e apriteil
vocabolario e scegliete tutti i sinonimi di stupefacente. Dio ha
inventato il silenzio dopo aver ascoltato questa canzone. Neil Young ha
baciato Dio mentre scriveva questa canzone. Erano millenni che non
chiudevo gli occhi. E dopo un capolavoro del genere, Through My Sails
non l'ho neanche ascoltata, non aveva senso. Through
My Sails o la registrazione di un'intervista alla mucca del ranch di
Neil Young è uguale, dopo Cortez. Mio Dio. Erano anni che non dormivo
con un disco appoggiato ai piedi del letto. G.