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Artista autodidatta d'origine sarda, Cabras racconta nelle sue tele il vissuto contadino ed il paesaggismo senese di cui egli è, per così dire, figlio adottivo. Mediante il colore ad olio, cui si affiancano acquerelli e chine, Mariano fissa materialmente sul supporto ricordi di visioni rurali, resi ancor più realistici dalla scelta tonale calda e dalle cromie terrose, che ben si adattano alla narrazione pittorica in atto, accostabile ad un pittoricismo di vago gusto vangoghiano. La sua produzione si fa maggiormente contemporanea nella realizzazione di metal works in cui corpi minimalisti e sagomati prendono forma ed in cui la carnalità umana si perde in virtù di sembianze più caricaturali dei volti, unica fonte visibilmente più percepibile nell'uso scultoreo della creta e di materiali vari. Ma è nei suoi digital works che Cabras pone l'accento creatore estremo della propria interiorità: volti, occhi, paesaggi spiritualmente ultraterreni, acquatici, ancestrali, lunari…opere oniriche, ricordi mnemonici passati o crude esistenze presenti? Qualsiasi significato intrinseco essi abbiano, al di là della pura comunicazione visiva, se ne percepisce tutta l'inconscia dialettica interiore. Carla Ferraris (Critico d'arte) ***********
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